Analisi Tattica: la Juventus di Igor Tudor 2025-26

analisi tattica e come gioca la Juventus di Igor Tudor 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di possesso o fase offensiva in fase di non possesso o fase difensiva e in transizione

Analisi realizzata da Pierpaolo Leone, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la JUVENTUS di Igor Tudor 2025-26: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Dall’arrivo di Tudor in panchina, nel finale della scorsa stagione, il trend è sicuramente positivo: la squadra è riuscita ad agguantare il quarto posto e quest’anno in campionato è partita forte, attestandosi ai vertici della classifica.

Nella scorsa stagione, non avendo molto tempo a disposizione, l’allenatore ha lavorato innanzitutto sulla testa dei giocatori. Ha cercato di trasmettere tutto il suo carisma e la sua mentalità orientata alla verticalizzazione veloce e al proiettarsi in avanti con più giocatori possibili, piuttosto che al consolidamento del possesso palla come in passato.

La Juventus si schiera in campo con 3-4-2-1 di base: dietro tre difensori di grande fisicità, mentre gli esterni bassi partono in linea con i due centrocampisti formando una linea di 4 e infine le due mezze punte, libere di svariare alla ricerca di spazi, che si muovono a sostegno del riferimento offensivo.

In fase di costruzione, due dei tre centrali restano bassi, mentre il terzo si alza sulla linea dei centrocampisti; questa dinamica avviene tipicamente sulla fascia sinistra con Cambiaso che lascia spazio a Kelly nella catena laterale e si accentra per favorire l’uscita palla, sfruttando la sua buona tecnica con il pallone.

Allo stesso tempo uno dei due centrali di centrocampo si abbassa leggermente per aiutare la costruzione, mentre l’altro rimane sulla linea dei centrocampisti. Le seconde punte si alzano allineandosi alla punta centrale, formando così un fluido 2-1-4-3.

In fase di non possesso, gli esterni difensivi si abbassano sulla linea dei centrali formando una difesa a cinque, mentre gli esterni offensivi rientrano sulla linea dei centrocampisti per comporre un 5-4-1. Il riferimento più avanzato rimane la prima punta, incaricata di smarcamenti preventivi per favorire le ripartenze.

 

 

MODULI DI GIOCO

MODULI DI BASE: 3-4-2-1

MODULI IN POSSESSO PALLA: 2-1-4-3

MODULI IN NON POSSESSO PALLA: 5-4-1

 

ROSA 2025-2026:

Portieri

23 Carlo Pinsoglio → piede sinistro

1 Mattia Perin → piede destro

16 Michele Di Gregorio → piede destro

Si tratta di portieri dotati di grande reattività tra i pali e che, pur possedendo una discreta tecnica anche con i piedi, non vengono particolarmente sollecitati nella costruzione del gioco se non per la necessità di provare una palla diretta verso gli attaccanti al fine di superare la pressione avversaria.

Difensori

3 Gleison Bremer → piede destro

24 Daniele Rugani → piede destro

4 Federico Gatti → piede destro

15 Pierre Kalulu → piede destro

6 Lloyd Kelly → piede sinistro

 

Il compito principale dei centrali è difendere, in particolare Bremer, leader del reparto. Con Tudor, però, hanno anche compiti offensivi: raddoppiano sulle corsie esterne e riempiono l’area in occasione dei cross.

Esterni bassi

25 João Mário → piede destro

27 Andrea Cambiaso → piede sinistro

40 Jonas Rouhi → piede sinistro

32 Juan Cabal → piede sinistro

18 Filip Kostić → piede sinistro

 

Gli esterni difensivi (compito svolto anche da Kalulu in questo inizio stagione) hanno un ruolo importante, in quanto il gioco della squadra si sviluppa principalmente negli esterni e loro hanno il compito di portare il più velocemente possibile la palla in avanti; allo stesso tempo devono garantire copertura in fase difensiva scalando sulla linea dei centrali.

