Analisi Tattica: il Pisa di Alberto Gilardino

Analisi realizzata da Jacopo Cavaliere, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il PISA di Alberto Gilardino: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Il Pisa Sporting Club si affaccia a questa nuova stagione con l’entusiasmo e l’orgoglio di chi ha compiuto un’impresa storica: il ritorno in Serie A dopo 34 anni di assenza. Nella passata annata, sotto la guida di Filippo Inzaghi, i nerazzurri hanno costruito una cavalcata memorabile, fatta di continuità, carattere e risultati che hanno riportato la città di Pisa a vivere il grande calcio. Con l’inizio del nuovo campionato si è aperto un nuovo capitolo: la panchina è stata affidata ad Alberto Gilardino, chiamato a condurre la squadra in un percorso tutt’altro che semplice, quello della permanenza nella massima serie. Il suo compito è quello di dare identità e solidità a un gruppo che deve confermarsi pronto a competere con avversari di diverso livello rispetto alla Serie B.

La scelta di questa gara permette di osservare da subito il comportamento della squadra contro un avversario di livello europeo, valutando approccio, atteggiamento e prime indicazioni tattiche di un gruppo che ha mantenuto i giocatori più importanti della passata stagione ma che ha aggiunto anche esperienza con giocatori che già hanno vissuto la categoria.

 

SISTEMA DI GIOCO

Il Pisa sulla carta scende in campo con un 3-4-2-1.

In fase di possesso l’idea è quella di ridurre al minimo i rischi di gioco palla a terra e di verticalizzare subito per gli uomini avanzati. La manovra è fatta di pochi passaggi in mezzo al campo, ma è formata da lanci lunghi a scavalcare più linee di pressione e cercare con pochi passaggi di rendersi pericolosi in zona offensiva sfruttando anche la corsa degli esterni. In alcune occasioni quando il Pisa può ripartire è interessante notare come la squadra toscana si disponga con un 3-1-4-2, con Aebischer che rimane più basso nel ruolo di play e con Angori pronto a spingere a sinistra insieme all’aiuto di Tramoni che opera sul centro-sinistra e Marin che si alza andando a completare la linea a 4 insieme a Toure che spinge sulla destra. I due davanti sono Meister e Moreo che attaccano la profondità, con quest’ultimo che può anche risultare più basso come posizione nel campo rispetto alla punta andando a legare i due reparti e formando una sorta di 3-1-4-1-1

In fase di non possesso la squadra è brava ad essere aggressiva quando l’atteggiamento e il momento della partita lo richiedono, ma è anche brava a ricompattarsi subito con un 5-3-2 quando il pericolo si avvicina alla propria area di rigore. Si può notare anche un accenno di 4-4-2 quando decidono di aspettare bassi la squadra avversaria coprendo molto bene il campo e le vie verticali.

  • SISTEMA DI GIOCO DI BASE: 3-4-2-1
  • SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI POSSESSO: 3-4-2-1; 3-1-4-2; 3-1-4-1-1
  • SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI NON POSSESSO: 5-3-2; 4-4-2

 

 

INTERPRETI

PORTIERI

  • 1 Adrian Semper, piede forte destro
  • 22 Simone Scuffet, piede forte destro

COMPITI TATTICI

In ambito tattico i portieri del Pisa non sono tenuti a costruire dal basso, come unico compito hanno quello di iniziare l’azione con una costruzione diretta alla ricerca della punta o dell’esterno

CARATTERISTICHE

Nelle gerarchie parte favorito Semper, uno dei migliori portieri della scorsa edizione del campionato di Serie B. Con ottime uscite, ha dimostrato sicurezza e affidabilità trai pali. Attenziona all’esperienza del secondo portiere Scuffet che conosce bene la categoria.

