Analisi Tattica: la Nazionale di Malta di Emilio De Leo

Analisi realizzata da Mattia Lomolino, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la Nazionale di MALTA di Emilio De Leo: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Si ringrazia in apertura di analisi il Match Analyst della Nazionale di Malta nello staff di Mister Emilio De Leo, Antonio Di Marino, Match Analyst professionista associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification per averci fornito il supporto video del match utilizzato per svolgere la presente analisi e, attraverso lui, l’intero staff e il Mister, al quale giungano gli auguri del Direttivo AIAPC nazionale per i prossimi impegni istituzionali e sportivi.

 

SISTEMA DI GIOCO

Malta si struttura principalmente con un sistema di gioco 1-2-4-4 (variante 1-2-4-1-3), basando la propria identità sulla costruzione ordinata e sullo sviluppo sugli esterni per creare situazioni di 1vs1 e generare cross pericolosi.

In fase di possesso, alterna costruzione corta e uscite dirette sugli esterni, con terzini alti sulla linea dei centrocampisti e costante ricerca dell’ampiezza. La progressione è a terra, con verticalizzazioni controllate e trequartista come raccordo tra i reparti. In rifinitura la squadra porta quattro uomini in area, sfruttando l’esterno opposto e gli inserimenti dei centrali.

In fase di non possesso adotta sistemi variabili (4-4-1-1 / 4-2-3-1), pressando a uomo solo sulle prime costruzioni e ricompattandosi poi in blocco medio, con linea difensiva stretta e marcatura a zona in area. Soffre i cambi di gioco e la perdita di compattezza quando davanti vanno in pressione e la linea difensiva rimane troppo indietro.

Nelle transizioni, Malta ricerca subito la verticalità con passaggi corti e rapidi sugli esterni, mentre in fase difensiva si ricompatta velocemente mantenendo l’ordine.
Squadra disciplinata, pericolosa sugli esterni e ordinata nella struttura, ma con margini di miglioramento nella gestione degli spazi laterali e nelle scivolate difensive.

 

 

INTERPRETI

Portiere

#1 Bonello Henry (dx): portiere titolare con più di 70 partite in nazionale. Gioca bene con i piedi ed è un giocatore di personalità. Ha vinto anche diversi trofei in patria.

Compiti: deve essere capace con i piedi per riuscire a far partire l’azione e a partecipare in fase di costruzione

Difensori

#22 Zach Muscat (dx): difensore centrale o terzino destro. Anche lui con più di 70 partite in nazionale e esperienze anche all’estero. Giocatore d’esperienza

#5 Kurt Shaw (dx e sx): difensore centrale giovane che riesce a farsi valere con il proprio fisico

#13 Enrico Pepe (dx): difensore centrale esperto con diversi anni anche tra i professionisti in Italia

#15 Myles Beerman (sx): terzino sinistro che ha una buona corsa

#21 Juan Corbalan (dx): giocatore veloce e capace di giocare su tutta la fascia sia come esterno alto che come terzino. In questa partita ha giocato come terzino sinistro nel secondo tempo

Compiti: devono riuscire a tenere la linea sempre con il baricentro medio, devono uscire forti in pressione in zona palla e i terzini devono dare sostegno in fase di possesso.

Centrocampisti

#20 Brandon Paiber (dx): mediano più di rottura che di costruzione esce bene in pressing ed è bravo in interdizione

#23 Alexander Satariano (dx e sx): nasce come punta centrale ma nella partita analizzata ha giocato in mezzo al campo per portare qualità e sfruttare i suoi inserimenti in area

#10 Jake Grech (sx): centrocampista centrale con spiccate doti offensive

Compiti: equilibrio tra copertura e partecipazione offensiva; uno dei due centrali resta più bloccato, l’altro supporta maggiormente la costruzione e lo sviluppo.

Esterni/trequartisti

#8 Paul Mbong (dx): nasce come esterno mentre nella partita analizzata gioca da trequarista. Giocatore veloce e che cerca spesso 1 vs 1

#7 Joseph Mbong (dx): anche lui esterno veloce e che cerca spesso 1 vs 1. Inizia sul lato destro e poi viene spostato a sinistra sempre come esterno alto

#9 Ilyas Chouaref (dx): il giocatore più tecnico della squadra. Giovane e possente, gioca sia a destra che a sinistra

#3 Adam Magri Overend (dx): ruolo naturale come terzino ma capace anche di giocare alto. Dotato di una buona corsa ed è bravo nel dare ampiezza alla squadra. Detiene il record inglese di maggior assist in una sola stagione.

