Analisi Tattica: il Genoa di Patrick Vieira 2025-26

Analisi realizzata da Giuseppe Montano, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il GENOA di Patrick Vieira 2025-26: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Patrick Vieira arriva sulla panchina del Genoa il 24 novembre 2024 al posto di mister Gilardino (il quale aveva fatto ottime cose nelle 2 stagioni precedenti), ma dopo cessioni importanti, giusto per citarne alcune: Gudmundsson e Retegui, la squadra ha perso lo smalto dell’anno prima facendo scivolare il Genoa nei bassifondi della classifica. Ma proprio Patrick Vieira compie un’impresa chiudendo al tredicesimo posto la stagione con 43 punti salvando addirittura la squadra in largo anticipo dalla fine del campionato. Quest’anno le cose purtroppo non sono andate meglio. Ma vediamo nel dettaglio quali criticità presenta il suo modello di gioco.
INTERPRETI:
PORTIERE:
1 Leali ( piede forte destro)
Caratteristiche individuali:
Ottimo senso di piazzamento, agile e reattivo tra i pali, discreto con i piedi.
Compiti tattici: gioca prevalentemente passaggi appoggiati che danno il via all’azione oppure mette palla lunga quasi sempre su Colombo in costruzione diretta il quale ha il compito di far salire la squadra.
DIFENSORI CENTRALI:
5 Ostigard (piede forte destro)
22 Vasquez (piede forte sinistro)
Caratteristiche individuali:
Struttura, fisicità, marcatura e senso della posizione e gioco aereo le loro caratteristiche migliori.
Compiti tattici:
In fase di possesso hanno il compito di mantenere la sfera giocando semplice ed a pochi tocchi, in fase di non possesso sono sempre aggressivi sull’uomo, tenendo bene anche la linea sia su palla centrale ma anche su palla laterale.
ESTERNI BASSI:
15 Norton-Cuffy (piede forte destro)
3 Martin (piede forte sinistro)
Caratteristiche individuali
Norton-Cuffy dotato di grande velocità e buona tecnica, ha nella frequenza di passo la sua arma in più mentre Aaron Martin e’ dotato di buona velocità ma soprattutto di un piede mancino educato, calcio pulito con traiettorie di palla tagliata
Compiti tattici:
In questa partita Norton-Cuffy fungeva da costruttore in FDP mentre Martin si alzava più alto come vedremo più in là con l’analisi. In FDNP i 2 si allineavano ai centrali per poi rompere sistematicamente la linea sui riferimenti avversari uomo vs uomo
CENTROCAMPISTI:
32 Frendrup ( piede forte destro)
73 Masini (piede forte destro)
2 Thorsby (piede forte destro)
Caratteristiche individuali:
Grande quantità e corsa al servizio del grifone, sempre aggressivi a mordere e pressare, intensità e ritmo importanti, preziosi tatticamente nel posizionamento e nel recupero delle seconde palle.
Non proprio grandi costruttori ma giocatori di strappo Thorsby e Masini, più di posizione Frendrup, buoni inserimenti.
Compiti tattici:
In Fase di possesso cercano sempre di dare soluzioni a compagni sia in costruzione che in sviluppo, prediligendo passaggi semplici e veloci per non rallentare la manovra ( dopo vedremo nel dettaglio) mentre nella Fase di non possesso cercano sempre di andare forte sui riferimenti bianconeri ricorrendo spesso al fallo. Schermano molto bene la difesa e su palla laterale spesso si allineano ai difensori. Garantiscono sempre compattezza e densità.
ESTERNI ALTI/SOTTOPUNTE:
77 Ellertsson ( piede forte sinistro)
23 V. Carboni (piede forte sinistro)
8 Stanciu ( piede forte destro)
17 Malinovskyi (piede forte sinistro)
Caratteristiche individuali:
Dotati di ottima tecnica, nel caso di Ellertsson anche una notevole gamba e cambio passo.
