Analisi Tattica: il Genoa di Alberto Gilardino 2024-25

Analisi realizzata da Ilan Di Gioacchino, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il GENOA di Alberto Gilardino nella stagione 2024-25: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Dopo una stagione straordinaria culminata con la stabilizzazione in Serie A, il Genoa ha faticato a ritrovare lo stesso livello di performance in questa nuova annata. La squadra non è partita con lo stesso slancio e ha incontrato difficoltà nel mantenere il ritmo delle prestazioni passate. Le cessioni di giocatori chiave come Mateo Retegui, bomber italo-argentino che aveva rappresentato una delle principali armi offensive, e Albert Gudmundsson, protagonista di numerosi spunti in attacco, hanno indebolito significativamente il reparto offensivo. La partenza di questi due elementi ha lasciato un vuoto difficile da colmare, sia in termini di qualità tecnica che di imprevedibilità nella manovra. La squadra, guidata da Gilardino, sta ancora cercando il giusto equilibrio per ritrovare la continuità nei risultati e un’identità solida.

 

 

Sistema di Gioco: 1-3-5-2

Gollini (P): Pierluigi Gollini è il portiere titolare del Genoa, classe 1995, e indossa il numero 95 sulla maglia. Di piede destro, Gollini è noto per la sua ottima visione di gioco e per la sua abilità nell’utilizzo dei piedi, qualità che lo rendono particolarmente adatto al gioco moderno, dove il portiere è spesso coinvolto nella costruzione dal basso. Oltre alle sue capacità tecniche, è anche un eccellente shot-stopper, capace di effettuare parate decisive per mantenere la sua squadra in partita, confermandosi una pedina fondamentale per la difesa del Genoa

De winter (DFS): Il difensore belga di piede destro, ex Juventus ed Empoli, si distingue per il suo fisico possente e la sua abilità nel recuperare palloni. È particolarmente bravo nelle corse all’indietro e negli intercetti, rendendolo un ottimo difensore in una difesa a tre, soprattutto in assetti più difensivi. Grazie alla sua forza fisica e capacità di lettura del gioco, è in grado di riconquistare palloni e fermare gli avversari con determinazione, facendo della sua corsa un’arma importante per contrastare le avanzate offensive.

Bani (DFC): Il difensore centrale italiano, di piede destro, si distingue per la sua buona struttura fisica e capacità di lettura delle situazioni di gioco. È un giocatore ordinato nelle scelte, che raramente prende rischi sia in fase di possesso che di non possesso, mostrando sicurezza con la palla tra i piedi. In fase difensiva, sa staccarsi dalla linea per pressare l’uomo quando la palla è coperta, ma è altrettanto bravo nel ripiegare e mantenere attenzione nella copertura della porta, garantendo equilibrio e solidità alla retroguardia.

Vazquez J./ Vogliacco (DFD): Vazquez e Vogliacco sono due difensori centrali che si distinguono per le loro capacità difensive e di impostazione. Vazquez si caratterizza per l’aggressività e la rapidità nei movimenti, che gli permettono di essere efficace nei contrasti uomo contro uomo. È abile nel posizionarsi tra la palla e la porta, proteggendo la difesa, e si fa valere nel gioco aereo grazie alla sua elevata capacità di colpire di testa. Vogliacco, invece pur condividendo una solida presenza difensiva, è un difensore centrale di piede destro con compiti più orientati alla costruzione del gioco. È dotato di una buona velocità di base e cerca frequentemente verticalizzazioni o progressioni palla al piede per superare il primo pressing avversario. Mostra un buon senso tattico, preferendo temporeggiare sull’uomo in fase difensiva, con l’obiettivo di coprire meglio la porta e mantenere linea compatta

Sabelli /Zanoli (TS): Sabelli e Zanoli, agiscono come terzini destri adattati a giocare sulla fascia sinistra, sfruttando il piede destro per apportare dinamicità sia in fase difensiva che offensiva. Sabelli è particolarmente abile nel mantenere alta l’intensità con un pressing offensivo continuo. Si smarca bene in profondità e si rende pericoloso in zona di rifinitura, mettendo in mezzo cross che puntano spesso il palo lontano. Zanoli, che condivide molte caratteristiche con Sabelli, si distingue per la sua capacità di coprire la la fascia laterale e di intervenire con buon tempismo sugli avversari in fase difensiva. Nonostante prediliga avanzare lungo la linea laterale, Zanoli mantiene sempre alta l’attenzione alla fase difensiva, riuscendo a recuperare la posizione e a contrastare efficacemente gli attacchi avversari