DIFENSORI CENTRALI

  • 4 Antonio Caracciolo, piede forte destro
  • 5 Simone Canestrelli, piede forte destro
  • 33 Arturo Calabresi, piede forte destro
  • 39 Raul Albiol (acquistato post partita analizzata), piede forte destro
  • 44 Daniel Denoon, piede forte destro
  • 47 Mateus Lusuardi, piede forte sinistro
  • Giovanni Bonfanti (acquistato post partita analizzata), piede forte sinistro

COMPITI TATTICI

Tutti i difensori sono buoni in marcatura, sia a uomo che di linea. In fase di costruzione sono assenti se non per lanciare al posto del portiere verso gli uomini più avanzati.

CARATTERISTICHE

Sono un mix di difensori esperti che già conoscono la categoria come Caracciolo, Albiol e Calabresi, e giocatori giovani che si sposano con l’idea tattica di Mister Gilardino

ESTERNI BASSI

  • 3 Samuele Angori, piede forte sinistro
  • 19 Tomas Esteves, piede forte destro

COMPITI TATTICI

Nel Sistema di gioco pisano giocatori che nascono terzini difensivi non trovano spazio, poiché serve gente di gamba che sappia anche spingere in avanti. Samuele Angori è l’esempio del terzino basso che con il lavoro e la guida tecnica giusta già di Filippo Inzaghi nella stagione passata si Serie B 2024/25 è riuscito a trasformarsi in esterno a tutta fascia capace di difendere ma anche di offendere. Il suo obiettivo è quello di arrivare sul fondo per puntare l’uomo e per servire i compagni in area di rigore

CARATTERISTICHE

Esteves rientra da un infortunio al ginocchio bisogna vedere come e se verrà utilizzato dal Mister. Angori è dotato di un buon piede per mettere palloni in area di rigore ed è buona mentalità difensiva

CENTROCAMPISTI

  • 6 Marius Marin, piede forte destro
  • 8 Malthe Hojholt, piede forte destro
  • 14 Ebenezer Akinsanmiro, piede forte destro
  • 20 Michel Aebischer, piede forte destro
  • 36 Gabriele Piccinini, piede forte destro

COMPITI TATTICI

I compiti dei centrocampisti del Pisa sono ben definiti: non rischiare con il pallone nei piedi nei pressi della propria area di rigore, farsi trovare pronti per eventuali tiri da fuori in fase di rifinitura e in fase di non possesso sono incaricati di andare a pressare alto qualora la squadra attui un primo pressing e di ripiegare creando densità davanti la difesa aiutando anche gli esterni bassi in situazione di palla esterna vicino la propria area di rigore.

CARATTERISTICHE

Centrocampisti poco adatti al palleggio, più di rottura e di ripartenza, abili nel tiro da fuori.

Gabriele Piccinini può essere un’ arma in fase di inserimento, novità che Mister Gilardini può giocarsi a gara in corso rappresentando un’alternativa in più nello scacchiere pisano, già utilizzato la passata stagione in Serie B con Filippo Inzaghi alla guida.

ESTERNI DI CENTROCAMPO

  • 7 Medhi Leris, piede forte destro
  • 11 Juan Cuadrado, piede forte destro
  • 15 Idrissa Toure, piede forte destro

COMPITI TATTICI e CARATTERISTICHE

Gli esterni di centrocampo devono saper coprire tutta la fascia sapendo gestirsi tra fase di spinta e di difesa. Utilizzati per crossare dal fondo, non si verificano quasi mai sovrapposizioni soprattutto sulla fascia destra dove il titolare è Toure.

Importante il neo acquisto Juan Cuadrado che oltre a poter agire come esterno di centrocampo, viene utilizzato a gara in corso come trequartista creando imprevidibilità e non dando punti di riferimento.

Idrissa Toure è l’uomo di riferimento per la costruzione diretta del Pisa, pronto a ricevere palla e a vincere duelli aerei per fare da sponda e iniziare la manovra offensiva

ALI/TREQUARTISTI

  • Lorran (acquistato post partita analizzata)
  • 10 Matteo Tramoni, piede forte destro
  • 23 Calvin Stengs (acquistato post partita analizzata)
  • 32 Stefano Moreo, piede forte destro

COMPITI TATTICI e CARATTERISTICHE

I due trequartisti schierati titolari sono Moreo e Tramoni, che pur ricoprendo lo stesso ruolo sulla carta operano in maniera totalmente differente.

