Analisi Tattica: l’Inter di Cristian Chivu 2026-2027

Analisi realizzata da Pietro Gramaticopolo, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca l’INTER di Cristian Chivu 2026-27: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Dopo aver raggiunto l’anno passato la vittoria dello scudetto, l’Inter vuole riconfermarsi in Italia come squadra da battere, in continuità con il lavoro svolto l’anno precedente.

Intraprendendo un percorso in continuità con il ciclo precedente di Inzaghi, Chivu già l’anno scorso decide di non cambiare sistema di gioco e di non stravolgere i concetti chiave con cui la squadra attacca e difende, aggiungendo però alcuni meccanismi nuovi, meno elaborati e più verticali rispetto a quelli messi in atto da Inzaghi. Chivu però, essendo un allenatore giovane e con relativamente poca esperienza nelle prime squadre (13 partite come allenatore del Parma e 1 stagione come allenatore dell’Inter) tende a volersi evolvere, vuole sperimentare nuove idee e per farlo ha chiesto alla società di inserire nuovi interpreti in grado di offrire soluzioni differenti, anche a partita in corso. Il calcio di Chivu sembra essere sempre più alla ricerca della verticalità e del dominio del gioco soprattutto per quanto riguarda il ritmo e l’intensità, che vengono tenute sempre alti dalla squadra nerazzurra.

A disposizione di Chivu per la stagione 2026/2027 troviamo una rosa molto profonda e di grande qualità, ricca di giocatori tecnici e molto abili nel palleggio, mentre è carente di giocatori abili dell’1 contro 1 capaci di creare da soli superiorità numerica.

 

 

 

SISTEMA DI GIOCO

L’Inter di Chivu si posiziona in campo con un 1-3-5-2 molto versatile, che tende a trasformarsi in fase di non possesso in un 1-5-3-2 e in fase di possesso in un 1-3-3-4. La caratteristica principale dell’Inter di Chivu riguardo al sistema di gioco è che la qualità dei giocatori in campo, sia tecnica che tattica, permette agli stessi di muoversi e scambiarsi molto di posizione con i compagni, tenendo presente il compito da portare a termine in base alla zona del campo occupata e dal momento della partita. I compiti sono chiari, la fantasia a livello di dribling è carente, ognuno sa cosa deve fare nel dettaglio con la consapevolezza di dover saper svolgere più compiti interpretando più ruoli all’interno della stessa partita.

In fase di non possesso i due esterni di centrocampo si posizionano sulla linea dei tre difensori, formando una linea 5 stretta, volta a chiudere qualsiasi spazio centralmente. I tre centrocampisti lavorano in linea, con il regista nel vertice basso e le mezze ali pronte ad uscire in pressione sul portatore di palla sull’esterno. In questo caso anche gli attaccanti accorciano, mantenendo corta e compatta la squadra, abbassando uno dei due in aiuto ai centrocampisti e lasciando alto il solo attaccante “boa” (Pio se è in campo, altrimenti Lautaro), con il compito di raccogliere, gestire e smistare il pallone recapitatogli in caso di ripartenza. In caso la squadra avversaria mantenga molti uomini sotto la linea del pallone, i due attaccanti si alzano giocando più vicini, mentre i tre centrocampisti si muovono in linea, non uscendo forte sul portatore ma indirizzando il possesso avversario sugli esterni, zona in cui l’Inter cerca di recuperare spesso palla per poi andare direttamente dalla “boa”, che avrà il compito di scaricare la palla al centrocampista mentre l’altro attaccante attacca la profondità, pronto a ricevere il lancio del giocatore servito dalla “boa”.

Ne caso in cui Chivu voglia applicare più pressione in fase di costruzione avversaria nella propria metà campo, il sistema può diventare un 1-5-2-3, portando un attaccante e un esterno a pressare insieme alla punta per cercare di forzare il lancio lungo verso la difesa a 5 schermata dal centrocampo a 2.

