Analisi Tattica: il Torino di Marco Baroni

analisi tattica e come gioca il Torino di Marco Baroni 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di possesso o fase offensiva in fase di non possesso o fase difensiva e in transizione

Analisi realizzata da Marco Carioti, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il TORINO di Marco Baroni: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Il Torino targato Marco Baroni si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione con un’identità tutta da costruire e importanti novità dal mercato estivo. Tra queste, spicca l’arrivo di Giovanni “Cholito” Simeone, colpo di spessore e punta di diamante dell’attacco granata, prelevato dal Napoli per aggiungere qualità, profondità e concretezza in zona gol. Insieme a lui, sempre dalla società partenopea, è arrivato anche Cyril Ngonge, esterno offensivo dotato di estro e imprevedibilità, chiamato a dare nuova linfa al reparto avanzato.

L’avvio di stagione non è stato semplice per la squadra di Baroni, con qualche difficoltà iniziale sia nella fase di costruzione che in quella difensiva. Tuttavia, dopo la prima sosta per le nazionali, il Torino ha dato segnali concreti di crescita, culminati in una prestazione di alto livello nella delicata trasferta all’Olimpico contro la Roma. In quella che può essere considerata una delle gare spartiacque dell’inizio di stagione, i granata sono riusciti a imporsi con autorità, portando a casa tre punti fondamentali e registrando il secondo clean sheet consecutivo.

A confermare l’efficacia e l’intensità della prestazione offerta dai ragazzi di Baroni ci pensano anche i dati statistici: due numeri su tutti fotografano alla perfezione la partita granata. Il 65% dei contrasti vinti e il 51% dei duelli aerei conquistati dimostrano quanto il Torino abbia saputo imporre il proprio ritmo, giocando una gara intensa, aggressiva e altamente competitiva su ogni zona del campo. Un segnale importante, che testimonia non solo la crescita della squadra dal punto di vista tattico, ma anche una rinnovata mentalità.

L’analisi tattica che segue prende in esame proprio questa partita, fondamentale non solo per il risultato ottenuto, ma per ciò che ha mostrato in termini di organizzazione, atteggiamento e solidità. Un Torino in netta crescita, momentaneamente al decimo posto in classifica, e pronto a costruire la sua stagione partendo da certezze che finalmente iniziano a consolidarsi.

 

SISTEMA DI GIOCO

SISTEMA DI BASE: 1-3-4-2-1

SISTEMA FDP: 1-2-1-3-4,1-3-3-4

FASE DI NON POSSESSO: 1-5-4-1

 

 

INTERPRETI

PORTIERI: Franco Israel (81, piede forte destro)

COMPITI TATTICI

Israel ha dimostrato grande prontezza nelle poche ma insidiose occasioni concesse dal Torino. La sua capacità di mantenere alta la concentrazione per tutta la durata della gara è stata decisiva per il secondo clean sheet consecutivo. I suoi interventi, sono stati puntuali e puliti, limitando al minimo i rischi su conclusioni da dentro e fuori area.

Israel si è reso disponibile per i centrali e ha gestito bene il possesso con i piedi, privilegiando scelte semplici e sicure. Il suo posizionamento ha permesso alla linea difensiva di allargarsi e di trovare soluzioni pulite in uscita, senza forzare verticalizzazioni rischiose.

 CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Israel si è distinto per aver comunicato sempre con la linea difensiva. Ha guidato la retroguardia con personalità, richiamando marcature e posizionamenti, specialmente sui calci piazzati difensivi, dove il Torino ha sofferto meno del previsto grazie a una buona organizzazione.

CARATTERISTICHE FISICHE

Israel , è un portiere strutturato, alto 189 cm. Le sue uscite alte  sono state efficaci, aiutando la difesa a liberarsi senza affanni.

 

DIFENSORI CENTRALI:

Saul Coco (23, piede forte destro)

Guillermo Maripan (13, piede forte destro)

Ardian Ismajli (44,piede forte destro)

COMPITI TATTICI

In fase di possesso Maripan tendeva a sganciarsi dalla linea dei tre centrali per alzarsi sulla linea dei centrocampisti e quindi togliere alla Roma la possibilità di avere un riferimento basso centrale nella fase di costruzione e ad abbassarsi giocando uomo su uomo, mentre Coco e Ismajli nella fase di possesso tendevano ad allargarsi e a non stare stretti in modo da lasciare la zona centrale di gioco ad Asllani che tendeva a prendere il posto di Maripan.In fase di non possesso  i tre centrali giocavano molto vicini sui tre riferimenti offensivi della Roma. In base a dove si svolgeva l’azione il centrale di riferimento andava forte sugli attaccanti della Roma, mentre Maripan aveva più il compito di andare sulle seconde palle lunghe che scavalcano i braccetti, quindi avendo più un compito di copertura e prevenzione che di vera marcatura.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Le caratteristiche tecniche dei tre sono più o meno simili, giocatori forti fisicamente e sui duelli aerei e a terra. Maripan rispetto agli altri due compagni è anche molto forte ed esplosivo nel proteggere la profondità.

