Analisi Tattica: la Lazio di Maurizio Sarri 2025-26

Analisi realizzata da Jacopo Cavaliere, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la LAZIO di Maurizio Sarri: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

La Lazio si affaccia alla stagione 2025/26 con un ritorno importante in panchina: quello di Maurizio Sarri, richiamato dopo l’annata trascorsa con Marco Baroni. Il tecnico toscano eredita però una situazione complessa, perché la rosa è stata costruita per un progetto tattico differente e, a causa del blocco del mercato, non ha avuto alcuna possibilità di intervenire per adattarla ai propri principi di gioco. Questo obbliga Sarri a un percorso di compromesso, in cui idee e meccanismi consolidati devono essere ricalibrati sulle caratteristiche di un gruppo modellato per un calcio diverso dal suo.

Il contesto non è reso più semplice dalle ambizioni della società e dalle aspettative della piazza. La Lazio, reduce da stagioni vissute tra alti e bassi, è chiamata a rimanere competitiva per l’Europa, ma farlo in queste condizioni non è affatto scontato. Roma, inoltre, è una piazza notoriamente esigente, in cui la pressione mediatica e quella dei tifosi rendono difficile lavorare con serenità. Tutto ciò lascia presagire un’annata complicata, in cui gli obiettivi stagionali non potranno essere raggiunti soltanto attraverso la qualità tecnica, ma anche con una forte capacità di adattamento e gestione del contesto.

Per questo, la sfida della seconda giornata contro l’ Hellas Verona assume un significato importante, poiché è la gara in cui, più che nelle altre uscite stagionali come Como e Sassuolo, si sono intravisti i tratti distintivi del “sarrismo”: dal possesso organizzato alla ricerca delle catene laterali, fino ai movimenti codificati senza palla.

 

SISTEMA DI GIOCO

La Lazio si schiera sulla carta con un 4-3-3 modificando il proprio sistema di gioco in base alle fasi dell’azione. Spesso in fase di possesso si trova con un 3-1-3-3 con Rovella che si abbassa nel ruolo di play e con Tavares che partendo dalla linea dei due difensori centrali può avere campo per lanciarsi e duettare con i compagni attraverso triangolazioni e scambi.

Lo scopo di Sarri è quello di mantenere il possesso del pallone anche sotto pressione cercando di non buttarlo mai, anche prendendosi qualche rischio. La chiave sono gli scambi quasi meccanici tra i giocatori uniti ad un gioco che punta molto sull’ampiezza e la creazione degli spazi offensivi.

In fase di non possesso il sistema di gioco cambia e si passa ad un 4-4-2 che può essere interpretato in vari modi a seconda dell’intensità che si vuole mettere nella pressione.

In alternativa la Lazio si schiera anche con un 4-5-1 abbassando le ali sulla linea dei centrocampisti e formando una linea a cinque uomini.

 

 

INTERPRETI

PORTIERI

  • #35 Christos Mandas, piede forte destro
  • #94 Ivan Provedel, piede forte destro

COMPITI TATTICI E CARATTERISITCHE

Il portiere è fondamentale nella costruzione del gioco di Sarri, per questo viene preferito Provedel a Mandas per la sua bravura e affidabilità con la palla tra i piedi

 

DIFENSORI CENTRALI

  • #4 Patric Gabarron, piede forte destro
  • #13 Alessio Romagnoli, piede forte sinistro
  • #25 Oliver Provstgaard, piede forte sinistro
  • #34 Mario Gila, piede forte destro

COMPITI TATTICI E CARATTERISTICHE

I difensori centrali devono fornire un’ottima solidità difensiva ed essere affidabili con il pallone nei piedi. Inoltre, è importante saper combattere sulle palle aeree e avere lo scatto per seguire i tagli in profondità degli avversari.

