Analisi Tattica: il Real Madrid di Alvaro Arbeloa

Analisi realizzata da Lorenzo Cascione, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il Real Madrid di Alvaro Arbeloa: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli nelle varie fasi.
SISTEMA DI GIOCO
Il Real Madrid si dispone con un sistema di gioco 1-4-3-3. In FDP la struttura è molto fluida e si adatta alla pressione avversaria e alla zona di campo. L’obiettivo non è il possesso fine a sé stesso, ma una progressione controllata: attrarre pressione, creare linee di passaggio pulite, consolidare nella metà campo offensiva e accedere alla rifinitura con vantaggio posizionale.
In costruzione, la squadra tende a trasformarsi con continuità in un 1-3-1-3-3, creando una base a tre in prima linea e un riferimento centrale di raccordo. In questa struttura emerge una lettura chiara: Huijsen mantiene un profilo più conservativo e di gestione del rischio, mentre Asensio e Carreras interpretano spesso posizioni più “da braccetti” e più strette, così da garantire connessioni interne e copertura preventiva. Carreras è il più proiettivo del terzetto: accompagna l’azione con maggiore continuità, offrendo una soluzione più offensiva rispetto ai compagni. A sostegno dell’uscita, il mediano (Camavinga) scende frequentemente a prendere palla e diventa lo snodo principale tra prima costruzione e sviluppo.
Nelle fasi in cui il Real consolida stabilmente in zona offensiva, l’occupazione tende a diventare più aggressiva e alta: la squadra può disporsi in 1-3-3-4, con densità avanzata e più riferimenti tra mezzi spazi, zona 14 e area. Un principio costante è l’innalzamento del baricentro: sale tutta la squadra, compresa la linea difensiva, per accorciare le distanze, sostenere la manovra e preparare la riaggressione immediata in caso di perdita.
SISTEMA DI GIOCO DI BASE: 1-4-3-3
SISTEMI DI GIOCO IN FDP: 1-3-1-3-3, 1-3-3-4
SISTEMA DI GIOCO ULTRA-OFFENSIVO FDP: 1-2-3-5
SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI NON POSSESSO 1-4-5-1
LA ROSA
PORTIERI
- N1 Thibaut Courtois (Anni 33 – Altezza 2.00 m – Piede preferito destro)
- N13 Andriy Lunin (Anni 26 – Altezza 1.91 m – Piede preferito destro)
- N26 Fran González (Anni 20 – Altezza 1.98 m – Piede preferito destro)
COMPITI TATTICI
Nel modello di gioco del Real Madrid, il portiere è coinvolto in maniera razionale e funzionale nella fase di possesso. Il compito principale è garantire sicurezza nella prima costruzione, scegliendo soluzioni semplici e coerenti con la struttura della squadra. Courtois e Lunin privilegiano il passaggio corto verso i difensori centrali o i terzini quando la pressione avversaria è controllabile, evitando conduzioni forzate.
In presenza di pressione alta, il portiere accelera la scelta ricercando soluzioni dirette e sicure, consentendo alla squadra di salire e riorganizzarsi. In fase di non possesso svolge un ruolo determinante nella gestione della profondità, agendo da sweeper keeper in supporto a una linea difensiva spesso alta.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Elevata affidabilità nel posizionamento, lettura avanzata delle traiettorie e grande capacità di copertura dello specchio. Courtois rappresenta un riferimento assoluto nella protezione dell’area, mentre Lunin e Fran González garantiscono pulizia tecnica e concentrazione nella gestione delle situazioni semplici.
DOTI FISICHE
Portieri molto strutturati, con leve lunghe, ottima reattività e potenza esplosiva nelle uscite basse e alte.
DIFENSORI CENTRALI
- N24 Dean Huijsen (Anni 20 – Altezza 1.95 m – Piede preferito destro)
- N3 Éder Militão (Anni 28 – Altezza 1.86 m – Piede preferito destro)
- N17 Raúl Asencio (Anni 22 – Altezza 1.87 m – Piede preferito destro)
- N22 Antonio Rüdiger (Anni 32 – Altezza 1.90 m – Piede preferito destro)
- N4 David Alaba (Anni 33 – Altezza 1.80 m – Piede preferito sinistro)
COMPITI TATTICI
I difensori centrali del Real Madrid gestiscono ampie porzioni di campo, soprattutto in fase di transizione negativa. La priorità è la protezione preventiva e la copertura della profondità, con scivolamenti coordinati più che uscite aggressive isolate.
