Analisi Tattica: la Juventus di Luciano Spalletti

Analisi realizzata da Pierpaolo Leone, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la JUVENTUS di Luciano Spalletti: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Considerato il poco tempo a disposizione e l’imminenza di impegni importanti, Luciano Spalletti non ha introdotto subito grandi rivoluzioni nella squadra. Ha preferito invece ripartire dalle certezze costruite durante la precedente gestione, a cominciare dal modulo, che prevede ancora, almeno in partenza, l’impiego di tre difensori centrali, una scelta poco consueta per l’allenatore toscano.

La Juventus si dispone dunque con un 3-4-2-1 di base: tre centrali arretrati, esterni bassi allineati ai due centrocampisti centrali a formare un centrocampo a quattro, e due trequartisti alle spalle dell’unica punta di riferimento.

Nonostante la continuità strutturale, già in queste prime uscite si iniziano a cogliere i primi segnali della mano di Spalletti. In particolare, l’arretramento di Koopmeiners sulla linea dei difensori rappresenta una mossa studiata non solo per rilanciare il giocatore, reduce da un avvio di stagione al di sotto delle aspettative, ma anche per agevolare l’avvio della manovra e consolidare il possesso palla della squadra.

In fase di impostazione, è tipico che uno dei due centrocampisti centrali si abbassi per facilitare l’uscita del pallone, mentre l’altro resta leggermente più avanzato, andando così a comporre una linea a tre di centrocampo con gli esterni bassi.

Un’altra novità introdotta dal tecnico riguarda il comportamento degli esterni offensivi, ai quali viene chiesto di non restare costantemente larghi in attesa del pallone, ma di venire incontro per partecipare alla manovra. Questo movimento consente non solo di creare superiorità numerica in zona centrale, ma anche di trascinare con sé i difensori avversari, liberando spazio alle proprie spalle per gli inserimenti dei centrocampisti.

Ne deriva un modulo in costruzione piuttosto fluido: da un 3-4-3 di base, il modulo tende a trasformarsi in un 3-1-3-2-1, a seconda dei movimenti descritti.

Anche in fase di non possesso si notano alcuni aggiustamenti. Durante la prima pressione, uno dei due esterni offensivi si allinea con la punta centrale per ostacolare le linee di passaggio, mentre alle loro spalle si forma una linea a quattro: lo spazio lasciato libero dall’esterno offensivo viene infatti occupato dall’esterno difensivo, che si alza sulla linea dei centrocampisti.

Il risultato è una sorta di 4-4-2 (4-3-1-2 nel caso in cui uno dei due centrocampisti centrali si sgancia in avanti per pressare il play avversario) in fase di pressione iniziale, che si ricompone poi in un 5-4-1 quando gli avversari riescono a superare la prima linea di pressione.

 

 

SISTEMI DI GIOCO

SISTEMA DI GIOCO DI BASE: 3-4-2-1

SISTEMI DI GIOCO IN POSSESSO PALLA: 3-4-3/ 3-1-3-2-1

SISTEMI DI GIOCO IN NON POSSESSO PALLA: 4-4-2/5-4-1

 

ROSA 2025-2026:

Portieri

23 Carlo Pinsoglio → piede sinistro

1 Mattia Perin → piede destro

16 Michele Di Gregorio → piede destro

Con l’arrivo di Spalletti ai portieri viene richiesta una maggiore attenzione ai movimenti dei compagni in fase di costruzione, in quanto non devono per forza limitarsi a scaricare il pallone ai difensori centrali, ma possono cercare anche qualche palla lunga per i centrocampisti o gli attaccanti, superando così la prima linea di pressione avversaria.

Difensori

3 Gleison Bremer → piede destro

24 Daniele Rugani → piede destro

4 Federico Gatti → piede destro

15 Pierre Kalulu → piede destro

6 Lloyd Kelly → piede sinistro

 

I difensori della Juventus presentano caratteristiche principalmente fisiche, con discreta capacità di proiezione offensiva, ma limitate doti tecniche. L’arretramento di Koopmeiners, in tal senso, rappresenta una scelta funzionale a incrementare la qualità nella costruzione dal basso e la pulizia del primo passaggio.

 

Esterni bassi

25 João Mário → piede destro

27 Andrea Cambiaso → piede sinistro

40 Jonas Rouhi → piede sinistro

32 Juan Cabal → piede sinistro

18 Filip Kostić → piede sinistro

 

Durante la fase di costruzione, agli esterni difensivi è richiesto di occupare zone più interne del campo per agevolare l’impostazione, ma anche di attaccare gli spazi generati dai movimenti incontro dei trequartisti.

In fase difensiva, devono garantire la necessaria copertura arretrando nella linea dei difensori centrali.

