Analisi Tattica: il Genoa di Daniele De Rossi

Analisi realizzata da Tony Venerito, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il GENOA di Daniele De Rossi: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Il Genoa di De Rossi si prepara ad affrontare una stagione complicata, dopo l’inizio alquanto incostante del francese Patrick Vieira, il quale aveva portato risultati altalenanti tra casa e trasferta. L’ex tecnico di Spal e Roma, inizia a far parte dello staff tecnico della nazionale italiana nel 2021, come assistente di Roberto Mancini. I principi tattici di De Rossi sono sicuramente la flessibilità dei sistemi di gioco, l’attenzione e l’organizzazione difensiva e il gioco sugli esterni. Nei nuovi acquisti ci sono elementi fondamentali che possono giovare le idee del tecnico romano, come l’ex Napoli Leo Ostigaard e il giovane Marcandalli, garantendo fisicità al reparto difensivo, mentre sugli esterni ci sono giocatori come Gronbaek, Valentin Carboni e Cornet, capaci di esprimere al meglio la loro qualità ed imprevedibilità.
SISTEMA DI GIOCO:
Nella partita contro la Fiorentina il sistema basico adottato da De Rossi è stato un 1-3-4-2-1. L’assetto tattico a gara in corso risulta molto variabile, soprattutto in FDP in cui i grifoni adottano principalmente un 1-3-2-4-1. In questo caso, i tre DC sono molto vicini tra loro coadiuvati dal mediano Frendrup e l’esterno basso Martin che converge verso il centro per impostare l’azione. Norton-Cuffy si alza sulla trequarti campo assieme a Thorsby, che occupa una posizione più centrale, e Vitinha che arretra la sua posizione consentendo il canale verticale alla punta Colombo. Ellertsson è la mina tattica di questa squadra in quanto può adempiere molteplici compiti tattici. Ove la pressione avversaria risulta più intensa, lo scheletro tattico si tramuta in un 1-3-1-2-3-1, dove gli esterni bassi si alzano per poter ricevere lo scarico laterale e Thorsby che in FDP invade l’area avversaria. Quando Vasquez è pressato a uomo da Piccoli, in questo caso, il centrale messicano è costretto a spezzare la linea difensiva e avanzare sulla linea dei centrocampisti, consentendo così di lasciare lo scarico laterale su Martin, ma allo stesso tempo di deviare la sua zona di competenza, correndo rischi in transizione difensiva; si passa qui al 1-2-3-4-1. Quando gli esterni bassi sono seguiti a uomo da Dodò e Fortini, De Rossi suggerisce di abbassarsi sulla linea dei CC con il conseguente avanzamento di Vasquez accanto a Frendrup in un atipico assetto tattico (1-2-4-3-1).
In FDNP, invece, il Genoa si dispone con un 1-5-3-2 molto compatto con l’arretramento dei due esterni bassi sulla linea difensiva e con Ellertsson e Thorsby a schermare possibili avanzate offensive. A volte si tramuta in un 1-5-4-1 ancor più allineato e stretto con Vitinha che sostiene i raddoppi difensivi su Martin.
SISTEMA DI GIOCO DI BASE: 1-3-4-2-1
SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI POSSESSO (FDP): 1-3-2-4-1;1-3-1-2-3-1;1-2-3-4-1;1-2-4-3-1
SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI NON POSSESSO (FDNP): 1-5-3-2; 1-5-4-1
INTERPRETI:
PORTIERI:
N.1 Nicola Leali (piede forte dx)
N.31 Benjamin Siegrist(dx)
N.35 Ernestas Lysionok(dx)
N.39 Daniele Sommariva(dx)
COMPITI TATTICI:
Sia Leali che Sommariva prediligono rimanere tra i pali, per poi fornire un attacco diretto sulla punta Colombo o su Vitinha. Mentre Siegrist e il giovane Lysionok partecipano alla costruzione dal basso coi mediani per favorirne l’uscita poi sugli esterni.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Leali e Lysionok sono molto abili tecnicamente, ma anche tatticamente. Sanno leggere le situazioni di pressione avversaria e scegliere se giocare corto o lungo in profondità.
