Analisi Tattica: il Porto di Francesco Farioli

Analisi realizzata da Alessia Tinarello, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il PORTO di Francesco Farioli: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

L’obiettivo dell’analisi è decodificare i principi cardine del modello di gioco impresso dal tecnico Francesco Farioli, evidenziando le dinamiche strutturali nelle diverse fasi di gioco e l’impatto dei singoli interpreti sullo sviluppo della manovra.

Il Porto approccia questa sfida europea in un momento di forma straordinaria, occupando stabilmente il primo posto in classifica nel campionato portoghese. Questa posizione di vertice è il risultato dell’impatto di Farioli, un allenatore che ha portato in Portogallo una visione d’avanguardia basata sulla gestione totale del pallone. La sua ideologia trasforma la fase di possesso in uno strumento di controllo psicologico e tattico: l’invito al pressing avversario (tramite la costruzione ultra-bassa) non è un rischio, ma una strategia deliberata per svuotare il centrocampo avversario e colpire negli spazi creati.

La filosofia tattica osservata si rifà chiaramente ai precetti del calcio di posizione, caratterizzata da una ricerca costante della superiorità numerica e posizionale. Il Porto manifesta un’identità ibrida: estremamente ambiziosa e orientata al dominio nella fase di possesso palla (FDP) — dove il portiere assume il ruolo di regista aggiunto — e marcatamente conservativa in fase di non possesso (FDNP), dove la priorità risiede nella protezione dello spazio centrale tramite un blocco difensivo denso e ordinato.

 

 

SISTEMA DI GIOCO

SISTEMA DI BASE: 4-3-3

SISTEMA FDP: Struttura fluida (4-1/2-3 o 4-2-4). Dopo il 71′, il sistema evolve in un 4-3-3 “Falso Nueve” o 4-3-1-2 con l’ingresso di Rodrigo Mora, focalizzato sul controllo totale del palleggio.

SISTEMA ULTRA-OFFENSIVO FDP: Nelle fasi di massima spinta o pressione iniziale, la squadra si dispone con una struttura 2-3-5 / 2-1-4-3, mantenendo due soli difensori in copertura preventiva. Il mediano (22) funge da vertice basso, mentre terzini (74, 20) e mezzali (8, 10) occupano stabilmente le zone di rifinitura. Le ali e la punta centrale compongono un fronte offensivo a cinque, garantendo ampiezza e presenza nell’ultimo terzo.

SISTEMA FDNP: Il modulo evolve in un 5-3-2 (o 5-4-1) volto a minimizzare il rischio e proteggere il centro, accettando la fisicità avversaria pur di mantenere l’ordine tattico.

analisi tattica e come gioca il Porto di Francesco Farioli 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di non possesso o fase difensiva

 

LA ROSA

PORTIERI:

  • Titolare: Diogo Costa (99) – Piede Destro
  • Panchina: Cláudio Ramos (14) – Piede Destro; João Costa (24) – Piede Destro

COMPITI TATTICI

Diogo Costa opera come un vero e proprio regista aggiunto in fase di possesso. Viene utilizzato sistematicamente nella costruzione ultra-bassa con la funzione di “esca”: il suo compito è attirare la pressione avversaria per generare superiorità numerica. In fase difensiva, funge da guida per la linea, mantenendo alta la concentrazione del reparto.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Dimostra una spiccata personalità nella gestione del pallone a terra. Nei rinvii lunghi non è sempre preciso. Si conferma estremamente reattivo e affidabile tra i pali, anche sulle conclusioni ravvicinate.

CARATTERISTICHE FISICHE

Atleta di grande stazza e carisma, ricopre il ruolo di capitano e leader emotivo della squadra, garantendo sicurezza a tutto il reparto difensivo.

