Analisi Tattica: il Mantova di Davide Possanzini 2024-25

Analisi realizzata da Giuseppe Santoliquido, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il MANTOVA di Davide Possanzini 2024-25: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
La squadra è reduce da un campionato dominante di Serie C, vinto agevolmente nonostante una partenza turbolenta dettata da guai societari che non hanno impedito la creazione di un gruppo giovane, ma con grandi idee e principi.
La Serie B è un campionato sicuramente più complicato e la stagione ne riflette le difficoltà, ma nonostante questo l’idea della guida tecnica non cambia e proprio sui principi del proprio tecnico che si fonda lo stile di gioco che contraddistingue il Mantova anche quest’anno.
Uomo di Roberto De Zerbi, prima a Sassuolo e poi nella parentesi di Donetsk, comincia i propri passi da allenatore a Brescia, dove è stato giocatore.
Fin dalle giovanili delle rondinelle Mister Possanzini ripercorre e riprende le idee di base del collega, ora in forza al Marsiglia, adattandole al proprio credo e all’ambiente Mantova.
Come dicevamo in precedenza, cosi come nella stagione di Serie C, l’idea è basata su un calcio posizionale, dove il dominio attraverso il pallone vuole essere la base del credo di questa squadra.
Riadattarsi e adeguarsi a quello che è il campionato di Serie B non è semplice, ma non si scende a compromessi e si cerca di gestire il pallone il più possibile, sfruttando fin dal portiere le caratteristiche tecniche dei suoi componenti e la grande qualità e creatività del reparto offensivo.
In analisi la partita contro la Sampdoria di Leonardo Semplici, terminata 2-2, dopo un iniziale doppio svantaggio maturato nel primo tempo.
SISTEMI DI GIOCO:
-DI BASE 1-4-2-3-1
-IN FASE DI POSSESSO 1-3-2-2-3 // 4-2-2-3 (dove Festa è un vero e proprio centrale) // 1-3-2-1-4
-IN FASE DI NON POSSESSO 1-4-2-4 // 1-5-3-2 // 1-4-4-2 // 1-4-1-3-2
GIOCATORI
PORTIERI
– Festa DX dominante, coraggioso in fase di costruzione, gli vengono affidati dei veri e propri compiti da giocatore di movimento. Funziona da vero e proprio centrale di difesa quando c’è da provocare in costruzione e ricerca anche traiettorie più profonde se necessario.
DIFENSORI
-Redolfi DX dominante, molto fisico, bravo nel gioco aereo, è l’appoggio per il compagno di reparto in costruzione e meno interessato a prendere parte alla manovra attivamente
-Cella DX dominante, fisico, difensore più coraggioso in costruzione, ma bravo anche nel duello fisico
-Maggioni DX dominante, a lui il compito di occupare stabilmente la zona di destra offensiva fissando l’ampiezza, quindi un terzino solo per le formazioni ma di fatto un vero e proprio esterno d’attacco in FDP
-Giordano SX dominante, molto più bloccato del compagno posizionato nella parte opposta alla sua ma con buona capacità nei duelli
-De Maio DX dominante, giocatore molto esperto, fisico, abile nel gioco areo e con coraggio anche in fase di costruzione
-Radaelli DX dominante, dinamico e rapido, con meno propensione all’attacco del compagno Maggioni che ha sostituito ma comunque stabilmente presente in zona di campo avanzata
CENTROCAMPISTI
-Burrai DX dominante, giocatore esperto, sempre al centro dell’azione, determinante nella velocità della stessa. Passa da lui tutto il ‘’traffico’’ dei palloni e gestisce al meglio i momenti della partita
-Trimboli DX dominante, spetta a lui la parte più dinamica del centrocampo equilibrandosi perfettamente con il compagno di reparto, grande abilità negli inserimenti e nell’accompagnare l’azione
GIOCATORI OFFENSIVI
-Ruocco DX dominante, brevilineo, grande rapidità e qualità anche nel duello, si sacrifica anche in fase di ripiegamento
-Bragantini SX dominante veloce con grandi abilità nel dribbling nello stretto
-Mancuso DX dominante, grande esperienza e qualità, soprattutto negli smarcamenti dietro le linee di pressione
-Mensah DX dominante, giocatore molto veloce e abile nell’attacco alla profondità anche in isolamento 1V1
-Fiori DX dominante, ottima velocità e abilità tecnica di 1V1, giocando a piede invertito come Ruocco ricercano molto il centro del campo per combinare
-Galuppini SX dominante, ottima qualità tecnica, occupa la zona della trequarti stabilmente cercando sempre di cogliere alle spalle la linea di pressione per rifinire e concludere
-Debenedetti DX dominante, attaccante fisico molto meno mobile di Mensah e meno abituato a ricercare la profondità, ma per caratteristiche perno per liberare i trequarti posizionati vicini
FASE DI POSSESSO
COSTRUZIONE
Nella sfida pareggiata con i blucerchiati, risulta fin da subito chiara l’intenzione in fase di costruzione.
Festa è l’uomo in più che condiziona la fase di prima costruzione.
