Analisi Tattica: il Brighton di Roberto De Zerbi 2023-2024

Analisi realizzata da Davide Trinca, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Davide TrincaAnalizziamo di seguito il modello tattico del Brighton allenato da Roberto De Zerbi.

Nel panorama in continua evoluzione del calcio moderno, pochi allenatori hanno avuto un impatto così determinante come quello di Roberto De Zerbi.

Vediamo dunque come gioca il Brighton di De Zerbi.

L’abilità tattica di De Zerbi, non solo ha riscritto la storia del club inglese, ma sta lasciando anche un segno indelebile nella scena calcistica globale.

L’analisi tattica dei Seagulls ha l’obiettivo di approfondire le complessità tattiche che la definiscono. Per procedere a tale disamina, sono stati presi in esame i match del Brighton contro l’Aston Villa, il Liverpool e contro l’Everton.

Attualmente il club inglese occupa la settima posizione in Premier League, l’ultimo posto disponibile per l’accesso alle competizioni europee. Tale posizione in classifica è confermata anche dal valore di xPoints. Inoltre, il valore dell’xG è pari a 43, con 48 gol fatti e quello dell’xGA è pari a 35.75, con 40 gol subiti (cfr. xvalue.ai).

Il valore xG suggerisce che il Brighton occupa il settimo posto in classifica per qualità di occasioni offensive create, con una percentuale di goal segnati più alta rispetto all’aspettativa di goal attesi. Pertanto, si può certamente affermare che i Seagulls concretizzano in rete la mole offensiva creata. 

Il valore xGA, inoltre, suggerisce che il Brighton subisce un numero di goal maggiore rispetto all’aspettativa prevista, trovandosi – così- in under performance.

Il Brighton è una realtà calcistica solida, con principi di gioco ben definiti che, nonostante la cessione di giocatori importanti in estate, sta confermando la propria forza grazie al proprio allenatore Roberto De Zerbi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=28vLxshhWyI

 

INTERPRETI

PORTIERI:

  • N.1 Verbruggen (piede forte destro) 
  • N. 23 Steele (piede forte destro) 

COMPITI TATTICI

Il portiere viene utilizzato costantemente in fase di possesso palla per costruire dal basso ed ha la capacità di leggere le diverse situazioni di gioco. 

Secondo i principi di De Zerbi, nella costruzione dal basso, non avendo uscite codificate, il capire la soluzione più corretta da prendere, diventa “vitale” per il successivo sviluppo dell’azione. Verbruggen, così come Steele, hanno la funzione principale di attirare una pressione avversaria per favorire la giocata su un uomo libero. Se non vi è pressione, infatti, il portiere tiene palla tra i piedi, per decidere se condurre la palla o se fermarla con la suola, per attirare la pressione dell’avversario. Nel momento in cui viene pressato, cerca spesso di giocare dalla parte in cui gli viene portata la pressione, permettendogli di comandare il gioco e non di subirlo; oppure di utilizzare un link player (uno dei due play) per liberare un uomo in zona di costruzione alta. 

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Entrambi molto abili tecnicamente nel giocare con i piedi e nello scegliere lo spazio dove poter giocare palla. 

CARATTERISTICHE FISICHE

Entrambi ben strutturati e agili. Vista l’età, Steele ha più esperienza rispetto al suo compagno di reparto.

DIFENSORI CENTRALI:

  • N.5 Dunk (piede forte destro)
  • N.29 Van Hecke (piede forte destro)
  • N.4 Webster (piede forte destro)
  • N.3 Igor (piede forte sinistro)

