Analisi Tattica: il Friburgo di Julian Schuster

Analisi realizzata da Lorenzo Cascione, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il FRIBURGO di Julian Schuster: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Il Friburgo è una squadra con un’identità tattica chiara e riconoscibile, basata su organizzazione collettiva, compattezza e principi di gioco coerenti nelle varie fasi della partita. L’efficacia del suo modello si nota soprattutto nella capacità di alternare momenti di gestione ordinata del possesso a fasi di verticalità immediata, mantenendo sempre equilibrio strutturale e controllo degli spazi.
L’analisi tattica del Friburgo ha l’obiettivo di evidenziare i comportamenti e le soluzioni che definiscono il suo stile di gioco, ponendo attenzione alla costruzione, allo sviluppo, alla rifinitura e alla finalizzazione, oltre che alla fase di non possesso, alle transizioni e alla gestione delle catene laterali.
Nel complesso, il Friburgo si distingue per una progressione pulita e funzionale: ricerca ingressi in rifinitura con vantaggio, utilizza meccanismi ripetibili come verticalizzazioni e combinazioni da “terzo uomo” e valorizza il centravanti come riferimento associativo in grado di legare il gioco e facilitare le scelte negli ultimi metri. In fase di non possesso, invece, emerge una squadra compatta e disciplinata, capace di difendere con densità centrale, scivolamenti laterali e coperture preventive, con la partecipazione di tutti i reparti nel chiudere linee di passaggio e ridurre tempo e spazio all’avversario.
Il Friburgo rappresenta dunque una realtà tatticamente solida e ben strutturata, in grado di rendere efficace ogni fase di gioco grazie a principi semplici, ma eseguiti con continuità, intensità e grande coordinazione collettiva.
SISTEMA DI GIOCO
Il Friburgo si dispone in campo con un sistema di base 1-4-2-3-1, che garantisce equilibrio tra solidità difensiva e sviluppo offensivo. In fase di possesso (FDP) la struttura risulta flessibile e adattabile al contesto di gara e alla pressione avversaria.
Nella costruzione e nello sviluppo della manovra, il sistema può trasformarsi in un 1-2-4-4, con i due terzini che si alzano in ampiezza sulla linea dei centrocampisti offensivi, mentre il doppio mediano resta a protezione della zona centrale. Le ali mantengono l’ampiezza, mentre il trequartista e la punta occupano gli half-spaces e la zona centrale, alternando movimenti incontro e attacchi alla profondità.
In altre situazioni, soprattutto contro pressioni più aggressive, il Friburgo assume una struttura 1-2-3-2-3, con uno dei terzini che stringe verso l’interno accanto ai centrocampisti, creando una linea di tre in mezzo al campo, mentre l’altro terzino garantisce ampiezza sul lato opposto. Le ali possono convergere internamente per favorire combinazioni corte e liberare la corsia laterale.
Quando uno dei centrocampisti si abbassa sulla linea difensiva in costruzione, la squadra può disporsi in 1-3-2-4-1, con una linea a tre dietro, due mediani centrali e quattro uomini offensivi distribuiti tra ampiezza e mezzi spazi. In fasi di spinta offensiva più marcata, il Friburgo arriva a occupare stabilmente l’ultimo terzo con una struttura 1-2-3-5, portando entrambi i terzini alti e garantendo presenza numerica tra area e rifinitura.
In fase di non possesso (FDNP), la squadra tende a ricomporsi in modo ordinato in un 1-5-4-1, con l’abbassamento delle ali sulla linea dei centrocampisti e un’occupazione compatta del corridoio centrale. Il trequartista partecipa attivamente alla fase difensiva rientrando in zona mediana, lavorando in sinergia con i due centrocampisti centrali e con gli esterni per schermare le linee di passaggio interne e proteggere la zona tra le linee. La punta, invece, non rimane isolata in pressione alta, ma arretra mantenendo la giusta distanza dal blocco squadra: questo consente da un lato di orientare la prima uscita sull’avversario, dall’altro di restare un riferimento immediato per la ripartenza una volta riconquistato il possesso.
SISTEMA DI BASE: 1-4-2-3-1
SISTEMI IN FDP: 1-2-4-4, 1-2-3-2-3, 1-3-2-4-1
SISTEMA ULTRA-OFFENSIVO FDP: 1-2-3-5
FASE DI NON POSSESSO: 1-5-4-1,
Questo assetto rende il Friburgo una squadra organizzata, compatta senza palla e capace di adattare la propria struttura in funzione delle diverse fasi di gioco.