In fase di possesso il modulo è soggetto a grandi rotazioni e cambio di ruoli continuo tra i braccetti e le mezzeali. L’ 1-3-5-2 di base, diventa velocemente un 1-3-1-4-2 (o 1-3-2-1-4 in situazioni di transizione offeniva) in fase di costruzione per poi diventare un 1-3-2-5 in fase di sviluppo e rifinitura. In fase di costruzione gli esterni si alzano sulla linea dei centrocampisti, giocando molto larghi, per permettere ai braccetti di allargarsi e di costruire con l’aiuto del regista con lo scopo di trovare libera una delle due mezze ali. Nel momento in cui la prima pressione viene saltata, gli esterni salgono sulla linea degli attaccanti mentre il braccetto dal lato debole si butta dentro, aggiungendosi alla manovra offensiva. In questo caso la mezzala dal lato del braccetto che si è sganciato in avanti, arretra leggermente per creare una linea di copertura a tre con il centrale e l’altro braccetto. I tre uomini più arretrati dell’Inter, in questo momento, hanno il compito di fornire un supporto arretrato per far ricominciare l’azione e cambiare lato del campo. Il regista e l’altra mezzala invece, accompagnano l’azione al limite dell’area, attendendo un pallone sporco da calciare verso lo specchio in caso il cross dall’esterno (una delle soluzioni più usate) venga respinto. Altra rotazione tipica è quella che prevede l’abbassamento di entrambe le mezze ali, per permettere ai braccetti di salire e di formare insieme all’esterno di centrocampo due catene di spinta, una lato palla (solitamente quella di sinistra salvo per gli isolamenti di Diouf) e una lato debole (quella di destra con gli inserimenti in area di Bisseck). In questo caso il sistema di gioco diventa un 1-3-1-6 asimmetrico, dove le mezze ali affiancano il centrale nella linea difensiva, il regista occupa il centro del campo, il braccetto di sinistra lavora con l’esterno cercando tramite triangolazioni e sovrapposizioni di arrivare in zona trequarti per poi effettuare un cross verso l’aera dove le due punte, il braccetto e l’estero opposti si spartiscono lo spazio occupando bene sia il centro area che il secondo palo, lasciando al regista e alle mezze ali il compito di arrivare da dietro per chiudere l’azione.

In situazioni di necessità, l’Inter di Chivu trasforma l’1-3-5-2 di base in un 1-3-4-3 (mossa tattica accompagnata da alcune sostituzioni per cambiare gli interpreti), che in fase di non possesso tende a tornare un 1-5-4-1 con l’abbassamento dei due esterni di centrocampo sulla linea dei difensori e quello dei due esterni alti sulla linea dei centrocampisti. In fase di possesso invece si trasforma in un sistema molto offensivo, nel quale gli esterni di centrocampo si alzano sulla linea degli attaccanti lasciando spazio di salire ai braccetti, trasformando momentaneamente l’assetto in un 1-1-4-5, con l’intento sia di riempire l’area di rigore che di portare uomini sul lato debole, favorendo cambi di gioco improvvisi.

SISTEMA DI BASE: 1-3-5-2

SISTEMA FDNP: 1-5-3-2 o 1-5-2-3

SISTEMA FDP: 1-3-1-4-2 o 1-3-2-1-4 o 1-3-3-4 o 1-3-2-5 o 1-3-1-6

SISTEMA OFFENSIVO FDP: 1-3-4-3 o 1-1-4-5

SISTEMA OFFENSIVO FDNP: 1-5-4-1

 

INTERPRETI:

PORTIERI

CARATTERISTICHE TECNICHE E FISICHE

  • 1 Josep Martinez (piede forte destro): chiamato a prendere l’eredità di Sommer, viene promosso da secondo portiere della passata stagione a titolare. Gode della fiducia di tutto l’ambiente, anche se a volte si dimostra insicuro nelle scelte, forse data la poca esperienza come titolare ad alti livelli. Portiere abile nel gioco con i piedi che tra i pali si dimostra buono, non eccellente. Esplosivo e sicuro nelle uscite, gode di una personalità forte con cui guida il reparto difensivo.
  • 49 Ivan Provedel (piede forte destro): portiere con esperienza da titolare in serie A con la maglia della Lazio, portiere abile nelle uscite che non eccelle tra i pali, ma è dotato di una buona tecnica di base che gli permette di partecipare alla costruzione.
  • 12 Raffaele Di Gennaro (piede forte destro): ricopre il ruolo di terzo portiere.

