Analisi Tattica: la Juventus di Igor Tudor

Analisi realizzata da Lorenzo Schiasselloni, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la Juventus di Igor Tudor: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Cambio di rotta in casa Juventus che conclude prematuramente un progetto triennale, tale decisione nasce da evidenti incomprensioni di natura tattica ma soprattutto caratteriale tra l’ex tecnico e la squadra. 

Fin dall’inizio Thiago Motta ha tentato di imporre la sua idea di calcio tralasciando quasi completamente il rapporto umano con i calciatori; dopo 9 mesi e una media di 1,7 punti per partita, la squadra viene affidata a Igor Tudor(ex calciatore storico dei bianconeri) principalmente per dare una scossa all’ambiente.

Il tecnico croato, infatti, è noto per il suo carattere forte e grintoso, come già aveva dimostrato in precedenza nelle esperienze con Hellas Verona, Marsiglia e Lazio.

La società bianconera con questa mossa, spera di riportare dalla sua parte i tifosi (ultimamente avevano mostrato disappunto verso l’italo-brasiliano con contestazioni pubbliche) puntando sul DNA juventino del nuovo allenatore che non ha mai nascosto la volontà di dirigere questa squadra, addirittura pagando di tasca propria la clausola di 150 mila euro che lo vincolava all’Hajduk Spalato nel 2020, per fare il vice allenatore di Andrea Pirlo.

Tudor predilige un calcio molto energico e aggressivo, con forte focus sulla fase difensiva e transizioni offensive rapide cercando molto le vie verticali. Utilizzando il 3-4-2-1 come modulo di base, si affida molto ai 3 centrali di difesa e alle catene laterali.

Le principali caratteristiche del suo stile di gioco sono:

–Difesa solida e compatta: i suoi difensori devono essere fisicamente dominanti e richiede loro la massima concentrazione per evitare di lasciare spazi ai giocatori avversari

–Pressing alto: questa fase viene curata nei minimi dettagli dal tecnico croato. Le sue squadre esercitano molta pressione in fase di costruzione avversaria per costringere i giocatori a commettere errori e recuperare palla in fase offensiva.

–Transizione rapida: cerca molto le verticalizzazioni dopo aver riconquistato il pallone in qualsiasi zona del campo per sorprendere la difesa avversaria prima che si piazzi nel modo giusto, difficilmente potremo vedere un possesso palla sterile nella propria metà campo

–Utilizzo delle corsie laterali: sfrutta molto le fasce sia in fase difensiva che in fase offensiva, gli esterni di centrocampo giocano un ruolo fondamentale nella sua visione di calcio

–Gioco fisico e intenso: la caratteristica essenziale delle sue squadre è l’intensità. Il grande dispendio di energie dei suoi giocatori sta alla base del suo approccio.

Questo mix di solidità difensiva, pressing aggressivo, transizioni rapide e intensità fisica ha portato buoni risultati durante le sue esperienze passate. Da sottolineare il 3° posto in Ligue 1 nella stagione 2022/2023 alla guida del Marsiglia e il 9° posto in Serie A nella stagione 2021/2022 alla guida dell’Hellas Verona. Alla Juventus avrà il compito di portare la squadra nelle prime 4 posizioni per poter partecipare alla Champions League nella prossima stagione.

Per sviluppare questa analisi tattica è stata presa in esame la prima partita della sua esperienza in bianconero, giocata contro il Genoa di Patrick Vieira.

 

https://youtu.be/5LP-ARBfSGI

 

INTERPRETI

PORTIERI:

N.29 M. Di Gregorio (piede forte destro)

N.1 M. Perin (piede forte destro)

N. 23 C. Pinsoglio (piede forte sinistro)

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Di Gregorio: portiere titolare; buona tecnica nel controllo e nel passaggio che permette eventualmente di iniziare la costruzione dal basso in modo fluido; abile nelle uscite e nella copertura dello spazio fuori dall’area piccola, contribuisce a interrompere le azioni avversarie; grande reattività e ottimi riflessi, molto efficace nell’1v1 con l’attaccante avversario.

Perin: secondo portiere; grande capacità nel posizionamento e ottimi riflessi; esperienza e leadership che fanno la differenza; molto affidabile; la sua esperienza gli consente di leggere bene le situazioni di gioco e contribuisce alla gestione dei tempi della partita

Pinsoglio: terzo portiere; leader da spogliatoio, fa la differenza a livello mentale; conosce bene l’ambiente e fa il possibile per tenere sempre alto il morale del gruppo; quelle pochissime volte che viene chiamato in causa offre prestazioni solide, dimostrando che la Juventus gode di un ottimo mix di abilità ed esperienza nel reparto portieri.