Centrocampisti

19 Khéphren Thuram → piede destro

8 Teun Koopmeiners → piede destro

5 Manuel Locatelli → piede destro

21 Fabio Miretti → piede destro

22 Weston McKennie → piede destro

I centrocampisti centrali della Juventus, caratterizzati da elevate capacità atletiche e notevole resistenza, ricoprono ruoli chiave nelle due fasi di gioco: in costruzione, contribuiscono all’avvio e allo sviluppo della manovra, assicurando collegamento con il reparto offensivo; in fase di non possesso, si dedicano alla pressione sul portatore di palla e alla copertura preventiva a protezione della difesa.

Esterni offensivi/trequartisti

17 Vasilije Adžić → piede destro

7 Francisco Conceição → piede sinistro

10 Kenan Yıldız → piede destro

11 Edon Zhegrova → piede sinistro

20 Loïs Openda → piede destro

Nel nuovo impianto di gioco, ai trequartisti è richiesta una partecipazione più attiva alla fase di costruzione, attraverso movimenti incontro al portatore di palla volti a creare linee di passaggio e liberare spazi alle loro spalle.

Parallelamente, in fase di non possesso, viene loro richiesto di abbassarsi sulla linea dei centrocampisti per mantenere compattezza tra i reparti.

Attaccanti

30 Jonathan David → piede destro

14 Arkadiusz Milik → piede sinistro

9 Dušan Vlahović → piede sinistro

Nel nuovo sistema, agli attaccanti è richiesto non soltanto di concludere l’azione, ma anche di partecipare alla fase di costruzione, abbassandosi tra le linee per favorire il fraseggio e agevolare la risalita della squadra.

CARATTERISTICHE DELLA FASE DI POSSESSO:

COSTRUZIONE

Una delle principali novità introdotte da Spalletti nella Juventus riguarda l’utilizzo di Koopmeiners nella linea difensiva.

La scelta mira a incrementare la qualità tecnica nella prima fase di costruzione, consentendo alla squadra di uscire con maggiore pulizia anche sotto pressione. È spesso il centrocampista olandese ad avviare la manovra, ricercando linee di passaggio interne verso i centrocampisti o, quando si apre lo spazio, un’imbucata diretta verso gli attaccanti.

In situazioni di pressione alta avversaria, una soluzione alternativa è garantita dai giocatori offensivi, Yildiz, Conceição, ma anche Vlahovic si abbassano tra le linee per offrire un riferimento diretto al portiere o ai difensori.

SVILUPPO

In fase di sviluppo del gioco, il centrocampo si dispone in maniera scaglionata per garantire linee di passaggio su più altezze.

Locatelli si abbassa tra i difensori per facilitare l’uscita palla e attirare la pressione avversaria, liberando così spazio nella zona centrale.

Quello spazio viene poi occupato da Thuram e dagli esterni difensivi, Cambiaso e McKennie (o Kostić), che si accentrano per creare superiorità numerica in mezzo al campo e che dispongono di buona qualità tecnica per dare continuità alla manovra.

A differenza del passato quindi lo sviluppo del gioco non deve avvenire per forza lateralmente, ma vi è l’intenzione di ricercare anche corridoi interni.

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LATERALITA’ OFFENSIVA

La lateralità offensiva è garantita dalla presenza di giocatori come Yıldız e Conceição, che per caratteristiche tendono ad allargarsi per creare ampiezza e cercare l’uno contro uno.

Nella nuova Juventus di Spalletti, tuttavia, si iniziano a notare variazioni significative nei principi di movimento: gli esterni offensivi non sono più vincolati a mantenere la posizione larga in attesa del pallone, ma possono venire incontro al portatore di palla, trascinando con sé il diretto avversario e favorendo così gli inserimenti in profondità alle loro spalle dell’esterno difensivo o in alternativa, di Thuram che attacca il corridoio interno.

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RIFINITURA

La fase di rifinitura è principalmente affidata ai giocatori di maggior talento come Yıldız e Conceição, dotati di grande capacità nell’uno contro uno e in grado di generare superiorità numerica negli ultimi metri.

Allo stesso tempo, nella nuova Juventus di Spalletti emerge la volontà di ampliare le soluzioni offensive per rendere la manovra meno prevedibile.

In quest’ottica, gli esterni difensivi e i centrocampisti sono incoraggiati ad attaccare gli spazi centrali alle spalle della linea di centrocampo avversaria, mentre Vlahović è spesso chiamato ad abbassarsi per ricevere tra le linee e favorire combinazioni rapide o aperture sugli inserimenti in profondità.

FINALIZZAZIONE

I nuovi movimenti introdotti da Spalletti mirano ad ampliare le soluzioni offensive e ad aumentare le possibilità di finalizzazione.

Oltre all’uno contro uno degli esterni offensivi e alle classiche sovrapposizioni degli esterni difensivi, che portano a cross o traversoni in area, la squadra ricerca ora anche movimenti più interni: i tagli e gli inserimenti alle spalle di Yıldız e Conceição da parte di Cambiaso o McKennie, così come il tiro da fuori di Locatelli e Thuram che si proiettano a limite dell’area di rigore avversaria.

