Analisi Tattica: l’Inter di Cristian Chivu

analisi tattica e come gioca l'Inter di Cristian Chivu 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di possesso o fase offensiva in fase di non possesso o fase difensiva e in transizione

Analisi realizzata da Simone Trussardi, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca l’INTER di Cristian Chivu: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Dopo 4 anni di gestione Simone Inzaghi la società ha deciso un po’ a sorpresa di affidare la conduzione della squadra ad un allenatore giovane (classe 1980) e con un profilo ancora tutto da scoprire ad alti livelli.

Oltre alle esperienze da calciatore (tra le più importanti lo ricordiamo con le maglie di Ajax, Roma e della stessa Inter con la quale ha vinto il cosiddetto “triplete” nel 2010), nel curriculum di Chivu vi sono le 13 partite da allenatore del Parma della seconda parte della scorsa stagione e cinque anni di settore giovanile sempre alle dipendenze della società Inter (con la quale ha anche vinto lo scudetto nella categoria “Primavera”)

La linea scelta dalla società è stata quindi quella di affidare la conduzione tecnica a un allenatore ad oggi sicuramente poco affermato ma che ben conosce l’ambiente interista sia dentro che fuori dal campo, e che ha già frequentato nella sua esperienza da calciatore spogliatoi pieni di campioni.

E’ per molti aspetti una scelta di continuità; a differenza di altri profili accostati alla panchina interista (tra tutti Cesc Fabregas), Chivu è piuttosto malleabile dal punto di vista tattico e inizialmente sta tendendo ad adattarsi alle caratteristiche della rosa.

Bisogna tenere in considerazione che i giocatori attualmente a disposizione di Chivu sono stati scelti e identificati negli anni passati per il 3-5-2 di Inzaghi e poco affini a sistemi di gioco differenti, anche a causa dell’età avanzata di parecchi componenti della rosa

 

 

Di seguito andremo ad analizzare come gioca la nuova Inter:

  • SISTEMI DI GIOCO
  • Di base 3-5-2 che può variare in un 3-4-1-2 in caso si debba proporre un assetto maggiormente offensivo.

Nel finale della partita oggetto di analisi per provare a recuperare il risultato la squadra si è addirittura disposta con un 3-3-4.

Sul mercato estivo si è cercato di acquistare (senza successo) giocatori con caratteristiche diverse e che permettessero di giocare eventualmente anche con un 3-4-3, ma causa mancata conclusione positiva delle trattative, per ora questa idea è stata accantonata.

Nell’esperienza di Parma Chivu giocava in modo diverso (di base un 4-3-3), indicatore abbastanza evidente che sarà un’Inter senza grosse rivoluzioni rispetto al passato ma solo con qualche diverso accorgimento.

  • In costruzione diventa un 3-3-4 con i tre difensori centrali ad impostare in costruzione bassa e i tre centrocampisti di supporto in zona luce, molto scaglionati sul campo. I due esterni invece stanno molto alti ed aperti, praticamente a supporto degli attaccanti. Un’altra soluzione che viene spesso utilizzata è quella di far scivolare uno dei due braccetti verso l’esterno e costruire quindi con un 2-4-4. In questa situazione spesso uno dei centrocampisti tende ad abbassarsi un po’ di più, configurandosi di fatto con un 2-1-3-4. Se gli avversari cercano di schermare il centrocampista, per procurarsi lo spazio necessario per la ricezione palla, il movimento richiesto è quello di decentrarsi verso l’esterno, con il braccetto di parte che si apre fino alla linea laterale, creando quindi una zona di ricezione difficilmente aggredibile dagli avversari se non con una pressione super offensiva.

In zona di sviluppo gli esterni restano sempre aperti tantissimo per sfruttare tutta l’ampiezza possibile e vi è una ricerca costante delle combinazioni in catena.

Una delle giocate maggiormente ricercata è quella del cambio gioco a premiare l’inserimento del centrocampista o addirittura dell’esterno opposti.

Negli ultimi 20 metri vi è una partecipazione molto attiva da parte di tutti i giocatori all’azione offensiva.