COMPITI TATTICI

Il portiere, durante la costruzione della manovra, cerca molto spesso il lancio lungo verticale sulla punta (Vlahovic) per sfruttare una sponda accelerando i tempi di gioco. Inoltre deve essere sempre molto concentrato per interrompere le azioni offensive avversarie, anche uscendo dall’area piccola.

DIFENSORI/TERZINI:

N.3 Bremer (piede forte destro)

N.4 F. Gatti (piede forte destro)

N.15 P. Kalulu (piede forte destro)

N.12 R. Veiga (piede forte sinistro)

N. 6 L. Kelly (piede forte sinistro)

N. 2 A. Costa (piede forte destro)

N.32 J. Cabal (piede forte sinistro)

N.37 N. Savona (piede forte destro)

N.40 J. Rouhi (piede forte sinistro)

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Bremer: pilastro difensivo della squadra (al momento fuori stagione per infortunio al crociato); molto robusto e veloce; eccelle nel gioco aereo e nell’anticipo; la sua aggressività lo rende adatto a una difesa alta e proattiva.

Gatti: giocatore dotato di buona struttura fisica e velocità; efficace nelle marcature a uomo; ha una buona tecnica di base, efficace nella costruzione dal basso; ottime qualità d’inserimento e abile nei colpi di testa; ottima leadership e grinta che lo contraddistinguono.

Kalulu: giocatore molto duttile tatticamente; molto rapido e agile, caratteristiche che gli permettono di avere una particolare efficacia nelle coperture difensive e nelle ripartenze; ottimo nell’1v1.

Veiga: arrivato in prestito dal Chelsea; giovane difensore con una discreta tecnica e abile nell’impostazione dell’azione; ha dato una scossa a livello caratteriale, nonostante sia giovane e uno degli ultimi arrivati.

Kelly: giocatore piuttosto veloce; possiede una buona lettura di gioco; abile nel gioco aereo e molto versatile; buona tecnica di base 

Costa: buona solidità difensiva ma soprattutto ottima propensione offensiva; va ad ampliare un reparto non solidissimo da quando Bremer e Cabal si sono rotti il crociato.

Cabal: (al momento fuori stagione per infortunio al crociato) duttile tatticamente; dotato di grande potenza fisica che lo rende molto efficace nei contrasti e nell’1v1; ha ottime capacità di marcatura; all’occorrenza offre un grande apporto alla manovra offensiva grazie alla sua capacità di passaggio

Savona: ottima fisicità; versatile; partecipa alla manovra; buon prospetto ma ancora poco maturo; rimane un giocatore che da ampiezza al reparto 

Rouhi: agile e piuttosto veloce nonostante una corporatura potente; duttile tatticamente; offre un’altra opzione nello scacchiere di Tudor

COMPITI TATTICI

Nel terzetto di difesa schierato da Igor Tudor il difensore di destra e quello di sinistra (in questo caso rispettivamente Gatti/Kalulu e Kelly) hanno il compito di partecipare alla manovra offensiva avanzando palla al piede oppure inserendosi e allargandosi per dare più opzioni di passaggio ai compagni. Marcano a uomo le mezze-ali offensive avversarie seguendole anche quando si abbassano nella loro metà campo. Il difensore centrale (Veiga), invece, difficilmente dà un apporto alla manovra offensiva e rimane in marcatura preventiva sulla punta avversaria.

CENTROCAMPISTI/TREQUARTISTI:

N.5 M. Locatelli (piede forte destro)

N.8 T. Koopmeiners (piede forte sinistro)

N.16 W. Mckennie (piede forte destro)

N.19 K. Thuram (piede forte destro)

N.26 Douglas Luiz (piede forte destro)

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Locatelli: eccellente nel dettare i tempi di gioco, offrendo passaggi precisi e cambi di gioco efficaci; eccellente aggressività nel pressing e abilità nell’intercettare i palloni in fase difensiva; ottima leadership che gli ha permesso di diventare capitano. 

Koopmeiners: giocatore molto in difficoltà da inizio stagione, confusione mentale evidente; nonostante questo ha una buona duttilità, riescono ad adattarsi e a contribuire in più ruoli; mantiene posizioni strategiche facilitando la transizione tra le fasi di gioco; rimane un giocatore potenzialmente pericoloso dotato di un tiro potente.

