Analisi Tattica: il Como di Cesc Fabregas

Analisi realizzata da Edoardo Colombo, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il COMO di Cesc Fabregas: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Il Como ha cominciato alla grande la sua stagione, trovando continuità nei risultati e una solidità della squadra, specialmente in fase difensiva. Gran parte del merito va all’ottimo lavoro svolto durante il mercato estivo, reso possibile anche grazie alla generosa disponibilità di denaro della proprietà indonesiana, testimonianza delle ambizioni della società.

Simone Verdi, che ha anche indossato la maglia del Napoli da protagonista nella sua carriera, è considerato un potenziale talento per la Serie B. Un’altra conferma di questo mercato è rappresentata da Patrick Cutrone. Il quale sembra aver ritrovato fiducia in sé stesso e motivazione.

Il Como di Longo, prima dell’arrivo di Fabregas quindi, era descritta come una squadra “risultatista”, come si dice in gergo, prendeva pochi gol e spesso portava a casa il risultato di misura. Longo aveva inizialmente adottato un 3-5-2 in modo tale da sfruttare l’incredibile reparto difensivo costruito dalla società nel mercato estivo: la conferma di Odenthal e gli acquisti di Federico Barba e Curto. Verdi, ma anche Chajia e Da Cunha sembrano essere elementi chiave, trequartisti di qualità ed estrosi. Longo schierava solitamente due di loro per ogni gara, potendo contare su un centrocampo super solido costituito dal capitano, Bellemo, e da altri due super acquisti del mercato: Kone, dal Frosinone neo-promosso, e Abildgaard.

Il Como di Longo sfruttava molto la rapidità e la fisicità dei suoi esterni, infatti, all’inizio della stagione, il cipriota Ioannou è stato il miglior marcatore della squadra (poi superato da Cutrone), mentre Iovine era il miglior assistman della lega. 

Nonostante il Como portasse a casa il risultato, la società non è stata pienamente soddisfatta dal gioco di Longo. L’obiettivo degli indonesiani è chiaro: vincere e convincere. Per questo la scelta di Fabregas, un allenatore spagnolo, che in carriera è stato allenato da grandi allenatori, cultore del “bel gioco”.

Dunque, Fabregas, alla sua prima esperienza come allenatore di una prima squadra, avrà l’arduo compito di garantire continuità nei risultati e contemporaneamente sviluppare una nuova identità di gioco, in un campionato noto per la sua imprevedibilità.

 

 

SISTEMI DI GIOCO

SISTEMA DI BASE: 4-2-3-1

SISTEMA IN FASE DI POSSESSO: 3/2-4-1

SISTEMA IN FASE DI NON POSSESSO: 4-4/2

FASE DI POSSESSO

    • COSTRUZIONE: 

Il Como ricerca il più delle volte una costruzione bassa. Quando c’è una rimessa dal fondo, il difensore centrale del lato competente effettua un passaggio corto verso il portiere (Semper) il quale diventa il primo play del Como in questa fase. Quindi i due difensori centrali formano un triangolo con il portiere e sono spesso un’opzione di passaggio per scegliere il lato sul quale costruire l’azione. I terzini giocano molto larghi e si allineano con i due centrocampisti, i quali giocano a ridosso della loro area di rigore e ricercano una linea di passaggio con i difensori. Infine le ali giocano molto larghe e si allineano con attaccante e trequartista sulla linea difensiva avversaria, in maniera tale da creare tanto spazio con la linea di centrocampisti e terzini e formare degli 1 contro 1 con i difensori dell’altra squadra. Quando il Como costruisce sul lato destro, il trequartista, Verdi si smarca tra le linee con un movimento incontro alla palla per riceverla, formando così un triangolo con il terzino e l’ala destra. Quando Verdi riceve palla cerca di servire i suoi compagni sulla fascia oppure si gira e attacca la profondità. Quando invece il Como costruisce il proprio gioco sul lato sinistro, Chajia, l’ala sinistra, e Cutrone, l’attaccante, si scambiano. Dunque Chajia effettuerà un movimento analogo a quello di Verdi, così da formare dei triangoli con i propri compagni, mentre Cutrone attaccherà lo spazio lasciato libero dall’ala sinistra per eventualmente ricevere un lancio lungo. Anche Chajia, come Verdi, è molto abile nel ricevere palla tra le linee e girarsi per attaccare la profondità e prendere campo rapidamente. Infine, se il Como va per vie centrali, solitamente è Abildgaard, il CCD, il vertice basso che imposta il gioca, quindi Bellemo, il CCD avanza e Verdi, il trequartista, occupa la restante posizione di mezz’ala a centrocampo.

