Analisi Tattica: il Monza di Alessandro Nesta

Analisi realizzata da Filippo Ranghetti, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il MONZA di Alessandro Nesta: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

SISTEMA DI GIOCO

Il Monza si dispone in campo con un sistema di gioco 1-3-4-2-1:tra i pali Turati, difesa a 3 confermata in blocco ogni partita fino ad ora da inizio stagione con Izzo a destra, Marì centrale e Carboni a sinistra. Il centrocampo a 4 è composto da: a destra P.Pereira, i due centrali di centrocampo sono Pessina e Bondo e l’esterno sinistro è Kyriakopoulos anche loro sempre titolari se disponibili. Andando avanti troviamo 2 trequartisti, a destra inamovibile Dani Mota, a sinistra Maldini che si alterna con caprari. Unica punta djuric.

In fase di possesso palla il sistema di gioco può trassformarsi in 1-3/3-3-1. In questo caso Izzo e Marì insieme a uno tra Carboni in caso di presenza in campo di Bianco a fare il mediano oppure Bondo, non partecipano all’azione offensiva e salgono semplicemente con la linea di difesa così da poter svolgere meglio le coperture preventive. I 3 giocatori avanti a loro sono Pessina, Pereira  e Carboni, alzato a fare l’esterno in modo da far allargare e avanzare ulteriorente Kyriakopoulos e dall’altra parte Dani Mota e Caprari invece fornisce appoggio centralmente alle spalle della punta Djuric

In fase di non possesso, il monza si dispone con il  sistema di gioco 1-5-2-2/1 quando il pallone è consolidato dalla squadra avversaria a ridosso della linea di centrocampo e con i difensori che palleggiano tra loro in orizzontale, con Djuric in smarcamento preventivo così da ricevere eventali palloni recuperati così da far salire velocemente la squadra. Alle sue spalle Caprari/Maldini e Dani Mota orientano la pressione in modo da non far arrivare il pallone al difensore avversario più abile ad impostare, se egli riceve palla escono aggressivi così da concedere solo il passaggio orizzontale o il retropassaggio al portiere. 

Il 1-5-4-1 lo troviamo quando la squadra avversaria è rieuscita a risalire il campo e si trova a ridosso dell’area con il pallone, in questo caso Pereira e Kyriakopoulos si abbassano sulla linea dei difensori e a loro volta Caprari/Maldini e Mota si abbassano a formare una linea a maglie strette vicino a Bondo e Pessina, con Djuric davanti che cerca di inibire il gioco avversario dell’uomo che si trova davanti.

Sistema di gioco base: 1-3-4-2-1

Sistema di gioco in fase di possesso: 1-3/3-4-1

Sistema di gioco in fase di non possesso: 1-5-2-2/1 oppure 1-5-4-1

 

 

INTERPRETI

PORTIERI

N. 30 Turati (piede forte destro): portiere reattivo e coraggioso, dotato di riflessi pronti e abilità nel posizionamento. È abile nelle uscite e ha una buona capacità di gestire il gioco con i piedi. La sua prima arma in costruzione è cercare Djuric per le sponde di testa

DIFENSORI

N. 4 Izzo (piede forte destro): difensore centrale destro, giocatore di assoluta esperienza alla sua 11esima stagione da titolare in serie A, dirompente e roccioso nei contrasti. È uno specialista delle diagonali difensive e nel leggere la traiettoria del pallone, uniche pecche sono la velocità e il carattere fumantino che lo porta spesso a ricevere ammonizioni. Specialista nel contrastare sempre i tiri pericolosi.

N. 22 Pablo Marì (piede forte sinistro): difensore centrale, dotato di un’ottima capacità fisicità, capacità di anticipo sull’avversario e nel gioco aereo. Difensore un po’ lento ma affidabile a cui spetta l’ingrato compito ogni partita di marcare a uomo il centravanti avversario così impedirgli giocate semplici e pulite.

