Analisi Tattica: il Bologna di Vincenzo Italiano

Analisi realizzata da Andrea Simonetti, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il BOLOGNA di Vincenzo Italiano: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
INTERPRETI
Portiere
Ravaglia Federico: (piede preferito dx) Portiere di riserva. Bravo nelle uscite alte e sicuro nella giocata con i piedi.
Difensori
De Silvestri Lorenzo: (piede preferito dx) Esterno destro sia di una difesa a quattro. Dotato di una discreta tecnica e di un’ottima lettura delle situazioni di gioco, sia in fase difensiva, quando interviene in anticipo, che in fase offensiva, quando si smarca in ampiezza e riceve palla sulla linea per andare a cross.
Lykogiannis Charalampos: (piede preferito sx) Esterno sinistro di una difesa a quattro. Si presenta come un giocatore tecnico e di buona corsa che si sovrappone sia internamente che esternamente. In fase di possesso predilige il fraseggio con i compagni cercando, se possibile di proporsi per andare a cross.
Lucumì Jhon: (piede preferito sx) Utilizzato come centrale di una difesa a quattro. Dotato di una importante forza fisica ed una buona velocità e rapidità. Questo gli consente infatti di tentare spesso di intercettare il pallone e di attuare contrasti diretti negli uno contro uno, e far ripartire l’azione. Ottimo nei contrasti aerei in fase difensiva.
Casale Nicolò: (piede preferito dx) Occupa la posizione di difensore centrale. È dotato di fisicità e atletismo e spesso tenta l’anticipo o l’intercetto. Bravo nel 1vs1.
Beukema Sam: (piede preferito dx) Centrale di difesa, dotato di un’ottima tecnica di base e qualità nei passaggi. Effetua spesso cambi di gioco e filtranti, alti e bassi, verso le punte o i compagni che attaccano la profondità. Dimostra inoltre una buona capacità nei colpi di testa.
Posch Stefan: (piede preferito dx) Calciatore duttile pronto a ricoprire più ruoli in zona difensiva:, può essere utilizzato sia come terzino destro che come difensore centrale. Calciatore fisico, dotato di buona velocità, con un’elevata tecnica individuale che gli permette di accompagnare. Forte nel gioco aereo.
Centrocampisti
Freuler Remo: (piede preferito dx) Mediano e regista della squadra, dinamico con buone doti di palleggio. Calciatore d’esperienza attento sia alla fase difensiva, nel coprire spazi vuoti, che nel supportare la fase offensiva, cercando anche degli inserimenti in area di rigore. Essenziale in fase di palleggio, si smarca in appoggio ed offre sempre una linea di passaggio sicura ai compagni, prediligendo un fraseggio semplice. Grande intelligenza tattica.
Aebischer Michel: (piede preferito dx) Centrocampista centrale che può essere utilizzato come mezz’ala di una linea a tre, come trequartista. Si presenta come un calciatore dinamico con atteggiamento offensivo. Si smarca spesso in profondità e riempie bene l’area di rigore per cercare l’assist per i compagni o la finalizzazione. In fase di non possesso attua sin da subito un pressing ultra offensivo.
Urbanski Kacper: (piede preferito dx) Utilizzato sia come trequartista centrale che come interno di centrocampo. Molto abile nello stretto e nel dribbling. Si muove sulla trequarti senza dare punti di riferimento e risulta pericoloso quando si inserisce in area di rigore e calcia dalla distanza.
Moro Nikola: (piede preferito dx) Centrocampista centrale. Possiede elevate qualità tecniche che gli permettono di dettare il palleggio della squadra con fraseggio sia orizzontale che verticale. Mostra una buona visione di gioco ed un ottimo controllo orientato.
Attaccanti
Odgaard Jens: (piede preferito sx) Attaccante mancino duttile, che per struttura si adatta soprattutto al ruolo di centravanti, nonostante sia anche spostato sull’esterno. Non particolarmente veloce, ma invece si mostra forte nel gioco aereo. Dotato di una discreta tecnica di base.
Iling Junior Samuel: (piede preferito sx) Esterno di centrocampo che può essere utilizzato sia come esterno a tutto campo che come ala in un tridente, sia a destra che a sinistra, grazie all’abilità nell’utilizzare il piede debole. Calciatore agile e veloce che predilige ricevere palla largo e puntare l’avversario, creando occasioni da gol sia per lui che per i compagni. Sa scambiare con rapidità la palla nello stretto per poi smarcarsi in area di rigore.
