Analisi Tattica: il Lille di Bruno Genesio

Analisi realizzata da Nicolas Silvestrini, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il LILLE di Bruno Genesio: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Alcune macro-peculiarità, fornite da Opta, della squadra di Genesio – al timone dalla passata stagione (2024/2025) – sono la quantità di tiri effettuati (seconda dopo il PSG), che si traduce in un numero rilevante di xG (30.5), e in una buona capacità realizzativa (quarti per Goals – xG: 2.6).
Anche a livello difensivo, il LOSC si trova attualmente in over-performance, avendo subito “quasi” due gol in meno rispetto al previsto.
È inoltre la prima squadra del campionato per gol realizzati dai subentranti, ma tra le peggiori per gol subiti da palla inattiva.
Il calcio dell’allenatore ex Rennes e Lione, soprannominato in patria il “Pep francese” da quando nel 2018 sconfisse da sfavorito il Manchester City, viene descritto da Génésio stesso come offensivo. Eletto da France Football miglior tecnico francese del 2025, Genesio viene raccontato dal suo vice Brechet come un fine tattico, maniacale sulle posizioni da tenere in campo, e molto abile nell’apportare correttivi tattici o di uomini nel corso delle partite (Ligue des champions: Comment Bruno Génésio est devenu “Pep”, RMC Sport).
È stato chiamato alla guida del Lille dal presidente ed ex-giocatore Olivier Létang per sostituire Fonseca, e nella sua prima stagione ha conquistato il quinto posto in Ligue 1 e la qualificazione agli ottavi di finale di Champions, al termine di un girone unico in cui ha sconfitto tra le altre Real Madrid e Atletico Madrid.
La filosofia del tecnico transalpino si sposa appieno con quella storica del club, fondata sulla valorizzazione dei giovani talenti (“non ho problemi a lanciarli se meritano e hanno lo spessore mentale”, ha dichiarato nella sua prima intervista da capo allenatore). Al 2022, il Lille era il primo club per plusvalenze realizzate nei 10 anni precedenti in Europa secondo il CIES, e anche la scorsa estate ha ceduto pezzi pregiati quali Chevalier, Zhegrova e David.
Malgrado questo turnover, l’impronta del tecnico cinquantanovenne nel gioco della squadra è rimasta riconoscibile e consolidata, e verrà di seguito esposta nei suoi particolari prendendo in esame la partita contro il Nantes del 19 ottobre (ottava giornata di Ligue 1). La scelta della gara si giustifica per via della contemporanea presenza in campo di quasi tutti i giocatori con il più alto minutaggio in stagione.
SISTEMA DI GIOCO
Il Lille si dispone in campo con un sistema di gioco 1-4-2-3-1. In questa stagione, soltanto nella doppia sfida contro il PSG si è disposta invece con un 1-4-3-3, sacrificando un’ala a beneficio di una mezzala. Questo adattamento, dettato dalla prudenza, evidenzia la flessibilità tattica di Génésio quando affronta avversari ben superiori sul piano tecnico.
Riprendendo come base il sistema 1-4-2-3-1, in FDP la sua struttura è particolarmente fluida: davanti alla linea dei due centrali difensivi, si posiziona spesso un mediano, mentre i terzini affiancano l’altro mediano, posizionato quindi in verticale o in diagonale rispetto al compagno di reparto. I quattro attaccanti completano il sistema disponendosi spesso in linea, per quindi formare un 1-2-1-3-4.
In altre situazioni di gioco, il secondo mediano affianca il compagno per dare quindi forma ad un 1-2-4-4. In entrambi i casi, i due attaccanti centrali occupano gli half spaces tra difesa e centrocampo avversari, con l’obiettivo di attaccare entrambi la profondità, oppure di lavorare di reparto con movimenti opposti: uno a smarcarsi incontro, e l’altro ad attaccare la linea.
A fissare l’ampiezza possono essere le due ali, ma anche i terzini: in questo caso, l’ala di parte si accentra per occupare la mezza ampiezza nella trequarti offensiva, al fianco del mediano (o dei mediani, nel secondo sistema). La duttilità tattica e le qualità polifunzionali dei singoli permettono infatti a les Dogues di occupare gli spazi prefissati con una notevole interscambiabilità: come da “mantra” del fùtbol de ubicaciòn, proposto con sicurezza da Génésio, l’importante è occupare gli spazi giusti, e non chi li occupa.
In altre situazioni di gioco capita che vengano occupati tutti e 5 i canali orizzontali del terreno di gioco (ampiezza, half spaces e zona centrale), e anche in questo caso sono spesso diversi gli uomini che svolgono questa funzione: chi inizia da ala sinistra si può trovare a destra, il trequartista può rifinire alle spalle dei 5 tra i quali può figurare un terzino, sia in ampiezza che in mezza ampiezza, ma anche uno dei due mediani in mezza ampiezza (1-2-3-5).
In alcune situazioni ultra-offensive, la linea avversaria può essere minacciata anche da 6 uomini, tipicamente entrambi i terzini e i quattro attaccanti (1-2-2-6).