COMPITI TATTICI

L’Inter utilizza molto il portiere nel giro palla iniziale della costruzione, utilizzandolo come terzo uomo da raggiungere per passare da una parte all’altra del campo in attesa di trovare il regista o le mezze ali. In caso di pressing riuscito degli avversari, Chivu chiede comunque al suo portiere di non buttare mai la palla se possibile, condizione che talvolta può mettere in difficoltà il portiere stesso. In caso ci siano le condizioni, il portiere può utilizzare la soluzione del lancio lungo verso la punta, ma non deve mai trattarsi di un lancio finalizzato a sé stesso per allontanare la palla dalla propria area. Le indicazioni di Chivu sono chiare: non si butta via la palla.

DIFENSORI CENTRALI E BRACCETTI

CARATTERISTICHE TECNICHE E FISICHE

  • 25 Manuel Akanji (piede forte destro): difensore di esperienza, che trasmette sicurezza al reparto. Abile nel gioco aereo e in marcatura, tende ad essere utilizzato come braccetto destro per sfruttare le sue qualità tecniche in costruzione.
  • 6 John Stones (piede forte destro): giocatore di livello assoluto, arrivato in questa sessione di mercato per aggiungere esperienza e personalità al reparto. Fisico imponente, grandi qualità tecniche e visione di gioco, in passato ha giocato anche da centrocampista.
  • 95 Alessandro Bastoni (piede forte sinistro): il suo mancino è centrale nella costruzione dal basso dell’Inter. Ha grandi qualità tecniche ed è abile nel gioco aereo a discapito di una marcatura e attenzione difensiva non sempre eccellenti. Giocatore centrale nell’Inter, capace di creare scompiglio con inserimenti o sovrapposizioni sulla corsia per sfruttare le sue qualità di cross.
  • 28 Benjamin Pavard (piede forte destro): giocatore di esperienza, pulito negli interventi e ordinato all’interno del reparto. Difensore relativamente veloce, dotato di una buona tecnica palla al piede e offre pericolosità sui calci piazzati.
  • 31 Yann Bissek (piede forte destro): giocatore molto forte fisicamente e per questo dominante nei duelli aerei, molto veloce e bravo a leggere le situazioni. Rispetto al resto del reparto, è il più carente in quanto a tecnica di base, risultando talvolta goffo negli interventi.

COMPITI TATTICI

Ai difensori centrali (solitamente Stones o Akanji, all’occorrenza Bissek) viene richiesta in FDNP una marcatura stretta sulla punta avversaria, guidando la linea mentre in FDP viene chiesto al centrale di fungere da perno ultimo del giro palla della squadra. I braccetti invece in FDNP tendono a stringersi dividendosi con il centrale difensivo i compiti di marcatura e copertura, mentre durante i contropiedi tendono a ripiegare loro larghi sull’esterno. In FDP invece godono di molta libertà a spingersi in avanti per alimentare l’azione. In particolare, il braccetto di sinistra tende ad accompagnare sull’esterno la manovra pronto a ricevere lo scarico per un cross in area, mentre il braccetto di destra si inserisce attaccando l’area di rigore avversaria.

