Analisi Tattica: il Parma di Carlos Cuesta

Analisi realizzata da Diego Iannì, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il Parma di Carlos Cuesta: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
I “crociati” sono guidati da Carlos Cuesta, che sedutosi sulla panchina della squadra emiliana a soli 30 anni,è di fatto l’allenatore
più giovane della serie A.
Il background di Cuesta consiste in un recente passato nel settore giovanile della Juventus e nella prima squadra dell’Arsenal, come collaboratore di Mikel Arteta.
Le esperienze pregresse dell’allenatore del Parma lasciano quindi intuire le eventuali ispirazioni dalle quali Cuesta ha potuto trarre i suoi principi di gioco;Cuesta inoltre parlare ben 6 lingue (inglese, francese, italiano, portoghese, spagnolo, catalano),il che gli attribuisce una capacità sicuramente più concreta e diretta di trasmettere i propri concetti.
L’analisi ha come obiettivo quello di carpire le costanti tattiche adottate dalla squadra nelle diverse fasi e sotto fasi del gioco.
Il Parma è una realtà calcistica fortemente in crescita che conta sullo sviluppo di giocatori di prospettiva e che dopo aver venduto elementi importanti punta a sviluppare un percorso coerente e solido che getti basi forti per il futuro
SISTEMA DI GIOCO:
Il sistema di gioco iniziale del Parma consiste in un 1-3-4-2-1,il quale è il punto di partenza per le successive variazioni del sistema.
I due trequartisti che partono stretti dentro al campo possono infatti allargarsi agevolmente in fase di possesso per presidiare l’ampiezza oppure sono pronti in FDNP a ritardare l’azione offensiva affermarsi per poi rientrare sulla linea dei centrocampisti per permettere alla squadra di disporsi in modo compatto per gestire una difesa posizionale.
I tre centrali rimangono stabili in posizione durante ogni variazione di sistema così da garantire sicurezza sia nelle fasi di transizione;se in transizione offensiva si vuole tentare una ripartenza,i tre centrali rimangono dietro ad effettuare le marcature preventive,se invece si decide di consolidare, si propongono come sostegni (di cui due creano linee di passaggio diagonali) così da mettere al sicuro il pallone riorganizzare la fase di possesso.
I due esterni di centrocampo sono fondamentali nelle due fasi e sono gli uomini che fanno la differenza nel passaggio da un sistema all’altro.
In FDP si posizionano in ampiezza per ricevere un eventuale palla rasoterra per superare la prima linea di pressione o in alternativa sono pronti ad attaccare una seconda palla in caso la loro difesa opti per l’attacco diretto.
Con i due trequartisti che si allargano si passa al sistema in FDP che è un 1-3/4-3, con i tre centrali che effettuano marcature preventive e sull’uscita di un compagno stringono per effettuare il “castello difensivo, il ruolo del centrocampo è quello di essere pronto alla successiva transizione negativa con i due centrocampisti centrali che devono dare il tempo agli esterni di rientrare sulla linea di difesa e ai due trequartisti (che in questo momento sono larghi formando la linea di attacco a 3) di rientrare a centrocampo per presidiare le zone esterne.
Questo sistema permette ai giocatori del Parma di relazionarsi bene nelle zone esterne mentre nella trequarti è compito della mezz’ala lato palla e della punta associarsi per attirare l’uscita di difensori per poi mettere il pallone nello spazio lasciato libero.
In FDNP il sistema diventa spiccatamente conservativo andando a traslare in un 1-5-4-1 coi giocatori del Parma che si dispongono spesso tutti sotto la linea del pallone adottando un sistema di marco-copro e cercando sempre di ricostruire le due linee (quella di difesa a 5 e quella di centrocampo a 4) quando queste sono forzate a rompersi a causa di eventuali provocazioni palla al piede da parte degli avversari.
SISTEMA DI GIOCO DI BASE:1-3-4-2-1
SISTEMA DI GIOCO DI FASE DI POSSESSO:1-3/4-3
SISTEMA DI GIOCO DI FASE DI NON POSSESSO:1-5-4-1

INTERPRETI:
PORTIERI:
N.31 Suzuki (piede forte destro)
COMPITI TATTICI:
Anche a causa della capacità dei difensori del Parma di coprire la profondità rientrando velocemente,non gli è richiesta eccessiva copertura della profondità.
Il suo compito è far partire la prima costruzione scegliendo se iniziare con palla a terra o optare per l’attacco diretto.