In FDNP, il sistema di base si trasforma con naturalezza in un compatto 1-4-4-2, con il ripiegamento delle ali sulla linea dei mediani, o in un 1-4-4-1-1, se il trequartista rimane alle spalle e non al fianco del centravanti.
Ricapitolando:
SISTEMA DI BASE: 1-4-2-3-1
SISTEMA FDP: 1-2-1-3-4; 1-2-4-4; 1-2-3-5
SISTEMA ULTRA-OFFENSIVO FDP: 1-2-2-6
SISTEMA FDNP: 1-4-4-2; 1-4-4-1-1
LA ROSA
Distinta per comodità di esposizione sulla base dei ruoli, la rosa del Lille si compone dei seguenti interpreti. Le loro caratteristiche fisiche e tecnico-tattiche concorrono a determinare, assieme alla struttura e ai principi di gioco, il modello di gioco della squadra.
PORTIERI:
- 1 – Özer (destrorso)
- 16 – Bodart (destrorso)
COMPITI TATTICI
Il portiere viene molto spesso coinvolto in FDP per iniziare la costruzione, collaborando nel giro palla con i centrali difensivi e con il resto dei costruttori. Non capita raramente che esca dall’area di rigore, fino alla zona di attrazione, per invitare insieme ai compagni il pressing avversario, anche tenendo palla tra i piedi e studiando le opzioni di scarico in base alla disposizione dei compagni e degli avversari.
Özer è un portiere coraggioso in costruzione, e abile a capire quando è il caso di trovare un compagno più lontano con un lancio lungo, che effettua in modo piuttosto preciso pescando i migliori saltatori della squadra.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Özer è giovane, piuttosto abile tecnicamente. Bodart è un portiere più esperto.
DOTI FISICHE
Entrambi ben strutturati fisicamente, Özer dispone di una buona reattività tra i pali e buone capacità di uscita. Al contrario il secondo portiere, nelle poche volte in cui è stato impiegato in stagione, si è distinto per errori grossolani in uscita.
DIFENSORI CENTRALI:
- 23 – Mandi (destrorso)
- 3 – Ngoy (destrorso)
- 18 – Mbemba (destrorso)
- 4 – Alexsandro (ambidestro)
COMPITI TATTICI
In FDP, il compito dei centrali è quello di costruire dal basso, privilegiando passaggi corti e rasoterra, e attirando la pressione degli avversari. Non particolarmente abili in conduzione, Mandi e Mbemba – titolari contro il Nantes – preferiscono mantenere il possesso tra i piedi per farsi pressare e liberare così dello spazio alle spalle degli avversari. Sono tra i giocatori della squadra ad effettuare il maggior numero di passaggi, e spiccano entrambi per passaggi progressivi, ossia che superano almeno una linea di pressione avversaria facendo avanzare la squadra (Fbref.com), a testimonianza della loro partecipazione costante alla costruzione della manovra.
In FDNP, al più esperto Mandi spetta il compito di copertura, mentre a Mbemba quello di marcatura, e di eventuale rottura della linea.
Per completezza di informazione, il centrale Ngoy – assente contro il Nantes – ha giocato in campionato più minuti degli altri due, mentre Alexsandro è stato quello meno utilizzato anche per via di un lungo infortunio.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Mandi è un giocatore molto esperto, pulito tecnicamente, anche capace di effettuare passaggi filtranti per gli inserimenti dei compagni, sia rasoterra che alti. Sul piano tattico, eccelle nelle letture situazionali ed è per questo che a lui viene affidata la copertura. Mbemba è meno dotato sul piano tecnico, ma pur sempre preciso, ed è un giocatore che sa anche essere aggressivo e tentare l’anticipo sul diretto avversario.
DOTI FISICHE
Dal punto di vista fisico sono entrambi giocatori ben strutturati, ma diversi: Mandi è più statico, piuttosto lento ma molto forte nei duelli, soprattutto aerei; Mbemba è invece un giocatore più veloce e dinamico, nonostante la stazza, ed efficace nei contrasti.
ESTERNI BASSI:
- 12 – Meunier (TD – destrorso)
- 15 – Perraud (TS – mancino)
- 22 – Santos (TD – destrorso)
- 24 – Verdonk (TS – mancino)
COMPITI TATTICI
Nel modello di gioco del Lille, gli esterni bassi rivestono un ruolo decisivo. Le loro funzioni sono molteplici: a Meunier, in particolare, viene richiesto un aiuto in costruzione bassa affiancando i centrali difensivi, in ottemperanza di un mediano; oppure, di fissare l’ampiezza o la mezza-ampiezza nello sviluppo di gioco, quando vengono occupati i 5 canali; e ancora, di partecipare alle combinazioni laterali coi compagni di fascia, e di fungere da saltatore pivot sui rilanci lunghi dei compagni più arretrati. Quando il sistema in FDP è un 1-2-1-3-4, occupa invece lo spazio al fianco del mediano più avanzato, ossia dietro ai 4 uomini più offensivi.