Per queste caratteristiche il difensore più forte in rosa è Mario Gila che, oltre a tutto ciò aggiunge anche conduzione di palla in fase di sviluppo dell’azione

TERZINI

  • #3 Luca Pellegrini, piede forte sinistro
  • #17 Nuno Tavares, piede forte sinistro
  • #23 Elseid Hysaj, piede forte destro
  • #26 Manuel Lazzari, piede forte destro
  • #77 Adam Marusic, piede forte destro

COMPITI TATTICI E CARATTERISTICHE

I terzini devono essere abili in entrambe le fasi, importanti anche in fase di costruzione e sviluppo della manovra. È richiesta abilità nel gioco stretto e tempismo per costruire giocate offensive pericolose sulle fasce.

A sinistra di ruolo ci sono Tavares e Pellegrini, entrambi di spinta. Per questo quando c’è bisogno di copertura possono essere schierati Marusic e Hysaj per non sbilanciarsi troppo.

A destra il titolare è Marusic ma in occasioni in cui c’è bisogno di spinta offensiva l’incaricato è Lazzari.

CENTROCAMPISTI

  • #5 Matias Vecino, piede forte destro
  • #6 Nicolò Rovella, piede forte destro
  • #7 Fisayo Dele-Bashiru, piede forte destro
  • #8 Matteo Guendouzi, piede forte sinistro
  • #21 Reda Belahyane, piede forte destro
  • #26 Toma Basic, piede forte sinistro
  • #32 Danilo Cataldi, piede forte destro

COMPITI TATTICI E CARATTERISITCHE

Il compito dei centrocampisti centrali di Sarri è quello di creare gioco in mezzo al campo e offrire opportunità per le corsie laterali. Inoltre devono avere capacità di inserimento di gamba e di palleggio. I due fondamentali e più forti sono Rovella e Guendouzi, ma occhio a Belahyane che dalla panchina può risultare un jolly sia per qualità di palleggio ma anche di inserimento.

ALI/TREQUARTISTI

  • #9 Rodrigues Pedro, piede forte destro e sinistro
  • #10 Mattia Zaccagni, piede forte destro
  • #14 Tijjani Noslin, piede forte destro
  • #18 Gustav Isaksen, piede forte destro
  • #22 Matteo Cancellieri, piede forte sinistro

COMPITI TATTICI E CARATTERISTICHE

Gli esterni devono garantire ampiezza, capacità di palleggio rapido e pericolosità offensiva.

Zaccagni, capitano e numero dieci della Lazio è l’uomo più pericoloso, può attaccare uno contro uno sia sul fondo ma soprattutto rientrando in mezzo al campo per creare occasioni.

Un’ arma importante è sicuramente Pedro che solo con la sua esperienza porta il gioco e la qualità ad un livello superiore.

 

ATTACCANTI

  • #11 Valentin Castellanos, piede forte destro
  • #19 Boulaye Dia, piede forte destro

COMPITI TATTICI E CARATTERISTICHE

Le punte servono molto per creare gioco, possono andare in profondità ma anche venire incontro a legare con il centrocampo; caratteristiche che entrambe le punte hanno. Quando gioca Dia l’obiettivo è non dare punti di riferimento, può quasi sembrare un trequartista ruolo che l’hanno scorso svolgeva alle spalle di Castellanos. Il Taty è a suo agio a lottare su ogni pallone, ad andare in profondità e a creare gioco insieme alla squadra; dunque, è un attaccante con qualità che piacciono al Mister toscano e può essere un punto di riferimento per il proseguo della stagione.

 

FASE DI POSSESSO (FDP)

COSTRUZIONE

Nella fase di costruzione la Lazio di Sarri mantiene una precisa identità, coerente con lo stile dell’allenatore: l’avvio dell’azione parte quasi sempre dal basso, anche sotto pressione avversaria. L’uso del portiere diventa quindi centrale: non a caso Sarri privilegia Provedel a Mandas, poiché garantisce maggiore sicurezza con i piedi e consente di coinvolgerlo attivamente nella manovra.

Quando il pallone è proprio tra i piedi di Provedel, si forma una struttura iniziale che possiamo definire 1+3+2

  • 1: rappresentato dal portiere
  • 3: sono i due difensori centrali più il terzino destro, Marusic, che si abbassa sulla stessa linea
  • 2: sono Rovella e Guendouzi, che si muovono incontro per offrire linee di passaggio interne.