Mckennie: dinamismo e versatilità importante; ha ricoperto quasi tutti i ruoli nel corso degli anni passati alla Juventus; vero e proprio Jolly che si adatta ad ogni situazione in entrambe le fasi; capacità di rimessa laterale molto lunga

Thuram: giocatore potente fisicamente dotato di una grande progressione palla al piede; legge bene le situazioni di gioco facendo doppia fase; tecnica individuale molto elevata per le caratteristiche fisiche che possiede. 

Douglas Luiz: non ha ancora avuto continuità tale da poter essere considerato al centro del progetto; ha evidenti qualità tecniche e un buon dinamismo quando sta bene fisicamente.

COMPITI TATTICI

La linea di centrocampo composta da Locatelli e Thuram ha un ruolo molto versatile, il primo si abbassa sulla linea dei difensori sia per dare una mano in fase di costruzione agendo da regista basso, sia per raddoppiare la marcatura preventiva sulla punta avversaria diminuendo le sue possibilità di creare spazi per se stesso e per i compagni. Thuram invece viene sfruttato per il suo dinamismo e la sua intensità in entrambe le fasi di gioco. In FDP ha il compito di inserirsi negli spazi per creare opzioni di passaggio e superiorità numerica, mentre in FDNP contribuisce fortemente al pressing alto richiesto dall’ allenatore e a coprire le linee di passaggio avversarie per riconquistare prima possibile il possesso del pallone.

Koopmeiners, schierato come trequartista accanto a Yildiz, ha il compito di supportare l’attacco offrendo un collegamento tra il centrocampo e la punta centrale. In FDNP si schiera spesso accanto a Vlahovic creando una prima linea di pressione a 2. Varia le sue posizioni per destabilizzare la difesa avversaria.

Mckennie, schierato come esterno sinistro di centrocampo, ha il compito di coprire gran parte della fascia sinistra. In FDP deve garantire ampiezza sovrapponendosi nella zona esterna del campo, mentre in FDNP va a ricoprire il ruolo di terzino sinistro contrastando le avanzate dell’esterno destro avversario.

ESTERNI DI CENTROCAMPO/ALI:

N.7 F. Conceiҫão (piede forte sinistro)

N.10 K. Yildiz (piede forte destro)

N.11 N. González (piede forte sinistro)

N.51 S. Mbangula (piede forte destro)

N.22 T. Weah (piede forte destro)

N.27 A. Cambiaso (piede forte sinistro)

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Coincecao: capacità tecniche elevate; noto per la sua agilità e rapidità nel dribblare l’ avversario; attaccante molto scomodo da affrontare nell’ 1v1; imprevedibile; versatile

Yildiz: tecnica individuale molto elevata; ottima capacità di dribbling e conclusione in porta; pericoloso e imprevedibile poiché ambidestro; crea soluzioni inaspettate e possiede una discreta duttilità.

Nico Gonzalez: rapido e imprevedibile; buone capacità di dribbling ed eccelle nei colpi di testa; molto flessibile, all’occorrenza ricopre praticamente tutti i ruoli sulla fascia; buone capacità fisiche, ottima intensità. 

Mbangula: velocità e dribbling sono le sue migliori caratteristiche; giocatore giovane che ha dimostrato di dare freschezza e imprevedibilità quando chiamato in causa, sia dal primo minuto, sia a gara in corso.

Weah: giocatore molto duttile, addirittura ha giocato anche da punta centrale nel corso della stagione; all’occorrenza ricopre tutti i ruoli sulle fasce; dotato di grande velocità e buona struttura fisica per essere un esterno; dotato di una considerevole potenza di tiro.

Cambiaso: versatilità tattica importante; ricopre tutti i ruoli sulle fasce e talvolta è stato designato a ricoprire il ruolo di mediano in fase di costruzione della manovra dato le sue spiccate capacità tecniche; molto efficace nei passaggi e nelle sovrapposizioni.

COMPITI TATTICI

Gli esterni di centrocampo svolgono un ruolo fondamentale nello scacchiere del tecnico croato, hanno infatti il compito di agire da esterni “a tutta fascia” dando equilibrio alla squadra in ogni zona del campo. Analogamente a quanto scritto in precedenza sul compito tattico di Mckennie all’interno della partita, Nico Gonzalez svolge le stesse mansioni dell’americano. Per quanto riguarda la FDP però, si rende più pericoloso utilizzando le sue abilità di dribbling e progressione palla al piede per creare occasioni in fase offensiva.

Ai trequartisti dietro la punta viene assegnato il compito di svariare sul fronte d’attacco per non dare mai riferimenti e creare più spazi possibili. In particolar modo Yildiz è l’uomo che fa la differenza in questo ruolo, poiché più libero di creare occasioni sfruttando le sue capacità tecniche. In FDNP scala in posizione di esterno sinistro dando un notevole contributo alla fase di pressing.

