Analisi Tattica: il Genoa di Patrick Vieira

Analisi realizzata da Luca Vestrucci, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il GENOA di Patrick Vieira: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Nonostante il cambio di allenatore rappresenti sempre una scelta rischiosa per una società calcistica, l’arrivo di Vieira sulla panchina del Grifone ha portato a un miglioramento sia in termini di risultati che di continuità. Il Genoa, infatti, è passato da un preoccupante diciassettesimo posto a una più tranquilla posizione in classifica grazie ad una solida fase difensiva.
Analizziamo le principali modifiche tattiche apportate da Vieira al sistema di gioco dei rossoblù e come queste abbiano contribuito a migliorare le prestazioni dell’intero collettivo. La partita analizzata è stata Empoli-Genoa, delicato scontro salvezza terminato 1 a 2.
GIOCATORI
Portiere
Leali (Dx)
Con l’avvento di Vieira sulla panchina del grifone, l’esperto portiere cresciuto nelle giovanili del Brescia si è ritagliato uno spazio nella formazione iniziale. Il giocatore, dotato di grande autorevolezza in area di rigore, presenta ottimi riflessi e partecipa ai tentativi di costruzione dal basso. Qualora il pressing della squadra avversaria fosse particolarmente aggressivo, innesca l’azione con la costruzione diretta, con rilanci molto precisi che cercano i principali colpitori di testa, ossia Pinamonti e Thorsby.
Difensori
Bani (Dx)
Difensore centrale che sfrutta la sua notevole fisicità per vincere i contrasti. In fase di costruzione tende ad effettuare passaggi semplici, con tentativi di rilancio qualora tutti i compagni fossero pressati.
Vazquez (Sx)
Il centrale messicano ha un ruolo fondamentale nella difesa ligure, avendo una notevole rapidità e aggressività, confermata dai 6 cartellini gialli ricevuti nel corso della stagione. Anche Vazquez presenta una buona lettura dell’azione e buona capacità nel gioco aereo.
Norton-Cuffy (Dx)
Il terzino britannico, in prestito dall’Arsenal, ha una eccellente rapidità. Nel sistema di gioco presenta caratteristiche più difensive, poiché tende a mantenere la sua posizione. In fase di costruzione prova a verticalizzare per Zanoli.
Sabelli (Dx)
Giocatore molto duttile, nello schema di Vieira ha arretrato la sua posizione sulla linea dei difensori. Rispetto a Norton-Cuffy, ha caratteristiche che gli permettono di effettuare sia la fase difensiva sia quella offensiva, con tentativi di sovrapposizione e cross.
Martin (Sx)
Terzino sinistro molto rapido e dotato di buona tecnica. Come Sabelli, anche lui è in grado di svolgere entrambe le fasi, con sovrapposizioni per cercare la superiorità sulla fascia sinistra. In fase di costruzione, prova a verticalizzare per Vitinha.
Badelj (Dx)
L’esperto centrocampista croato è dotato di una grande lettura di gioco e buona visione, con l’ottima capacità di intercettazione e avanza quando la situazione lo richiede. Tende ad abbassarsi per fornire supporto durante la costruzione dal basso.
Frendrup (Dx)
Anche il centrocampista danese tende ad abbassarsi per fornire sostegno in fase di costruzione dal basso. Molto rapido ed aggressivo, aiuta la squadra durante la fase di primo pressing per cercare di innescare rapidamente il reparto offensivo. Anche lui, come Badelj, in situazioni di contropiede tende ad alzarsi provando gli inserimenti in area.
Thorsby (Dx)
Il centrocampista norvegese si scambia la posizione con Zanoli in fase di non possesso, avendo un ruolo chiave nel pressare il portatore di palla con squadre che provano a costruire dal basso. Gode di molta libertà, ed è il primo giocatore ad attaccare il portatore di palla nella trequarti offensiva. In fase di costruzione arretra la sua posizione. Col Genoa in propensione offensiva, si alza anche lui cercando l’inserimento in area di rigore.