Moreo, fondamentale per legare centrocampo e attacco, può aprire spazi in fase di rifinitura e in fase di spinta si trasforma a tutti gli effetti in una punta. Lotta su ogni pallone e insieme a Marin è l’anima di questa squadra.

Tramoni, ha il compito di creare scompiglio alle difese avversarie, da ampiezza alla manovra e attira su di se gli esterni difensivi avversari, ma è anche molto bravo nello stretto e null’uno contro uno

ATTACCANTI

  • 9 Henrik Meister, piede forte destro
  • 18 Mbala Nzola, piede forte sinistro

COMPITI TATTICI

Sia che giochi uno o che giochi l’altro il loro compito è quello di attaccare la profondità per ricevere palloni in verticale, trovandosi uno contro uno con il proprio difensori.

Entrambi possono essere utili in costruzione diretta come riferimenti per chi lancia

CARATTERISTICHE

Forti fisicamente, ma anche forti nello scatto non mollano nessun pallone e sono in grado di reggere urti e confronti fisici con gli avversari

 

FASE DI POSSESSO (FDP)

COSTRUZIONE

In fase di costruzione, l’obiettivo è quello di superare le line di pressioni avversarie, non optando per una costruzione dal basso, ma per una costruzione diretta. Il Pisa ha le caratteristiche per poter sviluppare l’azione in questo modo, poiché dispone di giocatori offensivi predisposti al gioco aereo e alla lotta fisica, come ad esempio Idrissa Toure (esterno destro), Stefano Moreo (trequartista) e Henrick Meister (attaccante centrale). Inoltre la formazione di Mister Gilardino non dispone degli elementi adatti per iniziare la manovra offensiva con una costruzione bassa, poiché i difensori centrali del 3-4-1-2, sono difensori forti fisicamente, rocciosi, ma non adatti ad iniziare una manovra offensiva palla a terra.

Il Pisa dunque incarica il portiere o i difensori centrali di rinviare il pallone, dopo una rimessa dal fondo o dopo una presa, con lo scopo di cercare e trovare i due riferimenti centrali più avanzati, Moreo e Meister, con il tentativo di agire da sponda per l’altro riferimento più avanzato, Tramoni, che con la sua tecnica una volta ricevuta la sponda può iniziare un potenziale sviluppo dell’azione.

Non solo questa costruzione diretta viene utilizzata dal Pisa di Gilardino, infatti vi è anche una costruzione che con un rilancio sempre dalla zona di difesa, ha lo scopo di cercare Toure sulla fascia destra. L’esterno destro tedesco da molta ampiezza con la sua posizione, pronto a ricevere il pallone. In questa situazione la squadra si posiziona in campo con un 4-2-3-1.

  • Linea a 4 difensiva: composta da Denoon, Caracciolo, Canestrelli e Angori che in questo caso rimane inizialmente più basso rispetto al suo esterno opposto
  • Linea a 2 di centrocampo: i due centrocampisti effettivi di questa squadra rimangono in una zona non troppo avanzata ma seguono l’azione per un’ eventuale pallone vagante pronto ad essere attaccato nella loro zona
  • Linea a 3: questo è il reparto fondamentale poiché si trovano il ricevitore del lancio, uno dei due trequartisti che rimane centrale (Moreo) e l’altro che da ampiezza dalla parte opposta rispetto al lancio, ovvero Tramoni. La posizione di questi tre è importante perché grazie a questo “triangolo allargato” quasi di stampo rugbistico, permettono all’ unica punta di andare in profondità sull’eventuale sponda di Toure, godendo di uno spazio vastissimo dato proprio dalla posizione in campo dei tre citati in precedenza.