DOTI FISICHE

Tutti e tre sono giocatori dotati di un’ottima struttura fisica che gli permette di essere dominanti nel gioco aereo e sui traversoni in area della squadra avversaria

 

ESTERNI BASSI:

Lazaro (20, piede forte destro)

Biraghi (34, piede forte sinistro)

COMPITI TATTICI

Nella squadra di Baroni in fase di non possesso i due quinti giocavano sulla linea dei tre centrali andando a comporre una linea a 5 compatta.

Biraghi sul giro palla della Roma aveva il compito di accorciare e uscire forte su Wesley o chi giocava in quel momento sullo stesso suo out laterale in modo da velocizzare poi la manovra e portarli a perdere il pallone.

Lazaro svolgeva lo stesso compito di Biraghi invece sull’out di destra accorciando e uscendo forte su Angelino quando la Roma giocava palla sulla sinistra.

In fase di possesso entrambi gli esterni avevano il compito di accompagnare l’azione alzandosi sulla linea degli attaccanti, prendere ampiezza del campo e cercare con svariati traversoni di mettere in difficoltà la difesa della Roma.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Biraghi è un giocatore di esperienza dotato di un’ottimo sinistro che gli permette di essere molto efficace anche quando va a battere le palle inattive.

Lazaro rispetto al compagno è un giocatore magari meno tecnico ma dotato di una buona gamba che gli permette di svolgere con estrema forza le due fasi.

DOTI FISICHE

Giocatori di una buona struttura fisica sopra ai 180 cm, ma sicuramente con tanta energia da spendere.

 

CENTROCAMPISTI:

Asllani(32, piede forte destro)

Casadei(22, piede forte destro)

Ilic(8, piede forte sinistro)

Tameze(61, piede forte destro)

COMPITI TATTICI

In fase di possesso Asllani era il link player principale del Torino con compiti specifici di giro palla, dettare i tempi e verticalizzazioni alle spalle dei difensori della Roma per sfruttare le doti aerobiche dei tre attaccanti del Torino. Asllani quando il Torino costruiva dal basso si abbassava sulla linea dei 3 centrali prendendo il posto di Maripan e iniziando lui la manovra.

Casadei invece giocava in verticale rispetto al compagno di reparto e in fase di possesso aveva più compiti di inserimento alle spalle di Simeone e di comunque essere presente in area di rigore per ricevere i traversoni che partivano dalle corsie esterne.

In fase di non possesso giocavano prevalentemente sulla stessa linea, dove Asllani aveva il compito sul giro palla della Roma di uscire sul centrocampista sinistro che si apriva a ricevere palla  al lato di Mancini che poteva essere spesso Cristante, mentre Casadei faceva lo stesso movimento sul versante opposto su Konè.

Però tale movimento veniva fatto anche se non erano i centrocampisti della Roma ad aprirsi ma i braccetti a portare palla e ciò ha mostrato come il Toro in fase di non possesso adottasse un vestito molto chiaro legato al calcio posizionale con compiti specifici in base allo sviluppo della squadra avversaria.

Ilic e Tameze sono entrati praticamente dopo il goal del Torino e nel momento di massimo sforzo della Roma, avevano più che altro il compito di gestire il pallone quando lo avevano tra i piedi e portare freschezza a centrocampo cercando di andare a creare densità al centro e essere presenti con fisicità in area di rigore sui cross e palle inattive della Roma.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

La caratteristica principale di Asllani è sicuramente quella di saper gestire il pallone e di essere un metronomo della squadra, sapendo quando accellerare e quando rallentare e consolidare il possesso.

Casadei è più energico e quindi la sua caratteristica principale è quella di saper farsi trovare presente in area quando serve e di raddoppiare in fase di non possesso quando è necessario.

DOTI FISICHE

I quattro centrocampisti del Cagliari sono giocatori dotati di ottima struttura fisica e atletica.