In fase di possesso contribuiscono alla prima costruzione con scelte pulite e tempi corretti. Alaba e Huijsen offrono qualità nell’impostazione, mentre Rüdiger e Militão rappresentano il riferimento fisico e aggressivo del reparto. Asencio garantisce rotazioni e continuità.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Buona qualità nel passaggio corto e medio, efficacia nei duelli difensivi e ottima lettura delle situazioni di gioco. Il reparto è affidabile nel gioco aereo e nella difesa dell’area, con capacità di adattarsi sia a blocchi medi sia a difesa alta.
DOTI FISICHE
Difensori potenti, reattivi, con elevata forza nei contrasti e buona velocità sulle lunghe distanze, fondamentali per sostenere l’alto ritmo competitivo.
ESTERNI BASSI
- N18 Álvaro Carreras (Anni 22 – Altezza 1.86 m – Piede preferito sinistro – Terzino sinistro)
- N20 Fran García (Anni 26 – Altezza 1.69 m – Piede preferito sinistro – Terzino sinistro)
- N23 Ferland Mendy (Anni 30 – Altezza 1.80 m – Piede preferito sinistro – Terzino sinistro)
- N12 Trent Alexander-Arnold (Anni 27 – Altezza 1.80 m – Piede preferito destro – Terzino destro)
- N2 Daniel Carvajal (Anni 34 – Altezza 1.73 m – Piede preferito destro – Terzino destro)
COMPITI TATTICI
Nel sistema del Real Madrid gli esterni bassi sono determinanti per l’equilibrio strutturale. In fase di non possesso garantiscono compattezza laterale e controllo dell’ampiezza. In fase di possesso alternano ampiezza e movimenti interni: Alexander-Arnold e Carvajal partecipano attivamente alla rifinitura, mentre Mendy e Carreras assicurano copertura e stabilità difensiva.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Buona gestione dell’uno contro uno difensivo, capacità di lettura dei tempi di salita e qualità nel gioco combinato con centrocampisti e ali. Alexander-Arnold offre una dimensione creativa superiore nella costruzione avanzata.
DOTI FISICHE
Giocatori con ottima resistenza aerobica, velocità di corsa e capacità di sostenere entrambe le fasi con continuità.
CENTROCAMPISTI
- N14 Aurélien Tchouaméni (Anni 25 – Altezza 1.87 m – Piede preferito destro – Mediano)
- N8 Federico Valverde (Anni 27 – Altezza 1.82 m – Piede preferito destro – Centrocampista)
- N6 Eduardo Camavinga (Anni 23 – Altezza 1.82 m – Piede preferito sinistro – Centrocampista)
- N19 Dani Ceballos (Anni 29 – Altezza 1.79 m – Piede preferito destro – Centrocampista)
COMPITI TATTICI
Il centrocampo rappresenta il fulcro dell’equilibrio tattico. In non possesso protegge il corridoio centrale e orienta la pressione. In possesso garantisce continuità, connessione tra i reparti e gestione dei ritmi. Tchouaméni agisce da schermo, Valverde fornisce dinamismo e inserimenti, Camavinga equilibrio e progressione, Ceballos gestione tecnica.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Ottima capacità di giocare sotto pressione, qualità nel passaggio e intelligenza posizionale. Buona alternanza tra gioco corto e verticalizzazioni.
DOTI FISICHE
Reparto dinamico, con elevata resistenza allo sforzo, capacità di copertura del campo e intensità continua.