Sempre coinvolto e presente, con compiti da vero e proprio centrale di difesa permette a Maggioni di occupare stabilmente l’ultimo terzo di campo.
La volontà è quella di controllare il centro e proprio per questo stabilmente si formano due linee di giocatori accoppiati che vogliono ‘’stanare’’ gli avversari prima di colpirli alle spalle.Burrai-Trimboli sono i primi attrattori, nel 4+2 insieme ai 3 difensori più il portiere sono i giocatori che vogliono disorganizzare la prima pressione avversaria per poi sviluppare in maniera diretta verso Mensah o i due giocatori laterali, oppure fare un passaggio ulteriore dal centro dove Bragantini e Mancuso per la maggior parte dei casi sono un’ulteriore preoccupazione per la linea difensiva avversaria.

In caso di pressione forte avversaria l’intento è proprio quello di evitare la prima linea con Burrai e Trimboli, passando direttamente dai trequarti o addirittura giocandosi duelli per sfrutare le caratteristiche fisiche e tecniche soprattutto di Mensah.
SVILUPPO
Come già detto nella sezione dedicata alla costruzione, l’idea è quella di tenere sotto controllo la fascia centrale di campo, occupandola stabilmente con due centrocampisti e due trequartisti.
Una volta superata la prima pressione, dove Burrai è il vero e proprio dettatore di tempo per la squadra, si cerca di trovare in zona di rifinitura uno dei giocatori se gli avversari concedono una giocata diretta, altrimenti il gioco ‘’prende aria’’ grazie ai giocatori posizionati in massima ampiezza, destinati a separare le maglie difensive avversarie.
Tolto Maggioni, c’è grande fluidità nell’occupazione dei giocatori offensivi, dove Bragantini, Mancuso e Ruocco, insieme a Mensah, cercano di avvicinarsi tra di loro per collaborare e riuscire a occupare pericolosamente l’ultimo terzo di campo.
La volontà è quella di sfruttare le zone laterali come momento di passaggio, prima di far tornare il pallone in zona centrale, dove potere rifinire e concludere, grazie a giocatori di grande qualità e calcio.
A volte risulta anche assente la fase di sviluppo, visto che l’idea di provocare e di avvicinare tanti avversari al pallone in fase di costruzione, porta ad isolare giocatori nell’ultimo terzo di campo garantendo di sfruttare al meglio le capacità individuali di ciascuno, Mensah in particolare.
LATERALITA’
Nei momenti di concentrazione del gioco in zona centrale, i ragazzi di Possanzini forzano l’occupazione del campo sui lati, cercando di creare sovrannumero, volendo provocare tanti avversari a spostarsi in zona palla.

La grande capacità e qualità nel percepire lo spazio e il momento giusto, permette di velocizzare l’azione, spostando l’attenzione nella parte di campo più libera, dove le abilità degli esterni nell’1v1 possono essere fondamentali per la pericolosità dell’azione.
Da un lato Maggioni è stabilmente l’uomo che fissa l’ampiezza di DX, ma senza mai essere il vero e proprio finalizzatore dell’azione.
Sono i vari Ruocco, Mensah e Fiori poi subentrato a creare il maggiore pericolo sul lato sinistro, dopo aver attirato la maggior parte dei giocatori avversari sul lato opposto.
L’ampiezza fissata dagli esterni può essere anche un ottimo modo per liberare il canale centrale dove i trequarti possono essere rinfinitori liberi o ottimi finalizzatori dell’azione.
RIFINITURA
Come già indicato anche durante lo sviluppo, la grande qualità tecnica, ma anche cognitiva degli interpreti dei giocatori offensivi, porta a tenere spesso in scacco la difesa avversaria.
Avendo molti giocatori abili nello smarcamento alle spalle della pressione, aumenta la pericolosità nell’ultimo terzo di campo e già la fase di costruzione vuole mettere importanza sulla zona lontana di campo, che vuole essere lasciata più sgombra possibile di avversari e garantire ai giocatori avanzati di sfruttare la propria abilità.
Si riesce spesso a raggiungere la zona di rifinitura con Bragantini e Mancuso inizialmente, ma anche Galuppini da subentrato e gli inserimenti di Trimboli, per poi concludere direttamente a rete o gestire gli spazi esterni come sfogo finale per cross e palle in area.
FINALIZZAZIONE
Come già preso in esame nel discorso lateralità e rifinitura il Mantova è una squadra che si adatta molto bene alle caratteristiche difensive della squadra avversaria.
L’idea di tenere il centro del campo controllato è parimente importante all’impegnare le corsie laterali stabilmente con giocatori che ne possano consentire una chiusura di azione diretta o tramite traversoni/cross.
Con blocco basso è una squadra che sfrutta bene anche il tiro da fuori area, ma cerca di essere più efficace con combinazioni che possano portare conclusioni più facili anche all’interno dell’area di rigore.
La grande quantità e qualità di giocatori che occupano l’ultimo terzo di campo risulta essere importante per la mole di conclusioni da far arrivare alla porta avversaria.
