Analisi Tattica: il Nottingham Forest di Sean Dyche

Analisi realizzata da Mattia Lomolino, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il NOTTINGHAM FOREST di Sean Dyche: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Il Nottingham Forest di Sean Dyche è una squadra dall’identità chiara, costruita su intensità, compattezza e gioco diretto. Il sistema base è il 4-4-2/4-2-3-1, interpretato con grande sacrificio collettivo e attenzione alla protezione del centro. In non possesso la squadra mantiene un blocco medio o medio-basso molto stretto, attivando la pressione solo su trigger specifici e difendendo l’area con densità e ordine.
In fase di possesso il Forest privilegia una manovra rapida e verticale, fatta di palla lunga sulla punta o sugli esterni e sviluppo immediato verso le corsie per cercare il cross. La rifinitura è poco elaborata e la pericolosità nasce soprattutto dall’aggressività dei due esterni e dalle qualità di Gibbs-White, libero di muoversi tra le linee. Nelle transizioni la squadra prova a ribaltare l’azione velocemente, mentre in caso di perdita del possesso si ricompatta subito per chiudere lo spazio centrale.
La rosa
Portieri
Matz Sels (dx) – Portiere non molto esplosivo ma riesce a dare sicurezza grazie alla sua esperienza anche internazionale
John Victor (dx) – Portiere arrivato nel 2025 per fare la riserva di Sels.
Difensori centrali
Murillo (sx) – Giocatore dominante dal punto di vista fisico e per la sua aggressività. Ancora giovane può migliorare e diventare uno dei migliori nel suo ruolo
Nicola Milenkovic (dx) – Giocatore che anche in Italia aveva fatto bene con qualche disattenzione. Forte di testa e la sua aggressività è il giocatore perfetto per Diche
Jair Cunha (dx – sx) – Giocatore molto giovane che ha una buona tecnica e può giocare anche da centrale di centrocampo
Morato (sx) – Difensore centrale e all’occorrenza anche terzino. Per il momento è una riserva
Terzini
Neco Williams (dx) – Gioca su entrambe le fasce, ottimo giocatore e ottimo crossatore
Zinchenko (sx) – Giocatore che ha sempre giocato ad altissimi livelli e che ha un bagaglio tecnico superiore alla media
Ola Aina (dx) – Giocatore di esperienza, dotato di gran corsa e velocità
Savona (dx) – Possibile rimpianto della Juventus, giocatore giovane con una bella corsa e capace anche di essere pericoloso in area avversaria
Centrocampisti centrali
Sangarè (dx) – Forte fisicamente, mediano perfetto per Diche
Elliot Anderson (dx) – Giovane e promettente, unisce corsa e tecnica. Alza di molto il livello del centrocampo
Douglas Luiz (dx) – Arriva dalla Juventus dove ha fatto male e torna in Premier dove aveva mostrato corsa, tecnica e anche una buona propensione offensiva
Ryan Yates (dx) – Cresciuto nelle giovanili del club un po’ alla volta è riuscito a entrare nelle rotazioni. Dotato di un buon fisico riesce sempre a incidere
Esterni/trequartisti
Dominguez (dx) – Può ricoprire più ruoli a centrocampo sia da esterno che da centrale o trequartista. Ha una gran corsa e un’ottima visione di gioco
Gibbs-White (dx) – Miglior giocatore della squadra, alza tantissimo il livello tecnico
Hutchinson (sx) – Altro prospetto giovane e promettente. Può giocare sia da trequartista che da esterno
Ndoye (dx) – Altra conoscenza italiana che ha fatto bene in Italia grazie al suo talento
Hudson-Odoi (dx) – Gioca sia a destra che a sinistra. Giocatore tecnico e possente
Bakwa (sx) – Francese under23 con un grandissimo potenziale. Può giocare su entrambi i lati
Attaccanti
Kalimuendo (dx) – Attaccante centrale molto rapido e tecnico
Igor Jesus (dx) – Neoacquisto che ha già quasi conquistato un posto da titolare grazie alla sua tecnica
Awoniyi (dx) – Attaccante possente, importante come riferimento offensivo
Chris Wood (dx) – Attaccante che ha sempre sfruttato la sua potenza fisica segnando anche molti gol
FASE DI POSSESSO
Sistema: 4-4-2 o 4-2-3-1 o 2-4-4
Il Nottingham Forest guidato da Sean Dyche sviluppa una fase di possesso semplice, diretta e orientata alla verticalità immediata. La squadra si dispone prevalentemente con un 4-2-3-1 o 4-4-2 o un 4-4-1-1, dove una punta garantisce profondità, mentre la seconda agisce più internamente, alternando movimenti tra le linee e supporto sul lato forte.