INTERPRETI
PORTIERI:
- N1 Noah Atubolu (Anni 23 – Altezza 1.90m – Piede preferito destro)
- N21 Florian Müller (Anni 28 – Altezza 1.90m – Piede preferito sinistro)
COMPITI TATTICI
Il portiere viene coinvolto in maniera funzionale nella fase di possesso palla, con il compito principale di garantire sicurezza alla costruzione e facilitare la prima uscita pulita, senza forzare giocate rischiose. In linea con i principi della squadra, il portiere legge la pressione avversaria e sceglie soluzioni semplici ed efficaci, privilegiando il passaggio sui difensori centrali o sugli esterni bassi quando la struttura è ordinata.
In presenza di pressione alta, il portiere tende a velocizzare la scelta, evitando conduzioni prolungate e ricercando la giocata più sicura per mantenere compattezza e equilibrio. La sua funzione non è attirare volontariamente la pressione, ma gestire il rischio, consentendo alla squadra di posizionarsi correttamente per la fase di sviluppo.
In fase di non possesso, il portiere svolge un ruolo attivo nella gestione della profondità, restando pronto ad accorciare alle spalle della linea difensiva e comunicando costantemente con il reparto arretrato.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Presentano una buona affidabilità tecnica, soprattutto nel gioco corto e nel primo controllo orientato. Prediligono scelte razionali, con un utilizzo del piede funzionale al sistema piuttosto che creativo. Mostrano attenzione nel posizionamento, lettura delle traiettorie e capacità di organizzare la linea difensiva.
CARATTERISTICHE FISICHE
Ben strutturati, con buone leve e reattività nelle uscite basse e alte. L’esperienza varia in base all’età e al percorso individuale, ma il reparto garantisce continuità, affidabilità e solidità, elementi coerenti con l’identità della squadra.
DIFENSORI CENTRALI:
- N3 Philipp Lienhart (Anni 29 – Altezza 1.89m- Piede preferito destro)
- N37 Max Rosenfelder (Anni 22 -Altezza 1.86m – Piede preferito destro)
- N5 Anthony Jung (Anni3 4 – Altezza 1.86m – Piede preferito sinistro)
- N28 Matthias Ginter (Anni 31 – Altezza1.89 – Piede preferito destro)
- N43 Bruno Ogbus (Anni 20 – Altezza 1.85m – Piede preferito destro)
COMPITI TATTICI
I difensori centrali del Freiburg sono affidabili nella marcatura diretta e nella gestione dell’uno contro uno difensivo, mentre la copertura del compagno in fase di non possesso viene gestita prevalentemente attraverso compattezza di reparto e scivolamenti collettivi piuttosto che con uscite aggressive individuali. In fase di possesso svolgono un ruolo funzionale nella prima costruzione, privilegiando scelte semplici e sicure per garantire equilibrio alla squadra ed evitare perdite pericolose.
Matthias Ginter e Anthony Jung rappresentano il riferimento principale del reparto per esperienza, leadership e lettura delle situazioni, coordinando la linea difensiva e guidando le scelte in fase di uscita palla. Philipp Lienhart e Max Rosenfelder garantiscono solidità e continuità, mostrando buona capacità di gestione delle superiorità numeriche e collaborazione costante con il centrocampo per superare la prima pressione avversaria. In fase di possesso consolidato, il reparto contribuisce alla stabilità della struttura difensiva preventiva.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Il reparto presenta una buona tecnica applicata, soprattutto nel controllo orientato e nel passaggio corto, funzionale allo sviluppo ordinato dell’azione. I difensori sono efficaci nei duelli difensivi, nella protezione della zona centrale e nella lettura delle traiettorie, con particolare attenzione alla difesa dell’area. Nel gioco aereo mostrano affidabilità sia in fase difensiva sia sulle palle inattive a favore.
DOTI FISICHE
Dal punto di vista fisico, i difensori centrali sono ben strutturati, robusti e resistenti, con una buona capacità di mantenere intensità e concentrazione per tutta la gara. Il reparto garantisce solidità, continuità e affidabilità, elementi centrali nell’identità difensiva della squadra.
