Analisi Tattica: il Napoli di Antonio Conte 2025

Analisi realizzata da Antonio Marotta, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il NAPOLI di Antonio Conte 2025: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Nello scenario in costante evoluzione del calcio contemporaneo, pochi tecnici hanno esercitato un’influenza così significativa come quella di Antonio Conte.
Vediamo dunque come gioca il Napoli di Antonio Conte.
L’analisi tattica della squadra partenopea ha l’obiettivo di approfondire le complessità tattiche che la definiscono. Per procedere a tale disamina è stato preso in esame il match del Napoli in casa contro il Verona di Paolo Zanetti.
Conte è noto per la capacità di adattare i suoi schemi di gioco alle caratteristiche dei giocatori a disposizione, pur mantenendo una forte identità tattica. Sebbene il suo sistema di gioco preferito sia il 3-5-2 (o sue varianti come il 3-4-3), è in grado di apportare modifiche per sfruttare al meglio il potenziale della squadra, proprio come fatto nei suoi primi mesi al Napoli.
Uno degli elementi chiave del suo approccio è la solidità difensiva. Le sue squadre mostrano un’organizzazione impeccabile, con una difesa capace di mantenere compattezza, chiudere gli spazi e anticipare le mosse avversarie. La transizione difensiva è sempre rapida, riducendo al minimo i rischi.
Oltre agli aspetti puramente tattici, Conte è un motivatore straordinario. Le sue squadre sono conosciute per la grinta e l’intensità che mettono in campo, riflettendo il suo carattere combattivo. Questa mentalità è un elemento fondamentale del suo successo.
Attualmente il Napoli occupa la prima posizione in Serie A. Il valore dell’xG è pari a 29, con 32 gol fatti e quello dell’xGA è pari a 16, con 12 goal subiti.
Il valore dell’xG suggerisce che il Napoli ha una percentuale leggermente più alta di goal segnati rispetto all’aspettativa di goal attesi.
Il valore dell’xGA indica una difesa solida, con il Napoli che ha mantenuto una media di 0,6 gol subiti per partita, dimostrando un’efficace organizzazione difensiva.
INTERPRETI
PORTIERI:
-
- N.1 Meret (piede forte sinistro)
- N.96 Scuffet (piede forte destro)
- N.14 Contini (piede forte destro)
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Portieri molto abili tecnicamente nel giocare con i piedi, si distinguono per l’ottimo senso della posizione tra i pali, per l’agilità, la calma e la sicurezza in diverse situazioni di gioco. Hanno il compito di attirare la prima pressione avversaria per poi iniziare una prima costruzione che può essere diretta con un rinvio preciso alla ricerca di Lukaku oppure una costruzione bassa.
DIFENSORI CENTRALI:
-
- N.4 Buongiorno (piede forte sinistro)
- N.13 Rrahmani (piede forte destro)
- N.5 Juan Jesus (piede forte sinistro)
- N.16 Rafa Marin (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
Tutti efficienti nella marcatura e nel dare copertura al proprio compagno di reparto in FDNP lavorando in modo coeso mantenendo compattezza e chiudendo gli spazi centrali. Abilissimi nelle marcature preventive in FDP. Nella fase di costruzione bassa cercano, se possibile, l’immediata verticalizzazione verso i centrocampisti oppure la punta.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Dotati di buona tecnica di base per ciò che concerne passaggio, conduzione e controllo palla. Abili ed efficienti nell’uno contro uno difensivo, tra tutti spicca Buongiorno. Sfruttano, inoltre, la loro altezza per respingere o attaccare palloni aerei, anche in fase offensivi nelle situazioni di palla indiretta.
