Analisi Tattica: l’Arsenal di Mikel Arteta 2025-26

Analisi realizzata da Jacopo Palma, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca l’ARSENAL di Mikel Arteta 2025-26: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

L’Arsenal guidato da Mikel Arteta è attualmente una delle migliori squadre d’Europa, finendo per tre stagioni consecutive al secondo posto in Premier League e vincendo quest’anno finalmente il titolo, arrivando fino alla finale di Champions League, venendo eliminati dal PSG. La stagione passata è stata caratterizzata da una lunga serie di infortuni che hanno pesato sull’andamento della squadra, pertanto nel mercato estivo i Gunners hanno fatto investimenti importanti mirati a rafforzare la rosa in ogni reparto. In particolare gli acquisti di Gyökeres, Eze, Madueke e Zubimendi offrono all’allenatore spagnolo non solo dei possibili titolari, ma anche dei giocatori in grado di offrire più imprevedibilità alle azioni offensive.

Arteta basa il suo gioco sul possesso palla ma quello che spicca è in particolare l’eccezionale solidità difensiva, tanto da rendere i Gunners una delle migliori difese d’Europa. Da sottolineare anche l’incredibile efficacia sui calci piazzati che diventano un’arma fondamentale grazie alla varietà di schemi utilizzati.

 

 

SISTEMI DI GIOCO

Sistema di gioco di base: 1-4-3-3

Sistema di gioco di Fase di possesso: 1-3-2-2-3; 1-3-2-5; 1-2-3-5

Sistema di gioco di Fase di non possesso 1-4-4-2

L’Arsenal scende in campo con una disposizione 1-4-3-3 che non è rigida, ma varia a seconda se la squadra si trova in possesso oppure no. La squadra di Arteta si caratterizza per l’interscambiabilità dei ruoli e dei sistemi di gioco, usando “inverted full-backs” (terzini invertiti) e la ricerca degli half-spaces.

In FDP, la squadra inizia l’azione con una costruzione bassa disponendosi con un 1-3-2-2-3 dove è chiave il ruolo ricoperto dal terzino sinistro, Calafiori, che si muove verso il centro del campo per affiancare il mediano, creando superiorità numerica a centrocampo. Le due mezzali si alzano, mentre gli esterni rimangono alti e larghi. Quando l’Arsenal avanza sul terreno di gioco e si trova nella metà campo avversaria,  la struttura assomiglia più ad un 1-3-2-5 o 1-2-3-5 dove le posizioni diventano ancora più interscambiabili ed è facile trovare i terzini sulla linea dei trequartisti, pronti ad inserirsi o a sovrapporsi.

In FDNP il sistema di gioco si trasforma dall’iniziale 1-4-3-3 al 1-4-4-2 grazie all’arretramento dei due esterni sulla linea dei centrocampisti e con il movimento del centrocampista di destra che si affianca al centravanti. La linea difensiva resta invariata rispetto al sistema di gioco iniziale. Con questa disposizione i 2 d’attacco schermano la zona centrale del campo per far arrivare palla sull’esterno. L’Arsenal in FDNP è sempre molto compatto e stretto: nella fase di costruzione avversaria, il 1-4-4-2 è molto alto, con i difensori che pestano la linea di centrocampo; quando si trova nella propria metà campo, il blocco è basso e stretto per evitare che si trovino spazi tra le linee e che la zona centrale venga penetrata.

 

INTERPRETI

Portiere

1 Raya (piede destro): nella partita analizzata non ha subito nessun tiro verso lo specchio della porta, si dimostra comunque un portiere affidabile. Sicuro con la palla tra i piedi, cerca prevalentemente i difensori che si allargano all’estremità dell’area di rigore.

Difensori Centrali

2 Saliba (difensore centrale destro – piede destro): dotato di un fisico imponente, è un giocatore che domina in difesa sia nel gioco aereo che a terra. Buona lettura di gioco che gli permette spesso di giocare d’anticipo. Sempre deciso nell’intervento difensivo, si dimostra sicuro anche con la palla tra i piedi.