  • In fase difensiva, quando gli avversari costruiscono, lo schieramento diventa un 5-3-2, con gli esterni che si abbassano parecchio e si allineano ai tre difensori centrali.

Anche gli attaccanti tendono a posizionarsi sotto la linea del pallone.

In questa situazione vi sia una parvenza di impostazione piuttosto aggressiva, con la ricerca del pressing già sulla costruzione bassa della squadra avversaria.

E’ una delle novità che l’allenatore sta cercando di portare rispetto al passato.

La squadra è sempre molto corta e decisamente compatta, portando notevole densità in zona palla; a volte uno dei due attaccanti resta più avanzato rispetto all’altro, per una studiata preventiva offensiva.

Una volta recuperato il possesso, l’Inter cerca delle veloci transizioni in conduzione palla, con l’immediato attacco dello spazio da parte degli attaccanti e riversando tanti giocatori nella metà campo avversaria.

Sistema di gioco riconoscibile e con impostazione tattica molto simile a quella delle ultime stagioni

La costruzione bassa è rimasta praticamente identica, cosi come la ricerca dell’ampiezza e la partecipazione di tanti giocatori all’azione offensiva.

Viene chiesta meno partecipazione attiva del portiere alla costruzione del gioco.

Si nota una squadra leggermente più alta e aggressiva rispetto al passato.

Vi è una maggiore ricerca dell’attacco allo spazio e un’impostazione tendenzialmente più coraggiosa.

C’è da dire che questa ricerca di un calcio più verticale e meno lezioso è ancora in fase embrionale.

La squadra tende ancora a palleggiare tanto e soprattutto contro squadre chiuse questo atteggiamento non porta particolari vantaggi (vedasi partita oggetto di analisi dove il possesso palla è stato molto sterile ed è emersa la mancanza di un giocatore con caratteristiche di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica).

Rispetto al calcio di Inzaghi inoltre ai giocatori vengono chieste meno rotazioni ma posizioni più definite.

INTERPRETI

PORTIERI:

  • YANN SOMMER: (piede destro): Portiere che interpreta il ruolo in chiave moderna. Molto bravo tra i pali e nelle uscite. Abile nella costruzione del gioco con i piedi. Diversi rigori parati in carriera.
  • JOSEP MARTINEZ: (piede destro): caratteristiche simili a quelle di Sommer; buona personalità nel guidare la difesa, meno esperienza internazionale rispetto al collega ma maggiormente esplosivo nel duello 1 vs 1 con l’avversario. Curriculum decisamente inferiore per quanto riguarda i rigori parati.
  • RAFFAELE DI GENNARIO: (piede destro): cresciuto nel settore giovanile del Club. Dopo parecchi anni nelle serie inferiori nel 2023 è tornato alla casa madre per ricoprire il ruolo di terzo portiere.

DIFENSORI CENTRALI E BRACCETTI:

  • ALESSANDRO BASTONI (piede sinistro): abile tecnicamente e particolarmente dotato nel gioco aereo. Molto sollecitato in fase di possesso palla, dove si apre sull’esterno e viene servito con continuità dai compagni. Tra le sue peculiarità non vi è la resistenza dal punto di vista atletico. Il ruolo di braccetto è decisamente a misura delle sue caratteristiche. Andrebbe in difficoltà con l’adozione di altri sistemi di gioco. In zona offensiva la sua lunga rimessa laterale diventa un fattore importante.
  • YANN BISSECK (piede destro): giocatore duttile che può ricoprire tutti e tre i ruoli del pacchetto difensivo. Grande fisico, molto abile nel gioco aereo e nei duelli. In fase di possesso palla si sgancia parecchio in proiezione offensiva. Soffre gli attaccanti brevilinei.
  • MANUEL AKANJI (piede sinistro): acquisto degli ultimi giorni di mercato che non ha ancora avuto modo di esordire con la nuova maglia. Giocatore abituato a calcare palcoscenici importanti. Da lui ci si aspetta un contributo importante da ogni punto di vista.
  • STEFAN DE VRIJ (piede destro): si alterna con Acerbi nel ruolo di difensore centrale della linea a 3. Abile in marcatura e nel gioco aereo. Pericoloso in fase offensiva su angoli e punizioni laterali. Per caratteristiche soffre gli avversari rapidi. A volte ha degli imprevedibili cali di concentrazione.
  • FRANCESCO ACERBI (piede sinistro): giocatore di esperienza. Molto coinvolto in costruzione (ottimi i dati statistici sul numero e sulla precisione dei passaggi). Molto forte nel duello singolo con l’avversario. Dotato di imperioso stacco di testa, che sfrutta in entrambe le fasi di gioco.
  • TOMAS PALACIOS (piede sinistro): ragazzo 21enne dal fisico imponente (alto 196 cm). Reduce da un’esperienza in prestito al Monza dove non ha collezionato tantissime presenze. Giocatore complementare, poco coinvolto nelle rotazioni.

