Analisi Tattica: il Manchester United di Michael Carrick

analisi tattica e come gioca il Manchester United di Michael Carrick 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di possesso o fase offensiva in fase di non possesso o fase difensiva e in transizione

Analisi realizzata da Federico Marsili, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il MANCHESTER UNITED di Michael Carrick: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

La stagione del Manchester United di Premier League è iniziata con alti e bassi, dopo gli ultimi risultati poco convincenti la società ha deciso di cambiare guida tecnica e affidare la squadra ad una leggenda del club come Michael Carrick che è subentrato a Rúben Amorim.

Rispetto alla precedente gestione già possiamo vedere delle grandi novità tattiche come, ad esempio, il passaggio alla difesa a 4 e un’organizzazione difensiva più solida ed equilibrata.

Uno dei principi di Carrick sono sicuramente le transizioni offensive volte a massimizzare ogni occasione per ripartire velocemente; infatti, i gol del pareggio e quello del momentaneo vantaggio sono stati frutto di transizioni coincise, a sfruttare spazi formatisi in seguito ad errori difensivi avversari.

 

SISTEMI DI GIOCO

Il Manchester United mostra una buona fluidità nei sistemi di gioco. Il sistema di partenza può essere ricondotto a un 4-2-3-1, che in fase di non possesso tende a trasformarsi rapidamente in un 4-4-2 compatto, con il trequartista che si allinea all’attaccante per schermare le linee di passaggio centrali, questo sistema permette di mantenere un buon equilibrio tra protezione del centro e copertura delle corsie laterali. In alcuni casi possiamo vedere anche un 5-3-2 con una delle due ali che si abbassa ulteriormente affiancando il reparto difensivo.

In fase di possesso, il sistema diventa più fluido. La costruzione bassa prevede spesso una linea a tre, con uno dei terzini che si abbassa sulla linea dei difensori centrali, mentre l’altro rimane più prudente per garantire copertura preventiva. Il centrocampo si dispone in modo scaglionato offrendo più linee di passaggio e facilitando la progressione verticale. Quindi possiamo dire che adottano un 3-4-3 o un 3-3-4 o anche un 3-3-2-2

 

SISTEMA DI GIOCO DI BASE: 4-2-3-1

SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI POSSESSO 3-4-3,3-3-4 e 3-3-2-2

SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI NON POSSESSO 4-4-2 e 5-3-2

 

 

LA ROSA

PORTIERI

  • Nr 31 Senne LAMMENS piede destro

COMPITI TATTICI

Il giovane portiere dello United viene costantemente chiamato in fase di costruzione diretta dove ha lo scopo di verticalizzare l’azione con lanci lunghi verso le ali o gli attaccanti.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Mostra abilità nel rinvio e nei pochi casi di costruzione bassa dimostra abilità nella distribuzione da vicino. Inoltre, trasmette sicurezza nel guidare la difesa e nell’ intervenire sulle palle alte.

CARATTERISTICHE FISICHE

La sua struttura fisica gli permette di coprire bene lo specchio della porta, spicca in agilità e reattività tra i pali.

DIFENSORI

  • Nr 23 Luke SHAW piede forte sinistro
  • Nr 6 Lisandro MARTINEZ piede forte sinistro
  • Nr 5 Harry MAGUIRE piede forte destro
  • Nr 2 Diogo DALOT piede forte destro
  • Nr 3 Noussair MAZRAOUI piede forte destro

COMPITI TATTICI

In fase di possesso, il reparto difensivo ha partecipato alla costruzione in modo prudente. Uno dei terzini si abbassava spesso sulla linea dei centrali per formare una linea a tre, hanno privilegiato passaggi semplici e sicuri, evitando conduzioni prolungate con l’obiettivo di superare la prima pressione o in alternativa mantenere il possesso attraverso il portiere.

In fase di non possesso, i terzini uscivano sul portatore di palla solo con copertura alle spalle, mentre i centrali evitavano anticipi aggressivi per non scoprire il cuore dell’area.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Giocatori molto abili nei duelli fisici e nei contrasti aerei, con buone doti tecniche che permettevano di far girare il pallone minimizzando gli errori. Dotati anche di uno spiccato senso di posizione, coprivano molto bene linee di passaggio e evitavano ripartenze avversarie.

CARATTERISTICHE FISICHE

L’ intero reparto è composto da giocatori molto strutturati e forti fisicamente, e hanno dimostrato di avere resistenza e intensità.

CENTROCAMPISTI

  • Nr 37 Kobbie MAINOO piede forte destro
  • Nr 18 CASEMIRO piede forte destro
  • Nr 8 Bruno FERNANDES piede forte destro

COMPITI TATTICI

In fase di non possesso avevano il compito di schermare le linee di passaggio centrali e proteggere la zona davanti alla difesa. La priorità non era il recupero immediato del pallone, ma spostare il gioco avversario verso le fasce.