COMPITI TATTICI

Tutti e quattro efficienti nella marcatura e meno nel dare copertura al proprio compagno di reparto in FDNP. Sono abili nelle marcature preventive in FP, evitando – così – pericolose ripartenze. Nella fase di costruzione della manovra ricoprono un ruolo importante, ma tra tutti spicca il capitano Dunk, che eccelle nella capacità di lettura situazionale e dei contesti tattico-spaziali. Chiunque giochi tra i quattro ha la capacità di gestire e trarre vantaggio dalle situazioni di superiorità numerica in FDP e, in collaborazione con i mediani, hanno la capacità di interpretare l’organizzazione generale delle strutture tattiche avversarie in modo da poter adattare il loro approccio e superare le linee di pressione avversaria.Igor viene utilizzato anche come terzino sinistro.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Dotati di buona tecnica applicata per quanto concerne controllo, passaggio e conduzione. Molto forti nell’uno contro uno difensivo e nella capacità di saper difendere in parità numerica. Abili nel duello aereo, anche in fase di finalizzazione da calcio piazzato in particolar modo Dunk.

DOTI FISICHE           

Ben strutturati e forti fisicamente.

ESTERNI BASSI:

  • N.30 Estupinan (TS -piede forte sinistro)
  • N.2 Lamptey (piede forte destro)
  • N.34 Veltman (TD-piede forte destro)

COMPITI TATTICI

Nel sistema di gioco adottato da De Zerbi, i calciatori schierati svolgono un ruolo fondamentale in tutte le fasi di gioco. In FDNP garantiscono equilibrio, abbassandosi sulla linea dei difensori creando una linea a 4; mentre in FDP, hanno il compito di attaccare la zona laterale di loro competenza e sovraccaricarla insieme al compagno di catena. Hanno facoltà di alzarsi molto e diventare una possibile soluzione per scardinare il blocco difensivo avversario. La qualità relazionale che la coppia esprime in ogni partita è funzionale al raggiungimento della prestazione e del risultato.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Sono abili nell’uno contro uno difensivo ed hanno senso della posizione; sanno leggere con qualità i tempi di inserimento e sono abili nel trovare lo spazio libero dietro gli attaccanti avversari.

DOTI FISICHE          

Sono dotati di notevoli capacità condizionali, capacità aerobiche e di progressione con e senza palla. Ottima velocità.

CENTROCAMPISTI:

  • N. 13 Groß (piede forte destro)
  • N. 11 Gilmour (piede forte destro)
  • N. 20 Baleba (piede forte sinistro) 
  • N. 41 Hinshelwood (piede forte destro) 

COMPITI TATTICI

Il loro compito è quello di dare equilibrio nella zona centrale del campo. Groß possiede grandi capacità di lettura tattica, domina i concetti di spazio-tempo ed è in grado di smarcarsi individuando lo spazio libero. Sa, inoltre, dove spostarsi nelle varie zone di campo creando, con il suo movimento, superiorità numeriche volte all’avanzamento della palla. 

Gilmour e Baleba, si posizionano più a protezione del reparto difensivo conferendo equilibrio alla struttura del Brighton.

Hinshelwood ha la capacità di smarcarsi alle spalle della prima linea difensiva degli avversari e inserirsi per ricevere palla in area. 

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Nelle competenze di tecnica individuale sono abili soprattutto nei fondamentali di controllo e passaggio, capaci di giocare soprattutto sul corto (passaggi di circa 15/20 metri).

Nelle competenze di tattica individuale, sono abili nel contrasto, nell’intercettamento, nell’anticipo e nella presa di posizione.

DOTI FISICHE

Capacità organiche sopra la media. Gilmour, Hinshelwood e Baleba molto dinamici.

ALI/TREQUARTISTI:

  • N.22 Mitoma (piede forte destro)
  • N.31 Ansu Fati (piede forte destro)
  • N.24 Adingra (piede forte destro)
  • N. 7 March (piede forte sinistro)
  • N. 40 Buonanotte (TRQ piede forte sinistro)

COMPITI TATTICI

In FDP sono una chiava tattica fondamentale per scardinare il blocco difensivo rivale. In FDNP partecipano al pressing offensivo indirizzando le giocate avversarie. In caso di possesso consolidato dell’avversario e, qualora la squadra decidesse di difendere con un blocco basso, entrambi gli esterni si abbassano componendo due linee da 4.

March viene impiegato anche come terzino sinistro, per avere una squadra più offensiva.

