Analisi Tattica: il Bari di Pasquale Marino

Analisi realizzata da Danilo Cicchetti, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il BARI di Pasquale Marino: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Il Bari gioca con un 4-3-3, una formazione che l’allenatore Pasquale Marino, subentrato a stagione in corso dopo l’esonero del precedente tecnico Mignani a seguito dell’ennesimo pareggio ( il settimo su nove gare), sta cercando di modellare ad un gioco più offensivo adattandolo alle caratteristiche dei giocatori a sua disposizione .
Per quest’analisi tattica della squadra biancorossa sono stati prese in esame i match giocati in casa contro la Ternana il 13 gennaio e vinto per 3 a 1 e quello contro l’Ascoli giocato fuori casa il 21 gennaio e terminato per 2 a 2 .
Il Bari si affida a due centrali di difesa molto fisici e aitanti ma non rapidissimi ( il numero 6, capitan Di Cesare, uscito per infortunio al 10’ della prima partita e sostituito poi nelle due gare da Matino, numero 5 ed il numero 23 Vicari , entrambi destri ) , motivo per il quale non si espongono troppo in uscita diretta sull’attaccante, giocando maggiormente di copertura; i due centrali ( soprattutto Di Cesare quando era in campo , per la sua spiccata personalità ) impostano la costruzione ed i ritmi difensivi di gioco mentre i terzini (l’algerino Dorval , numero 93 ed il destro Ricci numero 31 ) sono molto veloci e abili nell’offensiva sulla fascia.La difesa si dispone a 4 davanti al portiere ( il brasiliano Brenno , numero 22 ), con il centrocampista centrale libico Benali, numero 8 a schermarla , mentre sulla destra opera la mezzala Maita, numero 4 e sulla sinistra il francese Edjouma numero 24 ; in avanti il pacchetto è costituito da un terzetto formato dal giocatore più tecnico della squadra, Sibilli, numero 20 , più libero da compiti di copertura e che , oltre a svariare su tutto il fronte di attacco, spesso arretra dalla posizione di esterno di sinistra sino in difesa a dettare i tempi della squadra, cercando o la rapida ripartenza palla al piede correndo al centro del campo per aprire spazi per gli inserimenti dei compagni di reparto o l’imbeccata diretta verso la unica giovane punta centrale Nasti, numero 9 mentre completa il reparto l’ala destra mancina della Sierra Leone Kallon, numero 91 appena acquisito dal Verona nella sessione invernale del calciomercato per vivacizzare il reparto con le sue doti di estrema velocità e capacità di saltare l’uomo nell’1 contro 1.
Per quanto riguarda le due catene laterali, queste sono sfruttate moltissimo dal Bari per il credo tattico di Marino ma anche per le caratteristiche dei suoi braccetti, infatti il Bari può contare sulla corsia dx sulla velocità e tecnica del citato Kallon supportato da Dorval e Maita , per superare nella corsa i difensori o dribblarli nell ‘1 v 1 , mentre sulla fascia sinistra , in particolar modo nella gara contro la Ternana in casa , la azione di spinta viene garantita da Ricci , dotato di tenuta atletica e discrete capacità tecniche , ma soprattutto dalle capacità fuori categoria di Sibilli di saltare l’uomo in modo secco.
Nella zona nevralgica del centrocampo il Bari può servirsi di abili palleggiatori come il mediano basso Benali , adattato al ruolo dopo l’infortunio del titolare Maiello, ma anche di due fulcri di gioco come le mezzali Maita e Edjouma , il primo più d’interdizione il secondo più propenso alla fase offensiva anche per il fisico imponente, che disposti in modo scaglionato sono fondamentali per coprire la squadra in fase di copertura difensiva ma anche per costruire e sviluppare gioco o allargando il gioco all’occorrenza sulle corsie laterali o servendo il rifinitore Sibilli alla ricerca di un imbucata per la punta Nasti.
In avanti, il solo Nasti, giovane ma già ben strutturato fisicamente , sistematicamente è chiamato a svolgere compiti di prima linea di pressione in fase di non possesso, supportato all’occorrenza dalle ali o dal mediano che si alza quando intravede la possibilità di recupero del pallone ; in fase di possesso si abbassa per allungare la difesa avversaria partecipando alla costruzione della manovra oppure corre veloce alle spalle della linea avversaria quando cercato , da Sibilli soprattutto come già detto .