In fase di possesso uno dei due centrocampisti centrali (spesso si alternavano) agiva da play basso dettando i tempi dello sviluppo e cercando soluzioni dirette sugli esterni o verso la trequarti.

Bruno Fernandes che gioca un po’ più avanti rispetto agli altri due, in fase di possesso aveva lo scopo di occupare stabilmente gli spazi tra le linee facendo da riferimento per le verticalizzazioni e da acceleratore della manovra.

In fase di non possesso ha contribuito alla prima schermatura centrale.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

I centrocampisti mostrano un’elevata qualità nel gioco con i piedi abbinate e ottime capacità di inserimento. Evidenziano inoltre notevoli doti nella conclusione dalla media e lunga distanza.

CARATTERISTICHE FISICHE

Tutto il reparto è molto abile nei contrasti fisici e dimostrano una grande resistenza che gli consentono di percorre parecchia distanza durante una partita.

ATTACCANTI E ALI

  • Nr 13 Patrick DORGU piede forte sinistro
  • Nr 16 Amad DIALLO piede forte sinistro
  • Nr 19 Bryan MBEUMO piede forte sinistro
  • Nr 10 Matheus CUNHA piede forte destro
  • Nr 30 Benjamin SESKO piede forte destro

COMPITI TATTICI

In fase di possesso e soprattutto in transizione offensiva, il compito principale delle ali è stato quello di attaccare la profondità, sfruttando la velocità per allungare la linea difensiva avversaria e creare spazio per gli inserimenti centrali.

In non possesso hanno garantito rientri costanti supportando la difesa nelle uscite laterali e partecipando ai raddoppi sulle fasce.

L’attaccante invece in fase di possesso ha lavorato prevalentemente senza palla, attaccando la profondità e muovendo continuamente la linea difensiva avversaria

In fase di non possesso ha guidato la prima linea di pressione schermando le linee di passaggio centrali.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Tutti i membri del reparto sono rapidi e dinamici e risultano pericolosi nell’uno contro uno e negli inserimenti interni

CARATTERISTICHE FISICHE

Buona struttura fisica complessiva con giocatori dotati di rapidità, resistenza e capacità di sostenere ritmi elevati.

 

FASE DI POSSESSO

COSTRUZIONE

La costruzione bassa ha rappresentato uno dei momenti più delicati della partita per i Red Devils. L’impostazione iniziale prevedeva solitamente una linea a tre composta dai due difensori centrali e da uno dei due terzini, con l’intento di trovare sbocchi sulle corsie laterali. In questa fase sono emerse alcune difficoltà nel trovare spazi puliti, che hanno portato a errori tecnici a diverse perdite di possesso sotto pressione.

Una soluzione ricorrente è stata la costruzione diretta utilizzando soprattutto il portiere, dove si cercava la verticalizzazione centrale alla ricerca, generalmente di Bruno Fernandes, utilizzato come riferimento tra le linee.

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SVILUPPO

Una volta superata la prima linea di pressione avversaria, lo sviluppo del gioco dello United è diventato più efficace. La squadra ha cercato rapidamente gli esterni, spesso attraverso lanci lunghi da parte dei centrocampisti, in particolare di Casemiro e Mainoo, che hanno agito da play alternandosi frequentemente durante la partita.

Il centrocampo si è disposto in modo scaglionato, offrendo più soluzioni di passaggio e migliorando la connessione tra i reparti. In questa fase il ritmo della manovra è aumentato sensibilmente, con scambi rapidi tra i centrocampisti e successive aperture verso le corsie laterali.

 

LATERALITA’ OFFENSIVA

La squadra guidata da Carrick utilizza le corsie esterne per superare la pressione avversaria e per creare spazi utili nelle zone centrali. Come detto in precedenza il gioco sulle fasce viene spesso attivato attraverso lanci lunghi o cambi di gioco da parte dei centrocampisti.

I terzini partecipano alla lateralità offensiva in modo controllato, le sovrapposizioni non sono continue ma avvengono solo quando garantite adeguate coperture alle spalle.

Le ali garantiscono ampiezza costante, mantenendo una posizione alta e larga che costringe una linea difensiva avversaria ad allungarsi orizzontalmente.

Analizzando i dati le fasce del Manchester United hanno portato pochi cross e traversoni questo perché le corsie esterne vengono utilizzate da Carrick per allargare il blocco avversario, generare superiorità numerica e liberare corridoi centrali, confermando un utilizzo maturo dell’ampiezza.

 

RIFINITURA

Il gioco dello United si è sviluppato prevalentemente tra linee, sfruttando al massimo le qualità tecniche e decisionali di Bruno Fernandes. Il portoghese ha rappresentato il fulcro creativo della squadra, offrendo diverse soluzioni per proseguire l’azione:

  • La ricerca immediata della profondità per attaccanti e ali
  • Gioco corto e combinazioni rapide con i compagni che si avvicinavano a sostegno.

La capacità, del capitano dello United, di accelerare la giocata ha spesso messo in difficoltà la struttura difensiva dell’Arsenal.