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    • SVILUPPO e LATERALITA’: 

In fase di sviluppo, i due difensori centrali si allargano per lasciare spazio ad Abildgaard per abbassarsi sulla loro linea. Invece Bellemo gioca più avanzato rispetto al suo compagno di reparto, generalmente avanza sulla mezz’ala sinistra del campo, tuttavia il suo compito è quello di formare dei triangoli o dei rombi con i propri compagni di squadra, in particolar modo sulle fasce, sia quella destra che quella sinistra. Il trequartista, Verdi si smarca tra le linee sul lato sinistro del campo, viene ricercato spesso poiché è il play alto della squadra. Quando Verdi non fa fatica a trovare la linea di passaggio con i compagni e a ricevere palla, scambia la propria posizione con quella di Da Cunha. Quindi Verdi si allarga sulla fascia destra, mentre Da Cunha, appunto l’ala destra chiede il pallone tra le linee. Su questa fascia giocano prevalentemente questi due giocatori, infatti il terzino destro, Curto, ha solamente il compito di effettuare una copertura preventiva oppure, se necessario, creare delle linee di passaggio con i compagni per avere una soluzione in più. Sulla fascia opposta, l’ala sinistra, Chajia, taglia per ricevere il pallone sulla trequarti, lasciando così spazio al terzino sinistro, Sala, di sovrapporsi per ricevere palla ed essere una soluzione in più per arrivare al cross o essere pericoloso. Infine la punta, Cutrone ha il compito di attaccare la profondità per abbassare la linea difensiva avversaria, in modo tale da avere più spazio per sviluppare l’azione. Tuttavia egli è solito ad effettuare degli smarcamenti in appoggio per ricevere palla tra le linee e triangolare con i propri compagni oppure arrivare alla conclusione.

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    • RIFINITURA:

In fase di rifinitura il Como sfrutta le qualità tecniche dei suoi trequartisti. Da Cunha, Verdi, Chajia, ma anche giocatori come Kerrigan; cercano spesso il dribbling per superare l’uomo e liberarsi per tirare oppure per creare una superiorità numerica. Anche la punta partecipa a questa fase, ricevendo il pallone spalle alla porta e fungendo da boa per i compagni. 

    • FINALIZZAZIONE:

Il Como cerca molti tiri dalla distanza con i suoi centrocampisti e trequartisti. Tuttavia molte occasioni da gol arrivano a seguito di cross provenienti dalla fascia, lanci lunghi verso Cutrone (molto bravo ad attaccare la profondità) oppure dopo un passaggio filtrante dei trequartisti (in particolare di Verdi).

FASE DI NON POSSESSO

    • PRIMA AZIONE DIFENSIVA: 

Gli esterni si stringono a centrocampo in linea con i centrocampisti. Se il difensore del loro lato competente ha la palla escono aggressivi su di lui coprendo la linea di passaggio con il terzino di quella fascia. Verdi (trequartista) marca uomo il vertice basso e Cutrone (attaccante) si posiziona sulla linea dei difensori avversari. Bellemo e Abildgaard coprono il centro del campo cercando di lasciare meno spazio possibile tra la loro linea e quella dei difensori. Uno esce aggressivo sulla mezz’ala del lato dove la squadra avversaria sta costruendo il suo possesso, l’altro si posizione davanti alla linea difensiva e copre gli eventuali spazi lasciati liberi dai suoi compagni.

