Analisi Tattica: la Cremonese di Marco Giampaolo

analisi tattica e come gioca la Cremonese di Marco Giampaolo 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di possesso o fase offensiva in fase di non possesso o fase difensiva e in transizione

Analisi realizzata da Lorenzo Delle Monache, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la CREMONESE di Marco Giampaolo: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Marco Giampaolo, dopo la salvezza ottenuta nella stagione 24/25 con il Lecce subentrando a Gotti a campionato in corso, vuole riprovarci con la Cremonese. Si tratta di un ritorno per il tecnico abruzzese, che ha seduto sulla panchina grigiorossa nella stagione 2014/2015 ottenendo una salvezza in Lega Pro. Nel corso della sua carriera si è sempre contraddistinto per una mentalità offensiva, trasmessa alle sue squadre tramite principi di gioco ben delineati: difesa a 4, fase di non possesso perlopiù a zona, dominio della sfera attraverso il palleggio ed esaltazione della qualità tecnica. Di seguito andremo ad analizzare la sua prima uscita nella delicata sfida salvezza contro il Parma al Tardini.

 

SISTEMI DI GIOCO

La Cremonese si dispone con uno schieramento iniziale 1-4-4-2. Seppur possa sembrare un assetto basico a primo impatto, volto al mantenimento di un equilibrio quanto mai necessario in questa situazione di classifica, esso è soggetto a continui mutamenti nei vari contesti di gioco che la sfida presenta.

In FASE DI POSSESSO, la squadra può assumere due principali conformazioni tattiche: disposizione con i 4 difensori in linea e i due centrocampisti centrali anch’essi piatti in fase di primo possesso, che si può declinare in un 2+4 con l’avanzamento dei terzini sulla linea di Grassi e Maleh e il conseguente innalzamento dei due esterni di centrocampo sulla linea delle punte (o anche oltre, come vedremo); aggiunta di un giocatore nella linea dei due difensori centrali, il che può riguardare l’abbassamento di uno dei due mediani (Grassi) oppure uno dei due terzini che stringe la posizione (Terracciano) andando in tal modo a formare una linea di 3 giocatori arretrati supportata dai due giocatori in mediana (anch’essi possono variare), mentre i giocatori più offensivi seguono una disposizione di quattro giocatori dietro una punta (Sanabria) o addirittura con tre giocatori sotto la linea dei due esterni che si alzano a dettare la profondità e il contemporaneo abbassamento delle due punte a offrire soluzioni centrali fra le linee.

Anche in FASE DI NON POSSESSO, la Cremonese adotta due soluzioni tattiche a seconda del contesto. Nelle fasi in cui la squadra alza il baricentro e porta una pressione sulla costruzione bassa dell’avversario, una delle due punte si abbassa adottando una marcatura a uomo sul mediano avversario (Bonazzoli) mentre l’altra punta esce su uno dei due centrali in possesso e sovente anche sul portiere una volta che riceve palla. I due esterni di centrocampo sono incaricati di uscire sui braccetti. In tal modo viene a formarsi un 1-4-2-1-3 o un 1-4-2-3-1 a seconda della posizione dei due esterni. Laddove il pressing si faccia ancora più audace con i due terzini ad alzarsi sui quinti avversari, allora si può delineare una disposizione 1-2-4-3-1. Quando la squadra si raccoglie in blocco medio-basso, invece, i giocatori tendono a seguire lo schema di base, il quale può differire in base alla posizione di Bonazzoli che prende in consegna il mediano (1-4-4-1-1). In caso di forcing offensivo avversario, la Cremonese può anche disporsi con una linea di 5 difensori composta da uno dei due esterni di centrocampo (Barbieri) che arretra sulla linea difensiva.