ESTERNI DI CENTROCAMPO

CARATTERISTICHE TECNICHE E FISICHE

  • 32 Federico Dimarco (piede forte sinistro): esterno con spiccate doti in zona gol e assist, grazie al suo mancino di livello altissimo che lo rende pericoloso anche sui calci piazzati. Pecca difensivamente a livello fisico e posizionale, anche se dotato di grande velocità e aggressività.
  • 24 Djed Spence (piede forte destro): laterale di spinta con grandissime qualità atletiche a discapito di quelle tecniche. Poco contributo in zona gol, caratteristiche più da terzino che da esterno di centrocampo. È alla prima esperienza in maglia nerazzurra.
  • 30 Carlos Augusto (piede forte sinistro): È il sostituto naturale di Dimarco, anche se grazie alla sua versatilità e concentrazione, può ricoprire anche il ruolo di braccetto sinistro. Forte fisicamente e con un buon piede, rappresenta un’alternativa valida ai titolari.
  • 17 Andy Diouf (piede forte sinistro): centrocampista dal passo veloce e dalla buona tecnica, riadattato ad esterno a tutta fascia viste le sue qualità aerobiche. La sua tecnica abbinata al passo rapido gli permettono di puntare spesso l’uomo, rappresentano l’unico giocatore della rosa con caratteristiche di questo tipo.
  • 11 Luis Henrique (piede forte destro): giocatore apparentemente fuori dal progetto, veloce e tecnico, anche se disordinato e distratto in fase difensiva.

COMPITI TATTICI

I compiti tattici degli esterni destri sono diversi da quelli degli esterni sinistri. La catena braccetto-esterno di sinistra dell’Inter in FDP lavora in sinergia, con l’obiettivo di arrivare sulla trequarti o sul fondo per mettere un traversone o un cross, rispettivamente per le punte o per il braccetto e l’esterno opposto. Sempre in FDP la fascia di destra viene occupata dall’unico giocatore con caratteristiche compatibili con l’1v1, ovvero Diouf, il cui compito è quello di puntare l’avversario per rientrare sul mancino o andare sul fondo per mettere in area un cross o un cutback. Con Luis Hernrique l’anno scorso e con Spence in futuro, il compito dell’esterno destro è quello di inserirsi in area e giocare alto, in modo da ricevere i cambi di gioco e i cross dell’esterno opposto, creando il collegamento esterno-esterno. In FDNP invece i compiti tattici sono i medesimi, viene richiesto di ripiegare sulla linea difensiva formando una linea a 5, occupandosi così della copertura delle fasce.

CENTROCAMPISTI CENTRALI

CARATTERISTICHE TECNICHE E FISICHE

  • 20 Hakan Calhanoglu (piede forte destro): regista dalle grandissime doti tecniche e balistiche, possiede una grande visione di gioco e di un lancio preciso. Rappresenta il perno del centrocampo. Ha doti di interdizione e intercetto anche se non eccelle atleticamente. Pericoloso sui piazzati.
  • 23 Nicolò Barella (piede destro forte): rappresenta il motore della squadra, classico giocatore “box to box”, dotato di una buona tecnica e abile nel palleggio, non spicca per qualità fisiche e tende ad innervosirsi spesso. Più abile negli inserimenti che nel tiro da fuori.
  • 7 Piotr Zielinski (piede destro forte): giocatore elegante e dalle grandi doti tecniche e balistiche, soprattutto nel tiro al volo e da fuori. Mezzala di palleggio più che di inserimento, non eccelle per qualità fisiche e atletiche. Tende ad essere fragile fisicamente.
  • 21 Curtis Jones (piede forte destro): nuova pedina nello scacchiere di Chivu, arrivata per dare energia e sostanza al centrocampo. Meno abile a livello balistico dei suoi compagni di reparto, offre una alternativa più di sostanza. Buona tecnica di base e grande corsa, rappresentando un centrocampista “box to box” abile negli inserimenti e nel palleggio.
  • 8 Petar Sucic (piede forte destro): giocatore con ottime qualità tecniche e capacità di palleggio, meno incisivo dal punto di vista realizzativo rispetto ai compagni di reparto ma abile negli inserimenti e nel dribbling, grazie alla sua abilità nel controllo palla.
  • 22 Henrikh Mkhitaryan (piede forte destro): giocatore navigato, di esperienza, abile nel palleggio e nelle letture difensive. Duttile viste le sue qualità palla al piede, paga fisicamente sia la statura che l’età avanzata.
  • 5 Aleksandar Stankovic (piede forte destro): giovane prospetto, abile nel ruolo di regista per quanto riguarda il palleggio e il lancio lungo, meno incisivo in fase di non possesso ma ha grandi margini di miglioramento.