ESTERNI BASSI:
- N33 Jordy Makengo (Anni 24 – Altezza 1.91m – Piede preferito sinistro – terzino sinistro)
- N30 Christian Günter (Anni 32 – Altezza 1.84m – Piede preferito sinistro – Terzino sinistro)
- N29 Philipp Treu (Anni 25 – Altezza 1.73m – Piede preferito destro – Terzino destro)
- N17 Lukas Kübler (Anni 33 – Altezza 1.82m – Piede preferito destro – Terzino destro)
COMPITI TATTICI
Nel sistema di gioco adottato dal Friburgo, gli esterni bassi rivestono un ruolo chiave nell’equilibrio complessivo della squadra. In fase di non possesso garantiscono solidità difensiva abbassandosi sulla linea arretrata e contribuendo alla formazione di una linea a quattro compatta e ben orientata. In fase di possesso, invece, hanno il compito di dare ampiezza alla manovra, presidiare la corsia laterale di riferimento e collaborare con il compagno di catena per creare situazioni di superiorità numerica. Possono alzarsi in modo deciso, diventando una soluzione offensiva utile per superare il blocco difensivo avversario, senza però perdere equilibrio in caso di perdita del pallone. La loro intesa con i centrocampisti e gli esterni offensivi è determinante per la continuità della prestazione.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Gli esterni bassi mostrano buone capacità nell’uno contro uno difensivo e un adeguato senso della posizione. Sono in grado di leggere correttamente i tempi di uscita, di accompagnamento dell’azione e di inserimento, oltre a saper occupare con intelligenza lo spazio libero alle spalle della prima pressione avversaria. La gestione del pallone è funzionale allo sviluppo della manovra, con scelte semplici ma efficaci.
DOTI FISICHE
Sono giocatori dotati di buone capacità condizionali, con una solida base aerobica che consente continuità di rendimento per tutta la gara. Presentano una buona velocità di corsa e capacità di progressione, sia con palla sia senza palla, elementi fondamentali per sostenere le due fasi di gioco.
CENTROCAMPISTI:
- N6 Patrick Osterhage (Anni 25 – Altezza 1.86m – Piede preferito sinistro – Mediano)
- N8 Maximilian Eggestein (Anni 29 – Altezza 1.81m – Piede preferito destro – Centrocampista)
- N27 Nicolas Höfler (Anni 35 – Altezza 1.81m – Piede preferito destro – Mediano)
- N44 Johan Manzambi (Anni 20 – Altezza 1.82m – Piede preferito destro – centrocampista)
COMPITI TATTICI
Nel sistema di gioco adottato dal Friburgo, il centrocampo rappresenta il fulcro dell’equilibrio tattico della squadra. In fase di non possesso i centrocampisti garantiscono protezione centrale, schermando le linee di passaggio verticali e mantenendo una distanza ridotta tra i reparti, così da limitare le ricezioni tra le linee avversarie. In fase di possesso hanno il compito di assicurare continuità alla manovra, offrendo sempre una linea di passaggio al portatore e gestendo i tempi di gioco. Attraverso movimenti coordinati, il centrocampo sostiene la costruzione dal basso, collega il reparto difensivo a quello offensivo e favorisce l’occupazione razionale degli spazi, adattandosi alla pressione avversaria e alle diverse fasi della gara.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
I centrocampisti del Friburgo mostrano buona qualità nel controllo e nel passaggio, con una spiccata capacità di giocare a pochi tocchi per mantenere fluida la circolazione del pallone. Sono abili nella lettura delle situazioni di gioco, nel posizionamento preventivo e nell’intercetto, oltre a saper alternare gioco corto e soluzioni più verticali. La comprensione dei tempi di smarcamento e la capacità di muoversi in modo complementare consentono di creare linee di passaggio efficaci e di sostenere sia la fase di sviluppo sia quella di rifinitura.
DOTI FISICHE
Dal punto di vista fisico, il centrocampo è composto da giocatori con buone capacità aerobiche e resistenza allo sforzo, fondamentali per mantenere intensità e continuità per l’intero arco della partita. Presentano una discreta dinamicità e capacità di copertura del campo, che permette loro di supportare entrambe le fasi di gioco e di garantire equilibrio tra pressing, recupero palla e gestione del possesso.