TERZINI:
-
- N.22 Di Lorenzo (piede forte destro)
- N.17 Olivera (piede forte sinistro)
- N.37 Spinazzola (piede forte destro)
- N.30 Mazzocchi (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
I calciatori in questione svolgono un ruolo fondamentale sia in FDP che in FDNP. In FDP, come analizzeremo di seguito, hanno il compito di affiancare, in modo alternato in base a dove si effettua la costruzione, il play in fase di costruzione bassa in modo tale da creare spazio sulla fascia per l’esterno mettendolo in condizione di uno contro uno e in fase di rifinitura se uno dei due terzini attacca l’area di rigore avversaria l’altro si dispone in marcatura preventiva insieme al play e ai due difensori in modo tale da avere equilibrio in qualunque fase di gioco. In FDNP si dispongono insieme ai difensori e l’esterno destro nella classica linea difensiva a 5 collaborando nelle marcature con i compagni efficientemente.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Dotati di grande intelligenza tattica che sfruttano per leggere in anticipo qualunque situazione. Dotati, inoltre, di grande fisicità, velocità con e senza palla oltre che un’ottima tecnica di base che li rendono anche molto pericolosi in area avversaria.
CENTROCAMPISTI:
-
- N.68 Lobotka (piede forte destro)
- N.99 Anguissa (piede forte destro)
- N.8 McTominay (piede forte destro)
- N.15 Biling (piede forte sinistro)
- N.6 Gilmour (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
Fondamentali è dir poco sia in FDP che, soprattutto, in FDNP. In FDP qualora dovesse avvenire una costruzione diretta sulla punta allora possiamo trovarle il CCS e il CCD vicino ad esso per offrire un appoggio e lottare sulla seconda palla per poi smistarla sulle fasce. Nel caso, invece, di costruzione bassa possiamo trovare il CCS e il CCD in linea con i due esterni di attacco in questo 1-2-3-4-1 che propone Conte con il compito di invadere l’area di rigore avversaria facendosi trovare pronto sia per un cross o che per un eventuale cut back. In FDNP li troviamo in linea da 4 insieme all’esterno sinistro nell’1-5-4-1 difensivo proposto dalla squadra partenopea garantendo equilibrio ed efficienza leggendo qualunque situazione di gioco.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Grande intensità fisica e mentale, disciplinati tatticamente e pronti a sacrificarsi per mantenere l’equilibrio della squadra. Godono di un’importante tecnica di base che permette loro di essere pericolosi in fase di finalizzazione ma soprattutto di essere molto abili nella fase di costruzione bassa qualora il pallone dovesse passare tra i loro piedi. Abilissimi nel contrasto, nell’intercettamento, nell’anticipo e nella presa di posizione grazie anche alla loro importante struttura fisica.
ESTERNI:
-
- N.7 David Neres (piede forte sinistro)
- N.21 Politano (piede forte sinistro)
- N.26 Ngonge (piede forte sinistro)
- N.23 Zerbin (piede forte destro)
- N.29 Hasa (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
In FDNP troviamo l’esterno destro molto basso in linea con i difensori e i terzini nella classica linea difensiva a 5 proposta da Antonio Conte. Troviamo, invece, l’esterno sinistro in linea con i 3 centrocampisti così da formare l’1-5-4-1 in fase difensiva. Importantissimo quindi il compito in quanto l’allenatore leccese chiede loro tanto sacrificio in FDNP garantendo solidità e compattezza all’intera squadra. Non è un caso, infatti, che la squadra partenopea abbia subito appena 12 goal in 20 partite. In FDP li troviamo molto larghi sulle fasce in modo tale da allungare la linea difensiva avversaria e soprattutto messi in condizione di affrontare il proprio avversario in uno contro uno. Abili, inoltre, nel creare superiorità numerica in zone di campo importanti.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Abili nella conduzione palla e nell’affrontare il proprio avversario nell’uno contro uno innescando situazioni di gioco interessanti. Sfruttano la propria tecnica, agilità e velocità soprattutto negli ultimi 25 metri. Grande intensità fisica e mentale con eccelsa volontà a sacrificarsi in FDNP.
ATTACCANTI:
-
- N.11 Lukaku (piede forte sinistro)
- N.18 Simeone (piede forte destro)
- N.81 Raspadori (piede forte destro)
COMPITI TATTICI
Il compito tattico che Antonio Conte dà alla propria punta, nel nostro caso Romelu Lukaku per la maggiore, è quello di offrirsi come punto di riferimento qualunque essa sia la costruzione, bassa o diretta. La punta ricopre il ruolo fondamentale di controllare, proteggere e smistare qualunque pallone gli venga offerto dai compagni di squadra. La punta ha, inoltre, il compito di iniziare il pressing sugli avversari, disturbando i difensori centrali e il play avversario nella costruzione del gioco.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Dotati di una forza e una struttura fisica straripanti. Sono inoltre molto veloci e abili nella conduzione del pallone sfruttando la loro intelligenza nel prendere sempre la decisione giusta leggendo alla perfezione le situazioni di gioco. Dinamici, disposti al sacrificio e capaci di alternare momenti di pressing aggressivo a movimenti intelligenti per creare spazi e finalizzare le azioni.