6 Gabriel Magalhães (difensore centrale sinistro – piede sinistro): strutturato e forte fisicamente, è il leader della retroguardia. Con Saliba forma una coppia difensiva molto affiatata. Si caratterizza per essere un difensore aggressivo e forte nell’1vs1, mentre con la palla tra i piedi si dimostra capace e a suo agio. Eccellente nel gioco aereo, viene sfruttato in fase difensiva ma, soprattutto, offensiva essendo lui il principale obiettivo nei calci piazzati.

Terzini

12 Timber (terzino destro – piede destro): molto solido difensivamente, ha vinto quasi ogni duello ed è stato prezioso nel recupero palla. Dotato di eccellente capacità di inserimento, è stato molto coinvolto in fase offensiva. Proprio a seguito di un suo inserimento è stato atterrato fallosamente in area di rigore. Può entrare a giocare in zone più centrali oppure rimanere largo per fornire sovrapposizioni.

33 Calafiori (terzino sinistro – piede sinistro): è un giocatore bravo sia a difendere che a spingersi in avanti. È chiave nello scacchiere di Arteta poiché invece di occupare esclusivamente la fascia, si sposta spesso verso il centro del campo agendo come un secondo playmaker, posizionandosi spesso vicino al mediano o muovendosi tra le linee per ricevere e smistare il gioco. Bravo anche nel condurre palla in avanti e nel cercare passaggi filtranti che spezzano le linee avversarie, lo si può trovare a muoversi tra le linee per finalizzare l’azione.

49 Lewis-Skelly (terzino sinistro – piede sinistro): è dotato di un’eccellente piede sinistro, che viene sfruttato facendogli svolgere un ruolo molto simile a quello ricoperto da Calafiori, spostandosi dunque verso il centro del campo in fase di possesso.

Centrocampisti

41 Rice (centrocampista centrale/centrocampista centrale sinistro – piede destro): alto e prestante fisicamente, inizia la partita come mediano salvo poi spostarsi nel ruolo di mezzala sinistra con l’ingresso di Zubimendi. Nel ruolo di mediano la circolazione della palla è affidata a lui, dimostrando precisione nei passaggi e abilità di progressione palla al piede. Successivamente cambia raggio d’azione assumendo una posizione più alta e dinamica, lavorando di più tra le linee avversarie e fornendo supporto box to box.

36 Zubimendi (centrocampista centrale – piede destro): si posiziona davanti alla difesa e fin dal primo minuto diventa il metronomo della squadra, gestendo con precisione ogni pallone toccato. Quando si spinge nella trequarti offensiva, la sua qualità è fondamentale nel momento di premiare gli inserimenti dei compagni. Si rivela anche abile nella lettura delle azioni avversarie, formando con Rice una coppia di centrocampisti molto solida in FDNP.

10 Eze (centrocampista centrale sinistro/destro – piede destro): agile e rapido, va a giocare nella trequarti (prima a sinistra, poi a destra). Dotato di grande tecnica, tende a ricevere palla negli half-spaces per poi creare occasioni. Si rivela utile anche senza palla poiché viene preso come riferimento dai difensori avversari, liberando quindi spazi per gli inserimenti dei compagni.

23 Merino (centrocampista centrale sinistro – piede sinistro): giocatore fisico, entra in campo al posto di Rice e rispetto all’inglese si va a posizionare più vicino a Zubimendi. Il suo ingresso dà equilibrio alla squadra.

8 Ødegaard (centrocampista centrale destro – piede sinistro): il capitano dell’Arsenal deve uscire alla mezz’ora per infortunio. È un centrocampista tecnico ed elegante, svaria su tutto il campo per ricevere palla e dettare così il ritmo del gioco. Lo si trova per lo più ad agire sulla destra, dove può allargarsi o stare più dentro al campo associandosi principalmente con Saka e Timber.

22 Nwaneri (trequartista – piede sinistro): quando entra in campo nel secondo tempo va ad occupare una posizione ibrida, agendo più come trequartista che come interno di centrocampo. Si fa notare per un ottimo controllo di palla ed una velocità notevole palla al piede, oltre che per un buon dribbling anche negli spazi stretti. In FDNP va a posizionarsi al fianco di Gyökeres.

