Analisi Tattica: il Newcastle United di Eddie Howe 2024-25

Analisi realizzata da Fulvio Delle Monache, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il NEWCASTLE UNITED di Eddie Howe 2024-25: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Il Newcastle è pronto a diventare una potenza europea: al via il “Project 2030″. Il presidente del club Yasir Al-Rumayyan ha intenzione di trasformare il proprio club in una vera e propria big del calcio europeo, in grado di competere per il titolo in Premier League e di giocare costantemente in Champions League e spera di poterlo terminare entro 5 anni. Per arrivare a questo traguardo bisogna rispettare determinati obiettivi:
- Un nuovo stadio: Come riportato su Telegraph sport, sta andando avanti da anni un lavoro di costruzione di una nuova struttura adiacente al St. James Park.
- Ringiovanimento della rosa: molti elementi della squadra sono quasi al fine della propria carriera.
- Colmare il divario in entrate: le entrate del club sono aumentate parecchio negli ultimi anni, andando a raggiungere il record assoluto di 320 milioni di sterline.
- Vincere un trofeo: Obiettivo raggiunto recentemente, sotto la guida di Howe (a cui la proprietà dà massima fiducia), dopo la vittoria a Wembley della coppa di lega ai danni del Liverpool.
Eddie Howe è il primo grande allenatore inglese dopo anni di deserto. Il manager del Newcastle ha vinto il suo primo titolo e l’ha fatto imponendosi come tecnico di prima qualità, ossessivo e lontano dagli stereotipi. Dal punto di vista tattico non stiamo parlando di un innovatore a tutti i costi, ma di certo è un allenatore che si discosta dagli stereotipi sui manager inglesi, sulle loro preferenze per il calcio kick and run: il Newcastle è una squadra aggressiva e organizzata, che si difende e attacca con grande intensità, in modo diligente ma non meccanico. Ed è proprio questa l’essenza del lavoro di Howe: fin dai tempi del Borunemouth, e ora anche al Newcastle, chi lavora con lui lo definisce come un perfezionista ossessivo, come un tecnico che pretende l’assoluta dedizione dei calciatori al piano di gioco.
Vediamo dunque come gioca il Newcastle di Howe.
L’analisi tattica dei Magpies ha l’obiettivo di approfondire le complessità tattiche che la definiscono. Per procedere a tale disamina, è stato preso in esame il match contro il Brentford.
SISTEMA DI GIOCO
Il Newcastle si dispone in campo con un sistema di gioco 1-4-3-3. In fase di possesso si trasforma in una forma più offensiva e asimmetrica passando ad un 1-3-2-5 dove i terzini che si alzano in ampiezza, terzino destro spesso si alza molto, quasi come un esterno aggiunto, mentre quello sinistro resta più prudente o si accentra. Burn (DC) si alza poco e resta “bloccato” sul centro-sinistra, fungendo quasi da terzo centrale, Schaer (DC) resta al centro. Trippier (TD), molto spesso si alza tantissimo o si accentra quasi da mezzala/centrocampista aggiunto partecipando attivamente alla costruzione centrale e Livramento (TS) che agisce più “bloccato”, questo crea momentaneamente una linea a 3 dietro. Bruno Guimaraes e Tonalirestano vicini, a formare la base del centrocampo, funzione di raccordo tra la difesa a 3 e il reparto offensivo, spesso Tonali si abbassa verso i difensori per iniziare l’azione, mentre Bruno agisce da metronomo. Ali (Murphy e Barnes) larghissime a piede invertito, Joelinton si alza come mezzala sinistra avanzata, quasi da trequartista, Trippier o Guimaraes riempiono l’half-space di destra e Isak attacca l’area, ma ha grande libertà di movimento: si abbassa, si allarga, scambia posizione con i compagni. In fase di non possesso, il Newcastle si dispone in un 1-4-5-1 compatto dove Trippier, Schär, Burn e Livramento formavano una linea a quattro solida, Murphy e Barnes arretravano sulle fasce per affiancare Guimaraes, Tonali e Joelinton, formando una linea di cinque a centrocampo mentre Isak rimane avanzato come unico riferimento offensivo, pronto a sfruttare eventuali ripartenze.
