Analisi Tattica: il Marsiglia di Roberto De Zerbi

Analisi realizzata da Filippo Ranghetti, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il Marsiglia di Roberto De Zerbi: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Nella stagione 2024-25 dopo aver guidato in modo brillante il Brighton in Premier League e aver raggiunto per la prima volta una posizione in classifica che garantisse una posizione europea ai seagulls, Roberto De Zerbi è approdato a inizio estate sulla panchina del Marsiglia. Dopo l’avventura disastrosaam della scorsa stagione che ha portato a diversi esoneri, la proprietà transalpina ha scelto uno tra i nomi più “caldi” in circolazione per la nuova stagione. De Zerbi è stato convinto dal progetto ambizioso della società che si è mossa molto bene in estate acquistando giocatori di graneuropade qualità come Mason Greenwood dal Manchester United come esterno destro, Elye Wahi dal Lens (rivale per un piazzamento in Europa) punta centrale, Pierre-Emile Højbjerg dal Tottenham a centrocampo, l’esperto portiere Geròcnimo Rulli dall’Ajax e a campionato iniziato si è aggiunto alle loro file anche Adrien Rabiot (svincolato), fondamentale nello scacchiere tattico di mister De Zerbi.
Sistema di gioco base: 1-3-4-2-1
Sistema di gioco in fase di possesso: 1-3-2-5, 1-3-2-2-3, 1-2-3-2-3 o 1-3-2-2-3
Sistema di gioco in fase di non possesso: 1-5-3-2, 1-4-2-4, 1-4-1-4-1
SISTEMA DI GIOCO
Il Marsiglia si dispone in campo con un sistema di gioco 1-3-4-2-1 con Rulli fra i pali, i 3 difensori (partendo da destra) Murillo, Belardi e Kondogbia. Il centrocampo è formato da 2 linee, sulla prima abbiamo i 2 esterni Henrique Garcia, i 2 mediani Højbjerg e Rongier. in fase più avanzata a sostegno delle punte si trovano Rabiot sulla sinistra e Greenwood sulla destra. Unica punta Maupay.
In fase di possesso palla(FDP), il sistema di gioco si differenzia a seconda di dove si trova il pallone. In caso di inizio della azione e di pallone al portiere il Marsiglia si dispone con un 1-3-2-5 o 1-3-2-2-3 in cui tutti gli 11 giocatori si trovano nella propria metà campo, in questa situazione la difesa resta la stessa. Gli esterni di centrocampo si alzano e formano una linea di attacco a 5 con il centroavanti e le mezzepunte così da allargare ulteriormente gli spazi. In caso il pressing avversario fosse efficace le mezze punte Rabiot e Greenwood si abbassano per dare appoggio trovandosi spesso senza marcatura, quello che si abbassa di più è quello sul lato della palla con l’altro pronto a scattare non appena il compagno di reparto riceve.
In caso di possesso consolidato, ci troviamo con tutti i 10 uomini di movimento nella metà campo avversaria formando così un 1-2-3-2-3 in cui Murillo si alza sulla linea dei mediani e i 2 più avanti sono Rabiot e Greenwood che si trovano a muoversi e a giocare la palla in rifinitura poiché dotati di ottima tecnica in una parte di campo in cui velocità di esecuzione e tecnica individuale la fanno da padroni. Gli esterni rimangono alti e larghissimi pronti a fare traversoni o cross non appena non gli arriva al pallone alle spalle dei terzini. Maupay si muove intorno alla linea difensiva avversaria pronto a concludere.
In fase di non possesso (FDNP), il Marsiglia non è ancora ben organizzata come in fase di possesso. Questo ha portato a subire diversi gol facendo sembrare la difesa disorganizzata. Si schiera con un 1-4-2-4 con la prima fase di pressione molto alta che spinge gli attaccanti molto alti e con una pressione orientata in direzione del costruttore meno abile con i piedi così da fargli perdere palla. I giocatori vogliono far giocare gli avversari nelle zone centrali di campo dove c’è maggiore densità così da impedire le giocate facili. La linea difensiva è alta e sempre in linea, una novità per Roberto De Zerbi che ci ha abituato sia a Sassuolo che a Brighton ai difensori che si staccavano dalla linea per andare a prendere gli attaccanti che si abbassavano.