Chiaramente Asllani e Ilic rispetto agli altri sono più play, mentre Casadei e Tameze risultano essere più energici.

 

TREQUARTISTI:

Vlasic(10, piede forte destro)

Ngonge(26, piede forte sinistro)

Aboukhlal(7, ambidestro)

Anjorin(14, piede forte destro)

COMPITI TATTICI

In fase di non possesso sul giro palla della Roma sia Vlasic che Ngonge avevano semplicemente il compito di abbassarsi sulla linea dei due centrali di centrocampo, comporre una linea a 4 e uscire sui braccetti della Roma quando entravano in fase di possesso.

Quando la Roma eseguiva una costruzione alta andavano anche a raddoppiare sui quinti creando una forte densità nella catena laterale difensiva che permetteva al Toro in zona laterale di recuperare molti palloni.

In fase di possesso in base a dove si sviluppava l’azione avevano compiti di venire a legare il gioco con il centrocampo e il trequartista opposto alzarsi sulla linea di Simeone pronto ad attaccare la profondità.

Una mossa strategica di Baroni è stata proprio di spingere su questo concetto tale per cui a turno sia Ngonge che Vlasic andavano a giocare alla spalle di Hermoso e Ndicka e aspettare la verticalizzazione di Asllani e pronti ad attaccare lo spazio lasciato libero dalla Roma che pressava uomo su uomo e quindi i tre centrali spesso giocavano uno contro uno con gli attaccanti del Toro che pronti a questa situazione attaccavano spesso la lo profondità stressando molto la fase di non possesso della Roma.

Aboukhlal subentrato a Ngonge ha svolto gli stessi compiti chiaramente curando maggiormente la fase di non possesso.

Stesso discorso valido per Anjorin che è subentrato nei minuti finali a Vlasic.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Vlasic ha mostrato ottime caratteristiche con palla tra i piedi, dotato di una buona tecnica e tiro da fuori area, oltre ad una spiccata capacità di inserimento alle spalle dei difensori avversari.

Ngonge invece a differenza del compagno di reparto è meno palleggiatore ma dimostra di avere un buon spunto nell’1vs1.

Aboukhlal ha dimostrato una buona capacità di accompagnare l’azione e quindi una discreta gamba e forza nella pressione.

Anjorin è entrato a pochi minuti dalla fine per poter dare un giudizio su una caratteristica specifica.

DOTI FISICHE

Tutti i trequartisti hanno dimostrato di essere giocatori energici e di grande forza fisica poiché chiamati spesso a giocare l’1vs1 frontale e dorsale con i difensori della Roma.

ATTACCANTI

Simeone(18, piede forte destro)

Adams(19, piede forte destro)

COMPITI TATTICI

In fase di non possesso il Cholito Simeone aveva chiari compiti di essere il primo riferimento nel blocco basso del Torino ad andare a sporcare i palloni giocati dai centrocampisti della Roma e nello specifico spesso andava su Cristante quando giocava sul versante centrale.

Nella costruzione bassa della Roma, aveva il compito di uscire forte sul primo play della Roma che era Mancini.

In fase di possesso il Cholito aveva compiti molto dispendiosi ed energici, cercando di allargare sempre la difesa della Roma giocando su tutto il fronte offensivo e sfruttare le sue capacità balistiche con tiri da fuori area nei contropiedi concessi dalla Roma.

Esattamente così nasce il gol segnato dal Toro in contropiede.

Sulla costruzione diretta di Israel andava a giocare  sempre sul riferimento centrale della Roma che era Mancini cercando di vincere duelli aerei e far salire la squadra.

Che Adams, entrato al posto di Simeone nell’ultima mezz’ora, ha avuto gli stessi compiti del cholito con una richiesta aggiuntiva di raddoppiare e aiutare in area di rigore nei minuti di forcing finale da parte dei romanisti.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Simeone è dotato di un gran calcio da fuori area e un buon senso della posizione che gli permette di farsi trovare sempre al posto giusto e al momento giusto

DOTI FISICHE

Sia Simeone che Adams non sono dotati di una struttura fisica possente, ma hanno una grande energia che gli permette di attaccare spesso la profondità e stressare la linea difensiva avversaria

 

FASE DI POSSESSO (FDP):

In fase di possesso il Toro aveva lo scopo di tenere entrambi i quinti alti per sfruttare le catene laterali e cercare di sviluppare il gioco sulle corsie per poi attaccare la profondità quando la Roma giocando uomo su uomo concedeva campo agli attaccanti e esterni del Toro

 

COSTRUZIONE:

Nella prima fase di costruzione il Torino alternava ad una costruzione 2+1 con Coco e Ismajli aperti con Asllani link player che prendeva il posto di Maripan e veniva a costruire basso, una costruzione diretta per non permettere proprio alla Roma fin dalla fase di primo possesso di eseguire il suo pressing forte sui portatori di palla del Toro e abbassandogli il baricentro della squadra.