N. 44 Carboni (piede forte sinistro): difensore centrale sinistro, alla prima stagione da titolare. dotato di una buona corsa, che ha sfruttato in alcune situazioni salendo lateralmente e combinando con l’esterno sul suo lato per poi dirigersi in zone offensive di campo, può permettersi questa peculiarità viste le capacità di rientro tempestive mostrate fin’ora. Il suo ruolo di incursore viene limitato se il mediano davanti a lui è Bianco (centrocampista più di spinta rispetto a Bondo), in quel caso resta in copertura.

CENTROCAMPISTI

N. 77 Kyriakopoulos (piede forte sinistro): esterno sinistro di centrocampo, fulcro offensivo del Monza, è il primo uomo cercato dai difensori per i passaggi, la sua corsia sinistra è ampiamente più sfruttata rispetto all’altra. Dotato di un’ottima corsa che sfrutta negli 1 vs 1 con il diretto marcatore o nel risalire velocemente la fascia palla al piede per velocizzare le transizioni difensive e per creare superiorità numerica. Preciso nel fare i cross e incaricato di battere i calci d’angolo e le punizioni dalla sinistra.

N. 38 Bondo (piede forte destro): centrocampista centrale sinistro, dedito all’interdizione. Brevilineo, forte fisicamente e molto grintoso: abilissimo nella pressione sui centrocampisti e nel recupero rapido del pallone per interrompere le transizioni offensive avversarie. Poco abile nel gestire palla sulla pressione avversaria.

N. 32 Pessina (piede forte sinistro): centrocampista centrale destro,capitano dei brianzoli,  propenso alla fase di sviluppo per risalire velocemente il campo e di rifinitura (può fare anche il trequartista dietro la punta). Cerca le triangolazioni con Pereira o Dany mota per saltare le linee di pressione avversarie. Rigorista designato. Abile anche in interdizione.

N. 13 P. Pereira (piede forte destro): esterno destro di centrocampo, esterno che ruba meno l’occhio rispetto al compagno sul lato opposto ma giocatore affidabile sia in costruzione che in copertura. Si trova molto bene negli inserimenti quando mota gli chiede palla sull’esterno.

N. 42 Bianco (piede forte destro): centrocampista centrale sinistro, usato anche come sostituto dei trequartisti. Il 12esimo uomo di nesta, giocatore frizzante e sicuro del suo bagaglio tecnico nonostante la giovane età. Basso di statura e agile nello smarcarsi e nel trovare le giocate per i compagni, triangola molto bene con Kyriakopoulos sulla fascia sinistra, si allarga per ricevere palla quasi sulla linea laterale per rientrare così da avere sul piede forte la palla per servire i tagli dei compagni o per tirare

ATTACCANTI

N. 47 Dany Mota (piede forte destro): trequartista di destra, principale bocca da fuoco del Monza. Grintoso e veloce, ha un’ottima capacità di resistere ai contrasti con i difensori avversari, ha la qualità che serve a questa squadra per giocare in rifinitura e finalizzazione, riceve spesso palla sull’esterno e ricerca il dribling per poi calciare. Riesce sempre ad essere in equilibrio al momento del tiro.

N. 10 Caprari (piede forte destro): fantasista dei brianzoli, abilissimo tecnicamente e nel servire i tagli dei compagni nello stretto. Si disimpegna molto bene dalle marcature grazie alla rapidità di piedi data anche dalla sua bassa stratura. Batte i calci d’angolo e le punizioni dalla destra.

N. 14 Maldini (piede forte destro): trequartista di sinistra, il golden boy dei brianzoli, fresco di esordio in nazionale azzurra. Fisico longilineo che sa sfruttare a pieno con le falcate palla al piede o nella protezione del pallone per uscire da situazioni complesse grazie alle straordinarie doti tecniche sotto pressione. Riceve palla in rifinitura per poi accentrarsi o associarsi con la punta. Dotato di ottime doti balistiche.