ESTERNI:

  • FEDERICO DIMARCO (sinistro): piede da giocatore di livello assoluto. Grande contributo sia a livello di gol che di assist. Un fattore anche sui calci piazzati. A volte poco lucido nelle scelte. Per evidenti caratteristiche fisiche soffre il gioco aereo.
  • CARLOS AUGUSTO (sinistro): esterno di gamba, generoso e affidabile. Può ricoprire anche il ruolo di braccetto difensivo sinistro.
  • DENZEL DUMFRIES (piede destro): dotato di grande corsa e di fiuto del gol. Ha caratteristiche prevalentemente di quantità. Veloce e propositivo. Meno tecnico rispetto ad altri giocatori della rosa, ma compensa con grande dinamismo e con cattiveria agonistica.
  • MATTEO DARMIAN (piede destro): giocatore polivalente che può essere schierato indifferentemente su entrambe le fasce e anche ricoprire ruoli nel pacchetto difensivo. Affidabile in qualunque situazione e in qualunque contesto.
  • LUIS HENRIQUE (piede destro): nuovo innesto nella rosa. Per posizione e caratteristiche in campo dovrebbe essere l’alter ego di Dumfries. Più offensivo rispetto al compagno, molto veloce e dotato di buon dribbling. Ambito di miglioramento l’impostazione tattica in fase difensiva.

 

 

CENTROCAMPISTI:

  • HAKAN CALHANOGLU (piede destro): il regista della squadra. Giocatore di grande qualità. Dotato di visione di gioco e sempre lucido nelle scelte. Quasi infallibile sui calci di rigore. Non eccelle per dinamismo e per velocità nella corsa. Inizio di stagione molto sottotono rispetto ai suoi standard abituali.
  • PETAR SUCIC (piede destro): giovane acquistato per iniziare il processo di ricambio generazionale del quale ha sicuramente necessità la squadra. Mezz’ala moderna con caratteristiche di inserimento. Fa’ della versatilità e dell’atletismo le sue caratteristiche principali.
  • NICOLO’ BARELLA (piede destro): prototipo del cosiddetto centrocampista “box to box”. Dinamico, aggressivo e completo in ogni fondamentale. Buon tiratore dalla distanza, anche se non molto concreto in zona gol. Si innervosisce facilmente.
  • DAVIDE FRATTESI (piede destro): molto pericoloso negli inserimenti senza palla. Freddo sotto porta. Impatta parecchio anche da subentrante. Deve migliorare nel lavoro di interdizione e di recupero palla.
  • ANDY DIOUF (piede sinistro): giocatore acquistato per dare fisicità al centrocampo. Punto di forza la progressione palla al piede. Deve crescere nella fase di rifinitura. I pochi minuti giocati nelle prime partite della stagione lasciano ben sperare che si tratti di un innesto che darà un contributo importante nelle rotazioni.
  • PIOTR ZIELINSKI: (piede destro): nella sua prima stagione all’Inter non ha mantenuto appieno le aspettative. Nelle precedenti annate a Napoli aveva fatto vedere di essere un centrocampista dinamico, bravo tra le linee oltre che un ottimo tiratore da fuori area.
  • HENRIKH MKHITARYAN: (piede destro): ha il pregio di essere un giocatore completo in entrambe le fasi. Poco prolifico in zona gol ma con spiccate doti di rifinitura. Unisce giocate di qualità anche ad un’importante frequenza di corsa.

