Analisi Tattica: il Cagliari di Fabio Pisacane

Analisi realizzata da Marco Carioti, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il CAGLIARI di Fabio Pisacane: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Dopo aver conquistato una salvezza preziosa sotto la guida esperta di Davide Nicola, il Cagliari apre un nuovo capitolo affidando la panchina a Fabio Pisacane. Ex difensore rossoblù, al debutto da allenatore in Serie A, dopo una parentesi nelle giovanili del Cagliari registrando la scorsa stagione un grande successo vincendo la Coppa Italia Primavera. Pisacane eredita una squadra profondamente rinnovata, chiamato a dare continuità allo spirito combattivo trasmesso dal suo predecessore, ma con l’obiettivo di costruire una nuova identità tecnica e tattica.

Il mercato estivo ha segnato una netta cesura con il recente passato: sono infatti partiti due pedine fondamentali dello scacchiere di Nicola, Zortea e Piccoli, entrambi determinanti nella corsa salvezza. In attacco, il Cagliari ha completamente cambiato volto, puntando su un mix di talento, fisicità e prospettiva. Da segnalare l’arrivo di Sebastiano Esposito dall’Inter e di Michael Folorunsho dal Napoli, due innesti di spessore per il presente. A completare il reparto offensivo, la scommessa Borrelli, reduce da 15 gol con la maglia del Brescia nelle ultime due stagioni, il giovane turco Semih, classe 2005 prelevato dal Beşiktaş, e il ritorno di Gianluca Gaetano, già protagonista nella seconda metà della scorsa stagione. Un assetto completamente nuovo, su cui Pisacane dovrà lavorare per trovare equilibrio e incisività fin dalle prime uscite.

Vediamo dunque come gioca il Cagliari di Pisacane.

 

SISTEMA DI GIOCO

SISTEMA DI GIOCO DI BASE: 1-4-3-2-1

SISTEMA DI GIOCO DI FASE DI POSSESSO (FDP): 1-4-2-1-1-2, 1-4-2-1-3

FASE DI GIOCO DI FASE DI NON POSSESSO (FDNP): 1-4-3-3, 1-4-4-2, 1-5-2-3

 

 

INTERPRETI

PORTIERI: Elia Caprile (1, piede forte destro)

COMPITI TATTICI

Caprile è il primo play della squadra di Pisacane alternando ad una costruzione bassa con i due centrali una costruzione diretta su Folorunsho/Borrelli per far salire la squadra e sfruttare la loro fisicità

 CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Caprile è dotato di un ottimo destro evidenziato anche dai dati che fanno registrare un buon 83% dei passaggi riusciti  che sfrutta quando la squadra avversaria non permette la costruzione dal basso.

CARATTERISTICHE FISICHE

Caprile, è un portiere strutturato, alto 191 cm. Tale fisicità gli permette di essere dominante in area di rigore e di coprire molta porta negli 1vs1 con gli attaccanti avversari.

DIFENSORI CENTRALI:

Mina (26, piede forte destro)

Luperto (6, piede forte sinistro)

COMPITI TATTICI

In fase di possesso partecipano attivamente allo sviluppo della manovra, nello specifico Mina tende in determinate situazioni a sganciarsi e a partecipare in area di rigore avversaria per sfruttare la sua fisicità, mentre Luperto in fase di possesso è più un play basso che giocando a sinistra tende a dialogare spesso con il suo compagno di reparto basso Obert oppure con un lancio diretto andando sulla punta o seconda punta.

In fase di non possesso  entrambi hanno il compito di tenere la linea compatta e organizzata quando la squadra si chiude nella sua metà campo e allo stesso tempo hanno il compito di andare forti sui riferimenti offensivi avversari cercando di farli giocare spesso spalle alla porta e non dargli la possibilità di puntarli nell’1vs1.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Mina è un giocatore dotato di un ottimo senso della posizione, dotato di un discreto piede destro e fa ormai dell’esperienza un suo punto di forza.

Luperto è un giocatore dotato di un buon sinistro che gli permette di essere spesso pulito quando gioca in fase di costruzione lui il pallone.

DOTI FISICHE

Sia Luperto che Mina sono due giocatori molto strutturati, entrambi sopra i 190 cm, e ciò gli permette di essere forti nei duelli aerei.

ESTERNI BASSI:

Zappa (28, piede forte destro)

 Obert (33, piede forte sinistro)

Idrissi (3, piede sinistro)

COMPITI TATTICI

Nella squadra di Pisacane in fase di non possesso i due terzini si allineano ai due centrali andando a creare una linea compatta e aggressiva.