ATTACCANTI:

N.9 D. Vlahović (piede forte sinistro)

N.14 A. Milik (piede forte sinistro)

N.20 R. Kolo Muani (piede forte destro)

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Vlahovic: giocatore imponente fisicamente; buona potenza di tiro, anche se molto spesso risulta impreciso nel finalizzare le occasioni che gli si presentano; crea spazi per i compagni; molto pericoloso sui calci di punizione. 

Milik: versatilità tattica; molto pericoloso sui duelli aerei; possiede una grande capacità di finalizzazione grazie al suo tiro preciso e potente; molti problemi fisici gli impediscono di avere continuità, infatti nella stagione in corso non ha ancora giocato una partita ufficiale. 

Kolo Muani: arrivato per dare una svolta tecnica e di ampiezza in attacco (dato gli svariati infortuni di Milik); ha una velocità eccezionale e una buona capacità di dribbling; sa attaccare la profondità e crea spazi per i compagni; ha una buona adattabilità tattica e da un grande contributo offensivo; ottimo in fase di finalizzazione.

COMPITI TATTICI

Il ruolo di punta centrale diventa un riferimento a tutti gli effetti, sia per la costruzione della manovra, sia per la finalizzazione dell’azione. In FDP deve raccogliere i passaggi dalle retrovie e amministrare il possesso giocando di sponda per i compagni e far salire la squadra. Si muove per creare spazi alle incursioni dei trequartisti e ai tagli degli esterni. In FDNP contribuisce al pressing alto, soprattutto nella prima costruzione della squadra avversaria.

SISTEMA DI GIOCO

Igor Tudor si adatta molto alle caratteristiche dei propri giocatori e a quelle degli avversari, per questo motivo le sue tattiche variano in base agli interpreti. Come già anticipato, la sua idea di gioco si basa sulla solidità difensiva, l’immediato pressing una volta persa palla e le verticalizzazioni immediate per affrettare i tempi di gioco. Possiamo notare che il sistema di gioco che utilizza è caratterizzato da un movimento continuo dei suoi calciatori; durante la prima fase di costruzione possono verificarsi sostanzialmente 2 cose: 

-un lancio lungo del portiere direttamente sulla punta 

-uno dei 2 difensori esterni del terzetto passa la palla al giocatore esterno sulla sua fascia per poi staccarsi e progredire senza palla, oppure cercare direttamente la via verticale quando trova spazio

Se non riescono a trovare spazio, si abbassa Locatelli a fare il regista basso e imposta l’azione. 

Una volta superata la prima linea di pressione degli avversari, la Juventus sfrutta le catene laterali per dare ampiezza alla manovra e liberare spazio alle soluzioni centrali nella zona di rifinitura, innescando le giocate dei trequartisti. Viene cercato molto spesso l’attaccante centrale per dialogare con i compagni di reparto. Quando gli avversari non concedono spazio per vie centrali, Yildiz si abbassa per ricevere e puntare la difesa, creando superiorità numerica con dribbling e sfruttando gli scambi rapidi con l’esterno di centrocampo e il centrocampista centrale. Quest’ultimo (molto spesso Thuram), s’inserisce per vie centrali facendo breccia nella zona di rifinitura. In questa fase possono risultare pericolose le incursioni senza palla dei 2 difensori del terzetto, generalmente il DCD e il DCS. In fase di finalizzazione cercano di chiudere le triangolazioni con la punta centrale per liberarla al tiro. Diventa fondamentale anche la posizione dell’altro trequartista (generalmente Koopmeiners) che attaccando gli half-space, può ricevere cross bassi nella sua zona o comunque costringere un avversario a marcarlo con il rischio di liberare un altro uomo. 

In FDNP si piazzano con un 1-4-4-2 con linea a 4 di difesa composta da Kalulu/Gatti che si allarga e si sposta TD, Mckennie abbassandosi va a ricoprire il ruolo di TS; i 2 DC rimangono Veiga e Kelly; i 2 CC Locatelli e Thuram; Yildiz scala andando a ricoprire il ruolo di ES, mentre dall’altra parte rimane Nico Gonzalez come ED; ad attuare la prima linea di pressione offensiva ci sono Koopmeiners e Vlahovic formando una coppia d’ attacco.

