Analisi Tattica: l’Empoli di Aurelio Andreazzoli 2023-2024

Analisi realizzata da Davide Greco, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Analizziamo di seguito il modello tattico dell’Empoli allenato da Aurelio Andreazzoli nella stagione 2023-24.
Il sistema di gioco di base è un 4-3-3, entrambi i terzini sono di spinta e con il piede di fascia mentre gli esterni d’attacco giocano con il piede invertito. Marin è il mediano basso, Fazzini la mezzala d’interdizione e Maleh quella con maggiore propensione offensiva. Per cercare la profondità si gioca tanto sulle catene laterali con la rapida sovrapposizione dei terzini mentre gli esterni vengono in mezzo al campo.
Per quanto l’Empoli sia capace della giocata palla a terra cerca spesso la costruzione diretta, indipendentemente da quanto sia alta la pressione avversaria. Infatti, anche in situazioni di gioco in cui c’è tempo e spazio per la giocata dal basso si sceglie il lancio lungo. La motivazione di fondo sta nel fatto che entrambi gli esterni restano sempre molto alti in entrambe le fasi di gioco.
Con Caputo in smarcamento preventivo, la fase di non possesso ha un obiettivo di fondo e cioè tenere l’avversario in allerta sulle ripartenze e quindi costringerlo a portare meno uomini in zona palla. L’intelligenza tattica della prima punta lo porta spesso a giocare incontro favorendo poi la giocata in ampiezza per uno dei due esterni.
Sistema di gioco di base 4-3-3
Sistema di gioco offensivo 2-3-2-3
Sistema di gioco difensivo 4-1-2-2/1
FASE DI POSSESSO
COSTRUZIONE
In fase di possesso lo scacchiere tattico si dispone con un 2-3-2-3. I due terzini si alzano sulla linea di Marin mentre le mezzali si muovono avanti fra le linee avversarie, infine gli esterni si muovono dentro e fuori per allargare le maglie della difesa. Il portiere partecipa alla costruzione con i due difensori, tuttavia la costruzione è spesso diretta a cercare la punta. Infatti, anche in presenza di corridoi comodi per i centrocampisti, la retroguardia empolese non disdegna la palla lunga (giocata che appartiene al portiere come al difensore Walukiewicz).

Nel caso di costruzione del basso Marin viene incontro per ricevere il primo passaggio e cercare la verticalizzazione sulle corsie laterali. In questa fase i due difensori restano larghi avendo come vertice alto proprio Marin che viene incontro e gioca corto per il terzino. A questo punto per superare la linea di pressione si cerca una delle mezzali sul corto oppure l’esterno sul lungo.
SVILUPPO E LATERALITA’
In fase di sviluppo il centrocampo dell’Empoli è scaglionato a W con la linea più bassa formata dai terzini e Marin cui si aggiungono le due mezzali in posizione più avanzata. Una delle soluzioni più ricorrenti vede i terzini proiettarsi in avanti senza palla, mentre gli esterni d’attacco vengono a ricevere fra le linee. La mezzala opposta viene dentro il campo.

Per arrivare a conquistare il fondo tendenzialmente si attrae l’avversario da un lato per poi attaccarlo su quello debole. Marin porta palla e con il movimento a venire incontro dell’esterno d’attacco più l’incursione del terzino l’avversario fa densità scoprendosi sul lato opposto dove Pezzella è libero di ricevere e giocare in coppia con Cambiaghi.
Le catene laterali sono particolarmente curate nella fase di sviluppo. Portando i terzini in proiezione offensiva si cerca spesso la soluzione della sovrapposizione, sicuramente favorita dal movimento degli esterni che giocando a piede invertito e quindi tagliano dentro il campo.
ATTACCO ALLA LINEA
Caputo è il punto di riferimento del fronte offensivo. L’attaccante gioca incontro e quindi è anche propenso ad abbassarsi sulla linea mediana per ricevere e far salire la squadra quando necessario. Questa caratteristica di giocare a palla coperta porta l’Empoli a ritagliarsi un buon numero di soluzioni a ridosso dell’area. Non è insolito che alla finalizzazione partecipi la mezzala a rimorchio oppure che Caputo stesso giochi di sponda per il compagno che esegue il taglio.
Sulle catene laterali si gioca prevalentemente di sovrapposizioni per cercare il cross, mentre restano meno frequenti i tagli in area. In genere il cross arriva dai terzini, pertanto è a uscire. La caratteristica dei laterali empolesi è che gli esterni d’attacco giocano con il piede invertito, mentre i terzini con piede di fascia. La soluzione di gioco con Cambiaghi che viene dentro il campo e Pezzella si sovrappone per ricevere è fra le costanti nelle soluzioni offensive.
COSTANTI OFFENSIVE
Costruzione diretta con il centrale oppure il portiere.
La punta scarica per i due esterni sempre molto alti in entrambe le fasi di gioco.
Sviluppo sulle catene laterali e finalizzazione con la sovrapposizione dei terzini (gli esterni giocano con piede invertito, i terzini con piede di fascia).
FASE DI NON POSSESSO
PRIMA AZIONE DIFENSIVA
Come prima azione difensiva l’Empoli va in pressione a uomo nella zona con i tre attaccanti più una delle mezzali sul mediano basso ed eventualmente la seconda mezzala sull’avversario che torna per dare assistenza. Questa sottofase talvolta è svolta con grande temperamento e a ridosso dell’area di rigore, in altri casi è molto più modesta e poco sopra la linea di centrocampo in un atteggiamento più attendista.
I due esterni d’attacco collaborano alla fase di pressione, successivamente cercano di mantenere una posizione alta per ritagliarsi la chance di eventuali ripartenze in campo aperto, mentre la punta rimane in smarcamento preventivo.
CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA
Anche in fase di non possesso il centrocampo si pone scaglionato con Marin vertice basso di un rombo che vede le due mezzali Maleh e Fazzini in linea poco più alta e infine l’esterno d’attacco vertice alto di riferimento. Fazzini è più giocatore d’interdizione, Maleh più propenso al palleggio e al gioco fra le linee.
Entrambi possono giocare sia a destra che a sinistra e non è insolito che si scambino di posizione nel corso della partita. Si muovono sulla stessa linea cercando inizialmente di chiudere i corridoi per poi aggredire l’uomo e tentare di innescare la ripartenza.
LINEA DIFENSIVA E LATERALITA’ DIFENSIVA
È capitan Luperto a dettare i tempi della linea difensiva empolese che si dispone con un 4+1. Marin gira davanti la linea di difesa pronto a scivolare dietro quando il centrale spezza la linea per chiudere sulla punta avversaria.

Una caratteristica sulle corsie laterali è che difficilmente si va sul raddoppio, piuttosto si preferisce stringere la marcatura sull’avversario e aumentare la densità nello spazio palla. Si espone quindi al rischio di affrontare pericolosi uno contro uno, ma si riserva anche la possibilità di chiudere la giocata all’avversario e, recuperato il controllo palla, tentare la ripartenza.
COSTANTI DIFENSIVE
Gli esterni d’attacco restano alti.
Marin è sempre sopra la linea di difesa.