Le funzioni di Perraud sono più limitate, ma anche lui deve combinare sull’esterno con il compagno di fascia, per sfruttare le sue doti di sovrapposizione, e anche lui può occupare sia l’ampiezza che la mezza ampiezza, e la posizione sul centro-sinistra, a fianco del mediano più avanzato, nel sistema di gioco già richiamato.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Meunier è un esterno che sa condurre palla, ma la sua arma principale sono gli inserimenti senza palla, dove può sfruttare anche i suoi centimetri. È un buon passatore, e spicca per passaggi progressivi dati e anche ricevuti (Fbref.com), a testimonianza dei suoi movimenti in allungo negli spazi giusti con i tempi giusti. Perraud è molto dotato sul piano tecnico, tanto da battere spesso i corner con il suo mancino, e dispone infatti di ottime qualità di cross e traversone.
DOTI FISICHE
L’esperto terzino belga supera il metro e novanta: è un ottimo colpitore di testa, sia a livello difensivo che offensivo, dove è capace di fungere da pivot sui lanci lunghi dei compagni più arretrati. Perraud è al contrario fisicamente basso e leggero, tanto da palesare dei chiari limiti nei duelli contro giocatori più strutturati, sia aerei che a terra.
CENTROCAMPISTI:
- 21 – Andrè (destrorso)
- 32 – Bouaddi (destrorso)
- 6 – Bentaleb (mancino)
- 17 – Mukau (mancino)
- 26 – Gomes (destrorso)
COMPITI TATTICI
Il capitano della squadra, Andrè, ha il compito di abbassarsi tra i centrali difensivi durante la costruzione, con più frequenza del suo compagno più giovane, Bouaddi, che invece occupa con più frequenza una zona più avanzata, in verticale o in diagonale rispetto al capitano. Tuttavia, sono spesso entrambi molto coinvolti nell’inizio della manovra dal basso, e poi nello sviluppo di gioco, fino ad occupare talvolta anche le zone di rifinitura (soprattutto Bouaddi). In FDNP, oltre a portare spesso i raddoppi sugli esterni avversari, hanno in generale la funzione di rottura e intercetto nella zona nevralgica del campo.
Gli altri giocatori menzionati hanno giocato meno minuti rispetto ai primi due, sebbene il giovane ed eclettico Mukau stia guadagnando terreno di recente.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Andrè è un centrocampista ben dotato tecnicamente, capace di scambiare agevolmente palla con i compagni e di tentare anche qualche filtrante di prima intenzione. È un giocatore molto esperto, abile tatticamente in lettura.
Bouaddi è invece l’eleganza, un talento cristallino che può ricordare per movenze il primo Rabiot. Spicca nei dati per dribbling riusciti rispetto ai pari ruolo europei (Fbref.com), è molto abile nella protezione della palla in spazi stretti e contro la pressione avversaria, anche condotta da più uomini. Con già 77 presenze in prima squadra, sembra già un giocatore maturo, capace di dettare il tempo della manovra. È dotato di un’ottima visione di gioco che affina scannerizzando lo spazio attorno a sé prima di ricevere la sfera, sebbene tenda a perdere qualche pallone di troppo per sufficienza, o perdonabile immaturità.
DOTI FISICHE
Il giovanissimo nazionale francese U-21 ha già un fisico robusto e molto coordinato, che sfrutta soprattutto in fase di non possesso, per vincere i contrasti, riconquistare la sfera e ripulirla, ma anche in fase di possesso per occupare con sostanza la rifinitura. Inoltre, a dispetto delle apparenze, è abbastanza veloce: risulta infatti prezioso in transizione negativa, per inseguire in fretta gli avversari recuperando metri e posizione, come un tipico centrocampista box-to-box. Ovviamente, vista anche la giovane età (classe 2007), risulta talvolta irruento e falloso.
Andrè ha un fisico meno imponente e meno scattante, ma comunque forte e bilanciato, che gli permette di intraprendere molti contrasti in tackle con sicurezza, e anche di vincere la maggior parte dei duelli aerei.
ALI / TREQUARTISTI:
- 10 – Haraldsson (destrorso)
- 7 – Fernàndez-Pardo (destrorso)
- 27 – Correia (destrorso)
- 11 – Sahraoui (destrorso)
- 8 – E. Mbappè (mancino)
- 14 – Broholm (mancino)
COMPITI TATTICI
A questi interpreti, Génésio richiede dinamismo e movimenti costanti, sia incontro che in attacco alla profondità. Ovviamente ognuno ha le proprie caratteristiche e le proprie qualità, che vengono lasciate esprimere dal tecnico per favorire l’imprevedibilità e la creatività dei suoi maggiori talenti offensivi. In FDNP, le richieste dipendono ancora una volta dalle caratteristiche individuali, che di seguito vengono analizzate. In linea generale, tuttavia, le ali ripiegano sulla linea dei mediani nel 1-4-4-2, mentre il trequartista affianca la punta, oppure le si posiziona alle spalle (1-4-4-1-1).