SISTEMA DI BASE: 1-4-3-3
SISTEMA DI FASE DI POSSESSO (FDP): 1-3-2-5
FASE DI FASE DI NON POSSESSO (FDNP): 1-4-5-1
INTERPRETI
PORTIERI:
- 22 Nick Pope (piede forte destro)
- 1 Martin Dubravka (piede forte destro)
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Nel sistema di gioco del Newcastle, il portiere ha un ruolo funzionale e pragmatico, più orientato alla sicurezza difensiva che a una costruzione elaborata dal basso in stile “Guardiola”. Eddie Howe non chiede al suo portiere di essere un regista aggiunto, ma piuttosto un guardiano dell’area reattivo, con ottime letture e uscite tempestive. E in questo contesto, Nick Pope si dimostra il profilo ideale.
DIFENSORI CENTRALI:
- 5 Fabian Schar (piede forte destro)
- 33 Dan Burn (piede forte sinistro)
COMPITI TATTICI
I centrali del Newcastle sono fondamentali sia per proteggere la profondità che per iniziare l’azione, alternando marcature, coperture e costruzione. In Fase difensiva tengono la difesa alta per accorciare il campo, Schar esce in anticipo sul portatore; Burn resta più in copertura. Uno dei due si allarga se il terzino è superato, l’altro stringe in area.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
In fase difensiva Schar e Burn mantengono una linea difensiva alta e compatta, cercando di accorciare gli spazi tra i reparti e limitare le opportunità offensive del Brentford. Schar si distingue per le sue uscite tempestive sul portatore di palla avversario, tentando di interrompere le azioni sul nascere. Burn, invece, offere copertura, concentrandosi sulla marcatura e sulla protezione dell’area. In fase offensiva, Schar partecipa attivamente all’impostazione del gioco, avanzando palla al piede per creare superiorità numerica a centrocampo. Burn supporta l’azione con passaggi sicuri verso i centrocampisti. Durante i calci d’angolo e le punizioni a favore, entrambi i difensori centrali salgono in area avversaria per sfruttare le loro abilità nel gioco aereo, cercando di creare occasioni da gol.
TERZINI:
- 2 Kieran Trippier, TD (piede forte destro)
- 21 Tino Livramento, TD/TS (piede forte destro)
- 17 Emil Krafth, TD (piede forte destro)
- 76 Leo Shahar TD/TS (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
Interpretano i loro ruoli con equilibrio, adattandosi alle esigenze tattiche della squadra e contribuendo sia alla fase difensiva che a quella offensiva. In fase difensiva Trippier mantiene una posizione alta per supportare il pressing, ma è pronto a rientrare rapidamente per coprire le avanzate avversarie sulla sua fascia. Livramento adotta un approccio più conservativo, rimanendo più vicino ai difensori centrali per garantire solidità difensiva e coprire eventuali spazi lasciati liberi. Entrambi collaborano efficacemente con i centrocampisti per chiudere le linee di passaggio e limitare le opportunità offensive del Brentford. In Fase offensiva Trippier spinge frequentemente sulla fascia destra, fornendo ampiezza all’attacco e creando opportunità di cross per gli attaccanti. Livramento pur avanzando meno rispetto a Trippier, supporta l’attacco con sovrapposizioni occasionali, mantenendo comunque un occhio attento alla copertura difensiva.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
I terzini del Newcastle sotto la guida di Eddie Howe svolgono ruoli complementari, Trippier offre spinta offensiva e creatività sulla destra, mentre Livramento garantisce equilibrio e solidità sulla sinistra. Questa combinazione permette alla squadra di essere pericolosa in attacco senza compromettere la stabilità difensiva.