 

Centrocampisti

19 Khéphren Thuram → piede destro

8 Teun Koopmeiners → piede destro

5 Manuel Locatelli → piede destro

21 Fabio Miretti → piede destro

22 Weston McKennie → piede destro

I centrocampisti centrali della Juventus sono dotati di spiccate doti fisiche di corsa e resistenza, devono infatti ricoprire diverse zone di campo, sia in fase di costruzione, sviluppando il gioco verso l’esterno e comunque garantendo supporto agli attaccanti, sia in fase di copertura, andando a pressare il portatore di palla avversario e garantendo copertura alla difesa.

 

Esterni offensivi/seconde punte

17 Vasilije Adžić → piede destro

7 Francisco Conceição → piede sinistro

10 Kenan Yıldız → piede destro

11 Edon Zhegrova → piede sinistro

20 Loïs Openda → piede destro

Gli esterni offensivi devono dare imprevedibilità alla manovra, saltare l’uomo, andare al tiro o garantire i giusti rifornimenti alla punta; allo stesso tempo gli viene richiesto sacrificio, scalando sulla linea dei centrocampisti in fase difensiva.

Attaccanti

30 Jonathan David → piede destro

14 Arkadiusz Milik → piede sinistro

9 Dušan Vlahović → piede sinistro

L’attaccante nelle idee di Tudor deve avere innanzitutto la capacità di segnare in tutti i modi, concludendo l’azione; a seconda delle caratteristiche del singolo si può poi sfruttare la fisicità di Vlahovic con un lancio diretto o la mobilità di David per l’attacco agli spazi.

FASE DI POSSESSO:

COSTRUZIONE

La Juventus predilige una costruzione bassa, due dei tre difensori centrali (Bremer e a turno Kelly o Gatti) rimangono più bassi per iniziare la manovra, mentre il terzo difensore (Gatti o Kelly) si alza sulla linea dei centrocampisti per favorire l’uscita palla.

Allo stesso tempo uno dei centrocampisti (tipicamente Locatelli) si abbassa offrendo un’ulteriore possibilità di scarico.

Un’ulteriore possibilità viene offerta dalla prima punta che, nel caso in cui i compagni sono tutti pressati, si abbassa per offrire una possibilità di palla diretta.

SVILUPPO

In fase di costruzione il centrocampo lavora in modo scaglionato, mentre Locatelli si abbassa per costruire il gioco, l’altro centrocampista centrale (Thuram o Koopmeiners) rimane più alto sulla linea dei centrocampisti andando a creare superiorità numerica verso una o l’altra fascia, in quanto è lateralmente che andrà a svilupparsi il gioco attraverso le aperture di Locatelli o dei difensori.

LATERALITA’ OFFENSIVA

È proprio sull’esterno che si sviluppa principalmente il gioco offensivo della Juventus, alla fase offensiva partecipano gli esterni bassi, i centrocampisti e a turno i difensori centrali con i loro movimenti hanno l’obiettivo di liberare il pallone agli esterni offensivi (Yildiz e Conceição), che rimangono molto larghi per poter sfruttare la loro tecnica e la loro abilità nell’uno contro uno.

 

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RIFINITURA

In fase di rifinitura il pallone è quindi affidato ai giocatori di maggior talento, tuttavia la tre quarti campo avversaria è occupata anche dai difensori e dai centrocampisti che si muovono scegliendo se offrire una soluzione di passaggio al portatore di palla oppure spostarsi verso il centro per portare via un avversario dalla zona palla e allo stesso riempire l’area.

È proprio la propensione a portare molti uomini (compresi i difensori) in area di rigore avversaria o comunque a ridosso di essa una caratteristica fondamentale della squadra di Tudor.

FINALIZZAZIONE

Una volta portata palla sull’esterno, la Juventus ha diverse possibilità per finalizzare l’azione:

-tiro dalla distanza con difesa schierata;

-uno contro uno degli esterni offensivi;

-sovrapposizione degli esterni difensivi;

-cross e traversoni con inserimenti anche di difensori e centrocampisti;

-triangolazioni tra esterni offensivi e punta.