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    • CENTROCAMPO: 

A centrocampo il Como difende con una linea a 4; con i 2 mediani e due ali che si abbassano per coprire le linee di passaggio verticali. Dei due mediani, Abildgaard è il più difensivo, nel senso che ha il compito di occupare gli spazi lasciati liberi da difensori o dai suoi compagni e soprattutto di proteggere la profondità, infatti spesso si abbassa sulla linea dei difensori. Bellemo invece è molto bravo nel tenere l’uno contro uno e nel recuperare i palloni oppure intercettare i passaggi degli avversari. Tuttavia, il miglior centrocampista del Como in questa fase di gioco, è Kone. Gioca da mediano davanti alla difesa e, grazie alle sue qualità fisiche, recupera molti palloni in quella zona di campo ed è molto difficile per gli avversari batterlo nell’uno contro uno. Il difetto di Kone è quello di commettere tanti falli, viene spesso ammonito oppure espulso.

    • LATERALITA’: 

Ogni fascia è coperta da due giocatori, il terzino e l’ala di quella fascia. Il terzino della fascia destra è Curto, un giocatore molto fisico ma non altrettanto rapido. Sulla fascia sinistra gioca Sala, che è l’opposto, cioè un terzino rapido ma non altrettanto fisico. Tuttavia sulla fascia sinistra solitamente gioca Ioannou, un terzino completo, sia rapido che fisico, e soprattutto molto bravo nel tenere l’uno contro uno. Le ali hanno il compito di coprire eventuali spazi lasciati liberi dai terzini o eventualmente di raddoppiare gli esterni avversari.

    • LINEA DI DIFESA: 

La linea difensiva del Como è a 4 e a zona. È caratterizzata da difensori molto rapidi, fisici e bravi nell’uno contro uno; per questo il Como sceglie di tenere una linea di difesa piuttosto alta e adotta la tattica del fuorigioco. 

TRANSIZIONE

    • OFFENSIVA: 

Una volta che il Como recupera il pallone, cerca di sfruttare il più possibile la rapidità delle sue ali e dei suoi attaccanti. Generalmente chi recupera il pallone cerca sempre di passare la palla al trequartista, Verdi, il quale si smarca preventivamente. Egli, come già anticipato, è molto bravo a girarsi e attaccare la porta oppure a servire i suoi compagni in profondità. Un altro giocatore che si smarca preventivamente è Cutrone, infatti, appena il pallone viene recuperato, lui attacca la profondità e detta un lancio lungo per arrivare al tiro rapidamente.

    • DIFENSIVA: 

I giocatori del Como nella zona di campo in qui è stato perso il possesso riaggrediscono immediatamente il pallone. In questa fase ci sono due difensori in copertura preventiva, generalmente Curto, TD, e un difensore centrale; altrimenti, se uno di questi due si è spinto in avanti durante l’azione per creare una superiorità numerica, Abildgaard si preoccupa di rioccupare la zona di campo lasciata scoperta dal suo compagno e di effettuare la copertura preventiva. Infine uno dei due difensori è in marcatura preventiva sul centravanti dell’altra squadra.

ANALISI S.W.O.T

    • PUNTI DI FORZA 
    • L’organizzazione difensiva;
    • Kone, un mediano che recupera moltissimi palloni e allo stesso tempo gioca con qualità tecniche ottime in attacco. Pericoloso anche quando tira dalla distanza.
    • Esterni rapidi, fisici e di qualità;
    • Calci piazzati.
    • PUNTI DI DEBOLEZZA
    • Poca freddezza sotto porta;
    • Molti giocatori sulla trequarti che rischiano di ostacolarsi e “calpestarsi i piedi”;
    • Possesso palla molte volte sterile, che porta ad un nulla di fatto.

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