CENTROCAMPISTI
- 8 Sandro Tonali (piede forte destro)
- 39 Bruno Guimaraes (piede forte destro)
- 7 Joelinton (piede forte destro)
- 36 Sean Longstaff(piede forte destro)
COMPITI TATTICI
Il trio di centrocampo garantisce equilibrio tra difesa e attacco, dimostrando versatilità e adattabilità alle diverse fasi del gioco. In fase difensiva Bruno Guimaraes interrompe le linee di passaggio avversarie e avviando le transizioni offensive, Sandro Tonali fornisce copertura difensiva, supportando i terzini e contribuendo a mantenere la compattezza del centrocampo e Joelinton utilizza la sua fisicità per pressare gli avversari e recuperare palloni nella metà campo avversaria. In Fase offensiva Bruno detta i tempi di gioco, distribuendo palloni e cercando inserimenti tra le linee, Tonali supporta la costruzione dal basso, offrendo opzioni di passaggio sicure e contribuendo alla circolazione del pallone., mentre Joelinton effettua inserimenti offensivi, creando spazi e opportunità per gli attaccanti.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Il centrocampo del Newcastle combina tecnica, fisicità e intelligenza tattica per controllare il ritmo della partita e supportare entrambe le fasi di gioco. Troviamo una dinamica collettiva con un pressing alto e ben coordinato, transizioni rapide dopo il recupero palla e una struttura compatta e copertura centrale efficace.
ESTERNI
- 11 Harvey Barnes, ES(piede forte sinistro)
- 23 Jacob Marphy, ED (piede forte sinistro)
- 28 Joe Willock, ED (piede forte destro)
- 67 Lewis Miley, ES (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
Svolgono un ruolo cruciale nel sistema di Eddie Howe, contribuendo sia alla fase offensiva che difensiva con movimenti intelligenti, pressing efficace e collaborazione con i compagni di squadra. Murphy e Barnes mantengono l’ampiezza del campo, costringendo la difesa avversaria ad allargarsi e creando spazi per gli inserimenti dei centrocampisti e le avanzate dei terzini. Effettuano sovrapposizioni e scambi rapidi per superare la linea difensiva e cercano frequentemente il cross in area, mirando a servire l’attaccante centrale Isak e i centrocampisti in inserimento. In fase difensiva partecipano attivamente al pressing alto, cercando di recuperare il possesso palla nella metà campo avversaria per limitare le opzioni di uscita e ripiegano per supportare i terzini, contribuendo a formare una linea difensiva compatta e a chiudere gli spazi sulle fasce.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Gli esterni nel Newcastle di Howe non sono solo ali d’attacco, ma giocatori completi, che partecipano a entrambe le fasi di gioco con intensità, disciplina e intelligenza. Murphy (a destra), è un esterno dinamico, molto diretto e aggressivo nell’1 vs 1, mantiene un’ampiezza costante, restando largo per allungare la difesa avversaria. Coinvolto in combinazioni con Trippier, sfrutta le sovrapposizioni del terzino per creare spazio o servire cross. E’ molto attivo nei tagli in profondità, soprattutto quando Isak si abbassava per ricevere. Barnes (a sinistra), è più tecnico e rifinito, bravo a rientrare sul destro per calciare o rifinire, alterna momenti in cui rimane largo a movimenti interni per occupare la zona tra le linee. Cerca spesso l’inserimento senza palla, sfruttando i tagli di Joelinton.
ATTACCANTI:
- 14 Alexander Isak (piede forte destro)
- 9 Callun Wilson (piede forte destro)
- 18 William Osula (piede forte destro)
- 78 Sean Neave (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
L’ attaccante centrale deve essere versatile, contribuendo sia alla costruzione del gioco che alla fase di finalizzazione, sia partecipare attivamente alle fasi di transizione e difensiva. In fase offensiva deve muoversi tra le linee, Isak spesso arretra la sua posizione per ricevere palla tra le linee avversarie, facilitando la connessione tra centrocampo e attacco. Deve saper attaccare la profondità per sfruttare i passaggi filtranti, cercando di superare la linea avversaria. E naturalmente deve essere il principale terminale offensivo. In fase difensiva deve partecipare attivamente al pressing nella metà campo avversaria, cercando di ostacolare la costruzione dal basso e coprire le linee di passaggio , indirizzando il gioco avversario verso le fasce, dove il Newcastle può esercitare maggiore pressione.
