Analisi Tattica: lo Stoccarda di Sebastian Hoeness

Analisi realizzata da Fulvio Ferlazzo, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca lo STOCCARDA di Sebastian Hoeness: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Nel panorama del calcio europeo contemporaneo, lo Stoccarda di Sebastian Hoeneß rappresenta uno dei progetti tattici più strutturati e riconoscibili della Bundesliga. Dopo una fase di instabilità tecnica, il club ha trovato in Hoeneß un allenatore capace di costruire un’identità chiara e performante, fondata su principi di gioco proattivi, intensità elevata e grande fluidità strutturale.
Lo Stoccarda ricerca il controllo della partita attraverso il possesso palla, ma abbina a questa volontà una forte aggressività in fase di non possesso e nelle transizioni, rendendosi efficace sia nel dominio territoriale sia nell’attacco rapido degli spazi. Il modello di gioco si caratterizza per pressing alto e organizzato, continui interscambi posizionali e una costante ricerca della superiorità numerica e qualitativa nelle zone centrali del campo. La squadra non adotta strutture rigide, ma mostra una marcata modularità, adattandosi con coerenza alle diverse fasi di gara e alle caratteristiche dell’avversario.
SISTEMA DI GIOCO
Sistema di base
Il sistema di partenza più utilizzato è il 1-4-2-3-1
Sistemi in fase di possesso (FDP)
In fase di possesso, la struttura si trasforma frequentemente in:
- 1-3-2-5
- 1-3-4-3
- 1-2-4-4
Tali strutture permettono allo Stoccarda di mantenere superiorità numerica centrale e di occupare in modo razionale i cinque corridoi orizzontali.
Sistemi in fase di non possesso (FDNP)
In fase di non possesso, la squadra si dispone prevalentemente in:
- 1-4-4-2 in pressing medio-alto;
- 1-5-2-3 in blocco medio-basso.
LA ROSA
PORTIERI
N.33 Alexander Nübel (piede forte destro)
Compiti tattici
Nübel è un elemento strutturale del sistema di gioco di Hoeneß. Partecipa attivamente alla costruzione dal basso, fungendo da uomo libero contro il pressing avversario. È chiamato a leggere il contesto: giocata corta per attirare pressione o lancio lungo per attaccare immediatamente la profondità.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Ottima qualità nel gioco con i piedi, precisione nel medio-lungo, capacità di servire direttamente gli attaccanti o gli esterni in ampiezza.
Doti fisiche
Reattivo sulla linea, buona copertura della profondità grazie a una posizione mediamente alta.
DIFENSORI CENTRALI
N.3 Ramon Hendriks (piede sinistro)
N.24 Jeff Chabolat (piede sinistro)
Compiti tattici
La linea difensiva mantiene un baricentro alto per sostenere il pressing. I centrali sono chiamati a difendere in campo aperto, effettuare uscite aggressive in avanti e partecipare alla costruzione. In FDP, uno dei centrali può allargarsi o rimanere basso per formare strutture a 3.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Entrambi i centrali mostrano una buona capacità di conduzione palla e di passaggio verticale, contribuendo attivamente alla prima costruzione e alla progressione della manovra.
Jeff Chabot si distingue per la dominanza nel gioco aereo e per un approccio difensivo aggressivo, mentre Ramon Hendriks garantisce una gestione del pallone più pulita e sicura, risultando efficace nel consolidamento del possesso e nelle soluzioni corte sotto pressione.
Doti fisiche e interpretazione del ruolo
Entrambi presentano una struttura fisica importante, adeguata a sostenere un baricentro difensivo alto.
Chabot interpreta il ruolo con forte aggressività nei duelli, rompendo frequentemente la linea per cercare l’anticipo sull’avversario: una scelta che aumenta l’intensità difensiva ma comporta una maggiore esposizione degli spazi alle spalle in caso di mancata riuscita dell’intervento.
La velocità di Hendriks è invece funzionale al modello di gioco dello Stoccarda: gli consente di difendere in campo aperto, coprire la profondità, recuperare posizione in transizione difensiva e sostenere una linea difensiva proattiva, coerente con l’atteggiamento aggressivo della squadra.
ESTERNI BASSI
N.7 Maximilian Mittelstädt (TS – piede sinistro)
N.4 Josha Vagnoman (TD – piede destro)
Compiti tattici
In fase di possesso (FDP) gli esterni bassi garantiscono ampiezza e profondità, partecipando attivamente allo sviluppo offensivo attraverso sovrapposizioni e posizionamenti avanzati lungo la corsia. La loro salita consente allo Stoccarda di occupare stabilmente l’ultimo terzo di campo e di creare superiorità posizionale sulle catene laterali.
