Analisi Tattica: il Brighton & Hove Albion di Fabian Hurzeler

Analisi realizzata da Matteo Geluardi, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il BRIGHTON & HOVE ALBION di Fabian Hurzeler: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Il Brighton, dopo la lunga parentesi De Zerbi, ha deciso di puntare sull’emergente Fabian Hurzeler, proveniente da due ottime annate sulla panchina del St.Pauli. Il tecnico classe 1993 è diventato così l’allenatore più giovane della storia della Premier League. La sua squadra
si schiera di base con un 1-4-4-2. In fase di possesso esso si trasforma in un 1-4-2-3-1 con Welbeck unico riferimento avanzato, Joao Pedro che funge da trequarti svariando molto su tutto il fronte offensivo (soprattutto andando a occupare la zona di rifinitura o la zona laterale di sinistra) e due play davanti alla difesa. In fase di non possesso invece esso rimane un 1-4-4-2 con tutti gli undici in campo che partecipano attivamente alla fase. Infatti, i due attaccanti agiscono sempre come schermo per coprire le linee di passaggio tra centrali avversari e centrocampo.
Anche gli esterni offensivi (Mitoma e Rutter) partecipano attivamente alla fase difensiva sacrificandosi molto e garantendo raddoppi in caso di necessità.
SISTEMI DI GIOCO
SISTEMA DI BASE: 1-4-4-2
SISTEMA DI FASE DI POSSESSO: 1-4-2-3-1
SISTEMA DI FASE DI NON POSSESSO: 1-4-4-2
INTERPRETI
PORTIERE: N.1 VERBRUGGEN (DX), giovane portiere classe 2002, è molto coinvolto in costruzione grazie alla sua abilità con i piedi. Inizia spesso lui la costruzione o se batte il difensore riceve da esso, attirando la pressione avversaria
DIFESA:
N.3 IGOR (SX), difensore centrale di sinistra, è dotato di ottima forza fisica e di velocità. Spesso effettua condizioni ad alta velocità con l’obiettivo di superare la pressione
N.29 VAN HECKE (DX), difensore centrale di destra, è più lento e macchinoso rispetto al suo compagno di reparto. Abile nel gioco aereo e dotato di una buona aggressività, spesso rompe linea quando l’avversario di riferimento è di spalle
N.30 ESTUPINAN (SX), terzino sinistro dotato di grandissima velocità, molto propenso alla fase offensiva, si proietta spesso in avanti effettuando sovrapposizioni esterne o interne, a seconda della posizione di Mitoma
N.34 VELTMAN (DX), terzino destro di grande esperienza internazionale, è solitamente più bloccato rispetto al terzino sinistro, quando sale effettua specialmente sovrapposizioni interne
CENTROCAMPO:
N.26 AYARI (DX), centrocampista centrale di sinistra, classe 2003, dotato di buona tecnica e visione di gioco, spesso offre soluzioni per ricevere dai difensori
N.20 BALEBA (SX), centrocampista centrale di destra, di piede mancino, dotato di grande forza fisica ma anche di buona tecnica. Abile nel recupero palla. Insieme a Ayari forma un’ottima coppia, di fondamentale importanza nella costruzione della squadra inglese
N.22 MITOMA (DX), esterno offensivo di sinistra, gioca a piede invertito. Dotato di grandissimo dribbling, è uno dei calciatori più tecnici della rosa. Eccezionale nell’uno contro uno.
Si sacrifica molto anche in fase di non possesso aiutando la fase difensiva
N.14 RUTTER (SX), esterno offensivo di destra, anch’esso molto tecnico. Dotato di buona fisicità e visione di gioco, ha inoltre un buon tiro
ATTACCO:
N.18 WELBECK (DX), esperto attaccante centrale, il 34enne ha ottima fisicità ma anche buonissima velocità, che gli permette di essere pericoloso in campo aperto. Si sacrifica anche lui in fase di non possesso ripiegando dietro la linea del pallone. Ha un’ottima intesa con il suo compagno di reparto Joao Pedro
N.9 JOAO PEDRO (DX), attaccante molto mobile, dotato di grande tecnica e di visione di gioco ottima. Svaria su tutto il fronte offensivo, allargandosi nella zona sinistra del campo o occupando la zona di rifinitura. Abile nel giocare con i compagni e nel dribblare
FASE DI POSSESSO (FDP):
COSTRUZIONE
In fase di costruzione il Brighton opta per una costruzione dal basso attraverso l’utilizzo del doppio play. Spesso la rimessa in gioco viene effettuata da un difensore centrale che la trasmette al portiere, che grazie alla sua abilità nel giocare con i piedi può impostare l’azione o attirare la pressione avversaria. Abbiamo quindi una costruzione 4+2 (più il portiere) con i terzini che fissano l’ampiezza alzandosi e i play (Baleba e Ayari) che si posizionano al limite dell’area per offrire una soluzione. Inoltre viene spesso ricercato l’utilizzo di giocate a muro, palla avanti/palla dietro e l’uso del terzo uomo per uscire dalla pressione avversaria. Nei momenti “delicati” (ad esempio nei minuti finali delle frazioni di gioco) il Brighton opta per una costruzione lunga con rilancio del portiere, cercando soprattutto Welbeck o Joao Pedro, gli elementi con più fisicità, per poi cercare di catturare e giocare la seconda palla.