COMPITI TATTICI

La grande qualità del centrocampo dell’Inter permette a tutti gli interpreti di adattarsi a tutti e tre i compiti tattici dei centrocampisti. In FDNP i tre centrocampisti devono rimanere stretti, formando una barriera centrale davanti alla linea difensiva volta a spingere il possesso palla avversario sugli esterni, dove le mezze ali danno una mano in copertura. In FDP i tre giocano scaglionati, continuando a scambiarsi tra loro nel ruolo di mediano che scende a prendere palla per non dare punti di riferimento. Tendenzialmente uno tra Calhanoglu e Zielinski si abbassa sulla linea dei difensori per impostare da dietro a palla scoperta, mentre le altre mezze ali si muovono in mezzo al campo per cercare di liberare un corridoio di passaggio per saltare la prima pressione avversaria. Le due mezze ali lavorano come un pendolo, quando una si abbassa sulla linea dei difensori per la costruzione dal basso insieme al mediano, l’altra sale in posizione centrale per andare a raccogliere lo scarico della punta. Raramente viene richiesto ai centrocampisti l’inserimento in area, viste le doti balistiche a disposizione di Chivu, l’idea è che il mediano e almeno una delle due mezze ali seguano l’azione aspettando al limite dell’area uno scarico o una palla sporca per tentare il tiro da fuori.

ATTACCANTI

CARATTERISTICHE TECNICHE E FISICHE

  • 10 Lautaro Martinez (piede forte destro): è il capitano e l’anima della squadra. Giocatore di livello internazionale, forte tecnicamente, pericoloso in area e abile a legare i reparti grazie al suo baricentro basso. Nonostante la stazza non imponente, è molto forte nei colpi di testa. Un vero lottatore e leader della squadra, più si infiamma la partita più lui diventa decisivo.
  • 9 Marcus Thuram (piede forte destro): giocatore veloce e abile ad attaccare la profondità. Straripante fisicamente ma a volte poco cinico sotto porta. Ottime qualità tecniche anche se non è un driblatore, talvolta incostante nei 90 minuti.
  • 94 Pio Esposito (piede forte destro): giovane di prospetto dalle grandissime qualità fisiche. Un 9 di altri tempi, in grado di fare molto bene il lavoro di “boa” per poi attaccare l’area. Ha grandi margini di miglioramento.
  • 14 Ange Yoan Bonny (piede forte destro): giocatore con caratteristiche fisiche simili a quelle di Thuram, anche se dotato di maggiori qualità tecniche nello stretto ma di minor capacità realizzative. Spesso fatica ad entrare in partita, rendendo meglio da subentrato.

COMPITI TATTICI

I compiti tattici degli attaccanti dell’Inter vanno divisi in base alle caratteristiche dei singoli. Lautaro e Pio rappresentano il pivot della squadra, ovvero in FDP sono il riferimento offensivo centrale e il loro compito è quello di proteggere palla e smistarla, per poi attaccare con ferocia l’area di rigore. In FDNP restano il punto di riferimento offensivo, scendendo sotto la linea della palla e indirizzando il pressing, senza forzarlo. Thuram e Bonny invece hanno principalmente il compito di attaccare la profondità alle spalle della “boa”, pronti a ricevere la palla dei centrocampisti al di sopra della linea difensiva. Spesso viene chiesto loro di svariare sul fronte d’attacco allargandosi per cercare l’1 contro 1. Giocano vicino al compagno di reparto, pronti a tagliare alle spalle della difesa. In FDNP tendono a comportarsi come la “boa”, indirizzando il pressing, salvo occuparsi di ripiegamenti in caso di necessità sugli esterni, lasciando alto e privo di compiti di ripiegamento il compagno di reparto.