Entrambi hanno il compito di uscire forte sui quinti della Fiorentina quando hanno il pallone. Obert chiamato ad un compito difensivo importante cercando di limitare un giocatore molto energico come Dodò, mentre sul versante opposto Zappa insieme al compagno di reparto si alternava da uscire su Ndour e Gosens, in base a come sviluppava la manovra la Fiorentina.

In fase di possesso entrambi partecipano attivamente allo sviluppo della manovra accompagnando spesso l’azione, andando ad effettuare diversi traversoni per gli attaccanti del Cagliari presenti in area di rigore.

Entrato a gara in corsa Idrissi al posto di Obert, ha svolto gli stessi compiti del compagno sostituito.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Zappa è un giocatore dotato di buona gamba che gli permette di accompagnare spesso l’azione e di un discreto piede destro.

Obert è un giocatore meno energico rispetto al compagno, ma che partecipa attivamente alla fase di costruzione della squadra sfruttando il suo sinistro.

DOTI FISICHE

Sia Zappa alto 183 cm che Obert alto 186 cm, sono dotati di una buona struttura fisica che gli permette di essere forti nei duelli individuali e forti nei duelli aerei.

CENTROCAMPISTI:

Deiola (14, piede forte destro)

Prati (16, piede forte destro)

Adopo (8, piede forte destro)

Mazzitelli (4, piede forte destro)

COMPITI TATTICI

In fase di possesso Prati e Deiola erano i link player del Cagliari giocando spesso sulla stessa linea in una costruzione 4+2 dando sempre un riferimento ai due centrali di difesa e smistando il pallone con una giocata diretta sui trequartisti oppure allargando il gioco sui due terzini. Inoltre Deiola oltre a partecipare alla fase di costruzione è colui che dei tre centrocampisti aveva il compito di accompagnare maggiormente l’azione effettuando vari inserimenti alle spalle di Folorunsho e facendosi trovare presente in area di rigore.

Adopo in fase di possesso aveva il compito di allargarsi sulla destra portando via un riferimento della Viola che era Ndour creando con Zappa un sovraccarico sulla catena laterale destra e permettendo in questo modo ad Esposito di venire  a legare il gioco con i due centrocampisti e ad avere più spazio.

Aldilà dei compiti specifici, tutti e tre i centrocampisti sono stati molto dinamici non dando punti di riferimento ai viola e muovendosi molto in mezzo al campo ha permesso al Cagliari di poter sviluppare e costruire sempre trovando soluzioni che permettessero alla squadra di poter giocare il pallone e non ricorrere sempre alla costruzione diretta su Borrelli.

In fase di non possesso tutti e tre avevano compiti chiari quello di accorciare sui trequartisti della Fiorentina giocando svariati 1vs1 in mezzo al campo.

Nello specifico Adopo con Ndour che lo seguiva anche all’altezza dei centrali di difesa propri, Prati su Gudmunsson quando provava a venire a legare il gioco e Deiola con Sohm.

Subentrato a Prati, Mazzitelli ha svolto gli stessi compiti tattici del compagno sostituito sia in fase di possesso che in fase di non possesso.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Deiola e Adopo hanno caratteristiche simili avendo una buona corsa che gli permettere di svolgere bene sia la fase di possesso che la fase di non possesso. Entrambi hanno mostrato ottime capacità tattiche in quelle che erano le richieste specifiche che dovevano svolgere.

Mazzitelli e Prati, invece hanno caratteristiche più simili rispetto agli altri due compagni di reparto, soprattutto Mazzitelli che da quando è entrato ha giocato proprio da vertice basso in un centrocampo a 3, con gli stessi compiti di Prati in fase di possesso.

DOTI FISICHE

I quattro centrocampisti del Cagliari sono giocatori dotati di ottima struttura fisica e atletica.

Chiaramente Prati/Mazzitelli rispetto agli altri sono più play, mentre Deiola e Adopo risultano essere più energici.

TREQUARTISTI:

Esposito(94, piede forte destro)

Folorunsho(90, piede forte destro)

Luvumbo(77, piede forte sinistro)

Gaetano(10, piede forte destro)

COMPITI TATTICI

In fase di non possesso Esposito e Folorunsho avevano compiti molto chiari nel primo tempo. Esposito seguiva a uomo Fagioli in modo da non far giocare libero uno dei principali link player della Fiorentina e Folorunsho invece usciva forte su Commuzzo quando entrava in possesso essendo tra i tre centrali della Fiorentina quello meno dotato tecnicamente.

I due trequartisti del Cagliari avevano questo compito importantissimo insieme a Borrelli che era la chiave preparata da Pisacane su come affrontare la Fiorentina in fase di non possesso, ovvero quello di indirizzare tutte le giocate viola in fase di costruzione sulla parte di Commuzzo ed isolare dalla costruzione i principali link player viola, tra cui Fagioli e Ranieri, in prima fase di costruzione.

