Analisi Tattica: l’Udinese di Kosta Runjaic 2025-26

Analisi realizzata da Marco De Martino, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca l’UDINESE di Kosta Runjaic 2025-26: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

 

SISTEMA DI GIOCO:

Il sistema di base è il 3-5-2, che in fase di possesso si trasforma in un 3-2-5 con i centrocampisti laterali molto alti e le mezzali pronte ad aggredire lo spazio. A seconda delle situazioni, si osservano varianti come il 3-1-1-4, con una mezzala che si può alzare per aiutare la difesa e l’attacco a dialogare.

In fase difensiva la squadra si compatta in un 5-3-2, con i centrocampisti laterali bassi e le linee corte a protezione del centro, fino a ridisegnarsi in un 5-4-1 nei momenti di maggiore sofferenza.

Nelle prime due uscite stagionali, contro Hellas Verona e Inter, i friulani hanno mostrato una struttura flessibile, fondata su principi chiari: densità centrale, ricerca della verticalità e grande disponibilità al sacrificio collettivo. L’analisi che segue ripercorre i principali meccanismi tattici messi in atto dalla squadra, evidenziando punti di forza e punti di debolezza.

 

Sistema di gioco di base: 3-5-2

Sistema di gioco in Fase Offensiva: 3-2-5, 3-1-1-4

Sistema di gioco in Fase Difensiva: 5-3-2, 5-4-1

 

 

I giocatori principalmente coinvolti nelle partite sono:

  • PORTIERE:
    • Răzvan Sava(Piede forte Destro): Portiere classico, abile nelle parate e nel matenere lucidità anche nei momenti cruciali della partita. Più bravo nelle con le mani che nel gioco con i piedi anche se per ora ha subito un gol a partita possiamo tranquillamente dire che ha poche responsabilità sulla riuscita di quest’ultimi. In queste prime due partite stagionali infatti ha dimostrato di essere molto solido con le mani, con una media di 2 parate a partita. La forza dell’Udinese come vederemo più avanti però sta nel non far arrivare i tiri nel proprio specchio procedendo a bloccarli o deviarli il prima possibile facendo tanta densità in difesa e a centrocampo. Tocca tanti palloni nonostante non sia molto portato con i piedi, con la media di 35 tocchi e 30 passaggi a partita si posiziona fra i migliori dell’Udinese. Pecca molto nell’azzeccare il passaggio lungo idirizzato alle punte o all’esterno.
  • DIFENSORI:
    • Oumar Solet(Piede forte Sinistro): Giocatore validissimo uno dei migliori presenti in rosa. Sempre una sicurezza in fase difensiva e sempre aggressivo sull’attaccante avversario. La sua velocità gli permette anche di seguire un taglio latelare delle punte avversarie com’è successo spesso con Thuram e Lautaro nella partita con l’Inter, infatti è anche per merito suo se l’Udinese è riuscita a soffrire bene negli ultimi minuti della partita e portarsi a casa il risultato. Invece il suo fisico gli permette di tenere testa a molte punte della Serie A, bravo anche a colpire di testa in fase offensiva su calcio piazzato. E’ uno dei primi costruttori della squadra Friulana infatti è primo fra i compagni per passaggi progressivi e per metri palla al piede. Tende molto a sporsi in avanti rischiando di lasciare anche qualche buco difensivo, portando avanti il pallone, qualche volta diventa troppo frettolo e sbaglia spesso la giocata tentando quasi sempre quella complicata. D’altro canto le sue statistiche per quanto riguarda i passaggi sono ottime infatti è quello che ne effettua di più nell’Udinese, con una precisione dell’88% e a conferma delle sue doti nel verticalizzare basso sull’uomo abbiamo una precisione dell’84% di passaggi nella metacampo avversaria.
    • Thomas Kristensen(Piede forte Destro): Altra soluzione valida per la difesa dei bianconeri. Le sue statistiche nei passaggi eccellono ma questo è dato principalmente dall’alta quantità di palloni che gioca orizzontalmente e non verticalmente a differenza dei suoi due compagni di reparto infatti il difensore Danese è si il primo in fase di costruzione a toccare il pallone ma non è lui quello incaricato a portare avanti palla o a giocarla verticalmente. In queste due partite giocate ha fatto vedere sia le sue doti aeree in fase offensiva con il gol contro il Verona sia che le sue doti in marcatura infatti risulta essere molto bravo nella marcatura con un 77% di contrasti aerei vinti. Pecca un pò nelle palle perse 6 in due partite, questo dimostra come sia molto abituato a giocare in orizzontale piuttosto che in verticale impacciandosi spesso perdendo anche il pallone.
    • Nicolò Bertola(Piede forte Destro): Giovane classe 2003 diventa lui il sostituto di Bijol nella linea a 3 dell’Udinese. Bravo in marcatura e negli anticipi come i suoi compagni di reparto. Quello che spicca sono le sue doti tecniche, tocca molti palloni in fase di Costruzione, è bravo a cercare la verticalità con una precisione passaggi nella metà campo avversaria del 74%, questo dimostra come Runjaić si fidi di lui nonostante la sua prima esperienza in Serie A, bravo anche a portare avanti il pallone e nel caso quando serve creare superiorità numerica sul suo lato di campo. Tende ad andare in difficoltà quando viene puntato nell’1 contro 1 e nella corsa all’indietro, invece quando si stacca spesso dalla linea per andare a pressare in alto ci va con troppa irruenza, infatti ha già preso 2 gialli in queste due partite.
    • Saba Ghoglicidze(Piede forte Destro): Trasferitosi dall’Empoli in questa sessione di mercato arriva per rafforzare il reparto difensivo. Non ha avuto modo di dimostrare il suo valore visto che ha giocato solo 45 minuti contro l’Inter in un secondo tempo dove l’Udinese ha pensato più a difendersi che ad attaccare, comunque solido in fase di stazionamento difensivo, riesce sempre ad attaccare bene il pallone di testa per poterlo allontanare.
  • CENTROCAMPISTI:
    • Arthur Atta(Piede forte Destro): Il migliore dell’Udinese in queste prime due partite. Giocatore completo, bravo tecnicamente e tatticamente, dotato di ottima corsa e drigling, infatti è primo nell’Udinese per dribling riusciti con 4 a partita quest’ultimi sono utili ad eludere il pressing del centrocampo avversario. Non si abbassa spesso in impostazione, a meno che la squadra non è in difficoltà, quando riceve la palla nella sua zona di competenza, quindi il mezzo spazio di sinistra, riesce ad eludere in drbling la marcatura avversaria e a far scappare la difesa all’indietro creando così quasi sempre superiorità numerica. La sua gamba gli permette di occupare tutte le zone del campo per ricevere una sponda delle due punte, per creare triangolazioni in catena con l’esterno e la punta e per inseririsi dietro la difesa avversaria. E’ il primo dell’Udinese per passaggi progressivi ricevuti, 16 in due partite. Questo dimostra quanto Runjaić si fidi di lui e gli lasci molto spazio per giostrare su tutta la trequarti avversaria.
    • Jesper Karlstrom(Piede forte Destro): Nuovo capitano dell’Udinese dopo la cessione di Thauven in estate. Relegato principalmente a compiti di impostazione, infatti è spesso il vertice alto nella costruzione dell’Udinese. Da lui non passano molti palloni, considerando che la maggior parte delle verticalizzazioni dell’Udinese sono su Davis, Atta e i due esterni di centrocampo, riesce però a dare equilibrio al centrocampo, infatti i palloni che recupera sono sempre stati nella propria metacampo con 2.5 a partita. Ottimo senso della posizione sa quando spingersi in avanti e sa quando rimanere dietro a supportare la difesa o chiudere una linea di passaggio per gli attaccanti avversari, se si trova fuori posizione durante il contropiede è sempre il primo a fare la corsa all’indietro per chiudere l’avanzata avversaria. Pecca molto in fase di impostazione con 9 palle perse a partita.