Con i suoi lanci ha il compito di cogliere di sorpresa la difesa avversaria cercando, quando possibile,di indirizzare il pallone nello spazio tra due difensori così da creare difficoltà agli avversari anche nella lotta per la seconda palla.
Sulle palle inattive copre il centro dell’area piccola ed esce sulle palle alte nel momento in cui la densità dei propri compagni dentro l’area non è adeguata affinché la palla venga ribattuta fuori area.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Portiere dotato di una sufficiente tecnica palla al piede,nonostante non rischi eccessivamente tenendo il pallone sotto-pressione,utilizza la suola per per indirizzare il successivo passaggio e si destreggia nella circolazione orizzontale del pallone utilizzando entrambi i piedi.
È dotato di una buona precisione sui passaggi e sui lanci a media/lunga distanza.
Copre bene l’area piccola e si interfaccia spesso i propri difensori per trovare la posizione migliore da occupare soprattuto sui cross avversari.
DOTI FISICHE:
Portiere dalla struttura fisica importante (1,90m);abbina alla prestanza atletica,un esplosività e una reattività pienamente sufficienti,si dimostra presente se chiamato ripetutamente in causa muovendosi all’interno dell’area piccola per seguire l’azione e recuperando la posizione tra i pali qualora la situazione lo richieda,riesce a fare ciò anche grazie alle sua capacità di resistenza allo sforzo.
DIFENSORI:
N.15 Del Prato (piede preferito destro)
N.39 Circati (piede preferito destro)
N.5 Valenti (piede preferito sinistro)
COMPITI TATTICI:
I difensori hanno il compito di presidiare il canale centrare e i mezzi spazi sia in fase di non possesso che in caso di transizione difensiva.
Hanno il compito di ricercare con convinzione il passaggio chiave che salti la prima linea di pressione così da costringere gli avversari a scalare sul ricevitore e a lasciare di conseguenza spazi liberi da sfruttare successivamente nello sviluppo della manovra.
Hanno il compito di assorbire eventuali inserimenti alle spalle dei centrocampisti e si occupano di creare le giuste diagonali difensive tra di loro.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
I tre difensori hanno una sufficiente capacità di giocare palla a terra contro un pressing avversario di intensità medio-bassa.
Non hanno difficoltà a gestire la manovra con passaggi corti utilizzando entrambi i piedi e possiedono una buona capacità di gestione del duello difensivo.
Le capacità aeree sono degne di nota soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo del colpo di testa in fase di difesa.
DOTI FISICHE:
Difesa moderatamente strutturata a livello fisico,sopratutto vista l’importanza in fase di transizione dei tre centrali di difesa.
Con un’adeguata capacità aerobica per coprire grandi distanze ad alta intensità anche per diverse volte consecutivamente.
Rapidi nella corsa e solidi nei contrasti oltre che nel duello individuale.
CENTROCAMPISTI:
N.18 Løvik (piede preferito sinistro)
N.24 Ordoñez (piede preferito destro)
N.16 Keita (piede preferito destro)
N.10 Bernabè (piede preferito sinistro)
N.14 Valeri (piede preferito sinistro)
N.22 Sorensen (piede preferito sinistro)
N.8 Estevez (piede preferito destro)
COMPITI TATTICI:
I compiti del centrocampo del Parma consistono nel fare da filtro tra la difesa e l’attacco quando la costruzione del gioco si svolge palla a terra;quando invece si opta per l’attacco diretto,i centrocampisti sono incaricati di andare a lottare sulla seconda palla per gestire l’eventuale conquista del pallone in zone avanzate di campo.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
I centrocampisti sono dotati di buona tecnica per gestire il pallone con le spalle alla porta avversaria,prediligendo quando possibile il passaggio di prima in verticale.
Spesso si trovano a risalire il campo in conduzione e ad affrontare il duello individuale in fase di possesso e di non possesso.
DOTI FISICHE:
Centrocampo rapido e tendenzialmente con la capacità atletica necessaria a gestire entrambe le fasi di transizione.
Nonostante l’equilibrio tra giocatori di stazza e altri più brevilinei,il centrocampo del Parma è abbastanza compatto sia in possesso che in non possesso.
ATTACCANTI:
N.11 Almqvist (piede preferito sinistro)
N.9 Pellegrino (piede preferito sinistro)
N.21 Oristanio (piede preferito sinistro)
N.7 Benedyczak (piede preferito destro)
N.30 Djuric (piede preferito destro)
N.32 Cutrone (piede preferito destro)
COMPITI TATTICI:
Il compito fondamentale degli attaccanti del Parma è quello di “fissare” i difensori avversari in fase di possesso così da impedirgli di contrastare:
1)eventuali inserimenti dei centrocampisti alle spalle dei difensori su palle alte.