Parallelamente, l’ampiezza del campo viene garantita su entrambi i lati: a sinistra da Tavares, che rimane alto e largo, mentre sul lato opposto l’ala destra tende ad abbassarsi leggermente, creando così un equilibrio tra sviluppo laterale e sbocchi centrali.

Con questa impostazione si predilige una costruzione sulla parte destra del campo con Marusic che può scambiare velocemente con Guendouzi e Cancellieri, entrambi incaricati di venire incontro, per aprirsi uno spazio e andare in profondità attraverso triangolazioni veloci e movimenti consolidati.

Per costruire il gioco sulla parte sinistra di campo ed utilizzare dunque la fascia più forte, la Lazio di dispone in modo differente ma per certi versi simile, poiché la palla è sempre nei piedi di Provedel ma in questo caso si forma un triangolo insieme ai due difensori centrali. Inoltre l’ampiezza è data sempre da Tavares a sinistra, mentre a destra da Marusic che non si abbassa sulla stessa linea dei centrali ma rimane molto largo sulla linea laterale. I due centrocampisti impegnati in costruzione sono sempre Rovella e Guendouzi, che anche in questo caso vengono incontro fornendo sbocchi centrali.

Con questa configurazione si aprono due spazi ampi ed importanti per iniziare una manovra:

  • Centralmente c’è lo spazio per verticalizzare subito sui due centrocampisti
  • Sulla fascia sinistra, si apre lo spazio per Tavares che ha tanto campo da attaccare e poter sviluppare lateralmente l’azione

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Nel caso in cui gli avversari aspettino più bassi oppure il pallone è in gioco, la Lazio opta sempre per una costruzione bassa, ma nei pressi della linea del centrocampo. Qui gli incaricati di costruire il gioco sono i 3+1 formati da Gila, Provstgaard, Tavares + Rovella che funge nel ruolo di play. Tavares si abbassa sulla linea dei difensori per avere campo da attaccare e lo spazio gli è aperto dall’ampiezza di Zaccagni e dal posizionamento avanzato di Dele-Bashiru

SVILUPPO

Dopo la fase di costruzione, la Lazio entra nello sviluppo della manovra offensiva, dove l’obiettivo principale è sfruttare la fascia sinistra, considerata la corsia forte della squadra.

La formazione occupa il campo con un 3-1-3-3

  • 3: linea formata da Gila Provstgaard e Tavares
  • 1: Rovella si abbassa in funzione di play
  • 3: linea a tre più avanzata composta da Dele-Bashiru, Guendouzi e Marusic
  • 3: tridente offensivo formato da Zaccagni, Castellanos e Cancellieri

Come visto in precedenza, il pallone arriva spesso a Tavares attraverso la circolazione tra i centrali e il terzino sinistro: da qui si aprono diversi scenari.

Uno dei più frequenti è la combinazione sulla fascia, con Zaccagni che si abbassa e al suo posto taglia la mezzala sinistra. In questo caso Dele-Bashiru che pur essendo un centrocampista, viene utilizzato come ala o trequartista grazie alla sua capacità di corsa e inserimento, creando così un movimento dinamico e difficile da leggere per la difesa avversaria.

Un altro scenario prevede il coinvolgimento del play basso (Rovella o Cataldi, a seconda di chi gioca), che si avvicina per fornire uno scarico centrale, consentendo alla Lazio di sviluppare l’azione anche per vie interne.

Se invece la pressione avversaria chiude le linee di passaggio sul lato forte, la squadra ricorre al cambio di gioco veloce: attraverso un giro palla arretrato, il possesso viene spostato sulla fascia destra. Qui Marusic rimane alto in linea con Dele-Bashiru e Guendouzi, mentre sul lato si cerca una combinazione proprio con Guendouzi che viene incontro e Cancellieri, pronto ad attaccare la profondità.