Ndoye Dan: (piede preferito dx) Esterno di centrocampo capace di occupare entrambe le fasce e di giocare all’occorrenza come seconda punta, grazie alla sua rapidità. Si presenta come un calciatore veloce e abile nel dribbling. Tende a smarcarsi sia in appoggio che in ampiezza favorendo il palleggio della propria squadra e dimostra una particolare capacità nella lettura delle situazioni di gioco.
Castro Santiago: (piede preferito dx) Attaccante centrale, dotato di un’ottima tecnica di base, abile nel giocare spalle alla porta, ma allo stesso tempo agile e veloce quanto basta per scattare in profondità. Non spicca nel gioco aereo, ma sa farsi rispettare nei duelli con i difensori. Ama dialogare con i centrocampisti e legare il gioco, venendo incontro e chiedendo palla sui piedi. In fase di non possesso predilige un pressing ultra offensivo.
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- SISTEMA DI GIOCO (SDG)
SDG di base: 4-3-3
SDG in FDP: 2-3-2-3 / 2-1-4-3
SDG in FNDP: 4-1-2-3 / 5-2-3
Spiegazione SDG di base:
Il Bologna si schiera in campo con un 4-3-3, con un centrocampo scaglionato dove il centrale gioca nel ruolo di mediano davanti la difesa ed ha la regia del centrocampo.
Il Bologna predilige una costruzione dal basso, con movimenti del mediano, che tende a smarcarsi, e delle mezz’ali che supportano l’inizio dell’azione. La costruzione del gioco si sviluppa principalmente sulle fasce. Con l’aiuto dei terzini larghi ed alti in fase offensiva costringono la squadra avversaria a lasciare grandi spazi nelle zone centrali e ne approfittano proponendo inserimenti verticali e passaggi filtranti.
In fase difensiva, il Bologna adotta un pressing aggressivo con marcature uomo su uomo, con la linea difensiva che si adatta ai movimenti avversari. Il principio di gioco ha come obiettivo limitare il tempo e lo spazio delle giocate avversarie. Tuttavia, questa strategia può lasciare molti spazi tra difensori e centrocampisti.
Spiegazione SDG in fase di possesso:
Nella fase offensiva il Bologna si schiera con un 2-3-2-3. Davanti ai due centrali di difesa si abbassa il mediano per ricevere palla e impostare l’azione, mentre i terzini si alzano in linea con il mediano e rimangono larghi per dare ampiezza all’azione. Le mezz’ali fanno grande movimento tra le linee, dando supporto al mediano nel liberarsi dalla marcatura, sia durante la fase di costruzione sia nella fase di rifinitura, cercando inserimenti dentro l’area di rigore. La punta centrale e le ali si spostano tra le linee per dare una mano alla costruzione del gioco. In particolare, le ali si accentrano per ricevere il pallone e dare spazio all’avanzata dei terzini.
Se la squadra avversaria non esercita un pressing alto, il Bologna si schiera con un 2-1-4-3 con i terzini che si alzano fino alla linea delle mezz’ali, e le ali si accentrano leggermente creando spazio alle loro spalle per favorire gli inserimenti dei terzini. A volte, anche i centrali di difesa accompagnano l’azione, portando così tutta la squadra nella meta campo avversaria.
Spiegazione SDG in fase di non possesso:
In fase di non possesso, il Bologna si schiera con un 4-1-2-3, diviso in due blocchi principali: Il primo formato dai 3 attaccanti e dalle due mezz’ali; ed il secondo formato dai 4 difensori ed il mediano che rimane più basso. A secondo dell’atteggiamento dell’avversario il modulo cambia leggermente. Nel primo caso, quando la squadra avversaria porta molti giocatori offensivi sulla linea difensiva, il mediano si abbassa in linea con i difensori centrali per formare una linea a 5, diventando così un 5-2-3. Se durante la costruzione del gioco, la squadra avversaria, invece, porta più giocatori nella linea di centrocampo per aiutare i difensori sotto pressione, il Bologna si schiera con un 4-1-3-2: una delle due ali si abbassa in linea con le mezz’ali.