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FINALIZZAZIONE

I Red Devils hanno attaccato la linea difensiva dell’Arsenal alternando passaggi filtranti e lanci in profondità sfruttando con intelligenza i tagli delle ali e i movimenti dell’attaccante centrale. L’obiettivo era quello di muovere costantemente la linea difensiva avversaria per creare disallineamenti. Non sono mancate soluzioni attraverso triangolazioni veloci per vie centrali, così come conclusioni sia dall’interno che dall’esterno dell’area

 

FASE DI NON POSSESSO

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

Lo United ha mostrato una chiara identità tattica soprattutto nella fase difensiva, impostando sin dai primi minuti una pressione sistematica di squadra. Non si è trattato di una pressione particolarmente aggressiva o orientata al recupero immediato del pallone, quanto piuttosto di un lavoro collettivo finalizzato a coprire con grande attenzione le linee di passaggio in ogni zona del campo.

La squadra è rimasta costantemente corta e compatta, preferendo controllare lo sviluppo del gioco dell’Arsenal piuttosto che forzare uscite alte e potenzialmente rischiose.

 

POSIZIONAMENTO CENTROCAMPO

Il centrocampo in fase di non possesso, si è disposto prevalentemente su una linea a quattro, con un posizionamento scaglionato che ha consentito di coprire più linee di passaggio e una porzione maggiore di campo. I centrocampisti sono rimasti molto fluidi ni movimenti ma sempre compatti, mostrando una notevole capacità di abbassarsi rapidamente a ridosso della difesa nei momenti di maggiore pressione avversaria. Questa caratteristica è stata fondamentale soprattutto nella gestione del vantaggio, quando lo United ha scelto di proteggere la propria area riducendo al minimo gli spazi tra le linee.

 

LATERALITA’ DIFENSIVA

Dal punto di vista della lateralità difensiva, lo United ha adottato un approccio estremamente equilibrato. I terzini non si sono mai sbilanciati eccessivamente nelle uscite, trovando sempre il supporto puntuale delle ali e centrocampisti. Sulle fasce sono stati attuati raddoppi costanti, con coperture preventive sugli “half-spaces”, limitando così le possibilità per l’Arsenal di accentrarsi pericolosamente.

Inoltre, i dati relativi ai duelli difensivi vinti evidenziano un buon livello di efficacia, soprattutto grazie ai raddoppi sistematici. I cross concessi provengono da zone laterali poco pericolose con una percentuale molto ridotta di cross completati verso l’area piccola. Questo riflette la capacità dello United di indirizzare il gioco dell’Arsenal verso l’esterno e di proteggerne le zone più sensibili.

 

LINEA DIFENSIVA

La linea difensiva dello United è apparsa sempre ben organizzata, equilibrata e compatta. I difensori hanno mantenuto una disposizione ordinata, spesso formando una linea molto numerosa, arrivando anche a cinque o sei uomini nelle fasi di difesa posizionale, con l’obiettivo di creare densità centrale e proteggere l’area di rigore. Nelle situazioni di uscita laterale, la squadra ha mostrato organizzazione quando il terzino usciva in pressione, un centrocampista o un’ala si inseriva prontamente nello spazio tra terzino e difensore centrale, riducendo i rischi di imbucate o attacchi nello spazio di mezzo.

Nelle fasi in cui i Red Devils ha dovuto difendere il risultato, centrocampo e difesa si sono praticamente fuse in unico blocco. Le linee si sono abbassate in maniera sincronizzata, formando una struttura molto stretta e compatta, con diagonali corte tra i giocatori. Questo atteggiamento ha permesso di togliere profondità agli avversari e di negare quasi completamente lo spazio di rifinitura all’Arsenal costretto a sviluppare il gioco in zone laterali e lontane dalla porta.

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TRANSIZIONE

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Le transizioni offensive rappresentano una delle chiavi della partita del Manchester United, che una volta riconquistato il possesso, ha cercato quasi sempre la verticalizzazione immediata, con l’obiettivo di sfruttare la velocità dell’attaccante e delle ali e colpire in contropiede la difesa avversaria.

 

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Subito dopo la perdita del possesso, la squadra è rimasta compatta, mantenendo distanze ridotte tra centrocampo e difesa concedendo pochissimo spazio centrale.

È presente un’attenta marcatura preventiva, con più uomini posizionati alle spalle della linea della palla per limitare le ripartenze avversarie.

 

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

  • COMPATEZZA DIFENSIVA
  • BUONA GESTIONE DELLE TRANSIZIONI DIFENSIVE
  • MARCATURE PREVENTIVE
  • PERICOLOSITA’ NELLE TRANSIZIONI OFFENSIVE

PUNTI DEBOLI

  • DIFFICOLTA’ NELLA COSTRUZIONE BASSA
  • PERDITA DI EFFICACIA OFFENSIVA CONTRO DIFESE SCHIERATE
  • RISCHI DI ABBASSAMENTO ECCESSIVO DEL BARICENTRO

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