DOTI FISICHE:
Tutti e 4 molto abili tra i pali e fisici, spiccano i riflessi e i tuffi di Leali e Lysionok. Invece Sommariva e Siegrist si rivelano molto sicuri nelle uscite alte.
DIFENSORI CENTRALI:
N.22 Johan Vasquez (sx)
N.5 Leo Ostigaard (dx)
N.27 Alessandro Marcandalli (dx)
N.34 Sebastian Otoa (dx)
COMPITI TATTICI:
Vasquez si comporta da regista difensivo svariando molto la sua posizione, mentre Ostigaard si occupa di marcare a uomo il suo diretto marcatore. Vasquez e Marcandalli escono molto dalla loro posizione naturale spezzando la linea difensiva in FDP.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Tutti e 4 molto forti nell’1 vs 1. Vasquez eccelle per conduzione palla, letture tattico-posizionali e capacità di passaggio corto, mentre Ostigaard e Marcandalli sono straripanti sul terzo tempo su lle palle inattive, soprattutto il norvegese.
DOTI FISICHE:
Ostigaard e Marcandalli dotati di ottima fisicità e resistenza fisica, mentre Vasquez e Otoa possiedono notevoli capacità di scatto e accelerazione.
ESTERNI BASSI:
N.15 Brooke Norton-Cuffy (dx)
N.3 Aaron Martin (sx)
N.20 Stefano Sabelli(dx)
COMPITI TATTICI:
Il ruolo degli esterni bassi con De Rossi è prettamente moderno, con il mancino Aaron Martin che converge dentro al campo in fase di impostazione coi 3 DC, mentre l’opposto Norton-Cuffy si sgancia in avanti quasi sulla linea dei trequartisti per supportare la manovra offensiva. In FDNP, invece, i due esterni bassi si allineano con il blocco difensivo componendo una linea a 5 in un 5-3-2 molto compatto. Sabelli garantisce più equilibrio tattico sia in FDP che in FDNP.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Martin è dotato di un ottimo mancino sia in corsa che da fermo, mentre l’inglese Norton-Cuffy tatticamente tramuta l’azione da difensiva a offensiva rapidamente sostenendo egregiamente la doppia fase.
DOTI FISICHE:
Per quanto concerne doti di scatto e accelerazione nell’1 vs 1, nonché capacità aerobiche, è Norton-Cuffy a mantenere il primato tra i suoi colleghi di reparto.
CENTROCAMPISTI CENTRALI:
N.14 Jean Onana (dx)
N.32 Morten Frendrup (dx)
N.73 Patrizio Masini (dx)
N.77 Mikael Ellertsson (sx)
N.2 Morten Thorsby (dx)
COMPITI TATTICI:
Il Genoa non ha un vero e proprio regista di ruolo, in quanto essendo una squadra molto aggressiva, tutti i centrocampisti di ruolo vengono assolti da ruoli di costruzione e si occupano di pressare con ferocia il portatore, e di leggere le situazioni tattiche in anticipo. Maestri in questo frangente sono Frendrup e Thorsby. La duttilità di Ellertsson è molto importante nello scacchiere tattico di De Rossi, poiché può svolgere l’esterno alto o basso in base alle caratteristiche avversarie o il centrocampista.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Frendrup e Masini riescono a trovare i compagni con passaggi semplici, invece Thorsby occupa una posizione più offensiva in FDP accanto alle punte. In FDNP i centrocampisti si schierano a schermare la linea difensiva in un 5-3-2 molto stretto.
DOTI FISICHE:
Dinamicità portata da Ellertsson e grande capacità aerobiche per Frendrup e Masini, mentre elevata forza fisica per Onana e Thorsby.