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Il giovane fantasista islandese Haraldsson è un ottimo talento, molto completo sul piano tecnico e tattico. Sa rifinire giocando tra le linee, con filtranti precisi, ma anche attaccare lui stesso la profondità con ottimo tempismo. Può anche giocare in fascia e crossa bene, ha un tiro ottimo e secco ed è un giocatore verticale, che per certi versi può assomigliare al giovane Mkhitaryan. Si tratta infatti di un trequartista moderno, abile anche in conduzione e discreto nel dribbling, che batte anche le palle inattive. Sul piano tattico, la sua mentalità offensiva lo porta a non ripiegare sempre coi tempi giusti.
Fernandez-Pardo è un’ala giovane e velocissima, che può giocare anche da punta centrale date la capacità di attacco alla profondità. Alto 188 cm e con un ottimo motore nelle gambe, sa sfidare l’avversario nell’uno contro uno, dove dispone di un buon dribbling e dove eccelle nelle progressioni rispetto ai pari ruolo europei (Fbref.com). Ha una buona pulizia tecnica ed è bravo a difendere palla spalle alla porta. Tira bene con il destro ma una sua peculiarità è il cut-back, che effettua spesso con il piede sinistro dopo aver bruciato l’avversario in corsa. Può ricordare Leão, pur con meno agilità, oppure il giovane Perišić , ma con meno resistenza e meno “senso difensivo”.
Correia è un attaccante polivalente, difficilmente inquadrabile in un ruolo, e con buone doti tecniche e capacità di puntare l’uomo, grazie ad un buon dribbling e una notevole rapidità.
Sahraoui è un’ala brevilinea, molto abile nel dribbling e nei passaggi progressivi.
Gli altri giocatori menzionati hanno complessivamente giocato meno minuti in campionato, e non sono subentrati in questa gara.
DOTI FISICHE
Haraldsson ha un ottimo dinamismo ma non è efficace nei contrasti, dove risulta spesso falloso. Lo stesso si può dire di Fernandez-Pardo, che sfrutta le notevoli doti fisiche più in FDP che in FDNP, mentre Correia è un giocatore più votato al sacrificio, e con maggiori qualità condizionali. Viene spesso infatti in soccorso dei giocatori più arretrati in transizione negativa, e ha buone capacità di contrasto. Sahraoui è fisicamente leggero e ha il baricentro basso: è agile e scattante.
ATTACCANTI:
- 9 – Giroud (mancino)
- 29 – Igamane (destrorso)
COMPITI TATTICI
Al centravanti viene richiesto essenzialmente un lavoro di sponda o di smarcamento tra le linee, dove possa partecipare alla manovra offensiva, ciascuno con le rispettive qualità. In FDNP, partecipa al pressing della squadra nel sistema 1-4-4-2 o 1-4-4-1-1, in qualità di uomo più avanzato.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Olivier Giroud non ha bisogno di presentazioni. Campione del mondo nel 2018, malgrado l’età avanzata rimane un centravanti di grande livello, con un’ottima finezza tecnica nel piede sinistro, notevoli capacità di smarcamento, tiro in porta e fiuto del gol in area di rigore.
Igamane è invece un prospetto marocchino molto interessante, paragonato in patria addirittura a Ronaldo il Fenomeno per stile di gioco. Tecnicamente non cristallino, ma molto valido per il ruolo che ricopre – tanto che può giocare anche da ala, trequartista o seconda punta – sa affrontare l’uomo nell’uno contro uno data la notevole capacità di condurre palla e l’ottimo dribbling, in cui risulta tra i migliori in Europa se confrontato con i centravanti (Fbref.com). Ottimo passatore e rifinitore, gode di un tiro molto potente.
DOTI FISICHE
Sul piano fisico, Giroud ha una stazza notevole che gli consente di vincere duelli aerei e prendere spesso posizione davanti al diretto marcatore. Può soffrire, data l’età, in termini di resistenza. Al contrario, il giovane Igamane dispone di una potenza fisica dirompente, che probabilmente deve ancora imparare a dosare al meglio. Ha sofferto un infortunio e non ha ancora trovato il posto da titolare con continuità: ha infatti segnato 4 dei suoi 5 gol in campionato da subentrato.
FASE DI POSSESSO (FDP)
In FDP, l’obiettivo del Lille è quello di superare le linee di pressione avversarie, praticando un calcio dinamico e variegato, ragionato ma verticale, dove le soluzioni vengono trovate a seconda di come pressa (o non pressa) la squadra avversaria. Di seguito si analizzano nel dettaglio le varie sotto-fasi di gioco, ricavate dalla partita sul campo dei Canaris.
COSTRUZIONE
Le soluzioni adottate in costruzione dalla squadra di Génésio, come per ogni squadra di un certo livello, variano a seconda dell’atteggiamento dell’avversario in fase di non possesso, e in particolare di prima azione difensiva. Nella partita in esame, il Nantes partiva con un sistema di base 1-4-3-3, pronto a ragionare in termini difensivi sia con un pressing a uomo a tutto campo, o una pressione a schermare, ma pur sempre in parità numerica (1), sia con pressioni in superiorità numerica alle spalle (2), che in soluzioni più arroccate nella propria metà campo (3).