    • Sandi Lovric(Piede forte Destro): Titolare nella partita con l’Hellas Verona e in panchina tutto il tempo nella partita con l’Inter. Probabilmente dato dal fatto che pecca un pò fisicamente, infatti come vedremo più avanti Runjaić si aspettava una partita più fisica contro l’Inter piuttosto che una partita lenta dove la giocata era fondalmentale nella partita contro l’Hellas Verona, infatti batterà lui il calcio d’angolo per favorire il gol di Kristensen. Nella partita contro l’Hellas Verona è riuscito a destreggiarsi in fase offensiva come al suo solito, cercando spesso un cambio di gioco per l’esterno oppure direttamente un cross dentro l’area operando nella trequarti di destra. Quest’anno sembra essere molto più presente in fase di Costruzione, infatti con un Hellas Verona che tendeva a chiudere le linee di passaggio centrali, spesso si trovava costretto ad abbassarsi per proporre una nuova linea di gioco. Generoso comunque sia in fase di pressing, uno dei primi a pressare il Braccetto di Sinistra dell’Hellas costringendo spesso il retropassaggio al portiere.
    • Jakub Piotrowski(Piede forte Destro): Arrivato in questa sessione di mercato estivo, potrebbe pian piano rubare il posto a Lovric. Alto 188 cm, ha giocato lui la partita contro l’Inter in posizione di mezzala di destra, anche lui ha dimostrato corsa in fase di pressing e tanta sostanza in fase difensiva.
      In fase di Costruzione e sviluppo non ha toccato tanti palloni solo 16 in tutta la partita, si è più occupato di inserirsi dietro la linea avversaria e a muoversi in fase di Costruzione per liberare spazio a centrocampo.
    • Oier Zarraga(Piede forte Destro): Entrato dalla panchina in tutte e due le partite, non si è destreggiato molto in quei pochi minuti a disposizione. Da notare solo un giallo a suo carico e i pochi tocchi a partita 9.
    • Jürgen Ekkelenkamp(Piede forte Destro): Ha giocato solo 30 minuti nella partita contro l’Inter. Entrato al posto di Davis per permettere all’Udinese di schierarsi con 4 centrocampisti nei minuti finali e comprire le sovrapposizoni dei Braccetti nerazzurri, infatti possiamo dargli credito di tanta corsa e tanta copertura difensiva.
    • Kingsley Ehizibue(Piede forte Destro): Esterno tutta fascio nel centrocampo a 5 di Runjaić. Sfrutta la sua qualità nella corsa per proporre sempre una linea si passaggio e superiorità numerica sulla fascia destra. In costante movimento quando ha spazio riesce anche ad inserirsi centralmente dietro la linea di difesa avversaria. Relegato al compito di crossatore non sempre riesce ad effettuarlo a dovere, infatti ha un 14% di riuscita del cross. Dal canto suo crea molto scompiglio appunto sfruttando la sua corsa nello spazio. Molto valido anche difensivamente quando la squadra ha bisogno di chiudersi in difesa per proteggere il risultato con 3.5 contrasti vinti a partita.
    • Rui Modesto(Piede forte Destro): Entrato al posto di Ehizibue a 10 minuti dalla fine nella partita contro l’Inter, non ha avuto modo di spiccare essendo che l’Udinese doveva difendere il risultato, poche volte si è fatto trovare impreparato durante l’inseirmento alle spalle di un attaccante avversario.
    • Jordan Zemura(Piede forte Sinistro): Dotato di tanta corsa. Nonostante abbia giocato 88 minuti a partita e toccato 44 volte la palla. Non si è messo tanto in mostra per altre cose. Giocatore ordinario che riesce comunque bene a fare tutta la fascia di sinistra. Bravo negli inserimenti per i cross che provengono dall’altro lato e bravo a reucperare il pallone con 3 recuperi a partita. Difesivamente nel’1V1 pecca di più rispetto al suo compagno di reparto Ehizibue.
    • Hassane Kamara(Piede forte Sinistro): Gioca solo 10 minuti contro l’Hellas Verona, però possiamo notare come dall’anno scorso sia un ottimo driblatore.
  • ATTACCANTI:
    • Keinan Davis(Piede forte Destro): Migliore attaccante dell’Udinese. Giocatore completo, guida bene in trasnzione offensiva i compagni, infatti il gol di Atta contro l’Inter arriva da lui che protegge il pallone su Acerbi, costretto ad inseguirlo per tutto il campo e a commettere molte volte fallo su di lui perchè é difficilissmo toglierlgi il pallone. Sempre un punto di riferimento per i suoi compagni che quando si trovano in difficoltà possono contare su di lui per far salire la squadra o per smistare i palloni più complicati. Bravo anche nella corsa, sia ad attaccare la linea difensiva avversaria e sia a pressare i difensori avversari per costringere al lancio lungo. Crea sia per se che per i compagni.
    • Iker Bravo(Piede forte Destro): Nella partita con l’Hellas Verona ha giocato in coppia con Davis. Non gli sono arrivati molti palloni anche perchè il centro dell’Attacco dei Bianconeri è Davis, da notare come Iker Bravo si destreggi nel muoversi in catena con il suo compagno di reparto. Pecca molto nel trovare l’ultimo passaggio e nel mantenere la palla spalle alla porta. Molto generoso in fase di pressing.
    • Vakoun Issouf Bayo(Piede forte Destro): Gioca da titolare la partita con l’Inter senza brillare molto. Giocatore molto fisico, tocca solo 18 volte la palla e spesso la perde anche facendosi anticipare dal difensore avversario avrebbe dovuto svolgere lo stesso compito di Davis ma fa peggio del compagno di reparto.
    • Adam Buksa(Piede forte Sinistro): Anche lui forte fisicamente gioca pochi minuti contro l’Inter toccando il pallone sole 8 volte. Da tenere d’occhio per le prossime partite contando che sulla carta dovrebbe essere lui il sostituto di Lucca e Runjaić avrà modo di usarlo molto di più.