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Garantiscono superiorità qualitativa attraverso grande qualità nell’1vs1 offensivo ed hanno grande capacità di giocare tra le linee. Sono calciatori dotati di ottima tecnica applicata da poter sfruttare negli ultimi 25 metri. 

DOTI FISICHE

Molto rapidi e ottime doti di accelerazione con e senza palla. Possiedono tutti buone capacità aerobiche e volontà a sacrificarsi in FDNP.

ATTACCANTI

  • N.9 Joao Pedro (piede forte destro) 
  • N.28 Ferguson (piede forte destro)
  • N. 18 Welbeck (piede forte destro)
  • N. 10 Enciso (piede forte destro)

COMPITI TATTICI

Sono attaccanti molto mobili e capaci di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Joao Pedro, Ferguson e Welbeck sono abili nello smarcamento sul lato cieco del difendente per avere vantaggi nei movimenti di attacco alla profondità. In FDNP aiutano il pressing offensivo. 

CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE

Possiedono notevoli doti realizzative poiché principali finalizzatori della grande mole di gioco espressa dalla squadra. Abili nel saper leggere le situazioni di gioco e a capire quando muoversi incontro e svuotare la profondità attaccata poi da un terzo uomo e quando invece attaccare la profondità. Enciso è molto abile nel dribbling e ha doti balistiche rilevanti.

DOTI FISICHE

Molto veloci e rapidi.  

SISTEMA DI GIOCO

Il Brighton si dispone in campo con un sistema di gioco 1-4-2-3-1.  In FDP la struttura è molto fluida. Si può trasformare facilmente in un 1-2-4-4, con i terzini che si alzano in ampiezza sulla linea del doppio play. Le due ali che occupano l’ampiezza del campo e i due attaccanti gli half spaces tra difesa e centrocampo, pronti a smarcarsi incontro o in profondità a seconda delle scelte dei difendenti avversari. In altre occasioni, si può trasformare in un 1-2-3-3-2, con il terzino sinistro che affianca i centrocampisti ed entra dentro al campo, il terzino destro che sale per dare ampiezza e l’ala destra che converge verso il centro, sfruttando le sue doti da trequartista. Altre volte, si trasforma in un 1-3-3-1-3 o in un 1-3-1-4-2, nel caso in cui Groß decida di scendere in costruzione sulla linea dei difensori. Nella prima soluzione, i terzini convergono verso il centro del campo affiancandosi all’unico play rimasto; mentre, nella seconda soluzione, i terzini si alzano sulla linea dei trequartisti.

Sempre in FP, ma in momenti di spinta offensiva particolare, i Seagulls si dispongono in campo con una struttura 1-2-3-5 o in un 1-2-2-6. Nella prima, uno dei due terzini si alza in ampiezza sulla linea degli attaccanti e l’altro entra in costruzione; mentre nella seconda entrambi i terzini spingono per dare ampiezza alla manovra.

In FDNP, il modulo offensivo della squadra inglese si trasforma in un 1-4-4-2 con l’abbassamento delle ali sulla linea dei centrocampisti, oppure -in alternativa- in un 1-4-4-1-1, con uno dei due attaccanti che si abbassa.

SISTEMA DI BASE: 1-4-2-3-1

SISTEMA FDP: 1-2-4-4, 1-2-3-3-2, 1-3-3-1-3, 1-3-1-4-2

SISTEMA ULTRA-OFFENSIVO FDP: 1-2-3-5, 1-2-2-6

FASE DI NON POSSESSO: 1-4-4-2, 1-4-4-1-1

FASE DI POSSESSO (FDP):

In fase di costruzione della manovra, l’obiettivo della squadra nella FDP è quello di superare le linee di pressione avversaria, per poter giungere alla finalizzazione. Si nota come, un’adeguata costruzione, assolve i principi di tattica collettiva, vale a dire: scaglionamento offensivo, penetrazione, ampiezza, mobilità e imprevedibilità. 