Quando si presentano entrambe le due situazioni descritte, il Bologna si schiera con un 5-3-2.
I 5 giocatori più avanzati esercitano grande pressione sui portatori palla mentre il blocco dei giocatori difensivi si preoccupano di marcare stretti gli avversari che potrebbero ricevere palla.
I 3 attaccanti hanno il compito di aggredire i portatori palla, mentre le mezz’ali devono impedire il giro palla marcando i centrocampisti avversari che vanno incontro per ricevere palla.
IL Bologna, attraverso la marcatura uomo su uomo, cerca di guadagnare campo ogni volta che il possesso avversario indietreggia. Il pressing viene effettuato ad alta intensità e limita il tempo e lo spazio disponibili per i giocatori avversari, mettendoli sotto pressione immediata e rendendo più difficile trovare passaggi semplici e prendere decisioni ragionate.
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- FASE DI POSSESSO
3.1. COSTRUZIONE
Il Bologna predilige una costruzione dal basso con i due difensori centrali e il mediano, che si abbassa davanti a loro. Con delle triangolazioni, coinvolgendo se necessario anche i terzini, superano la prima linea di pressione avversaria. L’obbiettivo è dare la possibilità al mediano, regista della squadra, di impostare il gioco senza pressioni. Nel caso in cui la squadra avversaria porta in pressing tanti giocatori, ed in particolare non lascia libero il mediano da una marcatura stretta, una delle due mezz’ali si abbassa ed insieme ai terzini larghi offrono un’alternativa ai difensori centrali per il giro palla. Il Bologna, dunque, supera la prima linea di pressione attraverso triangolazioni e scambi di posizione per la ricerca dell’uomo libero. Per esempio, una delle due mezz’ali si abbassa e scambia posizione con il mediano.

3.2. SVILUPPO
Una volta superata la prima pressione avversaria, preferibilmente con la palla trai piedi del mediano, la squadra è scaglionata su più linee: quella del portatore di palla (generalmente il mediano o una delle due mezz’ali se il mediano è marcato), la linea delle mezz’ali con i terzini e, in fine, le ali che vengono incontro centralmente tra le linee per lo scarico e per lasciare spazio alla sovrapposizione del terzino.
I 3 centrocampisti, una volta effettuato il passaggio, cercano lo spazio libero dietro la linea della palla in appoggio o tra le linee di centrocampo e difesa avversaria. Questi continui movimenti portano a scambi di posizione e rotazioni. Supportati dal terzino e dall’ala fanno un buon giro palla e cercano di far avanzare il baricentro della squadra sulla trequarti campo avversaria.
3.3. LATERALITÀ
Il gioco del Bologna si sviluppa principalmente sulle corsie laterali. I terzini hanno il compito di avanzare e partecipare all’azione offensiva dando così ampiezza al gioco attraverso sovrapposizioni ed inserimenti. Le catene laterali formate da terzino, mezz’ala ed ala, con delle rotazioni cercano di occupare lo spazio tra le linee di difesa e centrocampo avversarie per liberare lo spazio sulle fasce favorendo l’avanzata del terzino. Per esempio, quando l’ala viene incontro centralmente per offrire una soluzione di gioco, attira il proprio marcatore lasciando spazio alle sue spalle, dando al terzino la possibilità di attaccare la profondità.

3.4. RIFINITURA
Nella meta campo avversaria il gioco del Bologna è un continuo alternarsi di occupazione e liberazione di spazi alla ricerca della profondità. Questo avviene soprattutto tra i 3 centrocampisti, che insieme al movimento dei 3 attaccanti cercano di rompere la linea difensiva avversaria e di liberare lo spazio per inserimenti centrali, dei centrocampisti o dei terzini. Gli attaccanti partecipano venendo incontro e staccandosi dalla linea difensiva avversaria, offrendo sponde per il cambio gioco. Questi movimenti tra le linee, dei centrocampisti e degli attaccanti, e dei terzini che si propongono larghi e alti offrono diverse possibilità di attacco. Da una parte costringe gli avversari a preoccuparsi degli esterni e ad uscire in pressing sul giocatore che occupa lo spazio tra le linee, lasciando spazio alle loro spalle e permettendo così gli inserimenti centrali. Se la squadra avversaria non concede questi spazi centrali, creando molta densità tra difesa e centrocampo, i terzini hanno la possibilità di ricevere palla sull’esterno e giocare con poca pressione.