 

FASE DI POSSESSO:

Costruzione:

Runjaić in queste due partite ha affrontato in modo diverso la fase di Costruzione, la forza del tecnico Tedesco sta nel cambiare atteggiamento in base all’avversario che affronta mantendendo comunque i suoi dettami tattici.

Nella partita contro il Verona si è vista un Udinese che non effettuava particolari movimenti in fase di costruzione questo è anche dato dal fatto che l’Hellas Verona non ha effettuato un vero e proprio pressign, chiudendo così lo spazio centrale e costringendo i bianconeri a sfruttare le corsie latelari, questo ha portato un vantaggio sia in termini di possesso palla e sicurezza nel tenere il pallone, costringendo spesso Sava a giocare semplicemente il pallone a Bertola o Solet che portano avanti il pallone per allinearsi subito con Kristensen in fase di sviluppo. Nella partita l’Udinese non ha mai forzato un passaggio centrale basso a meno che i movimenti di Davis e Bravo permettevano di creare spazio per ricevere il pallone sulla linea di centrocampo e passando così direttamente alla fase di Sviluppo o di Rifinitura. Ci sono state un paio di occasioni in cui la squadra veneta ha accennato un pressing, in questo caso possiamo trovare Kristensen DC che si alza al limite dell’area di rigore per aiutare Kalstrom CDC nell’uscita palla centrale favorendo una superiorità numerica a centrocampo, nel mentre Bertola DCD e Solet DCS si dispongono sul limete dell’area piccola per attirare il pressing essendo in 3 se contiamo anche il portiere che viene coinvolto nella costruzione. Quindi nella partita con l’Hellas Verona l’Udinese in quelle poche occasioni di pressing avversario si è disposta con un 3+2.

Mentre contro l’Inter la situazione un pò cambia. Con il classico accoppiamento a uomo dei nerazzuri, in fase di costruzione, l’Udinese riesce spesso a trovare il terzo uomo in uno dei due Difensori Latelari, essendo l’Inter una squadra che lascia il possesso al portiere e cerca di indirizzare i difensori avversari ad effettuare un lancio lungo, tramite un movimento in ritardo a venire in contro al portiere di Kalstrom chi dovrebbe marcarlo spesso esce in ritardo e permette al capitano dell’Udinese di trovare il terzo uomo in modo indisturbato. Questo solito 3+2 di Runjaić consente all’Udinese di avere superiorità in fase di Costruzione visto che l’Inter gioca con due attaccanti, la palla esce spesso centralmente alla ricerca poi del terzo uomo. Durante la partita infatti sembra che il tecnico tedesco abbia apposta attirato i 3 centrocampisti dell’Inter ad uscire in pressing sulla propria difesa effettuando così uno svuotamento del centrocampo, questo ha permesso ai bianconeri di trovare, verticalmente sia con palle alte che con palle basse, più facilmente le sue due punte Bayo e Davis, oppure come detto in precedenza Atta che come ricordiamo è primo per passaggi progressivi ricevuti. L’assenza dei giocatori a centrocampo permette alle punte di poter avere più metri a disposizione per poter stoppare il pallone così per controllarlo e poterlo smistare latelarmente ai due esterni di centrocampo dell’Udinese che ricordiamo essere molto veloci e bravi negli inserimenti.

Una cosa da lodare è come l’Udinese nonostante gli interpreti si ostini a costruire con un 3+2. Significa che per “colpa” di qualche marcatura preventiva o in fase di transizione difensiva può capitare che le mezzali si trovino a dover indietreggiare addirittura sulla linea del pallone che in questo caso è in possesso del portiere, i giocatori sanno cosa devono fare e sanno come farlo permettendo ad ognuno di loro di interpretare anche il ruolo dei propri compagni quando si trovano a coprire gli spazi lasciati da quest’ultimi. Per esempio al minuto 10 del primo tempo possiamo notare come si abbassi proprio Kalstrom sulla linea della palla, facendo scivolare addirittura Bertola sull’esterno alto di destra permettendo di conseguenza ad Atta e Piotrowski di comporsi nei due di centrocampo, questi movimenti sincronizzati e la consapevolezza dei giocatori permette in ogni situazione di ricomporre il 3+2 che tanto vuole Runjaić in fase di Costruzione.