TREQUARTISTI/ALI:
- N7 Derry Scherhant (Anni 23 – Altezza 1,85 – Piede preferito destro – Ala sinistra)
- N11 Daniel-Kofi Kyereh (Anni 29 – Altezza 1.79m – Piede preferito destro – Trequartista)
- N32 Vincenzo Grifo (Anni 32 – Altezza 1.80m – Piede preferito destro – Ala sinistra)
- N22 Cyriaque Irié (Anni 20 – Altezza 1.85m – Piede preferito sinistro – Ala destra)
- N19 Niklas Beste (Anni 27 – Altezza 1.75 – Piede preferito sinistro – Ala destra)
- N18 Eren Dinkçi (Anni 24 – Altezza 1.88m – Piede preferito destro – Ala destra)
COMPITI TATTICI
Nel sistema di gioco gli esterni offensivi rappresentano una risorsa tattica determinante in fase di possesso, soprattutto per scardinare blocchi difensivi compatti attraverso ampiezza, movimenti interni e attacchi allo spazio. In fase di non possesso partecipano attivamente al primo pressing, orientando la costruzione avversaria verso zone laterali o meno pericolose. In situazioni di possesso consolidato dell’avversario, e quando la squadra sceglie di difendere con un blocco basso, gli esterni si abbassano sulla linea del centrocampo, contribuendo alla formazione di due linee da quattro compatte e ben coordinate, garantendo equilibrio e densità difensiva.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Gli esterni assicurano qualità nelle situazioni di uno contro uno offensivo e mostrano una buona capacità di muoversi tra le linee, creando soluzioni di gioco imprevedibili. Sono dotati di tecnica applicata funzionale alla rifinitura e alla finalizzazione negli ultimi metri, con una buona lettura dei tempi di smarcamento e delle combinazioni con i compagni di reparto. La loro versatilità consente di alternare gioco esterno e movimenti interni a supporto dell’attacco.
DOTI FISICHE
Dal punto di vista fisico, si tratta di giocatori rapidi, con ottime capacità di accelerazione sia con palla sia senza palla. Presentano una buona base aerobica che permette continuità di rendimento durante l’intera gara e una spiccata disponibilità al sacrificio in fase di non possesso, elemento fondamentale per l’equilibrio collettivo della squadra.
ATTACCANTI:
- N14 Yuito Suzuki (Anni 24 – Altezza 1.75m – Piede preferito destro – Seconda punta)
- N26 Maximilian Philipp (Anni 31 – Altezza 1.83m – Piede preferito destro – Seconda punta)
- N31 Igor Matanović (Anni 22 – Altezza 1.94m – Piede preferito destro – Punta centrale)
- N20 Junior Adamu (Anni 24 – Altezza 1.83m – Piede preferito destro – Punta centrale)
- N9 Lucas Höler (Anni 31 – Altezza 1.84m – Piede preferito destro – Punta centrale)
COMPITI TATTICI
Nel sistema di gioco del Friburgo, gli attaccanti svolgono un ruolo estremamente dinamico, caratterizzato da continui movimenti per non offrire riferimenti fissi alla linea difensiva avversaria. Alternano smarcamenti incontro e attacchi alla profondità, creando spazi utili per gli inserimenti dei compagni e per lo sviluppo della manovra offensiva. In fase di non possesso partecipano attivamente al primo pressing, orientando la costruzione avversaria e favorendo la riconquista del pallone nelle zone avanzate del campo.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Gli attaccanti del Friburgo sono dotati di buone capacità di finalizzazione e di lettura delle situazioni offensive, risultando efficaci nel trasformare in occasioni concrete il gioco prodotto dalla squadra. Dimostrano intelligenza tattica nel riconoscere quando abbassarsi per legare il gioco e quando, invece, attaccare lo spazio alle spalle della difesa. Sono in grado di combinare con i centrocampisti e gli esterni, favorendo scambi rapidi e soluzioni imprevedibili negli ultimi metri.
DOTI FISICHE
Dal punto di vista fisico, presentano buone doti di velocità e rapidità, fondamentali per attaccare la profondità e per sostenere le fasi di pressione offensiva. La loro mobilità consente continuità di movimento e intensità per tutta la durata della gara.
FASE DI POSSESSO (FDP)
In fase di costruzione della manovra, l’obiettivo del Friburgo nella FDP è superare con ordine la prima pressione avversaria per consolidare il possesso nella metà campo offensiva e accedere alla zona di rifinitura con vantaggio posizionale. La squadra ricerca progressione tramite superiorità in uscita, utilizzo dei mezzi spazi e connessioni interne (anche attraverso il “terzo uomo”), rispettando i principi di tattica collettiva: scaglionamento offensivo, penetrazione, ampiezza controllata, mobilità e occupazione razionale degli spazi tra le linee.
