Analisi Tattica: il Catanzaro di Alberto Aquilani

Analisi realizzata da Luca Fabiocchi, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il CATANZARO di Alberto Aquilani: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Il Catanzaro di Mister Alberto Aquilani è una delle compagini più bella della serie B.

Un mix perfetto di giovani talenti affiancati da giocatori “navigati” di categoria.

Il modulo di base scelto dal mister romano è l’ 1-3-4-2-1.

La chiave tattica della squadra calabrese è il recupero rapido della palla con aggressione “feroce” sul portatore  e poi subito in verticale sfruttando le doti tecniche dei giocatori offensivi.

Contrari al giropalla sterile e fine a se stesso, il Catanzaro è una squadra che non ha timore della pressione avversaria ma che al contrario la provoca e cerca di sfruttare a proprio vantaggio uscendo dal pressing con combinazioni di prima intenzione e brevi fraseggi.

 

 

LA ROSA

Portieri

  1. Pigliacelli Età 32 Piede Forte Dx
  2. Marietta Età 24 Piede Forte Dx

Compiti tattici

La scelta del portiere è fondamentale nella prima fase di costruzione del Catanzaro.

Dai piedi di Pigliacelli parte la manovra; sia quando decideva di giocarla corta da rimessa dal fondo o durante il giro palla, sceglieva di aspettare la prima pressione avversaria attirando uno degli attaccanti per poi giocare col difensore che si era liberato. Non aveva timore di giocare la sfera al link player che si proponeva di spalle o di effettuare lob per scavalcare gli attaccanti che venivano in pressione. Abile nel capire le situazioni in cui il Catanzaro si trovava in difficoltà, stabiliva di rinviare e superare la prima e seconda linea di insistenza avversaria e chiamare in causa la punta.

CARATTERISTICHE TECNICO TATTICHE

Abile e sicuro nella giocata, coraggioso nell’aspettare il forcing dell’attaccante per poi avviare l’azione di costruzione. Portiere affidabile e di esperienza, lo dimostra il fatto che quest’anno è sceso sempre titolare con la maglia del Catanzaro.

CARATTERISTICHE FISICHE

Pigliacelli ha una buona struttura fisica ma non ha leve lunghissime, al contrario di Marietta che supera abbondantemente il metro e novantacinque

Difensori

  1. Brighenti Età 36 Piede Forte Dx
  2. Cassandro Età 26 Piede Forte Dx
  3. AntoniniEtà 28  Piede Forte Dx
  4. BashiEtà 20  piede forte dx
  5. JackEtà 20  piede forte sx
  6. Varrengia Età 22 piede forte sx

COMPITI TATTICI

Quando il pallone è in possesso del Catanzaro sono bravi ed efficienti in fase di marcatura preventiva. Riescono bene a leggere le situazioni e si dispongono in maniera ordinata rimanendo sempre in superiorità numerica.

Quando però vengono attaccati hanno la tendenza di abbassare molto la linea difensiva, “scappano” tutti e tre verso la propria area di rigore attirati dalla presenza degli attaccanti avversari.

In fase di impostazione prediligono lo short passing game; decidono di appoggiarsi vicino a uno dei mediani che viene incontro o effettuano passaggi decisi per servire i trequartisti che si abbassano a ricevere.

CARATTERISTICHE TECNICO TATTICHE

Composti e ordinati difensivamente di rado escono in maniera irruenta sull’uomo. Bravi ma non insuperabili nel gioco aereo. Hanno coraggio in fase d’impostazione, accettano l’aggressione avversaria anche dentro la loro area di rigore. Dotati di buona tecnica individuale prediligono il passaggio corto al lancio lungo.

CARATTERISTICHE FISICHE

la difesa titolare, composta da Brighenti Cassandro e Antonini non è proprio solidissima fisicamente. Solo Antonini tra i tre, supera il metro e novanta di altezza.