ATTACCANTI:

  • LAUTARO MARTINEZ (piede destro): capitano e leader indiscusso della squadra. Si identifica al 100% con la maglia che porta, ormai per lui quasi una seconda pelle. Nelle difficoltà ha la personalità di caricarsi la squadra sulle spalle. Abilissimo in finalizzazione, in acrobazia e in rifinitura. Top player assoluto.
  • MARCUS THURAM (piede destro): mobile, dinamico e lotta su ogni pallone. La sua dota migliore è quelle dell’attacco della profondità, dove può sfruttare le sue doti di velocità nella corsa. Migliorato tantissimo nella finalizzazione. Tende a essere poco continuo nei 90 minuti, ma quando si accende è un pericolo costante per gli avversari.
  • PIO ESPOSITO (piede destro): giovane di prospettiva che grazie a una buonissima stagione in Serie B nello Spezia e alle prestazioni fornite durante il Mondiale per Club si è guadagnato la riconferma. Dotato di fisico e senso del gol. Lotta su ogni pallone, a volte anche in maniera confusa e irrazionale. Da verificare il suo rendimento a questo livello.
  • ANGE YOAN BONNY (piede destro): attaccante ben strutturato fisicamente. Si tratta del classico giocatore più di manovra che di finalizzazione (il suo score parla di 12 gol in 117 partite con il Parma tra serie A e serie B). Piuttosto pigro in fase di non possesso palla.
  • FASE DI POSSESSO (FDP) 
  • COSTRUZIONE

Il modo con cui la squadra cerca di superare la prima linea di pressione avversaria è fondamentalmente quello di iniziare una serie di passaggi corti dove vengono coinvolti i tre difensori ed il portiere. Si scambiano parecchie volte il pallone in attesa del movimento dei centrocampisti, che si dispongono scaglionati sul campo pronti a ricevere palla. Il più ricercato dei tre è sicuramente Calhanoglu che per caratteristiche può e deve dare qualità alla costruzione. I due esterni sono molto aperti e cominciano ad alzarsi pronti a fornire una soluzione particolarmente offensiva sulle zone laterali del campo.

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Un’opzione che viene spesso utilizzata è quella di far allargare uno dei due braccetti verso la linea laterale e abbassare uno dei centrocampisti a fianco dei difensori. Lo scivolamento del braccetto ha lo scopo di fornire una soluzione in ampiezza. Il contestuale abbassamento del centrocampista può avvenire sia in zona centrale (in questo caso si allarga il difensore centrale dei tre) oppure più esternamente nella zona precedentemente occupata dal braccetto. Questa soluzione viene utilizzata quando la squadra avversaria scherma il regista con una marcatura a uomo e una pressione aggressiva.

 

  • SVILUPPO

La squadra prevalentemente alterna due soluzioni; lo sviluppo sulle corsie laterali e la ricerca di uno dei due attaccanti che si abbassa tra le linee per favorire gli inserimenti dei centrocampisti. Per quanto riguarda il gioco sulle fasce, sicuramente l’Inter dispone di giocatori molto tecnici che prediligono la gestione della palla. Il braccetto è costantemente coinvolto e lavora parecchio in catena sia con la mezzala che con l’esterno, che tendenzialmente mantiene una posizione molto avanzata. Una particolarità riguarda l’atteggiamento dell’esterno opposto a dove si sviluppa l’azione, che mantiene costantemente una posizione notevolmente aperta. L’alternativa come precedentemente accennato è attendere lo smarcamento di uno dei due attaccanti, che si abbassa per creare superiorità numerica giocando tra le linee e sempre a pochi tocchi. Contestualmente a questo movimento, vi è l’attacco dello spazio da parte di uno o più centrocampisti, sfruttando le caratteristiche di dinamismo dei singoli interpreti.