FASE DI POSSESSO
COSTRUZIONE:
La squadra ha assimilato un sistema ibrido e flessibile nella costruzione dell’azione, infatti quando parliamo della costruzione del gioco del Newcastle di Eddie Howe, è fondamentale distinguere due approcci principali che la squadra alterna in base al tipo di pressing avversario e alla fase della partita: una costruzione bassa organizzata e una costruzione più diretta. Parte dal basso quando può, con una struttura a 3+2 ben oliata, ma non ha timore di andare lungo se la situazione lo richiede, dimostrando grande maturità tattica e capacità di lettura dei momenti della partita. il Newcastle privilegia una costruzione ordinata e ragionata, con l’obiettivo di superare la prima linea di pressing tramite rotazioni e passaggi corti. In fase di impostazione, la linea difensiva si riconfigura in una linea a tre, con Burn che resta più bloccato sul centro-sinistra, Schar che mantiene la posizione centrale, e Trippier che o si abbassa per affiancarli o si accentra per creare una superiorità in zona centrale. Davanti a loro si colloca il doppio perno davanti alla difesa. Bruno, in particolare, è il regista della manovra: spesso si muove tra le linee di pressione avversaria per ricevere palla, attirare un uomo e poi girarsi o scaricare lateralmente. Questo consente al Newcastle di costruire a destra, per poi cambiare gioco sul lato debole. Tuttavia, quando il Newcastle si trova di fronte a un pressing alto e aggressivo, Howe non esita a ricorrere a una costruzione più diretta. In questi casi, si cerca di saltare la prima linea di pressione con lanci lunghi, in particolare da Schär o direttamente dal portiere Nick Pope. I bersagli principali sono Alexander Isak, che si abbassa per fungere da boa, oppure le ali, Murphy e Barnes, che partono molto larghe per ricevere sulle fasce e aggredire la profondità. Questo approccio è supportato da movimenti coordinati: Joelinton attacca gli spazi per sfruttare eventuali seconde palle, mentre Guimarães resta in zona centrale per raccogliere le respinte e riorganizzare il possesso.
SVILUPPO
Il centrocampo del Newcastle non è un reparto statico, con posizioni fisse o linee piatte, ma al contrario è estremamente fluido, scaglionato e dinamico, e gioca un ruolo fondamentale nel collegare difesa e attacco, creando spazio e permettendo l’ingresso tra le linee. Il centrocampo base è formato da Bruno Guimaraes, Tonali e Joelinton a sinistra. I tre si muovono costantemente in funzione del pallone, della posizione degli avversari e dello sviluppo dell’azione. Bruno Guimaraes si abbassa spesso davanti alla difesa per ricevere il primo passaggio e gestire la costruzione: è lui il perno del gioco, quello che dà ritmo e tempi alla manovra. In certi momenti, lo si può trovare addirittura tra i due centrali difensivi per facilitare l’uscita palla. Questo abbassamento crea uno spazio libero davanti alla linea difensiva, che viene poi attaccato da uno degli interni o addirittura da Isak, che si muove incontro. Nel frattempo, Tonali e Joelinton si scambiano posizione frequentemente. Joelinton, in particolare, è molto attivo sul lato sinistro: può salire tra le linee, inserirsi in profondità oppure allargarsi per liberare spazio centralmente. Tonali, invece, gioca più interno o leggermente largo, ma spesso scivola all’interno per supportare Guimaraes, creando un triangolo fluido in mezzo al campo. Questa disposizione genera un centrocampo scaglionato, mai piatto. I tre centrocampisti occupano zone diverse in verticale, con almeno uno tra le linee (di solito Joelinton), uno in costruzione (Bruno), e l’altro pronto a sostenere lateralmente o verticalmente (Tonali). Questo scaglionamento da un lato, facilita il fraseggio corto e il palleggio per superare il pressing, dall’altro crea spazio tra le linee avversarie, permettendo inserimenti centrali o scarichi per le mezzepunte e gli esterni che si accentrano.
