Analisi Tattica: il Lens di Pierre Sage

Analisi realizzata da Marco Didonna, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il LENS di Pierre Sage: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Il presente report analizza in dettaglio l’organizzazione tattica del Lens. L’obiettivo è evidenziare i principi collettivi che definiscono l’identità della squadra, la loro traduzione pratica nei diversi momenti del gioco e le dinamiche ricorrenti che ne spiegano la struttura, l’efficacia e le aree di fragilità.

La squadra è attualmente guidata da Pierre Sage, arrivato in estate e capace in breve tempo di consolidare il Lens tra le realtà più in crescita del panorama francese.

Il contesto statistico, infatti, colloca il Lens nelle zone alte della classifica: 13 partite, 9 vittorie, 1 pareggio, 3 sconfitte, con un totale di 22 gol realizzati e 11 subiti, per un complessivo di 28 punti, che valgono il terzo posto, a pari merito con il Marsiglia secondo. I valori attesi mostrano un quadro diverso rispetto ai risultati puramente reali: 28.39 xG indicano che la squadra ha prodotto più di quanto effettivamente raccolto, quindi underperforming in termini di finalizzazione; allo stesso tempo, i 19.68 xGA evidenziano che, pur mantenendo una buona organizzazione difensiva, la squadra avrebbe dovuto subire un numero di gol significativamente superiore: i soli 11 gol incassati rappresentano quindi una overperformance marcata, indice di una protezione dell’area efficace oltre quanto i modelli attesi lascerebbero prevedere. Anche gli xPTS = 23.12 confermano la tendenza: –4.88 rispetto ai punti effettivi, segnale di un rendimento concreto superiore a quanto i modelli attesi suggerirebbero, con una gestione degli episodi che tende a premiarla.

SISTEMI DI GIOCO

SISTEMA DI GIOCO BASE: 1-3-4-2-1

SISTEMA DI GIOCO OFFENSIVO: 1-3-1-5-1 / 1-3-2-4-1 / 1-3-1-4-2

SISTEMA DI GIOCO DIFENSIVO: 1-5-2-3 / 1-5-3-2 / 1-4-4-2

Il Lens parte da un sistema base 1-3-4-2-1, struttura che si modifica in modo significativo nelle due fasi di gioco, principalmente attraverso il comportamento dei due esterni di centrocampo. In fase di possesso si alzano fino a portarsi sulla linea dei trequartisti, spesso con il contributo aggiuntivo di un centrocampista centrale, permettendo alla squadra di occupare stabilmente la trequarti offensiva con numerosi uomini. In fase di non possesso, invece, gli stessi esterni si abbassano sulla linea dei difensori centrali, aumentando il numero degli elementi in copertura e consolidando una struttura difensiva più prudente.

 

 

LA ROSA

PORTIERI

1 – Régis Gurtner • Portiere • Piede: destro — Profilo esperto, portiere di gestione.

30 – Adam Delplace • Portiere • Piede: destro — Giovane portiere di prospettiva, ancora con minutaggio limitato in prima squadra.

40 – Robin Risser • Portiere • Piede: destro — Portiere alto e strutturato, presenza forte nel gioco aereo, discreta esplosività sui primi passi nonostante la statura.

Compiti tattici del reparto

Il portiere del Lens svolge principalmente funzioni di gestione e semplificazione dell’avvio dell’azione. Alterna appoggi corti ai centrali a lanci diretti verso il riferimento avanzato, soprattutto quando la pressione avversaria diventa intensa. Partecipa alla costruzione solo in situazioni specifiche, posizionandosi in mezzo ai due difensori più bassi per consentire l’avanzamento di un centrale.

DIFENSORI

2 – Ruben Aguilar • Terzino/Esterno destro • Piede: destro — Esterno di grande intensità, aggressivo in avanti e molto disponibile ad accorciare forte in pressione laterale.
3 – Deiver Machado • Terzino/Esterno sinistro • Piede: sinistro — Mancino naturale, spinta continua sulla corsia, attacca bene la profondità esterna e porta volume di cross dal lato forte.
4 – Nidal Čelik • Difensore centrale • Piede: destro — Centrale giovane e fisico, dominante nel duello aereo, ancora in affinamento nella gestione palla sotto pressione.
6 – Samson Baidoo • Difensore centrale • Piede: destro — Centrale aggressivo, bravo nell’uscire in anticipo e rompere la linea, con buona gamba per coprire campo alle spalle.
14 – Matthieu Udol • Terzino sinistro / Braccetto • Piede: sinistro — Tatticamente maturo, può stringersi in linea a tre o restare più esterno; affidabile in marcatura e nelle diagonali.
20 – Malang Sarr • Difensore centrale sinistro • Piede: sinistro — Centrale mancino, forte nel corpo a corpo e nelle uscite aggressive; utile in uscita palla.
23 – Saud Abdulhamid • Terzino/Esterno destro • Piede: destro — Esterno dinamico, molta corsa e disponibilità al lavoro senza palla; accompagna con continuità la transizione.
24 – Jonathan Gradit • Difensore centrale • Piede: destro — Leader difensivo, riferimento per letture e aggiustamenti della linea; solido nei duelli diretti.
25 – Ismaëlo Ganiou • Difensore centrale / Terzino destro • Piede: destro — Centrale giovane e fisico, adattabile da terzino bloccato; aumenta l’intensità in marcatura.
32 – Kyllian Antonio • Difensore centrale • Piede: destro — Centrale in crescita, ancora in rotazione, con basi fisiche solide e margine nella gestione palla.