CARATTERISTICHE DELLA FASE DI NON POSSESSO:

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

In fase di non possesso, la Juventus cerca di applicare un pressing alto, consapevole di come molte occasioni da gol nascano oggi da una riconquista immediata del pallone nella tre quarti campo avversaria.

In questa fase, Vlahović è il primo riferimento del pressing, supportato a turno da Yıldız o Conceição, che si alzano per schermare o attaccare i difensori centrali avversari. Alle loro spalle, Locatelli e Thuram si occupano delle marcature preventive sui centrocampisti di riferimento, in particolare sul regista o sui giocatori incaricati dell’impostazione.

Quando la prima linea di pressione viene superata dagli avversari, la squadra si ricompatta rapidamente con gli esterni difensivi che si abbassano sulla linea dei centrali, mentre gli esterni offensivi si allineano ai centrocampisti, formando un 5-4-1 compatto.

CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA

In fase difensiva, il centrocampo lavora in modo scaglionato per mantenere equilibrio tra aggressione e copertura.

Uno dei due centrocampisti centrali (Locatelli o Thuram) si alza in pressione sul play avversario per tentare la riconquista immediata del pallone o comunque ostacolare l’impostazione, mentre l’altro resta in posizione più arretrata, garantendo protezione preventiva in caso di superamento della prima linea di pressione.

Durante la prima fase di pressing, il centrocampo viene occupato lateralmente da uno degli esterni offensivi (Yıldız o Conceição, mentre l’altro rimane in linea con Vlahovic) e dall’esterno difensivo opposto (Cambiaso o McKennie/Kostić), così da sostenere un pressing alto e coordinato.

Se gli avversari riescono a superare la pressione iniziale, l’esterno difensivo si abbassa sulla linea dei difensori ed il suo posto viene occupato dall’esterno offensivo partito inizialmente in linea con Vlahović.

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LATERALITA’ DIFENSIVA

La copertura laterale in fase difensiva è garantita dai movimenti coordinati degli esterni offensivi, che, una volta superata la prima linea di pressione, si abbassano per evitare di lasciare l’esterno difensivo in situazione di inferiorità numerica.

Quando l’azione avversaria si sviluppa prevalentemente sulle corsie esterne, anche i centrocampisti centrali effettuano scivolamenti laterali per fornire supporto difensivo e creare densità nella zona palla.

LINEA DI DIFESA

In fase di primo pressing, la linea difensiva tende a mantenersi piuttosto alta, con l’obiettivo di compattare le distanze tra i reparti e chiudere le linee di passaggio.

Una volta che l’avversario riesce a superare la prima pressione, la linea difensiva tende ad indietreggiare per evitare attacchi alla profondità.

I tre centrali non restano sempre allineati: uno di loro si muove in modo scaglionato in base allo sviluppo dell’azione avversaria. In particolare, Kalulu o Koopmeiners rompono la linea per seguire l’uomo o anticipare la giocata.

L’assenza di Bremer, però, al momento ha ridotto alcune certezze del reparto: la linea difensiva tende ora a restare leggermente più bassa e meno aggressiva nella gestione della profondità rispetto a quando il brasiliano è in campo.

CARATTERISTICHE DELLA TRANSIZIONE:

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Una caratteristica che la Juventus ha mantenuto dal precedente ciclo è la tendenza, una volta recuperato il possesso, a non consolidarlo ma a ripartire immediatamente in transizione offensiva, cercando la verticalità verso la porta avversaria, talvolta con eccessiva frenesia riducendo la qualità e la lucidità nella gestione del pallone.

Uno degli aspetti su cui Spalletti dovrà intervenire riguarda proprio la scelta del momento: capire quando sfruttare la ripartenza immediata e quando invece rallentare il ritmo per consolidare il possesso, gestire i tempi di gioco e mantenere il controllo della gara.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Anche fase di transizione difensiva la Juventus mantiene un atteggiamento aggressivo: una volta persa palla la squadra non tende ad indietreggiare immediatamente, ma attua un contro pressing con i giocatori più vicini alla zona palla cercando di recuperare immediatamente il possesso; solo nel caso in cui la riconquista della palla dovesse fallire, allora si ricompatta all’indietro.

 

 

 

PUNTI DI FORZA

  • la qualità degli esterni offensivi;
  • ottime individualità in ogni reparto;
  • buoni tiratori dalla distanza;
  • duttilità di diversi interpreti, come Koopmeiners o McKennie;
  • ampiezza della rosa.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • difficoltà nell’uscita palla contro pressing organizzato;
  • lentezza nel giro palla per liberare gli attaccanti;
  • prima pressione non sempre coordinata;
  • poca incisività centrale, gioco spesso prevedibile;
  • difficoltà difensive in assenza di Bremer.

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