RIFINITURA
Nella zona di rifinitura il Newcastle non si affida a un solo giocatore, ma coinvolge in modo coordinato Bruno, Joelinton, Tonali, Isak e gli esterni. L’obiettivo è sempre lo stesso: ricevere tra le linee, rompere l’equilibrio difensivo dell’avversario e rifinire con qualità, sia attraverso filtranti centrali, sia con aperture laterali per poi attaccare l’area. Il gioco in rifinitura si sviluppa così attraverso triangolazioni rapide, movimenti a venire e a inserirsi, e un utilizzo molto intelligente degli half-spaces, cioè quei corridoi tra il difensore centrale e il terzino. È lì che il Newcastle costruisce molte delle sue azioni più pericolose. Un ruolo centrale in questo processo lo ha Bruno Guimaraes, che pur partendo da una posizione più arretrata, spesso porta palla fin dentro la rifinitura e detta i tempi del gioco. Quando riesce a superare la prima pressione, accelera la manovra centralmente e serve passaggi verticali o cambi di gioco che mettono in moto l’attacco. Accanto a lui, Joelinton è forse il giocatore più attivo in questa zona. Partendo da mezzala sinistra, si inserisce continuamente nello spazio tra centrocampo e difesa, si gira fronte porta e ha la libertà di servire un filtrante, cambiare lato o cercare l’imbucata diretta per l’attaccante. È lui uno degli uomini che rompe la linea avversaria con maggiore efficacia. Anche Alexander Isak, il centravanti, gioca un ruolo cruciale. Non rimane fisso in avanti, ma si abbassa spesso proprio in rifinitura per ricevere spalle alla porta. Questo movimento è fondamentale perché attira i difensori centrali, creando uno spazio che viene poi attaccato da Joelinton o da uno degli esterni come Barnes o Murphy.
FINALIZZAZIONE
Quando il Newcastle arriva nella zona offensiva, mostra una grande varietà di soluzioni per superare la linea difensiva avversaria e finalizzare l’azione. La squadra di Howe non si affida a un solo schema fisso, ma alterna diverse strategie in base all’avversario, al momento della partita e ai giocatori coinvolti.
- Triangolazioni / Dai e vai: Scambi rapidi tra due o tre giocatori, come Bruno-Isak-Joelinton, con l’obiettivo di superare la linea difensiva con movimenti corti e dinamici;
- Tiri davanti alla linea difensiva: Quando l’avversario resta basso e chiude gli spazzi giocatori come Bruno Guimarães, Joelinton, occasionalmente Tonali provano il tiro da fuori area o dalla lunetta;
- 1 contro 1 e sovrapposizioni: Giocatori come Barnes e Murphy puntano il diretto avversario per saltare l’uomo e creare superiorità. Giocatori come Trippier (molto attivo), Livramento o Burno (più cauti), sovrappongono per creare ampiezza e fare cross o passaggi arretrati;
- Tagli e passanti Giocatori come Isak, Joelinton e alcune volte gli esterni, fanno movimenti diagonali per ricevere imbucate interne in corsa così da sorprendere la difesa avversaria. Mentre i centrocampisti (Tonali, Bruno) danno dei filtranti alle spalle del difensore, quindi fuori dalla sua visuale, così da servire un compagno lanciato verso l’area;
- Attacchi diretti: Giocatori come Schar, Bruno, anche Pope quando necessario, possono effettuare dei passaggi che saltano direttamente le linee avversarie così da sorprendere la difesa alta o il pressing avversario;
- Cross e traversoni: Giocatori come Trippier (destro), Barnes o Murphy (sinistro), possono effettuare dei cross o traversoni sul secondo palo o dentro l’area, con l’obiettivo di servire Isak, le mezzali o gli esterni in inserimento;
LATERALITÀ OFFENSIVA
