Analisi Tattica: il Milan di Paulo Fonseca

Analisi realizzata da Ilan Di Gioacchino, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il MILAN di Paulo Fonseca: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Il Milan per la stagione 24/25 ha scelto Paulo Fonseca come nuovo allenatore, puntando su un tecnico che condivide molto dei principi di gioco offensivo del precedente tecnico, Stefano Pioli. Durante l’annuncio ufficiale, Zlatan Ibrahimovic, senior advisor della proprietà, ha sottolineato come la scelta di Fonseca sia stata guidata proprio dalle somiglianze nella filosofia di gioco, evidenziando il desiderio della società di continuare su una linea di gioco propositivo e offensivo.

Nonostante un avvio di stagione non perfetto, il Milan di Fonseca, ha già mostrato tratti distintivi del suo stile tattico, con una predilezione per il controllo del gioco e una manovra costruita a partire dal basso. La formazione adottata nella sfida contro la Lazio, uno schema 1-4-2-3-1, rispecchia chiaramente questa impostazione. 

 

 

Formazione e Caratteristiche tattiche: 

Portiere (P): Mike Maignan: il portiere francese si conferma uno degli elementi chiave nella fase di costruzione. La sua abilità con i piedi e la visione di gioco gli permettono di creare superiorità numerica nelle prime fasi di manovra, facilitando la transizione dalla difesa all’attacco

Difensori centrali (DC)- Pavlovic e Tomori: La coppia centrale è composta da due difensori fisicamente possenti ma anche dotati di grande velocità, fondamentali sia per coprire la profondità difensiva sia per mantenere alta la linea difensiva durante il pressing. Entrambi si distinguono per la capacità di recuperare rapidamente la posizione in situazione di transizione difensiva 

Terzini destri (TD) – Emerson Royal o Calabria: A seconda della partita, Fonseca schiera uno tra Emerson Royal e Davide Calabria, entrambi difensori capaci di impostare l’azione dal basso, aiutando la squadra a sviluppare un gioco fluido e veloce dalle retrovie. 

Terzini Sinistri (TS)- Terracciano o Theo Hernandez: Due terzini mancini, noti per le loro doti tecniche e fisiche, sono cruciali nel dare ampiezza alla manovra e nelle progressioni con la palla al piede. In particolare Theo Hernandez è spesso protagonista di incursioni offensive, mentre Terracciano garantisce maggior equilibrio difensivo. 

Centrocampista difensivo (CDC)-Reynders: Giocatore dotato di grande visione di gioco, Reynders è abile nel gestire il possesso palla e nel trasformare rapidamente l’azione da difensiva a offensiva, grazie al suo cambio di passo e alla capacità di verticalizzare con precisione. 

Centrocampista difensivo (CDC)- Fofana: oltre a garantire solidità difensiva, Fofana si distingue anche per il contributo in fase di costruzione. La sua fisicità e abilità nel gioco aereo lo rendono un elemento prezioso nelle situazioni di recupero palla e nella protezione difensiva. 

Ala Sinistra (AS)- Chukwueze o Leao: Entrambi i giocatori veloci e imprevedibili nell’1 contro 1, offrono ampiezza e profondità alla squadra, creando superiorità numerica sulle fasce e mettendo in costante difficoltà la difesa avversaria. 

Ala Destra (AD)- Pulisic: Dotato di grande rapidità e capacità di dribbling, Pulisic svaria su tutta la trequarti, creando spazi per sé e per i compagni. È particolarmente efficace nell’attaccare l’area di rigore e nell’attaccare gli spazi lasciati dagli avversari. 

Trequartista (COC)- Loftus-Cheek: Potente fisicamente, Loftus-Cheek è in grado di rompere le linee avversarie grazie alla sua progressione palla al piede. Si inserisce spesso in area per finalizzare le azioni o per ricevere cross, rappresentando una costante minaccia offensiva.

 Attaccante (ATT)- Okafor, Abraham o Morata: Fonseca dispone di tre opzioni in attacco, ognuna con caratteristiche specifiche. Okafor, Abraham o Morata sono prime punte che sanno finalizzare le azioni, ma anche lavorare con la squadra, venendo incontro per collegare il centrocampo con l’attacco e creare spazio per i compagni.

Sistema di gioco

Il Milan adotta un sistema di gioco di riferimento 1-4-2-3-1, ma in fase di possesso (FDP) si distingue per la sua elevata flessibilità tattica, adattando la struttura a seconda delle situazioni di gioco. Durante la fase di costruzione dal basso, la squadra assume frequentemente una disposizione 1-3-2-4-1. Uno dei due terzini si alza all’altezza del centrocampo, andando a posizionarsi in ampiezza sulla linea dei centrocampisti, mentre l’altro resta bloccato, abbassandosi per formare una linea difensiva a tre insieme ai difensori centrali. Questa disposizione permette di creare superiorità numerica nella prima fase di costruzione e garantisce una copertura preventiva in caso di transizione negativa, riducendo il rischio di essere esposti a contropiedi avversari.

