Analisi Tattica: la Roma di Gian Piero Gasperini

analisi tattica e come gioca la Roma di Gian Piero Gasperini 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di possesso o fase offensiva in fase di non possesso o difensiva e in transizione

Analisi realizzata da Jacopo Palma, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la ROMA di Gian Piero Gasperini: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

SISTEMI DI GIOCO

Sistema di gioco di base: 1-3-4-2-1

Fase di possesso: 1-2-3-4-1 oppure 1-3-2-4-1

Fase di non possesso 1-5-4-1 oppure 1-5-3-2

La Roma scende in campo con il 1-3-4-2-1 con un pacchetto difensivo caratterizzato da giocatore fisici e aggressivi; gli esterni di centrocampo sono giocatori che riescono a compiere bene le fasi offensive e difensive; i centrocampisti centrali recuperano molti palloni e sono importanti in FDP andando ad allargarsi per associarsi ai compagni; i trequartisti sono giocatori abili tecnicamente, che riescono a creare occasioni in vari modi ed infine il centravanti è chiamato a svolgere un gioco per lo più spalle alle porta e ad essere un riferimento per i compagni, essendo la Roma una squadra che tende a verticalizzare subito.

In FDP, con la palla nella metà campo offensiva, i giallorossi attaccano lo spazio con inserimenti continui, che possono essere forniti da qualsiasi giocatore compresi i difensori. Quando la palla è nella metà campo difensiva, in costruzione Ndicka e Mancini si allargano molto, con Hermoso che si alza sulla corsia esterna oppure che va a posizionarsi in mezzo al campo. Cristante e Koné si abbassano e si allargano, consentendo dunque agli esterni di andare a posizionarsi in linea con i trequartisti. Alternativamente uno dei centrocampisti, più Cristante che Koné, si può abbassare in linea con i difensori, formando una linea di difesa a 3, con davanti a loro (molto larghi) il braccetto e l’altro centrocampista, mentre i due esterni e i trequartisti vanno a ridosso della punta.

La FDNP è attiva, con lo scopo di indurre gli avversari all’errore o al lancio lungo. Gli uomini di Gasperini marcano a uomo, seguendo incessantemente il loro diretto avversario, senza timore di uscire dalla propria linea risultando in schemi di gioco e strutture diversi a seconda degli avversari, senza che ci siano linee difensive o di centrocampo ben definite. Nel secondo tempo, con i giallorossi in vantaggio, gli avversari hanno portato più giocatori sulla linea d’attacco, pertanto negli ultimi 40 metri si è vista una parvenza di 1-5-4-1 e di 1-5-3-2 dove i ruoli (soprattutto dei 5 di difesa) erano molto fluidi.

 

 

INTERPRETI

Portiere

N.99 Svilar (piede destro): anche se non chiamato spesso in causa si dimostra un portiere sicuro tra i pali e con senso della posizione. Sicuro con la palla tra i piedi, cerca prevalentemente il lancio lungo per i riferimenti offensivi ma se viene chiamato in causa in fase di costruzione può anche gestire il pallone passandolo ai difensori che si allargano all’estremità dell’area di rigore.

Difensori

  1. 22 Hermoso (difensore centrale destro – piede sinistro): dotato di buona statura, è un giocatore molto aggressivo e forte nei duelli aerei. Molto bravo con la palla tra i piedi, infatti in fase di sviluppo può andare in mezzo al campo con ruoli da regista.
  2. 23 Mancini (difensore centrale – piede destro): strutturato e forte fisicamente, è il leader della retroguardia. Si caratterizza per una grande aggressività sul ricevitore di palla e per un eccellente gioco aereo che viene sfruttato sia in fase difensiva che offensiva. Spesso si lancia in avanti andando dunque a partecipare all’azione d’attacco. Pecca d’irruenza.
  3. 5 Ndicka (difensore centrale sinistro – piede sinistro): spiccate doti fisiche e atletiche. Nella partita in esame ha seguito il proprio riferimento fino anche a trovarsi nella linea dei centrocampisti. Ricorre spesso all’anticipo sull’avversario.