DIFENSORI CENTRALI:

Titolari: Jakub Kiwior (4) – Piede Mancino; Pablo Rosario (13) – Piede Destro

Subentrati: Jan Bednarek (5) – Piede Destro (Entrato al 46′)

Panchina: D. Prpić (21) – Piede Mancino

COMPITI TATTICI

In fase di costruzione bassa, i centrali hanno il compito di allargarsi molto per offrire soluzioni di passaggio pulite dal portiere. In fase di non possesso, i centrali non cercano l’anticipo sistematico o l’uscita aggressiva, ma mantengono la posizione per garantire la tenuta della linea. Lavorano in funzione della copertura degli spazi e delle traiettorie, scivolando lateralmente per chiudere le imbucate e ricomponendo la difesa a 5 per dare densità all’area di rigore.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Gestiscono con fluidità il giro palla difensivo. Tuttavia, si registra una certa imprecisione quando forzano la verticalizzazione immediata verso il vertice alto.

DOTI FISICHE

Struttura fisica imponente e valida nel gioco aereo. L’ingresso di Jan Bednarek (5) al 46′ ha ulteriormente aumentato la fisicità del reparto, portando una mentalità più conservativa e solida nelle respinte d’area.

TERZINI:

Titolari: Francisco Moura (74) – Piede Mancino; Alberto Costa (20) – Piede Destro

Panchina: Z. Sanusi (12) – Piede Mancino; Martim Fernandes (52) – Piede Destro

COMPITI TATTICI

Partecipano alla costruzione mantenendo inizialmente una posizione larga. In fase di sviluppo, tendono spesso ad accentrarsi occupando i “mezzi spazi” per creare densità centrale. In FDNP, il loro compito principale è scivolare velocemente per ricomporre una linea a 5, privilegiando la chiusura dei varchi interni.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Buona qualità nei cross, effettuati sia dal fondo che dalla trequarti.

DOTI FISICHE

Dotati di notevole capacità di corsa e rapidità nelle transizioni, fondamentale per ripiegare velocemente non appena si perde il possesso.

CENTROCAMPISTI:

Titolari: Alan Varela (22) – Piede Destro – Mediano Difensivo; Victor Froholdt (8) – Piede Destro – Mezzala Sinistra; Gabri Veiga (10) – Piede Destro – Mezzala Destra

Subentrati: Rodrigo Mora (86) – Piede Destro; Stephen Eustáquio (6) – Piede Destro

Panchina: T. Pérez (25) – Piede Destro

COMPITI TATTICI

Alan Varela funge da equilibratore e play basso, abbassandosi tra i centrali o tra il centrale e il terzino per avviare l’azione. Le mezzali lavorano in modo dinamico per dare continuità al fraseggio. L’ingresso di Eustáquio (6) al 78′ ha spostato il focus sulla fase di contenimento: a differenza dei titolari più propensi all’inserimento, Eustáquio ha agito come “diga” per schermare la difesa.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Grande visione di gioco e pulizia tecnica. Gabri Veiga eccelle negli inserimenti “a rimorchio” per la conclusione dal limite.

DOTI FISICHE

Dinamismo e pressione costante, finalizzata però più alla chiusura delle linee che al recupero immediato sul portatore.

ESTERNI ALTI:

Titolari: Pepê (11) – Piede Destro; Deniz Gül (27) – Piede Destro

Subentrati: Borja Sainz (17) – Piede Destro

COMPITI TATTICI

Garantiscono ampiezza per poi tagliare verso il centro in fase di rifinitura. Con l’ingresso di Borja Sainz (17), la manovra è diventata ancora più associativa: Sainz tende a venire molto incontro per dialogare con i compagni, riducendo la profondità pura a favore del palleggio.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Specialistici nell’uno contro uno e nella ricerca del fondo per il “cut-back”.

DOTI FISICHE

Giocatori rapidi nello stretto e agili, efficaci nei cambi di direzione. Mantengono una buona intensità per tutta la gara, garantendo continuità sia nelle situazioni di uno contro uno sia nelle fasi di supporto alla manovra.

ATTACCANTE/PUNTA:

  • Titolare: Samu Omorodion (9) – Piede Destro

COMPITI TATTICI

Samu Omorodion rappresenta il riferimento verticale (vertice alto) e fisico. Il suo compito cambia radicalmente con l’ingresso di Rodrigo Mora (86) al 71′: con Mora, la squadra rinuncia alla punta fisica per passare a un “falso nueve” che privilegia il fraseggio corto, la protezione della palla e il controllo del ritmo per minimizzare i rischi.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Omorodion cerca la profondità e la conclusione; Mora cerca il raccordo tra i reparti e la gestione del possesso.

