Analisi Tattica: il Catanzaro di Vincenzo Vivarini

Analisi realizzata da Giuseppe Vitiello, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il CATANZARO di Vincenzo Vivarini: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
La passata stagione è stata perfetta per i giallorossi hanno concluso il campionato con la promozione in Serie B con record su record. Partiti per vivere un campionato di buon livello e una salvezza tranquilla, il Presidente Floriano Noto ha dichiarato in accordo con staff tecnico e addetti ai lavori, che parlare di obiettivi sembra essere decisamente complicato considerando le difficoltà della serie cadetta. La squadra capitanata da Iemmello, ha messo in mostra la voglia di essere protagonista nonostante il salto di qualità non sia per nulla semplice, facendo un’altra stagione di assoluto livello.
Lo spogliatoio può contare su un tecnico e relativo staff come grande punto di forza della squadra. Si parte con classico 1-4-4-2, un modulo che può avere diverse varianti all’interno della stessa partita a seconda del momento e della direzione che prende il match. Tra i pali troviamo Fulignati che permette anche di avere una buona qualità nel lancio lungo oltre ad essere un bravo costruttore di azione dal basso grazie alla sua capacità con i piedi intravista nella scorsa stagione in un campionato difficilissimo nella qualità del gioco. La difesa solitamente schierata a 4, tutti con una struttura fisica molto importante che li rende abili nel gioco aereo. Il centrocampo ha ottime qualità in fase di costruzione e corsa e profondità con i due esterni, mentre l’attacco si poggia su Iemmello abile tecnicamente e forte fisicamente e Biasci peperino e fondamentale con le sue capacità balistiche.
SISTEMI DI GIOCO
Sistema di gioco di base: 1-4-4-2
Fulignati (P), Veroli (TS), Scognamiglio (DCS), Brighenti (DCD), Situm (TD), Verna (MSx), Ghion(MDx), Vandeputte(CS), Sounas (CD), Iemmello (ATT), Biasci (ATT).
Sistema di gioco in fase di possesso: 1-3-2-3-2
Sistema di gioco in fase di non possesso: 1-4-4-2
Lo schieramento iniziale del Catanzaro è il 1-4-4-2, che si trasforma in fase di possesso in un 1-3-2-3-2 con 5 giocatori più il portiere addetti alla prima costruzione, capaci sia nella costruzione diretta che indiretta, viste le abilità tecniche del portiere Fuglinati, si predilige partire dal basso ma non si disdegnano verticalizzazioni improvvise a cercare la spizzata di Iemmello e la profondita di Biasci e Vandeputte.
In fase di non possesso le tendono a schierarsi con un 1-4-4-2 lasciando liberi Biasci e Iemmello di smarcarsi preventivamente per poter sfruttare al meglio le transizioni positive, a volte Iemmello si abbassa fra le linee per favorire lo sviluppo della transizione positiva in manovra. Il riferimento principale in fase di non possesso rimane la riaggressione immediata sul portatore palla avversario tentando un recupero repentino della palla, se la squadra avversaria riesce a superare la prima pressione cercano di abbassarsi a protezione della propria area.
FASE DI POSSESSO
Costruzione:
La prima costruzione del Catanzaro avviene dal basso con tentativo di impostazione a 5 uomini,quasi sempre 3+2, più il portiere Fulignati,di categoria superiore con i piedi. I due esterni bassi si alzano al livello della linea mediana a turno ma prevalentemente a destra dandogli manforte in mezzo al campo mentre uno dei due centrali scivola a formare una sorta di difesa a tre,cercano la soluzione laterale per principio.Sono molto bravi i due centrali di centrocampo nelle rotazioni a costruire gioco e a non dare punti di riferimento.
Per superare la prima linea di pressione avversaria da parte la squadra spesso,grazie alle qualità tecniche del proprio reparto arretrato si sfocia nella Costruzione diretta lancio di Fulignati per la spizzata di Iemmello che permette inserimento di Biaschi o Vandeputte.Il fraseggio dal basso è sempre ricercato per attirare la pressione avversaria.