TREQUARTISTI / ALI
- N5 Jude Bellingham (Anni 22 – Altezza 1.86 m – Piede preferito destro – Trequartista)
- N15 Arda Güler (Anni 20 – Altezza 1.76 m – Piede preferito sinistro – Trequartista)
- N7 Vinícius Júnior (Anni 25 – Altezza 1.76 m – Piede preferito destro – Ala sinistra)
- N11 Rodrygo (Anni 25 – Altezza 1.74 m – Piede preferito destro – Ala destra)
- N30 Franco Mastantuono (Anni 18 – Altezza 1.77 m – Piede preferito sinistro – Ala destra)
- N21 Brahim Díaz (Anni 26 – Altezza 1.70 m – Piede preferito sinistro – Ala destra)
COMPITI TATTICI
Gli esterni offensivi e i trequartisti sono fondamentali per creare superiorità numerica e imprevedibilità. In fase di possesso attaccano l’uno contro uno, si muovono tra le linee e attaccano lo spazio. In non possesso partecipano attivamente al pressing iniziale e, in blocco medio-basso, si abbassano sulla linea del centrocampo.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Altissima qualità tecnica, capacità di rifinitura e finalizzazione. Bellingham eccelle negli inserimenti, Vinícius nel dribbling e profondità, Rodrygo e Brahim nella combinazione nello stretto, Güler e Mastantuono nella creatività.
DOTI FISICHE
Giocatori rapidi, esplosivi, con ottime accelerazioni e buona tenuta atletica per sostenere entrambe le fasi.
ATTACCANTI
- N10 Kylian Mbappé (Anni 27 – Altezza 1.78 m – Piede preferito destro – Punta centrale)
- N16 Gonzalo García (Anni 20 – Altezza 1.85 m – Piede preferito destro – Punta centrale)
COMPITI TATTICI
Nel sistema del Real Madrid l’attaccante è chiamato a garantire profondità, finalizzazione e mobilità. Mbappé alterna attacchi centrali e laterali, liberando spazi per gli inserimenti dei trequartisti. In non possesso è il primo riferimento del pressing offensivo.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Grande capacità realizzativa, lettura avanzata dei movimenti difensivi avversari e abilità nel gioco senza palla. Gonzalo García rappresenta una soluzione di sviluppo e rotazione.
DOTI FISICHE
Velocità, esplosività e resistenza ad alte intensità, elementi chiave per sostenere il gioco verticale e le transizioni.
FASE DI POSSESSO (FDP)
In fase di costruzione della manovra, l’obiettivo del Real nella FDP è superare le linee di pressione avversarie per consolidare nella metà campo offensiva e arrivare alla finalizzazione con vantaggio. La costruzione rispetta i principi di tattica collettiva: scaglionamento offensivo, penetrazione, ampiezza, mobilità e imprevedibilità. L’idea guida è ottenere ricezioni pulite (fronte gioco) nei mezzi spazi o in zona 14, evitando “palla sporca” e forzature centrali quando l’avversario è in densità.
COSTRUZIONE
In fase di costruzione il Real Madrid mostra una chiara preferenza per un’uscita corta e controllata, orientata non al possesso sterile ma alla creazione di un vantaggio progressivo. L’obiettivo è attirare la prima pressione avversaria, stabilizzare il possesso nella zona di rischio e poi risalire con continuità verso la metà campo offensiva, mantenendo sempre una linea di passaggio “sicura” e una soluzione di uscita pulita. Per ottenere questo, la squadra costruisce spesso con una struttura riconducibile a un 1-3-1-3-3, in cui la prima linea viene supportata dal mediano che si abbassa con continuità per offrire una connessione centrale e dare ritmo alla risalita.
La gestione del reparto arretrato evidenzia interpretazioni differenziate e funzionali all’equilibrio. Huijsen assume un comportamento più conservativo: presidia la copertura e gestisce il rischio, mantenendo una posizione che tutela le transizioni e garantisce protezione preventiva. Al contrario, Asensio e Carreras lavorano più spesso in modo “da braccetti”, con posizioni interne e strette che aumentano le opzioni di passaggio dentro al campo e facilitano l’uscita centrale quando l’avversario prova a schermare l’ampiezza. In questo contesto, Carreras è il riferimento più proiettivo: accompagna l’azione con maggiore continuità, avanzando in modo più marcato rispetto ai compagni e offrendo una soluzione offensiva aggiuntiva sul lato.
Il ruolo del mediano (Camavinga) è determinante: si abbassa per ricevere, dà continuità al primo possesso e consente alla squadra di uscire dalla pressione senza forzare la giocata. La sua presenza come “punto di appoggio” centrale permette al Real di alternare due uscite principali: da un lato la progressione interna, attraverso raccordi e passaggi verticali quando si apre il corridoio utile; dall’altro l’uscita esterna, utile per fissare il blocco avversario e preparare la successiva connessione dentro il campo.