COSTRUZIONE
Il Friburgo evidenzia una chiara preferenza per una costruzione corta e dal basso, orientata a creare superiorità numerica nella prima fase e a superare la pressione avversaria con ordine e continuità. La squadra utilizza il portiere come uomo libero e abbassa più interpreti nella zona di prima costruzione (fino a cinque riferimenti), aumentando le opzioni di passaggio e rendendo più difficile per l’avversario schermare tutte le linee utili. L’obiettivo non è un possesso fine a sé stesso, ma una progressione controllata: attirare pressione, liberare l’uomo libero e accedere alla metà campo offensiva con vantaggio posizionale.
Dal punto di vista strutturale, la prima linea viene formata dai due difensori centrali con la possibilità di coinvolgere il terzino destro come appoggio laterale, mentre il lato sinistro viene interpretato in modo più dinamico e funzionale allo sviluppo. Come emerge dalla situazione osservata, il terzino sinistro tende infatti a occupare i mezzi spazi laterali, diventando una soluzione interna che contribuisce direttamente alla fase offensiva. Questo movimento non serve solo a dare un appoggio in uscita, ma soprattutto a creare connessioni utili all’azione del terzo uomo, facilitando ingressi in zona 14 e in zona di rifinitura attraverso triangolazioni o scarichi rapidi dentro al campo.
A compensazione di questa salita del terzino sinistro, l’esterno sinistro assume un compito determinante di equilibrio: si abbassa e partecipa alla prima costruzione, garantendo copertura preventiva e stabilità sul lato, soprattutto in caso di perdita del possesso. In questo modo il Friburgo riesce a mantenere un assetto bilanciato, evitando di esporsi alle transizioni negative proprio nello spazio lasciato libero dal terzino che attacca i mezzi spazi.
Il cuore della manovra è rappresentato dalla coppia di centrocampisti centrali, che nel Friburgo agisce in modo complementare e funzionale alla progressione. Uno dei due svolge il ruolo di “esca”, muovendosi per attrarre la pressione e portare via l’uomo, liberando linee di passaggio e creando corridoi interni. L’altro funge da pivot, posizionandosi per ricevere con corpo aperto e orientamento fronte gioco, pronto a dare continuità attraverso due soluzioni principali: aprire verso le lateralità per trovare ampiezza e consolidare, oppure rompere le linee con passaggi verticali e decisi verso i riferimenti offensivi (attaccante o trequartista). Questa dinamica rende la costruzione più stabile, perché il Friburgo non dipende da una sola linea di uscita, ma alterna soluzioni esterne e interne in base alla pressione avversaria.
In base all’atteggiamento avversario, il Friburgo sviluppa soluzioni diverse, mantenendo però principi costanti: attrazione della pressione, utilizzo del giocatore libero e ingresso in rifinitura tramite connessioni interne e mezzi spazi.
In linea generale, la squadra avversaria presenta tre possibilità principali:
- pressione alta in parità numerica, con aggressione orientata sui primi riferimenti della costruzione;
- pressione alta in inferiorità numerica, con necessità di compensazioni e uscite aggressive per ristabilire parità in zona palla;
- blocco medio/basso con rinuncia alla pressione alta, volto a proteggere il centro e difendere in densità.
Nel primo scenario, gli spazi di manovra si riducono e la costruzione richiede qualità tecnica e timing elevato. In questa situazione il portiere diventa un riferimento essenziale per gestire la prima pressione e creare un uomo libero. Il Friburgo tende a manipolare l’avversario attraverso passaggi di sicurezza e posizionamenti che attirano la pressione, con l’obiettivo di uscire pulito e trovare rapidamente una soluzione verticale o di cambio lato. In particolare, il ruolo del pivot è determinante per ricevere orientato e trasformare la fase di costruzione in sviluppo, rompendo la prima linea di pressione e portando la palla oltre la zona di rischio.
Nel secondo scenario, quando l’avversario pressa in inferiorità numerica, il Friburgo cerca di non farsi schiacciare sul lato e sfrutta due soluzioni ricorrenti. La prima è attrarre l’avversario sulla zona palla per poi giocare alle spalle della pressione con un passaggio interno o un cambio campo, liberando il lato debole. La seconda è la gestione centrale tramite raccordi, con combinazioni rapide che permettono di tagliare la pressione senza forzare il passaggio. In questa fase emergono chiaramente i concetti di terzo uomo: la palla viene giocata su un riferimento che attrae pressione e scarica immediatamente sul compagno libero, che riceve fronte gioco e accelera verso la zona di rifinitura. Il terzino sinistro nei mezzi spazi è una risorsa importante proprio in questa dinamica, perché offre una soluzione interna in grado di dare continuità e portare la squadra dentro al campo con più pulizia.