Dal momento che Kalulu/Gatti e Kelly marcano a uomo a tutto campo le mezzali offensive avversarie, talvolta il modulo si trasforma diventando un 1-4-2-3-1 con Locatelli che si abbassa accanto a Veiga andando a ricoprire il ruolo di DC; Nico Gonzalez e Mckennie si abbassano diventando terzini per permettere al DCD e al DCS di salire a marcare alti (vanno ad agire quasi come mediani in questa fase); Thuram esercita una pressione importante sul regista avversario andando ad agire come trequartista centrale in mezzo a Yildiz (a sinistra) e Koopmeiners (a destra); Vlahovic rimane punta centrale.

Questo cambio di schieramento in FDNP abbassa di molto le probabilità degli avversari di trovare spazi liberi per fraseggiare con i compagni. Quello che fa la differenza in questo schieramento è senza dubbio la poca distanza tra i reparti che permettono di esercitare una pressione coordinata su tutti i giocatori chiave avversari, togliendoli spazio e tempo per fare la giocata. Basano il loro stile di gioco sull’intensità, la compattezza e la rapidità con la quale riescono a ripartire dopo aver riconquistato palla.

SISTEMA DI BASE: 1-3-4-2-1

SISTEMA FDP: 1-3-2-4-1 o 1-3-3-3-1(in base alla posizione di Nico Gonzalez e di Mckennie)

SISTEMA FDNP: 1-4-4-2 (in base alla posizione di Nico Gonzalez può diventare anche un 1-5-3-2)o 1-4-2-3-1

FASE DI POSSESSO (FDP)

In questa fase possiamo notare la volontà degli uomini di Tudor di ridurre al minimo il numero di passaggi e i tempi di gioco con cui arrivare in area avversaria. Vedremo di seguito un’analisi dettagliata di ogni sotto fase di gioco volta a costruire questo tipo di manovra offensiva.

COSTRUZIONE

La prima costruzione della Juventus può essere diretta o inizialmente dal basso in base agli spazi che concedono gli avversari. Quando riescono a trovare spazio nelle zone centrali del campo, molto spesso viene cercato un lancio lungo direttamente dal portiere o da uno dei 3 centrali di difesa sulla punta centrale sfruttando le sue caratteristiche fisiche, l’ attaccante si crea spazio venendo incontro a ricevere il passaggio spalle alla porta e successivamente cerca l’ appoggio ai trequartisti che vanno in incursione per dare supporto. In questo modo eludono direttamente la prima linea di pressione avversaria. Quando non riescono a trovare spazio per vie centrali, diventa fondamentale l’impiego di Locatelli che agisce da regista basso inserendosi nella propria linea di difesa per non essere pressato dal marcatore avversario. Nel momento in cui si abbassa Locatelli, solitamente il DCD si alza rimanendo sulla fascia di competenza per portare via l’uomo e liberare spazio nelle zone centrali a uno dei 2 trequartisti (generalmente Yildiz) che da quella posizione ha la possibilità di creare occasioni pericolose. I 2 esterni di centrocampo si allargano per dare ampiezza alla manovra aumentando in questo modo le opzioni di passaggio. Vlahovic rimane centrale mentre Koopmeiners esegue movimenti per portargli via un uomo. La squadra si dispone in una sorta di 1-3-2-4-1 durante questo tipo di costruzione.

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SVILUPPO

Una volta superata la prima linea di pressione avversaria la Juventus sfrutta l’ampiezza dei suoi esterni per liberare spazi centrali, nei quali vanno ad agire i due trequartisti (talvolta con il supporto delle incursioni dei DCD e DCS o uno dei 2 centrocampisti). Questa manovra rispecchia a pieno la volontà di verticalizzare più volte possibili. In questa fase diventa importante la coordinazione dei movimenti tra Yildiz, Koopmeiners e Vlahovic, i quali, attraverso rotazioni e triangolazioni, provano ad aprirsi gli spazi necessari per entrare nelle linee difensive avversarie. Generalmente il giocatore che fa da uomo chiave in queste situazioni è Koopmeiners, che allargandosi crea uno spiraglio facilmente attaccabile da Vlahovic. La cosa essenziale per attuare questo stile offensivo è il riempimento degli spazi, volto principalmente a non dare riferimenti alle marcature avversarie.

RIFINITURA

Nella trequarti avversaria i bianconeri cercano costantemente l’uomo tra le linee con passaggi rapidi e verticali. Yildiz è l’uomo più pericoloso in questa zona di campo date le sua capacità tecnico-fisiche. Grazie alla sua velocità di pensiero, da quella posizione può sia imbucare per Vlahovic, sia cercare un 1-2 per affondare e arrivare al tiro lui stesso, può cercare il tiro da fuori area o appoggiare il pallone sugli esterni che rimangono sempre larghi sulle fasce. Occhio di riguardo anche per i centrocampisti che possono cercare inserimenti e ricevere palla in questa zona (soprattutto Thuram). Vlahovic si trova spesso in questa parte di campo, anche mentre la Juventus inizia la prima fase di costruzione, questo gli permette di essere sempre pronto a ricevere il passaggio spalle alla porta per far salire la squadra, infatti, molte volte il portiere (Di Gregorio) esegue un lancio lungo proprio sul serbo. 