Malinovskyi ha un sinistro pregevole, pulito e cristallino, ottimo calcio.
Ottima tecnica anche per V.Carboni e Stanciu, molto abili a districarsi nello stretto
Compiti tattici:
In FDP sono calciatori che ricercano sempre una giocata tra le linee, con Ellertsson che va più sul binario mentre diverso e’ il discorso per Stanciu e V. Carboni, i quali ricercano i mezzi spazi per relazionarsi con l’attaccante, il centrocampista di parte e l’esterno relegato in massima ampiezza. In FDNP come vedremo più in là anche loro vanno a caccia del loro riferimento uscendo sempre in pressione sui loro riferimenti, ma a volte facendo anche densità a centrocampo con Masini e Frendrup.
ATTACCANTI:
29 Colombo ( piede forte sinistro)
9 Vitinha ( piede forte destro)
21 Ekhator (piede forte destro)
18 Ekuban (piede forte destro)
Caratteristiche individuali:
Strutturato e forte fisicamente Colombo, dotato di un buon sinistro e bravo nel far salire la squadra, più veloci e bravi ad attaccare lo spazio Ekhator, Ekuban e Vitinha
Compiti tattici:
Colombo e’ colui che in FDP allunga la squadra per far ricevere palla in spazio rifinitura ed è sempre pronto ad andare a duello per far spazio ai compagni venendo incontro dando sempre una soluzione ai compagni. In FDNP si sacrifica molto senza palla, dando il via alla pressione del Genoa e non disdegna di ripiegare qualora ce ne fosse bisogno. Diverso il discorso per gli altri tre compagni di reparto, i quali Mister Vieira cerca più in loro l’attacco della profondità e dei canali verticali del campo. Un arma che Vieira usa molto a partita in corso.
SISTEMA DI GIOCO:
Il Genoa si dispone in campo con il sistema di gioco 1-4-2-3-1. In fase di possesso la struttura che prevalentemente ha adottato nella partita contro la Juventus è un 1-3-2-4-1 con l’esterno basso con i piedi nel campo fungendo da costruttore basso insieme agli altri 2 centrali difensivi sostenuti dai 2 play e facendo alzare l’esterno basso a sinistra sulla linea dei 3 sottopunta, occupando i 4 canali verticali ( 2 laterali e 2 half space dietro)e la punta il che si muove nel canale centrale o venendo incontro o allungando la squadra.
A volte la squadra di Vieira però cambiava pelle, optando per un 1-3-1-5-1 con un play come vertice dei 3 costruttori bassi ( i 3 difensori detto prima) e facendo alzare l’altro play sulla linea degli esterni e delle sottopunte, occupando così tutti i 5 canali verticali con l’attaccante che stavolta aveva un po più libertà di movimento.
In fase di non possesso i rossoblu sono molto fluidi. Prediligono 1-4-1-4-1 aggressivo andando praticamente uomo su uomo in pressione collettiva con uno dei 2 play che si alza prima zonato e poi a uomo sul costruttore che si abbassa di più della Juve.
Quando il Genoa vuole rifiatare da questa pressione collettiva asfissiante si mette 1-4-5-1 con i 3 sottopunta che si abbassano con i 2 play facendo densità e chiudendo tutte le linee di passaggio centrali. Altra soluzione adottata dal Genoa in qualche momento della partita e’ anche un 1-5-4-1 con addirittura il sottopunta esterno destro che veniva ad allinearsi con i quattro del pacchetto arretrato.
Un altra caratteristica del Genoa è la compattezza della squadra in area su palla laterale dove addirittura a volte il Genoa si schiera 1-6-3-1 dove i 2 play seguono a uomo gli invasori bianconeri facendo retrocedere nei ruoli di centrocampisti puri i 3 sottopunta con solo la punta centrale che ha il compito di tenere palla centralmente per far rifiatare la squadra o per partire in transizione offensiva.