 

FASE DI POSSESSO:

COSTRUZIONE

La costruzione dell’Inter è molto paziente e codificata e si affida poco alla fantasia del singolo sul momento. Il giropalla iniziale tra difensori e portiere serve a capire come si comporta la squadra avversaria in pressione, cercando di iniziare l’azione con una costruzione 3+1, lasciando le mezze ali libere di attaccare il centro del campo smarcandosi per ricevere la palla o inserirsi alle spalle della boa, sfruttando lo spazio che quest’ultima lascia nel venire incontro. L’ampiezza è garantita dagli esterni che in questa fase si alzano prima sulla linea dei centrocampisti e poi degli attaccanti, costringendo gli avversari ad arretrare. Nel caso in cui non sia il portiere stesso a trovare il corridoio verticale per la punta o per una delle due mezzeali avanzate, uno dei tre centrocampisti (ci si affida alla qualità di Zielinski e Calhanoglu) si abbassa sulla linea dei difensori mentre i braccetti si aprono, formando momentaneamente una costruzione a 4 (derivante dal 3+1 iniziale) asimmetrica, dove di fatto il braccetto lato debole gioca più avanzato e sulla linea dei centrocampisti pronto ad alimentare l’azione. La costruzione paziente è volta a muovere la squadra avversaria, senza forzare la giocata sfruttando le doti di palleggio degli interpreti, attendendo il momento ideale per andare in verticale da una delle punte o dalla mezzala lato debole. La palla passa principalmente dai piedi di Calhanoglu e di Zielinski, che con la loro visione di gioco e con il loro calcio profondo e preciso, riescono ad impostare da dietro con qualità, prediligendo l’uscita centrale e verticale sulla punta o sulle mezze ali piuttosto che l’uscita laterale. L’Inter, infatti, preferirebbe arrivarci più avanti sull’esterno, in zona di rifinitura, dove le qualità degli interpreti emergono meglio. Non si tratta di una manovra molto elaborata come poteva essere quella precedente dell’Inter di Inzaghi, ma la novità che sempre più sta inserendo Chivu è la verticalità e la ricerca di un gioco meno di palleggio e più di incursione. In questo sistema centrali sono i ruoli del centrocampista che si abbassa (chiunque esso sia) e della punta che viene incontro per smistare, sono loro i punti fermi del gioco, il collegamento tra i reparti che permette di trasformare la costruzione in sviluppo.

SVILUPPO

Dopo aver saltato la prima pressione avversaria, l’Inter di Chivu sta diventando sempre più verticale, con l’intenzione di arrivare nella metà campo avversario molto velocemente e con pochi tocchi dopo aver saltato la prima pressione. L’idea è quella di fornire alla squadra due soluzioni: una sugli esterni e una centrale. Il discriminante per scegliere quale delle due soluzioni adottare è il comportamento della difesa avversaria: se copre bene gli esterni, l’idea è di trovare la boa pronta a scaricare per un centrocampista per poi attaccare i mezzi spazi con mezze ali e braccetti, soprattutto nella porzione di campo tra centrale e terzino avversaria. Se gli avversari dovessero applicare una forte pressione sulla punta creando grande densità in mezzo al campo, l’idea è quella di sfruttare le rotazioni e le triangolazioni braccetto-esterno-mezzala per trovare spazio sulle fasce. Tali rotazioni sono permesse dal fatto che tutti gli interpreti posseggono le qualità tattiche per svolgere ogni compito. Questa caratteristica rende lo sviluppo dell’Inter molto pericoloso perché è in questa fase che si assiste al maggior numero di rotazioni che creano scompiglio nella difesa avversaria. I principi e gli spazi da occupare sono chiari, la strategia è cercare di entrare per vie centrali in modo da far collassare la difesa verso il centro, creando spazio sulla corsia laterale da occupare con gli esterni larghi, in modo da trovare spazio per cross e traversoni. Per fare questo l’Inter porta un braccetto ad aggiungersi sulla linea di attaccanti ed esterni, lasciando al centrale e alle mezze ali il compito di trovare il corridoio giusto per mettere la palla in verticale in avanti.