ALI O TREQUARTISTI:
N.23 Valentin Carboni (sx)
N.11 Albert Gronbaek (dx)
N.8 Nicolae Stanciu (dx)
N.17 Ruslan Malinovskyi (sx)
N.30 Hugo Cuenca (sx)
N.70 Maxwel Cornet (sx)
N.10 Junior Messias (sx)
N.76 Lorenzo Venturino (dx)
N.40 Seydou Fini (sx)
COMPITI TATTICI:
Se dobbiamo trovare un regista a questa squadra, l’unico che in proiezione offensiva si avvicina di più al ruolo di link-player è Malinovskyi. Con la sua visione di gioco e tecnica sopraffina detta i tempi in fase di sviluppo alla squadra, mentre ali come Carboni, Messias e il talentuoso Gronbaek possono fornire scompiglio tattico a sfavore degli avversari.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Tutti i mancini partendo dalla linea laterale prediligono dribblare e concludere verso la porta avversaria. Stanciu e Gronbaek sono più incontristi in cerca della loro posizione per poi poter giocare palla alle spalle della linea difensiva. Fini e Venturino sono dotati di ottima tecnica di base nonostante la loro giovane età.
DOTI FISICHE:
Gronbaek, Cornet, Carboni e Messias dispongono di un’elevata velocità e buona accelerazione, mentre Malinovskyi e Stanciu, anche per via della loro età, possiedono discreta fisicità. Fini, Cuenca e Venturino hanno notevoli capacità aerobiche.
ATTACCANTI:
N.9 Vitinha (dx)
N.21 Jeff Ekhator (dx)
N.29 Lorenzo Colombo (sx)
N.18 Caleb Ekuban (dx)
COMPITI TATTICI:
Ekuban ed Ekhator sono molto più bravi ad attaccare la profondità rispetto a Colombo e Vitinha, i quali prediligono giocare spalle alla porta e legare il gioco coi compagni. La posizione di Vitinha è molto atipica, in quanto partendo da sinistra, si accentra e serve o Colombo o l’esterno opposto di lato, in questo caso Norton-Cuffy.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Grande capacità di passaggio e finalizzazione per Colombo e Vitinha, invece Ekhator possiede nel suo bagaglio il dribbling e letture posizionali offensive non indifferenti.
DOTI FISICHE:
Colombo è sicuramente il più strutturato fisicamente, mentre gli altri possiedono enormi capacità aerobiche e di stacco aereo.
FASE DI POSSESSO (FDP):
COSTRUZIONE:
Iniziamo ad analizzare la prima fase di gioco dei grifoni, sottolineando i punti cardine e i principi chiave che la rendono importante per il gioco di De Rossi. Nella partita contro la Fiorentina si evince un pressing costante della squadra di Vanoli, così da costringere quasi il primo costruttore, in questo caso Leali, ad una costruzione diretta a cercare le due punte, Colombo e Vitinha. Laddove il Genoa riuscisse a partire dal basso, opta per una costruzione 3+2, con i 3 DC allineati in impostazione (in questo frangente Ostigaard play difensivo centrale con ai suoi lati Marcandalli e Vasquez) e sulla mediana Frendrup nel ruolo di link-player coadiuvato dal mancino in uscita sulle corsie laterali di Aaron Martin. Talvolta, quando quest’ultimo è seguito a uomo da Dodò, si cerca una costruzione 3+1, con il solo Frendrup a dettare tempi e ritmo di gioco per poi sviluppare sulle corsie laterali occupate da Norton-Cuffy e Martin. Ove il pressing diviene forsennato, si prova a spezzare la linea correndo dei rischi preventivamente adottati dal tecnico romano. Il capitano Vasquez si assume la responsabilità di avanzare sulla linea dei centrocampisti componendo una costruzione 2+3, o a volte addirittura 2+4 con gli esterni bassi entrambi arretrati per consentire lo scarico orizzontale rapido. L’interscambiabilità dei ruoli e la percezione del movimento, nonché della posizione del compagno sono elementi fondamentali per la riuscita di questa fase di gioco. Il vantaggio tattico dei grifoni è proprio questo, l’assenza di un vero e proprio link-player, così da non poter dare punti di riferimento agli avversari: tutti costruiscono, tutti rifiniscono e tutti difendono! Non esistono ruoli prestabiliti.