SISTEMA DI GIOCO DI BASE 1-4-4-2

SISTEMA DI GIOCO DI FASE DI POSSESSO 1-3-2-4-1/1-3-2-3-2/1-2-4-4/1-2-4-1-3

SISTEMA DI GIOCO DI FASE DI NON POSSESSO 1-4-4-1-1/1-4-2-3-1/1-2-4-1-3/1-5-3-2

 

 

INTERPRETI

PORTIERI:

  • 1 Emil Audero (29 anni, 192 cm, piede destro)
  • 16 Marco Silvestri (35, 191 cm, destro)
  • 69 Lapo Nava (22, 197 cm, destro)

COMPITI TATTICI

Il portiere della Cremonese ha il compito di avviare l’azione in fase di costruzione. Egli dialoga con i due centrali difensivi che si aprono ai suoi lati oppure, qualora la pressione avversaria sia particolarmente aggressiva, opta per un lancio lungo verso le punte o i due esterni di centrocampo che si alzano. Raramente lo si vede azzardare passaggi centrali verso i due mediani.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Audero non possiede delle spiccate capacità tecniche nel gioco palla a terra. Nei momenti in cui un giocatore avversario abbozza un primo pressing nei suoi confronti, si affretta al lancio lungo e tende ad assumersi pochi rischi. La sua “gittata” nella maggior parte dei casi non oltrepassa la linea di metà campo. Ha un rendimento migliore fra i pali, dove è in grado di garantire una buona sicurezza al reparto difensivo, anche in termini di uscite alte.

DIFENSORI CENTRALI:

  • 5 Sebastiano Luperto (29, 191 cm, sinistro)
  • 6 Federico Baschirotto (29, 187 cm, destro)
  • 15 Matteo Bianchetti (33, 189 cm, destro)
  • 23 Federico Ceccherini (33, 187 cm, destro)
  • 30 Mikayil Faye (21, 183 cm, sinistro)
  • 55 Francesco Folino (24, 192 cm, destro)

COMPITI TATTICI

Ai due difensori centrali è demandato lo sviluppo della fase di costruzione una volta ricevuto il passaggio laterale dal portiere. Essi tendono sempre ad aprire la propria posizione per liberare al portiere eventuali linee di passaggio per i due mediani, anche se è una soluzione poco battuta come analizzato in precedenza. Talvolta possono essere anche loro ad incaricarsi del lancio lungo verso le punte o alla ricerca della profondità dettata dai due esterni di centrocampo (principalmente Zerbin). In fase di non possesso invece mantengono un atteggiamento orientato alla palla cercando di mantenere la linea, ma quando l’avversario trova il giocatore fra le linee l’input è quello di rompere la linea in modo aggressivo e togliergli spazio e tempo di gioco.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Luperto è il difensore più dotato tecnicamente, con il suo mancino è in grado di offrire una via d’uscita affidabile in costruzione, mentre Bianchetti non presenta la medesima pulizia tecnica.

DOTI FISICHE

Entrambi rappresentano una garanzia nel duello corpo a corpo con gli attaccanti avversari, specialmente nei duelli aerei dove spesso primeggiano. La loro importante struttura fisica allo stesso tempo li limita in campo aperto dove possono soffrire la velocità dell’attaccante avversario su lunghe distanze, in particolar modo nel caso di Bianchetti.

ESTERNI DIFENSIVI:

  • 3 Giuseppe Pezzella (28, 187 cm, sinistro)
  • 4 Tommaso Barbieri (23, 187 cm, destro)
  • 22 Romano Floriani Mussolini (23, 188 cm, destro)
  • 24 Filippo Terracciano (23, 186 cm, destro)

COMPITI TATTICI

I due esterni difensivi si alzano sulla linea dei mediani in fase di costruzione, e specialmente Pezzella sull’out sinistro dà man forte in fase di sviluppo con sovrapposizioni esterne che sfociano in cross dentro l’area, laddove premiate. Terracciano sulla destra ha caratteristiche maggiormente difensive, conferisce maggiore equilibrio e talvolta offre una soluzione in più ai centrali in fase di costruzione nel 3+2.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Il terzino sinistro Pezzella è dotato di un mancino molto educato, è lui una delle principali fonti di pericoli in fase di rifinitura per via delle sue doti balistiche. A causa della sua vena offensiva può capitare che lasci a desiderare in fase di non possesso lasciando scoperta la sua zona di competenza, fattispecie che non si verifica dall’altro lato con Terracciano che può contare su una discreta fisicità e senso della posizione.