Costruzione
Il Forest gioca corto solo se non esistono linee di passaggio in avanti pulite. L’idea primaria è quella di sviluppare velocemente in avanti, privilegiando una palla lunga, diretta e immediata. I centrali difensivi restano compatti per le coperture preventive, mentre i terzini si alzano da subito sulla linea dei centrocampisti, garantendo ampiezza strutturale. Davanti alla difesa operano i due centrocampisti centrali (doppio pivot), responsabili dell’equilibrio, la ricerca della verticalità e del recupero sulle seconde palle.
La prima uscita è quasi sempre una verticale lunga sulla punta centrale per generare un duello e attivare la squadra sulla seconda palla. In alternativa, la costruzione si apre verso uno dei due esterni alti, soprattutto quando sono liberi o in posizione favorevole sul terzino avversario. L’obiettivo non è il palleggio, ma la rapidità e la forza dell’azione, attraverso un avanzamento immediato che elimini la pressione avversaria.
Sviluppo
Superata la prima pressione, il Forest orienta lo sviluppo principalmente sugli esterni. Quando la verticalizzazione diretta non trova spazio né per la seconda punta né per la punta in profondità, la manovra si apre verso le corsie laterali per costruire un’azione con l’obiettivo di crossare verso l’area di rigore.
Le combinazioni sono minime: l’obiettivo è accompagnare l’azione con velocità, fisicità e immediatezza, mantenendo sempre la squadra corta e pronta alla riaggressione.

Lateralità offensiva
I terzini forniscono l’ampiezza quasi esclusiva: salgono con decisione o arrivano in corsa per ricevere e crossare, mentre gli esterni si stringono verso l’interno per riempire l’area o offrire una linea di passaggio corta.
Rifinitura
La rifinitura non rappresenta una fase elaborata nella struttura offensiva del Forest: raramente vengono ricercati spazi tra le linee o combinazioni centrali. La seconda punta e gli esterni occupano zone più interne, principalmente per creare densità e supporto nella zona centrale, ma senza sviluppare un vero gioco di rifinitura.
Lo scopo principale di questa fase è preparare il cross: consolidare il possesso quel minimo necessario per liberare la corsia laterale e/o mandare in corsa il terzino.
Finalizzazione
La finalizzazione avviene quasi esclusivamente attraverso cross laterali, eseguiti in modo rapido, teso e diretto. L’area viene riempita da tre o quattro giocatori, principalmente le due punte e l’esterno opposto. Gli esterni convergono verso il centro per attaccare la porta, mentre i centrocampisti restano fuori area, pronti alla raccolta delle seconde palle.
La struttura della finalizzazione è quindi orientata alla velocità, alla forza nell’attacco dell’area e alla capacità di competere nei duelli, coerente con la filosofia di Dyche.
FASE DI NON POSSESSO
Sistema: 4-4-2 o 5-3-2 o 4-4-1-1
Il Nottingham Forest di Sean Dyche si organizza in fase di non possesso con una struttura prevalentemente in 4-4-2 o 5-3-2, mantenendo un blocco medio o medio-basso molto compatto e difficile da superare centralmente. L’identità difensiva è basata su ordine, sacrificio, densità centrale, aggressività sui trigger e protezione dell’area.
Primo pressing
La squadra non pressa alta in maniera costante, ma attende in blocco compatto. Il pressing viene attivato solo su trigger specifici, come un controllo orientato male, un passaggio lento o una situazione di difficoltà tecnica dell’avversario. quando il trigger si presenta, la pressione diventa immediata e aggressiva, per poi rientrare rapidamente dietro la linea della palla.

