Analisi Tattica: l’Arsenal di Mikel Arteta 2024-25

Analisi realizzata da Raimondo De Magistris, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca l’ARSENAL di Mikel Arteta 2024-25: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
E’ una squadra con una forte identità tattica che ha fin qui disputato il 60% delle sue gare con un 4-3-3 che in corso d’opera somiglia molto a un 4-2-3-1 visto che Odgaard viene segnato in distinta come mezzala, ma poi di fatto opera da trequartista. L’altro 40% delle gare sono invece state disputate con un più conservativo 4-4-2.
Allievo di Pep Guardiola, Mikel Arteta è allenatore che predilige la costruzione dal basso e la ricerca della conclusione in porta solo dopo un consolidato possesso palla. Arteta e il suo staff preparano in maniera maniacale i calci piazzati e l’Arsenal è la squadra con più gol all’attivo derivanti dalla battuta di calci d’angolo.
L’11 TITOLARE
POR) David Raya – Piede destro, grande reattività tra i pali e molto partecipe nella costruzione della manovra. Molto abile con i piedi.
TD) Jurrien Timber – Piede destro, terzino di grande forza fisica e corsa. Assicura spinta ma anche grande disciplina in fase difensiva.
DCD) William Saliba – Piede destro, alto 192 centimetri ma molto rapido nel breve. Dominante sulle palle aeree.
DCS) Gabriel Magalhaes – Piede sinistro, alto 190 centimetri. Guida la difesa con la sua leadership, abile nell’avviare l’azione.
TS) Riccardo Calafiori – Piede sinistro, laterale eclettico che molto spesso si lancia in attacco per mettere in difficoltà le difese avversarie.
CCD) Martin Odegaard – Piede sinistro, è la mente dell’Arsenal in fase di rifinitura. E’ molto abile nel trovare il compagno libero e per questo l’Arsenal affida a lui tutte le ripartenze rapide.
CC) Jorginho – Piede destro, è il regista della squadra. Sempre nel vivo del gioco con giocate semplici e rapide per dare ritmo alla manovra dell’Arsenal soprattutto contro avversari schierati.
CCS) Declan Rice – Piede destro, centrocampista box to box molto prezioso in fase di interdizione ma altrettanto pericoloso col suo tiro dal limite dell’area.
AD) Ethan Nwaneri – Piede sinistro, ama partire dalla destra per poi accentrarsi e calciare in porta. Cerca sempre l’uno contro uno.
CA) Mikel Merino – Piede sinistro, adattato come centravanti per emergenza. Esce spesso dalla linea difensiva per favorire gli inserimenti di esterni e centrocampisti.
AS) Leandro Trossard – Piede destro, molto rapido, gli piace non dare punti di riferimento agli avversari e svaria molto su tutto il fronte offensivo.
SOSTITUTI
TS) Kieran Tierney – Piede sinistro, molto attento in marcatura. Difficilmente perde la posizione.
CC) Oleksandr Zinchenko – Piede sinistro, giocatore polivalente che può esser schierato in più zone di campo. Ha qualità e visione di gioco.
AD) Raheem Sterling – Piede destro, esterno d’attacco molto rapido, ha eccellenti tempi di inserimento nell’area avversaria.
CC) Thomas Partey – Piede destro, centrocampista centrale di grande fisicità.
TD) Ben White – Piede destro, terzino molto più difensivo rispetto a Timber.
SISTEMI DI GIOCO
Sistema di gioco di base: 1-4-3-3
Sistema di gioco in fase di possesso: 1-2-4-4 oppure 1-3-2-5
Sistema di gioco in fase di non possesso: 4-4-2 oppure 5-4-1
L’Arsenal di Mikel Arteta è squadra che ama dominare il gioco e si predispone in campo con un 4-3-3. La partita presa in esame per questa analisi, quella sul campo del Nottingham Forest conclusa 0-0, ha visto il tecnico spagnolo dover fare i conti con l’assenza di ben quattro attaccanti: Gabriel Martinelli, Kai Havertz, Bukayo Saka e Gabriel Jesus. Per questo motivo nel ruolo di centravanti è stato schierato Mikel Merino, professione centrocampista. Assenza che ha penalizzato i gunners in termini di pericolosità offensiva, ma non ha intaccato un architettura tattica sempre molto offensiva visto che la squadra di Arteta attacca costantemente con tanti uomini e quando si trova in fase di rifinitura tende a portare otto calciatori nei pressi dell’area avversaria.