DOTI FISICHE

Forza fisica dirompente per Samu; agilità e baricentro basso per Mora.

 

FASE DI POSSESSO (FDP)

COSTRUZIONE

La squadra adotta una costruzione ultra-bassa e ragionata, finalizzata a creare superiorità numerica nella propria metà campo. Il portiere Diogo Costa agisce da vertice arretrato del rombo di costruzione, fungendo da “esca” per attirare la prima linea di pressione avversaria. I difensori centrali garantiscono ampiezza massima, posizionandosi ai limiti dell’area di rigore per facilitare un’uscita pulita del pallone. Pur ricercando con continuità il fraseggio rasoterra, emergono alcune criticità nella pulizia tecnica, con imprecisioni che costringono la squadra, nelle fasi di ultra-offensività avversaria, a ricorrere al lancio lungo verso il vertice alto.

analisi tattica e come gioca il Porto di Francesco Farioli 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di possesso o fase offensiva in costruzione

SVILUPPO

Lo sviluppo della manovra è caratterizzato da un buon scaglionamento dei reparti e da una marcata sincronia nei movimenti. Alan Varela (22) opera da playmaker basso, garantendo equilibrio e offrendo costantemente una linea di appoggio per il consolidamento del possesso. La squadra applica principi di calcio di posizione, sfruttando rotazioni codificate per liberare le mezzali (8 e 10). Già in questa fase, il Porto ricorre a frequenti cambi di gioco per muovere il fronte difensivo avversario e facilitare la risalita del campo. È ricorrente la ricerca del terzo uomo per superare le linee di pressione intermedie: un gioco di sponde rapide che permette di servire un compagno smarcato alle spalle del pressing avversario. Il ritmo del palleggio alterna fasi di gestione orizzontale a improvvise accelerazioni tramite verticalizzazioni dirette verso le punte.

analisi tattica e come gioca il Porto di Francesco Farioli 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di possesso o fase offensiva in sviluppo e catene laterali

RIFINITURA

In zona di rifinitura, il Porto cerca di destabilizzare il blocco difensivo avversario tramite frequenti cambi di gioco, finalizzati ad attaccare il lato debole. La squadra tende ad accentrare il gioco, con le ali che tagliano verso l’interno per combinare nello stretto e liberare i corridoi laterali per la proiezione dei terzini. Fondamentale è la ricerca del filtrante o del passaggio passante per premiare l’inserimento della punta centrale (N.9). Il numero 10 (Gabri Veiga) si muove con tempi di inserimento efficaci, posizionandosi spesso a rimorchio dell’azione per ricevere lo scarico o concludere direttamente. In alternativa, il Porto punta il fondo per il cut-back o ricorre al cross dalla trequarti, sfruttando la fisicità dei propri attaccanti.

FINALIZZAZIONE

La fase di finalizzazione si basa sull’attacco alla profondità e su una marcata occupazione dell’area di rigore. Il Porto cerca di valorizzare la superiorità qualitativa nell’uno contro uno degli esterni e la potenza del centravanti (Samu). Le conclusioni derivano sia da azioni manovrate sia da iniziative individuali palla al piede. In presenza di sviluppo laterale, la squadra garantisce una presenza numerosa in area, attaccando con continuità primo e secondo palo.

LATERALITA’ OFFENSIVA

La lateralità viene sfruttata attraverso la creazione di catene laterali fluide. I terzini partecipano attivamente alla manovra, non limitandosi alla semplice sovrapposizione ma contribuendo anche allo sviluppo interno. L’ampiezza ha una funzione prevalentemente strategica: costringe la difesa avversaria a dilatarsi, aprendo spazi centrali per imbucate e attacchi alla profondità. Si evidenzia una buona efficacia nei cambi di fronte rapidi per isolare l’esterno offensivo in situazioni di uno contro uno.

FASE DI NON POSSESSO (FDNP)

PRIMA PRESSIONE

Il Porto adotta un pressing orientato alla schermatura delle linee di passaggio piuttosto che all’aggressione diretta del portatore. La prima pressione, esercitata dal vertice alto, ha l’obiettivo tattico di indirizzare la costruzione avversaria verso le corsie laterali, forzando il gioco del Nizza in zone meno pericolose del campo. Non si osserva una riaggressione feroce immediata, ma una gestione strategica degli spazi per indurre l’avversario all’errore di posizionamento.