COSTRUZIONE:

Sviluppare un’efficace costruzione dal basso dipende da fattori di carattere tecnico e organizzativo, correlati con:

  • la capacità di saper riconoscere le situazioni di gioco e i contesti tattici-spaziale;
  • la capacità di gestire e trarre vantaggio dalle situazioni di superiorità numerica;
  • la capacità di avere e interpretare una organizzazione generale e delle strutture tattiche specifiche per superare le linee di pressione avversaria;
  • la capacità di eseguire gesti tecnici di qualità;
  • la capacità di timing spazio-temporale nelle varie possibili giocate.

Questi sono prerequisiti per cui il Brighton sceglie e recluta i suoi calciatori.

Da un punto di vista tattico, la prima discriminante che il Brighton analizza riguarda la disposizione e la scelta difensiva avversaria. 

In base alla scelta e all’atteggiamento avversario, i Seagulls andranno – infatti – a sviluppare azioni ad hoc.

Fondamentalmente, la squadra avversaria ha tre possibilità:

1) il reparto difensivo accetta la parità numerica e, di conseguenza, gli altri calciatori sono nelle condizioni di aggredire in avanti;

2) il reparto difensivo avversario è in superiorità numerica rispetto agli attaccanti del Brighton e, di conseguenza, il pressing rivale si concretizza in una serie di movimenti che hanno lo scopo di ristabilire parità numerica in zona-palla;

3) il reparto difensivo avversario si contrappone rispetto agli attaccanti del Brighton in situazioni di superiorità numerica ed il resto della squadra avversaria si abbassa decidendo di non pressare e aggredire.

Nel primo caso, gli spazi di manovra si riducono, il portiere (uno tra Verbruggen e Steele) è l’unico effettivo che può giocare con una certa libertà e l’opzione più conveniente è quella di innescare rapidamente gli attaccanti, che possono sfruttare gli spazi. Per attuare tale principio, si osserva un movimento ad aprire dei mediani che consente di eseguire una giocata verticale. Attuando tale principio, il Brighton si riserva la possibilità di saltare due linee avversarie dando verticalità alla manovra.

Nel secondo caso, l’avversario pressa in situazione di inferiorità numerica e il Brighton, per evitare che la squadra rivale riesca nel suo intento, attua due possibili soluzioni:

a) sfrutta la propensione dell’avversario a spostarsi sul lato della palla per attirarlo in quella zona, per poi attaccargli le spalle;

b) sceglie di gestire la palla centralmente e utilizza i raccordi per tagliare la pressione degli attaccanti. Per soddisfare tale principio, De Zerbi sfrutta le caratteristiche dei suoi difensori centrali, coraggiosi e capaci di eseguire passaggi forti e precisi anche sotto pressione e dei centrocampisti centrali, capaci di raccordarsi con i giocatori liberi da marcatura. Utilizza anche le caratteristiche tecnico-fisiche dei terzini che, attraverso sterzate “violente” per dentro, ricercano una costruzione centrale utile a non farsi schiacciare all’esterno. 

La soluzione b) è quella che De Zerbi predilige rispetto all’altra.

Vi è poi, l’ultima situazione da gestire da parte del Brighton (la terza soluzione), che si manifesta quando l’avversario non viene ad aggredire, ma rimane stretto e basso nella propria metà campo. L’obiettivo di De Zerbi, in questo caso, è quello di invitare la squadra rivale a uscire in pressione per poi sfruttare gli spazi liberati. A tal fine, vi sono alcuni accorgimenti che vengono attuati:

  • Conduzione puntando l’avversario. L’applicazione di questo principio è utile per creare situazioni di 2 contro 1 e poter giocare sull’uomo libero. L’avversario, infatti, è costretto a liberare una linea di passaggio poiché indotto ad uscire. In questo modo, il Brighton può scegliere di servire il giocatore libero con un passaggio diretto o con l’ausilio di un link player.
  • Il controllo di suola. Tale tecnica ha la medesima funzione della conduzione puntando l’avversario, ovvero farlo uscire in pressione e consente di giocare la palla in tutte le direzione, avendola frontalmente.
  • Utilizzo del retro-passaggio. Tale soluzione invoglia il pressing avversario ed è in grado di liberare spazio tra le linee di difesa e centrocampo, sfruttando le capacità di occupazione posizionale dei trequartisti del Brighton.