Un’ulteriore soluzione è rappresentata dal lancio diretto del play verso la punta. Castellanos, per caratteristiche, si esalta in queste situazioni grazie alla velocità nello scatto e alla capacità di attaccare la profondità. Anche Dia, quando impiegato, interpreta il ruolo con un lavoro simile: le punte della Lazio non solo vanno in profondità, ma spesso si abbassano molto, anche oltre la metà campo, per dialogare con i centrocampisti. Questo movimento apre spazi preziosi, nei quali possono inserirsi sia Zaccagni che Cancellieri (in questa occasione titolare).

In fase di sviluppo sono determinanti anche i due difensori centrali, Gila e Provstgaard, quest’ultimo titolare vista la squalifica di Romagnoli. Gila è capace di rompere la pressione avversaria con strappi palla al piede, avanzando fino a zone avanzate e cercando imbucate per i compagni. Provstgaard, invece, ha mostra doti di verticalizzazione, sia verso la punta che verso l’esterno, aggiungendo un’alternativa importante al palleggio.

 

 

LATERALITA’ OFFENSIVA

Un elemento centrale nel gioco della Lazio di Sarri è l’utilizzo delle corsie esterne, che diventano fondamentali per dare ampiezza alla manovra e creare situazioni di superiorità numerica.

FASCIA SINISTRA

La fascia sinistra è la più forte: qui operano Tavares e Zaccagni, i quali si alternano nei movimenti per liberarsi spazio a vicenda.

Zaccagni tende ad abbassarsi, giocando spalle alla porta e cercando di girarsi verso il centro, mentre Tavares sfrutta la sua gamba per sovrapporsi e attaccare la profondità.

Molto frequenti sono le triangolazioni tra terzino, ala e mezzala sinistra, con il supporto della punta, ad esempio con Zaccagni che si abbassa verso l’interno per scambiare con Castellanos e liberare lo spazio per Dele-Bashiru, che si inserisce nella corsia alta a prendere il posto lasciato da Zaccagni.

Un’altra opzione è quella di isolare Zaccagni largo, permettendogli di ricevere alto sulla fascia e sfruttare il suo uno contro uno: qui può rientrare sul destro per calciare o rifinire, oppure andare sul fondo per crossare.

FASCIA DESTRA

Sul lato destro i meccanismi sono simili, ma la spinta è meno accentuata rispetto alla sinistra. Marusic non ha la stessa propensione offensiva di Tavares, e ciò rende la corsia leggermente più conservativa.

 Tuttavia, anche qui si cercano triangolazioni: Guendouzi funge da punto d’appoggio centrale, mentre Cancellieri (o Isaksen) dà ampiezza e profondità. La palla può arrivare a Marusic in proiezione offensiva, oppure l’ala può sfruttare il suo dribbling nell’uno contro uno.

 Nel caso in cui non ci siano sbocchi esterni, Guendouzi si posiziona sul centro-destra per ricevere e continuare la manovra con cross o combinazioni corte, mentre Marusic tende a rimanere più basso in copertura.

Un discorso a parte va fatto per Pedro, che modifica le dinamiche delle corsie. Quando entra, in questa occasione al posto di Zaccagni, ma utilizzato spesso a destra, non interpreta il ruolo dell’ala classica: non avendo più la gamba e lo scatto di un tempo, si accentra spesso, agendo quasi da trequartista e partecipando al palleggio tra le linee. Questo spinge i terzini o le mezzali ad alzarsi maggiormente per garantire l’ampiezza e compensare i suoi movimenti più interni.

RIFINITURA

La fase di rifinitura è fondamentale per comprendere come la Lazio di Sarri cerca di aprire lo spazio tra la linea di centrocampo e quella difensiva avversaria, preparando così la finalizzazione.

 Ci sono diversi meccanismi con cui la squadra crea spazi utili ai movimenti offensivi.