Sistema di gioco iniziale : 1-4-3-3
Sistema di gioco in fase di possesso: 1-2-4-4
Sistema di gioco in fase di non possesso: 1-4-1-4-1

In fase di possesso la squadra passa dal 4-3-3 al 2-4-4. Cinque giocatori più il portiere sono chiamati alla fase di costruzione diretta , gli altri sono pronti a ad attaccare gli spazi alle spalle del centrocampo avversario. In difesa rimangono 2 difensori a fare coperture preventive, i centrali Di Cesare e Vicari , mentre i terzini Ricci e Dorval salgono in fase offensiva per cercare le sovrapposizioni ed il cross dal fondo o l’assist agli esterni dal piede invertito( Kallon e Sibilli ),per chiamarli alla conclusione da fuori area sul loro piede forte dopo essersi accentrati , talvolta accentrandosi in modo da lasciare maggiormente liberi gli spazi per le ali , coperti momentaneamente nelle loro zone difensive dai movimenti a copertura dei centrocampisti laterali : la manovra offensiva ne beneficia , sia come detto per la maggior libertà concessa alle ali , sia per la possibilità arricchita di triangolazioni veloci e scambi con le stesse.In avanti Edjouma viene avanzato vicino agli attaccanti per sfruttare le sue doti di stacco per delle sponde aeree nonché per la sua capacità di attaccare la linea di difesa con azioni di sfondamento.
In fase di non possesso la squadra spesso adegua il 4-3-3 ad un 4-1-4-1 dove ai difensori si aggiunge il centrocampista centrale Benali davanti alla linea , comunque pronto all’intercetto per far scattare la transizione offensiva , mentre le due mezzali vengono supportate dagli esterni della zona di riferimento , lasciando il solo Nasti a fungere da vera prima linea difensiva , non ossessivamente per non compromettere i suoi smarcamenti preventivi in ottica di ripartenza veloce.
FASE DI POSSESSO
COSTRUZIONE
Il Bari predilige la costruzione dal basso , per cui con palla all’estremo difensore Brenno, i due centrali si allargano leggermente, mentre il mediano Benali si abbassa per ricevere la palla e resistere alla prima pressione avversaria , cercando poi di girarsi per far ripartire l’azione o aprire sulle fasce verso i terzini, intanto gli altri due centrocampisti si alzano .Nella maggior parte delle situazioni l’azione inizia dal lato destro del campo con Dorval preposto alla spinta in avanti, mentre Ricci per caratteristiche si spinge un po’ meno per garantire maggior sicurezza in caso di contropiede avversario. Talvolta, a seguito delle transizioni positive, quando la squadra avversaria risulta lunga e la squadra è schiacciata nella propria metà campo, la difesa, o direttamente il portiere, cercano lanci lunghi a superare più linee di difesa della squadra avversaria, cercando direttamente gli attaccanti rimasti alti a svolgere un ruolo di smarcamento preventivo in fase di non possesso.

SVILUPPO
Proprio nella fase dello sviluppo del gioco emerge il credo calcistico di Marino, votato alla ricerca della verticalità coniugata alla rapidità nel ribaltamento dell’azione in fase di transizione: il gol del 2 a zero nella gara esterna con l’Ascoli evidenzia queste caratteristiche, laddove la palla passa dal portiere in costruzione al terzino, che la serve alla mezzala per la successiva ricerca della verticalizzazione sulla ala , che triangola con la punta centrale che in precedenza aveva accorciato proprio per lavorare di sponda sull’attaccante lanciato a rete che poi conclude il suo apporto alla manovra servendo il finalizzatore per la segnatura: cinque passaggi che coinvolgono collettivamente tutti i reparti senza far toccare la palla all’avversario! Il Bari dunque non mira al possesso palla prolungato, ma cerca la soluzione più rapida per trovare impreparata la difesa avversaria. Una delle strategie attuate in fase di sviluppo dal Bari , come detto, è quella di costruire il gioco lasciando in difesa i 2 difensori centrali Di Cesare e Vicari a fare coperture preventive, mentre i terzini Dorval e Ricci salgono a centrocampo a fare densità , accentrandosi spesso in modo da lasciare maggiormente liberi gli spazi laterali per le ali , oppure proponendosi con triangolazioni veloci e scambi con le ali . Al talentuoso Sibilli , vero regista e metronomo d’attacco della squadra , dotato di visione di gioco e di un calcio preciso, spetta invece trovare rapidamente Nasti o i giocatori smarcati ( talvolta anche i terzini che spingono ) lanciandoli dalla propria metà campo.

