Analisi Tattica: il Parma di Cristian Chivu

Analisi realizzata da Luca Deidda, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il Parma di Cristian Chivu: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Dopo aver totalizzato 2 punti in 7 giornate, il Parma esonera Pecchia, allenatore che ha portato i Ducali nella massima categoria. La squadra ha spesso sfruttato il suo reparto offensivo ben strutturato, ma a discapito di quello difensivo, che ha lasciato spesso a desiderare. Con l’arrivo di Chivu, qualcosa cambia: nella partita d’esordio dell’allenatore rumeno, il Parma realizza il suo terzo clean sheet stagionale. Questo nuovo Parma sembra più incentrato, infatti, a difendere il risultato con più uomini possibile, cercando di sfruttare la velocità degli attaccanti per arrivare velocemente in porta. Tuttavia, si nota ancora che il gioco sia un po’ grezzo, ma con grandi margini di miglioramento.

Vediamo di seguito le principali caratteristiche del gioco del Parma di Chivu:

INTERPRETI

Portiere

    • Suzuki (31)
        • COMPITI TATTICI: Il portiere giapponese del Parma determina la fase di costruzione della squadra di Chivu. Costruisce dal basso preferibilmente dal lato destro per far arrivare la palla all’AD, oppure tramite un lancio ma sul lato sinistro del campo, per trovare o la punta o l’esterno o servendo il terzino sinistro, che spesso avanza rapidamente per ricevere palla. Da sottolineare che in questo campionato Suzuki ha subito 40 gol, evidenziando importanti lacune nelle uscite alte.

Difensori

    • TD – Del Prato (15)
    • DCD – Valenti (5)
    • DCS – Balogh (4)
    • TS – Valeri (14)
        • COMPITI TATTICI: Nella prima azione difensiva, la linea di difesa del Parma si posiziona sulla propria trequarti, andando in pressione sugli attaccanti avversari anche allargandosi per evitare che la palla raggiunga gli esterni della squadra avversaria. Superata la prima linea di pressione, si ritrae velocemente e si stringe con le due ali di attacco che retrocedono velocemente, posizionandosi tra i terzini e le mezz’ali, andando a formare una sorta di linea a 6 molto stretta. In caso la palla raggiunga ormai la propria area di rigore, creano molta densità dentro l’area per contrastare i cross e coprire lo specchio della porta. In fase di costruzione si abbassano o si alzano in base alle decisioni del portiere, in caso di lancio lungo il TS sale velocemente posizionandosi quasi sulla linea degli attaccanti.

Centrocampisti

    • CCS – Keita
    • CCC – Bernabé
    • CCD – Sohm
    • CCC – Estevez
        • COMPITI TATTICI: Il ruolo delle due mezz’ali è fondamentale in tutte le fasi di gioco. Nella prima pressione, escono a turno in base a dove cerca di costruire la squadra avversaria; quindi, uno esce in pressione insieme all’attaccante e l’altro mantiene la copertura delle linee. Il centrocampista centrale rimane più basso rispetto agli altri due, andando a formare un triangolo più che una vera e propria linea a tre. In caso di costruzione dal basso, è il CCD che ha un ruolo fondamentale: scende e fa da tramite tra il TD e l’AD.

Attaccanti

    • AS – Almqvist
    • ATT – Bonny
    • AD – Cancellieri
    • ATT – Pellegrino
    • AD – Man
    • AS – Lovik
        • COMPITI TATTICI: Nell’attacco del Parma, la punta centrale rimane sempre alta, cercando di recuperare e ‘pulire’ tutti i palloni che riesce a recuperare. Si posiziona anche sulle fasce quando viene cercato su un lancio lungo del portiere, per sfruttare le sue caratteristiche di altezza e forza fisica. I due giocatori sulle fasce sono dotati di grande velocità e controllo palla, tagliano spesso il campo per andare a giocare il pallone stringendosi alla punta e all’altro esterno. Entrambi i giocatori sulle fasce hanno anche compiti offensivi, in quanto vanno in raddoppio di marcatura o coprendo la discesa del terzino avversario.