In FDP l’Arsenal costruisce quasi esclusivamente dal basso o con i due centrali oppure arretrando Jorginho sulla linea dei centrali. Partecipano poco alla prima costruzione i terzini perché Arteta li preferisce più alti, pronti poi a ricevere palla in una successiva fase di gioco. Gli esterni bassi possono o disporsi sulla linea dei centrocampisti così da dare immediato supporto sulle corsie laterali agli esterni alti o addirittura spingersi sulla linea d’attacco così da suggerire tante linee di passaggio in fase di costruzione.
In FDNP il modulo più utilizzato è il 4-4-2 con Odgaard che con Merino si rende protagonista del primo pressing e gli esterni d’attacco che si allineano ai due centrocampisti centrali. E’ una FDNP caratterizzata da due linee molto strette tra loro con i giocatori che di volta in volta la abbandonano solo per andare in aggressione di palla salvo poi tornare in posizione se il pressing non va a buon fine. Se ben organizzata la FDNP dell’Arsenal non permette di trovare spazi tra le linee e invita sistematicamente gli avversari a trovare sfogo sulle fasce laterali così, al massimo, da arrivare al cross.
FASE DI POSSESSO
La costruzione
La costruzione può iniziare in due modi: o con un 2-4 con Gabriel e Saliba che si allargano per ricevere il passaggio di Raya e i due terzini che si alzano sulla linea di Jorginho e Rice oppure con Jorginho che si abbassa sulla linea dei centrali per fraseggiare con loro e alzare il baricentro della linea difensiva favorendo così l’avanzamento sulla trequarti dei terzini.
Praticamente sempre la squadra di Arteta riparte con una costruzione dal basso e i due centrocampisti centrali molto più dei due terzini partecipano insieme ai due centrali di difesa e al portiere a questa prima fase di gioco. Quando la costruzione dal basso è con Jorginho tra i centrali di difesa, Odgaard può retrocedere sulla linea di Rice così da permettere ai terzini di avanzare sulla linea delle ali offensive creando così quattro linee di passaggio alle spalle di Merino.
Fase di sviluppo
Superata la prima linea di passaggio, l’Arsenal di Arteta tende a schierarsi con un 1-3-2-4 o più raramente con un 1-3-1-5. Calafiori entra in mezzo al campo per schierarsi sulla stessa linea di Declan Rice, ma a volte gli capita di avanzare anche sulla linea d’attacco.
Odgaard e Calafiori soprattutto in una prima fase di sviluppo quando le linee avversarie non sono ancora ben compatte tendono ad avvicinarsi al centravanti per creare un tre contro due con i centrali avversari: è una densità cercata più volte che può creare immediati problemi alla difesa avversaria, ma anche favorire il cambio gioco e l’uno contro uno degli esterni d’attacco.

Lateralità offensiva
Arteta in fase di costruzione cerca di sfruttare il campo in tutta la sua ampiezza e gli esterni d’attacco giocano in prossimità della linea laterale.
L’Arsenal non cerca subito la verticalità, ma piuttosto il cambio di gioco sul lato opposto dopo aver creato densità in una zona di campo così da favorire l’uno contro uno delle ali molto abili nel saltare l’uomo e nel calciare in porta visto che giocano col piede invertito.
La capacità dell’Arsenal di sfruttare il campo in ampiezza favorisce l’inserimento dei terzini negli half-spaces. Se infatti gli esterni d’attacco spesso calpestano la linea laterale, quelli di difesa tendono a sovrapporsi per vie centrali, con Calafiori che molto più di Timber spesso e volentieri va ad affiancarsi al centravanti togliendo così riferimenti nella marcatura alla difesa avversaria.
4) Rifinitura
Martin Odgaard è il grande protagonista di questa fase di gioco: una volta che il pallone è arrivato sulla trequarti, i compagni lo cercano sistematicamente perché è molto abile nell’individuare sempre la giocata giusta. Quando Odgaard non dà il cambio di passo, l’idea dell’Arsenal di Arteta è quella di creare grande densità in una delle due corsie laterali con una fitta rete di passaggi per poi effettuare un rapido cambio gioco e favorire l’esterno d’attacco opposto che in questo modo può puntare l’avversario.
L’Arsenal di Arteta è anche caratterizzato per la grande capacità dei suoi uomini di scambiarsi di posizione e può capitare quando si trova in fase di rifinitura di far accentrare i due esterni d’attacco e di tener larghi i due terzini per il cross. In questo modo la squadra di Arteta si ritrova ad attaccare la trequarti avversaria con otto uomini.

5) Finalizzazione
La conseguenza di un gioco offensivo così copioso e variegato è che alla fine l’Arsenal può arrivare alla conclusione in molteplici modi
– Giocando col piede invertito, gli esterni d’attacco di Arteta cercano la conclusione una volta che hanno avuto la meglio nell’uno contro uno.
