Analisi Tattica: il Napoli di Antonio Conte 2025-26

Analisi realizzata da Tony Venerito, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il NAPOLI di Antonio Conte 2025-26: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Nel panorama mondiale del calcio moderno, sicuramente un totem vincente che spicca è l’attuale tecnico dei partenopei Antonio Conte.
Vediamo quindi come gioca il Napoli di Conte e come si dispone tatticamente in campo prendendo in esame la partita di quest’anno giocata in casa durante la sesta giornata di campionato di serie a contro la formazione Genoa.
CONSIDERAZIONI GENERALI:
Il Napoli di Antonio Conte, dopo aver trionfato la scorsa stagione con il quarto scudetto della sua storia, il secondo in tre anni dopo quello di Spalletti nel 2022/23, si prepara ad affrontare una nuova stagione da protagonista sia in ambito nazionale che internazionale. I principi cardine di Conte si basano sull’organizzazione e l’attenzione difensiva, la grinta e l’intensità di gioco, che riflettono certamente il carattere del tecnico. Sicuramente questi principi sono stati fondamentali per la crescita di un allenatore che ha avuto come riferimento mostri sacri come Trapattoni, Sacchi, Ancelotti e lo stesso Lippi. Il colpo più eclatante del mercato estivo sicuramente è stato quello di Kevin de Bruyne, giocatore chiave ex Manchester City che ha portato oltre che qualità tecnico-tattiche importanti, anche entusiasmo alla piazza. Da Hojlund a Lucca, passando per Beukema, Marianucci, Lang, Milinkovic-Savic, Elmas, Gutierrez e il giovane Baridò: il mercato del Napoli ha portato ad Antonio Conte qualità e profondità della rosa in ambito europeo, ma anche in ottica futura.
SISTEMA DI GIOCO:
Il Napoli si dispone con un 1-4-1-4-1 basico. L’assetto tattico è molto fluido e variabile, ma in fase di possesso solitamente si dispone con un 1-2-3-4-1, con i due DC liberi di costruire con l’ausilio del portiere e i due esterni bassi Di Lorenzo e Olivera che svariano costantemente la posizione. Il capitano converge verso il centro sulla linea dei link player Lobotka e Anguissa, mentre il terzino opposto attacca la profondità sulla linea dei trequartisti. Questo sistema si può tramutare facilmente in un 1-2-1-3-4 ultra-offensivo ove il pressing avversario risulta più deciso. Qui il play si abbassa quasi sulla linea dei DC Beukema e Juan Jesus per iniziare la prima impostazione. Gli esterni bassi completano la linea di centrocampo assieme ad Anguissa, infine a sostegno della punta troviamo le ali offensive ed il solito McTominay con i suoi inserimenti. Quando non vi è la pressione forzata sul portiere, l’impostazione si evolve e diventa a 3 optando così per un 1-3-2-4-1. Di Lorenzo si abbassa sulla linea dei DC e qui troviamo l’opzione del doppio link-player, Lobotka+ Anguissa o a gara in corso Kevin De Bruyne. Invece Olivera occupa la corsia mancina sostenendo Neres. Talvolta possiamo analizzare un 1-3-1-2-4 con lo slittamento di Anguissa/De Bruyne sulla linea di Olivera in proiezione offensiva e i 4 attaccanti capaci di interscambiare ruoli e non occupare zone prestabilite.
In FDNP invece, gli uomini di Conte prediligono un 1-4-5/1 molto compatto con l’arretramento dei centrocampisti offensivi sulla mediana per garantire copertura e il solo Hojlund pronto allo smarcamento preventivo. Oppure quando Politano sostiene in fase difensiva Di Lorenzo si passa ad una linea a 5 molto stretta in un 1-5-4/1. Raramente assistiamo ad un 1-4-3-3.
SISTEMA DI GIOCO BASICO: 1-4-1-4-1
SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI POSSESSO(FDP):1-2-3-4-1;1-2-1-3-4;1-3-2-4-1;1-3-1-2-4.
SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI NON POSSESSO(FDNP):1-4-5/1;1-5-4/1;1-4-3-3.