Compiti tattici del reparto

Il reparto difensivo è chiamato a sostenere un’impostazione verticale e immediata, con centrali che ricercano spesso la giocata diretta per superare la pressione. Accettano sistematicamente il duello individuale, sia aereo sia in uscita, condizione essenziale per l’equilibrio della squadra. Nelle uscite aggressive verso il portatore un centrale rompe la linea, mentre gli altri coprono con diagonali corte e attenzione alla profondità. Gli esterni, quando presenti nella linea difensiva, alternano compiti di marcatura stretta a scivolamenti laterali per formare una linea a cinque.

CENTROCAMPISTI

5 – Andrija Bulatovic • Centrocampista centrale • Piede: destro — Mezzala/regista dinamico, discreta qualità in conduzione e verticalità, tende ad accompagnare l’azione nella metà campo avversaria.
8 – Mamadou Sangaré • Mediano/Centrocampista centrale • Piede: sinistro — Perno di equilibrio: copertura ampia, volume di recuperi elevato e capacità di giocare semplice sotto pressione.
18 – Fodé Sylla • Centrocampista centrale/Mediano • Piede: destro — Box-to-box di grande falcata, utile in pressione alta e negli inserimenti senza palla.
26 – Anthony Bermont • Esterno/Mezzala sinistra • Piede: destro — Ala che parte da sinistra rientrando sul destro; buona sensibilità nella rifinitura e nei cambi gioco.
28 – Adrien Thomasson • Interno offensivo/Trequartista • Piede: destro — Giocatore “connettore”: lega i reparti, ottima lettura degli spazi e tempi di inserimento.
31 – Alpha Diallo • Trequartista/Mezzala offensiva • Piede: destro — Profilo giovane e tecnico, orientato alla rifinitura; porta strappi e cerca la giocata tra le linee.

Compiti tattici del reparto

I centrocampisti lavorano su una struttura compatta e verticale. In possesso si dispongono in linea verticale per facilitare la ricezione tra le linee e sostenere la progressione diretta, soprattutto tramite Thomasson. In non possesso mantengono una linea orizzontale rigida, marcando uomo nella zona e riducendo al minimo gli spazi centrali. Hanno un ruolo chiave nelle coperture verso l’esterno e nei raddoppi, adattandosi dinamicamente alla posizione della palla. In arrivo nell’area avversaria forniscono un contributo costante, aggiungendo un uomo in più nella finalizzazione.

ATTACCANTI

7 – Florian Sotoca • Attaccante di raccordo / Esterno offensivo • Piede: destro — Attaccante di sistema: muove la struttura, viene incontro, apre linee e dà equilibrio.
10 – Florian Thauvin • Esterno destro / Attaccante interno • Piede: sinistro — Mancino di qualità, minaccia costante nel rientrare sul piede forte; incisivo anche sulle palle inattive.
11 – Odsonne Édouard • Centravanti • Piede: destro — Punta riferimento: gioca spalle alla porta, attacca la profondità ed è terminale principale della rifinitura.
19 – Abdallah Sima • Esterno sinistro / Seconda punta • Piede: destro — Verticale e potente, forte nello spazio e nelle transizioni; riempie l’area sul lato debole.
22 – Wesley Saïd • Attaccante mobile • Piede: destro — Rapido e tecnico, si muove negli half-spaces, combina nel breve e attacca gli spazi intermedi.
29 – Morgan Guilavogui • Esterno destro / Attaccante • Piede: sinistro — Fisico e diretto, forte nei tagli e nel duello; aggiunge presenza in area e profondità.
38 – Rayan Fofana • Centravanti • Piede: destro — Numero 9 giovane, finalizzatore: attacca l’area, gioca sulla linea dei difensori e offre profondità costante.