In fase di non possesso (FDNP) adottano un comportamento più prudente e funzionale alla compattezza del blocco: stringono verso il centro per aumentare la densità numerica nel corridoio centrale, accettando talvolta di concedere spazio sulle corsie esterne, che viene controllato attraverso scivolamenti e coperture diagonali dei compagni.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Entrambi mostrano un’ottima capacità di attaccare lo spazio senza palla, una buona qualità nel cross e nei cut-back dalla zona di rifinitura, oltre a una corretta lettura dei tempi di inserimento, che li rende efficaci sia come rifinitori sia come supporto alla circolazione offensiva.
Doti fisiche e interpretazione del ruolo
Dispongono di un’elevata capacità aerobica e di progressione, indispensabile per sostenere un gioco ad alta intensità su entrambe le fasi.
Mittelstädt interpreta il ruolo con un profilo più offensivo, privilegiando continuità di spinta e qualità nell’ultimo passaggio, mentre Vagnoman si distingue per potenza fisica, velocità e impatto nei duelli, risultando particolarmente efficace nelle corse lunghe e nelle situazioni di recupero difensivo.
CENTROCAMPISTI
N.6 Angelo Stiller (piede destro)
N.16 Atakan Karazor (piede destro)
Compiti tattici
Il centrocampo rappresenta il fulcro del modello di gioco dello Stoccarda.
Stiller interpreta il ruolo di regista: detta tempi e direzioni della manovra, si abbassa in costruzione per creare linee di passaggio pulite e garantire continuità nella circolazione del possesso.
Karazor svolge una funzione di equilibrio e protezione, assicurando coperture preventive, supporto alla pressione e stabilità nelle transizioni difensive. Insieme formano una coppia complementare, fondamentale per mantenere superiorità numerica e controllo posizionale nel corridoio centrale.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Entrambi dispongono di elevata qualità nel controllo orientato e nel passaggio corto-medio, elementi chiave per superare la pressione avversaria e consolidare il possesso.
Sul piano difensivo mostrano ottime letture, capacità di intercettamento e un uso efficace delle marcature preventive, che consente alla squadra di sostenere un baricentro alto e una ri-aggressione immediata alla perdita del pallone.
Doti fisiche e interpretazione del ruolo
Presentano una buona dinamica complessiva, adeguata alle richieste di un gioco ad alta intensità.
Karazor si distingue per una maggiore fisicità e impatto nei duelli, mentre Stiller compensa con resistenza allo sforzo, continuità di movimento e capacità di occupare razionalmente gli spazi, più che con esplosività pura.
TREQUARTISTI / ALI
N.10 Chris Führich (AS – piede destro)
N.18 Jamie Leweling (AD – entrambi i piedi, destro preferito)
N.28 Nikolas Nartey (TRQ – piede sinistro)
Compiti tattici
I trequartisti e le ali occupano stabilmente gli half-spaces, risultando determinanti nella creazione di superiorità qualitativa e posizionale tra le linee. Partecipano attivamente alle rotazioni offensive, scambiando posizione con esterni bassi e punta centrale per destabilizzare le marcature avversarie e garantire continuità alla manovra.
In fase di non possesso (FDNP) rivestono un ruolo chiave nel pressing uomo-orientato: accorciano con intensità sui portatori, schermano le linee di passaggio interne e contribuiscono all’indirizzamento del possesso avversario verso le zone di pressione prestabilite.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Il reparto si distingue per l’elevata qualità nell’1vs1, la capacità di ricevere e giocare tra le linee e un’ottima lettura del terzo uomo, fondamentale per superare le densità centrali e accelerare la progressione offensiva negli ultimi metri.
Doti fisiche e interpretazione del ruolo
Si tratta di giocatori rapidi e resistenti, in grado di sostenere alte intensità sia nella fase di possesso sia in quella di non possesso. La loro disponibilità allo sforzo consente allo Stoccarda di mantenere continuità nel pressing alto e di garantire presenza costante nelle zone di rifinitura.
ATTACCANTI
N.26 Deniz Undav (entrambi i piedi, destro preferito)
Compiti tattici
Undav interpreta il ruolo di attaccante mobile e associativo, fondamentale sia nella fase di possesso sia in quella di non possesso. È costantemente coinvolto nel legare il gioco, abbassandosi tra le linee per favorire connessioni centrali e attivare i movimenti dei trequartisti.
In alternanza, attacca con continuità la profondità, garantendo minaccia alle spalle della linea difensiva avversaria. In FDNP fornisce un contributo determinante alla prima pressione, orientando l’uscita palla e fungendo da riferimento per il pressing collettivo.