SISTEMA DI GIOCO BASE: 1-4-2-3-1
SISTEMA FDP: 1-3-2-4-1, 1-3-1-5-1
SISTEMA FDNP: 1-4-1-4-1, 1-4-5-1, 1-5-4-1, 1-6-3-1
FASE DI POSSESSO (FDP)
COSTRUZIONE:
Come prima idea la costruzione del Genoa e’ quella di mettere i sottopunta prima possibile in situazione pericolosa con palla aperta contro la difesa juventina. Avendo grossi problemi a trovare questa soluzione, il Genoa ha fatto molta fatica a costruire e per la grande intensità delle due squadre il Genoa più di una volta si è affidata alla costruzione diretta con Leali che non sempre riusciva a trovare la testa di Colombo.
Come struttura il Genoa predilige la 3+2 con Norton-Cuffy (esterno basso destro) che diventa costruttore con gli altri 2 centrali Ostigard e Vasquez, avendo come vertici i 2 centrocampisti centrali Frendrup e Masini. Un altra opzione che il Genoa adotta e’ una costruzione 3+1con un centrocampista da play, con l’altro che si alza. In tutte e due le ipotesi con Leali (portiere) a sostegno delle strutture, il quale è molto bravo a dare sempre sostegno con tempi e smarcamenti giusti se la pressione della Juve si fa sempre più forte.

SVILUPPO:
In sviluppo il Genoa ha i 2 centrocampisti inizialmente piatti, i quali vogliono attrarre su di loro le mezzali avversarie, per mettere palla sui sottopunta per poi far alzare un centrocampista dove vi è la palla ( più Masini che Frendrup) per sviluppare il più delle volte in fascia. A volte però quando in sviluppo si fatica per vie centrali ( la Juve chiudeva benissimo queste traiettorie), si passa dal piede di Martin il quale funge da play, da laterale. Avendo problemi proprio con questa giocata tra le linee verso V. Carboni, Stanciu e Colombo, si prediligeva spesso lo sviluppo in ampiezza con V. Carboni Stanciu e la mezzala di parte che caricavano il lato forte per cercare di sfondare in ampiezza.
LATERALITA’ OFFENSIVA:
Su lateralita’ offensiva il Genoa carica con più giocatori per sfondare la lateralita’ difensiva della vecchia signora , e per avere le riaggressioni forti pronte sul lato palla. A destra a volte andavano a in quattro o addirittura in cinque con il sottopunta di parte in questo caso V. Carboni che viene sempre in appoggio a Ellertsson, con Norton-Cuffy che invece di spingere come di consuetudine si preoccupava di restare in sostegno sulla catena, preoccupato anche da una eventuale ripartenza su Yildiz,il quale in un paio di circostanze era ripartito pericolosamente in transizione. A volte il Genoa su questa catena portava addirittura entrambi i centrocampisti,con Ellertsson che attaccava sempre la profondità appena possibile. Sul lato sinistro invece veniva sempre Stanciu a fraseggiare con Martin e il centrocampista di parte. Qui si ricercava molto uno scambio veloce per mettere al cross Martin, il quale a volte riusciva a prendere bene il tempo sul lato difensivo destro bianconero.
RIFINITURA:
In questa sottofase il Genoa porta sempre la qualità di V. Carboni e Stanciu, i quali hanno avuto grandi difficoltà perché la Juventus, chiudeva come già detto, quasi sempre queste giocate, quindi con Masini il Genoa cercava di intensificare lo spazio rifinitura non riuscendo però a scardinare le maglie bianconere sia per l’accortezza delle squadre che erano molto corte e per l’alta intensità della partita.
FINALIZZAZIONE:
Qui il Genoa decide di attaccare la linea difensiva avversaria andando sempre a invadere con passaggio filtrante i tre canali verticali più vicini alla porta ( i due half space e il canale centale) a volte invadendo con più di uno lo stesso canale. Su finalizzazione da palla laterale, il Genoa ricerca il più delle volte l’1vs 1 con l’esterno in massima ampiezza il quale opta quasi sempre per un traversone verso l’area avversaria, con gli attaccanti del Genoa ( quasi sempre in tre) che attaccano dritto per dritto la porta, il portiere più i due pali.