Compiti tattici del reparto

Il reparto offensivo orienta l’intera identità verticale della squadra. Le punte alternano movimenti incontro a attacchi profondi, creando linee di passaggio immediate nei primi secondi della giocata. I trequartisti e gli attaccanti esterni lavorano tra le linee per favorire lo sviluppo verticale, aprendo spazi alle spalle e supportando gli esterni nelle triangolazioni laterali. In fase di non possesso guidano la prima pressione, indirizzando l’impostazione avversaria verso l’esterno e permettendo l’uscita forte degli esterni di centrocampo. In area garantiscono volume, riempiendola con continuità per ottimizzare i cross provenienti dalle corsie.

FASE DI POSSESSO

COSTRUZIONE

In prima fase si ricerca una costruzione diretta, orientata alla verticalità e alla possibilità di superare rapidamente più linee di pressione. La squadra struttura una prima linea a tre composta dai centrali difensivi; talvolta il portiere si alza in posizione intermedia tra due difensori, consentendo al terzo centrale — spesso Sarr (DCS) — di avanzare sulla linea dei centrocampisti. Da questa disposizione si sviluppano scambi orizzontali utili ad attendere i movimenti di centrocampisti e attaccanti, per poi progredire in verticale sia a terra sia tramite lanci, privilegiando la ricerca dell’uomo piuttosto che dello spazio. In presenza di pressione alta immediata sui portatori, si elimina il rischio con un’uscita diretta lunga verso il centravanti.

SVILUPPO

Quando il possesso è consolidato tra difensori e portiere, i due centrocampisti si dispongono in verticale, con Thomasson (CC) più avanzato, creando una zona utile per ricevere tra le linee di pressione avversarie. Spesso al suo fianco si abbassa Saïd (TRQS), uno dei principali destinatari in questa zona. Una volta in controllo palla, il principio resta invariato: avanzamento verticale deciso, alternato alla giocata sicura sull’esterno. Il movimento di Saïd verso il basso apre lo spazio alle sue spalle, occupato sistematicamente dalla prima punta o, in alcune situazioni, dall’esterno sinistro Udol, dotato di notevole spinta. Quando il centravanti si apre lateralmente, consente al trequartista opposto — solitamente Thauvin — di alzarsi sulla linea offensiva, ricevendo in zone più avanzate con compiti da seconda punta.

LATERALITÀ

Le corsie esterne sono presidiate in modo stabile dagli esterni di centrocampo, che giocano prevalentemente con i piedi sulla linea e si propongono con continuità senza stringere il campo, salvo riempire l’area in fase di finalizzazione. Il loro contributo principale emerge nelle triangolazioni con il centrocampista e il trequartista di riferimento, che può allargarsi in seguito allo scambio per creare superiorità locale, ma soprattutto in fase di finalizzazione con cross e traversoni.

RIFINITURA

La ricerca dell’uomo tra le linee è limitata: le ricezioni in questa zona sono episodiche e derivano più dal volume di giocatori portati nella metà offensiva che da una precisa volontà di rifinire internamente. La densità avanzata genera comunque situazioni in cui un uomo libero compare in zona di rifinitura, pur non rappresentando la soluzione primaria.

FINALIZZAZIONE

La soluzione più ricorrente a difesa schierata è l’attacco dall’esterno, tramite cross o traversoni. Gli esterni di centrocampo si alzano con l’obiettivo di servire l’area, mentre i trequartisti possono allargarsi dopo lo scambio per crossare da posizione più avanzata. L’area viene riempita con regolarità da 4 o 5 uomini: oltre ai tre attaccanti, arriva uno dei centrocampisti centrali e l’esterno opposto. In linea con la progressione verticale, il Lens sfrutta con efficacia le situazioni in cui supera la prima pressione: in questi casi cerca immediatamente un attacco diretto o un inserimento con taglio in profondità, valorizzando i riferimenti offensivi più avanzati. Da segnalare, tuttavia, una certa imprecisione in fase di tiro, confermata dai dati che evidenziano occasioni nitide non sempre convertite.

TRANSIZIONE POSITIVA

Il vero punto di forza emerge dopo il recupero del pallone. In coerenza con l’impronta fortemente verticale, i giocatori preparano smarcamenti preventivi e trovano con regolarità il compagno pronto a ricevere in verticale appena riconquistata palla. Da queste situazioni il Lens genera la maggior parte delle sue azioni pericolose, esaltandosi quando il contesto di gara — risultato o minutaggio — costringe gli avversari ad alzare il baricentro, aprendo spazi immediatamente aggrediti con grande intensità.