LINEA DIFENSIVA

La squadra manifesta una spiccata capacità di scivolamento e ricompattamento. In fase difensiva consolidata, il sistema evolve stabilmente in una linea a 5, grazie all’abbassamento del mediano (22) o all’inserimento di un centrale aggiunto (come Bednarek n.5). L’atteggiamento è di tipo posizionale e conservativo: i difensori privilegiano la tenuta della struttura e la protezione dell’area di rigore rispetto all’anticipo individuale, accettando di subire la fisicità avversaria pur di mantenere l’integrità del blocco.

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO

Il reparto mediano lavora in funzione del basso rischio difensivo. I centrocampisti si muovono con grande sincronia per chiudere le linee di passaggio interne, evitando uscite fuori tempo che potrebbero creare varchi centrali. L’obiettivo è il raddoppio sistematico sulle fasce laterali una volta che la palla è stata indirizzata sull’esterno, limitando le opzioni di rifinitura avversaria a cross prevedibili dalla trequarti.

LATERALITA’ DIFENSIVA

Si osserva una gestione rigorosa delle catene difensive laterali. Terzini e ali collaborano per formare raddoppi di marcatura costanti. La squadra accetta il cross laterale (“cross da fuori”), confidando nella densità creata dai tre centrali all’interno dell’area piccola per neutralizzare le minacce aeree.

 

TRANSIZIONI

TRANSIZIONE DIFENSIVA

La priorità assoluta è il riposizionamento sotto palla. Non appena il possesso viene perso, la squadra attiva un meccanismo di ripiegamento veloce per ricomporre il blocco difensivo a 5. La rapidità di recupero dei terzini e il sacrificio delle ali permettono al Porto di non farsi trovare scoperto sulle ripartenze, minimizzando le situazioni di parità numerica in campo aperto.

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Una volta riconquistato il possesso, il Porto valuta immediatamente la possibilità di una verticalizzazione diretta verso il vertice alto o le ali per sfruttare lo sbilanciamento avversario. Se la transizione rapida non è percorribile, la squadra attiva istantaneamente il consolidamento del possesso, cercando lo scarico arretrato verso il “regista aggiunto” (il portiere Diogo Costa n. 99) per resettare il ritmo e iniziare una nuova costruzione ragionata.

 

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

  • Solidità Strutturale: Capacità della squadra di ricomporsi rapidamente in un 5-3-2/5-4-1 in fase di non possesso, garantendo elevata densità centrale e protezione dell’area di rigore, anche in situazioni di pressione prolungata.
  • Gestione dell’Esca: Eccellente utilizzo della costruzione ultra-bassa per manipolare il pressing avversario, attirando la prima linea di pressione e liberando spazi alle spalle del blocco offensivo avversario, senza forzare la giocata centrale.
  • Versatilità dei Subentrati: I cambi preservano la struttura difensiva e ne rafforzano l’interpretazione. Ad esempio l’ingresso del n. 5 al posto del n. 22 (subentra un difensore ad un mediano) consolida la linea a 5, mentre la squadra adatta la fase di possesso in chiave più conservativa, favorendo controllo e contenimento senza perdita di equilibrio.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Pulizia Tecnica in Sviluppo: Errori tecnici nella costruzione bassa, soprattutto sotto pressione, generano perdite di possesso sporche che espongono il Porto a transizioni difensive immediate prima della ricomposizione del blocco.
  • Passività Difensiva Prolungata: Tendenza, in fase di difesa posizionale consolidata, a schiacciarsi eccessivamente dentro l’area, accettando la fisicità avversaria e aumentando il volume di cross e seconde palle difensive.
  • Precisione nel Gioco Lungo: Scarsa accuratezza nei rinvii del portiere e nelle verticalizzazioni forzate, che spesso non garantiscono risalita del blocco né consolidamento del possesso, favorendo nuove ondate di pressione avversaria.

Articoli recenti

Go to Top