DOTI FISICHE

Pezzella presenta delle buone capacità aerobiche che gli consentono di accompagnare con costanza l’azione offensiva, mentre Terracciano tende a far valere maggiormente la sua fisicità nei duelli corpo a corpo.

CENTROCAMPISTI CENTRALI:

  • 2 Morten Thorsby (29, 188 cm, destro)
  • 18 Michele Collocolo (26, 188 cm, destro)
  • 29 Youssef Maleh (27, 179 cm, sinistro)
  • 32 Martin Payero (27, 182 cm, destro)
  • 33 Alberto Grassi (31, 183 cm, destro)
  • 38 Warren Bondo (22, 177 cm, destro)

COMPITI TATTICI

I due centrocampisti centrali occupano le zone nevralgiche del campo e pertanto hanno un compito molto delicato nel garantire equilibrio e non lasciare spazi centrali aggredibili dagli inserimenti avversari. In fase di possesso essi tendono a schierarsi in linea offrendo un duplice sbocco di uscita in fase di costruzione ai centrali, e allo stesso tempo mantengono una buona densità centrale che può rivelarsi salvifica laddove si perda palla vicino alla propria area. Può accadere inoltre, una volta superata la prima pressione avversaria e consolidato il possesso, che Grassi arretri andando a formare una linea di 3 con i difensori centrali, e che la sua posizione originale venga a sua volta occupata da Vandeputte, il quale accentrandosi dall’out sinistro offre una soluzione in più centralmente, oppure, ma di rado, da Bonazzoli che abbassa il suo raggio d’azione per cercare di attrarre un difensore al fine di destrutturare la linea avversaria. Anche in fase di non possesso tendono a disporsi in linea rimanendo a presidio della propria zona di competenza, ma sono chiamati a “sganciarsi” uscendo in pressione sul giocatore a loro più vicino, specie quando in procinto di ricevere.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

I due centrocampisti presentano caratteristiche complementari: Grassi è un giocatore di equilibrio e buone geometrie in fase di costruzione, mentre Maleh possiede grande dinamismo, specialmente in fase di non possesso svolge un ruolo prezioso nell’ostruzione del gioco avversario.

DOTI FISICHE

Maleh gode di ottime capacità aerobiche fondamentali in fase di pressing, mentre Grassi ha un ritmo più compassato.

ESTERNI OFFENSIVI:

  • 7 Alessio Zerbin (27, 182 cm, destro)
  • 77 Jari Vandeputte (30, 177 cm, destro)

COMPITI TATTICI

I due esterni offensivi presentano caratteristiche eterogenee che ampliano il ventaglio di soluzioni in fase di sviluppo della squadra grigiorossa. Sul lato sinistro Vandeputte rappresenta un autentico jolly specialmente in fase di possesso. Come già accennato, egli è in grado di far valere le sue doti tecniche nelle zone centrali del campo, sia nei due mediani ma anche in posizioni più avanzate, fra le linee avversarie ed in zona di rifinitura. Allo stesso tempo, è dotato anche di una discreta velocità ed esplosività a campo aperto, che in fase di transizione offensiva rappresenta una valida soluzione per ribaltare il fronte e creare occasioni da gol. La sua tendenza ad accentrare la posizione fa sì che la corsia sinistra possa essere sfruttata dalle scorribande di Pezzella, pericoloso in fase di rifinitura con i suoi cross in area. Sulla destra invece staziona Zerbin, che ha il compito principale di attaccare la profondità in fase di possesso e in tal modo cercare di stressare la linea difensiva avversaria, spesso attaccando con dei tagli tra centrale ed esterno difensivo avversario gli spazi generati dalla punta che viene incontro. Predilige quindi un gioco basato sulla capacità di corsa e sulla velocità, caratteristiche con cui riesce ad essere efficace anche in fase di pressing e ripiegamento difensivo.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Vandeputte è il giocatore più completo a disposizione di Giampaolo, riesce a coniugare qualità tecnica in fase di costruzione, abilità nello stretto fra le linee avversarie ma anche tempi di inserimento e discreto apporto dal punto di vista aerobico, messo in mostra spesso in transizione ma anche ottimo tempismo nell’andare a “chiudere” sul secondo palo quando l’azione si sviluppa sulla destra. Da citare anche discrete capacità balistiche. Zerbin è un giocatore meno educato dal punto di vista tecnico, si esalta maggiormente in spazi da attaccare in profondità, risultando la soluzione prediletta quando il portiere o i difensori optano per il lancio lungo alle spalle della difesa avversaria.