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FASE DI NON POSSESSO

PRIMA PRESSIONE

In costruzione avversaria il Lens mira a bloccare l’impostazione dal basso, consentendo libertà solo al portiere, che viene spesso forzato a giocare lungo. I riferimenti immediatamente verticali e diagonali sono infatti marcati o schermati, impedendo ricezioni comode. Se il possesso si sviluppa verso l’esterno, gli esterni di centrocampo escono con aggressività sui terzini avversari, allineandosi momentaneamente agli attaccanti. I centrali difensivi accettano l’uomo contro uomo e non temono il duello aereo, condizione che favorisce le riconquiste alte in caso di palla forzata o imprecisa. Solo manovre particolarmente fluide, con rotazioni rapide e coordinate, riescono a superare questa prima pressione; nei rari casi in cui il Lens perde il duello aereo o subisce un’uscita pulita, aumenta la pericolosità concessa.

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LINEA DIFENSIVA

La linea difensiva adotta un comportamento ibrido, uomo nella zona. Un difendente — spesso un centrale — è pronto a uscire forte sul portatore o sul primo ricevitore, mentre gli altri rimangono in copertura su una linea, mantenendo la struttura sia su palla centrale sia nelle diagonali difensive verso l’esterno. La fisicità e la frequenza delle uscite aggressive rappresentano un punto di forza, ma richiedono precisione nel tempo di intervento: letture sbagliate o uscite in ritardo aprono varchi immediatamente attaccabili.

CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA

I due centrocampisti centrali restano in linea orizzontale in fase di non possesso, applicando lo stesso principio dei difensori: marcatura a uomo nella zona. L’obiettivo è aumentare la densità centrale, mantenendo le due linee — centrocampo e difesa — molto vicine, anche fino a 5-6 metri, quando l’avversario entra nella trequarti. A supporto può abbassarsi uno dei trequartisti, che nelle fasi più concitate si alternano in base al lato della giocata. L’unico modo per trovare un uomo libero in zona di rifinitura contro questa struttura è un lavoro mirato a portar fuori i centrocampisti, attirandoli e costringendo i reparti a slegarsi.

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LATERALITÀ DIFENSIVA

Gli esterni di centrocampo svolgono un ruolo determinante anche in non possesso, formando spesso una linea difensiva a cinque. Quando escono in marcatura alta, la squadra effettua scalate che portano momentaneamente la linea arretrata a quattro, mentre il trequartista opposto si abbassa in copertura sulla linea dei centrocampisti. Se l’avversario insiste sulla fascia, il centrocampista di zona interviene in raddoppio, con possibile ulteriore supporto del trequartista, aumentando la densità e limitando lo spazio utile all’iniziativa avversaria.

TRANSIZIONE NEGATIVA

Alla perdita del possesso l’atteggiamento varia in base alla zona di campo e al momento della partita. In zone avanzate o quando serve recuperare il risultato, la squadra tenta una riaggressione immediata con gli uomini più vicini, compresi i centrali difensivi se in posizione favorevole. In situazioni di gestione o con vantaggio, il Lens privilegia invece il rapido rientro nella propria struttura, riducendo il rischio di concedere spazi pericolosi e attendendo un momento più favorevole per riconquistare e ripartire.

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

  • Verticalità immediata e codificata: capacità di saltare linee e trovare rapidamente riferimenti avanzati.
  • Struttura difensiva compatta: due linee molto vicine che riducono lo spazio tra le linee.
  • Prima pressione efficace: blocco dell’impostazione bassa avversaria e forzatura al gioco lungo.
  • Uscite aggressive dei centrali: duelli aerei e anticipo gestiti con continuità.
  • Transizione positiva determinante: smarcamenti preventivi e attacchi immediati degli spazi.
  • Occupazione ampia delle corsie: esterni sempre propositivi, utili per triangolazioni e cross.
  • Capacità di riempire l’area: 4/5 uomini stabilmente in zona di finalizzazione.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Eccessiva dipendenza dalla verticalità: poca rifinitura interna e scarsa manipolazione delle linee avversarie.
  • Rischi nelle uscite difensive: errori di tempo o lettura aprono varchi immediatamente attaccabili.
  • Vulnerabilità dopo duelli aerei persi: prima pressione superata → squadra esposta.
  • Minor qualità nella gestione sotto porta e del tiro: underperformance realizzativa evidente dai dati.
  • Esterni sollecitati oltre misura: richieste fisiche e tattiche elevate che possono aprire spazi alle spalle.
  • Difficoltà contro rotazioni avversarie fluide: centrocampisti trascinati fuori posizione se attiranti su lato forte.

CONCLUSIONI

Il Lens presenta un’identità precisa e riconoscibile: gioco diretto, principi verticali e forte aggressività nelle prime fasi di pressione. La squadra costruisce il proprio rendimento su una struttura compatta, su duelli continui e sulla capacità di trasformare ogni riconquista in un’immediata occasione per risalire il campo. La produzione offensiva è solida e supportata da un numero elevato di uomini portati in rifinitura e finalizzazione, mentre la fase di non possesso si fonda su uscita forte dei centrali, densità centrale e costante partecipazione degli esterni a entrambe le fasi.

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