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Sviluppo:

Lo sviluppo della squadra friulana non cambia molto in base alle situazione, come può succedere invece in fase di Costruzione.

Nelle due partite analizzate la fase di Sviluppo è stata molto simile, questo perchè l’Hellas Verona non ha mai forzato un pressing quando l’Udinese consolidava il possesso a centrocampo, mentre l’Inter rimane statica a chiudere le corsie centrali e a raddoppiare sugli esterni quando la palla si trova nelle zone latelari ed andare in pressing solo quando la palla viene passata verticalmente all’indietro. Questo permette all’Udinese di prendersi il proprio tempo in fase di Sviluppo, infatti la fase viene effettuata in due modi in base alla situazione che affronta la squadra friulana:

  1. Se non ci sono spazi centrali: In questo caso viene cercata spesso la profondità con un lancio lungo a scavalcare la difesa, con Davis, Atta, Ehizibue e Zemura. Loro sono bravi ad allungare la difesa avversaria sfruttando l’atletismo, la loro corsa e la stazza fisica. In un’altro caso invece viene sfruttata la Lateralità in modo efficacie con movimenti e inserimenti delle catene latelari.
  2. Se c’è la possibilità di giocare centralmente: Questa casistica permette all’Udinese di sfruttare il movimento a catena dei due attaccanti, molto presente nella partita contro l’Hellas. Viene così effettuata una verticalizzazione bassa sui due attaccanti, infatti se Davis si abbassa(cosa che succede più spesso) Bravo rimane alto centralmente a lasciare il riferimento ai difensori avversari, mentre se è Bravo quello ad abbassarsi Davis rimarrà sulla linea di difesa avversaria come unico riferimento offensivo. D’altro canto, con l’Inter, Runjaić ha deciso di aumentare la potenza fisica in attacco probabilmente considerando che l’Inter ha dei difensori che nell’anticipare l’avversario sono dei migliori in Italia. I movimenti di Davis qui sono stati molto più frequenti considerando la poca mobilità di Bayo e il suo poco movimento a venire in contro per proporre una linea di passaggio.

La cosa che accomuna queste due casiste è il movimento delle mezz’ali. Se l’azione si rallenta o gli spazi sono molto chiusi, Kalstrom o Lovric(contro l’Hellas Verona) o Piotrowski(contro l’Inter) si abbassano centralmente per dare una mano ai difensori creando un 4+1 in fase di Sviluppo permettendo così ai Difensori Latelari di allargarsi e sfruttare tutta l’ampienza.

 

Lateralità:

Questa fase arriva nella maggior parte dei casi nel momento in cui Davis riceve il pallone e decide di smistarlo su una delle due fascie. Gli eserni di centrocampo dell’Udinese non effettuano molto movimento in fase difensiva per smarcarsi, a meno che non siano occasioni particolari come accennavo prima, invece rimango largi per lasciare libero il centrocampo e poter sfruttare un movimento ad inserirsi dietro il terzino avversario.

Gli esterni sono spesso supportati dal Difensore Latelare di zona in fase di Sviluppo e dalla mezz’ala di zona in fase di Rifinitura, questo permette tramite movimento nello spazio e a triangolazioni alla ricerca del terzo uomo di poter smarcare gli esterni che possono:

  1. Andare direttamente alla conclusione se si trovano in zona centrale;
  2. Andare direttamente al cross se sono riusciti ad inserirsi perfettamente dietro la difesa avversaria
  3. Mandare in porta le mezzali che si sono inserite dietro la linea di difesa;

L’Udinese sfrutta con continuità le rimesse laterali come soluzione offensiva strutturata. In queste situazioni la punta sul lato palla funge da riferimento per il gioco corto, offrendo appoggio immediato all’esterno che batte la rimessa e creando la possibilità di una combinazione a tre con la mezzala di zona. Questo meccanismo genera “uscite pulite” che consentono all’esterno di trovare spazio per il cross o di attaccare direttamente l’area.

Allo stesso modo la squadra ricerca con costanza la rimessa lunga: qui la fisicità delle punte diventa determinante. L’attaccante, in generale Davis, si propone per una spizzata o una sponda, che può portare a due sviluppi principali:

  1. Scarico corto per l’esterno che arriva sul lato debole per crossare sul secondo palo.
  2. Giocata all’indietro sul limite, che permette l’inserimento dei centrali o del quinto di fascia alle spalle della linea difensiva.

