Analisi Tattica: l’Hellas Verona di Marco Baroni

Analisi realizzata da Edoardo Colombo, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca l’ HELLAS VERONA di Marco Baroni: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
L’Hellas Verona ha riscontrato parecchie difficoltà e lacune durante l’avvio di stagione. La squadra si è salvata in extremis lo scorso anno vincendo lo spareggio per la salvezza con lo Spezia, tuttavia non si è mossa molto sul mercato. L’unico rinforzo degno di nota, a mio avviso, è stato quello di Folorunsho (un centrocampista molto duttile che nelle partite scorse ha anche giocato come attaccante). Il Verona gioca con un sistema di gioco di base 3 – 5 – 2, il portiere è Montipò, i tre difensori titolari sono Magnani, Dawidowicz e Terraciano; sulle fasce giocano Faraoni e Doig, tuttavia dalla panchina sono pronti Lazovic e Tchathoua che con la loro gamba possono essere un’arma pericolosa quando subentrano nella seconda metà di gara. A centrocampo insieme a Folorunsho giocano Hongla, CC e regista della squadra, e Duda, una mezz’ala box to box con grandi abilità tecniche. Gli attaccanti titolari sono Đurić e Bonazzoli, tuttavia il Verona ha a disposizione anche Henry, che la scorsa stagione si è rivelato decisivo in diverse occasioni, e lo stesso Folorunsho.
L’allenatore, Baroni, è riuscito a dare un’identità alla propria squadra specialmente in fase difensiva, tuttavia, in fase offensiva, non è ancora riuscito a trovare la chiave per proporre un gioco armonioso con i suoi giocatori.
SISTEMI DI GIOCO
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- SISTEMA DI BASE: 3-5-2
- SISTEMA IN FASE DI POSSESSO: 3/1-4-2
- SISTEMA IN FASE DI NON POSSESSO: 5-3-2
FASE DI POSSESSO
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- COSTRUZIONE:
La costruzione dell’Hellas Verona è prevalentemente diretta. Infatti, i difensori del Verona, se pressati, sfruttano la fisicità di Đurić effettuando dei lanci lunghi verso di lui per superare la prima pressione della squadra avversaria. Viceversa, se gli avversari non pressano, il Verona tenta una costruzione bassa con lo scopo di uscire palla al piede con uno dei suoi difensori laterali. In questa situazione, i tre difensori formano un rombo con il proprio portiere (per avere diverse linee di passaggio), gli esterni si allargano sulle linee laterali e dei tre centrocampisti: due vengono incontro ai difensori per proporre delle linee di passaggio, mentre uno (in particolare Folorunsho) attacca la profondità allineandosi con i due attaccanti.

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- SVILUPPO:
Il Verona imposta il gioco con i tre difensori, il regista basso (Hongla) ed eventualmente una mezz’ala; in particolare, il regista, può formare un rombo con i difensori oppure abbassarsi in linea con loro, così da creare una superiorità numerica e poter giocare palla a terra. Nel caso in cui il vertice basso si abbassi sulla linea di difesa, i due difensori si allargano parecchio così da lasciare spazio al regista, mentre il terzo difensore va a giocare sulla fascia (che l’esterno avrà lasciato libera attaccando la profondità ed allineandosi con gli attaccanti).
In fase di sviluppo il Verona tenta di orientare il proprio gioco sulle fasce (in particolare quella destra). Il difensore laterale e l’esterno della fascia competente, più due giocatori (due centrocampisti oppure un centrocampista e un attaccante) formano un rombo in maniera tale da creare delle linee di passaggio per verticalizzare. In particolare si crea molta densità in zona palla con i giocatori, così da liberare l’esterno della fascia opposta e avere anche il cambio di gioco come soluzione per essere pericolosi.
Un giocatore chiave in questa fase è Folorunsho, il quale è un’abile mezz’ala di inserimento. Spesso capita che Bonazzoli si smarchi tra le linee per ricevere palla liberando così spazio in profondità nel quale Folorunsho può inserirsi e creare una potenziale occasione da gol.