- L’avversario, disposto in FDNP con un 1-4-1-4-1 o in un 1-4-4-2, accetta l’uno contro uno a tutto campo.
In tale situazione, che si presentava sempre durante le rimesse dal fondo di Özer, ma anche in altri momenti di palla attiva, i due centrali di difesa del Lille si posizionano larghi, distanti tra loro, per favorire la discesa di un mediano in zona di attrazione (solitamente Andrè), oppure di entrambi. A questi viene richiesto uno scaglionamento, anche in verticale, per permettere ai costruttori di avere più linee di passaggio. L’idea di base della squadra è quella di privilegiare per l’uscita di palla una costruzione bassa, e con veloci passaggi rasoterra per muovere le pedine avversarie, con una struttura in zona centrale 2+1 oppure 2+2. A sostegno della manovra si abbassa talvolta il trequartista Haraldsson, sulla stessa linea del mediano più avanzato (solitamente Bouaddi: la struttura in zona centrale assomiglia quindi più ad una “clessidra”: 2+1+2), allo scopo di insinuare un dubbio nelle scelte degli avversari. Questi possono infatti insistere nel seguire a uomo l’islandese, liberando quindi uno spazio pericoloso dalla zona di fissazione, oppure di rimanere piatti, senza rompere la linea difensiva, e correre quindi il rischio di lasciare che il fantasista sia l’uomo libero nello spazio di mezzo (vedi situazione 2).
Tuttavia, in questa specifica situazione di pressione subita su tutti gli effettivi, il più delle volte la squadra di Génésio si è affidata ad una costruzione diretta, volta quindi a superare almeno due linee di pressione, tramite lanci lunghi verso i migliori saltatori offensivi della squadra, ossia Meunier in zona laterale oppure Giroud in zona centrale. Quando i primi costruttori del Lille capiscono che il rischio di perdere palla sotto pressione nel primo terzo di campo è maggiore della probabilità di uscire puliti con una costruzione bassa e rasoterra, derogano quindi dal loro principio di base.
- L’avversario inizia una pressione che mantiene la superiorità numerica sotto la linea della palla
In altre costruzioni di gioco del Lille, l’avversario in pressione ha scelto dapprincipio di concedere meno spazio alle proprie spalle, ma les Dogues sono riusciti ad invitare le scalate in avanti del Nantes grazie ad una serie di movimenti e rotazioni studiate. Tre uomini chiave in tal senso sono stati Meunier, Correia e Haraldsson nel centro-destra, poiché a turno il movimento incontro di uno provocava l’uscita, spesso tardiva, di un giocatore avversario dalla zona di fissazione. L’idea di Genesio è quindi quella di invitare la pressione avversaria sfruttando la grande mobilità (e pericolosità nello spazio di mezzo) dei tre giocatori, a turno, per poi approfittare del 2 contro 2 degli altri due giocatori, pescati in profondità.

Se Meunier si accentrava, ad esempio, attirava le attenzioni della mezzala sinistra, così che veniva a crearsi una favorevole parità numerica: Haraldsson contro il centrale di difesa sinistro, e Correia contro il terzino sinistro. La stessa costante si è ricreata con Fernandez-Pardo, quando questi ha cambiato agevolmente la fascia di competenza con Correia. La scelta dei quattro giocatori citati non è casuale, visto che sono dotati di ottime doti atletiche e di notevole velocità senza palla, in special modo i tre più giovani.
Se i due centrali del Nantes sceglievano invece di coprire la zona centrale, dove agiva Giroud, e il terzino sinistro marcava uno dei tre in fascia, ad esempio Correia, la mezzala sinistra del Nantes si trovava in inferiorità numerica contro gli altri due uomini (Meunier e Haraldsson), concedendo allora un uomo libero, in grado di girarsi agevolmente fronte porta: quando è successo, l’islandese ha dato il via ad un’azione corale finalizzata con un traversone pericoloso.
Un’altra tattica di gioco volta sempre ad invitare la pressione e liberare spazi pericolosi è la conduzione palla dei centrali difensivi, oppure il semplice mantenimento del possesso: per caratteristiche degli interpreti, la seconda soluzione è stata quella più adottata.
- L’avversario difende in blocco basso
In questo ultimo caso, la costruzione diretta per l’attacco alla profondità di Haraldsson oppure delle due ali è stata adottata raramente. Il più delle volte la costruzione era ragionata, e volta a pescare uomini in rifinitura oppure le catene laterali, dove sono buone sia l’intesa socio-affettiva fra giocatori che le qualità individuali nella ricerca della superiorità qualitativa. In questa situazione di gioco, la struttura in costruzione era ancora un 2+1 in zona centrale, con il terzo uomo che tendeva ad abbassarsi per costituire una linea a 3 uomini (tipicamente 3+2 oppure 3+1), con interpreti variabili: ai due centrali di difesa si affiancava uno dei due mediani a turno, scivolando in mezzo oppure lateralmente, ma altre volte anche Meunier. In questo caso, il terzino belga scivolava nel centro-destra, mentre nel caso precedente veniva favorita la risalita sul campo di entrambi i terzini, ossia Perraud a sinistra e lo stesso Meunier a destra.
