Analisi Tattica: l’Ajax di Francesco Farioli

Analisi realizzata da Riccardo Bignardi, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca l’ AJAX di Francesco Farioli: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
SISTEMA DI GIOCO
L’Ajax si schiera con un modulo di partenza 1-4-3-3.
In fase di non possesso, l’Ajax adotta principalmente tre moduli: 1-4-2-2-2, 1-5-1-2-2 e 1-5-3-2, variando la disposizione in base ai movimenti dei centrocampisti.
Nel 1-4-2-2-2, la disposizione prevede Akpom e Brobbey (successivamente Rasmussen) in attacco. Traoré, l’esterno d’attacco destro, si abbassa e si allinea con Fitz-Jim, formando una linea intermedia. Più arretrati, in posizione di copertura, si trovano Berghuis e Henderson, mentre la linea difensiva resta invariata. In alcune situazioni, Fitz-Jim può alternarsi con Berghuis, aggiungendo dinamismo alla struttura.
Il 1-5-1-2-2 viene adottato quando Henderson, o meno frequentemente Berghuis, si abbassa per allinearsi con la linea difensiva, formando così un blocco a cinque.
Nel 1-5-3-2, oltre a Henderson o Berghuis che si schierano in difesa, a centrocampo si posizionano Fitz-Jim, Traoré e uno tra Henderson o Berghuis. Questa configurazione garantisce maggiore solidità e compattezza alla squadra durante la fase di non possesso.
In fase di possesso, l’Ajax alterna il modulo 1-2-3-2-3 e il 1-3-1-3-3, adattandosi alle situazioni di gioco. Nel 1-2-3-2-3, i due difensori centrali restano più arretrati, garantendo coperture e marcature preventive per supportare la squadra. I terzini, invece, avanzano e si allineano con Henderson, che opera come playmaker in posizione più arretrata rispetto ai compagni di reparto. Henderson gestisce il possesso palla, smistando palla verso gli esterni o cercando l’attaccante centrale. Berghuis e soprattutto Fitz-Jim si posizionano appena dietro i tre attaccanti, pronti a inserirsi e creare maggiore profondità e opportunità offensive.
Nel modulo 1-3-1-3-3, uno dei due terzini rimane più basso per rafforzare la linea difensiva e offrire maggiore supporto in caso di ripartenze avversarie. Henderson conserva il suo ruolo arretrato di regista, mentre l’altro terzino avanza e si schiera in linea con Fitz-Jim e Berghuis, che agiscono come incursori. Questa disposizione permette di creare superiorità numerica in attacco senza compromettere l’equilibrio difensivo della squadra, garantendo una struttura solida anche durante le transizioni.
SISTEMA DI BASE: 1-4-3-3
SISTEMA FDP: 1-2-3-2-3, 1-3-1-3-3
FASE DI NON POSSESSO: 1-4-2-2-2, 1-5-1-2-2, 1-5-3-2
INTERPRETI
PORTIERI:
- N.22 Pasveer (piede forte destro – 188 cm): garantisce sicurezza tra i pali grazie a ottimi riflessi e un posizionamento sempre attento. Affidabile sia nelle prese che nel gioco con i piedi, facilita la costruzione dal basso e permette transizioni rapide con lanci precisi. Ha guidato la difesa con esperienza, cercando di arginare le offensive avversarie.
DIFENSORI CENTRALI:
- N.37 Šutalo (piede forte destro – 190 cm): abbina la sua forza fisica a una notevole capacità di impostazione. Solido nel gioco aereo e preciso nei passaggi, è fondamentale per avviare l’azione in FDP. Mostra leadership e una buona lettura del gioco.
- N.15 Baas (piede forte sinistro – 182 cm): ha dimostrato adattabilità e solidità difensiva, capace di contribuire sia nella fase di costruzione che nel recupero palla. Mantiene una discreta compostezza, riuscendo a respingere alcune situazioni pericolose nel primo tempo. Nel corso della partita, soffre la velocità e il movimento tra le linee degli attaccanti avversari, evidenziando alcune difficoltà nel contenere gli inserimenti senza palla.
ESTERNI BASSI:
- N.4 Hato (TS – piede forte sinistro – 182 cm): combina fisicità e tecnica raffinata. Veloce e abile nella lettura del gioco, si distingue per il recupero palla e le sovrapposizioni sulla fascia. Ha mostrato grande maturità tattica nella partita.