Malinovskyi (CCS): Malinovskyi è un trequartista mancino che si distingue per la sua grande tecnica e una notevole capacità nel tiro dalla distanza. Il suo ruolo naturale è quello di operare sulla trequarti, dove eccelle nel muoversi tra le linee, smarcandosi per offrire soluzioni di passaggio e cercando controlli orientati che gli consentono di attaccare con incisività l’area avversaria. È particolarmente pericoloso nella fase di rifinitura, sia per la capacità di servire passaggi chiave imprevedibili che per il suo tiro potente e preciso dalla lunga distanza, che rappresenta una delle sue armi più temibili.

Badelj M. (CC): Badeji è un centrocampista centrale destro, specializzato nel palleggio e nella gestione del ritmo di gioco. Si smarca frequentemente in appoggio, offrendo soluzione di passaggio e dettando i tempi alla squadra. È dotato di una buona precisione nei passaggi con entrambi i piedi, distinguendosi particolarmente per la sua abilità nei filtranti che superano le linee avversarie. Pur supportando attivamente l’azione dalle retrovie, tende a rimanere al di fuori dell’area di rigore, pronto a cercare la conclusione dalla distanza. Sul piano difensivo, mostra una buona lettura delle seconde palle, ma evita spesso il contrasto diretto, preferendo posizionarsi in modo intelligente tra le linee di passaggio per intercettare la palla

Frendrup M. (CCD): Frendrup è un centrocampista completo, capace di adattarsi sia a una mediana a due che a un centrocampo a tre, ricoprendo il ruolo di interno con compiti prevalentemente di interdizione. Giocatore dinamico, atletico, veloce, può essere impiegato anche come esterno a tutta fascia grazie alla sua versatilità. In fase di possesso, svolge il ruolo di palleggiatore, smarcandosi in appoggio per offrire alla squadra una soluzione di passaggio sicura, contribuendo così alla costruzione del gioco con affidabilità.

Martin A. (TD): Martin è un esterno a tutta fascia mancino, caratterizzato da un ottimo tempismo sia nelle fasi difensive che offensive. Atleta rapido e resistente, è molto veloce sul lungo e si smarca frequentemente in profondità, creando spazi per sé e per i compagni. Nonostante la sua velocità, si distingue anche per la sua abilità nel giocare in spazi ristretti, dove preferisce avanzare con il palleggio fino a raggiungere la zona di rifinitura. Una volta lì, è in grado di mettere in mezzo cross e traversoni pericolosi, spesso difficili da gestire per la difesa avversaria. 

Ekuban (ATT): Attaccante centrale di piede sinistro di piede e forte fisicamente, gioca tendenzialmente in appoggio, proteggendo palla con il corpo e attuando i movimenti per smarcarsi o liberare spazio per gli smarcamenti dei compagni. È dotato di una buona velocità di base che gli consente di attaccare bene la profondità e di andare a riempire l’area di rigore, tendenzialmente coprendo la zona centrale e mostrando una discreta freddezza sotto porta

Vitinha/ Pinamonti (ATT): Vitinha è un attaccante duttile e tecnico, con un baricentro basso che lo rende efficace nel dribbling e nell’uno contro uno, grazie alla sua velocità e alla sua ottima tecnica di base. Ama non dare punti di riferimento ai difensori, muovendosi continuamente, ma deve ancora migliorare il feeling sotto porta che il lavoro spalle alla porta. Non eccelle nel gioco aereo, mancando di incisività negli inserimenti di testa. In fase di non possesso, il suo contributo difensivo è piuttosto limitato, soprattutto per quanto riguarda la copertura, mentre preferisce un pressing meno aggressivo sugli avversari in costruzione. Pinamonti invece, è una punta centrale di piede destro che combina atletismo e fisicità. Si distingue per la capacità di proteggere il pallone quando si smarca in appoggio e per smistarlo verso i compagni più liberi, per poi attaccare l’area di rigore con buona velocità. È un attaccante d’area di rigore, abile sia nel partecipare attivamente all’azione offensiva che negli scambi rapidi al limite dell’area. In area, Pinamonti mostra grande freddezza e una notevole capacità di finalizzazione, riuscendo a segnare con un tocco, sia con entrambi i piedi che di testa, rendendolo una minaccia costante per le difese avversarie