3.5. FINALIZZAZIONE
Nella fase finale dell’azione il Bologna attacca la porta avversaria sfruttando gli spazi concessi durante la costruzione del gioco. Quando l’azione si è sviluppata sugli esterni, i terzini, avendo tempo per la giocata, effettuano cross in area di rigore, occupata dagli attaccanti e dagli inserimenti dei centrocampisti. Se invece la squadra avversaria concede spazi centrali e tra le linee, questi vengono sfruttati dai 3 attaccanti che possono così ricevere palla e attaccare la porta centralmente, affrontando l’avversario in 1vs1 oppure cercando delle triangolazioni per la conclusione.
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- FASE DI NON POSSESSO
4.1. PRIMA AZIONE DIFENSIVA
Il Bologna attua con regolarità una prima azione difensiva basata su un primo pressing, portando molti giocatori vicino la palla. L’ indicazione generale data ai giocatori è di mettere molta pressione all’avversario, soprattutto nella loro metà campo, anche a costo di perdere la propria posizione e le distanze con i vari reparti.
Il primo pressing viene effettuato dall’attaccante centrale affiancato dalle due ali sui difensori centrali. Le mezz’ali formano una seconda linea di pressing sui centrocampisti avversari impedendo il più possibile il giro palla ed una costruzione del gioco dal basso.
Portando 5 giocatori in pressing alto, l’obbiettivo è creare tanta densità vicino la palla a costo di lasciare zone di campo scoperte; ad esempio, tra la propria linea di difesa e i giocatori offensivi in pressing. Anche i terzini e i difensori centrali vanno in pressing alto, a volte anche fino alla meta campo avversaria, ritrovandosi spesso distanti dai propri compagni di reparto.

4.2. ANALISI DELLA LINEA DI DIFESA
Durante la fase di non possesso, il Bologna propone un pressing alto ed aggressivo cambiando le posizioni in campo in base ai movimenti dei giocatori avversari, con una marcatura uomo su uomo. Quando i giocatori offensivi (3 attaccati e 2 mezz’ali) portano un pressing alto, lasciano alle loro spalle molto spazio e la linea di difesa rimane bassa a marcare i giocatori offensivi avversari. Questo costringe i terzini e i centrali di difesa a uscire molto alti se gli avversari vengono incontro a chiedere palla nelle zone di campo lasciate libere. La propensione a marcare, senza lasciare liberi gli avversari, porta i giocatori del Bologna a perdere la propria posizione. Si creano grandi distanze tra le mezz’ali ed il mediano, dai 10 fino ai 30 metri. Se i centrali di difesa si ritrovano in inferiorità numerica, il mediano si abbassa sulla loro linea.
Anche tra difensori centrali e terzini rimane molto spazio, poiché i 2 difensori centrali hanno il compito di marcare gli attaccanti avversari e spesso rimangono stretti e centrali. Questo avviene anche quando la squadra avversaria si trova vicino l’area di rigore del Bologna e sta sviluppando l’azione sulle fasce. I 2 difensori centrali tendono a rimanere vicini tra loro ed occupare la zona centrale dell’area di rigore, senza dare supporto ai terzini che si trovano 1vs1 con gli attaccanti avversari. Dunque, è compito delle mezz’ali o del mediano andare in aiuto ai terzini per raddoppi e coperture degli inserimenti alle loro spalle. Spesso sono in ritardo perché usciti in pressing alto, e in marcatura stretta sono presi in contro tempo dai movimenti avversari. Con questo atteggiamento di marcatura uomo su uomo, la linea di difesa si adatta alla disposizione dell’attacco avversario, alternando una linea piatta ad una linea scaglionata.
La squadra si trova dunque divisa in due blocchi: il primo formato dai 5 giocatori offensivi in due linee di pressione (3 attaccanti e 2 mezz’ali), e la seconda, più distaccata, composta dai 4 difensori più il mediano, che in base alla posizione del giocatore che sta marcando rimane davanti la difesa o si abbassa in linea con i centrali formando una linea a 5.