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DOTI FISICHE

Entrambi presentano delle ottime doti aerobiche.

ATTACCANTI:

  • 9 Milan Djuric (35, 199 cm, destro)
  • 10 Jamie Vardy (39, 179 cm, destro)
  • 14 Faris Moumbagna (25, 185 cm, sinistro)
  • 77 David Okereke (28, 181 cm, destro)
  • 90 Federico Bonazzoli (28, 185 cm, sinistro)
  • 99 Antonio Sanabria (30, 180 cm, destro)

COMPITI TATTICI

Inizialmente schierate sulla stessa linea, durante la gara la loro disposizione tende a trasformarsi in un 1-1 per via della tendenza da parte di Bonazzoli ad abbassare il suo raggio d’azione fornendo una soluzione in verticale tra difesa e mediana avversaria. L’altra punta, Sanabria, spesso rappresenta il riferimento più avanzato specialmente in fase di transizione positiva. Egli ha il compito di lavorare spalle alla porta e far salire la squadra guadagnando fallo oppure smistando la verticalizzazione verso gli esterni. Può accadere, ma maggiormente di rado, che entrambi si trovino ad arretrare per creare spazi alle spalle dei difensori avversari, aggredibili in primis dagli inserimenti degli esterni offensivi. Inoltre, sono poco coinvolti nel lavoro di attacco della profondità, demandata ai giocatori di maggior gamba come Zerbin.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Le due punte possiedono delle discrete abilità tecniche, in particolar modo Bonazzoli che coniuga abilità tecniche nello stretto ad invidiabili capacità balistiche.

DOTI FISICHE

Tutti gli attaccanti a disposizione di Giampaolo possiedono una buona struttura fisica, in primis Djuric che grazie ai suoi due metri di altezza e alla sua abilità nel gioco aereo, fondamentale in cui è tra i migliori in Europa, costituisce un punto di riferimento in fase di costruzione diretta ma anche un pericolo costante nei calci piazzati a favore.

 

FASE DI POSSESSO (FDP)

 

COSTRUZIONE: l’intenzione iniziale in fase di costruzione è quella di attrarre la pressione per poi creare parità o addirittura superiorità numerica nella metà campo avversaria. L’azione parte dal portiere che avvia il gioco servendo uno dei due centrali difensivi che aprono la propria posizione all’altezza delle linee laterali dell’area piccola. A dar man forte contribuiscono i due centrocampisti centrali che schierandosi in modo piatto vanno a comporre un 4+2 o un 2+4 a seconda della posizione dei terzini. Una volta avviata l’azione e attirato il pressing avversario, la soluzione principale è quella di una costruzione diretta verso la punta più avanzata oppure verso uno dei due esterni di centrocampo che attacca la linea avversaria. Il lancio è eseguito nella maggior parte dei casi dal portiere Audero ma anche dai due centrali, in primis Luperto, laddove gli avversari riescano ad orientare l’azione verso l’esterno. In questa fase non sono molto coinvolti i terzini che comunque offrono una soluzione laterale, principalmente Terracciano che tende a rimanere più basso di Pezzella, il quale può essere invece imbeccato sulla linea degli attaccanti con un lancio lungo. Poco esplorato almeno inizialmente il passaggio rasoterra centrale verso i mediani o Bonazzoli che si abbassa.

Nelle fasi in cui invece la Cremonese riesce a consolidare il possesso e gli avversari si raccolgono in blocco medio-basso, la via di costruzione prediletta è quella del 3+2, costituita dai due centrali difensivi a cui si aggiunge uno fra Grassi (che si abbassa) o Terracciano (che stringe) e i due centrocampisti centrali. Maleh tende a mantenere sempre la posizione nei due mediani a supporto in costruzione, mentre l’altra casella viene occupata spesso da Vandeputte che si accentra dall’iniziale posizione di esterno sinistro nei casi in cui Grassi arretri nei 3 oppure da Bonazzoli che frequentemente si abbassa a dialogare con difensori e centrocampisti. Il giocatore belga, in particolare, in questa fase rappresenta è un elemento di incertezza per gli avversari che sono costretti a rimodulare le proprie marcature.