SVILUPPO
Una volta superata la prima linea di pressione, inizia per il LOSC la sotto-fase di sviluppo. La ricerca della squadra è variegata e verticale, poiché si vuole raggiungere l’area avversaria nel minor tempo possibile. I costruttori sono orientati in avanti, per trovare uomini in rifinitura: a Giroud, abile a smarcarsi incontro in questa zona centrale e dialogare con i compagni, si affianca spesso un uomo, o talvolta due, con la finalità di trovare le combinazioni veloci per scardinare l’organizzazione difensiva avversaria. La caratteristica peculiare del Lille è l’interscambiabilità degli uomini: non è sempre il trequartista ad affiancare Giroud, ma può essere Bouaddi o persino Andrè, che teoricamente è l’equilibratore, ma anche uno dei due terzini oppure un’ala: l’importante è che la seconda linea avversaria venga bucata da un passaggio che trovi un uomo in ricezione. Sono ad ogni modo i tre centrocampisti (ossia i due mediani più Haraldsson) ad essere i più coinvolti nella manovra di sviluppo: essi non disdegnano le triangolazioni tra di loro, sfruttando cioè il terzo uomo, per “mettere in mezzo” gli avversari e trovare sfogo altrove, nello spazio liberato.
Se la zona centrale è affollata, la seconda linea di pressione viene aggirata dagli esterni, esplorando le qualità tecniche, associative e dinamiche nelle catene laterali. Fernàndez-Pardo, in particolare, è abile a difendere spalle alla porta e viene spesso ricercato tramite passaggio rasoterra in fascia.
RIFINITURA
Aderendo ai principi del calcio posizionale, la zona di rifinitura, come accennato, viene occupata in modo fluido da giocatori sempre diversi, per non dare punti di riferimento e risultare imprevedibili. Haraldsson è il giocatore migliore a giocare i filtranti per gli attacchi alla profondità dei compagni, ma spesso viene anche a raccordare con la difesa, con compiti quindi da link player, per favorire la scalata in avanti in zona di rifinitura di Bouaddi, bravo ad inserirsi per allungare la squadra, o più raramente di Andrè. Le rotazioni tra i tre centrocampisti sono fondamentali per muovere le pedine avversarie e sfruttare gli spazi che inevitabilmente si creano, oltre che per sfruttare appieno le caratteristiche dei singoli: Haraldsson è infatti un giocatore abile anche in regia – in particolare nei lanci per attaccare la profondità corta, oppure per pescare un uomo sull’esterno – mentre Bouaddi sfrutta le sue notevoli doti fisiche, oltre che tecniche, per avanzare centralmente fino ad occupare le zone più offensive. Anche Correia, Fernandez-Pardo e Meunier possono occupare la zona di rifinitura affiancando il centravanti: il Lille non attacca sempre i 5 canali, poiché spesso bastano 4 uomini per mettere in difficoltà la linea avversaria, ma quando lo fa può capitare che gli half-spaces vengano occupati dal terzino belga oppure dalle ali.
La rarità con cui occupano la trequarti offensiva con una linea di 6 uomini dipende dal fatto che temono una eccessiva esposizione, per via dei limiti strutturali che verranno esposti in seguito; pertanto, in marcatura e copertura preventiva – ossia in prevenzione di una transizione negativa – rimangono quasi sempre almeno 5 uomini.
LATERALITÀ OFFENSIVA
Le combinazioni sugli esterni sono di vitale importanza per la squadra di Génésio, poiché sono spesso i movimenti delle catene ad attirare gli avversari generando spazio da attaccare in profondità. L’interscambio di posizione tra Meunier e Correia è risultato particolarmente efficace, specialmente perché supportati dalle eccellenti qualità tecniche di Haraldsson sulla destra. Anche dalla parte opposta dimostrano un ottimo affiatamento Fernandez-Pardo e Perraud, oppure Correia e Perraud, con la capacità di giocare l’uno per l’altro tramite il movimento ad esca dell’ala (benefattore) per liberare il terzino in sovrapposizione. Anche i due mediani partecipano alle triangolazioni in fascia, supportando le catene, in special modo quando Haraldsson occupa zone più centrali in rifinitura.
Quando occupa i 5 canali, l’ampiezza a destra è solitamente aggredita da Meunier e quella a sinistra è fissata da Fernàndez-Pardo, ma come già detto può capitare che i giocatori si scambino le zone di competenza.
Il giocatore migliore a condurre in velocità con la palla e superare l’uomo, generando quindi la superiorità qualitativa, è sicuramente Fernàndez-Pardo. Supportato dalle numerose sovrapposizioni di Perraud, la sua zona di campo, dalla heatmap, risulta non a caso essere quella più calpestata (insieme alla zona di partenza, in prossimità dell’area di rigore del Lille; Whoscored.com).