SVILUPPO
La fase di sviluppo si concentra soprattutto nelle zone laterali e più precisamente nella zona laterale di sinistra dove Joao Pedro spesso crea superiorità numerica allargandosi. La zona laterale di sinistra è cercata maggiormente anche grazie alla presenza di MItoma, abilissimo nel creare superiorità numerica saltando l’uomo e grazie all’apporto continuo di Estupinan, terzino molto offensivo, dotato di grande spinta
LATERALITA’ OFFENSIVA
La lateralità offensiva è fondamentale nel gioco della squadra di Hurzeler: viene ricercata come detto precedentemente soprattutto in zona sinistra, dove si ha il supporto di Estupinan, terzino dotato di grande spinta, la presenza di Mitoma e l’aiuto di Joao Pedro che svaria occupando soprattutto questa zona. La zona laterale di sinistra è la zona dove il Brighton crea più pericoli, attraverso combinazioni tra questi tre giocatori o giocate individuali di Joao Pedro e Mitoma.
La zona laterale di destra invece è meno utilizzata: in questa zona abbiamo un terzino molto più “bloccato” come Veltman e l’esterno offensivo Rutter, molto generoso e più fisico, ma meno tecnico rispetto a MItoma.
RIFINITURA E FINALIZZAZIONE
La zona di rifinitura è occupata specialmente da Joao Pedro che lavora svariando per tutto il fronte dietro alla prima punta Welbeck. Egli una volta ricevuta palla tenta il passaggio chiave per i compagni che attaccano molto bene la profondità o in alternativa si cerca l’ampiezza garantita dal terzino (soprattutto a sinistra) e dagli esterni offensivi. La finalizzazione può avvenire appunto o tramite attacchi alla profondità o 1vs1 esterni, talvolta aiutato dalla sovrapposizione dei terzini (soprattutto a sinistra con l’asse Estupinan-Mitoma) o attraverso traversoni alla ricerca di Welbeck e dei centrocampisti che riempiono l’area di rigore.

FASE DI NON POSSESSO (FDNP):
PRIMA PRESSIONE
Il Brighton su costruzione avversaria non effettua un pressing ultra offensivo ma attua una prima pressione medio-alta. Lascia giocare i due centrali avversari cercando di indirizzare lo sviluppo avversario esternamente. Infatti i 2 attaccanti (Joao Pedro e Welbeck) svolgono un compito di schermo, giocando anch’essi sotto la linea della palla e coprendo le linee di passaggio centrali per i centrocampisti avversari.
Nel momento in cui lo sviluppo avversario è indirizzato esternamente gli esterni offensivi partecipano attivamente uscendo sui terzini avversari o garantendo il raddoppio in caso di necessità ai terzini di parte
LINEA DIFENSIVA
La linea difensiva lavora di reparto, su palla esterna avversaria si effettua una diagonale lunga con i centrocampisti che spesso si schiacciano a ridosso della linea difensiva per assorbire eventuali inserimenti e movimenti avversari. Inoltre sono frequenti le rotture della linea se un avversario è di spalle per non farlo girare, fondamentale in cui soprattutto Van Hecke è molto abile
ANALISI CENTROCAMPO E LATERALITA’ DIFENSIVA
La linea di centrocampo è scaglionata ma lavora anch’essa di reparto: in fase di non possesso diventa un centrocampo puro a 4 con i due esterni offensivi che si posizionano sulla stessa linea dei centrocampisti centrali. Una caratteristica fondamentale degli esterni offensivi della squadra inglese è infatti il sacrificio e l’abilità nello svolgere le due fasi, garantendo un’ottima lateralità difensiva e aiutando il terzino di parte nel caso avesse bisogno di un raddoppio
TRANSIZIONI:
TRANSIZIONE POSITIVA
In transizione positiva la prima idea è quella di cercare il contrattacco immediato, solitamente attraverso un attacco diretto cercando gli attaccanti che attaccano bene e immediatamente la profondità o cercando gli esterni, o sui piedi per poi sviluppare o anch’essi nello spazio. Un’alternativa è rappresentata dalla ricerca di Welbeck, che, se non attacca la profondità, fa da riferimento mettendosi spalle alla porta e cercando di compiere uno scarico per gli accorrenti compagni per poi attaccare la linea avversaria.

TRANSIZIONE NEGATIVA
In transizione negativa lo scopo principale è quello di recuperare la palla nella zona dove si è persa e nel modo più veloce possibile: si cerca dunque la riaggressione, con il portatore di palla avversario pressato e cercando di chiudere i suoi appoggi. Se la riaggressione salta si rischia di lasciare molto spazio all’avversario avendo portato tanti giocatori in zona palla. Come estrema possibilità si ricorre all’utilizzo del fallo tattico per non far ripartire l’avversario
ANALISI SWOT:
PUNTI DI FORZA
– Ottima connessione tra i due attaccanti
– Attacchi alla profondità ben eseguiti
– La posizione di Joao Pedro è difficile da leggere da parte degli avversari
PUNTI DI DEBOLEZZA
– In costruzione spesso se la pressione è ottimamente effettuata si rischia di perdere palla in zone pericolose o in uscita
– Se si fallisce la riaggressione si generano ampi spazi e si può attaccare facilmente la linea difensiva a palla scoperta