- N.2 Rensch (TD – piede forte destro – 179 cm): dotato di una notevole tecnica individuale. Ha mostrato buona capacità di lettura del gioco e dinamismo sulla fascia destra, cercando di arginare gli attacchi avversari e proponendosi in avanti, anche se la sua azione offensiva è stata limitata dalla costante pressione della squadra avversaria.
- N.5 Wijndal (TS – piede forte sinistro – 176 cm): possiede un fisico massiccio che gli consente di prendere posizione con facilità e vincere numerosi contrasti.
Durante i minuti giocati, ha cercato di contribuire in FDP sulla fascia sinistra.
CENTROCAMPISTI:
- N.6 Henderson (piede forte destro – 182 cm): ha svolto il suo consueto ruolo di equilibrio tra difesa e centrocampo. Con la sua esperienza, ha cercato di proteggere la difesa e recuperare palloni, distribuendo il gioco con passaggi brevi e precisi. Ha cercato di dare solidità al centrocampo. La sua leadership in campo è stata evidente, anche se la squadra non è riuscita a mantenere il controllo del gioco.
- N.28 Fitz-Jim (piede forte destro – 174 cm): ha mostrato buona mobilità e capacità di collegare centrocampo e attacco. È stato uno dei pochi a provare a creare gioco e a farsi vedere in FDP, cercando di trovare spazi tra le linee avversarie. La sua visione di gioco e i passaggi filtranti sono stati utili per dare ritmo alla manovra, ma la sua influenza offensiva è stata limitata dalle difficoltà della squadra nel costruire azioni concrete.
- N.23 Berghuis (piede forte sinistro – 182 cm): ha giocato un ruolo chiave nella gestione del centrocampo. Con la sua visione di gioco e la capacità di legare la manovra, ha cercato di dettare i tempi e distribuire palloni precisi ai compagni. Tuttavia, nonostante la sua abilità nel mantenere il possesso e creare occasioni, la squadra ha faticato a sfondare la difesa avversaria
- N.21 van den Boomen (piede forte destro – 188 cm): ha cercato di portare freschezza e qualità alla manovra a centrocampo. La sua abilità nel controllo palla e nella distribuzione dei passaggi è stata evidente, cercando di aumentare la velocità del gioco e dare soluzioni al palleggio. Sebbene non abbia avuto molto tempo per entrare nel vivo della partita, ha tentato di creare occasioni.
- N.38 Hlynsson (piede forte destro – 179 cm): con la sua tenacia e aggressività, ha provato a recuperare palloni e a sostenere la transizione offensiva. Nonostante il suo impegno, la pressione della squadra avversaria ha reso difficile per lui prendere il controllo del gioco, limitando il suo impatto nella fase finale della partita.
ALI/ ESTERNI D’ATTACCO:
- N.10 Akpom (piede forte destro – 183 cm): fisicamente agile e veloce, ha tentato di sfruttare la sua capacità di dribbling per creare superiorità numerica e attaccare la difesa avversaria. Il suo movimento tra le linee è stato uno degli aspetti positivi del suo gioco, ma ha faticato a concretizzare le sue incursioni. Ha cercato, nel corso della gara, di tagliare verso il centro per creare occasioni, ma la squadra avveraria ha ben contenuto le sue azioni, negandogli gli spazi necessari per esprimersi al meglio.
- N.20 Traoré (piede forte sinistro – 181 cm): ha cercato di sfruttare la sua velocità, agilità e tecnica per dare profondità alla squadra. Fisicamente robusto, è capace di superare gli avversari in uno contro uno grazie al suo dribbling, e di attaccare la fascia con spunti rapidi. Nonostante queste qualità, ha faticato a imporsi nella partita. Durante la partita ha cercato di tagliare verso l’interno per creare occasioni, ma la solidità difensiva avversaria gli ha impedito di trovare spazi. Tatticamente, è anche dovuto rientrare più a centrocampo per dare supporto in FDNP.
- N.49 Banel (piede forte destro – 173 cm): con il suo dinamismo e la capacità di dribblare, ha cercato di sfruttare la sua velocità per superare gli avversari e creare occasioni offensive. Nonostante il suo impegno, la sua influenza sulla partita è stata limitata dalla forte pressione della squadra avversaria, che ha ben contenuto ogni tentativo di accelerazione. Ha provato a dare più profondità alla squadra, ma è stato spesso fermato dalla difesa avversaria.