FINALIZZAZIONE
Per penetrare l’ultima barriera difensiva avversaria, les Dogues possono sfruttare diversi modi, che coinvolgono e sfruttano il talento, la creatività e la completezza offensiva dei loro giocatori migliori.
In particolare, l’idea fissa del calcio verticale del Lille è quella di sfidare i due centrali difensivi avversari (in questo caso, della linea a 4 del Nantes) con l’attacco alla profondità corta di almeno 2 uomini. Seppur vero che talvolta Giroud effettua il movimento ad esca per attirare il marcatore e lasciare ad un compagno la profondità, il più delle volte è insieme ad almeno un compagno che attacca direttamente la linea, oppure lascia ad altri giocatori questa funzione. Il principio è quindi quello di minacciare sempre in parità numerica la linea difensiva avversaria, tramite tagli o passanti: ancora una volta è importante l’azione, non chi la compie.

I giocatori più abili nel movimento profondo sono tuttavia Haraldsson e Fernàndez-Pardo, per via della loro rapidità e freschezza atletica. È il dinamismo il punto di forza del Lille, oltre alla completezza offensiva dei suoi interpreti migliori.
Un altro modo per sorprendere l’ultima linea del Nantes è stato l’attacco diretto, ossia la verticalizzazione per l’inserimento proprio di Fernàndez-Pardo (passante) e di Haraldsson (taglio).
Infine, si è già accennato alle triangolazioni in catena laterale e alle numerose sovrapposizioni di Perraud, che è molto efficace anche nei cross e nei traversoni, e agli uno contro uno in isolamento di Fernàndez-Pardo, che oltre ad andare al tiro con il piede forte ha come “specialità della casa” il cut-back a rimorchio effettuato con il piede sinistro.
I tre giocatori sovra-citati risultano essere i primi tre della rosa per passaggi chiave completati (Whoscored.com), a testimonianza della loro elevata caratura tecnica.
FASE DI NON POSSESSO (FDNP)
PRIMA AZIONE DIFENSIVA
In FDNP, la tattica adottata prevalentemente dal Lille come prima azione difensiva è quella del pressing di contrapposizione: il principio base è di difendere contro un attacco a 3 con 4 uomini in linea difensiva. Questo comporta che il pressing sulla prima costruzione avversaria venga apportato dai 6 uomini più avanzati, tendenzialmente in modo aggressivo allo scopo di togliere spazio e tempo ai possessori e recuperare il pallone il più in alto possibile. Più raramente in questa partita, si è invece preferito apportare una prima pressione, volta quindi a bloccare gli scarichi per sporcare la costruzione avversaria. Secondo Opta e non a caso, la squadra di Génésio è seconda in Ligue 1 per sequenze avversarie pressate, quarta per PPDA e quinta per high turnovers (recuperi negli ultimi 40 metri di campo). Nella partita in questione, la qualità mediocre dell’avversario in costruzione ha favorito questo tipo di recuperi, seppur quasi sempre si siano ritrovati a costruire in 7 contro 6 nella propria metà campo. Pressando con un 1-4-2-4 contro un 1-4-3-3, il rischio del Lille era quello di sguarnire il centrocampo, concedendo appunto la superiorità numerica all’avversario. Oltre alle qualità non eccelse del Nantes, ad evitare questo pericolo è stata l’efficacia della squadra a stringere una delle ali verso la zona centrale del campo, così da riuscire a coprire la zona del lato palla. Per svolgere bene questo lavoro sono state fondamentali le qualità condizionali e tattiche di Correia, un calciatore che, pur nascendo attaccante, è disponibile al sacrificio ed abile a leggere le trame di gioco avversarie: spicca infatti per intercetti rispetto ai pari ruolo in Europa (Fbref.com).

La disposizione della squadra sulle rimesse dal fondo dell’avversario era tuttavia differente: il principio in questo caso era di orientarsi sull’uomo a tutto campo. Questo tipo di soluzione però viene solitamente evitato quando l’avversario costruisce con palla attiva, perché la consapevolezza di non avere difensori particolarmente veloci, unita al fatto che gli attaccanti – eccetto appunto Correia – non sempre ripiegano con tempismo in caso di uscita avversaria dal primo pressing, determina quell’atteggiamento globale più prudente descritto in precedenza, quantomeno a livello numerico.
In ogni caso il centrocampo è ben scaglionato, con i due mediani davanti alla difesa che in ripiegamento tendono a coprire la zona in prossimità della lunetta, mentre in fase di pressing o pressione è solitamente Bouaddi che marca e Andrè che copre.
LINEA DIFENSIVA
Il Lille mantiene una linea difensiva a 4, alta o molto alta – anche oltre la linea di centrocampo – ben scaglionata e che lavora a uomo nella zona. Nella partita in esame, i terzini si occupavano delle ali avversarie, mentre i centrali della punta. Tra i due compagni di reparto, Mbemba (centro-destra) era deputato prevalentemente ai compiti di marcatura, con la facoltà di rompere la linea per seguire l’uomo, mentre Mandi (centro-sinistra) aveva il compito della copertura. Quest’ultimo, per avendo ottime capacità di lettura, difetta tuttavia in velocità: se sorpreso alle spalle da attaccanti più rapidi può andare in difficoltà, come successo in un paio di occasioni.