Zanoli (Dx)
Esterno di attacco dotato di grande velocità, attacca lo spazio quando ha libertà di movimento e prova a saltare l’uomo, sebbene la maggior parte delle azioni del Genoa si sviluppino nella fascia opposta. In fase di non possesso, durante il primo pressing, arretra sulla linea dei centrocampisti scambiando la posizione con Thorsby. Se richiesto scala da terzino cercando di dare superiorità sulla fascia e aiutando nei raddoppi difensivi.
Miretti (Dx)
Il sostituto di Zanoli, si sposta lungo la fascia sinistra. Anche lui presenta un’ottima tecnica e grande rapidità, provando gli uno contro uno e tentando cross e traversoni in area di rigore.
Vitinha (Dx)
L’attaccante portoghese, nonostante il suo ruolo naturale sia la punta centrale, è in grado di svolgere la funzione di esterno occupando prima la fascia sinistra e poi quella destra, scambiandosi di posizione con Miretti durante il secondo tempo. Il portoghese rappresenta il maggior pericolo per le difese avversarie, grazie alla sua grande tecnica e ottima capacità di saltare l’uomo. Con Vieira effettua compiti difensivi, ripiegando per dare sostegno alla difesa.
Pinamonti (Dx)
Il centravanti nativo di Cles rappresenta l’unico riferimento offensivo. Una sua caratteristica è il gioco aereo, fondamentale quando viene effettuata la costruzione diretta. Si posiziona spesso spalle alla porta, smistando i palloni per i centrocampisti o per gli esterni di attacco, per poi inserirsi in area di rigore. Con i suoi 6 goals è il miglior marcatore della squadra, avendo una grande freddezza sotto porta.
Ekuban (Dx)
A differenza di Pinamonti, l’attaccante è molto più libero di svariare sul fronte offensivo. Dotato di una maggiore rapidità, prova spesso a saltare l’uomo per provare la conclusione in porta. Come Pinamonti però, è in grado di ricevere le verticalizzazioni e i lanci lunghi provenienti dalla difesa, mettendo la palla a terra e provando l’azione individuale.
SISTEMA DI GIOCO
Il Genoa di Vieira presenta una sostanziale modifica nel sistema di gioco rispetto alla squadra allenata da Gilardino, adottando un solido 1-4-3-3.
In fase di non possesso, durante il primo pressing contro squadre che tendono a costruire dal basso, Zanoli si abbassa a centrocampo, stringendo verso l’interno o mantenendosi largo sulla fascia. I due mediani si alternano nel supportare i giocatori più offensivi nel pressing, trasformando temporaneamente il modulo in un 1-4-2-1-2-1. Qualora il pressing risultasse inefficace, le ali arretrano per compattare la squadra in un solido 1-4-5-1, o in un 1-5-4-1 con Zanoli che scala sulla linea difensiva.
In fase di possesso, Thorsby gioca un ruolo centrale nello sviluppo della manovra arretrando leggermente per costruire il gioco e mantenendo l’equilibrio del 1-4-3-3. Quando la squadra avanza, il modulo si trasforma in un 1-4-2-3-1, con Thorsby che si spinge in posizione più avanzata per supportare la fase offensiva.
FASE DI POSSESSO
COSTRUZIONE
Il Genoa presenta diverse soluzioni, adattandosi alla squadra avversaria. L’Empoli di D’Aversa attua un pressing molto aggressivo, ciononostante è possibile notare due diverse situazioni:
1) costruzione dal basso
2) costruzione diretta
-
- Il Genoa adotta una strategia che privilegia la costruzione dell’azione a partire dal basso, con i due mediani che vengono coinvolti nella manovra. Questi ultimi, spesso alternativamente, si abbassano per fornire linee di passaggio sicure e facilitare una progressione palla a terra. Il sistema utilizzato è riconducibile a un 2+4, dove i due centrali difensivi rimangono stabili in posizione, mentre i terzini salgono, allineandosi ai centrocampisti centrali. Questo assetto garantisce sia ampiezza che opzioni di scarico laterali o verticali, evitando situazioni di isolamento per il portatore di palla. Se la costruzione dal basso risultasse efficace, il portiere Leali o i centrali, tendono a cercare soluzioni esterne, allargando il gioco verso i terzini, i quali poi provano subito la verticalizzazione verso gli esterni di attacco. Questa scelta permette di sfruttare al meglio l’ampiezza del campo, obbligando l’avversario a dilatare le proprie linee di pressione e costringendolo spesso negli uno contro uno con gli esterni. Durante questa fase si nota una dinamica interessante: Zanoli, esterno di attacco, e Thorsby, centrocampista versatile e dotato di grande fisicità, si scambiano di posizione. Il norvegese si abbassa in mediana provando ad offrire una opzione di passaggio sicura a Norton-Cuff, mentre Zanoli si pone in posizione più avanzata.