ATTACCANTI:
- N.9 Brobbey (piede forte destro – 182 cm): ha cercato di sfruttare la sua fisicità e la sua velocità per dare supporto all’attacco. Fisicamente imponente, è un giocatore che sa usare il corpo per proteggere il pallone e mantenere la posizione, con una buona capacità di finalizzare sotto porta. Ha avuto un impatto limitato, trovandosi spesso isolato dalla manovra offensiva e con poche occasioni per rendersi pericoloso. La difesa avversaria ha controllato bene i suoi movimenti, impedendogli di trovare spazi. È stato costretto a lasciare il campo per un infortunio nel primo tempo.
- N.29 Rasmussen (piede forte sinistro – 184 cm): fisicamente imponente e con una buona presenza nell’area di rigore, ha cercato di dare più supporto offensivo alla squadra. La sua capacità di giocare spalle alla porta e di proteggere il pallone è stata utile per mantenere la palla viva nella metà campo avversaria. Tuttavia, nonostante il suo impegno, ha faticato a entrare nel vivo del gioco. La difesa avversaria lo ha ben marcato, limitando le sue giocate offensive.
FASE DI POSSESSO (FDP):
In fase di costruzione della manovra, l’obiettivo della squadra nella FDP è quello di superare le linee di pressione avversaria, per poter giungere alla finalizzazione.
COSTRUZIONE
La costruzione del gioco dell’Ajax si è basata prevalentemente diretta, attraverso langi lunghi effettuati principalmente dal portiere Pasveer e, in alcune occasioni, dai difensori. Questa scelta è stata spesso dettata dalla necessità, a causa del pressing intenso esercitato dagli avversari. In quelle poche occasioni in cui la squadra ha provato a costruire dalla difesa, il pressing avversario l’ha costretta, dopo pochi passaggi, a ricorrere comunque al lancio lungo per liberarsi dalla pressione.
Il principale destinatario di questi lanci è stato l’attaccante centrale Brobbey, seguito, nel prosieguo della partita, da Rasmussen. In alcune circostanze, i lanci sono stati indirizzati verso l’esterno d’attacco sinistro, Akpom.
Sia che l’azione inizi da un rinvio dal fondo sia che derivi da un recupero palla dopo un’azione avversaria, l’Ajax ha mostrato una preferenza per la verticalizzazione diretta.
Quando la pressione avversaria si attenua o risulta meno incisiva, invece, l’Ajax opta per una costruzione dal basso, sfruttando i difensori centrali e Henderson, il playmaker, con l’obiettivo di avanzare in modo più ragionato, garantendo maggiore sicurezza nella progressione verso la metà campo avversaria.
SVILUPPO
A causa della preferenza dell’Ajax per una costruzione diretta, la fase di sviluppo del gioco viene talvolta bypassata. Tuttavia, in determinate situazioni, un centrocampista centrale, solitamente Henderson più di Berghuis, si abbassa per ricevere il pallone e impostare l’azione. Da questa posizione, Henderson cerca di verticalizzare verso l’attaccante centrale oppure di allargare il gioco sugli esterni d’attacco o sui terzini.
In alcuni frangenti, anche Rensch si accentra temporaneamente a centrocampo per supportare lo sviluppo della manovra, costringendo Berghuis a spostarsi più verso l’esterno. Questo movimento consente di creare più opzioni per avanzare il gioco, garantendo una maggiore fluidità nella transizione verso l’attacco.
Durante questa fase, il centrocampo dell’Ajax assume una disposizione scaglionata, con Henderson e Berghuis posizionati più arretrati e Fitz-Jim più avanzato, pronto a inserirsi e supportare l’azione offensiva.