Uno di questi è dato dal movimento in profondità della punta combinato con l’ampiezza delle ali: queste ultime, essendo molto pericolose nell’uno contro uno, attraggono l’attenzione dei difensori, mentre l’attaccante attacca lo spazio dietro la linea. Questo movimento libera il limite dell’area, zona in cui si inseriscono i centrocampisti. Non a caso, già in passato la Lazio di Sarri segnava molti gol proprio con i centrocampisti con Milinković-Savić e Luis Alberto. Oggi, nonostante la rosa sia stata costruita per un tecnico diverso come Baroni, Sarri cerca comunque di sfruttare le caratteristiche dei suoi uomini attuali: Rovella e Guendouzi, ad esempio, possono essere pericolosi con il tiro dal limite.

Un altro meccanismo è dato dai movimenti coordinati di Castellanos, Zaccagni e Dele-Bashiru che si muovono per liberare lo spazio centrale a favore di Tavares. Il terzino portoghese, entrando dentro il campo, può attaccare direttamente la porta e arrivare alla conclusione.

La Lazio ricerca anche soluzioni più dirette, ad esempio con il lancio verticale sulla punta: in questo caso, i centrocampisti si muovono per attrarre avversari come se si proponessero in fase di costruzione, mentre le ali restano larghe, costringendo i difensori a mantenere ampiezza. Questo permette alla punta di ricevere palla in verticale con più spazio e attaccare l’area.

Un’altra opzione è la manovra che mira a liberare lo spazio centrale da attaccare per Zaccagni.

 In questa situazione, Dele-Bashiru si apre sulla fascia sinistra quasi sulla linea laterale, mentre Castellanos e Cancellieri attaccano la porta portando via uomini. Zaccagni ha spazio e può muoversi internamente, con la possibilità di rientrare sul destro per il suo classico tiro a giro o combinare con Castellanos in triangolazioni veloci. Importante è la presenza dei centrocampisti al limite dell’area: anche quando non si inseriscono, si fanno trovare pronti per un tiro da fuori o per mantenere il possesso alto, opzione che aggiunge ulteriore pericolosità e costringe la difesa avversaria a uscire dalla propria area.

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FINALIZZAZIONE

  • CROSS
    Grazie allo sfruttamento delle fasce, i terzini e le ali cercano il fondo per mettere palloni dentro l’area di rigore. Gli obiettivi principali sono:

la punta Castellanos, molto abile nel gioco aereo;

l’ala opposta, che stringe in area per attaccare il secondo palo.

  •  TRIANGOLAZIONI
    Si vedono spesso combinazioni rapide nello stretto, soprattutto tra Castellanos e Zaccagni, i due giocatori più tecnici del reparto offensivo, con Castellanos che viene incontro per ricevere e scaricare e Zaccagni che  sfrutta l’1-2 ributtandosi subito dentro l’area, puntando la porta.
  • ATTACCO DIRETTO
    Un’altra opzione è scavalcare direttamente l’ultima linea di difesa con lanci lunghi in profondità. La punta attacca lo spazio con velocità, sfruttando gli spazi lasciati dai movimenti delle ali e dei centrocampisti; in questo modo la Lazio può arrivare velocemente in area di rigore senza passaggi intermedi.
  • UNO CONTRO UNO

Molto ricercati i duelli individuali, dove gli esterni possono fare la differenza:

a sinistra, con Tavares e soprattutto Zaccagni; a destra, con Cancellieri o Isaksen (anche Pedro, con caratteristiche diverse, può puntare l’uomo).

  • TIRO DA FUORI
    È un’arma importante per sorprendere difese chiuse. I centrocampisti (Guendouzi, Rovella) si fanno trovare al limite dell’area per concludere, così come lo sfruttano Tavares e Zaccagni, quando si accentrano.

 

FASE DI NON POSSESSO (FDNP)

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

Nella fase di non possesso, la prima sottofase è rappresentata dalla prima azione difensiva, cioè il momento in cui la Lazio va a contrastare la costruzione avversaria. In questo contesto la squadra può adottare due atteggiamenti diversi, a seconda della situazione di gioco: il pressing alto o una pressione più conservativa.