Nel terzo scenario, quando l’avversario abbassa il blocco e rinuncia alla pressione alta, il Friburgo ricerca lo sviluppo con maggiore pazienza, invitando l’avversario a uscire e provando a creare vantaggi posizionali attraverso conduzioni e rotazioni. In queste situazioni risultano frequenti le conduzioni puntando l’uomo, utili per costringere un avversario a uscire dalla linea e aprire una linea di passaggio. Si osservano anche retropassaggi ragionati per manipolare le distanze del blocco avversario e generare spazio tra le linee, spazio che viene attaccato dal trequartista e dai riferimenti interni.
Una volta superata la prima pressione, la fase di sviluppo del Friburgo si orienta verso la progressione in zona avanzata con due direzioni principali: sviluppo laterale con ampiezza controllata e rotazioni, oppure sviluppo interno con verticalizzazioni e ricezioni tra le linee. Il trequartista scende frequentemente a supporto come link player, collegando centrocampo e attacco e facilitando l’avanzamento in modo pulito. L’attaccante offre un riferimento per la giocata diretta e per gli scarichi, permettendo alla squadra di consolidare palla e attivare la rifinitura con continuità.

SVILUPPO
Una volta superata la prima pressione avversaria e consolidato il possesso sulla linea dei centrocampisti, il Friburgo entra nella fase di sviluppo orientando la manovra verso la scelta dello spazio più conveniente da attaccare. Tale scelta dipende dall’atteggiamento difensivo del centrocampo e della linea arretrata avversaria: se il Mainz accorcia aggressivo in zona palla, il Friburgo ricerca soluzioni alle spalle della pressione; se invece mantiene densità centrale e blocco compatto, la squadra sviluppa sfruttando mezzi spazi e rotazioni laterali per creare superiorità posizionale.
I principi che guidano la fase di sviluppo del Friburgo risultano coerenti e ripetibili:
- Attrazione della pressione e giocata alle spalle del pressing, tramite cambio lato o passaggio interno sul giocatore libero;
- Sviluppo interno attraverso il pivot e i raccordi, con l’obiettivo di entrare tra le linee e attaccare la zona 14;
- Occupazione dei mezzi spazi e creazione di densità funzionale, favorendo triangolazioni e combinazioni da “terzo uomo” per avanzare mantenendo il vantaggio.
In questa fase diventano centrali i due centrocampisti, che gestiscono i tempi della progressione: uno agisce da esca per attirare marcatura e liberare linee di passaggio, mentre l’altro si comporta da pivot ricevendo con corpo aperto e cercando immediatamente la verticalizzazione o l’apertura sulle corsie. Parallelamente, il trequartista si abbassa con continuità per fungere da link player e dare supporto alla manovra, facilitando connessioni dirette con l’attaccante e garantendo una soluzione stabile per consolidare il possesso in zona avanzata.
Un elemento distintivo dello sviluppo del Friburgo è inoltre la partecipazione del terzino sinistro, che tende a occupare i mezzi spazi laterali e a fornire una soluzione interna utile sia per progredire centralmente sia per attivare combinazioni rapide (scarico e inserimento) tipiche dell’azione del terzo uomo. A copertura di questa scelta posizionale, l’esterno sinistro si abbassa garantendo equilibrio e copertura preventiva, permettendo alla squadra di non sbilanciarsi eccessivamente durante lo sviluppo.
RIFINITURA
Una volta riconquistato il possesso, il Friburgo ricerca con immediatezza la progressione verticale, trasformando rapidamente il recupero palla in un’azione di rifinitura. La squadra non consolida in maniera sterile, ma batte la pressione attraverso connessioni rapide e ripetibili, con particolare utilizzo del “terzo uomo” come meccanismo principale per entrare in zona pericolosa con vantaggio. Si osserva una chiara tendenza a trovare ricezioni pulite tra le linee, fronte porta, evitando ingressi forzati o “palla sporca”: l’obiettivo è portare la palla nella zona di rifinitura con tempi e orientamento favorevoli per accelerare l’azione (tiro, imbucata o attacco dell’area).