RIFINITURA
Questa fase rappresenta ciò che i giocatori riescono a sviluppare nel terzo finale di campo. L’Ajax cerca di sfruttare gli esterni d’attacco, Akpom e Traoré, che tendono ad accentrarsi palla al piede. Il loro obiettivo è puntare l’uomo, cercare il dribbling e creare superiorità numerica nella zona avanzata, per poi servire le mezzali, Fitz-Jim e Berghuis, pronte a inserirsi come incursori. Anche uno o entrambi i terzini si spingono in avanti, ampliando il fronte d’attacco e offrendo opzioni aggiuntive per lo sviluppo dell’azione. Parallelamente, la squadra cerca spesso di coinvolgere l’attaccante centrale, Brobbey (successivamente Rasmussen), che funge da punto di riferimento. Da questa posizione, l’attaccante può scegliere di allargare il gioco verso gli esterni o di scaricare rapidamente il pallone sui centrocampisti, che avanzano fino alla linea offensiva per garantire maggiore presenza e creare combinazioni efficaci nell’area avversaria.
FINALIZZAZIONE
L’Ajax di Farioli utilizza diversi approcci per cercare la via del gol:
• Tiri dalla distanza, sfruttati soprattutto dalle mezzali Fitz-Jim e Berghuis o dagli esterni d’attacco, Akpom e Traoré; rappresentano una soluzione efficace per cercare la finalizzazione nei momenti di stallo o quando l’area è particolarmente bloccata.
• Situazioni di 1v1 con Akpom ( tavolta anche Traoré o Fitz-Jim) che si accentra palla al piede sfruttando il dribbling per superare l’avversario diretto e creare superiorità numerica, aprendo spazi per sé o per i compagni per trovare il tiro.
• Nel finale di partita, trovandosi in svantaggio e con l’obiettivo di riequilibrare il risultato, l’Ajax ha intensificato i tentativi di cross in area, cercando di sfruttare anche gli inserimenti delle mezzali, con indicazioni come incursori, per aumentare la presenza offensiva e creare occasioni da rete.
LATERALITA’ OFFENSIVA
Il gioco sugli esterni è viene utilizzato della squadra di Farioli, che sfrutta sia gli esterni d’attacco sia i terzini per creare occasioni. Akpom, schierato sulla sinistra, viene cercato frequentemente. Giocando a piede invertito, è particolarmente abile nell’uno contro uno e tende ad accentrarsi, liberando spazio per le sovrapposizioni di Hato. Una volta accentrato, Akpom cerca spesso la punta centrale o le mezzali, che si inseriscono per offrire ulteriori opzioni offensive.Anche la corsia di destra viene utilizzata, seppur meno frequentemente, con Traoré che, oltre a cercare l’ampiezza, serve gli incursori a supporto.Un elemento tattico importante è il giro palla tra Henderson e i terzini. Dopo alcuni scambi, Henderson tende a verticalizzare, cercando Akpom o l’attaccante centrale, sfruttando la loro capacità di creare spazi e combinazioni offensive.
FASE DI NON POSSESSO (FDNP):
PRIMO PRESSING
L’Ajax adotta un pressing alto a uomo, caratterizzato da un approccio aggressivo e organizzato. Brobbey (o Rasmussen) e Akpom guidano la pressione attaccando immediatamente la linea difensiva avversaria, cercando di chiudere rapidamente gli spazi e limitare le opzioni di passaggio. Il resto della squadra segue con marcature strette sugli avversari, chiudendo efficacemente le linee di passaggio verso i centrocampisti. Questo atteggiamento ha portato, in diverse occasioni, a forzare errori nella costruzione del gioco da parte degli avversari.Le mezzali, insieme a Traoré, formano una seconda linea di pressione, concentrandosi sui centrocampisti avversari per ostacolare il giro palla e impedire la costruzione dal basso. Per tutta la partita, sia la prima linea di pressing che il resto della squadra hanno mantenuto questo approccio uomo contro uomo, garantendo compattezza e coesione in ogni fase del gioco.

LINEA DIFENSIVA
In fase di non possesso, l’Ajax si organizza cercando di coprire l’intero campo in modo efficace. I terzini si concentrano sui duelli individuali contro gli esterni avversari di riferimento. I difensori centrali si occupano della marcatura dell’attaccante e del trequartista avversario, che tendono a muoversi lungo tutto il fronte offensivo. Il centrocampo e Traorè danno supporto in fase difensiva, seguendo i movimenti degli avversari per interrompere le linee di passaggio.
La linea difensiva dell’Ajax, di norma compatta e allineata, si adatta scaglionandosi in situazioni specifiche, come quando è necessario neutralizzare giocatori particolarmente pericolosi. Questo reparto opera con marcature a uomo nella zona ed è estremamente aggressivo quando l’avversario ha il controllo della palla, applicando coperture preventive efficaci per limitare gli spazi agli attaccanti, anche quando la squadra perde il possesso lontano dalla propria area.