FASE DI NON POSSESSO
PRIMA AZIONE DIFENSIVA
Il Mantova è una squadra coraggiosa sotto tutti gli aspetti, compresa la pressione.In caso la squadra avversaria cerchi di iniziare l’azione dal fondo partendo da portiere e/o dai difensori, cerca di prendere con ciascun giocatore un riferimento a uomo.

L’idea è, quando possibile, quella di costringere gli avversari a rilanciare lunga la palla, puntando a sfruttare la grande fisicità e qualità nel gioco aereo dei suoi difensori, cercando di recuperare palla e gestirla nuovamente, come è nel suo stile.
ANALISI DEL CENTROCAMPO IN FASE DI NON POSSESSO
Nella linea di centrocampo i veri protagonisti sono Burrai e Trimboli, che si dividono compiti in maniera equa, rispettando le caratteristiche di ciascuno.
Burrai è quello che per eccellenza potremmo definire metronomo.
A lui spetta la velocità dell’azione rispetto al tipo di pressione attuata dalla squadra avversaria.
Quando necessario sa verticalizzare con velocità, ma nella maggior parte dei casi è il primo attrattore, mettendosi sempre a disposizione dei compagni per trasmissioni ravvicinate, che esaltino ancora di più la volontà di avvicinare tanti avversari in zona palla.
Trimboli di contro è quello che dei due centrocampisti avanza di più sia in fase di possesso, che in fase di non possesso.
Il gol del pari certifica la sua qualità nel seguire l’azione e se necessario anche di finalizzare.
Burrai nelle occasioni di rilancio del portiere avversario spesso entra nella linea dei difensori per consentire alla linea di aprirsi un po’ di più per essere già proiettata in fase offensiva qualora il rinvio venga recuperato.
LATERALITA’ DIFENSIVA
Se il centrocampo risulta occupato prettamente dagli stessi elementi, nelle zone laterali in FDNP c’è variabilità nell’occupazione a livello individuale e anche in fase difensiva questo si tramuta in continuo cambiamento.
Ciascun giocatore è comunque in grado di ripiegare e difendere con grande qualità, anche giocatori molto più creativi e fantasiosi, che comunque si dedicano con grande sacrificio alla fase difensiva.
Il raddoppio sui lati da parte del difensore centrale in aiuto del terzino è spesso favorito dall’ingresso nella linea difensiva da Burrai e Trimboli (soprattutto il primo per caratteristiche di contenimento), quando non sono gli esterni offensivi stessi ad aiutare sul loro lato di competenza.
Sul lato destro, dove Maggioni è spesso in proiezione offensiva, è direttamente lui l’uomo che si occupa della fase difensiva, essendo i giocatori offensivi sul suo lato molto più impegnati nella zona centrale del campo.
TRANSIZIONI
TRANSIZIONE NEGATIVA
In situazione di transizione negativa, soprattutto in base a dove viene recuperata la palla, gli atteggiamenti cambiano.
Quello che rimane costante è il grande coraggio da parte dei difensori di accorciare e cercare di andare forti contro l’uomo con la palla.
La volontà è di rimanere alti, soprattutto quando la palla viene persa vicino alla porta avversaria, per poter essere pericolosi tempestivamente.
Cercando un calcio di dominio, la volontà di chi perde palla è quella di essere subito aggressivo, cosi come i 2/3 giocatori in zona palla.
Non sempre si certifica questa attitudine, soprattutto quando Burrai viene chiamato in causa, essendo per caratteristiche meno dinamico e meno pronto a sostenere sempre la capacità di accorciare in ogni parte di campo e momento della partita.
TRANSIZIONE POSITIVA
In questo caso la situazione in transizione positiva varia leggermente in base a dove si recupera palla o meglio in base a chi recupera palla.
Nelle due partite si è notato come giocatori di palleggio tendano a mantenere il possesso e garantire un proseguo dell’azione, cercando di riorganizzare la squadra al meglio.
Come già dichiarato in fase di descrizione dei singoli, Burrai è l’uomo che pulisce il pallone e rallenta l’andamento del gioco, garantendo un solido mantenimento del possesso.
Trimboli invece è un giocatore più diretto e nel recupero spesso cerca di avanzare, sia individualmente in possesso, che cercando giocatori avanzati che possano ridare slancio all’azione offensiva.
ANALISI SWOT
PUNTI FORTI
-GRANDE QUALITA NEL PALLEGGIO
-GIOCATORI NEL CENTRO DEL CAMPO CON GRANDI QUALITA DI CONTROLLO
-TENTATIVO DI DOMINIO DEL GIOCO ATTRAVERSO UNA BUONA ORGANIZZAZIONE
-DINAMICITA’ DEL REPARTO OFFENSIVO CONSENTE GRANDE VARIABILITA’
PUNTI DEBOLI
-DIFENSORI CENTRALI NON MOLTO VELOCI NEL RECUPERO IN CASO DI PALLA PERSA
-FORZATURA CON IL PORTIERE IN COSTRUZIONE NON ESSENDO UN GIOCATORE DI MOVIMENTO
-POCA PULIZIA TECNICA NELL’ULTIMO TERZO DI CAMPO AL MOMENTO DI CONCLUDERE