Questo tipo specifico di costruzione diretta sfrutta molto le caratteristiche delle due punte a disposizione del Mister, sia che giochi Meister sia che giochi Nzola, poiché entrambi dotati di rapidità nella profondità, pronti a lottare sui palloni vaganti e grazie a loro fisico abili a tenere l’uno contro uno con il proprio difensore.

Nello specifico, nella partita analizzata contro l’Atalanta, Meister con gli spazi aperti da questa costruzione, riusciva ad avere l’uno contro uno con Hien con tantissimo campo da attaccare.

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SVILUPPO

Una volta superate le linee di pressione avversarie con la costruzione diretta, il Pisa non ha una fase di sviluppo ben definita, punta invece a cercare i propri riferimenti adatti alla manovra della palla. In questo caso cercano spesso Aebischer, il giocatore più tecnico in mezzo al campo, Tramoni pronto a svariare sul centro-sinistra e Moreo, che con il suo stile lega centrocampo e attacco in maniera efficace

Tutto avviene sempre dopo il lancio del portiere alle ricerca delle torri, una volta messa giù la palla avviene una piccola rotazione dal 3-4-2-1 si va verso un 3-1-4-2, con Aebischer davanti i tre difensori centrali, con quattro giocatori più avanti che compongono una linea a supporto dei due più avanzati pronti sempre a ricevere le verticalizzazioni.  Si alza Angori che va ad agire a tutta fascia sulla corsia di sinistra, con Tramoni pronto a ricevere palla da Aebischer abbassatosi in precedenza, Marin e il solito Toure a dare ampiezza dall’altra parte. Entrambi gli esterni sono pronti ad affrontare i rispettivi uno contro uno. I due riferimenti davanti sono Meister e Moreo, il primo pronto a ricevere palla in profondità, il secondo come detto in precedenza, viene più incontro rispetto alla punta proprio per offrire uno spunto tra la linea a quattro e la punta.

In ogni caso il Pisa ricerca uno sviluppo rapido verticale o diagonale per servire punte ed esterni, non ricerca uno sviluppo manovrato con una fitta rete di passaggi ed eccessive rotazioni.

LATERALITA’ OFFENSIVA

Andiamo a vedere come si comporta il Pisa sulle corsie esterne in fase offensiva.  Le corsie esterne sono occupate principalmente dai due esterni a tutto campo schierati titolari da Mister Gilardino, Angori a sinistra e Toure a destra.

  • Fascia sinistra: come detto sulla corsia di sinistra opera Samuele Angori, terzino più che esterno di nascita, ma trasformato esterno a tutto campo data la sua ottima fase difensiva unita ad una spinta meno eccessiva del suo compagno opposto, ma comunque efficace poiché dotato di ottima tecnica e ottimo piede per andare sul fondo e mettere palloni in mezzo all’area di rigore.

Su questa fascia sono praticamente assenti le sovrapposizioni, ma viene più spesso utilizzato il trequartista sinistro, Tramoni, con dei tagli all’interno del portatore esterno pronto ad agire sul centro-sinistra per attaccare l’area di rigore

  • Fascia destra: sul versante opposto a quello analizzato precedentemente, occupa Idrissa Toure, più propenso alla spinta rispetto ad Angori, ottimo sulle palle aeree, dotato fisicamente e ottimo a stringere in area di rigore per i cross provenienti dal versante opposto al suo.

In questo caso Toure non pesta con i piedi la linea laterale ma entra leggermente di più dentro al campo rimanendo comunque molto largo non potendo sfruttare l’ampiezza di un trequartista come Tramoni, perché dalla sua parte, Moreo non da ampiezza ma rimane molto dentro il campo come seconda punta.

Nel complesso è più utilizzato l’uno contro uno dei due esterni puntando il fondo e cercando di mettere buoni palloni per gli uomini che riempiono l’area di rigore avversaria.

 

RIFINITURA

La rifinitura si basa su una zona mobile di campo, c’è quando la squadra in questione crea spazio difesa e centrocampo avversario.

Lo spazio viene creato principalmente dai movimenti dei trequartisti, dall’ampiezza degli esterni e dalla profondità delle punte.