 

  • LATERALITÀ OFFENSIVA

Trattasi chiaramente di una delle caratteristiche maggiormente valorizzata dal gioco della squadra. Gli esterni vengono coinvolti moltissimo sia nel gioco con palla nei piedi, sia quando attaccano la profondità. Le catene lavorano coordinate, con sovrapposizioni e inserimenti senza palla, dove viene richiesto al braccetto di essere in costante proiezione offensiva. Anche la mezzala spesso si apre molto in ampiezza riempiendo lo spazio lasciato libero dal movimento ad accentrarsi dell’esterno.  I quinti inoltre lavorano molto sullo smarcamento preventivo e vi è una costante ricerca del cambio gioco per cercare lo sbocco offensivo dalla parte opposta a quella dove viene sviluppata l’azione.

 

  • RIFINITURA

La prima considerazione da fare è che alla manovra partecipano un gran numero di giocatori e che il modello di gioco come più volte ribadito prevede una posizione degli esterni molto avanzata.

Situazione che si può chiaramente vedere nella lavagna tattica sottostante, dove i due quinti sono posizionati all’altezza degli attaccanti e vi è il coinvolgimento di tantissimi giocatori alla fase di rifinitura.

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Una delle giocate più sfruttate dalla squadra è quella del cross dalla zona laterale del campo con tanti giocatori che riempiono l’area di rigore.

In caso di difficoltà ad avere sbocchi sull’esterno, viene richiesto grande movimento senza palla agli attaccanti allo scopo di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria e costringere gli antagonisti a dover rompere la linea.

Una particolarità è il sistematico utilizzo della lunga rimessa laterale di Bastoni per creare delle mischie nell’area di rigore avversaria.

Emerge chiaramente la mancanza di un giocatore in grado di saltare l’uomo e dare maggior imprevedibilità alla manovra.

Se il palleggio non è sufficientemente veloce, la squadra avversaria ha tempo di riorganizzarsi e la manovra diventa particolarmente prevedibile.

  • FINALIZZAZIONE

La squadra cerca di superare la difesa avversaria principalmente tramite triangolazioni e veloci scambi di palla e di posizioni. A difesa schierata l’idea è quella di riempire l’area di rigore a seguito di cross da parte degli esterni.

Gli attaccanti giocano molto vicini, cercando spesso delle rapide combinazioni

In situazione di gioco l’area viene riempita oltre che ovviamente dai giocatori offensivi, sempre dall’esterno opposto e spesso addirittura dai braccetti difensivi.

Viene spesso provata anche la conclusione da fuori area.

Come tutte le grandi squadre inoltre, possiamo affermare che nonostante le possibili soluzioni di finalizzazione siano molteplici, a volte la differenza viene fatta dalla giocata di qualità del singolo giocatore.

  • FASE DI NON POSSESSO (FDNP)

 

  • PRIMO PRESSING

E’ una delle novità (per ora poche) introdotte da Chivu. Già dalla costruzione da fondo campo avversaria i due attaccanti si posizionano al limite dell’area pronti ad aggredire immediatamente con ferocia. I centrocampisti lasciano inizialmente qualche metro ai propri dirimpettai (probabilmente per “invogliare” un passaggio in quella zona di campo) ma poi accorciano in avanti pronti ad approfittare della ricezione del pallone spalle alla porta in zona scomoda. I meccanismi non sono ancora particolarmente oliati in quanto l’Udinese con un semplice scarico laterale da parte del regista, di fatto saltava sistematicamente la pressione dei due attaccanti. Le mezzali spesso arrivavano in ritardo sbagliando i tempi della pressione e concedendo quindi all’Udinese di avanzare senza grossi problemi.

Si tratta comunque di una novazione alla quale la squadra sta lavorando e che a regime porterà l’Inter a proporre un calcio più aggressivo e veemente.

  • ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO

Nel sistema di gioco dell’Inter i tre centrocampisti si dispongono con una linea scaglionata, allo scopo di lavorare sull’intercetto. Di fatto svolgono una funzione di “schermo” e di metodica e ragionata aggressione dell’avversario. Chiaramente vanno considerate le caratteristiche dei singoli interpreti. A Barella viene richiesto un lavoro di aggressione molto diverso da quello che viene richiesto a Calhanoglu.

  • LINEA DIFENSIVA

La linea difensiva si muove principalmente “di reparto”. Solitamente il difensore centrale si concentra sulla marcatura dell’attaccante avversario e i due braccetti stringono molto la posizione pronti ad un eventuale raddoppio di marcatura. I due quinti diventano dei difensori aggiunti e presidiano le zone esterne, sia che si tratti di attaccanti esterni, sia che siano dei centrocampisti incursori. Tutta la squadra tende a chiudersi in pochi metri, intasando il più possibile gli spazi. Giocando così compatti chiaramente vi è una maggior possibilità di raddoppiare le marcature. Questo atteggiamento evidentemente favorisce anche le transizioni offensive negli spazi.

 

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  • LATERALITÀ DIFENSIVA

Come ovvia conseguenza dell’impostazione offensiva della squadra, in FDNP le catene devono essere presidiate oltre che ovviamente dall’esterno, anche dal braccetto e dalla mezzala di parte. Sono sempre pronti a scalare e a raddoppiare in eventuali situazioni di pericolo. E’ un lavoro chiaramente molto dispendioso dal punto di vista fisico anche se molte delle contromisure prese dipendono dall’atteggiamento e dai movimenti previsti dal sistema di gioco dell’avversario. Per questo motivo a volte è addirittura uno dei due attaccanti a dedicarsi a lunghe rincorse sugli esterni avversari.

 

  • TRANSIZIONE OFFENSIVA

Non appena viene recuperata palla l’idea è quella di un’immediata e veloce transizione verso l’area avversaria. L’atteggiamento dei giocatori offensivi è subito quello di girarsi fronte porta e di attaccare la profondità per poter essere serviti nello spazio e come naturale conseguenza fare correre all’indietro la squadra avversaria, creando ampi vuoti nella zona centrale del campo. Spesso tendono a partire in progressione palla al piede, coprendo ampie porzioni di campo fino a raggiungere la zona di rifinitura. A quel punto diventa fondamentale la scelta nell’ultima giocata.

Anche in questo caso la ripartenza prevede la partecipazione all’azione offensiva da parte di parecchi uomini.

  • TRANSAZIONE DIFENSIVA

Quando la squadra perde palla il concetto iniziale è quello di una veloce e immediata ri-aggressione. Se la transizione non va a buon fine e gli avversari consolidano il possesso, ai giocatori viene chiesto di fare densità sotto palla per chiudere tutti gli spazi. La squadra quindi tendenzialmente si compatta, chiude gli spazi tra le linee e difende molto corta. La linea difensiva tende a scappare all’indietro per evitare di essere attaccata alle spalle e per togliere profondità alla ripartenza avversaria (i tre difensori soffrono parecchio questa situazione e quindi prevengono il pericolo lavorando prevalentemente sugli spazi più che decidendo di andare a duello con il diretto avversario)

 

  • ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

 

  • Organizzazione di gioco con principi ben definiti e affinati nel tempo
  • Sviluppo gioco in ampiezza con ricerca superiorità numeriche nelle catene
  • Capacità di arrivare con frequenza ai cross
  • Caratteristiche degli esterni che portano ad un numero importante di assist e gol
  • Proprietà di palleggio, prevalentemente con passaggi corti e precisi
  • Grandi qualità tecniche degli interpreti
  • Squadra molto fisica

PUNTI DI DEBOLEZZA

 

  • Se giro palla lento la squadra diventa prevedibile
  • Manca giocatore che sappia saltare l’uomo e creare superiorità
  • Necessità di dover giocare sempre a ritmi alti
  • Fatica a sviluppare gioco con squadre che si difendono basse e chiuse
  • Età media della rosa piuttosto avanzata.

 

 

 

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