ANALISI TATTICA

Sistema di gioco: 1-3-5-2

Sistema FDP: 1-4-4-2, 1-3-1-4-2

Fase di non possesso: 1-3-5-2, 1-5-3-2, 1-5-3-1/1

Fase di possesso:

Fase di costruzione: Il Genoa, nella fase di costruzione del gioco, adotta inizialmente un sistema 1-3-5-2 che si trasforma in un 1-4-4-2 durante la costruzione bassa. In questo schema, Badeji, il centrocampista centrale, si abbassa tra i due difensori centrali, formando una solida linea difensiva a quattro. I due “braccetti” della difesa a tre, De Winter (DCS) e Vazquez J. (DCD), scalano lateralmente diventando terzini, mentre i quinti, Sabelli (TS) e Martin (TD), si alzano sulla linea di centrocampo, trasformandosi in esterni di fascia. Questo movimento consente alla squadra di ottenere superiorità numerica a centrocampo, fondamentale per il controllo del gioco e per la gestione della fase di costruzione, specialmente quando si tratta di superare il pressing avversario. La presenza degli esterni di centrocampo (Sabelli e Martin) amplia il gioco, creando opportunità sia centralmente che sulle fasce. Inoltre, la linea difensiva, riducendo i rischi in caso di transizione avversarie. La capacità di spostare velocemente il gioco da una parte all’altra del campo, combinata con i movimenti dinamici dei centrocampisti e dei terzini, permette al Genoa di mantenere un buon equilibrio tra fase difensiva e offensiva, sfruttando a pieno le potenzialità del gioco in ampiezza e la fluidità del possesso.


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Fase di sviluppo: Il Genoa sfrutta in modo strategico le fasce laterali come elemento centrale nella costruzione delle sue azioni offensive, integrandole perfettamente con il sistema 1-4/4-2 che si forma durante la fase di costruzione. I terzini, (Sabelli e Martin), si alzano fino alla linea dei centrocampisti, supportati dalle mezzeali (Malinovskyi e Frendrup), creando una sovrapposizione utile per sviluppare il gioco sulle fasce. Questa configurazione favorisce la creazione di superiorità numerica sugli esterni, aumentando le opzioni per costruire azioni pericolose e sfruttare l’ampiezza del campo. Un’altra soluzione adottata dal Genoa è la costruzione 3+1, dove Badeji o Malinovskyi si abbassano tra i difensori per ricevere palla e avviare la manovra dal basso. In questo sistema, i quinti si alzano nuovamente a centrocampo, mentre i “braccetti” della difesa, De Winter e Vazquez J., si allargano diventando terzini. Questo consente una costruzione più interna e dinamica, con l’obiettivo di trovare spazi tra le linee avversarie. I centrocampisti, come Badeji o Malinovskyi, si alternano nel ruolo di playmaker, variando i movimenti per non dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Le mezzeali, nel frattempo, si aprono per ricevere il pallone in posizioni avanzate, creando così ulteriori spazi per gli attaccanti, che possono muoversi tra le linee o attaccare la profondità.

Questa combinazione di costruzione sulle fasce e dal centro permette al Genoa di alternare soluzioni offensive, mantenendo il possesso palla e costringendo l’avversario a disorganizzarsi, facilitando la creazione di occasioni per gli attaccanti.

Lateralità e rifinitura: Il Genoa sfrutta in modo strategico le fasce laterali come elemento centrale nella costruzione delle sue azioni offensive. La squadra cerca frequentemente di portare il gioco sugli esterni, con i terzini che si alzano fino alla linea dei centrocampisti, supportati dalle mezzeali e dalla mobilità di Pinamonti (ATT) e Vitinha (ATT). Questo movimento crea superiorità numerica lungo le fasce, aumentando le opzioni per sviluppare azioni pericolose e rendendo difficile per le difese avversarie mantenere la compattezza. Pinamonti (ATT), oltre a fungere da riferimento offensivo, si abbassa spesso per offrire un appoggio al centrocampo, facilitando il collegamento tra i reparti e rendendo più fluido il possesso palla. Un punto chiave del gioco del Genoa è la capacità di variare tra l’ampiezza e la profondità nelle fasi offensive. La squadra cerca combinazioni rapide sugli esterni, puntando sia sul cross, sia sui movimenti in profondità degli attaccanti, con Ekuban che si distingue per la sua abilità nel leggere gli spazi e attaccare la profondità. In queste situazioni, Ekuban diventa una costante minaccia per le difese avversarie, specialmente in transizioni rapide e contropiedi, dove il Genoa cerca di allargare il gioco e creare spazi centrali per gli inserimenti. La fase di rifinitura del Genoa, Quindi, non si limita soltanto a cercare l’ampiezza con i terzini, ma coinvolge attivamente anche le mezzeali e gli attaccanti, che partecipano alla manovra offensiva con movimenti sincronizzati come il 2 vs 1 sugli esterni, che rappresenta un tentativo di attirare i difensori avversari fuori posizione, aprendo varchi per i centrocampisti e gli attaccanti, che attaccano l’area di rigore. Questo approccio permette al Genoa di mantenere un buon equilibrio tra ampiezza e profondità, rendendo le loro azioni offensive imprevedibili. L’alternanza tra il supporto offensivo dei terzini, i movimenti senza palla degli attaccanti e le combinazioni veloci sugli esterni creano difficoltà per le difese avversarie. La squadra riempie l’area di rigore con molti uomini, cercando di concludere l’azione con un cross o un passaggio filtrante, mantenendo sempre alta l’attenzione degli avversari e cercando di essere imprevedibile fino alla rifinitura finale.