Attaccanti

7 Saka (esterno destro – piede sinistro): giocatore agile e rapido, dotato di gran tecnica e dribbling. L’Arsenal attacca principalmente sulla sua fascia, facendo affidamento al suo estro per poter creare occasioni da gol. Giocando a piede invertito, tende ad accentrarsi palla al piede per essere più pericoloso. In FDNP partecipa attivamente, contribuendo al pressing e aiutando a coprire la fascia.

19 Trossard (esterno sinistro – piede destro): dotato di una buona velocità, è un esterno molto mobile che gioca a piede invertito. Gioca alto e largo, ma lo si può anche trovare in zone più centrali, lasciando la fascia per le sovrapposizioni dei compagni. I suoi movimenti a scendere per ricevere palla nel secondo tempo hanno fatto sì che il suo marcatore lo seguisse, lasciando spazio per l’inserimento di Rice o Calafiori che sono stati serviti di prima intenzione. Anche lui partecipa attivamente alla fase difensiva.

11 Martinelli (esterno sinistro – piede destro): esterno molto veloce, si dimostra bravo nelle accelerazioni palla al piede. Forte nel 1vs1, può usare le sue caratteristiche sia largo sull’esterno sia in aree più centrali sfruttando il fatto che giochi a piede invertito.

14 Gyökeres (centravanti – piede sinistro): ben strutturato fisicamente, il che gli permette di essere utile spalle alle porta. Pur non toccando molti palloni in questa partita, si rivela comunque prezioso dato che la sua presenza attira più difensori avversari su di lui, liberando lo spazio per l’inserimento di altri giocatori offensivi. In fase di non possesso, guida il pressing uscendo forte sull’uomo. In fase di transizione positiva è molto cercato.

 

FASE DI POSSESSO

Costruzione

L’Arsenal è una squadra che predilige la costruzione dal basso. Quando la palla è nei piedi del portiere i due difensori centrali si allargano sul vertice dell’area di rigore, mentre i terzini si alzano in linea con il centrocampo. Due centrocampisti stanno bassi e vicini ai difensori in modo da creare linee di passaggio se l’avversario esce in pressione forte.

Non appena l’Arsenal guadagna terreno e alza il baricentro, questa struttura si trasforma in un 3+2: il terzino sinistro, Calafiori, lascia la sua posizione iniziale e va ad affiancare il centrocampista centrale. La posizione in fase di costruzione del terzino sinistro permette agli altri due centrocampisti di occupare una posizione più avanzata, forzando la difesa avversaria a stare più bassa.

Disponendosi dunque in questa fase con un 1-3-2-2-3, i Gunners vogliono avere il controllo della zona centrale del campo, andando a creare superiorità numerica grazie alla composizione di un quadrato che nel vertice basso vede la presenza del centrocampista centrale e del terzino che si accentra, mentre nel vertice alto troviamo i due interni di centrocampo. Questo quadrato nella zona centrale può comunque ruotare: se uno dei due centrocampisti nel vertice alto dovesse scendere per dare una mano alla manovra allora sarà il terzino a scivolare in avanti (e anche ad allargarsi all’occorrenza).

La costruzione è comunque generalmente affidata ai piedi del centrocampista centrale (Rice o Zumbimendi) che può svariare su tutta la linea davanti alla difesa per ricevere palla, mentre il compito di Calafiori è più quello di fare movimenti che vengano seguiti dai rivali in modo da aprire linee di passaggio per mettere in moto i giocatori offensivi.

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Sviluppo

Il centrocampo gunner è scaglionato, mobile e dinamico: i due centrocampisti che si alzano e che vanno a giocare tra la linea di difesa e di centrocampo rivali, fanno un elastico tra profondità e il venire incontro al portatore. L’idea principale è comunque che i due interni di centrocampo cerchino di farsi trovare liberi alle spalle della seconda linea di pressione, allargandosi e andando a formare un 2v1 con l’ala di parte. Questo è favorito dal movimento del terzino che, venendo a costruire in mezzo, costringe l’avversario a seguirlo: ciò crea una zona vuota che può essere sfruttata in due modi: 1) con un passaggio diretto per l’esterno; 2) movimento del centrocampista che si allarga a ricevere palla. Quest’ultimo punto è favorito dal fatto che l’esterno rimane sempre alto e largo, facendo sì che il terzino avversario rimanga basso fornendo dunque al centrocampista spazio davanti a sé per avanzare palla al piede.