Esterni

  1. Favasuli Età 21 piede forte dx
  2. D’Alessandro Età 35 piede forte dx
  3. Di Francesco Età 31 piede forte dx
  4. Nuamah Età 20 piede forte dx
  5. Esteves Età 22 piede forte dx
  6. Frosinini Età 25 piede forte dx
  7. Alesi Età 22 piede forte dx (impiegato anche come TRQ)

COMPITI TATTICI

In fase offensiva hanno il compito di piazzarsi molto alti e larghi sulla linea dell’attaccante pronti a ricevere in corsa il pallone e servire la punta con cross e traversoni o giocarsi l’1vs1 in dribbling. In fase difensiva, sono rapidi nei ripiegamenti e nel seguire il loro uomo a tutta fascia. Sotto la pressione avversaria andavano a formare sugli esterni una linea di difesa a cinque.

CARATTERISTICHE TECNICO TATTICHE

Tutti giocatori molto tecnici, forti del dribbling e nel gioco 1vs1. Date le loro caratteristiche hanno più propensione alla fase offensiva che alla fase difensiva che comunque svolgono con impegno e sacrificio. Complice un pò d’inesperienza nel ruolo, commettono qualche disattenzione nelle diagonali e nei ripiegamenti difensivi.

CARATTERISTICHE FISICHE

Brevilinei, dotati di grosse capacità atletiche sia in quanto a velocità che nel lavoro aerobico il che gli permette di affrontare le due fasi di gioco sulle corsie laterali per gran parte dell’arco della partita.

Centrocampisti

  1. Pietriccione Età 31 piede forte dx
  2. Pontisso Età 29 piede forte dx
  3. Pompetti Età 31 piede forte sx
  4. Rispoli Età 19 piede forte dx
  5. Buglio Età 28 piede forte sx

COMPITI TATTICI

In fase di costruzione il Catanzaro si dispone col doppio play. Dalla rimessa dal fondo sia Petriccione che Pontisso si abbassano molto, in maniera piatta, quasi al limite dell’area di rigore per ricevere palla facendo in modo di svuotare la zona centrale del campo. Quando invece la squadra calabrese conquista territorio ed effettua un giro palla tra i difensori si abbassa uno dei due sulla linea dei 3 dietro mentre l’altro si alza sulla linea dei trequartisti. E’ Pontisso che accompagna maggiormente la manovra offensiva mentre Pietriccione rimane dietro fungendo da schermo davanti alla difesa. In fase di non possesso aggrediscono a tutto campo i mediani avversari.

CARATTERISTICHE TECNICO TATTICHE

Bravi con il pallone tra i piedi, riescono ad uscire bene dalla pressione avversaria con precise giocate in verticale. Hanno buoni tempi d’inserimento, in particolar modo Pontisso che va a riempire l’area di rigore sui cross degli esterni.

Aggressivi e coordinati in fase di pressione per recuperare palla, sono costretti ad un grosso dispendio di energie per seguire i centrocampisti avversari di riferimento nelle due metacampo.

CARATTERISTICHE FISICHE

Pietriccione è di costituzione non particolarmente robusta ma compensa in aggressività e tempi di intervento; Pontisso invece supera abbondantemente il metro e ottanta di altezza ed è ben strutturato. Pompetti, entrato nel secondo tempo, ha buone doti fisiche e atletiche.

Trequartisti 14. Liberali Età 19 piede forte sx

  1. Oudin Età 29 piede forte sx

COMPITI TATTICI

La qualità tecnica e gli spunti dei trequartisti sono le armi più affilate del Catanzaro. Ripuliscono palloni “sporchi”, creano superiorità numerica, alzano e abbassano il ritmo di gioco a loro piacimento.

Sia a Liberali che a Iemmello piace spaziare su tutto il fronte d’attacco senza dare punti di riferimento; si portano sull’esterno per creare superiorità numerica e spesso si abbassano sulla linea dei mediani per ricevere palla e iniziare la trama offensiva.