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- LATERALITA’:
Come già detto, il Verona sfrutta molto le fasce laterali per costruire il gioco. Gli esterni titolari sono Faraoni (a destra) e Doig (a sinistra), dalla panchina Tchatchoua (a destra) e Lazovic (a sinistra). Di questi quattro solo Lazovic cerca spesso il dribbling e l’1 contro 1, gli altri esterni preferiscono giocare la palla ai compagni oppure effettuare delle triangolazioni. Tutti gli esterni sono abili nell’inserirsi in area di rigore per creare una superiorità numerica e densità vicino alla porta, inoltre hanno ottime qualità tecniche che gli permettono di effettuare cross precisi per gli attaccanti (in particolare per Đurić).
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- RIFINITURA:
Il Verona orienta il suo gioco prevalentemente sulle fasce e non va spesso per vie centrali, tuttavia le mezz’ali (in particolare Duda e Folorunsho) sono abili nello smarcarsi tra le linee per essere pericolosi. Un altro giocatore che gioca spesso sulla trequarti è Bonazzoli, il quale va incontro alla palla per riceverla e poter creare, attraverso delle triangolazioni, delle potenziali occasioni da gol grazie alle sue capacità tecniche.
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- FINALIZZAZIONE:
Le principali occasioni da gol del Verona nascono successivamente a dei cross nell’area di rigore. Questo perché, come già detto in precedenza, gli esterni sono molto bravi nel crossare e servire Đurić, egli, grazie alla sua fisicità e abilità nei contrasti aerei, è spesso pericoloso e protagonista di molteplici colpi di testa indirizzati verso lo specchio della porta. Oltre a Đurić, il Verona porta tanti giocatori in area di rigore quando il pallone viene crossato dagli esterni (generalmente i due attaccanti, le mezz’ali e l’esterno della fascia opposta).
FASE DI NON POSSESSO
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- PRIMA AZIONE DIFENSIVA:
Il Verona non effettua una prima pressione sulla costruzione dell’altra squadra. La prima linea di difesa è composta dai due attaccanti, i quali attendono a centrocampo gli avversari in maniera tale da non creare troppo spazio tra la loro linea di difesa e quella dei centrocampisti. Una volta che il possesso della palla è arrivato a metà campo, gli attaccanti si occupano di coprire le linee di passaggio tra i difensori avversari e il loro regista. Quando Bremer (DC) ha il pallone, Đurić (attaccante sinistro) ha il compito di aggredirlo e pressarlo, lo stesso fanno Bonazzoli se il pallone ce l’ha Rugani (DCS) e Duda se ce l’ha Gatti (DCD), in questo caso la mezz’ala si stacca dalla linea di centrocampo e si allinea con gli attaccanti.
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- CENTROCAMPO:
Di questa fase se ne occupano i tre centrocampisti. Il CCS (Duda) copre la linea di passaggio tra il pallone e il CCD avversario, con lo scopo di rendere più complicata la verticalizzazione degli avversari. Inoltre, come già anticipato, se il DCD riceve il pallone lui lo va a pressare (cercando sempre di coprire la linea di passaggio con il CCD). Il CCD (Folorunsho) è a uomo su Rabiot (CCS avversario), lo segue per tutto il campo e gli resta molto attaccato anche quando la palla è sul lato opposto del campo. Infine il CC (Hongla) ha il compito di coprire gli eventuali spazi lasciati liberi dai suoi compagni, creare densità in zona palla e aggredire il regista avversario se quest’ultimo riceve palla.
LATERALITA’ DIFENSIVA:
Le fasce sono coperte da due esterni. Il Verona accetta l’uno contro uno in questa zona di campo, infatti gli esterni avversari quando ricevono palla non vengono raddoppiati. Tuttavia, quando le mezz’ali o gli attaccanti dell’altra squadra si allargano e vengono a giocare in questa zona di campo, questi vengono marcati e aggrediti dalle mezz’ali del Verona oppure dai suoi difensori laterali.
LINEA DI DIFESA:
La linea di difesa è a 5 e principalmente a zona. I due esterni come già spiegato aggrediscono gli esterni avversari quando ricevono palla, anche a costo di venirli a prendere lontano dall’area di rigore. Dei tre difensori, due marcano in maniera molto aggressiva gli attaccanti e li seguono anche se vengono a giocare tra le linee. L’altro difensore, in questo caso il DCS, ha il compito di marcare il CCD avversario se questo dovesse ricevere palla oppure attaccare la profondità.

TRANSIZIONE
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- OFFENSIVA:
Una volta recuperato il pallone il Verona cerca subito la verticalizzazione ed il contropiede. Generalmente il giocatore che ha recuperato palla effettua immediatamente un lancio diretto verso Đurić, il quale di testa cerca un appoggio per Bonazzoli, che si smarca in appoggio. Gli esterni una volta recuperata palla attaccano subito la profondità e possono essere un ulteriore opzione per il lancio diretto.
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- DIFENSIVA:
I difensori del Verona effettuano delle coperture preventive. Quando il Verona perde il possesso, non cerca la riaggressione immediata del pallone, piuttosto i giocatori si occupano di scappare all’indietro per coprire gli spazi ed evitare un possibile contropiede.
ANALISI S.W.O.T
PUNTI DI FORZA
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- Fisicità di Đurić;
- Duttilità di Folorunsho;
- Pericolosità nelle palle inattive grazie alla fisicità dei giocatori;
- Esterni molto rapidi e fisici, bravi nell’attaccare la profondità;
- Abilità nell’inibire le ripartenze avversarie.
PUNTI DI DEBOLEZZA
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- Scarsa capacità di giocare il pallone quando pressati;
- Ricerca ossessiva di Đurić causata da una scarsità di idee in fase di sviluppo;
- Gli esterni vengono spesso battuti nell’uno contro uno;
- Quando il pallone viene crossato dagli avversari, i difensori perdono facilmente l’uomo in marcatura;
- Difficoltà nel rimpiazzare gli spazi in difesa lasciati liberi dai compagni.