– Due centrocampisti, il centravanti e un’ala riempiono l’area quando arriva un cross dal fondo al termine di un’azione costruita.
– Filtranti dalla trequarti per gli inserimenti di centrocampisti e terzini: quando l’Arsenal ha consolidato il possesso nella trequarti avversaria, attacca con otto uomini.
FASE DI NON POSSESSO
Prima azione difensiva
L’azione difensiva dell’Arsenal di Arteta inizia con un 2-4: Merino e Odgaard vanno in pressione sui due centrali avversari e vengono supportati dai due centrocampisti centrali e dai due esterni d’attacco pronti a lasciar la linea se la prima pressione viene elusa o attraverso un rapido giro palla o attraverso la verticalizzazione. L’idea della squadra di Arteta è quella di aggredire gli avversari per riconquistare immediatamente il possesso: se ci sono spazi per attaccare subito la porta avversaria, altrimenti per riprendere possesso del gioco, consolidare il possesso e poi iniziare una nuova azione.

Analisi del centrocampo in fase difensiva
Una volta che la squadra avversaria ha superato la prima linea di pressione composta dal centravanti e da Odgaard, l’Arsenal si dispone con due linee da quattro. La prima linea composta dai due centrocampisti centrali e dai due esterni d’attacco è molto compatta e ognuno dei componenti ha il compito di lasciarla per andare in pressione a seconda della zona in cui si trova il pallone. Il centrocampo si muove in linea e i calciatori possono lasciare la linea solo per andare in pressione sul portatore di palla.
Lateralità difensiva
In fase difensiva l’Arsenal si dispone con un 4-4-2 con gli esterni d’attacco che giocano sulla linea dei centrocampisti e danno un aiuto al terzino sia con una prima fase di pressing sia, successivamente, in ripiegamento.
L’idea di Arteta quando la squadra è in FDNP è quella di avere sempre tre giocatori nei pressi della palla ogni volta che la squadra avversaria costruisce sulle corsie laterali: esterno offensivo e centrocampista a supporto del terzino. Tuttavia, quando gli avversari ripartono velocemente l’Arsenal non sempre riesce a disporsi rapidamente visto che i terzini quasi sempre si trovano in una zona di campo molto avanzata.
Linea difensiva
L’Arsenal si compatta con un 1-4-4-2 sotto la linea del pallone o anche con un 1-5-3-2 quando gli avversari sono in fase di rifinitura con Jorginho che va a inserirsi tra i due centrali. In FDNP una volta fallito il primo pressing l’idea è quella di non concedere agli avversari spazi tra le linee con due linee molto vicine tra loro.
L’Arsenal crea tanta densità in mezzo al campo e avendo centrali molto forti nei duelli aerei invita coi suoi movimenti gli avversari a cercare il cross dalle corsie laterali piuttosto che l’imbucata centrale o il tiro dalla distanza.
Transizione offensiva
Come detto la squadra in FDNP ha nell’immediata riconquista del pallone la sua missione principale. Quando ci riesce e ha tanti spazi davanti a sé, consegna la palla a Odgaard che trasforma rapidamente l’azione da difensiva in offensiva e sa praticamente sempre prendere la decisione migliore quando la difesa avversaria non è ben posizionata. Se invece gli avversari sono ben disposti l’Arsenal dopo la conquista del pallone rallenta il gioco e riparte da Jorginho che si posizione davanti ai centrali per riprendere il controllo del gioco e ridare ritmo alla manovra.
Transizione difensiva
Quando l’Arsenal perde palla nella trequarti offensiva prova l’immediato recupero del possesso con i 2-3 giocatori più vicini al pallone. Nel frattempo i centrali scappano subito indietro così come i terzini che trovandosi spesso sulla linea dei trequartisti cercano di recuperare il prima possibile la posizione.
Se il pressing immediato fallisce, l’obiettivo è riorganizzarsi rapidamente e formare due linee difensive da quattro con gli esterni d’attacco che si dispongono sulla linea di Jorginho e Rice per aiutare i terzini in marcatura.
ANALISI SWOT
Punti di forza
-
- Impeccabile organizzazione difensiva a difesa schierata.
- Capacità di non dare punti di riferimento agli avversari quando la palla è in zona di rifinitura.
- Capacità di creare grande densità in zona palla.
- Squadra sempre molto aggressiva votata al dominio del gioco.
Punti di debolezza
-
- Corsie laterali spesso scoperte in caso di rapida ripartenza degli avversari
- Centrali di difesa molto alti quando la squadra è in FDP