In fase di non possesso accompagnano la prima pressione, Liberali con maggiore foga mentre Iemmello in maniera più blanda posizionandosi sulla linea di Pittarello a impostare il primo pressing.

CARATTERISTICHE TECNICO TATTICHE

Il giovane Liberali sta dimostrando di avere tutte le qualità e le potenzialità tecniche da giocatore di categoria superiore. Sicuro nella giocata, forte nel dribbling, rapido nella conduzione palla al piede e dotato di un mancino davvero pericoloso.

Iemmello invece è uno dei punti fermi di questa categoria. Provvisto di grande tecnica, gioca bene il pallone di prima intenzione, usa alla grande il fisico per proteggere palla; viene spesso incontro per giocare di sponda e si abbassa per impostare.

CARATTERISTICHE FISICHE

Liberali, complice anche la giovane età, non è ancora del tutto formato fisicamente anche se grazie al suo baricentro basso riesce a mantenere il pallone pressato e resiste bene agli urti. Pietro Iemmello è un attaccante strutturato di 186 cm per circa 78 kg, dotato di notevole forza fisica e solidità nei duelli.

Attaccanti

  1. Pittarello Età 29 piede forte dx
  2. Koffi Età 24 piede forte dx

COMPITI TATTICI

Viste le caratteristiche dei trequartisti che tendono ad abbassarsi molto a ricevere palla, spesso Pittarello è costretto a fare reparto da solo. Riesce a giocare di sponda sugli appoggi delle mezzepunte e attacca forte l’area di rigore. La squadra quando è in difficoltà si affida a lui per la risalita.

 In fase di non possesso lui e Iemmello hanno il compito di indirizzare il primo pressing togliendo facili linee di passaggio tra i difensori e i centrocampisti avversari.

CARATTERISTICHE TECNICO TATTICHE

Abile nel gioco e nei duelli aerei, sa proteggere bene la sfera in modo da permettere di far salire la squadra. Rapido nello smarcarsi dalla marcatura in aera di rigore, duetta bene con i compagni di reparto offensivi.

CARATTERISTICHE FISICHE

Sia Pittarello che Koffi hanno buone doti fisiche e atletiche.

Sistema di base: 1-3-4-2-1

Sistema di gioco in FDP: 1-3-2-1-4; 1-3-3-1-3

Sistema di gioco in fase di non possesso; 1-5-3-2

 

FASE DI POSSESSO

COSTRUZIONE

In fase di costruzione da rimessa dal fondo, la scelta principale del Catanzaro è quella di giocarla vicino e attirare la pressione avversaria per liberare un uomo.

Antonini si dispone nell’area piccola, Cassandro e Brighenti larghi fuori area e i due mediani si abbassano contemporaneamente al limite dei sedici metri; rimangono alti sulla linea del centrocampo la punta Pittarello, i due trequartisti e gli esterni.

Una volta che Pigliacelli la gioca corta per Antonini quest’ultimo ha diverse opzioni:

  1. Aspettare la pressione dell’attaccante e scambiarla con il braccetto che si è liberato dalla marcatura
  2. Palla al mediano di spalle che di prima l’allarga sul braccetto esterno e andare poi in verticale dall’ala.
  3. Palla avanti verso la corsia laterale per uno dei trequartisti che viene incontro
  4. Palla lunga in verticale per cercare la sponda della punta per un esterno o un trequartista che va in appoggio

Quando invece il Catanzaro ha il possesso del pallone e l’avversario è schierato tutto nella propria metacampo fa allargare i braccetti e a turno uno dei mediani (maggiormente Pietraccione) si abbassa a ricevere palla per impostare.

 

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SVILUPPO

Superata la prima pressione avversaria, quando la palla è in possesso di uno dei due mediani il Catanzaro agisce a seconda dello schieramento del Cesena.

Se il centrocampo della squadra romagnola è a “maglie larghe” si procede per vie centrali con verticalizzazioni forti, rapide e precise per Iemmello o Liberali che vengono incontro. Pontisso sfrutta i movimenti dei trequartisti per buttarsi nello spazio lasciato libero o va in loro appoggio per raccogliere la sponda.