Nel secondo tempo Luvumbo e Gaetano subentrati hanno continuato con lo stesso compito in fase di non possesso dei compagni di reparto.

In fase di possesso invece Esposito nel primo tempo e Gaetano il secondo tempo erano i giocatori chiamati a prendere palla tra la difesa e il centrocampo viola e legare il gioco tra i due play del Cagliari e l’attacco.

Esposito nel primo tempo con le sue caratteristiche in fase di possesso si sganciava spesso a venire a prendere palla tra i centrocampisti liberando il suo spazio occupato da Adopo, mentre Gaetano subentrato nel secondo tempo ha assunto una posizione più centrale da trequartista puro.

Folorunsho e Luvumbo, in fase di possesso avevano lo stesso compito, sfruttare la loro forte forza sulle gambe,  giocare sul riferimento viola che nel caso di Folorunsho sul versante destro era Commuzzo, mentre nel caso di Luvumbo sul versante sinistro erano Viti/Pablo Marì, con lo scopo di tenere palla e conquistare palle inattive in zone pericolose del campo.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Luvumbo e Folorunsho sono due giocatori dotati di ottime capacità balistiche e buon calcio dalla distanza.

Esposito oltre ad essere un giocatore molto generoso in fase di non possesso, ha un’ottimo senso della posizione e buona tecnica di base.

Gaetano è un giocatore intelligente che si muove molto in mezzo al campo non dando punti di riferimento agli avversari ed essendo dotato di ottima tecnica può rappresentare un regista avanzato e un primo finalizzatore della squadra.

DOTI FISICHE

Tranne Luvumbo  che oltre ad avere una grande forza sulle gambe è un giocatore non dotato di una grande struttura fisica, gli altri tre compagni sono tutti e tre dotati di ottima struttura fisica.

In particolare Folorunsho sa sfruttare bene queste sue caratteristiche di forza che gli permettono quando entra in fase di possesso di essere molto determinante nel conquistare punizioni chiave per la squadra.

ATTACCANTI

Borrelli (29 , piede forte destro)

 Kilicsoy (9, piede forte destro)

COMPITI TATTICI

Borrelli aveva compiti chiari e definiti dall’allenatore Pisacane.

In fase di non possesso doveva giocare sempre sulla linea di passaggio tra Pongracic e Ranieri per indirizzare i viola nella prima giocata verso Commuzzo ed evitare che Ranieri entrasse in fase di possesso, lasciando anche più tempo a Pongracic di tenere il pallone ma chiudendo quella linea di passaggio non dava ai viola la possibilità di sviluppare l’azione sull’out di sinistra.

Kilicsoy oggettivamente è entrato a pochi minuti dal termine della gara e in fase di non possesso si occupava semplicemente di fare da schermo sulla costruzione viola dei loro centrali.

In fase di possesso invece Borrelli fungeva da boa, e sfruttando le sue ottime dote fisiche rappresentava l’uscita sicura nella fase di costruzione diretta quando la squadra non poteva costruire dal basso e quindi andava diretta su di lui che teneva palla e facendosi fare fallo dai difensori viola faceva salire la squadra.

Come dimostrano i dati, questo lavoro molto dispendioso ha portato chiaramente agevolazioni al Cagliari in termini di sviluppo della manovra ma allo stesso con un solo tiro in porta effettuato ha portato Borrelli ad essere poco presente in area di rigore.

Kilicsoy in fase di possesso ha cercato di dare un riferimento in area di rigore per i cross finali nel tentativo di pareggiare la partita.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Borrelli è dotato di una tecnica discreta che gli permette di fare svariate sponde verso i propri compagni, anche se spesso vengono sporcate dagli avversari. Inoltre durante la gara ha dimostrato di avere un buon senso della posizione che gli permette di essere sempre un riferimento per i propri compagni.

DOTI FISICHE

Borrelli, con i suoi 194 cm, sfrutta moltissimo il suo fisico, facendone un punto di forza nel suo gioco.

Kilicsoy, invece con i suoi 178 cm, non è dotato di grande struttura fisica e ciò non gli permette di essere forte nei duelli aerei.

 

FASE DI POSSESSO (FDP):

In fase di possesso il Cagliari giocava soprattutto nel primo tempo su più linee, cercando di tenere Folorunsho e Borelli vicini per cercare giocate codificate veloci.

Esposito veniva a legare il gioco con i due centrocampisti, staccandosi dalla linea degli attaccanti e venendo a palleggiare con Prati e Deiola.

Invece Adopo tendeva sempre ad allargarsi sulla destra, per poi occupare lo spazio liberato da Esposito.

