Analisi Tattica: il Monaco di Sebastien Pocognoli

Analisi realizzata da Fulvio Ferlazzo, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il MONACO di Sebastien Pocognoli: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Nel contesto della Ligue 1 2025/26, l’AS Monaco si conferma una delle realtà più competitive del campionato, pienamente coinvolta nella corsa alla qualificazione alla Champions League.
Sotto la guida di Sébastien Pocognoli, la squadra ha sviluppato un’identità chiara e riconoscibile, basata su costruzione strutturata, occupazione sistematica degli half-spaces e forte verticalità nelle transizioni. A questi principi si aggiunge un’intensità elevata nella fase di non possesso.
Il Monaco si configura come una squadra verticale e orientata alle transizioni, capace di alternare momenti di gestione posizionale a fasi di accelerazione improvvisa del gioco.
A differenza di squadre orientate al controllo del possesso, il Monaco privilegia il controllo degli spazi e dei momenti della gara, risultando particolarmente efficace contro avversari che concedono profondità o che faticano nelle transizioni difensive.
La principale area di miglioramento riguarda l’equilibrio nelle transizioni difensive, dove la squadra tende a concedere spazi significativi una volta superata la prima pressione.
SISTEMA DI GIOCO
Sistema di base
Il Monaco utilizza come struttura di riferimento il 1-3-4-2-1, garantendo:
- ampiezza in fase offensiva
- presenza tra le linee
- equilibrio nelle transizioni
Sistemi in fase di possesso (FDP)
In fase di possesso, la squadra evolve in:
- 1-3-2-5
- 1-3-4-3
Queste disposizioni consentono un’occupazione completa dei cinque corridoi offensivi e una presenza stabile sull’ultima linea.
Nel match contro il Marsiglia, la lateralità offensiva rappresenta uno strumento chiave, con frequente utilizzo di cross bassi e cut-back dopo sviluppo sulle corsie esterne.
Sistemi in fase di non possesso (FDNP)
In fase difensiva, il Monaco si dispone prevalentemente in:
- 1-5-4-1 in blocco medio
- 1-5-2-3 nelle fasi di pressione più alta
L’obiettivo è chiudere il corridoio centrale e indirizzare il gioco avversario sugli esterni.
Un dato significativo: la squadra perde mediamente 130 palloni a partita, ma è tra le migliori per recuperi (46), evidenziando una forte identità aggressiva.
INTERPRETI
PORTIERE
N.1 Lukáš Hrádecký (piede destro)
Compiti tattici
Partecipazione alla costruzione come soluzione di supporto contro la pressione avversaria, con possibilità di uscita diretta in caso di pressione alta.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Portiere affidabile tra i pali, con utilizzo funzionale del gioco con i piedi. Prestazione decisiva nel match contro il Marsiglia.
Doti fisiche
Reattivo e con grande esperienza internazionale.
DIFENSORI CENTRALI
N.6 Denis Zakaria (piede destro) – N.5 Thilo Kehrer (piede destro) – N.25 Wout Faes (piede destro)
Compiti tattici
Linea difensiva con atteggiamento proattivo e baricentro medio-alto. Zakaria svolge un ruolo chiave senza palla rompendo le linee avversarie in pressione, mentre Kehrer e Faes gestiscono uscita palla e duelli difensivi.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Kehrer garantisce pulizia tecnica e conduzione; Faes è dominante nei duelli e nelle uscite aggressive; Zakaria garantisce copertura e capacità di recupero nelle transizioni.
Doti fisiche
Elevata fisicità e capacità di copertura degli spazi, con buona efficacia nei duelli aerei.
ESTERNI
N.4 Jordan Teze (piede destro) – N.13 Christian Mawissa Elebi (piede sinistro)
Compiti tattici
Teze garantisce ampiezza in fase di possesso e stringe in fase difensiva. Fondamentale nello sviluppo grazie alle progressioni palla al piede, mentre Elebi rappresenta una soluzione di rotazione.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Esterni moderni, efficaci nelle conduzioni e nelle situazioni di rifinitura (assist nel match di Teze).
Doti fisiche
Velocità e capacità di corsa ad alta intensità.
CENTROCAMPISTI
N.15 Lamine Camara (piede destro) – N.28 Mamadou Coulibaly (piede destro)
Compiti tattici
Il centrocampo garantisce dinamismo e connessione tra i reparti. Camara agisce da box-to-box, Coulibaly offre fisicità e rottura.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Camara si distingue per inserimenti e capacità di inserimento; Coulibaly per dinamismo e recupero palla.
Doti fisiche
Centrocampo caratterizzato da intensità elevata, capacità di corsa e buona resistenza allo sforzo prolungato.
TREQUARTISTI
N.11 Maghnes Akliouche (piede sinistro) – N.10 Aleksandr Golovin (piede destro)
Compiti tattici
I trequartisti operano principalmente negli half-spaces, con l’obiettivo di creare superiorità qualitativa tra le linee e facilitare la progressione offensiva. Golovin agisce da riferimento creativo, mentre Akliouche garantisce imprevedibilità e capacità nell’uno contro uno.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Golovin offre visione di gioco e qualità nell’ultimo passaggio; Akliouche garantisce imprevedibilità ed è efficace nelle situazioni 1 vs 1.
Doti fisiche
Reparto offensivo caratterizzato da velocità, agilità e capacità di sostenere ritmi elevati, soprattutto nelle transizioni.
ATTACCANTI
N.9 Folarin Balogun (piede destro)
Compiti tattici
Balogun rappresenta il terminale offensivo, incaricato di attaccare la profondità e fissare la linea difensiva avversaria.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Balogun è un attaccante verticale, rapido e con buona capacità realizzativa (in gol con un pallonetto nel match).
Doti fisiche
Velocità, agilità e capacità di attacco dello spazio.
FASE DI POSSESSO
Costruzione dal basso
La costruzione del Monaco è flessibile e adattata al comportamento della pressione avversaria.
Principi osservati:
- portiere come uomo libero
- centrali larghi
- abbassamento del mediano
- uscita laterale
Si osserva frequentemente una superiorità numerica (4 vs 3) nella prima costruzione.
La costruzione non ha come obiettivo primario il consolidamento prolungato del possesso, ma la creazione delle condizioni per una progressione rapida.
La squadra ricerca superiorità numerica nella prima linea non per attrarre pressione in modo sistematico, ma per generare linee di passaggio verticali immediate verso i trequartisti o la punta.
Questo approccio evidenzia una costruzione funzionale alla transizione offensiva più che al controllo posizionale del gioco.