I due centrocampisti centrali si posizionano davanti alla linea difensiva formando un doppio pivot, offrendo una connessione continua tra i reparti e fungendo da supporto per la costruzione di gioco. Gli esterni offensivi occupano le fasce laterali per garantire ampiezza e profondità, mentre il trequartista e l’attaccante centrale operano tra le linee, pronti a smarcarsi in zona di rifinitura o a creare soluzioni di passaggio verticali.

Sistema di gioco di base: 1-4-2-3-1

Sistema di gioco in possesso: 1-3-2-5, 1-3-2-4-1 

Sistema di gioco in non possesso: 1-4-4-2, 1-4-1-4-1

FASE DI POSSESSO

In fase di possesso, il Milan adotta una costruzione in modulo 3+2. Uno dei terzini si alza fino alla linea dei centrocampisti, assumendo una posizione avanzata in ampiezza, mentre l’altro terzino si abbassa, andando a formare una linea difensiva a tre con i due centrali, garantendo una copertura efficace in caso di transizione negativa, per mitigare eventuali rischi derivanti da errori nella costruzione del gioco. I due centrocampisti centrali, i CDC, i due pivot, si abbassano ulteriormente, posizionandosi in zona di prima impostazione per formare una struttura pentagonale che facilita il consolidamento del possesso e la progressione dal basso.

Il terzino che avanza, solitamente quello sinistro, si proietta in una zona più avanzata, fornendo una linea di passaggio sicura all’esterno. Questo posizionamento è particolarmente utile quando i due mediani sono sottoposti a una pressione intensa da parte degli avversari, o quando si vuole evitare di rischiare un passaggio verticale verso il centro. Le corsie laterali liberate dal movimento dei terzini diventano spazi cruciali per servire gli esterni offensivi, favorendo lo sviluppo della manovra attraverso le fasce e creando situazioni di superiorità numerica e profondità.

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Fase di sviluppo: Nella fase di sviluppo, il Milan adotta un approccio fortemente verticale, cercando di progredire velocemente verso la porta avversaria. Vengono sfruttate combinazione rapide e triangolazioni sulle corsie esterne per creare situazioni di superiorità numerica. Questo permette agli esterni d’attacco, come Chukwueze, Leao, Pulisic, di affrontare in situazioni di 1 contro 1 il diretto marcatore, cercando di superarlo sia con dribbling che con accelerazioni. Una volta saltato l’avversario, gli esterni hanno diverse opzioni: effettuare un cross, entrare nell’area di rigore o cercare il trequartista o l’attaccante che attacca lo spazio liberato nella zona di rifinitura. Gli esterni garantiscono ampiezza, mentre l’attaccante centrale e il trequartista occupano gli Half-Spaces tra la linea difensiva e il centrocampo avversario, pronti a smarcarsi e ricevere palla sia in profondità che venendo incontro al portatore.

Rifinitura e Finalizzazione: Nella fase di finalizzazione, il Milan accelera la progressione del pallone, cercando di superare rapidamente le linee di pressione avversarie. Il sistema offensivo della squadra sfrutta l’ampiezza garantita dagli esterni d’attacco e la centralità del trequartista per penetrare nell’ultimo terzo di campo, creando opportunità da gol. L’obbiettivo è creare situazioni di isolamento o 1 contro 1, dove gli esterni, grazie a combinazioni rapide e sovrapposizioni, possano sfruttare la propria abilità nel dribbling. Allo stesso tempo, i centrocampisti si inseriscono tra le linee per attaccare l’area di rigore, con l’intento di portare il maggior numero di uomini nella zona di finalizzazione. Questo approccio aumenta l’imprevedibilità offensiva e la densità all’interno dell’area, migliorando cosi la probabilità di creare occasioni da rete.

FASE DI NON POSSESSO

Nella fase di non possesso (FDNP), il Milan adotta un approccio più compatto e conservativo, trasformandosi in un 1-4-1-4-1, con un mediano che si alza altezza esterni e trequartisti, per formare una linea di pressing, lasciando l’attaccante centrale come unico riferimento avanzato. Questa disposizione permette al Milan di esercitare una pressione alta in fase di riconquista, cercando di recuperare palla rapidamente e ripartire cercando una transizione offensiva verticale. Alternativamente, la squadra può disporsi in un 1-4-4-2, con il trequartista che si alza all’altezza dell’attaccante, e le ali si abbassano all’altezza dei centrocampisti centrali per una fase attendista e solida.