 

 


1. SISTEMA DI GIOCO (SDG)

SDG base: 4-3-3
SDG in FDP: 3-4-3, 2-3-2-3
SDG in FDNP: 6-3-1, 4-5-1, 4-1-4-1

Descrizione del sistema di gioco
Il Parma di Chivu parte con un modulo 4-3-3 che rimane un’indicazione vaga di come poi i giocatori si comportano in campo. In fase di possesso, vediamo come la squadra sia molto larga, con i due terzini che, una volta consolidato il possesso, si posizionano in linea con il CCC. Solo il terzino di sinistra, Valeri, ha caratteristiche più offensive e quindi sale spesso ad attaccare. I due centrocampisti, quello di sinistra e quello di destra, occupano la trequarti e hanno il compito di recuperare i palloni persi e di effettuare tagli in area per sfruttare i cross. Nonostante questo, la squadra cambia completamente volto in fase di non possesso, con le due ali che si abbassano sulla linea dei centrocampisti e con il CCC ancora più basso a ridosso dei due centrali di difesa. Quando la squadra avversaria supera la linea di centrocampo, le due ali formano addirittura una linea a 6 co i 4 difensori molto stretta per ostacolare la costruzione del gioco sui lati esterni del campo, andando quindi a formare un 6-1-2-1. La filosofia di gioco rimane quella di recuperare il pallone e ripartire velocemente per andare in porta, tramite passaggi diretti o lanci lunghi.


2. FASE DI POSSESSO (FDP)

2.1 COSTRUZIONE
La costruzione di gioco del Parma avviene principalmente tramite un lancio lungo, portando la palla direttamente sui piedi della prima punta o degli esterni di sinistra. Infatti, in caso di lancio lungo, ci sono sempre due giocatori che si fanno trovare in quello spicchio di campo: la punta e l’ala sinistra o l’ala sinistra e il terzino sinistro. Quando provano a costruire dal basso, avviene principalmente da destra. In questo caso, i due centrali si posizionano ai lati dell’area, andando a formare un 2+1 con il CCC che si abbassa per creare un alternativa in più di gioco. Viene spesso scelto il centrale di destra che prova ad allargare sul TD, che o serve direttamente l’ala di destra se il corridoio è libero, oppure sfrutta la mezz’ala che scende sempre per favorire questo tipo di scambio. Tuttavia la costruzione dal basso si rivela spesso inefficace in quanto i giocatori del Parma non creano molto movimento tra di loro, rendendo questi scambi facilmente prevedibili.

2.2 SVILUPPO

La fase di costruzione del Parma ha lo scopo di portare la palla ad uno dei due esterni il più velocemente possibile per poi sviluppare l’azione e arrivare sul fondo. Una volta che la palla arriva ad uno dei due esterni e decide di sviluppare l’azione con calma, troviamo l’altro che taglia il campo arrivando quindi a supportare l’azione del portatore di palla per arrivare in porta. Infatti, l’obiettivo è quello di arrivare sul fondo per poi mettere la palla al centro. In alternativa, tramite degli uno-due tra ala e terzino o ala e mezz’ala, si arriva velocemente sul fondo. Quando il TS avanza, la mezz’ala di sinistra scende a coprire lo spazio lasciato dal terzino andando ad effettuare una rotazione per non rimanere comunque scoperto. La prerogativa è quella di arrivare con ogni mezzo il più velocemente avanti per prendere in controtempo la difesa avversaria.

2.3 LATERALITÀ OFFENSIVA

Le fasce sono il fulcro dell’azione offensiva dei Ducali; infatti, la maggior parte delle occasioni create passa da lì. Tuttavia, ci sono alcune differenze tra fascia sinistra e fascia destra:

    • La fascia destra ha principalmente un ruolo di copertura e viene impegnata principalmente nella costruzione dal basso, con il TD che rimane più basso del suo opposto nell’altra fascia e l’AD che scende per farsi arrivare il pallone tra i piedi e portarlo il più avanti possibile.

La fascia sinistra ha caratteristiche più offensive, con l’AS sempre molto alto in fase offensiva con il compito di ricevere anche i lanci lunghi e il TS che, quando può, scatta velocemente per posizionarsi sulla linea di centrocampo cercando di sfruttare i lanci dei compagni.