Sviluppo
La struttura offensiva prevede:
- quinti larghi e alti
- trequartisti negli half-spaces
- punta a fissare la linea
Principio dominante: attacco dello spazio tra terzino e centrale
Questa scelta consente al Monaco di:
- evitare densità centrali eccessive;
- creare situazioni di ricezione in corsa;
- aumentare la pericolosità senza necessità di lunghi possessi.
Le rotazioni dei trequartisti negli half-spaces sono funzionali a questo principio, generando linee di passaggio diagonali e destabilizzando le marcature avversarie.

Rifinitura
L’occupazione dell’area è ben strutturata:
- primo palo
- zona centrale
- lato debole
Soluzioni principali:
- filtranti
- cross
- cut-back
La presenza simultanea di più riferimenti offensivi consente di mantenere costante pericolosità e variabilità nelle soluzioni.
Finalizzazione
Le principali modalità di finalizzazione sono:
- attacco della profondità (Balogun)
- inserimenti da seconda linea
- combinazioni negli half-spaces
La squadra privilegia conclusioni rapide, spesso generate da situazioni dinamiche più che da attacchi posizionali prolungati.
Dato rilevante: media storica di 2.1 gol a partita contro il Marsiglia.
Lateralità offensiva
Nel match analizzato, la lateralità offensiva rappresenta uno strumento chiave.
Lo sviluppo sulle corsie laterali permette:
- creazione di ampiezza
- generazione di situazioni di 1vs1
- sviluppo di cross bassi e cut-back
Le corsie diventano quindi un mezzo per attaccare l’area con tempi coordinati e con più soluzioni di finalizzazione.
FASE DI NON POSSESSO
Primo pressing e principi di pressione
Il Monaco adotta un pressing basato su trigger specifici:
- retropassaggi
- ricezioni spalle alla porta
- errori tecnici
La struttura di riferimento è uomo-orientata, con utilizzo del cover shadow per schermare le linee interne.
La fase di non possesso non è orientata a un recupero sistematico alto del pallone, ma a una gestione razionale degli spazi.
Atteggiamento del centrocampo
I centrocampisti adottano un comportamento misto zona/uomo:
- schermatura linee di passaggio
- supporto al pressing
- raddoppi difensivi
Il reparto garantisce equilibrio e connessione tra le linee, risultando fondamentale nella protezione della zona centrale.
Comportamento della linea difensiva
La linea difensiva mantiene un atteggiamento:
- proattivo
- aggressivo nelle uscite
- coordinato nei movimenti
Sono presenti:
- scivolamenti sincronizzati
- coperture diagonali
Il baricentro medio-alto consente di sostenere il pressing, ma espone spazi in profondità, compensati dalla capacità di recupero.
Lateralità difensiva
Gli esterni tendono a:
- stringere verso il centro
- creare triangoli di copertura
Questo comportamento consente di mantenere compattezza centrale, indirizzando il gioco avversario verso zone meno pericolose.
TRANSIZIONI
Transizione offensiva
Le transizioni rappresentano il cuore del modello di gioco del Monaco.
La squadra ricerca una verticalizzazione immediata, sfruttando:
- velocità degli attaccanti
- inserimenti dei trequartisti
L’obiettivo è attaccare una difesa non organizzata, riducendo i tempi di sviluppo.
Dato rilevante: 6 punti guadagnati da situazione di svantaggio nel 2026.
Transizione difensiva
La ri-aggressione è presente ma non sempre efficace.
Se superata, emergono criticità:
- distanze elevate tra i reparti
- spazi centrali liberi
- difficoltà nella ricomposizione
Questo evidenzia una squadra estremamente pericolosa nelle transizioni offensive, ma vulnerabile nelle transizioni difensive.

ANALISI SWOT
Punti di forza
- Struttura di gioco chiara
- Ottima occupazione degli half-spaces
- Transizioni offensive efficaci
- Capacità di attaccare la profondità
Punti di debolezza
- Fragilità nelle transizioni difensive
- Elevata perdita di possesso (130 palloni)
- Rischi nella costruzione sotto pressione