INTERPRETI:
PORTIERI:
N.1 Alex Meret (piede forte sx)
N.32 Vanja Milinkovic-Savic(dx)
N.14 Nikita Contini(dx)
COMPITI TATTICI:
A seconda da chi giochi, sia Meret che Milinkovic-Savic la squadra di Conte predilige sempre una costruzione dal basso ragionata attirando la pressione avversaria per poter servire il compagno smarcato. Solitamente si fanno trovare nel ruolo di link-player, liberi di impostare o Lobotka o Kevin de Bruyne, fungendo da principali costruttori della prima impostazione.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Milinkovic-Savic e Meret sono molto abili tecnicamente sia nel produrre passaggi corti che lanci lunghi, ma anche intelligenti nel proporre la giocata corretta per il compagno.
DOTI FISICHE:
Tutti e tre molto abili tra i pali, dotati di ottimi riflessi e tuffo. Spicca la stazza dei 2,02 metri del portiere serbo, dotato di grande fisicità ed uscite sicure.
DIFENSORI CENTRALI:
N.4 Alessandro Buongiorno(sx)
N.31 Sam Beukema(dx)
N.13 Amir Rrahmani(dx)
N.35 Luca Marianucci(dx)
N.5 Juan Jesus(sx)
COMPITI TATTICI:
Buongiorno e Beukema sono i registi difensivi, in quanto dotati di ottimo piede e visione di gioco. Spesso legano il gioco con il mediano basso Lobotka e sono capaci di letture tattico-posizionali eccelse. Rrahmani eccelle nel duello fisico, come il giovane Marianucci. Mentre Juan Jesus, il più esperto, dirige il reparto difensivo in assenza di Buongiorno, sia in FDP che in FDNP.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Tutti molto forti nell’1vs1 e duelli aerei, spiccano per conduzione palla e qualità nel primo passaggio Beukema e Buongiorno; Rrahmani e Juan Jesus dotati di un ottimo inserimento in area di rigore su palla inattiva.
DOTI FISICHE:
Tutti molto strutturati fisicamente e dotati di ottima resistenza fisica.
ESTERNI BASSI:
N.22 Giovanni di Lorenzo(dx)
N.3 Miguel Gutierrez(sx)
N.17 Mathias Olivera(sx)
N.37 Leonardo Spinazzola(dx)
N.30 Pasquale Mazzocchi(dx)
COMPITI TATTICI:
Il ruolo di capitan Di Lorenzo è prettamente tattico, poiché in FDP converge dentro al campo per una costruzione in linea col link-player Lobotka, mentre in FDNP arretra in una linea a 4 compatta e organizzata. Invece, Olivera e Spinazzola spingono molto di più in FDP supportando la linea dei trequartisti e a volte inserendosi in area di rigore per calciare in porta. Gutierrez svolge una funzione atipica sterzando dentro al campo in FDP e all’occorrenza ripiegare sistematicamente sulla linea difensiva componendo un 1-4-5-1 molto compatto.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Olivera e Gutierrez dotati di un ottimo mancino in corsa, mentre Di Lorenzo più bravo nelle marcature preventive.
DOTI FISICHE:
Spinazzola è il più rapido nell’1vs1 sull’out di sinistra, mentre Olivera e Di Lorenzo sono più forti fisicamente.
CENTROCAMPISTI CENTRALI:
N.68 Stanislav Lobotka (dx)
N.6 Billy Gilmour(dx)
N.8 Scott McTominay(dx)
N.99 Frank Anguissa(dx)
COMPITI TATTICI:
Il vero regista della squadra è Lobotka, dotato di intelligenza tattica, senso della posizione e smarcamento in zona libera fuori dal comune. Garantisce un equilibrio tattico alla sua squadra grazie al suo posizionamento, mentre Gilmour è il sostituto naturale di reparto. Anguissa e McTominay invece si muovono molto in zona di rifinitura per non dare punti fissi agli avversari, con il primo bravo nelle letture situazionali di gioco e il secondo negli inserimenti senza palla.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Tutti e 4 molto bravi nella conduzione palla al piede, qualità nei passaggi corti e soprattutto McTominay come incursore in fase di finalizzazione. Lobotka e Anguissa sono esperti nell’intercetto e nell’anticipo e capaci così di tramutare l’azione da difensiva ad offensiva.