Caratteristiche tecnico-tattiche
Si distingue per ottima capacità realizzativa e per una spiccata intelligenza nei movimenti senza palla. È particolarmente efficace nello svuotare l’area per creare spazio agli inserimenti da seconda linea e nel riempirla con tempi corretti in fase di finalizzazione, rendendosi costantemente pericoloso negli ultimi metri.
Doti fisiche e interpretazione del ruolo
Dispone di una buona rapidità sul breve, utile per smarcamenti e cambi di direzione in area, abbinata a una elevata resistenza allo sforzo continuo, che gli consente di sostenere l’intensità richiesta dal pressing alto e dalle continue transizioni.
FASE DI POSSESSO
Costruzione dal basso
La squadra è in grado di adattare la costruzione in base all’atteggiamento difensivo avversario, alternando gioco corto e verticalizzazioni dirette.
La costruzione della manovra avviene principalmente per vie centrali.
I principi osservati sono:
- coinvolgimento attivo del portiere come uomo libero;
- abbassamento del regista (Stiller) tra o accanto ai difensori centrali;
- utilizzo dei terzini come fonte di ampiezza o come interni aggiunti;
- ricerca costante del “terzo uomo” per superare la pressione avversaria.

Sviluppo
Una volta superata la prima linea di pressione, lo Stoccarda sviluppa l’azione seguendo i seguenti principi:
- attacco degli spazi liberati dal pressing avversario;
- overload centrali e laterali;
- rotazioni continue negli half-spaces;
- consolidamento del possesso in caso di mancanza di vantaggio posizionale.
I giocatori maggiormente coinvolti in questa fase sono il regista e i trequartisti.
Rifinitura
In fase di rifinitura, la squadra aderisce ai principi del calcio posizionale:
- occupazione dei cinque corridoi orizzontali;
- presenza di almeno cinque giocatori sull’ultima linea difensiva avversaria;
- libertà decisionale agli interpreti offensivi, senza schemi rigidamente codificati.
L’obiettivo principale è creare superiorità numerica contro la linea difensiva avversaria.

Finalizzazione
Le principali modalità di finalizzazione osservate sono:
- attacco della profondità da parte della punta centrale e degli esterni;
- inserimenti da seconda linea;
- cross bassi e cut-back;
- conclusioni dopo dribbling negli half-spaces.
Lateralità offensiva
Nel match contro il Leverkusen lo Stoccarda ha fatto della lateralità offensiva uno dei principali strumenti di penetrazione e di creazione di pericolo. I terzini e gli esterni hanno ricercato sistematicamente spazi in ampiezza per destabilizzare il blocco difensivo avversario e generare linee di passaggio alle spalle dei difensori centrali.
In particolare:
- Maximilian Mittelstädt e Josha Vagnoman hanno agito da veri e propri generatori di ampiezza, aprendo il gioco verso l’esterno e consentendo combinazioni rapide in sovrapposizione con gli esterni/trequartisti. Questo ha favorito sia i cross tesi in area sia i cut-back verso la zona centrale, creando spazi per inserimenti di Führich e Leweling.
- Gli esterni offensivi (soprattutto Jamie Leweling) hanno sfruttato la libertà posizionale per invertire le catene laterali e creare superiorità numerica nelle zone di rifinitura, costringendo la difesa avversaria a scivolare e a perdere i riferimenti.
- Le azioni sulle fasce non sono state fini a sé stesse: spesso si sono concluse con giocate decisive (ribaltamenti di fronte e combinazioni rapide), portando direttamente a situazioni di tiro o a passaggi chiave che hanno causato le disattenzioni del Leverkusen.
FASE DI NON POSSESSO
Lo Stoccarda di Sebastian Hoeneß adotta in fase di non possesso un atteggiamento proattivo, aggressivo e organizzato, con l’obiettivo primario di ridurre tempo e spazio di gioco all’avversario e recuperare il pallone il più vicino possibile alla porta avversaria. La fase difensiva non è concepita come semplice protezione dello spazio, ma come fase attiva di riconquista e controllo posizionale.
Primo pressing e principi di pressione
Lo Stoccarda applica un pressing alto e uomo-orientato, supportato da principi di pressing collettivo sincronizzato. La prima linea di pressione è composta dagli attaccanti e dai trequartisti, che orientano il possesso avversario verso zone prestabilite del campo, privilegiando il corridoio centrale o il lato debole.
I principali pressing triggers osservati includono:
- ricezione spalle alla porta dei centrocampisti avversari;
- passaggi laterali o all’indietro nella prima costruzione;
- palla scoperta sui difensori centrali;
- giocata lenta o imprecisa dell’avversario.
L’orientamento del corpo degli attaccanti e dei trequartisti sfrutta il concetto di cover shadow, schermando le linee di passaggio interne e guidando l’avversario verso zone di minor pericolosità. Il pressing è coordinato e mai isolato, con costante sincronizzazione tra reparti e copertura degli eventuali varchi creati dalla salita dei compagni.