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Fase di non possesso: Nella fase di non possesso, il Genoa di Alberto Gilardino adotta una struttura difensiva solida e organizzata, che si articola principalmente in un 1-5-3-1/1. Questo schieramento permette alla squadra di mantenere compattezza e di ridurre gli spazi a disposizione degli avversari, con una difesa a uomo basata su riferimenti precisi, elemento centrale del lavoro di Gilardino nei suoi due anni alla guida del club. Uno degli aspetti chiave della fase difensiva del Genoa è il comportamento dei giocatori laterali, che si abbassano per formare una linea difensiva a 5. In questa disposizione, i difensori centrali e i laterali esterni (come Sabelli, Martin, De Winter e Vazquez J., Bani) lavorano in stretta sinergia per coprire l’ampiezza del campo. La linea a 5 consente alla squadra di essere molto compatta, chiudendo efficacemente gli spazi sia centralmente che sulle fasce, limitando così le opzioni offensive degli avversari. Il movimento dei braccetti (De Winter e Vazquez J.), è fondamentale. Questi giocatori hanno un ruolo duplice: da una parte supportano i centrali nella difesa posizionale, dall’altra si staccano rapidamente dalla linea difensiva per raddoppiare sugli esterni o per aiutare le mezzali nel pressing. L’obiettivo è quello di creare superiorità numerica sulle fasce, soprattutto contro squadre che sviluppano il gioco sfruttando gli esterni. La pressione difensiva del Genoa parte dal centrocampo. I tre centrocampisti, disposti in modo sfalsato, sono pronti ad attuare un pressing immediato al momento della perdita del pallone. Questo pressing è ben organizzato e coordinato: le mezzali svolgono un ruolo cruciale nel chiudere gli spazi, supportando i braccetti nel raddoppio sugli esterni e garantendo una copertura completa del campo. L’obiettivo principale è la riconquista rapida del possesso, sfruttando un pressing aggressivo che obbliga gli avversari a commettere errori o a cedere il pallone. Le marcature a uomo sono eseguite con precisione e costanza, consentendo alla squadra di esercitare una pressione continua e di limitare le opzioni di passaggio degli avversari. In conclusione, la fase difensiva del Genoa di Gilardino si basa su una struttura compatta, con un pressing organizzato e una difesa a uomo che lavora in modo coordinato. Questa organizzazione rende la squadra solida nella riconquista del pallone, pronta a ripartire in fase di transizione offensiva.


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Fase di Transizione: 

In fase di transizione offensiva, il Genoa di Gilardino cerca di sfruttare l’ampiezza del campo per costruire la manovra in modo rapido ed efficace. Uno degli aspetti principali del gioco del Genoa è proprio l’utilizzo degli esterni, dove i terzini o i centrocampisti laterali si sovrappongono frequentemente, creando soluzioni in ampiezza. Il gioco si sviluppa spesso in verticale, con rapide combinazioni laterali volte a creare lo spazio necessario per il cross o il traversone verso l’area di rigore, cercando di servire gli attaccanti che attaccano la porta con tempismo.