N. 11 Djuric  (piede forte destro): centravanti alto e forte fisicamente (199 cm per 94 Kg), primo in Serie A per duelli aerei vinti. Abile nella realizzazione di testa e nella protezione del pallone per le sponde ai compagni. Giocatore di esperienza che sa far salire la squadra nei momenti di difficoltà. Già 4 gol e 1 assist nelle prime 9 partite. Unico neo è la velocità.

FASE DI POSSESSO

COSTRUZIONE

Le azioni del Monza partono sempre da Turati, che ha sempre 2 alternative in costruzione: il rinvio dal fondo o il passaggio corto ai difensori, analizziamo entrambe le situazioni.

Il rinvio dal fondo, avendo il portiere una capacità di lancio molto lunga e una discreta precisione, l’opzione della ricerca diretta della punta è validissima per la costruzione della azione da parte di Nesta tanto che Turati è il portiere con il maggior numero di lanci lunghi a partita in serie A, ben 22,6 (fonte: FBREF). Altro fattore che gioca una vitale importanza è la presenza di Djuric come centroavanti, primo per duelli aerei vinti in serie A, questo fa del Monza la squadra con la percentuale più alta del campionato a vincere i duelli aerei, 59% (fonte:FBREF). Questo porta la squadra ad avere come prima alternativa il lancio in direzione dell’attaccante che grazie alle sue abilità, permette di saltare le prime due linee di pressione portando così il pallone subito a ridosso della difesa avversaria. Durante il duello aereo i 2 trequartisti raccolgono le spizzate che il loro centravanti fornisce così da trovarsi già in una zona di campo a loro molto congeniale.

Secondo aspetto della costruzione è la partenza dal basso, i brianzoli in questo caso svolgono un giro palla orizzontale in difesa volto però a cercare appena possibile i due esterni Pereira e Kyriakopoulos, con il greco che viene preferito come mole di palloni che gli arrivano a partita. In caso di difficoltà a raggiungere le catene laterali subentra in aiuto Pessina che viene incontro così da stanare la pressione avversaria e cercare lui varchi per i compagni che nel frattempo si sono smarcati. 

SVILUPPO

Le azioni dei Brianzoli si sviluppano poi con Carboni che abbandona la sua posizione di difensore centrale, facendo scorrere tra centrocampo e difesa Bondo (poco abile nello sviluppo della manovra), e si alza sulla posizione dei centrocampisti e si dispone lateralmente a sinistra così da permettere al compagno avanzato Kyriakopoulos di alzarsi sulla linea dei trequartisti in modo da poter essere pericoloso.

La stessa cosa non accade a destra in cui, Izzo non trovandosi a suo agio in posizione di esterno non sale e costringendo Pereira a non avanzare troppo per non lasciare scoperto il suo posto. 

In caso ci fosse Bianco a giocare al posto di Bondo questo movimento di Carboni non viene eseguito poiché Bianco è un centrocampista molto diverso rispetto al francese. In queste occasioni il movimento di Kyriakopoulos è il medesimo ma il suo posto viene rimpiazzato dal centrocampista lasciando così a Carboni un ruolo di copertura.

RIFINITURA

In questa fase molto delicata abbiamo i 3 giocatori alle spalle della punta: Kyriakopoulos, Maldini/Caprari e Mota che solitamente ricevono il pallone in corsa e mai sui piedi vista l’insistenza a giocare verticalmente sulle fasce, dove si ha più campo per le giocate. Questo porta molto dinamismo e con i ruoli che vengono interscambiati con inserimenti o sovrapposizioni date dalle triangolazioni di palla veloci che avvengono nella ¾ di campo avversaria. Succede spesso di vedere situazioni in cui Maldini si è allargato a ricevere  e successivamente serve Kyriakopoulos che si è inserito alle spalle dei mediani avversari.