In blocco basso ci si organizza con u 1-5-3-2 con Maupaye Greenwood alti, Rabiot Rongier e Højbjerg a centrocampo stretti e gli esterni Garcia e Henrique sulla altezza dei 3 difensori.
INTERPRETI
PORTIERI
N. 1 Rulli (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
Il portiere viene utilizzato sempre in fase di possesso palla per costruire dal basso ed ha il compito e la capacità di leggere le diverse situazioni di gioco.
Non avendo uscite schematiche costanti nel gioco il portiere ha il dovere di capire in quale modo uscire al meglio in base alla situazione e deve essere in grado di attirare su di sé la prima linea di pressione così da allargare le maglie avversarie, nel momento in cui si trova pressato gioca la palla all’uomo in verticale che si è liberato durante l’avanzamento della pressione dei contendenti, in caso di difficoltà ha sempre lo scarico facile sul difensore centrale che si è abbassato sulla sua linea per ricevere il passaggio in orizzontale.
CARATTERISTICHE FISICHE
Portiere esperto con una lunga carriera in diverde squadre europee di rilievo, alto 1,89 m. sicuro con i piedi e con un’ottima visione di gioco, meno impeccabile nelle uscite.
DIFENSORI
N. 19 Kondogbia (piede forte sinistro)
N. 5 Belardi (piede forte destro)
N. 62 Murillo (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
I difensori hanno il compito insieme al portiere di iniziare la manovra in fase di possesso attirando i giocatori avversari per allargare gli spazi e creare superiorità numerica così da far liberare un uomo in avanti per fargli arrivare il pallone risalendo il campo in modo veloce cogliendo impreparata la retroguardia avversaria.
In fase di possesso consolidato in nel terzo di campo offensivo, i difensori centrali che restano più bassi giocano con i piedi sulla linea del centrocampo.
CARATTERISTICHE FISICHE
Abili nel girare il pallone anche con gli spazi stretti dovuti al pressing avversario, Kondogbia e Murillo sono molto forti fisicamente il che gli permette di resistere ai contrasti con gli attaccanti ma di essere al contempo veloci.
CENTROCAMPISTI
N. 6 Garcia (piede forte sinistro)
N. 23 Højbjerg (piede forte destro)
N. 21 Rongier (piede forte destro)
N. 44 Luis Henrique (piede forte destro)
N. 25 Rabiot (piede forte sinistro)
N. 10 Greenwood (piede forte sinistro)
COMPITI TATTICI
Gli interni di centrocampo Højbjerg e Rongier hanno l’importante compito di dare equilibrio a centrocampo, intuendo in fase di costruzione gli spazi liberi che si vanno a creare così da poter dare una efficace linea di passaggio.
Risaledo il campo il campo troviamo Rabiot e Greenwood che hanno l’onere di farsi trovare smarcati per ricevere palla tra le linee e risalire il campom velocemente con la palla al piede grazie agli spazi larghi che gli sono stati liberati dai compagni.
Garcia ed Henrique invece giocano molto alti ed entrano in gioco di più durante le fasi di rifinitura e finalizzazione. la loro parola d’ordine è “AMPIEZZA”, giocano con i piedi sulla linea laterale in FDP.
CARATTERISTICHE FISICHE
Il centrocampo dei francesi è molto variegato per fisicità, abbiamo giocatori di alto spessore fisico come Højbjerg, Rongier e Rabiot che gestiscono la manovra egregiamente insieme ai più brevilinei funamboli Henrique e Greenwood periolosi nell’1vs1 poiché dotati di una straordinaria tecnica col pallone tra i piedi e di una accelerazione fulminea.