Fondamentale è anche la variazione dei movimenti senza palla: se una punta si apre in ampiezza per attrarre il difensore, il quinto di zona attacca lo spazio interno, creando un 2v2 sulla corsia. In alternativa, quando le punte vanno a occupare il canale laterale, l’esterno opposto è pronto a tagliare dentro per riempire l’area, Atta in questo è il migliore della squadra.

La forza del sistema non risiede soltanto nella giocata individuale, ma nella densità offensiva in area: l’Udinese porta costantemente almeno tre uomini sulla linea dei sedici metri, aumentando le probabilità di vincere le seconde palle e schiacciando l’avversario in zona pericolosa.

 

Rifinitura:

L’Udinese si concentra su Davis come riferimento centrale per collegare i reparti e saltare il centrocampo avversario. La sua capacità di abbassarsi e ricevere spalle alla porta permette di giocare direttamente sugli esterni, aprendo linee di passaggio che altrimenti resterebbero chiuse. Contro il Verona questa azione è stata molto più complicata da eseguire, vista la tanta densità centrale, mentre contro l’Inter lo svuotamento del centrocampo ha permesso all’attaccante Inglese di ricevere palla, avere più tempo per poter stoppare il pallone e di conseguenza smistarlo in zona laterale. In altri casi quando una delle punte viene incontro, le mezzali, dotate di grande corsa, attaccano con decisione la linea difensiva avversaria, costringendola ad arretrare. Questo movimento se effettuato poco più avanti del centrocampo, quasi in zona latelare, crea tempo e spazio a Davis che può gestire il possesso o tentare l’attacco diretto in conduzione.

In fase di rifinitura abbiamo anche un altro protagonista. Atta. Il centrocampista rappresenta un’arma tattica fondamentale quando riceve nel mezzo spazio di sinistra. Grazie al suo atlestismo e alla capacità di superare l’uomo (8 dribbling riusciti), riesce a portare palla in avanti e ad attaccare una difesa a palla scoperta, creando scompiglio nella linea avversaria. Le sue conduzioni non solo sono utili a guadagnare campo, ma costringono i difensori a uscire dalla posizione, aprendo spazi da sfruttare per gli esterni o le punte. La sua pericolosità deriva proprio dall’impatto fisico e dinamico nel portare palla, confermato anche dai 7 falli guadagnati i due partite. È quindi un elemento che dà verticalità e imprevedibilità alla fase di rifinitura dell’Udinese.

Un esempio chiaro si è visto contro l’Inter, dove gli inserimenti di Atta hanno più volte messo in difficoltà la copertura dei centrocampisti nerazzurri, spesso in ritardo nel seguire le sue tracce.

 

Finalizzazione:

In questa fase l’Udinese porta molti uomini in zona palla, cercando con insistenza il cross sul secondo palo come soluzione costante, il cross deriva dai movimenti che citavo in precedenza. I due attaccanti attaccano con costanza i rispettivi riferimenti: uno sul primo palo per anticipare il difensore, l’altro sul secondo per sfruttare le spizzate o i cross più lunghi, invece i centrocampisti restano a sostegno al limite dell’area, pronti sia a calciare da fuori, sia a garantire una rapida circolazione in caso di lato bloccato com’è successo spesso nei minuti finali contro l’Hellas Verona. Come ho notato dalle statistiche gli esterni di centrocampo non sono molto precisi nei cross, ma secondo me la forza di questo gioco è data dal riempimento dell’area, dal supporto dei centrocampisti al limite di essa e dal caos che si può creare in una situazione del genere.

 

FASE DI NON POSSESSO:

Prima azione difensiva:

La FDNP dell’Udinese è molto interessante e varia, infatti come ben sappiamo è questa che ha permesso ai friulani di portare a casa il risultato utile contro l’Inter.

L’approcio di Runjaić anche qui è cambiato in base all’avversario incontrato, ma con lo stesso fine in tutti e due i casi. Nel caso della partita in casa contro l’Hellas Verona (che come sappiamo gioca con una difesa a 3) il pressing viene avviato dalla mezzala della zona in cui si trova il pallone, questo pressing è finalizzato per costringere il Difensore Latelare di tornare indietro dal portiere. La mezzala seguendo il pallone si ritrova a pressare il portiere che in questa situazione si vede costretto a dovre lanciare lungo il pallone, prontamente recuperato dai difensori bianconeri che come detto in precedenza dispongono di qualità fisiche per poter vincere un duello ereo.