Allo stesso tempo, il Genoa accetta anche la possibilità di cercare direttamente i propri attaccanti con passaggi verticali. Giocatori come Vitinha o Pinamonti sono particolarmente abili nel ricevere il pallone spalle alla porta, ripulirlo e giocarlo rapidamente di sponda, cercando un passaggio a muro con i centrocampisti che seguono l’azione. Questo “link play” tra gli attaccanti, spesso attraverso movimenti coordinati, consente di creare occasioni pericolose grazie a combinazioni rapide e improvvise che mettono in difficoltà le difese avversarie. La capacità degli attaccanti di legare il gioco tra di loro è fondamentale per generare occasioni da gol, sia quando si tratta di azioni costruite in ampiezza, sia quando il pallone viene giocato direttamente verso il centro del campo per creare combinazioni veloci. Questo approccio permette al Genoa di variare il proprio gioco offensivo e di essere pericoloso sia sugli esterni che nelle verticalizzazioni rapide verso gli attaccanti.

In fase di transizione difensiva, il Genoa di Gilardino adotta un atteggiamento basato su un rapido ripiegamento e riorganizzazione delle linee difensive, finalizzato a contenere immediatamente la ripartenza avversaria. L’obiettivo principale è quello di riposizionarsi in modo ordinato per poi attivare un contropressing efficace, con una riaggressione veloce volta alla riconquista del pallone. Il pressing viene applicato in maniera aggressiva, utilizzando una marcatura a uomo, che consente di limitare le opzioni di passaggio degli avversari e di recuperare velocemente il possesso.

Un elemento aggiuntivo cruciale è il contributo degli attaccanti nella fase di transizione difensiva. Giocatori come Vitinha/Pinamonti ed Ekuban svolgono un ruolo fondamentale: mentre uno degli attaccanti rimane in posizione più avanzata per un eventuale attacco preventivo nel caso di un recupero rapido del pallone, l’altro si abbassa per contribuire al pressing immediato. Questo primo pressing offensivo è mirato a mettere pressione sugli avversari in fase di costruzione, obbligandoli a velocizzare il gioco e, di conseguenza, a commettere errori.

Il sistema del Genoa prevede quindi una costante riaggressione, con un’organizzazione rapida e precisa che consente alla squadra di reagire in modo coordinato alla perdita del possesso, bilanciando l’aspetto difensivo con una potenziale ripartenza veloce, qualora il pallone venga riconquistato.

In conclusione, pur non avendo iniziato la stagione al meglio, il Genoa offre spunti di gioco interessanti, specialmente nell’utilizzo delle fasce e nella costruzione delle azioni offensive. L’abilità nel creare superiorità numerica sugli esterni e le combinazioni veloci, supportate dai movimenti degli attaccanti, evidenziano una struttura tattica solida. Se la squadra riuscirà a migliorare nel trovare maggior equilibrio difensivo e nella finalizzazione, potrà trasformare queste idee di gioco in risultati concreti, sfruttando al massimo il potenziale del suo sistema di gioco

ANALISI SWOT: 

Punti di forza


      • Uso strategico delle fasce: Il Genoa crea superiorità numerica sugli esterni grazie all’alto posizionamento dei terzini e al supporto delle mezzeali, aumentano opzioni offensive e pericolosità sugli esterni


      • Flessibilità tattica: La squadra dimostra grande adattabilità durante la costruzione del gioco, alternando tra un 1-4-4-2 e un 1-3-1-3-2. Questa flessibilità permette al Genoa di variare le proprie soluzioni offensive a seconda delle situazioni di gioco, rendendo la manovra meno prevedibile per gli avversari


    • Gestione nella transizione difensiva: In fase di non possesso, il Genoa ripiega con rapidità e attiva un pressing ben organizzato e aggressivo per recuperare il pallone. Questa capacità di reazione immediata consente di limitare efficacemente le ripartenze avversarie, mantenendo la squadra compatta e difficile da superare


Punti di debolezza


      • Difficoltà nella finalizzazione: Nonostante le numerose occasioni create, la squadra fatica a concretizzare, con mancanza di incisività sotto porta che compromette la capacità di chiudere le partite


      • Equilibrio difensivo non sempre solido: la transizione difensiva può essere vulnerabile quando i terzini sono avanzati, lasciando spazio agli avversari per attacchi rapidi


      • Mancanza di continuità nei risultati: la squadra ha mostrato difficoltà nel mantenere un livello di performance costante, specialmente con squadre che pressano in modo efficace


    • Perdita di giocatori chiave: le cessioni di giocatori come Retegui e Gudmundsson hanno ridotto la qualità e l’imprevedibilità in attacco, lasciando un vuoto che non è stato ancora pienamente colmato

 

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