ATTACCANTI
N. 8 Maupay (piede forte destro)
N. 9 Wahi (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
Giocano entrambi ogni partita, sono uno la riserva dell’altro. Finora parte davanti Maupay ma non è detto che sarà così per tutta la stagione perché Wahi sta facendo vedere ottimi sprazzi di calcio. Sono entrambi 2 centravanti molto mobili così da non dare particolari punti di riferimento ai marcatori avversari. Grnade qualità nel fare le sponde per i centrocampisti ma prediligono entrambi la palla in profondità muovendosi molto bene alle spalle del loro diretto difendente. Il pressing parte con la loro volontà di sacrificarsi per il recupero alto del pallone.
CARATTERISTICHE FISICHE
Bassi, forti fisicamente e dotati di grande esplosività sfruttata per lasciare sul posto i difensori nei primi metri di scatto.
FASE DI POSSESSO (FDP)
De Zerbi è diventato un allenatore conosciuto e stimato in tutto il mondo calcistico proprio grazie alla sua fase di costruzione così detta “dal basso” che ha attirato gli occhi di tutti già ai tempi del Sassuolo in serie A cui veniva criticato per l’eccessivo livello di rischio che essa faceva prendere alle sue squadre spaccando in due l’opinione pubblica tra cho lo amava e chi (soprattutto in italia, abituati a un gioco più “palla lunga e pedalare”) lo criticava aspramente. A distanza di anni le luci della ribalta sono arrivate soprattutto grazie agli anni al Brighton in cui riusciva a incantare con una costruzione solida,veloce e soprattutto efficace in Premier League al Brighton nonostante non avesse dei giocatori dei giocatori altisonanti ma valorizzando così i giocatori in rosa, vedasi Caicedo acquisto più costoso della storia della Premier Legue. Ora al Marsiglia sta facendo la stessa cosa in un campionato diverso e in un club che ha ambizioni nazionali ed europee più alte rispetto ai Seagulls.
COSTRUZIONE
La fase di costruzione del Marsgilia non è frutto di schemi standardizzati come avviene per moltissime squadre ma si crea grazie alle capacità tecnico- tattiche degli interpreti e alle loro abilità spazio-temporali di movimento senza palla in modo da farsi trovare liberi dalla pressione avversaria. Il gioco parte solitamente dal portiere che viene considerato un vero uomo di movimento in questi momenti, perché Rulli deve avere la capacità di attirare a sé il pressing degli uomini avversari mantenedo freddezza e non spazzando il pallone lungo, così da creare superiorità numerica in modo da poter pungere con risalite di campo fulminee. Il primo giro palla è affidato quindi al portiere e ai 3 difensori con Murillo e Kondogbia che si abbassano sull’altezza di Rulli e con Belardi (nell’86º percentile per passaggi progressivi tra i difensori centrali in Ligue 1, via Fbref) che è davanti all’estremo difensore e si muove a pendolo in prossimità del braccetto difensivo che viene servito così da tringolare al meglio con tutti i giocatori che si stanno muovendo negli spazi, passo la palla e mi faccio vedere è un mantra per questa squadra. L’opzione che viene preferita durante la fase di costruzone è il passaggio diretto ai trequartisti che vengono incontro sul lato della palla, a sinistra il compito è di Rabiot e a destra è di Greenwood con il francese che si trova a suo agio anche a ricevere palla con l’uomo di spalle e facendo le sponde per Højbjerg e Rongier che si sono mossi incontro nel frattempo; Greenwood invece è meno fisico ma più tecnico quindi predilige ricevere il pallone con uno stop orientato per essere già rivolto verso la porta avversaria e in modo da avere tutto il campo davanti a sé per condurre il pallone o per servire Garcia, Henrique o Maupay che si stanno muovendo in profondità.