Invece se l’opponente è ben schierato e compatto il gioco dei giallorossi si sposta sulle corsie laterali. Esterno, mediano trequartista e il braccetto di riferimento danno il via ad una serie di triangolazioni e sovrapposizioni per creare superiorità numerica e guadagnare terreno.

In fase di sviluppo della manovra spesso e volentieri Iemmello si è       abbassato fin dietro il centrocampo posizionato in zona laterale sinistra per poter ricevere palla e impostare con spazio e tempo a disposizione.

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RIFINITURA

E’ la fase in cui il Catanzaro riesce a esprimersi al meglio con i suoi giocatori più tecnici.

Si dispongono in una sorta di 1-3-2-2-3; gli esterni si alzano sulla linea della punta Pittarello per fissare la linea difensiva e Iemmello e Liberali si staccano dalla marcatura e si propongono tra le linee a ricevere palla. Una volta imbucati da Pietraccione o Pontisso sono rapidi a girarsi e puntare la porta avversaria.

LATERALITA’ OFFENSIVA

La lateralità offensiva è garantita dagli esterni Favasuli e Alesi, supportata dai trequartisti Iemmello e Liberali a seconda dei lati di competenza e spalleggiata dai mediani.

Le combinazioni che adottano sono varie:

 gli esterni che attaccano la profondità delle corsie laterali, oppure gli stessi che sul giro palla dei braccetti vengono incontro giocando di sponda di prima sull’inserimento del centrocampista. C’è inoltre l’opzione del fraseggio stretto tra cc-trq ed esterno per uscire dal pressing avversario e andare rapidamente ad attaccare il lato debole.

FINALIZZAZIONE

In fase di finalizzazione, il Catanzaro, ha ricercato ripetutamente il cross dal fondo in particolar modo dalla corsia di destra con la costante spinta di Favasuli. Preciso e puntuale il riempimento dell’area di rigore con Pittarello, Iemmello, Liberali, l’esterno opposto Alesi che chiudeva sul secondo palo e l’inserimento da dietro di Pontisso.

Spesso il Catanzaro si è affidato alle giocate individuali; bene in occasione del gol di Liberali, ma alcune volte sono risultati leziosi e poco incisivi rinunciando ad un comodo tiro dal limite preferendo la giocata più difficile come il dribbling o lo scambio nel traffico dell’area di rigore.

FASE DI NON POSSESSO

Come anticipato in precedenza la squadra calabrese in fase di non possesso si schiera con un 1-5-3-2.

Quando è costretta ad abbassarsi nella propria metà-campo gli esterni si portano sulla linea dei difensori, Liberali si schiera al fianco di Pietraccione e Pontisso; rimangono più avanti Iemmello e Pittarello a dare una pressione non proprio soffocante, ma solo per coprire le linee di passaggio verso i mediani.

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PRIMO PRESSING

Dalla rimessa del portiere del Cesena che decideva di giocarla corta con i difensori centrali, Iemmello e Pittarello si schieravano al limite dell’area; i due centrocampisti del Catanzaro si attaccavano ai due mediani del Cesena che venivano incontro a ricevere. Se il pallone veniva giocato sul terzino destro era compito di Alesi uscire forte in pressione, mentre se il passaggio veniva fatto per favorire il terzino sinistro lo andava ad aggredire Liberali.

LINEA DIFENSIVA

Specialmente nel primo tempo durante il giro palla avversario e con la linea difensiva schierata a cinque il Catanzaro è risultato composto e ordinato, con buoni tempi di uscita e di intervento, non concedendo quasi mai la profondità.

Su palla laterale, dalla ¾ o dal fondo andavano in chiara difficoltà:

si schiacciavano completamente dentro l’area di rigore, con marcature scomposte e inesatte, poco attenti alla linea del fuorigioco.