LATERALITA’ OFFENSIVA

Il gioco del monza come abbiamo visto si basa tutto sulle linee laterali, zone di campo che permettono di dare ampiezza alla manovra e allargare gli spazi così da avere più tempo per fare la giocata corretta. Da sottolineare in particolare è la disparità di azioni che vengono svolte, con la fascia sinistra che si ritrova ad essere il cuore pulsante della fase di possesso del monza mentre la fascia destra relegata ad azioni più estemporanee. Questo permette una prevedibilità maggiore da parte della squadra di Nesta che però non ha paura di questa cosa e si affida alle qualità di passaggio e di dribbling dei suoi interpreti per sviluppare l’azione offensiva. Un’altra cosa da sottolineare è l’indipendenza delle due fasce, i 2 mediani di riferimento non scambiano mai tra loro il pallone così da velocizzare i cambi di fronte, anzi se si vuole passare da una fascia all’altra non sono previsti cambi di gioco a tutto campo o lo scambio tra Pessina e Bondo. L’unico modo che ha è tornare indietro e ripartire dai difensori se non in alcuni casi da Turati.

 

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FINALIZZAZIONE

La fase di non possesso si conclude con la fiinalizzazione: qui i giocatori offensivi hanno diverse soluzioni a cui far riferimento; la più quotata è il cross, 16 a partita soprattutto dalla catena di sinistra con specialista Kyriakopoulos che riesce sempre a trovare il compagno da servire. Durante i traversoni troviamo sempre all’interno dell’area Djuric, minaccia numero 1 per le difese, Mota che è bravo sia di testa che nelle conclusioni al volo (entrambi già 4 gol quest’anno). Per potersi liberare per effettuare i cross Kyriakopoulos tenta spesso l’1vs 1 oppure la triangolazione per andare sul fondo con il trequartista che si è avvicinato. Per quanto riguarda invece Caprari/Maldini o Mota la situazione cambia poiché anche loro utilizzano il dribling dello stretto o il dai e vai per finalizzare ma la loro azione è rivolta al tiro in porta a rientrare viste le doti di questi 3 giocatori nell’essere pericolosi per i portieri avversari.

FASE DI NON POSSESSO

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

Durante la fase di costruzione avversaria, la prima linea difensiva del monza si abbassa senza dare fastidio ai palleggiatori fino a ridosso della linea di centrocampo. Questo serve a far rientrare gli attaccanti in posizione e grazie alla difesa a 3 alta, permette al Monza di poter stringere moltissimo la distanza tra Djuric e Marì. Questa modalità crea enormi problematiche soprattutto per i centrocampisti di costruzione avversari che si ritrovano ad essere accerchiati da maglie biancorosse così da non poter ricevere palla o venir subito aggrediti. Con questa modalità il Monza attende l’errore degli avversari senza produrre un vero pressing sui difensori avversari che sono liberi di palleggiare in orizzontale senza avere a disposizione passaggi in avanti. L’unico momento in cui il Monza esce in pressione a uomo è quando sanno che un difensore avversario è molto abile nel lancio lungo, in questo caso i trequartisti escono a uomo così da non dare tempo al giocatore di alzare la testa per verticalizzare e doversi rifugiare ancora nel passaggio orizzontale per non rischiare una ripartenza pericolosa.

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO IN FASE DIFENSIVA

Lo specialista a centrocampo per quanto riguarda la rottura del gioco avversario è Bondo. Il centrocampo è a maglie serrate e i 2 mediani hanno il compito di stare aggressivi sui centrocampisti avversari in modo da non fargli ricevere il pallone o da permettergli solo l’appoggio dietro, l’obiettivo è fare in modo che non si sviluppi mai il gioco per vie centrali. L’alternativa che gli avversari si ritrovano a dover percorrere è il gioco sugli esterni con Kyriakopoulos e Pereira che difendono a uomo, molto attenti negli 1 vs 1 grazie alla loro velocità.