 

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FASE DI NON POSSESSO:

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

Quando gli avversari sono in fase di costruzione la Juventus prova ad attuare un’azione di primo pressing, con marcature a uomo dei giocatori offensivi e in particolare con uno dei centrocampisti centrali (principalmente Locatelli) che va a prendere il portatore di palla avversario; nel caso in cui gli avversari riescano a superare il primo pressing, allora la squadra si compatta dietro la linea del pallone con un roccioso 5-4-1 chiudendo le linee di passaggio.

 

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CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA

Il centrocampo in fase difensiva lavora in modo scaglionato, uno dei centrocampisti va a prendere il play avversario per tentare di recuperare il pallone, mentre gli altri centrocampisti rimangono più bassi effettuando comunque una pressione sui propri riferimenti e allo stesso tempo garantendo copertura nel caso in cui la prima linea di pressione venisse superata.

Quando gli avversari superano la metà campo, gli esterni di centrocampo si schiacciano sulla linea dei difensori andando a formare una linea di 5 difensori.

LATERALITA’ DIFENSIVA

In fase difensiva gli esterni offensivi (Yildiz e Conceição) sono chiamati a sacrificarsi in fase di copertura offrendo il raddoppio agli esterni bassi, tali movimenti sono fondamentali per garantire equilibrio alla squadra, ma possono essere anche controproducenti in quanto gli attaccanti perdono lucidità in fase offensiva. I centrocampisti centrali hanno invece il compito di presidiare la zona centrale del campo e seguire eventuali inserimenti degli avversari.

LINEA DI DIFESA

In fase di primo pressing la linea difensiva tende a rimanere piuttosto alta in modo da fare densità e chiudere tutte le linee di passaggio, mentre una volta che l’avversario supera la prima fase di pressione la difesa tende a scappare verso il proprio portiere.

I tre centrali non rimangono sempre sulla stessa linea, ma a seconda delle situazioni uno di loro si muovo in modo scaglionato, rompendo la linea per seguire l’avversario.

Il rientro di Bremer come leader difensivo è sicuramente una buona notizia per la Juventus, ma la sensazione è che la linea difensiva abbia bisogno di tempo per conoscersi e trovare quegli automatismi che le permettano di andare a pressare alta e allo stesso tempo non concedere troppa profondità agli attaccanti avversari.

TRANSIZIONE:

 

TRANSIZIONE OFFENSIVA

È nelle fasi di transizione che si può apprezzare il cambio di mentalità portato da Tudor, una volta recuperata palla infatti la squadra non consolida il possesso, ma si butta subito in avanti con più uomini possibili per sfruttare la situazione di contropiede, anche grazie agli smarcamenti preventivi delle prime punte.

Diverse situazioni da goal della Juventus negli ultimi tempi nascono proprio da fasi di transizione, piuttosto che dallo sviluppo del gioco.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Il differente approccio anche in fase di transizione difensiva, una volta persa palla la squadra non tende ad indietreggiare immediatamente, ma attua un contro pressing con i giocatori più vicini alla zona palla cercando di recuperare immediatamente il possesso; solo nel caso in cui la riconquista della palla dovesse fallire, allora si ricompatta all’indietro.

PUNTI DI FORZA

  • esterni offensivi utili anche in copertura;
  • imprevedibilità sugli esterni;
  • ottime individualità in ogni reparto;
  • area avversaria riempita anche da difensori e centrocampisti;
  • buoni tiratori dalla distanza.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • difficoltà nell’uscita palla contro pressing organizzato;
  • lentezza nel giro palla per liberare gli attaccanti;
  • prima pressione non sempre coordinata;
  • squadra che tende a schiacciarsi troppo in difesa;
  • poca incisività centrale, gioco spesso prevedibile.

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