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RIFINITURA

In fase di rifinitura l’Inter attacca con molti giocatori, coinvolgendo quasi sempre tutta la squadra nel giropalla nella trequarti avversaria. In questa fase gli esterni si alzano e si allargano, giocando di fatto sulla linea degli attaccanti insieme alla mezzala lato palla, che ha il compito di aggiungersi alla linea degli attaccanti per poi venire incontro cercando di attirare la marcatura avversaria facendo rompere la linea agli avversari. La mezzala opposta invece si abbassa leggermente pronta ad offrire copertura e appoggio in caso vengano chiuse le vie dal lato palla. Anche il braccetto opposto si alza, permettendo all’Inter di avere quasi sempre 8 o 9 uomini nella trequarti avversaria, costringendo gli avversari ad abbassare il baricentro e limitando le possibili ripartenze.

FINALIZZAZIONE

Le soluzioni che ha l’Inter negli ultimi 25 metri sono molteplici vista la versatilità e le caratteristiche degli interpreti.

  • La soluzione prediletta è quella di affidarsi al mancino di Dimarco, riempiendo l’area e attendendo un suo cross o un traversone dalla trequarti per sfruttare le doti balistiche e aeree degli attaccanti.
  • Creare superiorità numerica a destra grazie all’isolamento di Diouf.
  • Scarico a rimorchio per un tiro da fuori area o cutback per inserimento mezzala opposta.
  • Palla in profondità alle spalle della difesa con movimento corto-lungo delle due punte.

LATERALITA’ OFFENSIVA

Le catene lungo le fasce sono una delle armi principali dell’Inter. L’esterno e il braccetto lavorano in simbiosi, scambiandosi di ruolo spesso, tra inserimenti, passanti e sovrapposizioni. L’esterno tende a giocare molto largo, mentre attraverso un taglio centrale il braccetto accompagna l’azione offensiva inserendosi in area di rigore per ricevere un passaggio o semplicemente per creare densità e portare via un uomo all’esterno, che tende così ad avere spazio per accentrarsi o effettuare il cross. Rimane la catena di sinistra la principale fonte di gioco, mentre da quella di destra ci si aspettano più gol e presenza in area, permettendo alla squadra di avere una idea chiara: costruire a sinistra per concludere a destra.

 

FASE DI NON POSSESO:

PRIMO PRESSING

Quando la squadra avversaria costruisce dal basso, l’obiettivo dell’Inter è quello di pressare a uomo portando anche le mezze ali a partecipare al pressing con lo scopo di costringere gli avversari ad effettuare un lancio lungo oppure cercare di recuperare palla in zona pericolosa in caso in cui gli avversari decidano di sfidare il pressing. Gli esterni si posizionano quasi sulla linea degli attaccanti, pronti a chiudere le uscite sui terzini mentre le due punte lavorano tra portiere e difensore centrale. Le due mezze ali accompagnano il pressing cercando di schermare i link player avversari mentre il regista scherma i 3 difensori, pronto ad aggredire una eventuale seconda palla respinta da un compagno. In questa situazione la squadra si dispone con un 1-3-1-2-4, ma non appena la prima pressione viene saltata, l’Inter tende a ripiegare e compattarsi tornando al solido 1-5-3-2.

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LINEA DIFENSIVA

In FDNP la linea difensiva lavora molto compatta, occupandosi principalmente della marcatura dell’attaccante avversario e dell’inserimento delle mezze ali, attraverso l’utilizzo di coperture e marcature preventive. In particolare, il centrale tende ad accorciare molto sulla punta mentre i due braccetti stringono e offrono copertura nel cono di luce alle spalle del compagno, permettendogli di forzare un intervento aggressivo volto non solo a non far girare l’attaccante ma anche impedirgli di giocare palla facilmente con i compagni. I due braccetti, sono molto aggressivi e preferiscono cercare l’intercetto del passaggio piuttosto che il contrasto, implicando una attenta lettura dei tempi e degli spazi, ponderando le scelte.