Il Pisa punta ad aprire uno spazio centrale tra difesa e centrocampo avversari, sfruttando l’ampiezza fornita dal portatore di palla esterno e i movimenti della punta e di un trequartista, come Moreo che in questo caso svolge il lavoro di centravanti. Uno dei due centravanti attacca il primo palo, l’altro attacca il secondo; così facendo si aprono spazi in area di rigore, centralmente per l’inserimento e il tiro dal limite dei due centrocampisti, ma anche all’esterno dell’area per un cross o traversone che attraversa l’area e passa da esterno a esterno.

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FINALIZZAZIONE

I modi in cui il Pisa attacca la linea difensiva avversaria e cerca di segnare sono i seguenti:

  1. Direttamente con la costruzione diretta, cercano una VERTICALIZZAZIONE sulla punta lasciando 1vs1 l’attaccante in profondità come analizzato in fase di costruzione
  2. Cercano l’ UNO CONTRO UNO direttamente dagli esterni con i due laterali che puntano e vanno sul fondo mettendo CROSS o TRAVERSONI per una spizzata o un colpo in area di rigore
  3. Un altro modo che usa la squadra toscana per colpire gli avversari è il TIRO DA FUORI, sfruttando gli ottimi tiratori presenti in rosa, quali Marin e Aebischer, ma anche lo stesso Tramoni. I tiratori hanno spazio al limite dell’area grazie alla fase di rifinitura della squadra

 

FASE DI NON POSSESSO (FDNP)

In fase di non possesso la squadra toscana dal 3-4-2-1 passa ad un più difensivo e compatto 5-3-2, abbassando gli esterni e scalando uno dei due trequartisti, Tramoni, sulla linea dei centrocampisti. A seconda delle fasi di gioco questo sistema varia, a seconda delle necessità e del momento della partita.

 

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

Sulla costruzione avversaria il Pisa opta delle strategie differenti a seconda del momento della partita e della zona di campo in cui si trovano gli avversari.

  • A inizio partita oppure quando gli avversari iniziano una costruzione bassa, la prima azione difensiva non è aggressiva, si può parlare di PRIMA PRESSIONE poiché l’obiettivo è quello di non far avanzare il pallone per vie orizzontali o diagonali, bloccando di fatto le linee di passaggio in questione e lasciando sbocchi di manovra solamente orizzontalmente e indietro.

In questo caso la squadra si posiziona con un 4-4-2, ottimo per coprire meglio il campo, lasciando solamente il lancio lungo agli avversari per avanzare la palla, ma facendosi trovare pronti con i tre difensori centrali sulle palle aeree e sullo scontro fisico supportati anche da Angori che torna a fare il suo ruolo naturale di terzino sinistro.

In caso di rimessa laterale o in caso di costruzione più avanzata, magari dopo una palla persa in costruzione diretta, il Pisa cambia atteggiamento e si presenta più aggressiva attuando un PRIMO PRESSING.  In questo caso aggrediscono con il 5-3-2 con tutte le linee più alte salendo molto con tutta la linea dei cinque difensori contemporaneamente. Importanti sono i tre che compongono il terzetto a centrocampo, intenzionati ad uscire forte sull’uomo  che riceve palla nella loro zona alzandosi quasi in linea con i due centravanti, trasformando per qualche secondo il modulo in un 5-2-3.

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CENTROCAMPO

Per iniziare l’analisi riguarda l’azione difensiva del centrocampo bisogna riprendere il discorso precedente, approfondendo come opera in fase di primo pressing.

Nella fase di pressing i tre centrocampisti nel 5-3-2 sono molto aggressivi una volta che la palla arriva dal loro lato, ad esempio se la palla esce sul lato destro del campo andrà Tramoni a prendere il ricevitore alzandosi sulla linea degli attaccanti. Molto utile in questo scenario è Marius Marin, centrocampista feroce e aggressivo che con questa aggressione alta recupera palloni in zona offensiva e iniziare una ripartenza verticalizzando sulle punte.