LATERALITA’ DIFENSIVA

Il gioco degli avversari quindi si sposta sulle catene laterali, il compito degli esterni brianzoli è quello di non far risalire il campo agli avversari lasciandoli gestire il pallone all’altezza del centrocampo. In questa fase il ruolo del mediano vicino è fondamentale poiché il centrocampista che sta attaccando vorrà dare un appoggio al compagno sulla fascia che ha il possesso del pallone e l’altro di conseguenza si avvicinerà anche lui all’azione per favorire la manovra, Bondo e Pessina continuano il loro obiettivo di non far ricevere palla, in più se c’è la possibilità viene eseguito un raddoppio sul portatore di palla da Bondo e Caprari/Maldini a sinistra o da Mota e Pessina a destra per recuperare il pallone e poter ripartire. In questi casi l’altro mediano non impegnato nel raddoppio marca il centrocampista avversario più vicino e gli altri giocatori si stringono per creare alta densità nella zona del pallone.

Questa alta densità che si viene a creare lateralmente lascia scoperto il campo sui cambi di gioco da esterno a esterno. 

 

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LINEA DIFENSIVA

Ai 3 difensori Izzo,Marì e Carboni durante la fase difensiva si aggiungono anche i due esterni di centrocampo Pereira e Kyriakopoulos. Formato così una lina a 5 solida e compatta. Marì ha il ruolo di marcatore a uomo del centravanti avversario grazie alla stazza (193cm), soffre in copertura se non ha punti di riferimento da marcare. I quinti difensivi aggrediscono a uomo le ali appena ricevono il pallone concedendo l’1vs 1 nel frattempo i braccetti Izzo e Carboni accorciano, se dovesse saltare la marcatura di Pereira e Kyriakopoulos sono subito in copertura in modo da sventare minacce, Izzo è diventato esperto a giocare così nel Torino di Mazzarri,Nicola e Juric. Il monza concede diversi cross sul fondo agli avversari questo perché preferisce non affrontare gli attaccanti per vie centrali e sono consapevoli delle loro abilità nei duelli aerei. 

Un neo della difesa sempre attenta di Nesta ( a sua volta difensore leggendario di Lazio e Milan) è il fuorigioco. Il Monza è ultima in fuorigiochi avversari in serie A, solo 6 concessi in 9 partite disputate (fonte FBREF)

 

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TRANSIZIONI

DIFENSIVA

Quando il pallone viene perso la riaggressività è parte del sistema di gioco dei biancorossi ma solo per non far ripartire azioni pericolose. La parola d’ordine è equilibrio in modo da non allungare troppo la squadra per pressare alto dato che è una situazione in cui la difesa non si trova a proprio agio e prevede che gli attaccanti tornino a fare densità nella zona centrale di campo.

OFFENSIVA

Il Monza è una squadra che gioca molto verticale e sulle seconde palle, per questo sono molto importanti le fasi di transizione. Il recupero del pallone è volto al contropiede e alla ricerca della corsa di trequartisti, esterni o alle sponde di Djuric. In questo istante i recuperi di palla di Bondo in particolare e Pessina sono vitali per la solidità della squadra; quando è il francese a recuperare palla viste le sue doti non eccelse di verticalizzatore, si preferisce un consolidamento del possesso volto a iniziare l’azione dalla difesa. Il contrario avviene quando a recuperare palla è Pessina che invece è abile sia palla al piede sia a servire i compagni lungo la corsa che si sono già mossi per iniziare a smarcarsi dai diretti difendenti.

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

 

    • Molta fisicità in tutti i reparti, soffrono pochissimo su cross e palle inattive.

 

    • Molto pericolosi di testa soprattutto con Djuric

 

    • Diverse soluzioni negli ultimi 30 metri grazie ai trequartisti come Maldini e Mota tra tutti

 

    • Enorme densità a centrocampo che costringe le squadre che giocano prevalentemente in quella zona di campo a doversi adattare al gioco sulle fasce

 

    • Molti punti guadagnati contro squadre della parte alta della classifica

PUNTI DI DEBOLEZZA

 

    • Gioco basato troppo su lanci lunghi e seconde palle

 

    • Sviluppo dell’attacco prevedibile vista la prevalenza del gioco o su Djuric o su Kyriakopoulos

 

    • Baricentro troppo basso

 

    • Soffrono con le squadre che fanno della lateralità il loro punto di forza

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