Il Brighton, nelle partite analizzate, ha dimostrato di avere grande fluidità tattica. Pertanto, è stato capace di costruire con qualità con diverse strutture di gioco aldilà degli interpreti scelti. 

Nella partita contro l’Aston Villa, la struttura utilizzata è stata l’1-2-4-4 con Webster e Dunk che erano i due centrali di difesa, Veltman ed Estupinian i due terzini pronti ad alzarsi sulla linea dei centrocampisti Hinshelwood e Gilmour ed infine i 4 giocatori avanzati: March, Welbeck, Ferguson e Mitoma. 

Contro il Liverpool, la struttura in costruzione è stata la medesima; salvo poi, modificarla in corso per eludere il pressing avversario ben organizzato. Dunk e Igor i due difensori centrali, Solly March terzino sinistro e Veltman terzino destro. Il doppio play Groß e Baleba schierati dietro una linea a 4 composta da Mitoma, Ferguson, Joao Pedro e Adingra.

La decisione di Klopp per emarginare la costruzione dei Seagulls e sfruttarne eventuali errori, prendendo spunto da quella vincente di Unai Emery, è stata quella di effettuare un pressing molto offensivo con una struttura 4-3-1-2. Mohamed Salah e Darwin Núnez chiudono le linee di passaggio verso i play, pronti a pressare il difensore centrale di zona che entra in possesso palla. Quando uno dei due difensori è in possesso, l’attaccante di zona lo va a pressare, lasciando uno dei due play del Brighton che vengono comunque marcati, uno dall’altro attaccante e l’altro da Szoboszlai. Dietro, Luis Díaz e Elliot marcano i terzini Veltman e March, Alexis Mac Allister marca Ferguson, mentre Van Dijk sale aggressivo su Joao Pedro.La contromossa di De Zerbi è stata quella di far abbassare Groß per formare una linea da tre, Baleba vertice alle spalle delle due punte avversarie, con a fianco March e Veltman (struttura 3+3). La superiorità numerica nella prima linea di costruzione, ha dato ai Seagulls più spazio per condurre palla e superare il pressing, trovando passaggi diretti verso i terzini. Allo stesso tempo, però, ha svuotato il centrocampo di un play e una conseguente difficoltà nel bucare il pressing avversario centralmente, poiché presente un solo link player.

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Nella partita più recente contro l’Everton, il Brighton ha dovuto fare i conti con i molti infortuni e gli impegni ravvicinati. De Zerbi ha cambiato qualcosa negli interpreti, ma l’idea di gioco in costruzione è rimasta sempre qualitativa. I Seagulls hanno saputo alternare sia la struttura 1-2-4-4 con Dunk e Van Hecke difensori centrali, Igor e Lamptey sulla linea di Groß e Gilmour e linea offensiva composta da Adingra, Welbeck, Ferguson e Buonanotte; sia la struttura 1-2-3-3-2 con Dunk e Van Hecke difensori centrali, Igor in mezzo al campo per formare una linea a 3 con relativo scivolamento a destra di Groß e Gilmour. Lamptey in ampiezza sulla destra e Buonanotte dentro al campo dietro le due punte per far risaltare le sue doti da rifinitore.

SVILUPPO

Una volta superata la prima pressione avversaria e portata pazientemente palla sulla linea dei centrocampisti, questi possono iniziare a scegliere lo spazio dove poter attaccare. La scelta dello spazio libero dipende molto dall’atteggiamento difensivo del centrocampo e della difesa avversaria. I principi di gioco del Brighton rimangono sempre gli stessi: 

  1. Seguire il pressing avversario per giocargli alle spalle;
  2. L’attacco centrale;
  3. Overload e densità in determinate zone di campo.  