2)la seconda palla respinta in avanti dai difensori stessi e sulla quale si avventano i centrocampisti del Parma.
In fase di non possesso gli attaccanti schermano le giocate in costruzione degli avversari per indirizzare il gioco sugli esterni.
Tendenzialmente tendono a voler ricevere il pallone rasoterra guardando la porta per condurre e guadagnare (quando possibile) campo in profondità.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE:
Gli attaccanti confidano nella loro capacità di controllare le palle alte che scaturiscono dai lanci dei propri compagni.
Per fare ciò oltre ad affidarsi alla protezione del pallone con le spalle alla porta avversaria,si trovano spesso ad usare entrambi i piedi,a giocare di scarico e a contendere le seconde palle qualora la situazione lo richieda.
Anche nel gioco areo la capacità di impattare il pallone di testa è una caratteristica fondamentale degli attaccanti del Parma.
DOTI FISICHE:
L’attacco del Parma è composto da giocatori dotati di un’importante stazza fisica.
Gli attaccanti nel complesso sono molto ben strutturati e dotati di una lunga falcata che gli permette di attaccare spesso la profondità e di prestarsi in pressione sul portatore di palla in fase di non possesso.
FASE DI POSSESSO (FDP):
La fase di possesso del Parma ha come obiettivo fondamentale quello della ricerca della verticalità e dell’attacco alla profondità sopratutto a favore della punta centrale (Pellegrino più spesso).
Non si ricerca un possesso palla asfissiante, lo dimostrano le percentuali di possesso palla nelle due partite: 36% contro la Juventus e 46% contro l’Atalanta.
Ciò che conta per il Parma è l’incisività della manovra cercando di effettuare passaggi chiave che superino più linee di pressione possibili anche a costo di alzare il pallone quando necessario.
Non vi è una spiccata tendenza alla giocata orizzontale,di solito quando la fase di possesso si sviluppa su un lato,o si conclude sullo stesso lato oppure la palla si sposta con un traversone o cross in diagonale per raggiungere più spesso il mezzo spazio opposto.
COSTRUZIONE:
In fase di costruzione spesso è il portiere Suzuki a far partire l’azione,con Del Prato che si alza leggermente rimanendo largo sul lato destro, per permettere al centrale Circati di aprirsi a destra con Valenti che conseguentemente si apre a sinistra del portiere.
Quando si decide di partire palla a terra è Keita più spesso ad agire da play con Bernabè che si posiziona più avanti rispetto a lui in diagonale per ricevere eventuali prolungamenti di prima o per essere pronto ad attaccare sulla palla lunga.

Viste le caratteristiche di Pellegrino (fisicità,alto 1,90,veloce sulle lunghe distanze) spesso il Parma opta per attirare gli avversari con una palla avanti per Keita che poi scarica per uno dei difensori che va a mettere il pallone nello spazio alle spalle della difesa avversaria.
Durante la costruzione del Parma è importante il lavoro della punta che si muove tanto per ricevere e pulire la palla lunga e anche per rompere la struttura difensiva avversaria così che i compagni possano approfittare degli spazi che si vengono a creare.
Bernabè gestisce maggiormente il pallone risposto a Keita il quale è più propenso alla giocata verticale immediata.
La prima linea di pressione si supera occasionalmente con la giocata sul terzo uomo che spesso è rappresentato dal portiere Suzuki il quale dopo aver ricevuto palla è libero di indirizzare l’uscita sul lato opposto o di condurre per qualche metro per agevolarsi ad effettuare una costruzione lunga.
SVILUPPO:
Lo sviluppo passa principalmente per i piedi di Bernabè il quale decide su quale lato si deve svolgere l’azione con passaggi chiave convinti e successivi movimenti incontro per ricevere di nuovo il pallone e gestire i tempo della manovra.
Occasionalmente è Del Prato che rimasto largo prova una giocata lungo linea sullo stesso lato per far progredire l’azione.
Lo sviluppo solitamente però si svolge con una conduzione palla (a volte anche di Keita) per prendere qualche metro e ad avere una palla libera che costringa la difesa avversaria a scegliere se scappare all’indietro e lasciare la palla incontro a Pellegrino o se mantenere la posizione e rischiare di rincorrere su un lancio in profondità.