Centrocampisti/Esterni

  1. 4 Cristante (centrocampista centrale destro – piede destro): alto e prestante fisicamente, risulta abile nel gioco aereo. Quando riceve palla gioca poche volte palla a terra, giocando per lo più ad un tocco con un lancio che cerca di superare la difesa oppure con un cambio gioco.
  2. 17 Koné (centrocampista centrale sinistro – piede destro): centrocampista box to box, prezioso in fase difensiva quando si tratta di recuperare palloni e in fase offensiva grazie ad un gran controllo palla e ad una progressione importante. Usa molto bene il corpo per proteggere palla ed è abile nello stretto. Grandi qualità aerobiche per tutti i 90 minuti.
  3. 43 Wesley (esterno destro – piede destro): giocatore non fisico ma capace di offrire corsa e intensità per tutta la durata dell’incontro. Quando passa il pallone al compagno, attacca subito la profondità offrendo costantemente tagli, passanti e sovrapposizioni.
  4. 3 Angeliño (esterno sinistro – piede sinistro): appare leggero fisicamente ma lo sopperisce grazie all’aggressività che lo contraddistingue. Dotato di una grande velocità e di un eccellente piede sinistro, in fase offensiva si rivela molto pericoloso poiché offre continue sovrapposizioni che gli permettono di fornire cross e traversoni taglienti.
  5. 2 Rensch (esterno sinistro – piede destro): gioca 10 minuti, dove si concentra maggiormente nella fase difensiva lucendo in un paio di contrasti vinti.

Trequartisti

  1. 18 Soulé (trequartista di destra – piede sinistro): agile e rapido, svaria nella trequarti dove lo si può trovare largo a destra oppure più centrale. Quando riceve palla tenta sempre la giocata, essendo abile nel dribbling e nei passaggi. Tuttavia perde spesso il pallone perché forza la giocata.
  2. 92 El Shaarawy (trequartista di sinistra – piede destro): bravo in interdizione, in fase di non possesso dimostra sacrificio e applicazione. Con la palla tra i piedi è rapido e tende a puntare dentro al campo, lasciando la corsia libera per il movimento dell’esterno.
  3. 8 El Aynaoui (trequartista di sinistra – piede destro): fornisce supporto in fase difensiva e offensiva, senza però risultare particolarmente incisivo in quest’ultima.
  4. 21 Dybala (trequartista di destra- piede sinistro): dotato di una tecnica fuori dal comune, svaria su tutta la trequarti smarcandosi per ricevere palla. Imprevedibile, dialoga bene con i compagni e questo gli permette di creare occasioni e trovare gli spazi per il tiro.

Attaccanti

  1. 11 Ferguson (piede destro): ben strutturato fisicamente, eccelle nella difesa del pallone che gli permette di essere prezioso spalle alle porta. Senza palla, può attaccare la profondità oppure venire incontro per dare un’opzione di passaggio. Quando riceve palla spalle alle porta scarica sul compagno oppure utilizza il corpo per difendere palla e girarsi verso il piede forte puntando quindi la difesa. Applicazione in fase di pressing.
  2. 9 Dovbyk (piede sinistro): statura e fisicità importanti, entra male in partita apparendo distratto e poco reattivo portandolo a perdere i contrasti e ad essere poco lucido con la palla tra i piedi.

 

FASE DI POSSESSO

Costruzione

La formazione giallorossa costruisce in modo diverso a seconda dell’atteggiamento difensivo degli avversari. L’idea principale è comunque di passare per l’esterno del campo, mentre in alternativa si adotta una costruzione diretta cercando, con il rilancio del portiere o di un difensore, il centravanti che è abile nella protezione del pallone e nelle sponde.

I difensori, Ndicka e Mancini, sono gli incaricati insieme al portiere di far girare palla facendola arrivare nelle zone esterne del campo. Se poi non si riesce a superare la linea di pressione adottata dagli avversari, si opta per il lancio lungo a cercare il riferimento offensivo. Per lo più è il portiere a ricorrere al lancio.

L’intercambiabilità delle posizioni è costante, soprattutto nelle corsie laterali dove si ricerca la densità lasciando di fatto vuota la zona centrale del campo. Gli esterni di centrocampo partecipano poco alla prima costruzione perché vanno a ricevere palla in una fase di gioco successiva. In questa fase i centrocampisti lasciano la loro posizione centrale e vengono ad offrire un’opzione di passaggio sulle corsie esterne, dove la Roma vuole far transitare il pallone per poi sviluppare l’azione offensiva.