SVILUPPO:
Superata la prima pressione delle punte e dei sottopunta avversari, la squadra di De Rossi passa allo sviluppo dell’azione. I principi su cui si basa questa costante di gioco sono soprattutto l’intensità, l’interscambiabilità dei ruoli e l’overloadnella zona centrale di campo, ossia tanta densità di uomini fisicamente prestanti come Thorsby e Frendrup. Principalmente si occupa la zona centrale di campo e gli interpreti sono Malinoskyi in primis, ma anche Ellertsson e Thorsby sono partecipi, per lo più con un lavoro senza palla e smarcandosi sempre nello spazio libero. Una volta concentrata la pressione avversaria al centro del campo, il Genoa preferisce giocare sulle corsie laterali per creare situazioni da 1vs1 per favorire le qualità in accelerazione e di dribbling degli esterni bassi.
LATERALITA’ OFFENSIVA:
Sulla lateralità offensiva, il Genoa si affida molto alle caratteristiche dei suoi singoli per riuscire a creare superiorità numerica e mettere in mezzo cross o traversoni pericolosi per la linea difensiva dei gigliati. Come è ben evidente nel corso del primo tempo, Norton-Cuffy riesce facilmente più di una volta a smarcarsi del giovane Fortini e nonostante il raddoppio di Ranieri, il giovane talento inglese comunque lo brucia sul tempo e nello spazio per poi colpire la zona nevralgica d’attacco. La funzione di Ellertsson è puramente tattica, in quanto rimanendo a sostegno in catena laterale sull’inglese, non si scompone mai e attira verso di se la pressione di uno dei centrali in modo tale che l’esterno basso può facilmente andare al traversone indisturbato. Sul lato opposto, invece, la situazione è leggermente diversa, complice del fatto le doti tecniche e fisiche di Dodò a svantaggio di Martin. Allo spagnolo però sono affidati compiti più tecnico-tattici e nel trovare meglio la posizione libera, riesce col suo mancino educato a mettere palloni tagliati dietro la linea difensiva sorprendendo i centrali e favorendo le incursioni delle punte.

RIFINITURA:
In fase di rifinitura, la squadra di De Rossi, si affida soprattutto alle giocate di Martin e Vitinha sulle corsie non essendo proprio dei trequartisti di ruolo. Ciò è dovuto anche al fatto che l’intensità e l’aggressione portata a metà campo della Fiorentina non concedesse tempo e spazio per questa sottofase di gioco. Sono utili a gara in corso Valentin Carboni e Malinovskyi, che con il loro estro e la loro fantasia portano qualità in zona trequarti. Thorsby diventa la mina tattica della squadra, poiché in FDP si sgancia in avanti portando le sue incursioni in area di rigore, e in FDNP ripiega sulla linea dei centrocampisti.
FINALIZZAZIONE:
Il Genoa finalizza nei seguenti modi:
- Dribbling e tiro in porta da parte degli esterni o degli attaccanti;
- Incursioni e sovrapposizioni da parte dei centrocampisti, come Thorsby ed Ellertsson;
- Cross o traversoni da parte degli esterni bassi per la punta centrale Colombo;
- Talvolta anche con tiri da fuori ove la difesa avversaria risulta ben schierata.
FASE DI NON POSSESSO (FDNP):
PRIMA PRESSIONE:
In questa costante di gioco si nota come la pressione parte in primis dalla punta Colombo, il quale va ad aggredire il portatore palla, nonché suo ex compagno al Monza, Pablo Marì. Se questa funziona, la squadra adotta un Gegenpressingcollettivo finalizzato al recupero palla immediato. Si formano così le seguenti coppie: sull’out mancino Vitinha segue il difensore di destra (Pongracic), mentre a tutta fascia si delinea il duello Martin-Dodò; sulla corsia opposta troviamo Ranieri aggredito da Ellertsson e più in basso il duello Norton-Cuffy/Fortini. In mezzo al campo Thorsby aggancia il play avversario, in questo caso Nicolussi Caviglia, e Frendrup sulla mezz’ala Sohm. Per consentire una pressione efficace, De Rossi suggerisce a Vasquez di portarsi sulla mezz’ala opposta, Mandragora, e i due DC Ostigaard e Marcandalli rispettivamente su Piccoli e Gudmunsson.