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Si assiste ad una continua mobilità degli interpreti coinvolti per dare pochi punti di riferimento agli avversari. Si predilige un palleggio ragionato prevalentemente per vie orizzontali, con l’obiettivo di allargare le maglie avversarie e trovare spazi tra le linee oppure per indurre l’avversario ad alzare il baricentro per ricercare la profondità alle spalle della linea.

SVILUPPO: i due attaccanti in questa fase svolgono un ruolo fondamentale nell’offrire soluzioni tra le linee avversarie e in tal modo creare superiorità in zone pericolose. Soprattutto Bonazzoli ma anche Sanabria tendono a venire incontro ai giocatori in costruzione per permettere loro di avere una via di passaggio con cui superare le prime due linee di pressione avversaria. Con questi movimenti, essi favoriscono la possibilità di una doppia opzione ai giocatori in possesso: verticale rasoterra verso di loro che hanno l’abilità di ricevere e girarsi fronte-porta oppure trovare sbocco verso gli esterni che vanno alla ricerca del cross; lancio alla ricerca della profondità negli spazi liberati dal loro movimento in cui si inseriscono gli esterni di centrocampo, specie Zerbin. Da sottolineare inoltre come in questa fase possa rivelarsi utile la versatilità di Vandeputte che con i suoi movimenti verso l’interno offre pochi punti di riferimento agli avversari che possono dunque trovarsi in difficoltà sulle scalate in marcatura. In generale la sua qualità tecnica risulta essere una delle principali fonti da cui attingere per scardinare il blocco avversario.

LATERALITA’ OFFENSIVA: la Cremonese presenta un’asimmetria piuttosto evidente. L’asse sinistro composto da Pezzella e Vandeputte è quello più sollecitato in fase di sviluppo e rifinitura, non a caso sono tra i giocatori con maggiori abilità tecniche nella rosa. Pezzella, sempre puntuale nell’accompagnare l’azione offensiva tramite sovrapposizioni perlopiù esterne, beneficia degli spazi lasciati liberi dal compagno che tende a muoversi verso l’interno come già evidenziato. Sul lato destro invece sono meno ricorrenti le combinazioni fra Terracciano e Zerbin. Il primo tende ad assumere un atteggiamento guardingo e a dar supporto ai due centrali in copertura preventiva, mentre Zerbin offre una costante soluzione in ampiezza ed anche in profondità tramite i suoi tagli alle spalle della difesa avversaria. Può accadere che Bonazzoli, molto più di Sanabria, vada ad occupare zone esterne in fase di possesso per attrarre il difensore avversario e creare spazi fruibili dagli inserimenti dello stesso Zerbin e maggiormente di rado da uno dei due mediani.

RIFINITURA: la principale fonte di occasioni potenzialmente pericolose è rappresentata dalla fascia sinistra e quindi dalla qualità di Vandeputte e Pezzella. Quest’ultimo in particolare con il suo mancino è in grado di garantire qualità negli ultimi metri con cui è in grado di combinare con i giocatori più offensivi e metterli nelle condizioni di rendersi pericolosi. Un’altra soluzione frequentemente ricercata è la ricerca della palla nello spazio alle spalle della difesa a premiare i tagli di Zerbin, che con la sua velocità rappresenta una minaccia per i difensori avversari nello spazio.