Sviluppo

In fase di sviluppo si cerca di portare il pallone più velocemente possibile in avanti, preferibilmente passando per l’esterno. Proprio sulle fasce laterali si tenta di creare superiorità numerica grazie al lavoro del braccetto, centrocampista e trequartista di parte per poter poi attaccare la profondità.

Come detto i centrocampisti centrali si allargano per creare densità lateralmente lasciando libera la zona centrale del campo, la quale viene spesso occupata da Hermoso. Quest’ultimo infatti abbandona la propria posizione di difensore centrale destro, andando in mezzo al campo con compiti da regista. Quando riceve palla la soluzione principale è quella di provare il cambio gioco oppure la palla alta dietro la linea difensiva.

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Rifinitura

La zona di rifinitura è importante per la Roma perché il centravanti riesce a vincere e difendere il pallone molto spesso, pertanto i trequartisti devono essere abili a farsi trovare pronti per ricevere la sponda oppure arrivare sulle seconde palle. Quando il trequartista ha il possesso del pallone in questa zona ha sempre varie soluzioni di passaggio grazie alla sovrapposizione dell’esterno, all’attacco in profondità del centravanti e all’inserimento di un centrocampista oppure di un difensore.

 

Finalizzazione

Il sistema di gioco esalta il lavoro sugli esterni e grazie a innesti da posizioni e giocatori diversi, la Roma si affida a vari modi per creare occasioni.

Il metodo più utilizzato consiste nei cross e traversoni grazie al riempimento dell’area di rigore dell’attaccante, di uno o entrambi i trequartisti, di un centrocampista ed infine dell’esterno opposto. Spesso è presente anche un difensore dato che una volta scaricata palla, si lanciano in avanti per dare un opzione extra in attacco.

Un’altro metodo per finalizzare l’azione è dato dagli inserimenti e dall’attacco alla profondità realizzati dalla punta e dagli esterni di centrocampo.

Giocatori come Soulé e Dybala, dotati di grande tecnica, se hanno la meglio nel dribbling oppure nelle triangolazioni con i compagni, non disdegnano il tiro da fuori.

 

Lateralità offensiva

La lateralità offensiva è valorizzata poiché in ampiezza si cerca sempre la superiorità numerica lato palla. Chi ha la possibilità di accompagnare l’azione lo fa, per creare più densità possibile ed essere vicini ai compagni, scambiando velocemente palla per ricercare poi l’attacco allo spazio in profondità.

L’ampiezza è fissata dagli esterni di centrocampo o dai trequartisti. Gli scambi di posizione sono continui grazie ai centrocampisti centrali che si allargano, ai braccetti di difesa che salgono, ai trequartisti che vengono a giocare il pallone e agli esterni che cercano di attaccare la profondità oppure di fornire una soluzione di passaggio corto.

Sfruttando quindi la superiorità numerica sulle fasce, la Roma prova a trovare sbocchi offensivi grazie alle sovrapposizioni, agli inserimenti e alle triangolazioni che si vengono a creare.

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FASE DI NON POSSESSO

Prima azione difensiva

La Roma applica un approccio difensivo basato sul pressing, caratterizzato da una marcatura a uomo a tutto campo che mira a ostacolare la costruzione avversaria togliendoli tempo e spazio per indurli all’errore. Dunque ogni calciatore si accoppia con un avversario e lo segue in ogni zona del campo. Dato che l’obiettivo è recuperare palla più velocemente possibile e possibilmente in una zona alta del campo, i difensori stanno molto alti (spesso sulla linea di centrocampo) e in occorrenza seguono il proprio riferimento ben oltre la metà campo.

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Analisi del centrocampo in fase difensiva

Il centrocampo risulta scaglionato in base ai movimenti del riferimento avversario. In particolare, in fase di costruzione avversaria, è normale trovare Koné o Cristante in linea con Ferguson o addirittura più alti di quest’ultimo proprio perché si trovano a marcare quelle che sono le fonti di gioco degli avversari. I due esterni invece stanno più lontani dai loro riferimenti rispetto ai propri compagni, per gestire un eventuale lancio lungo, andando ad accorciare rapidamente e aggressivamente nel caso il riferimento riceva palla. Nella partita esaminata, quando la palla era nei piedi del portiere o dei difensori avversari, Wesley si trovava molto più alto di Angeliño, poiché quest’ultimo si doveva accentrare ed abbassare per seguire il proprio uomo e difendere il lancio lungo, trovandosi ad essere di fatto l’ultimo uomo romanista.