SVILUPPO
Una volta superata la prima pressione, l’azione prosegue molto rapidamente in verticale grazie allo spazio che si viene a creare in fase di costruzione. I centrocampisti ricevono palla dalle sponde avanzate e hanno a questo punto 5 uomini davanti a loro da poter servire tra le linee di difesa avversarie che si sono allargate.
RIFINITURA
Il Marsiglia si affida ai suoi giocatori avanzati in questa fase. La modalità con cui si cerca di arrivare in finalizzazione sono diverse e molto dinamiche, con i 5 giocatori che si trovano a fare densità su un lato per cambiare fronte repentinamente così da cogliore impreparati gli avversari. In questa fase il dinamismo e la mobilità la fanno da padroni lasciando così liberi gli interpreti di associarsi o di ricercare soluzioni individuali senza avere una forma costante in modo da risultare più imprevedibili in vista della preparazione di gioco della partita degli avversari. In questa fase i giocatori più di spicco sono Greenwood (già 9 gol in stagione) e Luis Henrique (6 gol per lui).
In caso di difficoltà a bucare le linee avversarie, il possesso viene consolidato e il pallone torna nei piedi della linea difensiva a 2 che si viene a formare tra Kondogbia e Belardi che ricominciano il possesso da lì sempre con l’obiettivo di attirare la pressione avversaria.
LATERALITA’ OFFENSIVA
Nel gioco laterale partecipano sia gli esterni Garcia ed Henrique, sia le mezze punte Greenwood e Rabiot. Qui i giocatori si interscabiano continuamente per non dare riferimenti ai diretti marcatori, con gli esterni che talvolta si accentrano per far galoppare le mezze punte sulle linee laterali sfruttando così ogni centrimetro della larghezza del campo. I “dai e vai” sono l’opzione più frequente per superare la pressione di esterni e terzini avversari, le triangolazioni a tre uomini sono un’altra arma tenuta in consiiderazione col mediano di riferimento, a sinistra Højbjerg e a destra Rongier, che una volta ricevuta la palla serve in profondità il giocatore avanzato che si è mosso per smarcarsi.
FINALIZZAZIONE
Il Marsiglia conclude la fase di possesso in diversi modi:
-
- Imbucate per vie centali dei 5 giocatori offensivi che tagliano o si inseriscono alle salle della linea di difesa quando quest’ultima si è alzata in pressione;
- Dribbling e tiro di Greenwood, Henrique;
- Servire Maupay o Wahi in profondità;
- Arrivare sul fondo con Garcia e Henrique che compiono Cross e traversoni sul secondo palo in mo;do da servire i tagli alle spalle dei terzini che stringono da parte del quinto sul lato opposto del campo;
- I centrocampisti imbucano centralmente e sfruttano le capacità di difendere il pallone di Maupay e di servirli trovandosi a tu per tu col portiere.
FASE DI NON POSSESSO
PRIMA AZIONE DIFENSIVA
La prima pressione nel nuovo Marsiglia, si cerca di aggredire con un 1-4-2-4 in cui l’obiettivo è andare a prendere alti i costruttori di gioco che ci si trova contro e indirizzare il gioco verso il centro del campo così da far intervenire gli interditori a recuperare il pallone. Gli attaccanti centrali si mettono in posizione da impedire il passaggio ai centrocampisti e l’esterno alto sul lato debole si abbassa e stringe il campo in direzione del centrocampista più vicino per poi rialzarsi se il pallone arriva dal suo lato e aggredire l’uomo se il difensore che riceve si trova di spalle una volta arrivato il pallone in modo da non far appoggiare la palla all’esterno. Questa modalità lascia spazio ai cambi di fronte, portando la squadra a soffrire l’ampiezza.
ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA
Cercano di sporcare i palloni sporcati dalla prima pressione, soffrono l’inferiorità numerica se l’avversario mette 3 uomini a centrocampo così da concedere troppo spazio alle mezze ali Box to Box, fortunatamente la Ligue 1 non è un campionato così ricco di questo tipo di giocatori che mettono in difficoltà una squadra come il Marsiglia.