Non appena la palla viene riconquistata, Colombo si smarca preventivamente in caso di transizione offensiva immediata.
In FDNP i grifoni si dispongono tatticamente con un 1-5-3-2 molto stretto e compatto con l’arretramento degli esterni bassi sulla linea difensiva a sostenere costantemente i raddoppi. Più compatto e allineato invece risulta il 1-5-4-1, addirittura con Vitinha nel compito di esterno alto a tutta fascia.
LINEA DIFENSIVA:
In FDNP la linea difensiva risulta stretta e compatta quando la squadra è tutta sotto la linea della palla; notiamo come i due CC Thorsby e Frendrup facciano da diga davanti la linea difensiva, essendo due equilibratori tattici, soprattutto il secondo. Le costanti scalate di Norton–Cuffy e Martin garantiscono una solidità anche sulle corsie esterni riducendo ampiamente lo spazio e la profondità alle spalle della linea difensiva. Ciò non avviene a palla persa, ossia esaminiamo il caso in cui Vasquez o Marcandalli spezzano la linea e perdono il possesso. Ora la squadra rimane scoperta ai lati di Ostigaard, come avviene durante l’azione del secondo gol dei gigliati. Perciò come si può ben notare dalla lavagna tattica esposta in basso, sono i due esterni bassi ad accorciare perché più vicini al centrale norvegese; ciò nonostante non basta per evitare la troppa profondità alle spalle della linea difensiva e conseguentemente il gol del vantaggio momentaneo della Fiorentina. Inoltre, in questa sottofase di gioco le diagonali difensive risultano lunghe e disallineate tra Marcandalli e Norton-Cuffy, e tra Martin e Vasquez, proprio perché in ritardo sui rispettivi marcatori Gudmunsson e Mandragora. Si crea così molto spazio tra DC ed esterno basso e così le mezze ali avversarie ne possono trarre beneficio. Si osserva anche di conseguenza la libertà e lo spazio concesso all’esterno mancino della Fiorentina, Fortini che rappresenta una seconda opzione di passaggio ulteriore. La linea difensiva del Genoa ricorre raramente alla tattica del fuorigioco, in quanto molto alta e distante dalla porta. Si cerca più di coprire l’uomo e non lo spazio nella profondità alle spalle della difesa, in questo caso le diagonali risultano corte e strette tra il centrale Ostigaard e gli esterni bassi Norton– Cuffy e Martin.

ASSETTO DEL CENTROCAMPO:
In FDNP la linea di centrocampo è abbastanza piatta e corta soprattutto in un 1-5-3-2 stretto e compatto con Thorsby e lo slittamento di Ellertsson che coadiuvano l’azione difensiva di Frendrup. Quando la Fiorentina svolge la fase attiva di gioco i due interpreti di centrocampi Thorsby e Frendrup sono intelligenti e aggressivi ad andare sul portatore di palla, per poi ricompattarsi e tramutare l’azione da difensiva a offensiva. Un ruolo chiave viene svolto anche dai sottopunta: Vitinha, Malinovskyi e Valentin Carboni a gara in corso, i quali riescono sempre ad allinearsi con il centrocampo costituendo così una linea a 4 davanti la difesa. Quindi assistiamo ad un 1-5-4-1 con lo scivolamento di Vitinha ed Ellertsson sulla linea di centrocampo per sostenere i raddoppi difensivi sugli esterni bassi, rispettivamente Martin e Norton–Cuffy. Questa situazione tattica è stata preparata da De Rossi arginando l’accentramento dentro al campo di una mezz’ala offensiva come Sohm, seguito a uomo da Frendrup e quindi sull’out di destra Norton–Cuffy e Ellertsson si occupano di arginare le folate del giovane Fortini. Thorsby e Frendrup costituiscono una vera e propria diga davanti la difesa per oscurare le linee di passaggio tra braccetto difensivo e centrale di riferimento.