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Un altro appunto da fare è che, oltre alle ali e ai terzini, altri giocatori attaccano quegli spazi, come l’ATT, che segue il giro palla nelle retrovie e si fa trovare spesso smarcato nella fascia dove si sta giocando palla in quel momento, per ricevere il pallone e girarlo sulla fascia opposta dove si è creato uno spazio vuoto attaccabile. In fase di contropiede, la fascia, è una zona presidiata anche dalle mezz’ali, che hanno il compito proprio di attaccare quello spazio vuoto lasciato dalla punta e occupare quella zona di campo al posto dell’ala, che in quella fase di gioco ha un compito più difensivo che offensivo.

2.4 RIFINITURA

Una volta che la palla arriva sul fondo, spesso tramite un rapido contropiede, la punta attacca il primo palo e l’ala opposta si allinea alla punta, posizionandosi al centro dell’area qualche metro dietro per smarcarsi e farsi trovare in posizione in caso di un passaggio dietro. Anche le mezz’ali si posizionano rapidamente sul limite dell’area creando quindi molta densità per sfruttare il cross. Il movimento degli attaccanti al centro dell’area è quindi fondamentale per arrivare al goal, attaccando velocemente il primo pallo o sfruttare il passaggio teso dietro per far arrivare a tiro il giocatore smarcato.

2.5 FINALIZZAZIONE

Il Parma chiude quindi la maggior parte delle azioni cercando di trovare l’uomo dentro l’area. Il giocatore più cercato è la punta centrale, che taglia spesso al centro dell’area davanti al portiere, sfruttando il cross tagliato dell’ala. La maggior parte delle azioni nasce da contropiedi, quindi lo scopo è finalizzare l’azione calciando in porta a tu per tu con il portiere, creando quindi situazioni favorevoli al gol con rapidità e imprevedibilità.

3. FASE DI NON POSSESSO (FDNP)

3.1 PRIMA AZIONE DIFENSIVA

Nella prima azione difensiva, i giocatori del Parma lasciano tranquillamente palleggiare la difesa senza una vera e propria aggressione sul portatore di palla ma con la punta centrale che va in pressione disturbando comunque il giro palla. Poi, ci sono le due mezz’ali che, alternandosi, escono sul pallone quando la difesa avversaria fa scorrere la sfera nella loro zona di campo, altrimenti, rimangono in copertura direttamente sul centrocampista di riferimento. Le ali vanno sui terzini e escono a turno quando la palla ha già raggiunto il giocatore. 

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3.2 ANALISI DELLA LINEA

La linea difensiva del Parma è distesa quando gli avversari non hanno ancora superato il centrocampo. Escono a turno sugli attaccanti avversari per rallentarne la manovra e recuperare palla per far ripartire il contropiede. Quando ciò non avviene, la linea difensiva si ritrae, trovando i 4 difensori in linea dentro l’area di rigore, rimanendo comunque molto stretta e bassa, e va a formare addirittura una linea a 6 con le due ali che si abbassano tanto per coprire l’avanzata dei terzini. Uno dei due difensori ha il compito di tenere la marcatura sulla punta avversaria, mentre gli altri seguono il gioco, coprendo più spazio possibile all’interno dell’area per difendersi da eventuali cross e per impedire all’avversario di entrare per avere la linea di tiro libera. 

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3.3 CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA

Come quando i Crociati hanno il possesso del pallone, anche in fase di non possesso i centrocampisti del Parma si dispongono con questo 2-1, con le due mezz’ali più avanzate rispetto al CCC. Rimangono quindi sfalsati, con il centrale che diventa un difensore aggiunto e con gli altri due posizionati sulla trequarti in attesa della ripartenza. Nell’azione del gol, infatti, il giocatore che arriverà in porta è proprio il CCS, che approfitta del contropiede portato a destra per attaccare quella zona di campo, la trequarti sinistra. In questa azione, infatti, entrambe le mezz’ali sono posizionate alla stessa altezza, mantenendo quindi sempre un ottimo equilibrio tra le fasi. In fase di non possesso diventa un 4-1, con le due ali che si abbassano in un primo momento proprio sulla linea delle mezz’ali per poi posizionarsi accanto ai terzini.