Fino all’uscita dal campo di Ødegaard comunque lo sviluppo dell’azione si concentrava soprattutto sulla fascia destra, sfruttando la presenza del norvegese e di Saka, i due giocatori più tecnici in campo.

Rifinitura

Questa zona è occupata da vari giocatori: i 3 giocatori d’attacco, due centrocampisti e anche dai terzini, i quali hanno libertà di alzarsi dietro la linea dei centrocampisti. In particolare Calafiori e Timber (sulla carta i due terzini) continuano ad entrare ed uscire dalla zona di rifinitura, sempre pronti ad inserirsi quando la palla arriva all’esterno di parte. L’ampiezza è generalmente fissata dagli esterni, ma l’intercambiabilità dei ruoli fa sì che essi possano anche tagliare verso il centro grazie al terzino o al centrocampista di parte che si allargano. L’obiettivo del possesso palla dell’Arsenal è quello di liberare lo spazio per i compagni tra le linee o per l’esterno alto, attirando fuori la squadra avversaria. In caso di difficoltà a bucare le linee avversarie, non si forza mai l’azione ma si preferisce consolidare il possesso e aspettare con pazienza il momento giusto.

Nella partita presa in esame, Arteta ha dato libertà a Rice di allargarsi, di attaccare gli half-spaces e di entrare in area di rigore. Il centrocampista di destra, Ødegaard prima ed Eze poi, ha invece agito tra le linee, posizionandosi negli half-spaces di destra ed aprendo corridoi per gli 1v1 di Saka.

 

Finalizzazione

L’Arsenal di Arteta si affida a varie soluzione per finalizzare l’azione:

  • Attaccando gli half-spaces: l’ampiezza data dall’esterno e il movimento di Gyökeres che attira su di sé più difensori creano un buco tra il difensore centrale ed il terzino avversario favorendo quindi l’inserimento dei compagni.
  • Sovrapposizione: quando l’ala riceve palla, il terzino o il centrocampista di parte si sovrappone creando un 2vs1. A seconda del movimento del difensore, si creano varie soluzioni: cross, triangolazioni e tiro da fuori.
  • Tiro da fuori: può essere cercato dagli esterni (che giocano a piede invertito) oppure dai giocatori che si trovano liberi nei pressi dell’area, i quali vengono serviti dopo che il palleggio sulla fascia ha attirato molti avversari.
  • Palle inattive: usano una varia gamma di schemi per creare occasioni da corner o punizioni. Specialmente da corner avvengono i maggiori pericoli: le traiettorie sono sempre a rientrare, i 6 giocatori che vanno a saltare in area di rigore generalmente partono da oltre il secondo palo, fuori dal campo visivo dei difensori che quindi non hanno riferimenti. I movimenti prevedono che uno dei saltatori vada sempre a posizionarsi tra la zona d’attaccare e il portiere. Gabriel è l’uomo più ricercato nei calci piazzati e spesso parte dal dischetto del rigore proprio per avere una traiettoria di corsa migliore per poter impattare il pallone.

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Lateralità offensiva

L’ampiezza è fissata dagli esterni, sempre molto alti e larghi. La disposizione in fase di possesso della squadra vuole attirare verso l’interno gli avversari per poter poi far transitare la palla nelle corsie laterali. Le azioni offensive sono sempre seguite dai terzini e dagli interni di centrocampo, sempre pronti ad attaccare gli spazi liberi in profondità, ad effettuare sovrapposizioni e ad aiutare il compagno fornendo uno scarico. Spesso sono i terzini ad occupare la mezza ampiezza, mentre altre volte sono gli esterni a trovarsi in questa posizione se i terzini stanno larghi. Se, invece, i terzini entrano nel campo in costruzione, sarà un centrocampista ad occupare uno dei corridoi centrali.