Prima azione difensiva: In fase di non possesso, il Milan adotta una disposizione compatta per massimizzare la copertura degli spazi tra i reparti. La squadra si organizza prevalentemente 1-4-1-4-1 o 1-4-4-2, dove i blocchi intermedi sono responsabili di chiudere le linee di passaggio avversarie. In questo contesto, il mediano funge da schermo davanti alla difesa, avanzando in alcune situazioni per creare una prima linea di pressione che ostacola la costruzione del gioco avversario, forzando l’errore o il passaggio verso zone meno pericolose. A seconda delle circostanze, il Milan può adottare un atteggiamento più attendista, con i blocchi bassi che limitano gli spazi in verticale e in orizzontale. In queste fasi, la squadra cerca di difendere in modo posizionale, con i due attaccanti pronti a ripartire velocemente in transizione, sfruttando le situazioni di recupero palla per innescare rapidi contropiedi. Questo assetto mira a ridurre le opzioni di gioco dell’avversario e a facilitare la riconquista della sfera in zone favorevoli per attaccare immediatamente.

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Lateralità difensiva: Quando il Milan si trova a dover difendere su situazioni sviluppate lungo le fasce, tende a non attuare un raddoppio di marcatura con i terzini e i centrocampisti di catena. Questo approccio lascia i difensori esterni in situazioni di duelli individuali (1 vs 1) contro gli attaccanti avversari, il che può diventare pericoloso in presenza di avversari tecnicamente dotati e veloci, capaci di sfruttare gli spazi laterali per generare pericoli attraverso cross o penetrazioni in profondità nell’area di rigore. 

Linea difensiva: Nelle situazioni in cui il gioco si sviluppa lateralmente, il Milan tende a utilizzare una marcatura a uomo all’interno dell’area di rigore, mantenendo una compattezza orizzontale e una ridotta distanza tra i difensori e attaccanti avversari. Questo tipo di marcatura ravvicinata comporta dei rischi, specialmente se la squadra avversaria riempie l’area con un alto numero di uomini. Ad esempio, contro la Lazio, schieratasi con 1-4-2-3-1, il Milan ha dovuto affrontare situazioni complesse quando la squadra avversaria è riuscita a portare quattro uomini nell’area di rigore, mettendo in difficoltà la linea difensiva rossonera.

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TRANSIZIONE

Offensiva: Durante la fase di transizione offensiva, il Milan cerca di sfruttare sia le soluzioni laterali che centrali. Gli esterni, abili nei duelli individuali 1 vs 1, rappresentano una minaccia costante, mentre l’attaccante centrale gioca spesso di sponda, facilitando la creazione di opportunità offensive attraverso combinazioni rapide. Il Milan eccelle anche nel consolidare il possesso, ricominciando l’azione dalla costruzione bassa e cercando di creare occasioni da gol tramite un possesso palla ragionato, partendo dalle retrovie.

Difensiva: In fase di transizione difensiva, il Milan si riposiziona rapidamente, riorganizzandosi con una struttura 1-4-1-4-1, riducendo gli spazi tra i reparti e le linee. La squadra applica un primo pressing aggressivo immediatamente dopo la perdita del possesso, con l’obbiettivo di chiudere le linee di passaggio avversarie e impedire una progressione rapida. Il Milan cerca di riaggredire con un elevato numero di giocatori in zona palla, con l’intento di forzare la riconquista il prima possibile e trasformare la fase difensiva in una transizione positiva, sfruttando l’impreparazione della difesa avversaria per ripartire con azioni offensive rapide. 

ANALISI SWOT

Punti di forza

    • Capacità di creare superiorità numerica negli 1 vs 1 grazie agli esterni offensivi abili nel dribbling e nell’attacco diretto all’avversario. Forte efficacia nelle transizioni offensive rapide, con una notevole velocità nel passaggio dalla fase difensiva a quella offensiva, sfruttando al meglio spazi liberi lasciati dagli avversari.

Punti di debolezza

    • Marcatura a uomo: L’utilizzo della marcatura a uomo da parte del Milan in fase difensiva può diventare rischioso, soprattutto contro squadre che attaccano con un numero elevato di giocatori, creando vulnerabilità nelle situazioni di cross o su palle alte, dove il Milan può faticare a coprire efficacemente gli spazi. 
    • Instabilità nei centrocampisti centrali: I due mediani mostrano occasionali difficoltà nel garantire un solido equilibrio difensivo e possono essere superati facilmente durante le transizioni difensive, lasciando esposta la linea difensiva. 
    • Difficoltà nella gestione dei cross: La mancanza di un supporto sistematico dei raddoppi sulle fasce rende vulnerabile la squadra ai cross avversari, esponendo la difesa a situazioni di pericolo in area di rigore.  

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