L’atteggiamento della linea, così come della prima azione difensiva, non è cambiato dopo il vantaggio iniziale né nel secondo tempo, a sottolineare che la mentalità della squadra non deroga dai suoi principi a seconda del vantaggio acquisito o del momento della partita: in altre parole, il Lille non specula sul risultato.
LATERALITÀ DIFENSIVA
I raddoppi sulle catene laterali, quando l’avversario raggiunge la zona di sicurezza difensiva del Lille, vengono principalmente portati dai mediani, o in alternativa dalle ali. Sia Bouaddi che soprattutto Andrè sono giocatori capaci di fornire un aiuto concreto ai compagni in copertura, e ancor più in tackle. Il capitano è infatti il giocatore della squadra ad effettuare più contrasti, oltre che il primo per ammonizioni ricevute (Whoscored.com).
TRANSIZIONE POSITIVA
Il recupero del possesso dà vita, nel caso del Lille, a ripartenze molto veloci e di qualità. La capacità dei vertici di controllare la sfera e proteggerla è quasi eccelsa, grazie a giocatori quali Haraldsson, Fernàndez-Pardo o Igamane – che sanno coordinarsi con la giusta postura e giocare anche spalle alla porta – e soprattutto alle qualità di Giroud. L’attaccante campione del mondo è ancora un maestro nello smarcamento, nella ricezione e nello scarico di prima, che favorisce le “oleadas” dei compagni più rapidi. Uno dei punti di forza principali del Lille è proprio la transizione offensiva, laddove può scatenare la rapidità con e senza palla delle sue frecce, su tutti Haraldsson e Fernàndez-Pardo, molto pericoloso nell’uno contro uno. Nonostante questa evidenza, in campionato è tuttavia ultimo per high turnovers che portano al tiro (Opta), denotando una non ottimale capacità di scelta negli ultimi trenta metri.
TRANSIZIONE NEGATIVA
Una volta perso il possesso, il principio degli uomini di Génésio è quello della riaggressione immediata sul portatore, portando quindi densità di uomini nel centro di gioco.
Se tuttavia l’avversario riesce ad uscire dal Gegenpressing, tramite sterzata oppure scarico sul vertice, le difficoltà del Lille sono evidenti nel ripiegamento. Infatti, spesso la squadra tarda a recuperare le posizioni per ricompattarsi, per via di limiti strutturali dei singoli: ad eccezione di Correia, gli altri uomini offensivi non hanno né l’indole né le capacità aerobiche per tornare a coprire; inoltre, gli uomini dei reparti difensivi e di centrocampo, ad eccezione di Bouaddi che è un “finto lento”, e di Mbemba (o Ngoy, quando impiegato in sua vece), non sono particolarmente veloci. In più, Perraud è piuttosto leggero nei contrasti. Per ovviare a questi limiti di equilibrio, che si sommano ad una linea difensiva che per altezza media si assume dei rischi nella concessione di spazio alle spalle, la squadra ricorre spesso al fallo tattico: sono stati 5 quelli commessi da Haraldsson, ad esempio, e sono stati ammoniti sia i due mediani che i due terzini. Sempre secondo Opta, il Lille è decimo in campionato per falli commessi, ma terzo per cartellini gialli e secondo per espulsioni. Risulta altresì tra le prime squadre per “errori che hanno concesso un tiro”, a conferma di quanto visto in partita. Sono stati 21 i palloni persi contro il Nantes, alcuni dei quali hanno condotto a ripartenze effettivamente terminate con conclusioni in area di rigore, quasi a botta sicura, finite sui legni. Non sorprende quindi che il Lille, pur non subendo in generale molti tiri né tocchi in area rispetto alle competitor per la zona europea, sia la prima squadra in Ligue 1 per pericolosità dei tiri concessi, con un xG per tiro esclusi i rigori pari a 0.13.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA:
- Rotazioni dinamiche in costruzione
- Disponibilità di riferimenti strutturati per le palle aeree
- Interscambiabilità di ruoli e funzioni, grazie alla duttilità e alla completezza tecnico-tattica di più giocatori
- Occupazione della zona di rifinitura e attacco alla profondità con uomini sempre diversi: imprevedibilità offensiva
- Velocità e dinamismo con e senza palla di più giocatori offensivi
- Pressing aggressivo e spesso efficace
- Transizioni positive molto rapide e qualitative
PUNTI DI DEBOLEZZA:
- Non sempre sicuri in costruzione bassa, soprattutto se pressati a uomo
- Linea difensiva alta ma non veloce negli interpreti
- Eccessiva esposizione in transizione negativa, per difficoltà di ripiegamento degli attaccanti e lentezza complessiva dei difensori
- Limiti individuali dei centrali difensivi e del terzino sinistro in fase di non possesso