Folorunsho alternava al giocare vicino a Borelli ad allargarsi ogni tanto sull’out di sinistra per poter puntare l’uomo e non giocare sempre spalle alla porta.

COSTRUZIONE:

Nella prima fase di costruzione il Cagliari alternava ad una costruzione diretta sull’out di sinistra cercando la fisicità di Folorunsho e Borelli, una costruzione 4+2 con i 4 dietro e i due link player Prati e Deiola che avevano lo scopo di attirare la pressione viola per liberare spazio alle loro spalle degli attaccanti più Adopo.

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SVILUPPO

Lo sviluppo era molto veloce cercando giocate codificate tra prima punta e trequartisti, oppure quando pressati con movimenti senza palla di Deiola, Adopo e Esposito di attaccare gli spazi lasciati liberi dalla difesa viola e sviluppare vicino alla punta con combinazioni rapide e veloci

 

RIFINITURA

Giocate rapide e codificate tra i tre attaccanti che giocavano molto vicini, quindi una maggiore densità tra centrocampo e difesa viola, ma allo stesso tempo meno utilizzo dell’ampiezza del campo.

FINALIZZAZIONE

I modi in cui gli uomini di Pisacane cercano la finalizzazione sono molteplici:

  • Sfruttare le capacità tecniche di tiro da fuori dei principali giocatori offensivi, tra cui nel secondo tempo maggiormente con Gaetano e Luvumbo;
  • La presenza in area di rigore di Borrelli sia attaccando forte uno dei due pali, sia il colpo di testa.
  • Riempimento con almeno 4 effettivi dell’area di rigore per ricevere i cutback dei terzini.

 

LATERALITA’ OFFENSIVA

Nella partita contro  la Fiorentina,  il Cagliari non ha dimostrato per scelta una forte lateralità offensiva. La squadra cercava sempre di creare densità nella zona centrale di campo e i due terzini non si alzavano mai sulla linea degli attaccanti, ma quando la Fiorentina non pressava insieme ai due centrali partecipavano alla fase di costruzione alta nella metà campo viola ma mantenendo la loro posizione in campo.

 

FASE DI NON POSSESSO (FDNP):

 

PRIMO PRESSING

Le trappole create da Pisacane hanno portato il Cagliari ad attuare un primo pressing molto efficace, lasciando libero di impostare Pongracic e quindi non andando forte uomo su uomo, ma indirizzando il possesso avversario sempre sull’out destro. Ruolo chiave in questo caso lo svolgeva Borrelli che ogni volta che aveva palla Pongracic si frapponeva sulla linea di passaggio tra il difensore viola e Ranieri.

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LINEA DIFENSIVA

La linea difensiva aveva il compito specifico di rimanere compatta sulla propria trequarti campo e di accorciare forte sui riferimenti quando veniva saltato il primo pressing, con un atteggiamento molto aggressivo che chiaramente portava a commettere svariati falli.

 

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO

I tre centrocampisti avevano il compito di prendere a uomo i trequartisti viola e i due centrocampisti, giocando dei veri uno contro uno in mezzo al campo.

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Adopo seguiva a uomo Ndour, il quale quando si alzava portava il centrocampista del Cagliari a schiacciarsi sulla linea dei 4 difensori.

Deiola invece aveva il compito di accorciare su Sohm, mentre Prati in base a quale giocatore viola cercasse di legare il gioco con Pongracic centralmente lo prendeva in consegna. Nello specifico il giocatore più marcato era Gudmunsson.

 

LATERALITA’ DIFENSIVA

Zappa e Obert, avevano il compito di rimanere in linea con Luperto e Mina, nello sviluppo centrale viola per poi uscire a turno forte su Dodò e Gosens, in base a chi dei due avesse il pallone.

 

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Soprattutto nel secondo tempo si è cercato una volta recuperata palla di andare direttamente su Luvumbo e Gaetano per sorprendere i viola alle spalle del centrocampo. Mentre nel primo tempo si alternava un consolidamento del possesso una volta recuperata palla ad una verticalizzazione immediata su Folorunsho per cercare la sua forza fisica nello spazio

 

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Una volta perso il pallone, in base alle zone di campo in cui il pallone veniva perso si alternava una riaggressione forte sul portatore di palla se veniva persa nella metà campo viola per cercare di riconquistare palla più alto possibile, al ricompattarsi velocemente sotto palla per non concedere spazio e profondità agli attaccanti viola

 

ANALISI SWOT

 

PUNTI DI FORZA

  • Fisicità
  • Organizzazione difensiva
  • Palle inattive a favore

 

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Irruenza nei contrasti che porta a subire molti cartellini gialli e quindi a giocare sotto pressione già dal primo tempo
  • Poca presenza di giocatori forti nell’1vs1 e quindi capacità di creare superiorità numerica

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