Linea difensiva che il secondo tempo si è abbassata molto (complice la stanchezza e l’innesto di forze fresche del Cesena)  non ha saputo reggere il confronto fisico con gli attaccanti della squadra Romagnola.

ATTEGGIAMENTO CENTROCAMPO

Costante e sfiancante il lavoro svolto da Pietraccione e Pontisso a centrocampo in fase di non possesso.

Rimessa dal fondo avversaria andavano uomo a uomo sui mediani avversari, cercando di recuperare il pallone o comunque di non permettere un’uscita agevole da parte del Cesena. Se la mezzapunta del Cesena si abbassava molto e veniva incontro per lo scambio era lasciato dai difensori del Catanzaro e preso in consegna da Pietriccione; per questo il centrocampo dei calabresi è risultato più volte in inferiorità numerica. Quando invece i bianconeri riuscivano a guadagnare terreno e il Catanzaro era costretto ad abbassarsi Pietraccione e Pontisso si piazzavano davanti la linea difensiva a mo’ di schermo per togliere comode linee di passaggio a favore delle punte.

LATERALITA’ DIFENSIVA

Il Catanzaro non difende in maniere simmetrica nelle due corsie laterali.

Specialmente nel secondo tempo, quando è calata la condizione fisica di Iemmello, durante il giro palla del Cesena, sul terzino destro usciva in pressing Alesi; la linea difensiva giallorossa scivolava e diventava a quattro con Brighenti che prendeva in consegna l’esterno alto dei romagnoli, mentre dall’altro lato Favasuli si allineava con i difensori finendo per ricoprire il ruolo di terzino destro.

Discorso diverso per la corsia di destra del Catanzaro; durante il giropalla avversario era Liberali che attaccava il terzino del Cesena, Favasuli in marcatura dell’esterno e Cassandri controllava la punta o la mezza punta che si abbassava per fare gioco.

Durante il match i giocatori laterali del Catanzaro hanno cercato di limitare il più possibile 1vs1 dal fondo o sulla ¾ esterna adoperando raddoppi di marcatura sistematici da un lato con Liberali e dall’altro con Pontisso.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Quando il Catanzaro attaccava portava costantemente sei o sette uomini a ridosso dell’area avversaria, nonostante ciò è riuscita a concedere pochissimi contropiedi agli avversari almeno nel primo tempo.

Se la perdita del possesso avveniva nella metà campo avversaria si procedeva con una riaggressione veloce sul portatore e una chiusura delle linee di passaggio più vicine. Se invece si perdeva il pallone nella propria metacampo si procedeva a scappare rapidamente a ridosso della propria area di rigore concentrando più uomini possibile nella zona centrale del campo con l’obiettivo di temporeggiare e permettere ai centrocampisti e l’esterno di rientrare in copertura.

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Riconquistata palla e con il Cesena posizionato male, il primo obbiettivo degli uomini del Catanzaro era servire sui piedi uno dei due trequartisti.

Se avevano lo spazio per girarsi e puntare l’uomo ne approfittavano per attaccare palla al piede la difesa avversaria altrimenti cercavano la sponda di prima intenzione per il centrocampista che serviva in profondità uno degli esterni per sfruttare la loro rapidità.

Troppi però gli errori che hanno commesso sia nelle scelte che nella tecnica dell’ultimo passaggio o nei filtranti chiave per colpa della frenesia.

Quando hanno trovato un Cesena che si era ricomposto in maniera ordinata e compatta hanno scelto di consolidare il possesso, ricominciando con un giropalla utile a far salire e rifiatare la squadra.

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

  • Tecnica elevata di più interpreti del reparto offensivo
  • Dinamicità e imprevedibilità nelle giocate
  • Gioco dei trequartisti tra le linee avversarie
  • Riaggressione veloce in fase di non possesso

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Poca fisicità, mancanza di centimetri
  • Rosa corta
  • A volte risultano leziosi e poco incisivi nelle zone chiave del campo
  • Difesa e Centrocampo posizionati troppo bassi in fase di non possesso

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