Quando sceglie di pressare alto, la Lazio si dispone in un 4-4-2, sfruttando la gamba dei suoi giocatori e l’abitudine alla pressione ereditata dalla gestione Baroni. La linea difensiva è composta dai due centrali e dai due terzini, mentre a centrocampo le ali si abbassano sulla linea dei centrocampisti formando una seconda linea a quattro. Davanti, accanto alla punta, si alza una delle due mezzali, che si porta sulla stessa linea dell’attaccante per andare ad aggredire in maniera immediata l’uomo che riceve palla sul proprio lato. In questo modo, ad esempio, Guendouzi o Dele-Bashiru possono uscire con grande aggressività sul portatore, mentre Rovella resta più basso per schermare i passaggi verticali e impedire imbucate centrali.

Quando invece Sarri preferisce un atteggiamento più conservativo, la squadra si compatta in un 4-5-1. In questo caso le ali rientrano in linea con i centrocampisti, formando un centrocampo a cinque, con il mediano leggermente più arretrato a protezione della zona centrale. Le mezzali non escono più in pressione immediata sul giocatore che riceve palla, ma attendono che l’avversario porti palla al piede, scegliendo i tempi giusti per intervenire. Questa disposizione permette alla Lazio di rimanere corta e ordinata, concedendo meno spazi interni, pur lasciando più libertà alla prima impostazione avversaria.

Anche in caso di pressione è utilizzato il 4-4-2. In caso di pressing, come detto, è la mezzala che sale sulla linea dell’attaccante e va ad aggredire subito l’uomo in ricezione sul proprio lato, dando grande intensità all’azione difensiva. Quando si tratta di pressione, invece, è l’ala di riferimento, quella sul lato della palla, che si alza sulla linea della punta in pressione sul portatore, mentre i centrocampisti restano compatti in zona centrale per non sbilanciare il reparto.

 

CENTROCAMPO IN FASE DI NON POSSESSO

Nella fase difensiva, la Lazio si dispone prevalentemente con un 4-4-2, e il centrocampo gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio della squadra. La linea mediana è formata dalle due ali che si abbassano a supporto dei centrocampisti centrali, creando così una linea piatta a quattro uomini. A questa struttura si aggiunge la mezzala che si alza sulla linea della punta e che dunque si stacca dai suoi compagni di reparto che, come già evidenziato nella prima azione difensiva, si alza sul lato della palla per aggredire l’uomo in possesso. Spesso questo compito ricade su Guendouzi o Dele-Bashiru, giocatori dotati di gamba e abituati alla pressione alta già con Baroni, capaci quindi di uscire con intensità e rapidità.

Il limite di questo assetto sta però proprio nella sua piattezza: si crea infatti uno spazio tra la linea di centrocampo e quella difensiva che gli avversari possono sfruttare per ricevere palla tra le linee. In queste situazioni diventa fondamentale l’attenzione di Rovella, che ha il compito di leggere e chiudere tempestivamente le imbucate, schermando il passaggio o andando direttamente a coprire l’uomo.

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Il centrocampo non si limita a schermare, ma interviene anche a protezione diretta della difesa. Può infatti accadere che la linea arretrata si trovi spezzata, ad esempio quando Tavares si spinge in avanti e lascia scoperta la sua zona. In questi casi, uno dei centrocampisti, Rovella o Guendouzi, scala sulla linea difensiva per ricompattare la retroguardia a quattro, garantendo così maggiore stabilità e compattezza alla squadra.

 

LATERALITA’ DIFENSIVA

Dal punto di vista difensivo, l’utilizzo delle corsie laterali da parte della Lazio segue principi ben precisi e differenziati tra fascia sinistra e fascia destra.

Sul lato sinistro quasi mai Tavares viene lasciato a difendere da solo l’uno contro uno. In fase di ripiegamento arriva sempre il sostegno dell’ala di riferimento, cioè Zaccagni, che spesso si ritrova a seguire l’avversario fino alla linea di fondo dopo un taglio o un’azione individuale. Questo aiuto costante serve a non dare troppe responsabilità difensive al terzino portoghese, che, con il supporto di Zaccagni, può coprire meglio profondità, tagli e sovrapposizioni, rimanendo in una posizione più prudente.