I giocatori più convolti nella fase di sviluppo del gioco sono Dunk e Groß. Quando questi giocatori vengono marcati, la manovra del Brighton non appare più fluida ed efficace con tendenza a ricercare l’overloading sulle catene laterali con Adingra e Mitoma abili a sfruttare spazi o ad isolarsi nell’1vs1.

RIFINITURA

Il Brighton aderisce ai principi del calcio posizionale, impegnando almeno un giocatore nei cinque canali orizzontali in tutto il campo. L’occupazione posizionale è molto fluida e dinamica, è un continuo alternarsi di svuotamento e riempimento dello spazio circostante assolvendo al principio offensivo della mobilità. La fase successiva è ciò che i giocatori riescono a fare nel terzo finale di campo. Esistono molteplici soluzioni per la squadra di De Zerbi, il quale, non codificando l’occupazione spaziale, lascia libero sfogo al talento dei propri giocatori offensivi. Il principio fondamentale da seguire è quello di overload zonale, ossia avere una superiorità numerica contro la linea difensiva, occupando ogni canale della difesa avversaria. In genere, ci sono cinque giocatori sull’ultima linea, per generare un sovraccarico numerico 5vs4.

FINALIZZAZIONE

I modi in cui gli uomini di De Zerbi tentano la via del gol sono molteplici:

  • Lo sfruttamento delle capacità di attacco della profondità degli attaccanti. L’uso di passanti sullo smarcamento nel lato cieco del difendente da parte di Welbeck, Joao Pedro o Ferguson;
  • Il colpo di testa da traversone effettuato dalla destra sfruttando le abilità tecniche di Groß;
  • I filtranti che servono il taglio di Mitoma, Adingra e March, alle spalle dei difendenti;
  • L’isolamento per il dribbling e tiro di Adingra o Mitoma; 
  • Riempimento con tanti effettivi dell’area di rigore per ricevere i cutback o i cross bassi delle ali. 
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LATERALITA’ OFFENSIVA

Il gioco sugli esterni ricopre un ruolo molto importante per il Brighton nel momento in cui la squadra non riesce a bucare centralmente. In prima battuta in FDP troviamo l’ampiezza del Brighton occupata dagli esterni d’attacco. Mitoma, March e Adingra sono giocatori di grandissima caratura tecnica e mister De Zerbi li posiziona molto larghi proprio per sfruttare le loro qualità e cercare l’uno contro uno. Ricercare una superiorità qualitativa in quelle zone di campo è un principio ben riconoscibile nell’idea di gioco del Brighton. 

Nel gioco laterale partecipano anche i terzini, molto abili ad attaccare gli spazi liberi in profondità, ad effettuare sovrapposizioni e ad aiutare il compagno fornendo uno scarico. Spesso dunque, i terzini invadono la mezza ampiezza e lasciano l’ampiezza alle ali ma alcune volte entrambi i terzini occupano le ampiezze del campo, permettendo alle ali di proporsi nella mezza ampiezza. Altre volte, invece, i terzini entrano in costruzione nel campo permettendo ad un centrocampista di occupare uno dei corridoi centrali. Così facendo si crea una superiorità numerica e qualitativa nelle catene laterali dove gli sviluppi offensivi più ricercati sono la sovrapposizione, la triangolazione esterna e interna, il dribbling e il taglio.

FASE DI NON POSSESSO (FDNP):

PRIMO PRESSING

Il Brighton opta per un approccio difensivo high-pressing che può essere definito uno stile ad “alto rischio” e “media ricompensa”.

La squadra di De Zerbi, nel momento in cui la compagine avversaria nel primo quarto di campo mette in atto una costruzione, si pone come scopo primario quello di aggredire con ferocia in maniera organizzata e coordinata. È uomo su uomo con la volontà di voler guadagnare metri ogni qualvolta la palla in possesso avversario perda metri andando indietro. Nel momento invece in cui l’avversario riesce a consolidare il primo possesso, allora il Brighton si ricompatta 4-4-2 sotto la linea del pallone e adotta un comportamento più conservativo. Tutti i giocatori sono posti sotto la linea del pallone, i reparti sono molto corti tra di loro e si verifica densità in zona centrale in modo tale da non subire passaggi che bucano le linee. Il pressing viene effettuato ad alta intensità e limita il tempo e lo spazio disponibili per i giocatori avversari. Li mette sotto pressione immediata, rendendo più difficile per loro controllare la palla, trovare corsie di passaggio aperte o prendere decisioni ragionate. Il principio alla base di ciò, è quello di voler limitare il tempo e lo spazio per le giocate avversarie. 