2. Qualora l’avversario adottasse un pressing alto aggressivo, il Genoa è costretto a rinunciare alla costruzione bassa, optando per una manovra più diretta. In questi casi, Leali o i centrali difensivi cercano subito un lancio lungo verso il riferimento avanzato, che può essere Pinamonti o Ekuban. Entrambi i giocatori presentano caratteristiche differenti, ma forniscono supporto alla manovra. Pinamonti, ad esempio, sfrutta la sua abilità nel gioco aereo e nel proteggere il pallone spalle alla porta, favorendo le sponde per i compagni o le aperture verso gli esterni. Ekuban, invece, aggiunge una dimensione dinamica, utilizzando la sua velocità e il movimento continuo per attaccare gli spazi, ricevendo i lanci lunghi e provando subito a saltare il diretto marcatore.
SVILUPPO
Il Genoa punta su una rapida verticalizzazione, con una manovra che si sviluppa prevalentemente lungo le corsie esterne, un marchio di fabbrica di Vieira. Questo approccio consente alla squadra di sfruttare l’ampiezza del campo, obbligando gli avversari a dilatare le proprie linee difensive e creando così spazi utili per sviluppare l’azione offensiva. In particolare, un elemento chiave in questa fase sono le sovrapposizioni dei terzini, come Sabelli e Martin, che spingono con continuità lungo le fasce, sebbene durante questa partita non siano stati particolarmente coinvolti nella manovra offensiva. Questi movimenti non solo permettono di mantenere la squadra larga, ma spesso creano situazioni di superiorità numerica, specie quando si cerca di eludere i raddoppi della squadra avversaria. Il centrocampista più vicino all’azione gioca un ruolo determinante: tende ad allargarsi per offrire una soluzione di passaggio ulteriore. Questo movimento favorisce una migliore circolazione del pallone e apre linee di passaggio per i compagni, specialmente per gli esterni d’attacco come Vitinha o Zanoli, che possono così ricevere palla in posizione avanzata. Quando si cerca una costruzione ragionata, i terzini poi cercano improvvisamente di verticalizzare verso gli esterni d’attacco, incentivando situazioni di uno contro uno. Vitinha, in particolare, è abile nel dribbling e nel creare spazi grazie alla sua rapidità e tecnica individuale. Tuttavia, se la squadra avversaria chiude efficacemente le linee di passaggio, il Genoa è pronto a cambiare strategia. In caso di costruzione diretta, l’azione si sviluppa rapidamente cercando il centravanti, solitamente Pinamonti, che gioca un ruolo cruciale, essendo l’unico riferimento offensivo. Pinamonti eccelle nel gioco spalle alla porta, utilizzando il fisico per proteggere il pallone e fare da sponda per i compagni. Questa capacità gli consente di aprire il gioco verso gli esterni, come Vitinha o Zanoli, che possono sfruttare gli spazi creati, oppure dare il pallone ai centrocampisti che lo scaricano subito in verticale o sulle fasce, portandosi poi in appoggio per dare continuità all’azione offensiva o per cercare la conclusione. Thorsby, ad esempio, è spesso protagonista di questi movimenti, sfruttando il tempismo e l’abilità nel posizionarsi tra le linee avversarie.