 

SVILUPPO

Lo sviluppo era molto veloce del Toro con giocate codificate a cercare la verticalità degli attaccanti quando Asllani entrava in possesso della sfera.

 

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RIFINITURA

In zona di rifinitura il Toro portava sempre almeno i due trequartisti vicino a Simeone per liberare lo spazio sulle fasce occupate da Biraghi e Lazaro, in più partecipava Casadei.

Quindi il Toro cercava di riempire l’area sempre con almeno 4 giocatori.

FINALIZZAZIONE

I modi in cui gli uomini di Baroni cercano la finalizzazione sono molteplici:

  • Sfruttare le capacità tecniche di tiro da fuori dei principali giocatori offensivi, tra cui Simeone e Vlasic;
  • Riempimento con almeno 4 effettivi dell’area di rigore per ricevere i cutback e traversoni  dei quinti.

 

LATERALITA’ OFFENSIVA

Nella partita contro  la Roma, il Torino ha dimostrato una forte lateralità offensiva sfruttando la presenza costante di entrambi i quinti nell’accompagnare l’azione e soprattutto la bravura dei trequartisti nell’1vs1 laterale.

Il goal del Torino nasce da una buona giocata in campo aperto che si sviluppa da un 1vs1 vinto da parte del trequartista Toro nel secondo tempo sulla fascia destra

 

FASE DI NON POSSESSO (FDNP):

PRIMO PRESSING

Le trappole create da Baroni avevano il compito di alternare un primo pressing forte quando la Roma costruiva dal basso ad una  pressione organizzata con un blocco basso e denso quando la Roma costruiva alta lasciando il giro palla alla Roma ma intasando tutti gli spazi tra le linee e non permettendo a Soulè e Dybala di ricevere tra centrocampo e difesa Toro quando schierati.

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LINEA DIFENSIVA

La linea difensiva aveva il compito specifico di rimanere compatta sulla propria trequarti campo e di accorciare forte sui riferimenti quando veniva saltato il primo pressing, con un atteggiamento molto aggressivo che chiaramente portava a commettere svariati falli per evitare che i giocatori offensivi della Roma prendessero palla con libertà.

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO

I due centrocampisti avevano il compito di prendere a uomo i centrocampisti della Roma quando si aprivano a giocare il pallone lateralmente ma sempre mantenendo la propria posizione in campo e non facendosi attrarre dallo svuotamento e dal riempimento continuo da parte dei giocatori della Roma dello spazio in mezzo al campo.

LATERALITA’ DIFENSIVA

Uno dei maggiori punti di forza notati in questa analisi è stata proprio la lateralità difensiva del Torino che alternava questa pressione orientata quando la Roma conduceva palla centralmente con l’intento di indirizzare la giocata all’esterno e una volta che la Roma usciva all’esterno si formavano sempre queste coppie a costruire un 4vs4 laterale che i giocatori del Torino hanno sempre vinto e che non permettevano alla Roma di giocare il pallone in maniera pulita, ma anzi di alzare il pallone su Dybala che diventava terra di conquista da parte dei difensori del Toro.

 Coco e Ismajli erano sempre ben codificati con i compagni laterali e sceglievano bene il tempo di uscita sui riferimenti trequartisti della Roma e recuperavano palla agevolmente.

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TRANSIZIONE OFFENSIVA

Si cercava sempre di andare in verticale e cercare la profondità una volta riconquistata palla per mettere in difficoltà i difensori della Roma in campo aperto

 

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Una volta perso il pallone, in base alle zone di campo in cui il pallone veniva perso si alternava una riaggressione forte sul portatore di palla se veniva persa nella metà campo della Roma per cercare di riconquistare palla più alto possibile, al ricompattarsi velocemente sotto palla per non concedere spazio e profondità agli attaccanti romanisti.

 

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

  • Fisicità
  • Organizzazione difensiva
  • Capacità balistica dei singoli

 

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Irruenza nei contrasti che porta a fare molti falli e a subire molti cartellini
  • Se pressati alti scarsa capacità di costruire una azione manovrata dal basso

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