Analisi Tattica: la Real Sociedad di Imanol Alguacil 2024-25

Analisi realizzata da Giuseppe Santoliquido, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca la REAL SOCIEDAD di Imanol Alguacil 2024-25: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
SISTEMI DI GIOCO:
- SISTEMA DI GIOCO DI BASE 1-4-1-4-1
- SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI POSSESSO 1-2-3-4-1 // 1-2-3-2-3 // 1-2-4-4
- SISTEMA DI GIOCO IN FASE DI NON POSSESSO 1-4-3-1-2 // 1-4-4-2 // 1-5-4-1
INTRODUZIONE
Squadra basca, che fa delle vecchie radici e del vecchio retaggio degli spagnoli le sue principali caratteristiche fondanti. Ottimo calcio e aggressività che si sposano, ottima qualità dei singoli affiancata a un grande spirito di sacrificio di ciascun elemento. Alguacil ha creato e portato avanti un lavoro che dura da anni e le sue idee sono ben radicate, ma in continua evoluzione. Risulta chiara la volontà di essere pericolosi fin dalla costruzione degli avversari, cercando di recuperare palla in zone avanzate di campo e ricreare situazioni pericolose grazie a giocatori di grande talento a abilità nei duelli e nelle conclusioni. Oyarzabal è il simbolo di tutto questo e attorno a lui è costruito un sistema ben rodato e solido. Il sistema è fluido, soprattutto grazie alla qualità e all’intelligenza dei giocatori offensivi, che hanno capacità nell’occupare zone differenti, non perdendo di pericolosità. Sugli esterni Barrenetxea, Gomez e Kubo sono delle vere spine nel fianco per gli avversari, riuscendo ad essere pericolosi sia nel portare la palla in zona di rifinitura per il passaggio finale, sia per provare a concludere direttamente. A fare da cornice Marin e Olasagasti in particolare sono il collante per equilibrare al meglio la creatività e libertà lasciata agli esterni. Insieme a Zubimendi il centro è il loro regno e lo controllano con qualità, non mancando mai nel ripiegamento o nella ricerca della riconquista immediata. Anche per loro la qualità nell’ultimo terzo di campo risulta fondamentale, sia per finalizzare che per sostenere l’azione portata avanti dai compagni. Nelle retrovie regna la qualità a favore della fisicità, dove, a partire da Remiro, c’è coraggio nel giocarsi i duelli con palla all’avversario, ma anche con palla al piede si prova a essere i primi uomini che determinano l’andamento del gioco. Sugli esterni Aramburu, Lopez e Munoz sono degli ottimi partner per completare le catene laterali e creare situazioni pericolose nell’ultimo terzo di campo.
GIOCATORI
PORTIERI:
– REMIRO DX dominante, coraggioso in fase di costruzione quando viene chiamato in causa e con una buona abilità nel superare anche la prima linea di pressione
DIFENSORI
-ZUBELDIA DX dominante, con un passato anche da centrocampista si trova a suo agio nei compiti di costruzione
-ELUSTONDO DX dominante, come il compagno di reparto, non disponendo di grandi caratteristiche fisiche, sfruttano l’ottima abilità nel gioco al piede
– ARAMBURU DX dominante, non è molto propenso alla fase offensiva in spinta, ma è molto ordinato e si dedica alla fase difensiva con attenzione
-JAVI LOPEZ SX dominante, più libero del compagno sull’altra fascia, riesce a creare delle ottime combinazioni con l’esterno della propria catena, arrivando spesso nell’ultimo terzo di campo per essere pericoloso
-JON MARTIN DX dominante, giocatore molto più fisico dei centrali partiti titolari, sfrutta al meglio la fisicità e abilità anche nei duelli aerei e da contatto
-MUNOZ SX dominante, con caratteristiche simili a Lopez che va a sostituire, ma con meno propensione offensiva
CENTROCAMPISTI
-ZUBIMENDI DX dominante, giocatore esperto, sempre al centro dell’azione, con caratteristiche diverse dal solito ‘’playmaker’’, risulta efficace anche negli inserimenti e nell’accompagnare l’azione con dinamicità. Quando serve scende tra i centrali per disorganizzare la pressione centrale avversaria
GIOCATORI OFFENSIVI
-BARRENETXEA DX dominante, veloce, buone abilità nell’1v1 e nel tiro accentrandosi giocando a piede invertito e offre spesso possibilità di spinta al suo terzino occupando zone di rifinitura
-OLASAGASTI SX dominante, tecnico, presente in fase di rifinitura, ma giocatore di quantità che insieme all’attaccante è quasi sempre il primo uomo in pressione
-PABLO MARIN DX dominante, grande qualità di inserimento e di 1v1, occupa con naturalezza varie zone di campo in fase di rifinitura e quando serve si sostituisce a Zubimendi in fase di costruzione
-SERGIO GOMEZ SX dominante, veloce, giocatore molto abile nei duelli, anche lui gioca a piede invertito e può creare pericoli anche accentrandosi
-OYARZABAL SX dominante, leader tecnico e tattico della squadra, gioca da numero 9 ma con caratteristiche da vero numero 10, spesso svuota il centro e si interscambia con i compagni in zona di rifinitura
-KUBO SX dominante, ottima qualità tecnica e di velocità, molto abile negli 1v1, fa di questo la sua arma principale e giocando a piede invertito è spesso pericoloso quando si accentra per rifinire o chiudere l’azione
-SUCIC SX dominante, nasce come centrocampista più fisico, viene dirottato in trequarti per dare fisicità e dinamicità
-OSKARSSON DX dominante, attaccante con caratteristiche opposte a Oyarzabal, fa della sua fisicità un’arma, interpretando da numero 9 la posizione, ma riuscendo comunque spesso a dialogare con i compagni anche con una discreta qualità
FASE DI POSSESSO
COSTRUZIONE
In fase di costruzione la squadra di Alguacil non forza mai la situazione.