FINALIZZAZIONE
In fase di finalizzazione, il Friburgo converte il vantaggio creato in rifinitura in scelte ad alta efficacia, alternando conclusioni rapide dei giocatori tra le linee a ingressi in area tramite combinazioni corte e movimenti coordinati. Determinante risulta il ruolo del centravanti (Holer), utilizzato non solo come finalizzatore ma come riferimento associativo: funge da sponda, offre appoggi continui ai portatori e facilita la continuità della manovra, aumentando la qualità delle decisioni nell’ultimo terzo di campo e consentendo ai compagni di attaccare gli spazi liberi con tempi corretti.
Il Friburgo si distingue per la capacità di trasformare rapidamente il recupero palla in rifinitura, grazie a verticalizzazioni e meccanismi di terzo uomo ripetibili. L’ingresso negli ultimi metri avviene quasi sempre in vantaggio e con ricezioni pulite fronte porta, con il 9 determinante nel legare il gioco e finalizzare con continuità.

LATERALITÀ OFFENSIVA
Il gioco sugli esterni ricopre un ruolo fondamentale per il Friburgo, soprattutto nelle situazioni in cui la squadra non riesce a trovare continuità nella progressione centrale o quando l’avversario protegge densamente il corridoio interno. In FDP, il Friburgo ricerca ampiezza e profondità per aprire il blocco avversario e creare spazi utili nei mezzi spazi e tra le linee. In prima battuta l’ampiezza viene occupata dagli esterni e dai quinti/terzini, con l’obiettivo di generare superiorità posizionale e creare condizioni favorevoli per l’1vs1 o per la ricezione fronte porta in rifinitura.
Nello sviluppo laterale, la squadra valorizza in modo ricorrente l’utilizzo delle catene laterali: da un lato la presenza di Kübler garantisce ampiezza, aggressione della corsia e continuità di passaggio sul lato forte; dall’altro, giocatori come Beste e Treu rappresentano riferimenti importanti per attaccare la profondità, dare una soluzione di scarico e sostenere l’azione con sovrapposizioni o smarcamenti coordinati. L’idea è quella di creare un vantaggio sul lato palla per poi attaccare lo spazio libero: o attraverso un cross con area occupata, oppure attraverso uno scarico interno verso la zona di rifinitura.
Un principio ricorrente nelle catene laterali è la creazione del “terzo uomo”: il Friburgo porta la palla sul lato per attrarre pressione e poi gioca dentro al campo sul giocatore libero, consentendo ingressi puliti negli ultimi 30 metri. In questo contesto, Grifo assume un valore aggiunto per qualità tecnica e lettura: può ricevere largo per puntare l’uomo, oppure stringere nei mezzi spazi per diventare un riferimento interno, facilitando triangolazioni e connessioni rapide verso l’attaccante o il trequartista. La lateralità offensiva, quindi, non è solo un’alternativa quando manca il gioco centrale, ma un meccanismo strutturato che serve a manipolare l’avversario e creare vantaggi in rifinitura.
FASE DI NON POSSESSO (FDNP)
In fase di non possesso, il Friburgo si organizza con un assetto particolarmente compatto, spesso riconoscibile in una linea difensiva a 5, supportata dal ripiegamento dei giocatori offensivi. Tutta la squadra partecipa alla fase difensiva con l’obiettivo di chiudere linee, spazi e passaggi utili all’avversario, riducendo tempo e soluzioni di gioco. Dalla situazione osservata, emerge un comportamento difensivo ibrido: non si tratta di una marcatura esclusivamente a uomo né esclusivamente a zona, ma di una gestione mista con riferimenti situazionali, coperture preventive e raddoppi laterali.
PRIMO PRESSING
Il Friburgo adotta un atteggiamento difensivo proattivo, con una pressione iniziale orientata a limitare tempo e spazio di costruzione avversaria e a forzare giocate prevedibili verso l’esterno o verso il lancio diretto. La prima pressione non è casuale: la squadra si muove in maniera coordinata per schermare le linee interne, bloccare la visione di passaggio del portatore e indirizzare la palla su una corsia, dove poter aumentare densità e intensità del duello.
Il pressing viene attivato tramite trigger chiari: retropassaggi, ricezioni spalle alla porta, controlli orientati verso la linea laterale e passaggi “lenti” o non orientati in zona difensiva. Quando l’avversario riesce a consolidare il primo possesso e a superare la zona di pressione iniziale, il Friburgo tende a ricompattarsi sotto la linea della palla, riducendo le distanze tra i reparti e proteggendo con priorità il corridoio centrale.