La zona utilizzata maggiormente dalla manovra gunner è la fascia destra, dove molto spesso si può notare l’attivazione di rotazioni in catena laterale: l’ala, il terzino e l’interno di parte vanno a ruotare per eludere la pressione ed arrivare in maniera più pulita sul fondo oppure arrivare a crossare in mezzo. Su questa fascia gioca Saka, il giocatore più pericoloso della squadra, abile nel 1vs1 e dotato di un gran tiro. Timber ha sfruttato i corridoi interni, entrando nel campo per combinare con i centrocampisti e creare linee di passaggio aggiuntive.

Sulla catena sinistra invece la posizione che occupa Calafiori in fase di costruzione e di sviluppo fa sì che sia spesso l’interno di centrocampo ad allargarsi per ricevere palla. Anche qui si cercano i tagli, le sovrapposizioni e le triangolazioni. Nel secondo tempo si è ripetuta la seguente giocata: Calafiori in zona centrale ha allargato per Trossard che si è abbassato per ricevere palla, seguito dal terzino. Lo spazio che si è liberato è stato attaccato da Rice, servito di prima intenzione da Trossard.

FASE DI NON POSSESSO

Prima azione difensiva

L’Arsenal è una squadra molto aggressiva, che usa il pressing per cercare di indirizzare il gioco verso l’esterno, riducendo le direzioni d’attacco dell’avversario. L’idea inoltre è quella che nessun avversario sia libero per ricevere un passaggio, togliendo perciò tempo e spazio l’obiettivo è quello di indurre all’errore o al lancio lungo.

La squadra di Arteta si schiera in questa fase con il 1-4-4-2. Il centravanti, Gyökeres, è affiancato dalla mezzala di destra, Ødegaard/Eze, andando a formare la prima linea, pressando i portatori di palla avversari e cercando di indirizzare il gioco verso le zone meno pericolose. I due esterni si abbassano sulla linea del centrocampo per cercare di chiudere le linee di passaggio ed effettuare un pressing costante uomo su uomo. In particolare i due esterni, in costruzione alta degli avversari, possono occupare una posizione intermedia che permette loro di schermare linee di passaggio verticali e di aggredire il proprio riferimento nel momento in cui questo riceve palla. L’ultima linea è formata dai 4 difensori che stanno sempre stretti e vicini alla linea dei centrocampisti  per comprimere lo spazio in cui può giocare l’avversario.

I Gunners risultano quindi molto compatti e stretti, sia nella metà campo rivale che nella propria. Si può notare una grande attenzione e dedizione che la squadra adotta in fase di non possesso.

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Analisi del centrocampo in fase difensiva

Con la mezzala destra che come detto lascia il suo ruolo originario e va a costituire la prima linea difensiva insieme al centravanti, la linea di centrocampo è formata dai due esterni e da due centrocampisti centrali. Questa linea risulta molto compatta e può essere spezzata per andare in pressione sull’uomo a seconda di dove si trovi il pallone. Quando a spezzare la linea è uno dei due centrocampisti centrali, la posizione stretta degli esterni permette una rapida copertura della zona, mantenendo la zona centrale compatta. Quando la squadra si trova a difendere bassa, il centrocampo di Arteta si abbassa per proteggere la difesa, impedendo all’avversario di entrare in zona di rifinitura, bloccando ogni soluzione verticale e obbligandolo a muovere il pallone sulle corsie esterne.

 

Linea difensiva

L’idea principale dell’Arsenal in fase di non possesso è quella di restringere il campo ed essere compatti, pertanto la linea difensiva è molto alta. I difensori centrali sono giocatori aggressivi e che cercano l’anticipo, pertanto quando la squadra attacca restano molto alti e vicini all’azione, con l’obiettivo di fermare eventuali ripartenze. Quando la squadra avversaria è nella trequarti offensiva, la linea difensiva si abbassa fino al limite della propria area di rigore, disponendosi con una linea piatta, compatta e stretta. Questo crea molta densità nella zona centrale del campo, eliminando possibilità di giocare in verticale e negli half-spaces e pertanto l’obiettivo è di indurre gli avversari ad usare le fasce laterali per i cross. L’Arsenal adotta una difesa a diagonale corta mantenendo compatta la linea e quando la palla arriva in fascia, all’interno dell’area di rigore i difensori sono pronti a far valere il proprio gioco aereo. Nella partita analizzata si è riscontrato che nei cross il difensore centrale di parte va in protezione del primo palo, mentre i compagni alle sue spalle si occupano degli uomini sul secondo palo.