#19 Jodi Jones (sx): gioca da esterno alto oppure da trequartista (come nella partita analizzata). Giocatore di movimento e soprattutto capace di mandare in porta i compagni.

Compiti: loro sono la parte creativa della squadra. Devono ricercare gli 1vs1, portare la superiorità numerica e hanno il compito di creare le occasioni da gol

Attaccanti

#11 Irvin Cardona (dx): punta centrale che fa riferimento per la squadra in avanti. Giocatore veloce, dotato di buon fisico e abile tecnicamente.

Compiti: Sono il principale riferimento offensivo quando mancano linee di passaggio pulite o la squadra è sotto pressione; devono essere in grado di offrire profondità e permettere alla squadra di alzarsi, diventando una soluzione diretta per uscire dalla pressione avversaria.

 

FASE DI POSSESSO

Sistema: 1-2-4-4 o 1-2-4-1-3

 

COSTRUZIONE

In fase di costruzione, Malta si dispone prevalentemente con una struttura 1-2-4-4, che in alcune situazioni diventa 1-2-4-1-3.
Il portiere partecipa attivamente alla manovra iniziale, utilizzato con continuità per mantenere il possesso e invitare la pressione avversaria.
I difensori centrali non restano particolarmente larghi, ma si posizionano a metà strada tra l’area e i vertici, mentre i terzini si alzano sistematicamente sulla linea dei centrocampisti, garantendo ampiezza immediata.

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A seconda della pressione avversaria, Malta alterna due principi:

  • Costruzione corta, con i centrali di centrocampo che si scaglionano su due linee, cercando una prima uscita controllata;
  • Ricerca diretta sugli esterni alti, attraverso lanci lunghi mirati più ai piedi che alla profondità.

Non viene privilegiato un lato specifico, ma la costante è quella di cercare l’isolamento dell’esterno di centrocampo nella trequarti offensiva, per creare situazioni di 1 contro 1 in ampiezza.
Questo rappresenta il principale obiettivo offensivo della fase di costruzione: attirare la pressione nella propria metà campo per poi sfruttare gli spazi laterali con l’uscita rapida verso gli esterni.

 

SVILUPPO

Superata la prima pressione avversaria, Malta sviluppa la manovra con l’obiettivo di portare il pallone sugli esterni e generare situazioni di 1vs1 in ampiezza.
La prima verticalizzazione nasce prevalentemente dal centrale di centrocampo o dal terzino, anche se non sempre diretta verso l’attaccante: spesso la priorità è quella di trovare il giocatore esterno libero o il trequartista tra le linee per poi allargare rapidamente la manovra.

Il gioco si sviluppa quasi sempre a terra, con il lancio lungo utilizzato solo in situazioni di pressione alta o mancanza di linee di passaggio pulite.

 

LATERALITA’ OFFENSIVA
La progressione laterale è equilibrata tra i due lati del campo e mira a guadagnare metri attraverso la costruzione di catene corte che liberano l’esterno alto nella trequarti.

I terzini non accompagnano l’azione con sovrapposizioni, ma restano a rimorchio come supporto in seconda linea, pronti ad intervenire per un cross o per chiudere la transizione negativa.

 

RIFINITURA

Non viene ricercato spesso lo spazio tra le linee ma il trequartista agisce invece da collegamento tra i reparti e dando continuità all’azione offensiva con giocate di raccordo o scarichi rapidi verso le corsie o portando superiorità numerica sul lato.

 

FINALIZZAZIONE

Nella fase di finalizzazione, Malta mira a portare palla fino al fondo campo per poi servire cross mirati, coerenti con l’obiettivo offensivo di generare situazioni di 1vs1 sugli esterni.
I cross sono principalmente tesi o indirizzati verso il secondo palo, con alcune soluzioni a rimorchio per l’arrivo dei centrocampisti.
La squadra solitamente riempie l’area con quattro giocatori: i due attaccanti, l’esterno opposto e una mezzala che si inserisce a sostegno.