Un elemento strutturale costante è l’innalzamento del baricentro: il Real accompagna la costruzione con una salita corale, alzando anche la linea difensiva. Questo accorgimento accorcia la squadra, avvicina i reparti e rende più efficace il controllo territoriale, perché la pressione può essere sostenuta immediatamente in caso di perdita del possesso. In altre parole, la costruzione non è solo un mezzo per risalire: diventa anche la premessa per “schiacciare” l’avversario, ridurre i suoi spazi di uscita e costringerlo a difendere con poco respiro nella propria metà campo.
Da un punto di vista tattico, la prima discriminante che il Real analizza riguarda la disposizione e la scelta difensiva avversaria. In base all’atteggiamento rivale, la squadra sviluppa soluzioni ad hoc mantenendo principi costanti: attrarre, liberare, progredire.
Fondamentalmente, l’avversario ha tre possibilità principali:
- Pressione alta in parità numerica, con aggressione orientata sui primi riferimenti della costruzione;
- Pressione alta in inferiorità numerica, che richiede compensazioni e uscite aggressive per ristabilire parità in zona palla;
- Blocco medio/basso, con rinuncia alla pressione alta e densità centrale per proteggere l’area.
1) Pressione alta in parità numerica
Nel primo caso gli spazi di manovra si riducono e la costruzione richiede qualità e tempi rapidi. Il Real tende a costruire con struttura 1-3-1-3-3: base a tre per avere sempre un uomo libero e Camavinga che si abbassa a ricevere come riferimento centrale. La scelta diventa: uscire puliti e trovare subito la connessione interna o cambiare lato per liberare il giocatore in ampiezza.
2) Pressione alta in inferiorità numerica
Nel secondo caso il pressing avversario è “di rincorsa” e cerca di ristabilire parità sulla palla. Il Real sfrutta due soluzioni ricorrenti:
a) attirare il blocco sul lato forte per poi uscire alle spalle con cambio lato e attacco del lato debole;
b) gestione centrale tramite raccordi e ricezioni interne, sfruttando la capacità del mediano di dare continuità e dei giocatori tra le linee di ricevere fronte gioco.
3) Blocco medio/basso
Nel terzo scenario l’avversario si compatta e difende in densità. Il Real alza il baricentro e invita l’avversario a “uscire” con tre accorgimenti funzionali:
- conduzioni per fissare e far staccare un uomo dalla linea;
- retropassaggi ragionati per manipolare il blocco e generare spazio tra le linee;
- ampiezza sistematica per aprire il corridoio interno e liberare la zona di rifinitura.
SVILUPPO
Una volta superata la prima pressione e consolidato il possesso sulla linea dei centrocampisti, il Real orienta lo sviluppo verso lo spazio più conveniente da attaccare. La scelta dipende da come si comporta il centrocampo avversario: se accorcia in avanti, la squadra ricerca soluzioni alle spalle della pressione; se resta compatta, il Real costruisce vantaggio tramite ampiezza e mezzi spazi.
I principi di gioco rimangono ripetibili:
- attrazione della pressione e giocata alle spalle, con cambi lato e aperture;
- attacco dei mezzi spazi per entrare in rifinitura con ricezioni pulite;
- densità funzionale sul lato forte per creare connessioni rapide e liberare il lato debole.
Una tendenza marcata è lo sviluppo sul lato sinistro, dove la squadra dispone di riferimenti con elevata capacità di creare superiorità qualitativa e velocità di esecuzione. Il lato sinistro diventa spesso il lato “di creazione del vantaggio”, mentre il lato opposto accompagna e completa l’azione con presenza e seconde linee.
In questa fase assume grande rilevanza Bellingham, che si distingue per:
- verticalizzazioni taglia-linee;
- ricezioni tra le linee e conduzioni che rompono l’equilibrio avversario;
- capacità di trasformare il consolidamento in accelerazione.

RIFINITURA
Il Real, nella zona di rifinitura, alterna libertà individuale e principi posizionali: l’ampiezza serve a fissare, i mezzi spazi servono a connettere e la zona centrale serve a finalizzare. Quando l’avversario protegge l’area con molti uomini e costruisce un “muro”, il Real non forza necessariamente l’ingresso: aumenta la presenza in zona 14 per creare:
- tiri dal limite;
- seconde palle;
- imbucate su piccoli varchi generati dai movimenti degli attaccanti.