FINALIZZAZIONE: La Cremonese porta dai 4 ai 6 giocatori nella fase conclusiva dell’azione. Il giocatore maggiormente coinvolto risulta essere Pezzella, i cui cross dentro l’area rappresentano il principale generatore di pericoli nell’area avversaria, anche per via delle abilità nel gioco aereo degli attaccanti di Giampaolo. Quando l’azione offensiva si sviluppa sulle corsie laterali, inoltre, l’esterno opposto è sempre chiamato ad attaccare il secondo pallo e ad intercettare i cross che non vengono raccolti dalla punta, che invece attacca il primo palo alla ricerca del colpo di testa o del tiro a volo. All’altezza della lunetta dell’area di rigore è possibile trovare Bonazzoli pronto a trasformare in una conclusione l’eventuale respinta avversaria. A supporto dell’azione è costante, inoltre, la presenza dei due mediani che assolvono funzioni preventive di blocco della ripartenza avversaria in caso l’azione offensiva non vada a buon fine, ma allo stesso tempo sono pronti anch’essi alla conclusione in caso di respinta. In altri frangenti, quando la Cremonese riesce a trovare soluzioni fra la mediana e la difesa avversaria, i grigiorossi sono in grado di rendersi pericolosi con tiri da fuori area grazie alle doti balistiche di Vandeputte, Bonazzoli e Maleh.

 

FASE DI NON POSSESSO (FDNP)

 

PRIMA AZIONE DIFENSIVA: la squadra predilige un primo pressing ultra-offensivo sulla costruzione bassa della squadra avversaria. In questa fase, risulta di fondamentale importanza il lavoro delle due punte e degli esterni offensivi, che hanno il compito di alzarsi con rapidità e aggressività una volta che il proprio riferimento entra in possesso. La squadra di dispone tendenzialmente con quattro giocatori avanzati e il resto della squadra a supportare l’azione di pressing, con i terzini che si alzano anch’essi sui quinti avversari. La particolarità è la posizione di Bonazzoli, che prende in consegna il mediano avversario con l’obbiettivo di impedirne la ricezione palla. L’altra punta, Sanabria, è impegnata invece in una costante azione di pressing sul centrale in possesso e anche sul portiere nei momenti n cui viene coinvolto. I due esterni offensivi svolgono invece una duplice funzione: togliere tempo e spazio di giocata al braccetto avversario alzandosi su di lui ogni qualvolta entri in possesso e allo stesso tempo ostruire la traiettoria di passaggio laterale verso il quinto, forzando quindi l’avversario a giocare per vie centrali dove i due mediani della Cremonese e la punta che si abbassa sul mediano sono pronti al recupero palla avanzato.

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Con questa disposizione, la Cremonese è riuscita varie volte nel suo intento e ciò le ha permesso di creare pericoli subito dopo essere rientrati in possesso della sfera. È doveroso sottolineare che questo atteggiamento non viene proposto con continuità nel corso della sfida: esso viene alternato a fasi di minore intensità in cui la squadra si raccoglie in blocco medio-basso disponendosi secondo lo schieramento base prediligendo il riferimento zona mantenendo i reparti stretti.

ANALISI CENTROCAMPO FASE DIFENSIVA: in fase di pressing ultra-offensivo, ognuno dei quattro centrocampisti assume un riferimento a uomo. Tutti i centrocampisti sono coinvolti: i due esterni si alzano sui braccetti avversari mentre i due mediani si accoppiano ognuno con un centrocampista avversario, risultando dunque disseminati nella metà campo offensiva. È da sottolineare l’aggressività di Maleh, molto abile in fase di recupero palla. Anche i due esterni svolgono un ruolo dispendioso nell’uscire sul proprio riferimento quando in possesso e ricomporre la linea una volta ceduta la sfera. Nelle fasi in cui la squadra assume un atteggiamento meno aggressivo, si delinea la classica composizione a quattro del centrocampo, in cui ognuno degli interpreti ha il compito di mantenere la propria posizione ed eventualmente uscire in pressione qualora un giocatore avversario entri in possesso nella propria zona di riferimento. Nei momenti in cui ciò avviene, specialmente quando è uno dei due mediani a rompere la linea, gli altri componenti scivolano in copertura per non lasciare spazi pericolosi nelle zone centrali del campo. Il diktat è quindi quello di mantenere il reparto stretto e non farsi sorprendere da passaggi in verticali a favore degli avversari che stazionano alle loro spalle.