A volte il Genoa ricorre anche al tiro da fuori, questo con la Juventus e’ successo poco e niente visto come già detto in precedenza, la bravura della Juventus nel lavorare centralmente con le linee di difesa e centrocampo.
FASE DI NON POSSESSO (FDNP)
PRIMA PRESSIONE:
Il Genoa in questa partita ha un codice ben preciso per far avviare la sua macchina della pressione collettiva, con Colombo, su prima linea, che va con una leggera pressione individuale sul difensore centrale ( Bremer) della Juventus ( rimanendo poi in smarcamento preventivo nel caso in cui il Grifone recupera la sfera). Appena la palla arriva al braccetto bianconero, parte la pressione collettiva del Genoa con i calciatori rossoblù che vanno uomo su uomo sui calciatori della Juventus. La maggior parte delle volte in questa partita abbiamo visto in questa sottofase le seguenti coppie: Stanciu-Gatti, V.Carboni-Kelly, Masini-Thuram, Frendrup-Locatelli per vie centrali, Martin-Kalulu, Ellertsson-Joao Mario sulla fasce. In questa partita il Genoa e’ riuscita molto bene nell’intento di non far avanzare il gioco della Juve e quando ciò avveniva spesso si ricorreva al fallo tattico. Le poche volte la Juventus riusciva a trovare degli spazi il Genoa era molto bravo a ricompattarsi e riorganizzarsi di nuovo in pressione.
FASE DIFENSIVA DEL CENTROCAMPO:
I due centrocampisti centrali davanti la difesa ( Frendrup e Marini) sono davvero molto bravi nell’andare in pressing ma anche a proteggere e schermare la difesa tenendo sempre la zona rifinitura della Juventus densa e sempre poco accessibile.
Quando la Juve muove palla i due partono piatti per poi rompere la loro linea per andare forte sull’uomo di parte per poi ricompattarsi e ripartire. Inoltre il centrocampo del Genoa e’ molto bravo ad assorbire i tagli degli avversari seguendoli sempre fino sulla linea difensiva.
Un lavoro importante per il centrocampo genoano lo svolgono anche le tre sottopunte: Ellertsson, V.Carboni e Stanciu i quali oltre ad andare sempre in pressione sui giocatori avversari riescono sempre a venire ed allinearsi a Masini e Frendrup formando sempre il reparto a 5 o formare il reparto a 4 con scivolamento di Ellertsson ( grande gamba) sulla linea difensiva. Quindi si ha un 1-4-1-4-1 con un centrocampisti (spesso Masini) che parte piatto per rompere la linea e scaglionarsi con il compagno, 1-4-5-1 quando i tre sottopunta si allineano ai due centrocampisti centrali ( questo quando la Juve aveva guadagnato campo) e infine 1-5-4-1 con Ellertsson che scivolava nei quattro dietro, formando la linea di cinque . Questa situazione il Genoa l’ha preparata in maniera impeccabile, la quale veniva attuata quando Yildiz entrava con i piedi nel campo, con Norton-Cuffy che si accentrava ed Ellertsson appunto scivolava come esterno basso destro di difesa.

Su lateralita’ il Genoa ha sofferto poco contro la Juventus. Infatti quando la Juve sviluppava sulle fasce il Genoa aveva sempre un’ottima organizzazione difensiva andando sempre a raddoppiare e fare densità in zona laterale. Un lavoro importante lo fanno come al solito i due centrocampisti centrali (Frendrup su catena di sinistra e Marini su quella destra), dove sono sempre pronti a raddoppiare in caso gli esterni del Genoa vengono saltati. Un lavoro importante lo fa come già detto Ellertsson, ma anche Stanciu, il rumeno veniva sempre a dare manforte sulla catena di sinistra genoana ogni qual volta il braccetto destro della Juventus ( Gatti) spingeva. Il Grifone per difendere un potenziale pericolo in area su palla laterale si chiudeva addirittura con sei uomini su linea difensiva ed attuando il sistema di gioco difensivo 1-6-3-1.