DOTI FISICHE:
Dinamicità ed equilibrio per Anguissa, Gilmour e Lobotka, mentre grande fisicità per quanto riguarda McTominay.
ALI O TREQUARTISTI:
N.11 Kevin De Bruyne(dx)
N.26 Antonio Vergara(sx)
N.70 Noa Lang(dx)
N.20 Eljif Elmas(dx)
N.7 David Neres(sx)
N.21 Matteo Politano(sx)
COMPITI TATTICI:
De Bruyne è una chiave tattica, poiché in FDP si abbassa molto per costruire la prima impostazione di gioco, mentre in FDNP pressa continuamente il portatore palla avversario assieme alla punta centrale; è lui il link-player offensivo della squadra. Invece Politano agisce da esterno alto a tutta fascia per creare lo spazio interno ai vari McTominay ed Anguissa. Lang, Neres ed Elmas sono ali offensive naturali ed entrando a gara in corso garantiscono scompiglio e disordine tattico a sfavore degli avversari.
CARATTERISTICHE TECNICO TATTICHE:
De Bruyne possiede un’elevata capacità di passaggio corto e lungo, nonché una proprietà di palleggio notevole ed eccelsa visione di gioco comparabile ai totem che hanno fatto la storia del calcio. Elmas è molto propenso ad inserirsi in area di rigore, mentre Neres e Lang partono dalla linea laterale per poi convergere verso il centro e sfruttare le buone capacità balistiche che possiedono. Politano effettua traversoni tagliati verso le punte o le ali opposte di lato.
DOTI FISICHE:
De Bruyne ha grande resistenza fisica e buona accelerazione, la rapidità di Neres e Lang sugli esterni è straripante. Tutti giocatori che hanno nel bagaglio tecnico grande dinamismo e capacità aerobica, oltre a grandi capacità di accelerazione e scatto.
ATTACCANTI:
N.9 Romelu Lukaku(sx)
N.19 Rasmus Hojlund(sx)
N.27 Lorenzo Lucca(dx)
N.69 Giuseppe Ambrosino(dx)
COMPITI TATTICI:
Hojlund e Lukaku sono attaccanti molto bravi ad attaccare la profondità, ma anche nel legare il gioco coi compagni di reparto. Lucca invece essendo più statico, preferisce giocare spalle alla porta, per far uscire dai blocchi difensivi i DC avversari.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Grande capacità di passaggio e finalizzazione per Lukaku e Lucca, invece Hojlund possiede nel suo bagaglio il dribbling e letture posizionali offensive non indifferenti.
DOTI FISICHE:
Tutti molto strutturati fisicamente e notevole capacità aerobiche.
FASE DI POSSESSO (FDP)
In fase di prima costruzione, la squadra di Conte decide di attuare un possesso ragionato e paziente tra le linee per trovare il momento giusto per superare la prima pressione avversaria e giungere alla finalizzazione. Si intuisce come, una perfetta prima impostazione assolve i principi tattici collettivi: scaglionamento offensivo, penetrazione, ampiezza, mobilità e imprevedibilità.
COSTRUZIONE:
Cominciamo ad analizzare dal punto di vista tattico le varie contromisure che la squadra di Conte adotta in base alla predisposizione avversaria. Fondamentalmente, la squadra avversaria ha tre possibilità:
1)il blocco difensivo accetta la parità numerica e quindi i compagni di reparto sono liberi di alzare la pressione in avanti.
2)il blocco difensivo avversario è in superiorità numerica rispetto agli attaccanti del Napoli, e quindi il pressing dei partenopei avviene con dei movimenti per ristabilire la parità numerica in zona-palla.
3)il blocco difensivo avversario in superiorità numerica rispetto agli attaccanti del Napoli decide di non pressare e aggredire assieme al resto dei compagni di reparto.
Nel primo caso, quando il Genoa decide di alzare la pressione, o anche nella partita contro il Manchester City e Sporting Lisbona in Champions League, i due DC del Napoli si aprono molto per consentire al link-player Lobotka di frapporsi e iniziare la prima costruzione di gioco. Così Di Lorenzo e Olivera sono liberi di ricevere sulle corsie esterne, superando così la prima pressione avversaria.