Uno degli aspetti del Newcastle di Howe è l’utilizzo delle catene laterali, ossia piccoli gruppi di giocatori che collaborano sullo stesso lato per avanzare e creare situazioni pericolose. Queste catene sono composte generalmente da: terzino, ala e mezzala, e si sviluppano con ruoli ben definiti ma dinamici, soprattutto sul lato destro, dove il Newcastle costruisce buona parte delle sue azioni offensive. Il gioco si sviluppa con Trippier che spinge alto, garantendo ampiezza quando Murphy si accentra, Murphy può rimanere largo per ricevere e puntare l’uomo, oppure accentrarsi per liberare spazio per la sovrapposizione di Trippier. Tonali a fare da collante, si abbassa per aiutare Bruno Guimarães nella costruzione, oppure si inserisce nello spazio lasciato libero dal movimento di Murphy. In questo modo, la squadra crea superiorità numerica sul lato forte, costringendo la difesa avversaria a stringersi. A quel punto, il Newcastle è pronto a cambiare lato rapidamente per sfruttare lo spazio sul lato debole, dove ad esempio Harvey Barnes può ricevere in isolamento. Sul lato sinistro il meccanismo è leggermente diverso. Barnes spesso rimane largo per attirare il terzino avversario e poi rientrare sul destro, Joelinton fa movimenti a incrocio inserendosi centralmente o accompagna largo e Livramento può sovrapporsi, ma solo quando la squadra ha pieno controllo del possesso. Questo gioco sulle fasce serve per allargare la difesa avversaria, creando spazi centrali per Isak o per gli inserimenti di Joelinton e Tonali e creare superiorità numerica laterale, facilitando cross o passaggi arretrati.

FASE DI NON POSSESSO
La squadra inglese applica quella che possiamo definire una prima pressione organizzata, ma con tratti molto aggressivi, quasi da pressing offensivo. Adotta un 1-4-5-1 con blocco difensivo a 4 e creando densità a centrocampo grazie all’arretrare delle ali offensive. Non è un pressing totale uomo su uomo in stile Bielsa, ma nemmeno un semplice contenimento. è una fase difensiva proattiva, mirata a bloccare sul nascere l’uscita avversaria e a limitare gli sviluppi centrali. L’obiettivo iniziale non è tanto quello di recuperare subito la palla a tutti i costi, ma di non permettere all’avversario di avanzare con ordine. I centrocampisti e gli attaccanti si posizionano per schermare gli scarichi interni, sia in verticale verso i mediani avversari, sia in diagonale verso i terzini o gli esterni, obbligando il portatore a giocare lungo o lateralmente, togliendogli opzioni sicure.
LINEA DIFENSIVA
In fase di non possesso, la squadra si organizza con una linea a quattro estremamente compatta e reattiva, che lavora con una diagonale corta, molto ben coordinata. Quando il pallone si trova su una fascia, la linea non resta piatta, ma stringe, accorcia, e lavora in sintonia. Il terzino sul lato palla esce alto per contrastare l’esterno o il terzino avversario. Subito dietro, il centrale più vicino, scivola in diagonale per coprire lo spazio che si apre alle spalle del terzino e il secondo centrale, stringe ancora di più verso l’area mantenendo una distanza ravvicinata con il compagno. Il quarto uomo della linea, cioè il terzino opposto, si accentra entrando quasi in area per coprire il secondo palo. Si crea così una diagonale corta, molto compatta, che protegge bene sia i tagli in profondità che i cross bassi. Il Newcastle preferisce concedere spazio esterno, mai centralmente. Per questo, quando la squadra difende, tende sempre a stringere la linea e a guidare il possesso avversario verso le fasce, dove è più facile raddoppiare o riconquistare palla. I due centrali (Schar e Burn) si occupano degli attaccanti avversari, con Burn che spesso marca l’uomo mentre Schar fa più copertura. I terzini invece seguono gli esterni o le mezzali che si allargano. Se un avversario taglia dentro, lo prende il centrale, mentre il terzino resta largo per evitare che ci siano sovrapposizioni pericolose. La linea difensiva è inoltre supportata da una seconda linea di copertura, composta dai centrocampisti che si posizionano davanti alla difesa per intercettare o raddoppiare. Bruno è fondamentale in questo ruolo, perché sa leggere bene le situazioni e copre lo spazio tra le linee in modo molto intelligente. Accanto a lui, Joelinton o Tonali rientrano velocemente quando il Newcastle perde palla, ricomponendo il blocco centrale. Nei momenti in cui la squadra si abbassa, si crea una struttura molto solida: una linea difensiva a quattro, protetta da tre centrocampisti stretti e dai due esterni offensivi che rientrano per dare una mano.