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FASE DI NON POSSESSO (FDNP)

Sistema: 4-4-1-1 o 4-4-2 o 4-2-3-1

In fase di non possesso, Malta ha alternato due sistemi principali: 4-4-1-1 in avvio e 4-2-3-1 nella seconda parte di gara.

 

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

Il principio difensivo di riferimento è quello dell’uomo su uomo nella metà campo avversaria, applicato quasi esclusivamente sulle prime costruzioni dal portiere avversario. In questi frangenti i terzini si alzano molto in pressione, mentre il centrocampista centrale scala in copertura per mantenere l’equilibrio della linea.

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ANALISI DEL CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA

Una volta superata la prima pressione, la squadra si ricompone rapidamente in un blocco medio, mostrando buona compattezza e densità centrale. I due centrocampisti centrali lavorano più come copertura dato che l’obiettivo della squadra è quella di orientare l’avversario su un lato e portare densità. Importante, in fase difensiva, che uno dei due centrocampisti vada a coprire la zona che il terzino lascia scoperta quando si alza per attaccare l’avversario. Bisogna fare una distinzione sul comportamento dei centrocampisti: quando la squadra difende con un 4-4-2 gli esterni di centrocampo opposti rispetto a dove si trova il pallone si posizionano più bassi rispetto alla linea di centrocampo mentre quando difendono con un 4-2-3-1 la fase difensiva non è quasi richiesta agli esterni e sono i 3 centrocampisti centrali a fare densità in zona palla.

 

LINEA DIFENSIVA

La linea difensiva rimane sempre molto stretta tranne quando il terzino si alza creando una diagonale lunga.  Sul lato opposto invece è l’esterno che rimane più in copertura e che si abbassa in caso di necessità. Quando invece Malta adotta il 4-2-3-1, gli esterni offensivi restano più alti per schermare le linee di passaggio, e in caso di necessità è il centrocampista centrale a scendere temporaneamente sulla linea dei difensori.

La squadra tende a soffrire leggermente i cambi di gioco rapidi, in particolare con il 4-4-2, dove il tempo di scivolamento non sempre è ottimale.
In area, la difesa è organizzata con marcature a zona, cercando di proteggere il corridoio centrale e le seconde palle piuttosto che l’uomo diretto.

 

TRANSIZIONI

Transizione offensiva

Dopo il recupero palla, Malta ricerca immediatamente la verticalizzazione, ma in modo ragionato e a terra, evitando i lanci lunghi casuali.
L’obiettivo è sviluppare in ampiezza, portando il pallone rapidamente sugli esterni, che rappresentano i riferimenti principali per la risalita del campo.
La costruzione della transizione avviene tramite giocate corte e dirette, con massimo due o tre passaggi volti a guadagnare campo e creare una situazione di 1vs1 laterale.
Emblematica l’azione del gol in contropiede, in cui è risultata decisiva la lettura dell’inserimento da parte del centrocampista centrale che ha seguito lo sviluppo dell’azione.

Transizione difensiva

In caso di perdita del possesso, Malta mostra una buona reazione collettiva: chi si trova in zona palla tenta un immediato intervento sul portatore, mentre il resto della squadra si ricompatta rapidamente in un blocco medio.
La riaggressione coinvolge solitamente uno o due giocatori, senza sbilanciare la struttura generale.
Quando la prima pressione non ha successo, la linea difensiva rimane bassa, concentrata sulla chiusura degli spazi centrali e sull’impedire la profondità, preferendo mantenere l’ordine piuttosto che aggredire in avanti.

 

ANALISI SWOT

Punti di forza

  • Elevata pericolosità sugli esterni, capaci di creare 1vs1 costanti e generare situazioni di cross efficaci.
  • Buona partecipazione dei centrali in fase offensiva, con inserimenti che aumentano la presenza in area.
  • Struttura ordinata in costruzione, capace di alternare gioco corto e diretto senza perdere equilibrio.
  • Compattezza generale nelle fasi di blocco medio e buona capacità di ricompattarsi dopo la pressione iniziale.

 Punti di debolezza

  • Quando la squadra si allunga, tende a concedere spazi centrali e fatica a riordinarsi.
  • Il cambio di gioco rappresenta una criticità, soprattutto nel sistema a 4-4-2 dove i tempi di scivolamento non sono ottimali

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