Un limite di questo pressing può essere che proprio i suddetti centrocampisti commettano troppi falli o per la troppa foga e tempismo sbagliato si facciano saltare. Per questo quando gli avversari riescono ad eludere il pressing, il centrocampo pisano si ricompatta velocemente, aspettando l’avversario davanti la linea difensiva a cinque uomini, creando densità davanti all’area di rigore ed evitando imbucate posizionandosi in modo scaglionato.

Se la palla va sulle corsie esterne con rapidità scalano ad aiutare sulla rispettiva fascia l’esterno difensivo di competenza

LATERALITA’ DIFENSIVA

Per quanto riguarda la fase difensiva sulle corsie esterne, il piano tattico è quello di non lasciare mai gli uno contro uno avversari direttamente contro gli esterni della linea a 5 del 5-3-2 (diventati a tutti gli effetti dei terzini). Quando la palla si sposta sul lato non escono direttamente i terzini, ma rimangono più bassi così da coprire eventuali sovrapposizioni o tagli all’interno degli esterni avversari. Dunque sul primo passaggio laterale escono i centrocampisti, come detto ognuno nella propria porzione laterale di competenza.

LINEA DIFENSIVA

Andiamo ad analizzare la linea difensiva a 5 nel 5-3-2 di Gilardino. La linea è composta da cinque uomini, i tre difensori centrali più i due esterni che si abbassano in copertura.

Caracciolo è l’uomo centrale e segue a uomo la punta avversaria in area di rigore, mentre Denoon sfrutta le sue doti atletiche per seguire il giocatore avversario più tecnico tra quelli offensivi cercando di impedire che lo sviluppo passi dai suoi piedi.

Nella partita contro l’atalanta si nota bene questo aspetto, con il centrale svizzero che segue Daniel Maldini a uomo anche oltre la linea del centrocampo. Così facendo rompe quella che è la linea difensiva a 5, ma al suo posto scala Marin che dal centrocampo va a coprire il buco lasciato dal suo difensore.

 

TRANSIZIONE              

La fase di transizione si evidenzia quando la squadra riconquista o perde palla, è la fotografia del momento in cui succede ciò ed è fondamentale per capire l’atteggiamento di quest’ultima. Offensiva quando c’è il recupero del possesso, difensiva quando è perso.

 

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Quando il Pisa riconquista la palla, cercano subito la verticalità sulla punta che scatta in profondità con i due trequartisti che accompagnano l’azione. Questo accade perché il Pisa va a lottare su ogni pallone aereo che arriva dalla propria difesa in fase di costruzione, dunque si trova in ottima posizione qualora sulla palla vagante riconquistasse il pallone per lanciare in profondità un CONTROPIEDE. Contropiede possibile grazie allo smarcamento preventivo della punta che subito attacca lo spazio.

 

TRANSIZIONE DINFENSIVA

Quando la palla è persa, è persa per la maggior parte delle volte in zona offensiva sempre per il discorso per il quale la squadra non costruisce mai dal basso ma lancia lungo. Avvantaggiati da ciò attuano un GEGENPRESSING con l’obiettivo di recuperare subito la sfera in zona pericolosa, con i quattro giocatori più avanzati che si erano spinti in avanti in fase di costruzione diretta.

Se il gegenpressing non porta al recupero veloce del pallone, la squadra attua un RIPIEGAMENTO DIFENSIVO.

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

  • Atletismo
  • Forza nei singoli
  • Verticalità
  • Rapidità nel ricompattarsi
  • Presenza di un giocatore come Moreo, lega centrocampo e attacco, importante anche in fase difensiva e sulle palle aeree
  • Pochi rischi nella propria metà campo
  • Aggressività e corsa in avanti

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Eccesso di foga in pressione
  • Assenza di costruzione bassa, conseguente poco consolidamento del possesso
  • A volte frettolosi con la palla nei piedi
  • Eccessiva ricerca verticalità

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