Perchè il portiere non può cambiare lato quando riceve la palla? Questo perchè gli attaccanti si muovono per coprire anche le linee di passaggio centrali, permettendo alla punta della zona palla di scalare sul DC della difesa a 3 e di conseguenza di permettere alla punta opposta di poter andare a coprire anche il passaggio al Difensore Laterale più esterno. Ovviamente i due esterni di centrocampo stazionavano sugli esterni di centrocampo avversari. Nella partita contro l’Hellas, Runjaić non ha avuto bisogno di disimpegnare l’altra mezzala e il mediano in pressing alto perchè Montipò appena si sentiva pressato tendeva molto a rinviare lungo senza rischiare la giocata, infatti Kalstrom è rimasto basso per aiutare i compagni a recuperare un eventuale seconda palla deviata dalla propria difesa. Però quelle poche volte che Montipo o il DC è riuscito a trovare la trama centrale, il centrocampo dell’Udinese veniva spesso spezzato in due costringendo le due mezzali a rientrare velocemente e alla difesa di scappare a palla scoperta. Contro l’Inter però per evitare questo problema la scalata centrale delle punte è stata fatta in modo diverso.

Infatti nella partita contro i nerazzuri, l’inizio del pressing è sempre lo stesso, con la mezzala della zona palla che costringe il Difensore Laterale di giocarla dietro, in questo caso però le punte scalavano a turno sul mediano, Çalhanoğlu. Come ben sappiamo coprendo il Turco l’Inter non ha più molte soluzioni se non giocare lateralmente per Thuram o favorire una verticalizzazione bassa per Lautaro Martinez, qui entrano in gioco Solet e Kristensen. Il primo bravo a seguire l’attaccante francese anche in zone laterali, il secondo bravo a chiudere aggressivo sul capitano dell’Inter (concedendosi solo una sbavatura nel gol del vantaggio nerazzurro). In questa partita lo sporco lavoro lo fa anche Kalstrom essendo che l’Udinese sacrifica un uomo in avanti per poter chiudere Çalhanoğlu con una Punta, Atta si trovava costretto a scalare per esempio sul Difensore Latelare di destra, essendo che l’inter vuole sempre giocare la palla era natulare tenerla e farla girare fino a quando non si trovava spazio. Quindi Atta facendo questo movimento preclude una verticalizzazione per la mezzala di destra e consente a Kalstrom di rimanere attivo nel pressing e chiudere la mezzala opposta. Se la palla, come è capitato qualche volta, riusciva ad uscire, un Difensore Laterla dell’Udinese si trovava costretto a spezzare la linea difensiva per poter andare aggressivo sulla mezzala libera ed evitare che faccia arrivare la palla a una delle due punte dell’Inter, anche in questo i Difensori Latelare bianconeri sono stati molto bravi a bloccare anche questa possibilità. Secondo me infatti è questo che all’inizio ha messo molto sotto pressione l’Inter, la performance inaspettata dei Difensori avversari.

 

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Un’altra situazione significativa da analizzare riguarda la fase difensiva statica, soprattutto nel secondo tempo, quando l’Udinese ha dovuto difendere il vantaggio. La squadra si è disposta con la linea difensiva alta e i reparti molto vicini, compatti in circa 25-30 metri, con il supporto costante anche degli attaccanti. L’obiettivo era chiudere le linee di passaggio centrali, creare densità interna e indirizzare l’Inter sugli esterni, per poi ripartire in contropiede.

Nel finale, con l’ingresso di Esposito e il passaggio dell’Inter a tre punte, Runjaić ha adattato la squadra in un 5-4-1: dentro Ekkelenkamp e Zarraga, fuori Piotrowski ormai stanco. L’inserimento di Zarraga, mediano di equilibrio, ha garantito maggiore copertura davanti ai tre centrali, assicurando parità numerica in zona centrale e sugli esterni, consentendo più facilità nel bloccare i tiri ormai asfissianti dei nerazzurri. In questo caso, Ekkelenkamp e Atta hanno lavorato con disciplina nel seguire i terzini avversari, impedendo le combinazioni laterali che nel primo tempo avevano creato difficoltà ai bianconeri.

L’Inter così è stata costretta a cercare soluzioni da palla inattiva (angoli e rimesse laterali), senza riuscire a sfruttare gli esterni in 1v1, a causa sia della scarsa incisività dei propri esterni, sia della buona applicazione difensiva dei quarti di centrocampo friulani. Questa scelta conservativa, potrebbe rappresentare un’opzione importante per l’Udinese nelle partite salvezza: un 5-4-1 compatto in grado di difendere un’ipotetica situazione di vantaggio.