LATERALITA’
Le corsie laterali svolgono come già accennato un ruolo fondamentale nel gioco attuale della squadra , differenziandola nettamente su questo aspetto dalla precedente conduzione tecnica: il Bari decide di sfruttare molto i giocatori sulle fasce per cercare triangolazioni, rotazioni e scivolamenti con il terzino che sale alto in fase offensiva, potendo contare sulla corsia dx sulla velocità e tecnica del terzino Dorval , ben supportato in fase offensiva dall’ala rapida Kallon per superare in velocità i difensori o dribblarli nell ‘1 v 1 o cercare il tiro accentrandosi , mentre sulla fascia sinistra , soprattutto nella gara contro la Ternana in casa , la spinta viene garantita da Ricci, anch’egli dotato di buono spunto che gli consente spesso di saltare l’uomo e di proporsi per veloci scambi con il rifinitore dai piedi buoni Sibilli, a cui libera spazio per un classico movimento a rientrare verso l’interno del campo che gli consente di vedere lo specchio della porta per tentare la conclusione a rete.Fissando in massima ampiezza la difesa avversaria , allargandone la linea, la squadra di Marino crea gli spazi necessari per colpire.
RIFINITURA
Il Bari dispone della classe del n. 20 Sibilli in zona di rifinitura , dove la sua superiore capacità tecnica e abilità nella lettura del gioco gli consentono di servire gli altri attaccanti del reparto , o con lanci calibrati o con assist dalle linee di fondo dopo aver superato il marcatore di turno; spesso Sibilli si posiziona dietro i due colleghi di reparto avanzato proprio per poterli servire al meglio , spostandosi dalla zona sinistra di competenza .Anche i terzini sono chiamati a servire gli attaccanti dopo aver raggiunto il fondo del campo, oppure a cercare col cross di servire in area la punta Nasti, forte sui colpi di testa .
FINALIZZAZIONE
Data la varietà di caratteristiche degli attaccanti , tutti con buone doti di velocità e tecnica , ma con spiccate doti di finalizzazione soprattutto in Sibilli e Nasti, in zona offensiva il Bari cerca molto di sfruttare questo fattore attraverso triangolazioni e imbucate dietro la linea difensiva avversaria , che viene spesso superata con tagli ed azioni 1vs1 , per arrivare poi al tiro col primo , o con servizi sulla corsa per il secondo , che spesso riesce a prendere il tempo ai difensori anche se accerchiato dagli stessi ed isolato nell’area di rigore. Anche le mezzali hanno l’indicazione di cercare la verticalità qualora intravedano degli spazi per l’inserimento in corsa di Nasti, mentre ad Edjouma in particolare è chiesto anche di supportare il pacchetto avanzato in area di rigore e sui rilanci dalle retrovie in quanto dotato di prestanza fisica.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Vero punto di forza della squadra : quando il Bari ritorna in possesso della palla, attua delle costruzioni diverse a seconda della zona di campo in cui ha recuperato palla, se il recupero avviene nella trequarti difensiva, i giocatori proveranno una costruzione diretta e quindi una verticalizzazione verso gli attaccanti rimasti in contro-fase (smarcamento preventivo); se la palla viene recuperata nella trequarti offensiva, allora proveranno affondi rapidi e triangolazioni con le ali e poi una verticalizzazione verso l’attaccante che ha effettuato uno smarcamento preventivo.
FASE DI NON POSSESSO
PRIMO PRESSING
In fase di non possesso troviamo il Bari schierato con il suo 4-1-4-1, lasciando soprattutto alla unica punta il compito di proporre un primo pressing , ma non ossessivo , sul portatore di palla, limitandosi gli attaccanti a occupare la zona e chiudere le linee di passaggio , con arretrati i due mediani pronti a ripartire in caso di intercettamento del pallone; la squadra biancorossa in casa invece aumenta di molto la sua aggressività , cercando di sfruttare ogni errore di passaggio con rapide ripartenze unendo anche i tre centrocampisti alla pressione portata dal pacchetto d’attacco; in base all’altezza del pallone e alla posizione del campo, il singolo uomo esce forte sul portatore cercando di recuperare palla e chiudendo qualunque sbocco. In base alla zona di campo in cui si trova il giocatore avversario con il pallone, più giocatori vanno a circondarlo cercando di inibire qualsiasi tipo di passaggio per recuperare palla o intercettare il prima possibile, per poi ripartire in contropiede.