Quando il pressing alto non è più sostenibile, il VfB Stuttgart si ricompatta in un blocco medio-basso organizzato, mantenendo:
- reparti corti e distanze ridotte;
- densità numerica elevata nella zona centrale;
- orientamento del gioco avversario verso le corsie laterali meno pericolose.
In questa situazione di gioco, l’obiettivo principale non è il recupero immediato del pallone, ma il controllo degli spazi e la prevenzione delle penetrazioni centrali, preparandosi a successive transizioni offensive.
Atteggiamento del centrocampo
Il centrocampo costituisce il fulcro della fase difensiva. La coppia mediana opera secondo un comportamento misto uomo-orientato/zona, fondamentale per sostenere il pressing e proteggere il corridoio centrale.
- Il mediano (Karazor) schermando la zona di rifinitura si posiziona tra palla e porta, con orientamento del corpo che consente sia pressione immediata sul portatore, sia copertura preventiva delle linee di passaggio verticali.
- Il regista (Stiller) funge da ancoraggio centrale, pronto a rompere linee di passaggio, effettuare scivolamenti laterali e supportare eventuali raddoppi sui portatori di palla.
In pressing medio-alto, i centrocampisti accorciano aggressivamente in avanti, riducendo le distanze tra i reparti e aumentando la densità nella zona palla. In blocco medio-basso, invece, mantengono la compattezza verticale, riducendo lo spazio tra centrocampo e difesa e proteggendo prioritariamente il corridoio centrale.
Comportamento della linea difensiva
La linea difensiva adotta un atteggiamento alto e proattivo, strettamente integrato con il comportamento del centrocampo. I centrali effettuano uscite decise sul portatore di palla o sul ricevitore tra le linee, riducendo il tempo di gioco e interrompendo la progressione avversaria.
I movimenti della linea sono sincronizzati, con salite collettive, scivolamenti laterali e coperture diagonali per preservare la compattezza orizzontale e proteggere il corridoio centrale. Il baricentro alto consente al tempo stesso di supportare il pressing, ma espone la squadra a spazi in profondità, soprattutto contro avversari veloci e in grado di verticalizzare rapidamente.
Lateralità difensiva
La gestione delle corsie laterali è dinamica e coordinata con il pressing centrale. I terzini mantengono una posizione flessibile, adattandosi all’orientamento della palla e alle caratteristiche dell’avversario:
- in pressing alto, salgono insieme alla linea difensiva, comprimendo gli spazi centrali e controllando l’avanzamento avversario lungo la fascia;
- in blocco medio-basso, stringono verso l’interno per aumentare la densità centrale, lasciando volutamente spazio sulle corsie esterne, che viene monitorato dagli esterni e dai centrocampisti attraverso triangoli di copertura.
La sincronizzazione tra terzino e centrale laterale, attraverso scivolate laterali e coperture diagonali, consente di contenere cross, penetrazioni e scambi rapidi lungo la fascia senza compromettere la compattezza complessiva del blocco.
TRANSIZIONI
Transizione offensiva
Dopo il recupero del pallone, lo Stoccarda cerca una verticalizzazione immediata verso gli attaccanti o gli esterni. In assenza di spazio, consolida il possesso attraverso una nuova costruzione dal basso.
Transizione difensiva
Alla perdita del pallone, viene attuata una ri-aggressione immediata in zona palla. Se la prima pressione fallisce, la squadra ripiega rapidamente ricomponendo la struttura difensiva.
ANALISI SWOT
Punti di forza
- Chiarezza e coerenza dei principi di gioco, applicati in tutte le fasi (possesso, non possesso e transizioni)
- Controllo del corridoio centrale, ottenuto attraverso superiorità numerica e posizionale in costruzione e sviluppo
- Pressing alto coordinato e sincronizzato, efficace nel ridurre tempo e spazio di gioco all’avversario
- Fluidità strutturale e posizionale, che consente alla squadra di adattarsi ai diversi contesti di gara senza perdere identità
- Qualità nella gestione delle transizioni, con immediata ri-aggressione alla perdita del pallone
Punti di debolezza
- Vulnerabilità a marcature aggressive sul centrocampo, che possono limitare la pulizia della prima costruzione e la continuità del possesso
- Spazi concedibili alle spalle della linea difensiva alta, soprattutto contro avversari rapidi e verticali
- Elevato dispendio energetico, che può incidere sulla continuità dell’intensità nel corso dei 90 minuti o in contesti di calendario congestionato
- Rischio di esposizione laterale quando le rotazioni offensive non sono sostenute da coperture preventive efficaci