4.3. CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA
Il centrocampo si dispone in modo scaglionato, diviso in due. Le mezz’ali hanno il compito di non fare arrivare la palla ai centrocampisti che impostano l’azione avversaria e vanno in pressing alto aiutando gli attaccanti e impedendo la costruzione del gioco avversario. Il mediano invece rimane basso vicino a difensori centrali, ed ha il compito di marcare il trequartista o la seconda punta avversaria. Se la squadra avversaria porta tanti uomini alti sulla linea della difesa del Bologna, allora il mediano diventa un difensore aggiunto. Il ruolo del mediano è molto importante, perché, se non costretto a marcare un attaccante, va a coprire quelle zone di campo lasciate vuote dai terzini o dai difensori centrali, che sono costretti a seguire i movimenti degli avversari. L’obbiettivo è ridurre le distanze tra i terzini e i difensori centrali.
Le mezz’ali in pressing alto, una volta che la squadra avversaria riesce a superare il primo pressing, hanno il compito di rientrare e coprire gli inserimenti avversari, ma spesso non coprendo in modo preventivo gli spazi, si ritrovano ad inseguire gli avversari.
4.4. LATERALITÀ DIFENSIVA
Sugli esterni, in fase difensiva, i centrocampisti aiutano i terzini coprendo gli inserimenti avversari nello spazio alle loro spalle. In queste situazioni, la copertura dei centrocampisti risulta importante perché si creano ampi spazi tra terzini e difensori centrali, che invece rimangono stretti centralmente e non effettuano una diagonale corta.
Durante la fase difensiva, i terzini devono coprire lo spazio alle spalle dei giocatori proiettati in pressing alto, questo li costringe a seguire il giocatore che stanno marcando, anche fuori dalla loro zona laterale.
Inoltre, le ali facendo un pressing molto alto rientrano con difficolta, e solo quando l’azione avversaria è più lenta rientrano a raddoppiare sulle corsie laterali.
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- TRANSIZIONI
5.1. TRANSIZIONI OFFENSIVE
Quando il Bologna conquista palla cerca una transizione offensiva molto veloce, tramite passaggi verticali. Se hanno abbastanza spazio, attaccano immediatamente la profondità con i due giocatori più veloci, Castro e Ndoye. Se, invece, non ci sono soluzioni verticali immediate, il gioco viene allargato sulle fasce dove i terzini cercano subito di andare in sovrapposizione. Tuttavia, se l’aggressione avversaria toglie spazio e tempo alla giocata filtrante immediata, il Bologna consolida il possesso della palla e si affida alla costruzione dal basso ragionata, in particolare cercando il giocatore più tecnico, il mediano Freuler.
5.2. TRANSIZIONI DIFENSIVE
Quando viene perso il possesso, il giocatore più vicino pressa immediatamente il portatore di palla, e gli altri giocatori chiudono le linee di passaggio creando molta densità.
La squadra tende a non ripiegare, preferendo mantenere un baricentro piuttosto alto con l’intento di recuperare in fretta il pallone e dare il via ad un contrattacco. La densità durante la fase offensiva favorisce tale atteggiamento in transizione.
Se la prima riaggressione fallisce, tutta la squadra indietreggia, si ricompatta e accorcia le distanze tra i diversi reparti.
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- ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA:
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- Grande fraseggio del pallone e grande movimento dei giocatori senza palla che permettono di liberare l’uomo dalla marcatura e di impostare l’azione senza troppe pressioni.
- Catene laterali molto coese e buona sintonia tra i giocatori nello scambiarsi posizioni.
- Pressing molto aggressivo che non permette alla squadra avversaria di attuare una costruzione del gioco dal basso.
PUNTI DI DEBOLEZZA:
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- Il giro palla con movimenti continui dei giocatori la rende molto vulnerabile alle ripartenze.
- Il pressing aggressivo e alto, e la marcatura a uomo lasciano molto spazio nella zona centrale del campo. L’avversario con un semplice giro palla può saltare la prima linea di pressing dei 5 giocatori, trovando spazi liberi per mettere in difficoltà la difesa.
- I difensori con la marcatura a uomo possono perdere le proprie posizioni.
- Distanze tra il difensore centrale e terzino. Lo spazio libero alle spalle del terzino è un punto debole della difesa.
- Quando le mezz’ali sono occupate nel pressing alto ed il mediano è impegnato nella marcatura di una seconda punta o trequartista, gli inserimenti dei centrocampisti avversari sono difficili da seguire risultando molto pericolosi.