ANALISI DEL CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA
Con possesso avversario si può notare come i giocatori chiamati a contrastare l’azione avversaria a centrocampo siano disposti scaglionati e non in modo piatto a coprire quanto più possibile la area di competenza , cercando di intercettare e coprire le linee di passaggio in zona di rifinitura avversaria: Benali , al vertice basso , è chiamato ad una notevole prova di sensibilità tattica , essendo chiamato sia alla interdizione, magari facendo scivolare il portatore di palla verso la linea laterale con i due mediani di centrocampo che contano sul raddoppio sugli esterni da parte dei terzini , sia alla copertura della difesa qualora la diga di centrocampo sia messa in crisi dalla azione avversaria attraverso la rottura della linea.
LATERALITA’ DIFENSIVA
Sulle corsie laterali la squadra esce forte con i terzini sugli esterni avversari che hanno ricevuto palla, servendosi inoltre dell’aiuto del mediano o dell’esterno di competenza per evitare di concedere 1 vs 1 molto pericolosi o cross al centro dell’area. Si predilige il portare il pallone sull’esterno del campo, lontano dalla porta, questo agevola anche in fase di transizione le ripartenze per catene laterali.
ANALISI LINEA DI DIFESA
La linea di difesa del Bari è piatta , ma i centrali hanno la consegna di uscire in marcatura diretta sull’attaccante di zona rompendo la linea all’occorrenza, e quando i terzini vanno in pressione sulle ali avversarie decidono di quanto proporre le diagonali difensive che nel nostro caso risultano essere lunghe non accorciando granchè per cui la linea viene ricomposta e arricchita della aggiunta del mediano ( Benali ) , mentre gli altri due centrocampisti rimangono nella loro zona di competenza asvolgere un lavoro di copertura,; il lavoro di spinta dei terzini nel campo tende a sottrarre talvolta energie ed attenzioni nelle attività di marcatura e copertura , per cui spesso sono resi inefficaci nella loro azione difensiva dalla velocità dell’ala avversaria.
TRANSIZIONE DIFENSIVA
Mentre il veloce Dorval rimane spesso in copertura in difesa da ultimo uomo (copertura preventiva) i centrali si dispongono invece in linea con l’ultimo avversario, mentre i centrocampisti centrali e le ali (salite per la fase offensiva) invece corrono a coprire tutti gli spazi del portatore di palla avversario, nel tentativo di bloccare ogni possibilità di passaggio. Nel caso di impossibilità di bloccare l’azione avversaria , si ricorre al fallo tattico per impedire che l’azione sia portata a finalizzazione .
ANALISI SWOT
Punti di forza
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- Marino, a cui era stato chiesto di potenziare la produttività offensiva della squadra dopo una eccessiva “pareggite” nella fase iniziale del campionato , sta inculcando con gradualità i suoi concetti di gioco nei calciatori a disposizione , chiedendo loro spinta ed atteggiamento più propositivo: la media punti del team si è effettivamente alzata dall 1,1 di Mignani all’attuale 1,4 ;
- l’organizzazione in fase di possesso aumenta di molto la capacità penetrativa del team, riuscendo ora a sfruttare spazi o errori della squadra avversaria in zona di rifinitura grazie alla enfatizzazione delle doti di giocatori come Sibilli;
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- la qualità tecnica unita alla velocità dei giocatori d’attacco costituisce ora una minaccia costante per la squadra avversaria.
- Marino, a cui era stato chiesto di potenziare la produttività offensiva della squadra dopo una eccessiva “pareggite” nella fase iniziale del campionato , sta inculcando con gradualità i suoi concetti di gioco nei calciatori a disposizione , chiedendo loro spinta ed atteggiamento più propositivo: la media punti del team si è effettivamente alzata dall 1,1 di Mignani all’attuale 1,4 ;
Punti di debolezza
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- si soffre il gioco veloce e le triangolazioni per le caratteristiche dei terzini , bravi ad attaccare ma non sempre attenti e rapidi nel difendere;
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- in fase di non possesso i due centrali difensivi si trovano spesso scoperti di fronte a rapide azioni di transizione avversarie in quanto la distanza tra le linee non è ancora quella auspicata : i spazi nelle zone non coperte dai centrocampisti, soprattutto quando la diga proposta da Benali viene elusa dalla squadra avversaria, possono essere attaccati agevolmente con un contropiede veloce.
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- si soffre il gioco veloce e le triangolazioni per le caratteristiche dei terzini , bravi ad attaccare ma non sempre attenti e rapidi nel difendere;