Quando si può provare i due centrali, insieme al portiere, cominciano l’azione sfruttando il vertice riconosciuto in Zubimendi, per disorganizzare la prima pressione avversaria e arrivare velocemente in fase di rifinitura, alla ricerca dei molteplici giocatori che provano ad occupare la zona offensiva.
La costruzione bassa non viene quindi esasperata, ma al contrario si cercano soluzioni dirette o che superino la linea di centrocampo a favore dei giocatori sulla trequarti o indirettamente di prova a raggiungere giocatori esterni che creano situazioni pericolose con la catene laterali di competenza.
L’intento è sì quello di dominare e provocare gli avversari, ma non per far diventare la costruzione un puro e semplice esercizio di stile.
SVILUPPO
La fase di sviluppo risulta essere quasi una piccola transizione, che vuole portare velocemente il pallone in avanti e sfruttare le caratteristiche dei giocatori offensivi come arma principale.
Tutti i vari giocatori che occupano la zona centrale di campo sono collegamenti per arrivare ad attivare le catene laterali.
Tutti si alternano per provocare gli avversari a muoversi, per passare velocemente alla fase di rifinitura o finalizzazione in maniera più o meno diretta.
La differente occupazione nella metà campo avversaria fa sì che i giocatori più offensivi restino a ridosso della zona di rifinitura, lasciando le chiavi per sviluppare l’azione principalmente a Zubimendi.
I trequartisti insieme all’attaccante e gli esterni si posizionano lontani dalla fase di costruzione, richiedendo uno sviluppo di azione molto più diretto per sfruttare le loro qualità sia nel palleggio e nelle combinazioni, sia negli inserimenti senza palla.

LATERALITA’
L’occupazione stabile dell’ampiezza da parte dei due esterni è una doppia arma che punta a isolare i giocatori esterni per esaltarne le capacità nel duello, ma anche a lasciare più libertà ai giocatori della fascia centrale.
Come in occasione dei primi due gol si nota la volontà di spostare velocemente il gioco per giocarsi il duello ed esaltare le caratteristiche negli 1v1 degli interpreti, per concludere o rifinire.
Fondamentale l’utilizzo di esterni a piede invertito sia per costringere gli avversari a tenere alta l’attenzione su possibili sortite centrali che possono portare a concludere, ma anche per permettere ai terzini di competenza di alzarsi ed aumentare la pericolosità nelle zone laterali, dove si può sfruttare anche la superiorità numerica o posizionale creata.

RIFINITURA
Con gli esterni che fissano l’ampiezza, come detto in precedenza, si prova a creare più spazio nella fascia centrale di campo dove agiscono i giocatori di maggior qualità tecnica nell’ultimo passaggio.
A partire dal ‘’falso 9’’ che vede in Oyarzabal il primo elemento sfruttato per fare gioco, passando per i giocatori sulla trequarti che sono abili anche nelle corse senza palla, ma anche degli esterni stessi che provano a trovare spazi centrali quando sono i terzini della propria catena a fissare l’ampiezza.
Gli ultimi 25/30 metri di campo sono occupati da molti giocatori, tutti con grande finezza nel cercare di imbucare per andare a concludere.
FINALIZZAZIONE
Come già preso in esame nel discorso lateralità e rifinitura, la Real Sociedad è una squadra coraggiosa e aggressiva e questo si trasmette nel voler arrivare a chiudere l’azione anche velocemente.
L’idea di tenere fissata l’ampiezza è la parte più importante che detta l’andamento dell’azione nell’ultimo terzo di campo.
I giocatori in questione sono i finalizzatori stessi sfruttando le abilità di dribbling e calcio, o coloro che andranno a permettere la creazione di spazi interni deputati alla conclusione dei compagni.
La grande quantità e qualità di giocatori che occupano l’ultimo terzo di campo risulta essere importante per la mole di conclusioni da far arrivare alla porta avversaria.
FASE DI NON POSSESSO
PRIMA AZIONE DIFENSIVA
Come analizzato anche in fase introduttiva la Real Sociedad è una squadra che non vuole farsi controllare, bensì vuole essere padrona dell’andamento della partita anche in FDNP.
Fin dalla costruzione bassa degli avversari l’intento è quello di prendere riferimenti a uomo per costringere gli avversari a giocate dirette.