LATERALITÀ OFFENSIVA
I terzini ricoprono un ruolo cruciale nell’ampliare la manovra e garantire opzioni sulle fasce, facilitando l’uscita palla e creando spazio per altre linee di passaggio. Martin e Sabelli sono particolarmente dinamici in fase offensiva, spingendo con regolarità in sovrapposizione agli esterni d’attacco. Le loro incursioni sulle corsie laterali sono fondamentali per creare ampiezza e destabilizzare la difesa avversaria, aumentando le possibilità di cross o di combinazioni veloci. Norton-Cuffy, invece, adotta un approccio più conservativo, concentrandosi sulla fase di copertura e rimanendo quindi più difensivo. Gli esterni d’attacco, come Vitinha e Zanoli, che successivamente viene spostato a destra con l’ingresso di Miretti, restano larghi, sfruttando la loro tecnica e rapidità per tentare di saltare l’uomo e attaccare la porta. Qualora non ci riuscissero rimarrebbero pericolosi per i loro cross o traversoni in area di rigore. Questo posizionamento offre non solo profondità ma anche un’apertura di gioco che consente ai centrocampisti di inserirsi centralmente, approfittando degli spazi lasciati liberi. Quando una fascia viene bloccata dalla difesa avversaria, i centrocampisti si allargano per offrire alternative di passaggio al fine di dare supporto alla manovra.
RIFINITURA
L’obiettivo principale della fase di sviluppo nel gioco del Genoa è quello di liberare spazi strategici per il reparto offensivo, creando così opportunità di attacco. Il centravanti, solitamente Pinamonti, è spesso il punto di riferimento per gli attacchi, cercando di attaccare la profondità e sfruttare gli spazi lasciati liberi dalla difesa avversaria. Il suo movimento in profondità non solo crea disturbi alla difesa, ma apre anche spazi laterali che vengono sfruttati dagli esterni di attacco, come Vitinha e Zanoli, che cercano di invadere le corsie laterali e approfittare delle disattenzioni difensive. Un aspetto ricorrente e fondamentale nella fase di sviluppo del gioco è l’inserimento senza palla dei centrocampisti. Questi si posizionano al limite dell’area avversaria per approfittare di eventuali seconde palle o disattenzioni della difesa. La loro capacità di inserirsi rapidamente e con decisione rende il gioco offensivo del Genoa molto dinamico, permettendo di sfruttare ogni occasione che si presenta. Questo tipo di movimento viene anche enfatizzato in fase di transizione offensiva, quando il Genoa, grazie a un pressing ben organizzato, cerca di riconquistare palla in zona alta, costringendo l’avversario a commettere errori e dando vita a rapidi ribaltamenti di fronte.
FINALIZZAZIONE
In fase di conclusione, il Genoa punta sulla qualità tecnica degli esterni per creare occasioni da gol. Giocatori come Vitinha e Zanoli (poi Miretti), sono fondamentali per cercare di superare l’avversario nell’uno contro uno, tentando di sfruttare la loro agilità e abilità nel dribbling. Quando questa soluzione non risulta efficace, la squadra opta per cross e traversoni in area, cercando di sfruttare la fisicità di Pinamonti e gli inserimenti di Thorsby. Una variante tattica interessante, sviluppatasi sull’asse Thorsby-Zanoli, è il tentativo di triangolazione per liberare il centrocampista norvegese in area di rigore. Questa combinazione di passaggi crea spazi e occasioni per sfruttare la sua capacità di inserimento e tirare verso la porta. Frendrup e Badelj, sempre molto attenti e dinamici, si posizionano al limite dell’area per raccogliere eventuali rimpalli o respinte della difesa avversaria, pronti a calciare verso la porta. Inoltre, quando la difesa avversaria si sbilancia nel tentativo di recuperare lo svantaggio, il Genoa sfrutta gli spazi concessi per verticalizzare rapidamente su Ekuban. Grazie alla sua velocità, il giocatore si fa trovare in posizione avanzata per puntare il marcatore, cercando di superarlo e concludere in porta.