La rifinitura nasce spesso dall’ampiezza (specialmente lato sinistro), con scarichi interni e cut-back, oppure da ricezioni centrali pulite che abilitano verticalizzazioni immediate.
FINALIZZAZIONE
I modi in cui il Real tenta la via del gol sono molteplici e dipendono dal tipo di vantaggio creato:
- Attacco area con ingressi coordinati: presenza stabile di Mbappé e Bellingham dentro o a ridosso dell’area;
- Conclusioni da zona 14 quando l’area è schermata e l’avversario resta in densità;
- Cross e cut-back generati dall’ampiezza, con riempimento dell’area e rimorchi pronti sulla seconda linea;
- ricerca di micro-varchi creati dai movimenti degli attaccanti (tagli, smarcamenti corti e combinazioni rapide).

LATERALITÀ OFFENSIVA
Il gioco sugli esterni è un elemento centrale, soprattutto quando l’avversario protegge densamente il corridoio interno. In FDP il Real occupa l’ampiezza con continuità per:
- fissare la linea difensiva;
- creare 1vs1 e superiorità qualitativa;
- aprire corridoi per gli inserimenti nei mezzi spazi.
La catena di sinistra è spesso la più coinvolta nello sviluppo perché presenta più capacità di accelerazione e di creazione del vantaggio. La manovra tende a “nascere” dal lato forte (sinistra) e a “chiudersi” con presenza centrale e lato debole (seconda ondata), con l’ala destra che accompagna l’azione offrendo opzioni sul secondo palo o sul rimorchio.
FASE DI NON POSSESSO (FDNP)
In fase di non possesso il Real Madrid mostra un’identità difensiva fortemente proattiva e coerente con un modello di gioco orientato al controllo territoriale. L’organizzazione parte da un principio chiaro: ridurre tempo e spazio al portatore, limitare le linee di passaggio utili e impedire all’avversario di consolidare un possesso pulito fronte gioco. La squadra difende con un atteggiamento aggressivo, sostenuto dalla partecipazione collettiva al rientro: l’idea non è “aspettare” l’errore, ma forzarlo.
Dal comportamento osservato emerge una gestione difensiva prevalentemente uomo-orientata, con riferimenti individuali evidenti (1v1) e una forte attenzione a non concedere ricezioni comode. Il Real tende infatti a orientare l’avversario a giocare spalle alla porta, limitando la possibilità di girarsi e di attaccare frontalmente. In questo quadro, la densità sul lato palla e i raddoppi situazionali diventano strumenti determinanti: quando la palla entra in una “zona di pressione”, la squadra aumenta immediatamente intensità e aggressività, chiudendo spazio e linee di uscita.
PRIMO PRESSING
Il Real attiva un primo pressing con logica di riaggressione immediata: alla perdita del possesso o sul primo controllo del portatore avversario, il comportamento è orientato a una pressione rapida e coordinata. L’obiettivo è duplice: recuperare palla in tempi brevi oppure, se non possibile, sporcare la giocata e impedire una progressione pulita.
Il pressing non è casuale: viene sostenuto da una chiusura simultanea di linee di passaggio e spazi di ricezione, in modo da ridurre le soluzioni del portatore a giocate prevedibili. La squadra cerca frequentemente il raddoppio sul lato palla, soprattutto quando l’avversario riceve in zona laterale o con corpo non orientato verso il campo. In questi contesti, l’idea è spingere l’avversario verso linee di uscita “povere” (appoggi corti e laterali o lancio forzato), togliendogli il tempo per alzare la testa e scegliere.
Un elemento distintivo è la capacità di vincere i duelli individuali: l’orientamento 1v1 è sostenibile perché la squadra abbina aggressività a velocità di esecuzione e lettura situazionale. La conseguenza è una riduzione sensibile del giro palla avversario: molte ricezioni vengono portate spalle alla porta e molte seconde giocate diventano contendibili.
LINEA DIFENSIVA
La linea difensiva lavora con attenzione sulle distanze e sulla copertura preventiva, garantendo solidità nelle situazioni in cui la pressione alta viene superata. Quando la palla è scoperta (portatore sotto pressione, controllo non orientato), la linea può accorciare con più aggressività per comprimere ulteriormente lo spazio e sostenere la pressione dei reparti avanzati. Quando invece la palla è coperta e l’avversario è nelle condizioni tecniche di verticalizzare, la linea tende a una gestione più prudente della profondità, proteggendo l’imbucata e mantenendo un assetto che non conceda corse lunghe alle spalle.