Sviluppo e Rifinitura:
La fase di sviluppo del Catanzaro prevede un centrocampo scaglionato, con un 3-3-2 dove il mediano,come costruttore basso, va a ricevere palla fra i due esterni di difesa che tendono a entrare in campo formando una linea a tre, mentre i due interni di centrocampo si uniscono ad uno dei due Esterni,solitamente Vandeputte, avendo compito di inserirsi e invadere supportando la linea offensiva con la loro grande dinamismo e capacità di conclusione a rete.
Alternativa agli assalti centrali è la ricerca degli esterni di attacco per coinvolgere le catene laterali, la capacità di Biasci a giocare fra le linee è la più ricercata per un possibile passaggio chiave o per una conclusione balistica dal limite. Molto ricercati sono soprattutto i cambi di gioco, specie nelle transizioni, ma anche nel palleggio, si tende a spostare l’intera squadra sulla destra o a sinistra per liberare gli esterni opposti effettuando il cambio di gioco per attaccare la porta o arrivare in zona cross palla al piede.
Lateralità:
Il Catanzaro sviluppa il suo gioco sulle corsie esterne, prediligendo molto quella di sinistra vista la presenza tecnica elevata di Vandeputte e il grande dinamismo e tecnica di Veroli. Gli attaccanti di destra e di sinistra in fase di possesso tendono ad allargarsi sulle corsie esterne per allargare in massima ampiezza la difesa avversaria con i due terzini che entrano nel campo a dare supporto alla fase offensiva .Gli esterni una volta ricevuto palla tentano di arrivare sul fondo per entrare in area o in alternativa per cercare il cross per ottimizzare le capacità fisiche e di opportunismo di Iemmello.
Finalizzazione:
La ricerca del lancio lungo nella costruzione diretta a cercare Iemmello per la sponda sul secondo attaccante o sull’esterno laterale,spesso Vandeputte ,preferito per la sua velocità e tecnica al tiro, è la soluzione per trovare la profondità per andare tu per tu con il portiere avversario.
L’alternativa a tale tipologia di finalizzazione è l’azione più manovrata,preferita alla costruzione diretta,col tentativo di attaccare con i cross laterali dopo repentini cambi di fronte sul lato opposto allo sviluppo di gioco.
I tiri dalla distanza sono molto ricercati viste le qualità balistiche soprattutto di Vandeputte e Biasci. Grande ricerca del fraseggio al limite dell’area per cercare imbucata centrale o conclusione dal limite improvvisa.
Infine la finalizzazione è affidata alle qualità personali,grande atletismo e forza ed elevata qualità tecnico tattica,di Iemmello, che si accinge spesso ad attaccare la difesa avversaria con azioni individuali e tambureggianti che mettono in crisi i centrali avversari.
FASE DI NON POSSESSO
Linea difensiva:
In fase di non possesso il Catanzaro predilige schierarsi con un 1-4-4-2 con riferimento forte sull’uomo e riaggressione violenta atta al recupero palla che spesso costringe squadra avversaria alla costruzione diretta.
La coppia Iemmello-Biasci si smarca preventivamente per favorire la transizione positiva dopo il recupero palla.La linea difensiva è molto compatta e viene spesso spezzata da parte dei centrali Scognamiglio e Brighenti per accorciare in avanti sull’uomo. Le due linee di difesa e centrocampo sono sempre molto compatte in modo da ridurre al minimo lo spazio di inserimento dei centrocampisti avversari. Spesso i difensori esterni,per attaccare perdono i riferimenti ed i centrocampisti sono molto attivi in fase di recupero.Il livello di pressing è elevato, in modo da poter stringere gli spazi e potersi permettere dei raddoppi a centrocampo.
I due attaccanti, Iemmello-Biasci tendono a smarcarsi preventivamente per una eventuale transizione positiva vanno a fare pressing forte spesso nella metà campo avversaria mentre sulla loro trequarti sono in posizione preventiva per la transizione positiva.

Atteggiamento difensivo del centrocampo:
Il centrocampo è sempre molto compatto, i due esterni hanno elevate capacità di tenere la posizione e dare manforte agli esterni di difesa per il raddoppio. I due centrocampisti centrali hanno il compito di prendere ed esercitare pressing sui trequartisti avversari e uno dei due mediani prende il play avversario spesso rompendo la linea di centrocampo.
Prima azione difensiva:
Il Catanzaro si presenta come una squadra che ha molto coraggio in fase di non possesso. Durante la prima costruzione della squadra avversaria le aquile effettuano un pressing direzionale forte sull’uomo di competenza avversario e aggrediscono alti, pertanto la costruzione degli avversari è sempre molto sotto pressione e sfocia spesso in un rilancio verso il proprio reparto di attacco. Nonostante la difesa sia compatta viene lasciato spazio in zona cross dalla trequarti con l’intento di sfruttare le capacità fisiche dei centrali e quelle di uscita alta del proprio portiere.

FASE DI TRANSIZIONE
Transizione Offensiva
Le transizioni offensive dei calabresi cercano subito lo sviluppo sulle catene laterali finalizzando la rifinitura al goal con dei cross verso il centro area dove la fisicità di Iemmello e gli inserimenti spesso di Vandeputte e Biasci finalizzano l’azione.
Il cambio di gioco repentino è il metodo preferito per sottrarsi alla riaggressione avversaria.
Quando il recupero avviene in fase difensiva si tenta subito la verticalizzazione per cercare di trovare scoperta la difesa avversaria.Se la transizione positiva avviene in difesa recuperato palla, gli uomini di Vivarini cercano un minimo di fraseggioper cercare di reimpostare azione offensiva,spesso però la palla appena viene recuperata a ridosso della area avversaria e si tenta assalto immediato alla porta avversaria con più uomini possibile.
Transizione Difensiva
Il principio su cui si basa la transizione negativa del Catanzaro non appena viene perso il possesso di palla in fase di sviluppo o in fase di rifinitura,è quello tentare la riconquista immediata della palla.Il centrocampo non è quasi mai sguarnito e i due esterni rientrano per prendere posizione e ricomporre la linea di 4, Gli attaccanti tentano di recuperare immediatamente palla tramite una riaggressione fortissima sul portatore.La transizione negativa in fase difensiva viene subita molto spesso perché i calciatori calabresi tendono a portare sempre il maggior numero di uomini verso la porta avversaria.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA
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- La densità del centrocampo e l’ottima copertura delle zone di campo da parte di tutti gli interpreti rende il Catanzaro una squadra difficile da affrontare.
- La costruzione dal basso grazie alle capacità tecniche di Fulignati e alle rotazioni dei due centrali di centrocampo non da riferimenti precisi agli avversari per accorciare in pressing.
- I cambi di gioco sono molto ben studiati durante la fase di sviluppo e generano problemi alla squadra avversaria costretta ad allargarsi per prevenirli e a lasciare spesso 1 vs 1.
PUNTI DI DEBOLEZZA
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- Il fraseggio, specie in fase difensiva, se portato a grande intensità dall’avversario spesso induce in errori tecnici dei singoli,in particolare dei difensori centrali, portando alla transizione negativa e a pericoli per la porta.
- La poca mobilità dei due difensori centrali e la tendenza degli esterni di difesa ad attaccare alto, porta a non riuscire a fare correttamente la prima pressione ed espone la squadra a ripartenze a campo largo degli avversari.
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