Nel secondo caso, ossia quando il reparto difensivo avversario è in superiorità numerica rispetto agli attaccanti del Napoli, Conte predilige più un calcio verticale per cercare di sorprendere la linea dei centrocampisti avversari. Con Lobotka e De Bruyne fulcri principali del gioco, la squadra riesce benissimo nell’impresa, grazie a passaggi forti e precisi di prima tra gli interpreti di centrocampo. L’interscambiabilità dei ruoli e la percezione della posizione del compagno sono fondamentali per poter applicare queste uscite in costruzione.
Terzo e ultimo caso, laddove la squadra non pressa e rimane bassa, il tecnico leccese invita alla pressione avversaria fraseggiando col il portiere e i 2 DC Beukema e Juan Jesus, sfruttando lo spazio libero per poi giungere alla finalizzazione. Una soluzione tattica contro il Genoa è stata proprio questa, il retropassaggio su Milinkovic-Savic per invogliare le punte a pressare individualmente, potendo uscire dal pressing avversario lateralmente e rifinire l’azione.
Si tratta di una costruzione 2+1, con uno tra Lobotka e De bruyne/Anguissa che si alternano per impostare.
Talvolta Conte opta per una costruzione diretta sulla punta centrale Hojlund o Lucca che lavorano da pivot e riescono a proteggere palla perfettamente, aspettando le incursioni dei trequartisti o le sovrapposizioni degli esterni. Si tratta di un 1-2-1-3-4 ultra offensivo in questo caso.

SVILUPPO:
Superata la prima pressione degli attaccanti, la squadra di Conte passa allo sviluppo dell’azione. I principi su cui si basa questa costante di gioco sono soprattutto l’interscambiabilità dei ruoli e l’occupazione degli spazi nel tempo giusto (timing spazio-temporale). Principalmente si occupa la zona centrale di campo e gli interpreti sono Lobotka e De Bruyne in primis, ma anche Anguissa e McTominay sono partecipi, per lo più con un lavoro senza palla e smarcandosi sempre nello spazio libero. Quando vi è molta densità nel mezzo, il Napoli preferisce giocare sulle corsie laterali.
RIFINITURA:
In fase di rifinitura Conte lascia che sia l’estro tecnico e la superba visione di gioco di Kevin De Bruyne a fare la differenza. Il belga è dotato di un ultimo passaggio fuori dal comune come evidenziato nella partita di Champions League contro lo Sporting, portando a referto 2 assist da vero campione. Anche contro il Genoa nel secondo tempo con un filtrante in profondità illumina per Hojlund, purtoppo però la rete non si concretizza per fuorigioco. Lobotka e McTominay invece con dei passaggi corti ma precisi penetrano nella difesa dei grifoni con pazienza. Anguissa è la mina tattica della squadra, in quanto non occupa una posizione fissa in campo ma partecipa sempre attivamente alle occasioni da gol della squadra.
LATERALITA’ OFFENSIVA:
Per il gioco sulle corsie laterali sono indispensabili gli 1vs1 di Neres e Politano e le sovrapposizioni di Oliverae Spinazzola a sinistra e talvolta Di Lorenzo sull’out opposto. Con le loro giocate e dribbling sono capaci di creare superiorità numerica e quindi creare occasioni per poter finalizzare. Il mancino di Politano è delicatissimo, poiché con traversoni e cross sul secondo palo riesce sempre a pescare il compagno di lato opposto.