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO

I tre centrocampisti centrali lavorano scaglionati in fase di pressione e in linea quando gli avversari riescono a risalire il campo fino alla metà campo avversaria. In questo caso i centrocampisti scivolano da una parte all’altra del campo seguendo il possesso avversario, attendendo che questo arrivi sull’esterno basso avversario per poi permettere alla mezzala lato palla di scalare sull’esterno. La mezzala lato debole è sempre pronta ad una eventuale ripartenza, mettendo in atto uno smarcamento preventivo volto a raggiungere immediatamente la zona di ricezione dello scarico della punta in caso di transizione offensiva.

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LATERALITA’ DIFENSIVA

Se la squadra avversaria attacca lungo le fasce, i due esterni di centrocampo si abbassano sulla linea dei difensori con il compito di occuparsi dell’esterno avversario, ricevendo se necessario l’aiuto delle mezze ali. I braccetti invece stringono verso il centro, seguendo gli inserimenti dei centrocampisti avversari. In caso la palla arrivi tramite giropalla sull’esterno all’altezza della propria trequarti, sarà la mezzala a scalare, lasciando ai braccetti il compito di coprire la zona centrale: questo movimento è accompagnato anche dalla scalata della seconda punta sulla linea dei centrocampisti, in modo da coprire sul lato debole lo spazio lasciato vuoto dalla scalata dei centrocampisti. Spesso la catena di destra risulta meno efficace difensivamente rispetto a quella di sinistra, complice un livello di applicazione e concentrazione difensiva più basso di alcuni interpreti.

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Quando l’Inter recupera palla, la prima idea è quella di cercare subito verticalmente la punta mentre gli esterni partono subito larghi attaccando il campo aperto. In questa fase è una delle due mezze ali che segue l’azione in appoggio alla punta, pronta ad effettuare un lancio per uno degli esterni, mentre l’altra attacca la profondità per vie centrali alle spalle della boa insieme all’altro attaccante. Quando il corridoio diretto verso la punta viene chiuso, l’Inter cerca di consolidare il possesso ricominciando da dietro l’azione, anche attraverso un retropassaggio al portiere volto ad attirare la pressione avversaria, in modo che si crei spazio nella zona centrale del campo, attaccata da una delle due mezze ali o da uno dei due attaccanti che si abbassa per far ripartire l’azione. La prima scelta, resa possibile anche dallo smarcamento preventivo delle mezze ali e della punta, resta quella di ribaltare velocemente il fronte con la consapevolezza che non è necessario rischiare eccessivamente la giocata, potendo anche ripartire in sicurezza per ricominciare da capo la costruzione.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Nel momento in cui viene perso il possesso, l’idea dell’Inter è quella di aggredire il portatore di palla con gli uomini più vicini, in modo da arginare la ripartenza e tentare il recupero immediato. Il centrale, insieme agli altri due uomini più arretrati (che siano braccetti, mezze ali o il regista) offrono copertura preventiva, in modo da poter scappare all’indietro in caso di palla persa mentre i compagni più vicini al pallone tentano il recupero.

 

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA:

  • Pericolosità sulle fasce
  • Qualità in mezzo al campo che permette un palleggio di qualità
  • Soluzioni molteplici in fase di rifinitura
  • Rotazioni costanti delle catene laterali e delle mezze ali
  • Solidità difensiva
  • Il carattere della squadra rispecchia quello combattivo e mai arrendevole del capitano.

PUNTI DI DEBOLEZZA:

  • Poca fantasia al di fuori delle giocate codificate
  • Sistema di gioco che può andare in difficoltà di fronte al pressing alto
  • Le grandi doti qualitative talvolta si trasformano in superficialità
  • Difficoltà ad affrontare le squadre molto fisiche
  • Esterni non eccellenti dal punto di vista difensivo
  • La catena di destra risulta un po’ fragile difensivamente

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