Linea difensiva
La linea difensiva è molto stretta e compatta, senza concedere spazi tra le linee né profondità. I centrali mantengono la posizione e non si fanno attirare fuori zona, salvo quando la palla entra chiaramente nella loro zona centrale.
In area la squadra difende a zona, con molti uomini a protezione del corridoio centrale.

Comportamento dei centrocampisti
I due centrocampisti centrali lavorano a protezione del corridoio centrale, chiudendo linee verticali e orientando il gioco verso l’esterno. Quando la palla entra nella zona centrale, uno dei due esce forte sul portatore mentre l’altro rimane in copertura. Lo stesso principio viene applicato dai centrali difensivi, che rompono la linea per accorciare in avanti se la palla entra tra le linee.
Lateralità difensiva
Gli esterni restano stretti nella zona centrale per chiudere linee interne e mantenere compattezza. Quando la palla viene portata sull’esterno, si allargano per coprire la fascia e impedire progressioni avversarie. Sul lato debole, uno degli esterni può abbassarsi fino a formare una linea a cinque in caso di necessità, soprattutto in difesa dell’area.
Sul lato palla il terzino accorcia in maniera aggressiva per chiudere l’esterno avversario o il terzino avanzato. Sul lato debole stringe solo in caso di estrema necessità; altrimenti presidia la propria zona per essere pronto al cambio di gioco o al cross lontano.
TRANSIZIONI
Transizione offensiva
Dopo il recupero palla, il Nottingham Forest tenta immediatamente di ribaltare l’azione con una giocata diretta. Tuttavia, quando la riconquista avviene molto bassa, la squadra fatica a risalire rapidamente perché i reparti sono distanti e l’avversario ha ancora molti uomini sopra la linea della palla.
L’obiettivo primario è trovare una soluzione immediata in verticale, preferibilmente attraverso:
- lancio lungo verso la prima punta,
- oppure apertura rapida sugli esterni, per uscire dalla pressione.
La verticalità è ricercata più spesso con palla lunga che tramite combinazioni a terra, coerente con la filosofia diretta e immediata di Dyche.
Gli esterni rappresentano i riferimenti principali per risalire il campo,
Transizione difensiva
Alla perdita del possesso, il Forest si concentra immediatamente sul recupero delle posizioni e sul ricompattarsi in blocco. La priorità è chiudere il corridoio centrale e riorganizzarsi in un blocco medio il più rapidamente possibile.
La riaggressione è limitata a pochi uomini, solitamente 1 o 2 giocatori più vicini alla zona della palla, con l’obiettivo di rallentare l’azione avversaria ma senza rompere la struttura difensiva.
Il resto della squadra rientra compatta, forma densità centrale e protegge subito lo spazio tra i reparti, impedendo avanzate rapide dell’avversario.
ANALISI SWOT
Punti di forza
- Intensità e sacrificio collettivo: la squadra mantiene un livello di aggressività e disponibilità al lavoro senza palla che permette di compensare eventuali limiti tecnici, soprattutto nelle fasi centrali della gara.
- Libertà operativa di Gibbs-White: il giocatore rappresenta la principale risorsa creativa della squadra, con la possibilità di svariare tra le linee e di esprimere le sue qualità tecniche senza compiti eccessivamente rigidi.
- Elevata compattezza difensiva grazie anche a Murillo: il blocco rimane sempre molto stretto, ordinato e difficile da superare centralmente, con grande attenzione alla protezione dell’area e alla densità nei corridoi interni.
Punti di debolezza
- Dipendenza dall’intensità: quando la squadra cala di ritmo e aggressività, diventa vulnerabile sia nel controllo dello spazio centrale che nei duelli individuali.
- Difficoltà nel creare spazio sugli esterni: in alcune fasi la squadra fatica ad aprire il campo, rendendo più complessa la ricerca del cross — fondamentale nel modello Dyche — e limitando il numero di occasioni create.
- Problemi contro blocchi bassi e squadre chiuse: la mancanza di rifinitura centrale e l’assenza di soluzioni interne rendono complicato disordinare difese molto compatte, con conseguente riduzione della pericolosità offensiva.