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO
Quello del Newcastle è un centrocampo molto attivo e ben coordinato, che alterna pressione e copertura in modo intelligente. È strutturato per non subire, ma per interrompere e ripartire, e questo equilibrio tra aggressività e controllo è uno degli elementi che rende la squadra di Howe estremamente difficile da affrontare. Infatti, non difende con un centrocampo piatto, attendista, ma al contrario imposta una fase difensiva organizzata e dinamica, in cui ogni centrocampista ha compiti ben precisi in base alla posizione della palla e agli sviluppi dell’azione avversaria. è spesso Joelinton a rompere la linea per aggredire il centrocampista che riceve tra le linee. È un giocatore fisico, molto efficace nel corpo a corpo, e spesso è lui il primo a dare il segnale di pressione. Tonali, dal canto suo, fa lo stesso sul lato destro: se il pallone si sviluppa su quella zona, è lui a uscire sull’esterno o sulla mezzala che si accentra. Nel momento in cui uno dei due esce in pressione, gli altri due si muovono in copertura: Bruno si stringe centralmente, mentre il terzo centrocampista scala per evitare di lasciare spazi liberi. Questo crea una linea di centrocampo scaglionata, mai piatta, che consente al Newcastle di restare corto, compatto, ma anche pronto a interrompere l’azione offensiva con aggressività. Quando invece affrontano una squadra che attacca più sulle fasce, il centrocampo del Newcastle scivola lateralmente per supportare il terzino. L’interno sul lato palla si abbassa, raddoppia e chiude gli spazi esterni, mentre Bruno resta a presidiare il centro, pronto a intervenire sulle respinte o su eventuali cambi di gioco.

LATERALITA’ DIFENSIVA
Il Newcastle mostra una grande attenzione alla gestione delle corsie laterali, non solo dal punto di vista posizionale, ma soprattutto in termini di numeri e coperture. La squadra non accetta mai la parità numerica sull’esterno. Questo è un principio difensivo molto chiaro: quando l’avversario riesce ad arrivare largo, il Newcastle organizza subito un raddoppio, coinvolgendo giocatori di reparti diversi, proprio per creare superiorità numerica e impedire all’esterno avversario di ricevere o puntare l’uomo in 1 vs 1. Quando la palla arriva sulla fascia destra offensiva del Brentford, Livramento, che è il terzino sinistro, esce in pressione sull’esterno avversario. In questo momento, non viene lasciato da solo: alle sue spalle arriva il raddoppio di Joelinton, mezzala sinistra, che scala verso l’esterno. Se la palla entra in zona pericolosa, rientra anche Barnes, l’esterno offensivo, completando un raddoppio (o triplo intervento) con uomini di reparto diverso: difensore, centrocampista, attaccante. Questo porta ad una superiorità numerica costante in fascia e Copertura intelligente del lato opposto
Mentre la squadra stringe e raddoppia da un lato, la linea difensiva scivola compatta verso quel lato, e il terzino opposto (ad esempio Trippier se si difende a sinistra) stringe verso il centro per proteggere l’area, lasciando momentaneamente scoperto il lato debole ma pronto a scivolare in caso di cambio gioco.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Quando il Newcastle recupera palla, il comportamento della squadra dipende molto da dove avviene il recupero e da quanto sono alti gli avversari in quel momento. Tuttavia, c’è un principio chiave: il Newcastle, se vede l’opportunità, non perde tempo, ma cerca subito una verticalizzazione veloce:
- Transizione rapida: Quando il recupero avviene a metà campo o in zona avanzata, parte in verticale, con pochi tocchi. In questi momenti, si vedono spesso smarcamenti preventivi, gli esterni e Isak si sono posizionati in modo da essere pronti a ricevere, come se sapessero che la palla sta per tornare.