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LINEA DIFENSIVA

In fase di non possesso si può notare che il Brighton attua il principio della densità occupando il campo con una disposizione stretta e scaglionata attuando, per l’appunto, una forte concentrazione in zona palla con i due terzini che stringono forte dentro il campo ma di fatto lasciando sguarnite le fasce laterali soffrendo molto quando la squadra avversaria riesce a spostare il fronte offensivo con i cambi gioco.

La linea difensiva lavora a uomo nella zona e spesso tende ad essere aggressiva anche a palla scoperta. Dall’analisi di detta fase di gioco si è potuto notare che il Brighton inizia la fase difensiva quando ancora è in possesso palla avanzato. In questa fase risulta fondamentale prevenire eventuali transizioni difensive effettuando marcature preventive e portando l’attenzione difensiva ai massimi livelli, anche accettando la parità numerica. Contemporaneamente, i difensori hanno la possibilità di poter seguire tutto campo il loro diretto avversario in un 1vs1, spezzando la linea anche oltre il centrocampo. 

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO

Il centrocampo è scaglionato e abbastanza duttile. L’assetto utilizzato vede i due centrali davanti alla difesa, al loro fianco le due ali. Gli attaccanti partecipano al pressing ma è anche richiesto un grande lavoro di smarcamento preventivo, così da essere un punto di riferimento in fase di transizione positiva. 

LATERALITA’ DIFENSIVA 

Se l’avversario tenta di sviluppare l’azione e raggiunge la trequarti difensiva, la squadra si compatta e le ali si abbassano sulla linea dei centrocampisti andando, all’occorrenza, ad aiutare i terzini raddoppiando la marcatura sull’esterno avversario. 

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Quando il Brighton conquista palla dà il via a una transizione offensiva molto veloce, tramite passaggi immediati verso i vertici, che hanno il compito di proteggere la palla, appoggiarsi a un compagno di squadra, oppure, se hanno abbastanza spazio, attaccare immediatamente la profondità.

Tuttavia, se la ri-aggressione avversaria toglie spazio e tempo alla giocata filtrante di qualità, il Brighton accetta di consolidare il possesso della palla e affidarsi alla costruzione dal basso ragionata.

TRANSIZIONE DIFENSIVA 

Quando viene perso il possesso, il giocatore più vicino in zona palla, pressa immediatamente il portatore di palla, mentre gli altri giocatori gli chiudono le linee di passaggio. La squadra tende a non ripiegare, preferendo mantenere un baricentro piuttosto alto nella speranza di recuperare in fretta il pallone e dare il via ad un contrattacco. La compattezza e la densità in zona palla in fase offensiva favoriscono tale atteggiamento in transizione. Se la prima ri-aggressione fallisce, tutta la squadra indietreggia, si ricompatta e crea densità in zona centrale accorciando la distanza tra i diversi reparti.

ANALISI SWOT 

PUNTI DI FORZA

  • Fluidità nella varie fasi.
  • Densità in zona palla
  • Rotazioni costanti, dinamiche e imprevedibili.
  • Presenza del doppio play e il loro utilizzo come link player per liberare un uomo libero in costruzione alta.
  • Utilizzo e occupazione della zona di rifinitura.
  • Fluidità strutturale in costruzione.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Coperture non sempre precise da parte dei difensori, nel caso in cui un compagno spezzi la linea.
  • Troppa esposizione alle ripartenze avversarie.
  • Uno contro uno difensivi e eccessiva aggressività dei difensori.
  • Troppo spazio tra terzini ed ali.

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