FASE DI NON POSSESSO
PRIMA AZIONE DIFENSIVA
Il Genoa di Vieira adotta un approccio aggressivo in fase di pressing, ostacolando le squadre che cercano di costruire dal basso. In particolare, nella zona della trequarti avversaria, il portatore di palla viene aggredito da Vitinha e Thorsby. Quest’ultimo, schierato come falso esterno d’attacco in questa fase, gode di maggiore libertà rispetto a Vitinha, che rimane largo, e si muove per chiudere le linee di passaggio. I due mediani salgono per accorciare le distanze tra i reparti, cercando di rompere la manovra avversaria e dare supporto al pressing alto. Se il pressing viene eluso, soprattutto a causa della difficoltà del centrocampo nel coprire efficacemente, la squadra ripiega formando una linea a cinque in fase di non possesso. Quando l’azione avversaria si sviluppa sugli esterni, Zanoli arretra sulla linea dei difensori, passando a una disposizione 5-4-1, con quattro centrocampisti che schermano le zone centrali e limitano gli spazi tra le linee.
LINEA DIFENSIVA
La linea difensiva del Genoa è compatta e adotta una difesa a uomo in zona quando gli attaccanti avversari si avvicinano pericolosamente all’area di rigore. Questo approccio consente ai difensori centrali di essere molto reattivi nei confronti delle movenze degli attaccanti, adattandosi in tempo reale alla situazione di gioco. Tuttavia, uno degli svantaggi principali di questa difesa è che, a causa della marcatura individuale, si può lasciare più spazio agli avversari che non sono immediatamente coinvolti nell’azione. Questo può essere problematico se i difensori centrali non riescono a rimanere sincronizzati con i movimenti della linea difensiva, favorendo eventuali sovrapposizioni o inserimenti senza palla da parte dei giocatori avversari. In questi casi, la difesa del Genoa rischia di essere più vulnerabile agli attacchi indiretti e alle rotazioni offensive, che potrebbero far perdere di vista alcuni dei marcatori.
ATEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO
Gli esterni di attacco rientrano nella loro metacampo per cercare di formare una linea a cinque insieme ai mediani, col fine di cercare di contrastare l’attacco avversario. L’unico riferimento in avanti attua uno smarcamento preventivo per cercare di attuare un rapido capovolgimento di fronte.

LATERALITA’ DIFENSIVA
I terzini rimangono larghi, impedendo alla squadra di effettuare cross dalla linea di fondo. A volte Zanoli andava a scalare sulla linea dei difensori per cercare di dare superiorità numerica sulla fascia. Approccio molto aggressivo per cercare di recuperare il pallone e rilanciare subito l’azione.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Quando il Genoa ottiene il recupero del pallone prova subito a verticalizzare per il terminale offensivo o provando a far correre gli esterni di attacco, in maniera tale da attaccare la profondità. Qualora ci dovesse essere ri-aggressione da parte della squadra avversaria, viene effettuato il retropassaggio per una costruzione più ragionata, favorendo comunque il passaggio in verticale.
TRANSIZIONE DIFENSIVA
Il Genoa di Vieira ha un atteggiamento diverso da quello di Gilardino, con un pressing intenso nel momento in cui viene persa palla, andando ad occupare le linee di passaggio. Qualora questo pressing risultasse inefficace, i giocatori tendono a ripiegare, compattandosi.
ANALIS SWOT
Punti di Forza
-
- Pressing molto aggressivo che impedisce alla squadra avversaria di costruire il gioco.
-
- Capacità di creare superiorità numerica sulle fasce.
-
- Abilità nell’occupare gli spazi in fase offensiva, con il tentativo di raccogliere le respinte avversarie.
Punti di Debolezza
-
- Lentezza degli esterni nel rientrare, lasciando superiorità numerica all’avversario.
-
- Se marcato efficacemente, Pinamonti è poco coinvolto nella fase offensiva, con pochi palloni giocabili.
-
- Lentezza nel recupero sulle respinte.