 

Centrocampo in fase difensiva:

Come visto nel dettaglio in precedenza, l’importanza dei centrocampisti nella FDNP di Runjaić è cruciale nel suo sistema di gioco. Sono quelli che corrono di più, sono quelli che iniziano a pressare la difesa avversaria e sono quelli che consentono all’Udinese di subire inbucate centrali, data la tanta densità sulla trequarti.

Il problema riscontrato è forse la troppa irruenza nel pressing e quella nei falli commessi, infatti questa struttura soffre quando gli avversari hanno centrocampisti di qualità in grado di creare la giocata. In quelle situazioni l’Udinese viene esposta a pericoli importanti con la difesa costretta spesso a rimediare agli errori e commettere fallo.

 

Lateralità Difensiva:

Oltre al pressing esterno su esterno, l’Udinese, nel caso di situazione statica adotta marcature quasi a uomo: gli esterni restano bassi a presidiare il diretto avversario, supportati dalla mezzala di zona che effettua il raddoppio. L’aggressività è evidente e spesso porta al fallo, infatti secondo me il sistema presenta qualche limite. Contro l’Inter, in particolare, la squadra ha sofferto i cambi di gioco di Barella e Çalhanoğlu, essendo che l’Udinese lateralmente tende a portare molti uomini in zona palla per fare desità. Quando il centrocampista laterale bianconero usciva forte sul centrocampista laterale nerazzurro, la mezzala veniva attratta dal pallone, lasciando spazio dietro le linee che Kalstrom faticava a coprire con continuità, soprattutto nel secondo tempo per questioni di stanchezza.

Un altro punto critico emerge quando un giocatore che non è un centrocampista laterale avversario (una mezzala o una punta avversaria) si posiziona largo: ciò costringe la mezzala dell’Udinese a uscire dalla zona centrale per seguire l’avversario, creando squilibri e situazioni di 2v2 complessi. Questo accade perché i centrocampista laterali bianconeri restano molto bassi a marcare il loro diretto avversario, mentre nelle combinazioni rapide tra mezzala, difensore laterale, centrocampista laterale e punta avversaria, l’Udinese fatica a mantenere i tempi e l’intensità difensiva necessaria. Con l’Inter infatti qualche volta sono andati un pò in difficoltà.

 

TRANSIZIONI

Transizioni Offensive:

L’Udinese ricerca immediatamente la verticalità dopo la riconquista dell pallone, sfruttando le caratteristiche atletiche dei propri giocatori. La giocata tipica è la verticalizzazione diretta per le punte, accompagnata da corse immediate degli esterni di centrocampo che sostengono l’azione e creano superiorità numerica in zona offensiva. L’azione del gol di Atta contro l’Inter ne è un esempio: recupero rapido, verticalizzazione immediata sulla punta, esterni di centrocampo subito a supportare l’azione e rifinitura di Davis che permette che permette di lavorare l’azione per il compagno di squadra francese. Questo approccio rende l’Udinese particolarmente pericolosa quando trova campo aperto, grazie alla velocità e all’intensità con cui riempie l’area in transizione positiva.

analisi tattica e come gioca l'Udinese di Kosta Runjaic 2025 2026 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase di transizione offensiva e contropiede

 

Transizione Difensiva:

Alla perdita del possesso, la squadra reagisce con due comportamenti:

  1. Se il pallone viene perso in zona alta del campo e ci sono molti uomini vicini, l’Udinese effettua un pressing immediato, con raddoppi aggressivi per costringere l’avversario al lancio lungo.
  2. Se la palla viene persa in zona più bassa o larga, la squadra tende ad indietreggiare compatta, con il contributo anche degli attaccanti. Kalstrom è un punto di riferimento in questa fase: essendo il centrocampista che rimane spesso a coprire la linea difensiva, il suo pressing in avanti subito dopo la perdita del pallone è fondamentale per rallentare la transizione avversaria e permettere alla squadra di riorganizzarsi.

Tuttavia emerge un limite quando il pressing immediato viene superato: in queste situazioni l’Udinese fatica a riorganizzarsi rapidamente e concede spazi tra le line essendo spesso costretta a fare fallo per recuperare i metri persi.

 

PUNTI DI FORZA:

  • Transizioni Offensive
  • Transizioni Difensive
  • Calci Piazzati
  • Giocatori duttili e ricambi dalla panchina che permettono di giocare allo stesso modo

 

PUNTI DI DEBOLEZZA:

  • Il centrocampo qualche volta non segue l’attacco nel pressing e spesso scalano male
  • Pochi giocatori che tentano il dribling
  • Oltre a Lovric e Atta non ci sono molti giocatori tecnici per giocare il pallone pulito
  • Disattenzioni difensive in marcatura

 

 

 

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