Quando il settore centrale è eccessivamente occupato,una scelta occasionale è quella della palla a scavalcare per gli esterni di centrocampo che si abbassano rimanendo larghi a ricevere sulla propria trequarti.
RIFINITURA:
In fase di rifinitura con l’ampiezza presidiata (soprattuto da Almqvist sulla destra), gli esterni preferiscono il pallone sui piede per rientrare dentro al campo palla al piede o per cercare il fondo per mettere il pallone in mezzo con la squadra che va a fare densità in area di rigore.
Bernabè è un giocatore molto dinamico che va a raddoppiare per aiutare i compagni in ampiezza,molto spesso è lui a ricevere il pallone nell’half space,dopodiché controlla con una postura aperta che sembra lasciar intuire una giocata sul lato opposto,per poi servire il taglio di un proprio compagno con un passaggio filtrante sullo stesso lato, quest’azione spesso trae in inganno le difese avversarie.
In fase di rifinitura c’è un buon movimento degli interpreti con funzione offensiva i quali si muovono molto davanti al portatore di palla per offrire più linee di passaggio possibili anche per eventuali entrate a muro al limite dell’area di rigore.
FINALIZZAZIONE:
Per andare a finalizzare l’azione le scelte del Parma di Cuesta consistono nel creare densità in area di rigore anche con 4 o 5 uomini che vanno a ricevere gli eventuali cut-back e cross che i compagni riescono a creare negli ultimi 25 metri.
Si cerca spesso di mettere la palla oltre i difensori anche a costo di alzarla con gli esterni alti (Almqvist,Sorensen a volte) che convergono con corse diagonali per entrare in area di rigore.
Pellegrino prova più spesso a ricevere spalle alla porta per offrire uno scarico e muoversi ad attaccare la palla in profondità così da gestire il duello col marcatore diretto.
Nel caso in cui la palla messa in mezzo venga respinta al limite dell’area,l’obiettivo è quello di lasciare almeno un uomo in “zona 14” pronto a ribattere a rete o a riallargare il gioco per un successivo cross.
LATERALITA’ OFFENSIVA:
In ampiezza si ricerca spesso la presenza di almeno due uomini:
-interno di centrocampo ed esterno a destra.
-esterno di centrocampo ed esterno alto a sinistra.
L’obiettivo è quello di attirare l’uscita in zona esterna degli avversari per poi far rientrare il pallone nell’half-space o per gestire il duello rimanendo sullo stesso lato per cercare il fondo del campo
Si tende a rimanere poco in ampiezza vista la presenza dentro al campo di una punta che viene spesso incontro e dí centrocampisti che giocano spesso per ricevere lo scarico.
Valeri e Del Prato sono i giocatori che cercano più spesso la giocata verticale sulla stessa linea in zona esterna.
FASE DI NON POSSESSO (FDNP):
La fase di possesso del Parma ha come obiettivo quello di concedere agli avversari il meno possibili negli ultimi 25 metri di campo,per fare ciò la squadra di Cuesta si dispone con una solida linea a 5,presidiando le ampiezze sempre con i due quinti e adottando un marco-copro in difesa in base alla zona in cui si trova il portatore di palla.
Il centrocampo a 4 fa da schermo davanti alla difesa e contribuisce a creare una notevole densità che rende difficile la manovra avversaria,spesso infatti il portatore di palla si trova marcato dall’uomo di riferimento e con le linee di passaggio chiuse dai giocatori del Parma che stringono alle spalle del compagno uscito in pressione.
In generale i giocatori sono molto organizzati sulle uscite in pressione individuali e sulle conseguenti coperture,sono da evidenziare le scalate in caso di cambio lato degli avversari,con le linee che si muovono compatte e l’ultimo uomo sul lato opposto che è pronto a intervenire in caso gli avversari dovessero scegliere cambiare ancora lato.
PRIMA AZIONE DIFENSIVA:
Quando il Parma decide di non concedere la prima costruzione,lo fa attuando un pressing a invito con la punta centrale che effettua una corsa arcuata “a mezzaluna” per indirizzare il portatore di palla sull’esterno del campo dove il Parma si prepara a gestire il pressing.
Generalmente però la squadra di questa decide di disporsi sulla metà campo per gestire una difesa posizionale così da non concedere una facile palla lunga agli avversari;in questo caso il lavoro della punta è lo stesso ma i compagni sono più conservativi nelle uscite per evitare di lasciare troppi spazi e facilitare la manovra avversaria nella propria metà campo.