Coerentemente con il modello di controllo territoriale visto anche in FDP, il Real difende cercando di mantenere la squadra corta: reparti vicini, riduzione degli spazi tra le linee e possibilità di intervenire rapidamente su seconde palle e respinte. Questa scelta aumenta la capacità di “soffocare” la manovra avversaria e rende più efficace la riaggressione, perché tanti uomini sono già vicini alla zona palla.
ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO
Il centrocampo rappresenta il reparto chiave nel dare continuità al comportamento uomo-orientato. I centrocampisti lavorano per impedire ricezioni pulite tra le linee, schermare i corridoi centrali e negare l’accesso comodo alla zona di rifinitura. La priorità è impedire che l’avversario possa giocare “fronte porta”: per questo, le uscite in pressione sono spesso aggressive e accompagnate da marcature ravvicinate.
In fase di pressione, il centrocampo non si limita a “scivolare”: partecipa attivamente alla chiusura delle linee e, quando necessario, si alza per aumentare densità e trasformare il duello in un contesto sfavorevole per il portatore. Quando invece l’avversario supera la prima pressione, il reparto è in grado di ricompattarsi con rapidità, ristabilendo una protezione prioritaria del corridoio centrale.

LATERALITÀ DIFENSIVA
Quando l’avversario tenta di sviluppare sulle corsie, il Real risponde con scivolamenti rapidi e densità sul lato palla. In particolare, l’uomo-orientamento e la ricerca dei duelli 1v1 vengono spesso supportati dal raddoppio: l’obiettivo non è solo impedire l’1vs1, ma togliere tempo alla giocata e impedire cross o combinazioni pulite sul fondo.
La scelta difensiva è chiara: concedere eventualmente un possesso laterale “controllato”, ma senza aprire linee interne. La squadra tende a proteggere prima il centro e l’area, e a considerare la corsia come zona in cui aumentare aggressività e intensità del duello, forzando l’avversario a giocare in spazi stretti e con ricezioni scomode.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Quando il Real riconquista palla, attiva una transizione offensiva rapida, coerente con il principio di verticalità: la riconquista deve diventare, quando possibile, un’immediata occasione di avanzamento. La scelta dipende da due fattori: spazio disponibile e pressione avversaria post-perdita.
Se l’avversario è sbilanciato o “aperto”, il Real ricerca la progressione immediata verso i riferimenti avanzati, valorizzando la qualità tecnica degli uomini offensivi e la capacità di attaccare campo. Se invece la riaggressione avversaria è efficace e riduce tempo e spazio, la squadra dimostra la maturità di consolidare e riorganizzare il possesso, evitando giocate forzate e tornando a una costruzione più controllata.
TRANSIZIONE DIFENSIVA
Alla perdita del possesso, il Real attiva un comportamento immediato di contro-pressing: pressione sul portatore e, simultaneamente, chiusura delle linee di passaggio più vicine. Il principio è chiaro: recuperare palla entro pochi secondi oppure rallentare la transizione avversaria, costringendola verso zone meno pericolose e più “controllabili”.
La densità con cui il Real attacca in FDP favorisce questo comportamento: essendo spesso vicino alla palla con molti uomini, la squadra può riaggredire con efficacia e trasformare la perdita palla in una nuova fase di pressione. Se la prima riaggressione non va a buon fine, il Real ripiega in modo ordinato e ricompone distanze corte tra i reparti, ripristinando un assetto compatto e prioritariamente centrale.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA
- Controllo territoriale e baricentro alto
- Costruzione flessibile e adattiva alla pressione
- Qualità nelle ricezioni interne e nei mezzi spazi
- Laterality offensiva strutturata
- Riaggressione immediata ed efficace in FDNP
PUNTI DI DEBOLEZZA
- Spazi alle spalle della linea difensiva alta
- Esposizione alle transizioni negative
- Prevedibilità dello sviluppo sul lato sinistro
- Elevata richiesta fisica e cognitiva nel sistema uomo-orientato