FINALIZZAZIONE 

Nella fase conclusiva della manovra, possiamo notare che Tudor chiede ai suoi di attaccare l’area in grande quantità, infatti quando la squadra entra negli ultimi metri di campo, portano almeno 3/4 uomini a rotazione in area di rigore, garantendo una buona presenza numerica che può fare la differenza anche su eventuali ribattute, seconde palle o rimbalzi. Viene sfruttata anche la stazza della punta centrale per cercare soluzioni aeree con cross e lanci lunghi. Una tattica utilizzata molto per arrivare alla conclusione è quella di liberare gli spazi per facilitare l’1v1 ai giocatori più tecnici come Yildiz, Coincecao e Nico Gonzalez, i quali con la loro di agilità nel dribblare, creano superiorità numerica rendendosi pericolosi. L’allenatore riesce a fare la differenza con la sua volontà di accelerare i tempi di gioco, come si può notare in occasione del gol del vantaggio, nato da una rimessa laterale che ha voluto far battere in verticale con estrema rapidità sorprendendo la difesa avversaria ancora in assestamento. 

LATERALITA’ OFFENSIVA

Le catene laterali svolgono un ruolo fondamentale in fase offensiva, permettendo lo sviluppo della manovra grazie ai loro movimenti e alle posizioni che occupano. Sia Mckennie che Nico Gonzalez agiscono a tutta fascia, dimostrandosi giocatori instancabili e multifunzionali (caratteristiche molto apprezzate dal tecnico croato). Garantiscono ampiezza e profondità costringendo la linea difensiva avversaria ad allargarsi e concedere spazi nella zona centrale del campo. La grande quantità di sovrapposizioni, combinazioni con i centrocampisti e cross tentati al servizio della punta e dei trequartisti, obbligano gli esterni difensivi avversari a non perderli mai di vista. Talvolta uno dei 2 taglia dentro l’area di rigore quando il gioco si sviluppa sulla fascia opposta, nella speranza di ricevere un cross e tentare direttamente la conclusione.

FASE DI NON POSSESSO (FDNP)

Per la filosofia di gioco del neo allenatore bianconero, la fase di non possesso è quasi più importante della fase di possesso. Basa il suo stile sul lasciare spesso l’iniziativa agli avversari contrastandoli tramite un pressing asfissiante, con l’obiettivo di recuperare palla in zone di campo più avanzate possibili e attuare fasi molto rapide di transizione offensiva. 

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

La prima azione difensiva che esercita questa squadra per contrastare la costruzione avversaria è uno dei punti chiave del loro modo di giocare. La disposizione in campo per effettuare questa manovra di pressione collettiva generalmente è un 1-4-4-2 con Mckennie che scala e da ES passa a TS; Veiga rimane DC in marcatura preventiva sulla punta avversaria; gli altri 2 difensori vanno a marcare a tutto campo le mezzali offensive avversarie; Yildiz scala e va a ricoprire il ruolo di ES, mentre dall’altro lato del campo resta in posizione di ED Nico Gonzalez; i 2 CC hanno il compito di alternarsi a uscire in marcatura a uomo sul regista avversario nel momento in cui entra in possesso del pallone; come 2 punte centrali troviamo Vlahovic e Koopmeiners che lo va ad affiancare per rinforzare la linea di pressione. I bianconeri, durante questa azione di gioco, esercitano un pressing posizionale con uscita in marcatura a uomo sul giocatore in possesso del pallone, raddoppiandolo quando si rendono conto della concreta possibilità di recuperarlo. La grinta e l’atteggiamento propositivo sono i 2 fattori che caratterizzano questa fase, aumentandone l’efficacia.

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LINEA DIFENSIVA

Quando la Juventus deve difendere nella propria metà campo, si schiera principalmente in 3 modi diversi. L’obiettivo rimane sempre quello di avere compattezza tra i reparti per limitare ogni opzione di passaggio agli avversari, ma anche di marcare a uomo i giocatori chiave come vedremo di seguito.