LINEA DIFENSIVA:
La linea difensiva del Genoa si muove sempre alta e ben coordinata per poi essere rotta sistematicamente dai calciatori di Vieira. Norton-Cuffy seguiva ad uomo Yildiz mentre Ostigard andava forte su David, mentre Vasquez il più delle volte incrociava per la sua strada Conceicao, Martin come già detto rompeva la linea su Kalulu il quale spingeva spesso.
A volte però su costruzione della Juve specialmente quando Yildiz entrava con i piedi nel campo rimaneva per pochi secondi a tre, per poi essere di nuovo completata a quattro dai ripiegamenti di Ellertsson sul lato destro. Proprio l’islandese come ribadito più volte ha aiutato molto la linea difensiva trasformandola da quattro a cinque e su palla laterale come già detto prima, addirittura a sei.
La linea si muove molto bene, molto collaudata e con codifiche su palla aperta e palla chiusa importanti con distanze sempre giuste. L’approccio quindi della linea difensiva e’ a uomo nella zona, con marcature asfissianti sul lato forte, con marcatura piu’ allentata sul lato debole. Unica eccezione Norton-Cuffy che prende in consegna Yildiz a tutto campo. La linea del Genoa ricorre poco e niente alla tattica del fuorigioco.
Su palle lunghe verso l’esterno si ricorre a diagonali lunghe verso la porta, se invece gli avversari manovrano ma il Genoa ha densità nella sua trequarti le diagonali sono corte, quindi invece di difendere la porta si stringe verso il compagno.
TRANSIZIONI
TRANSIZIONE OFFENSIVA:
Il primo pensiero nella testa dei calciatori del Genoa è quello di andare più veloce possibile in verticale, quindi con transizione diretta o immediata. Infatti proprio su questa situazione è arrivato il tiro di Ellertsson pericoloso al venticinquesimo minuto del primo tempo. Nei minuti finali di gara altri pericoli sono arrivati su questo principio di transizione, per via delle caratteristiche di Ekuban ed Ekhator i quali con smarcamenti preventivi andavano sempre su perdita palla della Juventus ad attaccare la profondità.
TRANSIZIONE DIFENSIVA:
Su transizione negativa il Genoa attua il principio della riaggressione, ma a volte quando la Juventus riusciva ad uscire allora il Genoa era bravissimo a ripiegare correndo forte verso la porta e ricorrendo il più di una volta al fallo.
Come marcamento preventivo quando il Genoa costruiva, vi era un occhio di riguardo su Thuram, perché si temeva la sua spiccata dote nel recuperare la palla, ma anche i suoi inserimenti senza di essa nell’area rossoblu.
ANALISI SWOT:
Punti di forza:
* squadra sempre corta e aggressiva
* ottima fase difensiva molto organizzata con uscite, marcature,scivolamenti e coperture sempre precise
* pressione collettiva e riaggessioni sempre fatte con i tempi giusti
* squadra molto ben allenata a livello condizionale
* squadra che accetta ben volentieri i duelli 1vs1
Punti deboli:
* poca qualità in costruzione con passaggi sempre prevedibili
* dopo aver recuperato palla in transizione offensiva non sempre riescono a trovare il passaggio chiave
* sempre lo stesso modo di riempire l’area
*Se V.Carboni, Stanciu e Malinovskyi non vengono serviti bene o gli avversari gli prendono le misure il Genoa fa fatica a creare palle gol
* recuperata palla uomo su uomo, a volte il Genoa per riorganizzare una nuova azione, ricompone la struttura in costruzione con interpreti non nei loro ruoli congeniali, quindi non facendo fluire bene l’azione. ( per fare un esempio: a volte si trovava Norton- Cuffy come play ed Ellertsson costruttore basso ).