Sulla fascia destra lo scenario è diverso, perché Marusic ha caratteristiche più difensive e si dimostra affidabile nell’uno contro uno grazie a velocità, forza fisica e mentalità difensiva. Nonostante ciò, anche da questo lato la Lazio ricerca un aiuto aggiuntivo, che arriva più spesso dalla mezzala destra, solitamente Guendouzi, piuttosto che dall’ala. Questo perché Guendouzi ha una naturale propensione alla corsa e all’intensità difensiva, mentre giocatori come Cancellieri o Isaksen tendono a dare meno garanzie in ripiegamento.

Un’ulteriore situazione si verifica quando Tavares si spinge molto in avanti e lascia scoperta la sua corsia. In questi casi la difesa scala interamente verso sinistra: Provstgaard si apre per coprire l’out mancato da Tavares, Gila stringe come centrale di sinistra, mentre Marusic si abbassa come centrale di destra. Contemporaneamente un centrocampista, spesso Rovella, si posiziona a tappare lo spazio lasciato libero sul lato destro, ricomponendo così la linea difensiva a quattro e garantendo equilibrio.

 

LINEA DIFENSIVA

Nel 4-4-2 difensivo, la linea difensiva è composta dai due centrali e dai due terzini. E’ una linea piatta e si muove di linea, cercando di mantenere coesione e copertura. Tuttavia, la natura piatta della linea lascia inevitabilmente alcuni spazi tra difesa e centrocampo e spazio alle spalle che gli avversari possono tentare di sfruttare con inserimenti in profondità.

Per limitare questi rischi, la difesa scala di linea in maniera coordinata, riducendo gli spazi alle spalle dei centrocampisti.

In profondità la squadra riesce a coprire efficacemente grazie alla velocità dei terzini e allo scatto dei centrali, unito alla capacità fisica nell’uno contro uno.

I due difensori centrali si distinguono soprattutto nella gestione dei duelli fisici e nel gioco aereo, mentre i terzini, pur più vulnerabili sui tagli alle spalle o sui cross, riescono a recuperare grazie alla rapidità e alla capacità di lettura delle situazioni. Giocatori come Gila, Provstgaard e Romagnoli sono forti sia nei contrasti individuali che nella protezione delle palle alte.

TRANSIZIONE

La fase di transizione è quel momento in cui la Lazio passa rapidamente dal possesso al non possesso e viceversa, ed è fondamentale per sfruttare sia le situazioni favorevoli sia per limitare i pericoli immediati.             

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Quando la squadra recupera il pallone, parliamo di transizione offensiva. In queste situazioni la riconquista avviene spesso con una buona densità di uomini intorno alla zona di recupero, e la squadra può scegliere tra due opzioni principali: consolidare il possesso per avviare la manovra, oppure cercare il contropiede sfruttando le caratteristiche della punta, in particolare Castellanos, e la capacità degli esterni di attaccare rapidamente la profondità e gli spazi lasciati liberi dagli avversari.

 

TRANSIZIONE DINFENSIVA

Quando invece la Lazio perde palla, entriamo nella fase di transizione difensiva, che prevede scenari differenti a seconda della zona in cui avviene la perdita. Se la palla viene persa in zona di centrocampo, durante la costruzione o lo sviluppo, la squadra si attiva in un ripiegamento veloce e cerca di ricompattarsi, andando a occupare rapidamente le posizioni ottimali. Se invece la perdita avviene più avanti, la Lazio può provare la riconquista immediata grazie agli uomini offensivi abituati con l’ex tecnico ad aggredire la palla.

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

  • Controllo del possesso palla
  • Movimenti offensivi codificati
  • Utilizzo efficace delle fasce
  • Buona aggressività sulla palla
  • Solidità difensiva

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Spazi tra le linee
  • Vulnerabilità sulle ripartenze avversarie
  • Rischio di perdere il pallone in zone delicate di campo
  • Troppa dipendenza dai movimenti codificati

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