 

Linea difensiva

L’atteggiamento dei difensori è, anche in questo caso, di marcare a uomo il proprio riferimento indipendentemente dalla zona di campo. Quando la Roma attacca nella metà campo avversaria, i 3 difensori restano molto alti e vicini all’azione, con l’obiettivo di fermare eventuali ripartenze. Quando il possesso è della squadra avversaria, la linea difensiva è costantemente rotta poiché i difensori giallorossi escono forte sul proprio avversario. Nel caso di un lancio lungo o di un passaggio verticale sull’attaccante, il difensore centrale accoppiato a esso lo aggredisce forte in avanti, per non dargli modo di girarsi e puntare la porta. Quando la squadra avversaria attacca lateralmente, cercando il cross o il traversone, all’interno dell’area di rigore ogni calciatore presente è marcato a uomo ed inoltre si cerca di avere la superiorità numerica portando più giocatori a difendere.

 

Lateralità difensiva

La lateralità in fase di non possesso dipende dal sistema di gioco avversario, tuttavia anche qui i giallorossi non rinunciano al proprio riferimento, creando perciò molti 1 contro 1. Fondamentale dunque la dedizione di tutti gli interpreti, come ad esempio i trequartisti che nella partita analizzata sono dovuti retrocedere fino alla propria area di rigore per seguire l’uomo ed aiutare l’esterno o il braccetto sulla propria fascia. L’esterno di centrocampo (più a sinistra che a destra) si abbassa anche sulla linea di difesa e i giocatori vicini, come il centrocampista, il braccetto o il trequartista, marcano gli altri appoggi vicini e li seguono anche in eventuali movimenti in profondità.

 

TRANSIZIONE OFFENSIVA

In transizione offensiva la Roma cerca immediatamente la verticalità, con l’intento di portare la palla il prima possibile verso la porta avversaria sfruttando gli spazi lasciati dall’altra squadra.

Recuperato il possesso si cerca di far transitare il pallone velocemente fino ai riferimenti offensivi: l’obiettivo della punta è di proteggere la palla e trovare un appoggio oppure, se ha spazio, attaccare la profondità; i trequartisti invece cercano di portare la palla verso l’area avversaria, servendo poi o la punta o premiando la sovrapposizione dell’esterno.

 

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Se viene perso il possesso aggrediscono immediatamente il portatore di palla per poter riconquistare subito la sfera. Dato che l’azione offensiva è seguita da vari uomini, quando la palla viene persa si attiva subito il pressing per dare un nuovo sviluppo all’azione offensiva. In possesso la squadra è corta e la difesa rimane alta, in modo da favorire l’aggressione immediata, cercando l’anticipo sull’uomo o di non farlo girare, ricorrendo eventualmente al fallo. Tuttavia se la squadra avversaria riesce ad eludere il pressing velocemente e ripartire in contropiede, proprio perché in molti giocatori romanisti accompagnano l’azione, la squadra può risultare sbilanciata e non riesce a ricompattarsi in tempo, lasciando spazi pericolosi che possono essere sfruttati.

 

ANALISI SWOT

Punti di forza

  • Ottimo pressing in fase di costruzione avversaria, costringendo al lancio lungo dove i difensori sono abili nel gioco aereo.
  • Esterni che riescono a coprire tutta la fascia, offrendo sempre supporto in entrambe le fasi.
  • Ottima ricerca del gioco sulle corsie laterali, che vengono sfruttate per creare le occasioni grazie alle combinazioni e agli attacchi nello spazio.
  • Molti effettivi che accompagnano l’azione d’attacco, fornendo più soluzioni offensive.

 

Punti di debolezza

  • Gioco difensivo che essendo basato su duelli individuali, nel caso questi vengono persi mettono in difficoltà la squadra.
  • Le marcature a uomo e l’atteggiamento offensivo possono risultare dannosi se viene superata la prima linea di pressione, con gli avversari che possono sfruttare lo spazio creatosi con un lancio o con gli inserimenti.
  • Stile di gioco molto esigente che richiede una grande condizione atletica.

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