LATERALITA’ DIFENSIVA
La zona di rifinitura è forse il tasto più dolente della squadra di De Zerbi che soffre molto come già detto i mezzi spazi e le catene laterali. Questo per la presenza di moltissimi interpreti di qualità in questi ruoli campionato francese come nel caso di Barcola nella partita persa contro il PSG. Avendo un sistema di gioco in cui gli esterni giocano spesso alti, il Marsiglia per forza di cose deve concedere qualcosa di più in lateralità. Spesso poi i mediani fanno fatica a coprire lo spazio sull’esterno perché escono forte a uomo sul pallone e questo modo di difendere se non è fatto in ritardo da modo agli esterni avversari di èoter driblare con facilità l’uomo uscito in marcatura e ritrovandosi così davanti la sola linea difensiva.
LINEA DIFENSIVA
Sempre in rifinitura avversaria vengono compiute delle diagonali lunghe, quando il terzino esce in marcatura sull’esterno il difensore centrale vicino non accorcia lo spazio lasciando troppo spazio attaccabile dalle mezze ali avversarie, in questi casi deve essere il mediano a dover recuperare la posizione così da non lasciare sguarnita una parte di campo in cui spesso si
decidono le partite. Questo accade sia con il blocco basso sia quando la difesa si trova a difendere in avanti. Questo rende il Marsiglia una squadra “fragile” senza palla e che spesso si trova a salvare le azioni in modo estemporaneo più che grazie alla solidità del modello utilizzato questo in parte può essere anche colpa degli interpreti che non riescono a capire al meglio le situazioni di gioco in un calcio così frenetico.

TRANSIZIONI
POSITIVA
Le transizioni positive sono una parte fondmentale del gioco di De Zerbi, in cui la ricerca veloce e alta del recupero palla è un imperativo per ripartire subito in contropiede e cogliere impreparati gli avversari attaccando con grande velocità con pochi passaggi verticali senza preoccuparsi di consolidare il possesso. Si mira ad essere pericolosi nel minor tempo possibili. Lo permettono le qualità tecnico-atletiche di molti dei giocatori presenti sia tra i titolari sia in panchina come Harit, Wahi e Rowe.
Questo modo di procedere porta molta pericolosità ma provoca anche molti errori dovuti alla velocità delle giocate soprattutto nell’ultima parte di partita dove le energie e la lucidità calano.

NEGATIVA
Il modo di giocare dinamico dei provenzali porta a degli errori in fase di risalita del campo che possono portare come nel caso della partita persa 1-3 contro l’Auxerre in cui le palle perse ingenuamente a centrocampo, trasformatesi in distese liberate dalla difesa stretta del Marsiglia vengono sfruttate con profitto dalle ali avversarie.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA
-
- Moltissimo talento offensivo
- Costruzione di gioco efficace e veloce
- Talento individuale di Greenwood
- Il ruolo di Belardi in impostazione
- L’importanza e la pericolosità dei giocatori senza palla
- Progetto ambizioso e a lungo termine capace di attirare giocatori di caratura internazionale
PUNTI DI DEBOLEZZA
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- Transizoni negative spesso fatali sui gol subiti
- Mancanza di interpreti di spessore come difensori centrali vicino a Belardi
- De Zerbi non ha ancora trovato quello che era per la squadra Pascal Groß al Brighton, un centrocampista in grado di muoversi nello spazio in base a dove lo richede la situazione in modo naturale
Si conclude qua l’analisi del Marsiglia di Roberto De Zerbi in cui si sono visti tutti gli aspetti tattici del suo gioco e ritengo che anche le sbavature che finora si vedono in fase difensiva verranno col tempo saranno marginalizzate e riuscirà a trovare la “quadra” anche in fase difensiva