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO
Il centrocampo dell’Ajax, in fase di non possesso, si dispone in modo scaglionato, con Henderson e Berghuis posizionati più arretrati rispetto a Fitz-Jim, che spesso si allinea con Traoré. Questa disposizione è caratterizzata da una notevole mobilità: i centrocampisti ruotano frequentemente e si scambiano le posizioni, creando difficoltà per gli avversari, che non riescono a trovare punti di riferimento stabili.
Quando Henderson e Berghuis rimangono in linea dietro Fitz-Jim e Traoré, offrono un importante supporto difensivo, limitando le opzioni di gioco avversarie e interrompendo le linee di passaggio.
Nel caso in cui l’Ajax passi a una linea difensiva a cinque, uno tra Henderson e Berghuis arretra per integrarsi con la retroguardia, fornendo maggiore copertura e solidità al reparto difensivo.
LATERALITA’ DIFENSIVA
Gli esterni d’attacco dell’Ajax assumono ruoli differenti in fase difensiva. L’esterno sinistro, Akpom, mantiene una posizione più avanzata, spesso allineandosi con l’attaccante centrale, inizialmente Brobbey e successivamente Rasmussen, per preservare una minaccia offensiva anche durante le fasi di copertura. Al contrario, Traoré, schierato sulla destra, tende ad abbassarsi fino alla linea di centrocampo, offrendo una copertura più solida sulla fascia e contribuendo a chiudere le linee di passaggio avversarie.
Il lavoro difensivo è ulteriormente supportato dalle mezzali, che intervengono con raddoppi e coperture per chiudere gli spazi e contenere le avanzate avversarie sulle fasce. Tuttavia, in alcune situazioni, i raddoppi vengono evitati per privilegiare una maggiore densità e superiorità numerica nelle zone centrali, garantendo così una copertura più efficace nelle aree strategiche del campo.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Quando l’Ajax recupera il possesso, sia attraverso un pressing aggressivo e ben organizzato, sia sfruttando un errore avversario, la squadra cerca immediatamente una ripartenza rapida. Se le condizioni lo permettono, l’Ajax effettua uno o due passaggi per poi verticalizzare e avanzare rapidamente, riducendo al minimo il tempo a disposizione degli avversari per riorganizzarsi.
Tuttavia, se gli avversari riescono a ripiegare con efficacia o sono già ben posizionati in campo, l’Ajax adotta un approccio più paziente, riorganizzando il possesso e iniziando la manovra da dietro con una costruzione dal basso. Questa soluzione viene scelta anche quando l’avversario esercita un pressing immediato sul giocatore che ha appena recuperato il pallone.
TRANSIZIONE DIFENSIVA
Quando l’Ajax perde il possesso, la squadra si impegna in una riaggressione immediata sul portatore di palla, sfruttando il pressing intenso che caratterizza il suo stile di gioco. La riaggressione viene eseguita dal giocatore più vicino al portatore, cercando di recuperare rapidamente il possesso e interrompere l’azione avversaria.
Tuttavia, se la squadra risulta sbilanciata e si trova a fronteggiare un possibile contropiede, la difesa opta per un rapido ripiegamento, mentre i centrocampisti si attivano per effettuare una riaggressione tempestiva alle spalle del portatore.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA
• Pressing molto alto che mette in difficoltà l’uscita avversaria
• Il pressing dell’incursore Fitz-Jim si è rivelato spesso efficace e ben posizionato, risultando particolarmente pericoloso in fase di possesso.
• Ala sinistra (Akpom) agile e forte nel dribbling, capace di creare superiorità numerica
• Terzini di grande spinta e fisicità, preziosi nelle transizioni e nel supporto in fase difensiva
• Punta centrale forte nel tenere palla, utile come sponda per la manovra e per far salire la squadra
PUNTI DI DEBOLEZZA
• Poca costruzione dal basso, che porta a perdere palla frequentemente in questa fase
• Il difensore centrale di sinistra si è dimostrato poco reattivo in diverse circostanze, alle volte anche in marcatura, commettendo alcuni errori nella fase di costruzione del gioco.
• L’intensa pressione avversaria ha creato notevoli difficoltà alla squadra, soprattutto in fase di costruzione.