- Consolidamento: Quando invece il recupero avviene più basso, nella propria metà campo, oppure la squadra è uscita da una situazione difensiva intensa, allora non forza la verticalizzazione. In questi casi, sceglie di consolidare il possesso. Si attiva una circolazione paziente, per attirare il pressing e poi uscire con qualità, quando il si sente in controllo, allora riaccelera. Il giro palla serve solo a preparare la verticalizzazione. In questa fase Tonali è fondamentale, si offre in appoggio, cambia gioco o accompagna l’azione verso sinistra o destra.
TRANSIZIONE DIFENSIVA
Quando il Newcastle perde palla, la reazione è immediata e molto organizzata. Non si tratta di una squadra che si sbilancia completamente in avanti o che si abbassa subito per ricomporsi, cerca prima di tutto di riconquistare il pallone nella zona in cui lo ha perso. Non si stacca dalla zona della palla, ma cerca di soffocare l’azione sul nascere, l’obiettivo non è solo recuperare, ma costringere l’avversario a un passaggio impreciso o a un retropassaggio, guadagnando tempo per riorganizzarsi. Quindi si crea una densità locale attorno alla palla. Prima ancora di perdere palla, il Newcastle imposta la fase di possesso con attenzione alla possibile perdita. I difensori centrali si posizionano in modo da poter intervenire rapidamente, e gli esterni difensivi restano in posizione leggermente più cauta se l’azione è molto avanzata, questo significa che, al momento della perdita, la squadra ha già una struttura compatta e pronta ad assorbire una transizione. Se il primo pressing non riesce a recuperare palla, la squadra non insiste, ma si ricompatta rapidamente. La linea difensiva scala indietro, i centrocampisti si posizionano in blocco medio, e la squadra forma due linee compatte, in genere 1-4-5-1.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA
- Transizione offensiva rapida: Recuperata palla, la squadra verticalizza subito con pochi tocchi e Isak, Barnes e Murphy attaccano la profondità con smarcamenti immediati.
- Compattezza difensiva e diagonale corta: Linea difensiva molto stretta e ben coordinata, difensori accorciano e si coprono tra loro senza lasciare buchi centrali.
- Pressione intelligente e organizzata: Prima pressione orientata a bloccare le linee di passaggio centrali e riaggressione immediata dopo la perdita del possesso, con densità nella zona palla.
- Catene laterali efficaci: Buon uso delle combinazioni tra terzino, mezzala e ala su entrambe le fasce, Trippier protagonista sul lato destro con sovrapposizioni e cross.
- Bruno Guimaraes come fulcro del gioco: Gestisce sia la costruzione dal basso che la transizione.
- Inserimenti centrali continui: Creano superiorità e spazio per l’attacco tra le linee.
- Fase di rifinitura ben organizzata: Triangolazioni e tagli coordinati nella zona tra centrocampo e difesa avversaria.
- Mentalità compatta e solidità collettiva: Ogni giocatore è coinvolto nelle due fasi.
PUNTI DI DEBOLEZZA
- Vulnerabilità sui cambi di gioco: Quando la squadra concentra troppi uomini sul lato palla, può lasciare scoperto il lato debole.
- Rischi in fase di riaggressione: Se la riaggressione immediata fallisce, il Newcastle può essere preso scoperto, specialmente in transizione difensiva.
- Difficoltà contro blocchi bassi e compatti: In fase di possesso prolungato, la squadra a volte fatica a trovare soluzioni efficaci.
- Precisione non sempre alta negli ultimi 20 metri: Nonostante la buona rifinitura, alcune situazioni vengono sprecate per scelte affrettate o imprecisioni tecniche (cross troppo lunghi, tiri fuori misura).
- Rotazioni difensive non sempre tempestive: In alcune situazioni di ripartenza avversaria, la copertura preventiva non è perfetta, e i centrocampisti faticano a scivolare rapidamente.
- Dipendenza da Bruno Guimarães in costruzione: Se l’avversario riesce a limitarlo (marcatura stretta o pressing mirato), la fluidità della manovra ne risente in modo evidente.