La prima linea di pressione quando questa è rappresentata dalla sola punta centrale viene spesso saltata dagli avversari che si trovano facilmente in superiorità numerica, tuttavia la vera azione difensiva comincia sulla seconda linea composta da ben 4 giocatori che curano bene le distanze e i tempi della pressione individuale e del successivo pressing collettivo.
LINEA DIFENSIVA:
La linea difensiva del Parma è composta da 5 uomini così da non concedere agli avversari nessun canale libero di giocata, così facendo infatti,le due ampiezze,i due half-spaces e il settore centrale sono sempre occupati da almeno un uomo e quando questo lascia spazio alle sue spalle per aggredire il portatore di palla,gli altri quattro compagni chiudono alle sue spalle.
La linea preferisce concedere spazio davanti a se piuttosto che alle proprie spalle così da poter curare le uscite con più facilità visto che Suzuki non agisce da “sweeper-keeper” rimanendo nella propria area di rigore e lasciando la gestione difensiva della profondità ai compagni.
La linea tende a rispondere convenzionalmente al codice palla, scappando verso la propria porta in caso di palla aperta e risalendo in modo equilibrato il campo in caso di palla chiusa.
I centrali effettuano sempre le marcature preventive per evitare di farsi cogliere di sorpresa in caso di perdita del pallone e successiva ripartenza avversaria.
ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO:
Il centrocampo si dispone con una linea a 4 che segue pressoché gli stessi principi della linea difensiva,il ruolo dei centrocampisti tuttavia è anche quello di aggredire alle spalle il portatore di palla che si trova eventualmente nello spazio tra la linea di centrocampo e quella di difesa,così facendo si crea spesso un raddoppio di marcatura in zona centrale.
I centrocampisti hanno il compito di dare vantaggio sulle seconde palle difendendo sull’uomo di riferimento nelle immediate vicinanze.
I posizionamenti dei centrocampisti sono fondamentali per garantire equilibrio anche in transizione positiva.
LATERALITA’ DIFENSIVA:
In ampiezza il raddoppio sull’esterno è quasi sistematico col quinto di difesa e il quarto di centrocampo che agiscono coordinati per recuperare il pallone ed evitare pericoli in zona centrale;il Parma infatti preferisce evitare che la palla in zone di campo esterne entri dentro al campo e arrivi ad un uomo posizionato tra le linee il quale potrebbe creare pericoli e generare palle libere nella trequarti campo difensiva del Parma.
TRANSIZIONE OFFENSIVA:
In transizione offensiva il Parma predilige molto spesso la ripartenza cercando di arrivare con meno passaggi possibili (anche uno solo) ad attaccare la profondità e ad innescare la corsa della punta centrale.
In transizione la squadra non è velocissima a cambiare sistema infatti si riscontra spesso un inferiorità numerica in zona avanzata in seguito alle ripartenze.
Nelle rare volte in cui si decide di consolidare invece,il Parma sceglie l’appoggio su uno dei tre difensori rimasti in copertura,è poi compito di Keita abbassarsi per mantenere stabile il possesso.
TRANSIZIONE DIFENSIVA:
Quando il Parma perde il pallone rinuncia alla riaggressione immediata per evitare di lasciare spazi tra le linee che avversari bravi nel palleggio potrebbero sfruttare facilmente.
Piuttosto la squadra di Cuesta è rapida nel recuperare la struttura difensiva,per fare ciò sono utili anche i posizionamenti dei centrocampisti “a ritardare” le giocate verticali degli avversari così che la difesa possa evitare di fronteggiare ripartenze veloci con tanto campo alle proprie spalle da dover coprire.

Un debole accenno di riaggressione si ha occasionalmente quando il pallone viene perso negli ultimi 25 metri offensivi,tuttavia è in questi frangenti che il Parma si ritrova più scoperto e a rischio.
ANALISI SWOT:
PUNTI DI FORZA:
-equilibrio tra i sistemi utilizzati.
-costanza nella ricerca del gioco verticale.
-continua ricerca della profondità.
-solidità difensiva.
-buone individualità (Bernabè,Pellegrino).
PUNTI DI DEBOLEZZA:
-difficoltà nel gestire le transizioni positive mantenendo il possesso.
-poca dinamicità in fase di costruzione dal basso.
-prevedibilità viste le continue giocate con palla lunga sulla punta centrale come riferimenti.
-finalizzazione sterile a causa della difficoltà a gestire il possesso nei pressi dell’area di rigore.