LATERALITA’ DIFENSIVA:
Il lavoro sulle catene laterali è imprescindibile per il tecnico romano, di fatti il Genoa non ha avuto particolari problemi ad arginare le accelerazioni di Dodò e Fortini. Anche se veniva lasciato nell’1vs1 Norton–Cuffy sulla destra, la differenza tecnico-fisica con il giovane italiano gli permetteva di recuperare subito il pallone. Ciò non esclude il fatto che De Rossi ricorra preventivamente ai raddoppi costanti con Ellertsson che scala, laddove non sia seguito dalle incursioni di Ranieri. Discorso analogo, ma ben più frequente si nota sull’out opposto, dove Dodò strappa costantemente su Martin, rimasto molto alto a offendere. Ma qui il lavoro coadiuvato di Vitinha o dello stesso Thorsby è sicuramente ben visto dall’ex tecnico della Spal.
ANALISI TRANSIZIONI
TRANSIZIONE OFFENSIVA:
In fase di transizione positiva, il Genoa cerca sempre la verticalità immediata sulla punta Colombo o a gara in corso la profondità nello spazio di Ekhator, giocatore dalle caratteristiche fisiche esuberanti, che smarcatosi preventivamente ruba tempo e spazio di pensiero alle difese avversarie. A volte notiamo come lo stesso Thorsby vada a svolgere il ruolo di pivot offensivo fungendo da raccordo tra i reparti, legando il gioco con Vitinha e lo stesso Colombo. Raramente assistiamo ad un possesso palla ragionato e paziente sulla metà campo, per via delle doti di aggressività e velocità di pensiero degli interpreti del ruolo di centrocampo.
TRANSIZIONE DIFENSIVA:
In fase di transizione negativa, la squadra attua il principio della riaggressione immediata (Gegenpressing), come spiegato precedentemente. A volte però la Fiorentina riusciva a venirne fuori con le doti di palleggio corto tra N. Cavigliae Mandragora, supportati dalla qualità di Gudmunsson. Perciò la squadra di De Rossi è costretta ad eseguire un ripiegamento difensivo collettivo, principio passivo che tutti gli interpreti sanno svolgere egregiamente, accorciando notevolmente lo spazio tra i reparti.
ANALISI S.W.O.T
PUNTI DI FORZA:
- Solidità e grande compattezza difensiva
- DC fisici e predominanti nel gioco aereo
- Esterni bassi rapidi e tecnici nell’1vs1
- Riaggressione collettiva molto efficace e coordinamento tra i reparti simultaneo
- Marcature preventive e raddoppi difensivi sempre puntuali
- Chiave tattica: Frendrup, giocatore di grande spessore tattico ed equilibratore tra i reparti, e Norton–Cuffy, duttilità e grandi doti fisico-atletiche per il giovane talento inglese.
PUNTI DI DEBOLEZZA:
- Difficoltà nel concretizzare occasioni da gol e nel rifinire
- Possesso palla sterile e inefficace
- Assenza di veri e propri leader nei reparti
- Rosa poco profonda e completa
MINACCE:
- L’assenza di un vero e proprio regista permette all’avversario di aggredire il portatore a metà campo e di costringerlo all’errore molto facilmente, visto che il Genoa non dispone di un cervello e metronomo a metà campo.
OPPORTUNITA’:
- Sfruttare al massimo le palle inattive risulta un’arma a cui il Genoa ricorre frequentemente, dove lo stacco aereo di Ostigaard e Vasquez e il piede educato di Martin fanno la differenza nelle situazioni critiche.
- L’inserimento a gara in corso di giovani come Carboni, Fini e Venturino può garantire scompiglio tattico e freschezza sulle corsie esterne.