LINEA DIFENSIVA
In fase di non possesso, la linea difensiva del Friburgo lavora con particolare attenzione alle distanze e alla protezione dell’area, mantenendo compattezza e coperture preventive soprattutto nelle zone centrali. In presenza di palla scoperta, la squadra può accorciare in avanti con maggiore aggressività per ridurre il tempo di gioco dell’avversario; mentre quando la palla è coperta e l’avversario è in condizione di verticalizzare con qualità, la linea tende a essere più prudente, proteggendo profondità e attivando scivolamenti laterali per non concedere imbucate centrali.
Un aspetto determinante è la prevenzione delle transizioni: anche quando il Friburgo si trova in possesso avanzato, la squadra mantiene riferimenti e posizionamenti utili per controllare eventuali ripartenze, accettando anche parità numerica in ultima linea pur di mantenere densità in zona palla e coperture preventive attive.

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO
Il centrocampo si presenta scaglionato e funzionale sia alla pressione sia alla protezione degli spazi tra le linee. I centrocampisti lavorano per schermare le ricezioni interne e chiudere la zona 14, mantenendo un comportamento elastico: aggressivi in uscita quando la pressione è attivabile, più conservativi e posizionali quando la squadra deve ricompattarsi. La partecipazione del reparto offensivo completa il sistema: gli attaccanti e il trequartista ripiegano con continuità, chiudendo linee di scarico e rendendo più difficile per l’avversario consolidare il possesso tramite appoggi centrali.
LATERALITÀ DIFENSIVA
Quando l’avversario prova a sviluppare sulle corsie e raggiunge la trequarti offensiva, il Friburgo tende a compattarsi con scivolamenti rapidi e densità sul lato palla. Gli esterni si abbassano con continuità sulla linea dei centrocampisti e, all’occorrenza, supportano i terzini nei raddoppi, con l’obiettivo di limitare l’1vs1 e impedire cross puliti o combinazioni sul fondo. La priorità rimane proteggere il corridoio centrale e l’area, concedendo eventualmente spazio laterale controllato ma senza aprire linee interne.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Quando il Friburgo conquista palla, attiva una transizione offensiva immediata e verticale. La squadra ricerca progressione rapida verso i riferimenti avanzati, con particolare efficacia nell’utilizzo del “terzo uomo” e delle ricezioni pulite tra le linee. In molti casi, la transizione passa dal centravanti Holer, che funge da sponda e riferimento associativo: protegge palla, appoggia ai compagni e consente alla squadra di risalire, trasformando il recupero in un’azione di rifinitura con vantaggio.
Se la riaggressione avversaria riduce tempo e spazio e non permette la verticalizzazione immediata, il Friburgo è in grado di consolidare il possesso e rientrare nella costruzione ragionata, mantenendo ordine e scelte pulite.
TRANSIZIONE DIFENSIVA
Alla perdita del possesso, il Friburgo attua una riaggressione immediata sul portatore, mentre i compagni vicini chiudono linee di passaggio e riferimenti interni. L’obiettivo è recuperare rapidamente palla oppure rallentare la transizione avversaria costringendola verso zone laterali e meno pericolose. La densità che il Friburgo crea in fase offensiva favorisce questo atteggiamento: essendo vicino alla palla con più uomini, la squadra può contropressare con efficacia.
Se la prima riaggressione non ha successo, il Friburgo ripiega in modo ordinato, si ricompatta e ripristina distanze corte tra i reparti, proteggendo prioritariamente il centro e la zona davanti all’area.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA
- Progressione pulita e strutturata: ingresso in rifinitura quasi sempre con vantaggio e ricezioni fronte porta.
- Meccanismi ripetibili di terzo uomo e verticalizzazione dopo recupero palla.
- Buona occupazione dei mezzi spazi e collegamenti efficaci tra reparto offensivo e centrocampo.
- Utilizzo del 9 come sponda e riferimento associativo per consolidare e finalizzare l’azione.
- Catene laterali funzionali: ampiezza, sostegno e capacità di attaccare dentro al campo con qualità (es. Grifo).
PUNTI DI DEBOLEZZA
- Possibile esposizione alle transizioni se la prima riaggressione viene superata e la squadra resta alta e aperta.
- Dipendenza dalla qualità delle ricezioni interne: con corridoi centrali schermati, la manovra può diventare più laterale e meno incisiva.
- Rischio di concedere cambi gioco e lato debole se la densità sul lato palla diventa eccessiva.
- Necessità di coperture preventive molto precise quando terzini/esterni attaccano alto e dentro al campo.