Il primo schieramento che andiamo ad analizzare è un 1-4-4-2 con Vlahovic e Koopmeiners come coppia d’attacco designati a coprire le linee di passaggio dei difensori avversari verso le zone centrali; Locatelli e Thuram rimangono in posizione di CC però, a differenza di quanto visto per la prima azione difensiva, in questa fase hanno il compito di marcare a uomo i centrocampisti avversari, rimanendo leggermente più bassi; l’ ES diventa Yildiz con il compito di pressare il terzino destro avversario quando riceve palla e seguirlo in caso di sovrapposizioni; dietro di lui, come TS si piazza Mckennie a marcare i movimenti dell’ esterno destro avversario; i 2 centrali di difesa sono Kelly e Veiga con il primo che rimane a zona e si tiene pronto a dare una mano ai compagni di reparto in caso di necessità, raddoppiando o seguendo un’ eventuale incursione di un centrocampista avversario; mentre il secondo rimane in marcatura a uomo sulla punta; come TD va ad agire Kalulu con gli stessi compiti del TS, questa posizione permette a Nico Gonzalez (che agisce da ED) di alzarsi sul terzino sinistro eseguendo gli stessi compiti dell’ ES. 

Il secondo schieramento dipende principalmente dalla posizione di Nico Gonzalez, il quale, avendo il compito di marcare a uomo il terzino sinistro avversario, si trova costretto ad abbassarsi in caso di sovrapposizione di quest’ultimo. In tal caso il modulo si trasforma in un 1-5-3-2 che ha come differenza, rispetto al precedente sistema di gioco, la posizione di Nico Gonzalez che si abbassa nella linea a 5 di difesa agendo da esterno destro arretrato e la posizione di Yildiz che si accentra leggermente formando una linea a 3 di centrocampo. Cosi facendo riescono ad ottenere molta più solidità difensiva e compattezza.

Possiamo notare che nel terzo ed ultimo schieramento, i giocatori vanno a ricoprire posizioni del tutto inedite, soprattutto i 2 laterali difensivi del terzetto. La squadra si dispone in campo con un 1-4-2-3-1 sfruttando al meglio la copertura degli spazi. Come anticipato, Kalulu e Kelly innescano questo meccanismo di rotazioni, andando a marcare a uomo le 2 mezzali offensive avversarie. In questo modo vanno ad occupare la posizione di mediani davanti alla linea di difesa composta da Veiga e Locatelli in posizione di difensori centrali che eseguono una marcatura doppia sulla punta avversaria, e da Nico Gonzalez insieme a Mckennie nel ruolo di terzini con il compito di limitare gli inserimenti degli esterni avversari. Il trequartista centrale diventa Thuram che si alza per essere pronto eventualmente a condurre una ripartenza in caso di recupero del pallone. Yildiz e Koopmeiners stanno sulla stessa linea di Thuram con il compito di rimanere stretti ma pronti ad allargarsi, dando ampiezza e opzioni di passaggio in caso di contropiede. Vlahovic rimane come unico riferimento offensivo con il compito di fare da pivot o attaccare la profondità per allungare la squadra in un’eventuale transizione offensiva.

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ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO

Gli interpreti di centrocampo assumono posizioni variabili durante il corso della partita. Quando si schierano in un 1-5-3-2 utilizzano una linea piatta in mezzo al campo per creare densità e coprire i passaggi diretti in quella zona. I giocatori che compongono questo vero e proprio schermo davanti alla difesa sono solitamente Locatelli, Thuram e Yildiz. Come analizzato in precedenza, possono piazzarsi anche con un 1-4-2-3-1 e formare una linea di centrocampo composta da Kelly e Kalulu con Locatelli che va a agire da vertice basso nella difesa a 4 e Thuram che si posiziona come trequartista per sfruttare le sue capacità di progressione palla al piede in ripartenza. L’atteggiamento dei giocatori in questa zona di campo è molto versatile e per niente statico, utilizzando sempre la tattica di non dare riferimenti fissi agli avversari.

LATERALITA’ DIFENSIVA 

Le fasce vengono costantemente coperte dagli esterni di centrocampo che si abbassano. Dal momento che Nico Gonzalez marca a uomo a tutto campo il terzino avversario, si possono verificare 2 situazioni:

-Se il TS avversario rimane nella sua metà campo per dare sostegno alla manovra di costruzione, l’ esterno della juve difende rimanendo più alto da centrocampo in su lasciando quindi il compito al DCD di ricoprire dietro di sé la posizione di TD

-Se il TS avversario sale in posizione di esterno per dare ampiezza e profondità alla sua squadra, l’esterno della juve scende molto basso per seguirlo