3.4 LATERALITÀ DIFENSIVA

Come abbiamo già detto, i terzini del Parma rimangono larghi solo in un primo momento, quando la squadra avversaria non ha ancora superato la linea di centrocampo, con le ali in linea con il centrocampo per non rimanere inizialmente troppo schiacciati. Quando gli avversari consolidano il possesso, i terzini si stringono e le ali si abbassano, uscendo in pressione solo quando il loro uomo di riferimento prende palla. L’obiettivo è quello di impedire il cross e di impedire lo scambio sulle fasce con i terzini, motivo per il quale le ali mantengono questa posizione da terzini aggiunti ma con il compito di recuperare il pallone per ripartire con velocità in contropiede.


4. TRANSIZIONI

4.1 TRANSIZIONE OFFENSIVA

Il Parma sviluppa la maggior parte delle sue azioni proprio in contropiede, sfruttando più palloni possibili attuando ripartenze organizzate. In questa fase, sono tre i giocatori che fanno la differenza: la punta e le due mezz’ali. L’attaccante del Parma si smarca preventivamente seguendo sempre la direzione del pallone; lo troviamo sia a sinistra, che al centro, che a destra del campo. Quando ha il pallone tra i piedi, cerca spesso la giocata in sfondamento, sfruttando forza fisica e corsa, oppure serve subito una delle due mezz’ali che si posizionano rapidamente vicino a lui come se fossero due trequartisti. Nel caso in cui il recupero del pallone avvenga a centrocampo, le ali si troveranno in condizione di offendere subito ed essere servite; se così non fosse, recuperano velocemente la posizione in attacco per andare ad attaccare quei buchi che si sono creati. L’obiettivo sarà fare arrivare il pallone ad uno di loro per farlo arrivare sul fondo o in porta. Nel caso in cui l’ala non faccia in tempo a salire, sarà la mezz’ala che avrà il compito di portare il pallone più avanti possibile.

4.2 TRANSIZIONE DIFENSIVA
Come già detto, il Parma ha un’ottima organizzazione difensiva durante la transizione difensiva. Ogni volta che perde palla, la squadra cerca di riorganizzarsi velocemente, con le due ali che si abbassano immediatamente a protezione della difesa. Gli attaccanti si fanno subito trovare pronti per chiudere i passaggi agli avversari, in modo da spezzare il gioco prima che possano mettere in atto un attacco vero e proprio. 

5. ANALISI “SWOT”

PUNTI DI FORZA

    • Giocatori in grado di attuare ripartenze rapide e ordinate
    • I movimenti di tutta la squadra sono coesi, nonostante il cambio allenatore sembrano aver già una impronta tattica ben marcata almeno in fase di non possesso
    • I movimenti dei due centrocampisti sono fondamentali per la riuscita del gioco, sono loro infatti che muovendosi in sincronia coordinano i movimenti di tutta la squadra
    • Bonny è sicuramente un punto di forza per la sua imprevedibilità, forza fisica e velocità di inserimento nei cross
    • La grande densità dentro la propria area di rigore rende difficile la conclusione tramite cross e in generale il tiro pulito nello specchio della porta.

PUNTI DI DEBOLEZZA

    • Con l’infortunio di Bernabé il Parma perde forse l’unico palleggiatore nella rosa, l’uscita palla al piede, infatti, risulterà quasi sempre inefficace e prevedibile. Anche il possesso palla, infatti, è stato del 26%.
    • Suzuki quest’anno è stato complice dei 45 goal subiti dal Parma anche a causa delle sue uscite, spesso indecise e non pulitissime. La decisione di riempire l’area per difendersi dai cross forse dipende anche dalla sfiducia nelle sue uscite.
    • Il posizionamento dei giocatori sulle linee per far si di ripartire velocemente può essere un punto di debolezza in transizione difensiva, in quanto spesso i giocatori del Parma vanno in raddoppio di marcatura se la palla è vicino alla propria area, questo crea quei pochi spazi attaccabili che concede il Parma.

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