Quando è possibile la volontà è quella di recuperare il pallone il prima possibile e in zone di campo avanzate, per poter provare a ricreare pericoli immediatamente e sempre più vicini alla porta avversaria.
La difesa a volte è costretta ad allontanarsi dalle altre linee di pressione a causa della profondità fissata dagli avversari e quindi si creano spazi tra le linee che devono essere subito occupati una volta che viene effettuata una giocata diretta.
Lo spirito di sacrificio di tutti gli interpreti è alla base di questa organizzazione, che risulta spesso efficace e funzionale nel suo intento.
ANALISI DEL CENTROCAMPO
Possiamo dire a tutti gli effetti che il vero e unico centrocampista della squadra è Zubimendi, a cui viene affidato il compito di equilibratore sia in FDP, sia in FDNP.
La volontà di recuperare palla in avanti esaspera un po’ la divisione della squadra in due blocchi, costringendo la linea difensiva a stare un po’ più lontana dalla prima pressione.
Ecco che Zubimendi è il perfetto collante qualora la palla arrivi agli attaccanti avversai, andando spesso ad aiutare nei duelli e sulle seconde palle i propri compagni.
Quando c’è necessita di organizzarsi con un blocco più basso sono i trequartisti a turno a spartirsi il lavoro di affiancare Zubimendi, con gli esterni che stringono la linea per formare una solida linea da 4, come riprenderemo nella sezione dedicata alla lateralità difensiva.
LATERALITA’ DIFENSIVA
Come appena citato, gli esterni che sono tanto impegnati nella FDP grazie alle loro caratteristiche tecniche, sono gli stessi a cui viene affidato un lavoro di contenimento in FDNP.
Vicini ai centrocampisti e pronti a ripartire qualora si presentasse l’occasione.
Quando la pressione organizzata è sbloccata dagli attaccanti o dai trequartisti tutti si prendono il proprio riferimento a uomo e coraggiosamente aumentano le distanze, rendendosi sempre più responsabili della propria zona di campo e del proprio avversario di competenza.
Come detto durante le varie tematiche toccate, la forza di questa squadra è la solidità e l’unità di intenti, dove l’allenatore è sicuramente la prima espressione di questa evoluzione negli anni passati sotto la sua guida.
TRANSIZIONI
TRANSIZIONE NEGATIVA
In zona di campo avanzata, grazie alla vicinanza tra compagni e alla presenza di tanti giocatori, l’idea è quella di riaggredire e riprendere possesso velocemente del pallone.
Tutti prendono parte al recupero, anche in zone più lontane dalla porta avversaria l’attitudine è quella di sacrificarsi e per riorganizzarsi anche attaccante e trequarti sono presenti per riprendere il possesso.
La volontà è di rimanere alti, soprattutto quando la palla viene persa vicino alla porta avversaria, per poter essere pericolosi tempestivamente.
TRANSIZIONE POSITIVA
Così come per la transizione negativa, anche per quella positiva si determina il suo andamento in base alla zona di campo in cui si recupera il possesso.
Più avanti si recupera, prima si cerca di verticalizzare e di essere pericolosi, in particolare sfruttando la velocità e le abilità di dribblatori degli esterni.
Anche in zona centrale non mancano le imbucate, determinate dalla qualità del reparto offensivo che occupa la parte a ridosso dell’area di rigore.
Se necessario, soprattutto nella metà campo difensiva, si cerca anche di riorganizzare l’assetto visto che anche molti giocatori offensivi vengono coinvolti nel ripiegamento e quindi si concede il tempo per riprendere posizione per ricreare pericoli anche con più pazienza.
ANALISI SWOT
PUNTI FORTI
-TANTI GIOCATORI OFFENSIVI NELL’ULTIMO TERZO DI CAMPO
-ESTERNI A PIEDE INVERTITO OFFRONO POSSIBILITA’ DI COMBINAZIONI VERSO IL CENTRO DEL CAMPO
-SQUADRA PROATTIVA, AGGRESSIVA E CON VOGLIA DI DETERMINARE L’ANDAMENTO DEL GIOCO
-SOVRANNUMERO SULLE CATENE LATERALI PERMETTE DELLE OTTIME SOLUZIONI PER ARRIVARE AL CROSS O PER CONCLUDERE
-ABILITA’ NELLE CORSE CENTRALI NEI MEZZI SPAZI GRAZIE AGLI ESTERNI CHE FISSANO L’AMPIEZZA
PUNTI DEBOLI
-DIFENSORI CENTRALI NON MOLTO FISICI QUINDI SI SOFFRE L’IMPATTO FISICO CON GIOCATORI PIU’ STRUTTURATI
-LINEA DI DIFESA UN PO’ STACCATA DALLA PRIMA PRESSIONE CREA SPAZIO NEL CENTRO DEL CAMPO PER EVENTUALI SECONDE PALLE DA RECUPERARE
-ESTREMA AGGRESSIVITA’ PORTA AD AVERE SEMPRE COSTANZA NEL SEGUIRE I RIFERIMENTI A UOMO CHE A VOLTE TARDANO AD ARRIVARE IN MANIERA ORGANIZZATA