Mckennie invece ha il compito di marcare l’ED avversario, comportandosi diversamente dal compagno di reparto opposto:

-Quando l’ED avversario si abbassa, l’americano non lo va a seguire a tutto campo ma si piazza come TS, lasciando il compito di marcare l’ uomo a Yildiz (che in questa fase si posiziona ES)

-Solo nel momento in cui l’ED avversario si alza, Mckennie va ad applicare su di lui una marcatura a uomo stretta

Questo tipo di movimenti delle catene laterali in fase di non possesso sono fondamentali per dare equilibrio alla squadra e non concedere spazi sulle zone esterne del campo

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Dopo aver perso il pallone la Juventus attua una riaggressione estenuante e ben organizzata, con l’ obiettivo di chiudere tutte le linee di passaggio al giocatore avversario in possesso. In questa fase sono fondamentali i laterali difensivi del terzetto poiché escono in pressione sui centrocampisti avversari più qualitativi per evitare che ricevano il pallone, permettendo inoltre ai propri centrocampisti di sganciarsi ed esercitare un pressing alto insieme ai trequartisti e all’attaccante. Mckennie solitamente, se si trova in posizione avanzata sulla fascia, va a bilanciare questa manovra eseguendo un rapido ripiegamento difensivo per andare a contenere l’avanzata dell’esterno avversario. 

Se non riescono a recuperare palla nei primi 10/15 secondi, si ricompattano andando a creare densità soprattutto nelle zone centrali del campo, diminuendo così il rischio di subire contropiedi veloci.

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Le transizioni offensive sono lo stile di gioco principalmente utilizzato da Tudor per fare breccia nelle difese avversarie e sfruttare le caratteristiche dei suoi giocatori. Nell’istante in cui i bianconeri recuperano il pallone, cercano prima possibile lo spazio per verticalizzare e velocizzare la manovra. Essenziale per attuare al meglio le transizioni è il ruolo di Vlahovic, il serbo infatti raramente ripiega in difesa, ma al contrario rimane come riferimento offensivo cercando di smarcarsi preventivamente per ricevere un passaggio in profondità oppure per liberarsi e agire da pivot con protezione palla e sponde(molto importanti nello sviluppo di un contropiede). Gli esterni si allargano per liberare spazio ai giocatori che agiscono al centro del campo, ovvero Yildiz e Koopmeiners, con il turco chiamato a far valere le proprie abilità tecniche nel condurre la manovra e la capacità di creare superiorità numerica puntando l’ uomo. L’olandese invece ha il compito cruciale di posizionarsi senza palla in modo da alleggerire le marcature su Vlahovic e Yildiz, mentre quando lo sviluppo dell’ azione passa da lui, ha il compito di collegare il centrocampo all’ attacco con passaggi precisi. I centrocampisti d’inserimento e i cambi offensivi dalla panchina rappresentano l’ arma in più per aumentare l’ efficacia nel finalizzare le transizioni offensive

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

-Solidità difensiva strutturata

-Flessibilità tattica

-Giocatori dinamici e duttili

-Mentalità aggressiva

-Buona fase di transizione

-Grande intensità

-Costanti rotazioni e pochi riferimenti

-Intelligenza tattica dei singoli

-Subentrati che possono dare freschezza

PUNTI DI DEBOLEZZA

-Difficoltà nella finalizzazione

-Mancanza di un regista creativo puro

-Dipendenza da singoli

-Rischio di lacune sulle fasce in fase difensiva

-Mancanza di un centrale di difesa dominante dal momento dell’infortunio di Bremer

MINACCE 

-Progressioni palla al piede di Thuram

-Abilità nel dribbling di Yildiz, Coincecao, Kolo Muani e Nico Gonzalez

-Fisicità di Vlahovic

-Incredibile abilità nei duelli aerei di Nico Gonzalez

-Velocità di Weah e Kolo Muani

-Pressing alto e ben organizzato che aumenta la difficoltà di costruire dal basso 

-Tiro da fuori potente di Weah, Locatelli, Thuram e Vlahovic

-Presenza di singoli molto duttili che possono giocare in tante diverse zone del campo (Cambiaso, Weah, Nico Gonzalez, Mckennie)

-Transizioni offensive rapide 

OPPORTUNITA’ PER L’AVVERSARIO

– La mancanza di un regista puro non rende facile la costruzione dal basso, soprattutto se pressata

-Gli esterni che fanno doppia fase rischiano di lasciare scoperte le fasce mentre ripiegano difensivamente

-Rischio di concedere spazi durante la fase di pressione alta (soprattutto dei laterali difensivi Kalulu e Kelly)

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