 

Lateralità difensiva

L’Arsenal come detto cerca di convogliare il gioco avversario sulle corsie esterne. Quando questo avviene, sono gli esterni ad uscire sull’uomo mentre il terzino e il centrocampista si avvicinano in supporto in modo da chiudere possibili linee di passaggio, contrastare le sovrapposizioni oppure dare un mano in raddoppio. Quando invece è il terzino a dover uscire per contrastare l’esterno avversario, un centrocampista centrale o l’esterno d’attacco ripiega per coprire lo spazio lasciato libero.

 

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Avendo a disposizione attaccanti molto veloci, Arteta vuole che la sua squadra riesca a contrattaccare nelle transizioni offensive. Si sfruttano quindi le doti degli esterni capaci di attaccare gli spazi lasciati aperti dalla difesa avversaria, e la velocità e fisicità di Gyökeres. Quest’ultimo tende a farsi trovare un po’ più defilato quando viene cercato per il contropiede, ma può anche venire incontro per dare un appoggio alla manovra e creare combinazioni rapide con i compagni.

Se la palla viene recuperata in una zona centrale, aiuta il fatto di avere in questa zona giocatori molto dotati tecnicamente, capaci di trasformare l’azione da difensiva ad offensiva con una sola giocata. La squadra può tuttavia optare per il consolidamento del possesso se non si trovano spiragli, iniziando a palleggiare per costruire una nuova azione con più calma.

 

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Dato che l’azione offensiva è seguita da vari uomini, quando la palla viene persa effettuano un pressing ultra offensivo alla ricerca della riconquista immediata per dare un nuovo sviluppo all’azione offensiva. Avendo molti giocatori centralmente, si crea un vantaggio numerico a centrocampo, il che permette di trovarsi in buone condizioni nelle transizioni difensive. Quando perde il possesso la squadra ha quindi molti giocatori vicini alla palla, che devono lavorare per riconquistarla subito. Questo è favorito anche dall’idea di avere una squadra corta con la linea di difesa molto alta, facilitando il contro-pressing. La squadra di Arteta spesso riconquista il possesso subito dopo averlo perso. Se però il pressing immediato fallisce, l’obiettivo della squadra è indietreggiare, ricompattarsi e accorciare le distanze tra i reparti per creare densità in zona centrale e coprire gli spazi a protezione della propria area di rigore.

 

ANALISI SWOT

Punti di forza

  • Grande organizzazione difensiva, le linee sono sempre molto strette e vicine tra loro.
  • Tutti i giocatori si sacrificano in FDNP, che si traduce in una squadra compatta e molto difficile da superare.
  • Dominio della zona centrale del campo, grazie al terzino invertito che libera i due interni di centrocampo che vanno ad agire più vicini alla porta.
  • Giocatori dotati di grande tecnica e intelligenza tattica, difficilmente perdono il possesso del pallone grazie alla capacità di leggere il gioco e conoscere i movimenti dei compagni.
  • Molti effettivi che seguono l’azione d’attacco, fornendo varie soluzioni offensive e favorendo il recupero del pallone se questo viene perso, grazie alla densità creata.

Punti di debolezza

  • La linea difensiva alta può andare in difficoltà contro avversari veloci e abili nel lanciare in profondità.
  • Pur avendo dominato dal punto di vista territoriale e del possesso, non si è registrato un numero significativo di palle-gol. Questo porta la compagine di Arteta a fare troppo affidamento ai calci piazzati per generare occasioni.
  • Quando la squadra avversaria toglie la profondità e si difende bassa, gli attacchi possono diventare prevedibili.

 

 

 

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