FINALIZZAZIONE:
Il Napoli di Conte finalizza in più modi:
- Triangolazioni e tiro in porta tra centrocampista e punta centrale
- Dribbling e tiro in porta da parte di Politano e Neres
- L’utilizzo di passanti dietro la linea difensiva avversaria per servire la profondità di Hojlund
- Cross e traversoni che poi portano al gol di Anguissa (azione del primo e secondo gol del Napoli)
- Utilizzo dei calci da fermo sfruttando le doti balistiche di De Bruyne e la fisicità dei DC
- Inserimenti di McTominay e Anguissa per ricevere i cut-back in area di rigore e andare al tiro con gli esterni bassi

FASE DI NON POSSESSO (FDNP)
PRIMO PRESSING:
Il Napoli, in situazione di svantaggio, cerca di aggredire subito il portatore palla con Hojlund che va a pressare il DC di riferimento e De Bruyne o McTominay sull’altro centrale, portando così l’attenzione sugli esterni bassi Sabelli e Norton-Cuffy seguiti dalle ali offensive Neres e Politano. In questo caso gli avversari sono costretti ad un lancio diretto verso la punta che risulta raddoppiata da Beukema e Juan Jesus, così gli uomini di Conte tramutano l’azione da difensiva a offensiva. Principi tattici fondamentali risultano l’over-load a centrocampo e la riconquista collettiva del possesso. A risultato acquisito, sul 2-1, i partenopei si dispongono in FDNP con un 1-4-5/1 molto stretto e compatto oppure con un 1-5-4/1 finalizzato a consentire i raddoppi esterni degli esterni alti sulla linea a 5 di difesa. Hojlund è pronto nello smarcamento preventivo e a ripartire in profondità.
LINEA DIFENSIVA:
In FDNP la linea difensiva del Napoli è stretta e compatta a risultato acquisito. Mentre nell’azione del gol subito a primo tempo da Ekhator contro il Genoa, le diagonali difensive sono lunghe tra DC ed esterno basso (Juan Jesus- Olivera), pertanto vi è molta profondità alle spalle della linea di difesa e spazio da poter attaccare per gli esterni avversari. Ciò si osserva durante le transizioni negative, invece a difesa schierata la linea a 4 di difesa risulta molto affidabile e concentrata.

LINEA DI CENTROCAMPO:
In FDNP la linea di centrocampo è abbastanza piatta e compatta con Lobotka a schermare le linee di passaggio davanti la difesa, e Anguissa e McTominay ai suoi lati. A seconda del sistema di gioco De Bruyne si dispone o sulla linea di centrocampo (1-4-5-1) oppure come ala offensiva a supporto di Hojlund in un 1-4-3-3molto compatto.
LATERALITA’ DIFENSIVA:
In FDNP sulle corsie esterne risultano efficaci i raddoppi difensivi di Politano da una parte e Neres dall’altra rispettivamente a sostegno di Di Lorenzo e Olivera.
TRANSIZIONE
TRANSIZIONE OFFENSIVA:
In fase di transizione offensiva, il Napoli predilige subito la verticalità sulla punta in profondità sull’asse De Bruyne- Hojlund. Invece se il risultato è consolidato, la squadra opta per un possesso palla ragionato tra linea di difesa e centrocampo, sfruttando la qualità dei singoli.
TRANSIZIONE DIFENSIVA:
Quando viene perso il possesso palla, la squadra effettua una pressione forzata sul portatore in maniera istantanea (Gegenpressing). Se questa fallisce, allora gli uomini di conte scelgono un ripiegamento difensivo collettivo, accorciando lo spazio tra i reparti.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA:
- Ottima solidità e organizzazione difensiva
- Esterni rapidi nell1 vs1 e tecnici
- Grande proprietà di palleggio a centrocampo
- Rosa molto lunga e completa in ogni reparto
- Elevato spirito di squadra e ottima guida tecnica
- Chiave tattica: De Bruyne, con la sua classe e il suo cinico tiro da fuori, e McTominay, grande incursore d’area e decisivo nei momenti importanti
- Giocatori di caratura internazionale importanti e di leadership, come Lukaku, De Bruyne, McTominay, Lobotka, Di Lorenzo, Hojlund e Anguissa.
PUNTI DI DEBOLEZZA:
- Diagonali difensive a volte lunghe e disattenzioni difensive frequenti
- Assenza di un vero e proprio leader difensivo
MINACCE:
- Conclusioni dal limite dell’area di rigore da parte degli avversari che si sono rivelate alquanto pericolose
OPPORTUNITA’:
- Sfruttare le capacità balistiche e la visione di gioco di Kevin De Bruyne può risultare un’arma vincente
- La freschezza di ali offensive come Neres e Lang a gara in corso può rivelarsi utile
- L’ attacco diretto sulla punta da parte di Milinkovic-Savic è fondamentale come nell’azione del primo gol.