LATERALITA’ DIFENSIVA: così come avviene in FDP, la squadra presenta una divergenza fra le due corsie: sulla sinistra, dove Pezzella è costantemente impegnato nell’accompagnare l’azione offensiva, può capitare che si vengano a creare degli spazi favorevoli agli avversari. In tal caso, in fase di scalata è spesso Maleh a coprire quella zona, in altri casi è Luperto a scivolare con conseguente movimento a seguire di Bianchetti e diagonale difensiva del terzino opposto per mantenere la struttura della linea; sulla destra invece la Cremonese risulta meno vulnerabile in virtù della minore propensione offensiva di Terracciano e della puntualità in fase di ripiegamento difensivo da parte di Zerbin.

ANALISI LINEA DIFENSIVA: il principio è il medesimo che vale per la linea di centrocampo: riferimento zona e corte distanze fra i componenti della linea in fase di blocco difensivo, mentre il riferimento è l’uomo quando la squadra è chiamata al pressing nella metà campo avversaria. In quest’ultima fase i due centrali spesso lavorano di concerto sulla punta avversaria: uno va in marcatura, l’altro copre la profondità. Come già analizzato, i due esterni difensivi rompono la linea e si alzano in pressione sui quinti. La linea può anche disporsi con cinque giocatori, a seguito dell’arretramento di uno dei due esterni offensivi (soprattutto Barbieri che possiede caratteristiche pressoché difensive, o lo stesso Zerbin). Tale fattispecie, tuttavia, si verifica solamente nei minuti finali per difendere il vantaggio e fronteggiare il forcing offensivo degli avversari.

 

 

 

TRANSIZIONE

TRANSIZIONE OFFENSIVA: in fase di transizione offensiva la Cremonese tende ad assumere atteggiamenti diversi a seconda della zona di recupero palla. Quando il recupero avviene nella propria metà campo, l’input è quello di non disfarsi subito della sfera rilanciando lungo bensì consolidare il possesso e tentare di ricostruire tornando eventualmente anche dal portiere. In questa fase svolgono un ruolo importante Sanabria e Bonazzoli, che hanno l’obiettivo di pulire la palla e cercare l’uomo libero (spesso sugli esterni). Da citare inoltre la soluzione di un contropiede diretto quando i due esterni, Vandeputte e Zerbin, hanno ampio spazio da attaccare alle spalle dei difensori avversari. Laddove il recupero avvenga in zone avanzate a seguito di un’azione di pressing andata a buon fine, la squadra tende ad attaccare in modo rapido la porta avversaria andando alla ricerca dei giocatori offensivi o talvolta di una conclusione diretta da fuori.

TRANSIZIONE DIFENSIVA: l’input in fase di perdita del pallone è quello di un tentativo di riaggressione e recupero immediato da parte del giocatore più vicino al portatore mentre il resto della squadra tenta di ricomporre la struttura andando a ricoprire la propria zona di competenza nel modo più veloce possibile. In questa fase è spesso Maleh il giocatore più efficace a bloccare sul nascere la ripartenza avversaria, talvolta ricorrendo al fallo per permettere ai proprio compagni di riorganizzarsi, ma occorre sottolineare anche la generosità di Bonazzoli che a volte si prodiga in lunghe corse all’indietro per tentare il recupero. Inoltre, una volta che la squadra perde il possesso i terzini hanno il compito di3 stringere la posizione per evitare che gli avversari possano “bucare” la linea con passaggi filtranti.

 

 CONCLUSIONI

 

In un lasso di tempo molto breve e in una manciata di allenamenti, mister Giampaolo è riuscito a trasmettere i suoi principi di gioco fondamentali, entrando fin da subito nella testa dei giocatori. Ciò lo si è potuto notare dalla grande applicazione in fase di non possesso da parte di tutti gli interpreti.

ANALISI SWOT

 

PUNTI DI FORZA

  • Ottima copertura delle zone centrali del campo grazie a movimenti coordinati e a reparti stretti.
  • Recuperi palla in zona avanzato grazie ad un pressing ben organizzato
  • Mobilità e continui interscambi in fase di costruzione che da pochi punti di riferimento agli avversari
  • Elevate doti balistiche, specie nel tiro da fuori e nei cross

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Precario equilibrio difensivo sul lato sinistro
  • Profondità mai ricercata dagli attaccanti
  • Imprecisione nei lanci lunghi, soprattutto da parte di Audero

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