SISTEMA DI GIOCO
Il Napoli si dispone in campo con un sistema di gioco 1-4-3-3. In FDP la struttura è molto fluida ma allo stesso tempo intricata da analizzare. Possiamo notare 2 costanti in fase di sviluppo. La squadra partenopea predilige una costruzione bassa ma non rifiuta quella diretta alla ricerca di Romelu Lukaku che ha il compito di controllare e smistare il pallone che gli viene offerto alla ricerca di verticalizzazioni immediate. Nella costruzione bassa, invece, nel momento in cui il DCD si trova in possesso palla allora il Napoli effettua le seguenti rotazioni: il CCS e il CCD si alzano disponendosi molto vicino alla punta facendosi trovare pronti in caso di verticalizzazione immediata sfruttando la loro struttura e forza fisica per difendere la palla, il TS occupa la zona di campo centrale lasciata libera dal CCS affiancando il play e aprendo il campo per l’esterno sinistro che ha la libertà di controllare palla e scegliere se fraseggiare con il TS per poi verticalizzare subito verso la punta o, in caso di spazi chiusi, tornare indietro dai DC e riniziare la costruzione. Quando invece troviamo il DCS in possesso palla allora il TD occupa la zona centrale del campo liberata dal CCD affiancando il play ed esegue le stesse cose già elencate. Nella fase di rifinitura la disposizione in campo del Napoli è chiara in un 1-2-3-4-1 dove troviamo i due DC in linea con più avanti i due TD con il play in linea, la linea da 4 formata dai due esterni e dai due CCS e CCD insieme alla punta davanti a loro. Nella fase di finalizzazione troviamo la punta con, sia il CCS che il CCD, ad occupare l’area insieme all’esterno opposto rispetto a dove sta avvenendo l’azione. In FDNP la struttura è molto chiara e si delinea in un 1-5-4-1 dove troviamo l’esterno destro in linea con i difensori e i terzini e l’esterno sinistro in linea con i 3 centrocampisti lasciando alla punta il compito di disturbare la prima fase di costruzione avversaria.
SISTEMA DI BASE: 1-4-3-3
SISTEMA FDP: 1-2-3-4-1
SISTEMA FDNP: 1-5-4-1
FASE DI POSSESSO (FDP)
In fase di costruzione della manovra l’obiettivo della squadra è quello di superare le linee di pressione avversaria con meno passaggi possibili per poter giungere, con verticalizzazioni pericolose, alla finalizzazione.
COSTRUZIONE
Il Napoli può decidere, in base anche all’intensità del pressing avversario, se adottare una costruzione bassa oppure diretta. La costruzione diretta nelle squadre di Antonio Conte è un elemento chiave della sua filosofia tattica, in quanto si allinea con la sua predilezione per un gioco verticale, rapido e orientato all’efficacia. Possiamo notare come costante il rinvio lungo da parte del portiere, con l’obiettivo di superare rapidamente le linee di pressione avversarie, verso la punta centrale il quale ha il compito di gestire la palla per poi scaricarla al compagno più vicino, generalmente il CCS o il CCD, per poi cercare subito la verticalità verso uno dei due esterni molto abili nell’uno contro uno e nell’attaccare gli spazi. La costruzione diretta di Conte punta sull’efficienza, sull’esaltazione delle qualità fisiche e tecniche dei giocatori offensivi, e sulla capacità di sfruttare la verticalità come arma per rompere gli equilibri. Il tutto è inserito in un contesto di compattezza tattica e attenzione ai dettagli, in quanto con lanci lunghi e palloni diretti, Conte prepara la squadra a recuperare rapidamente il possesso grazie alla compattezza e alla coordinazione nei duelli e, a differenza della costruzione elaborata, la costruzione diretta consente di bypassare il pressing alto degli avversari, riducendo le probabilità di perdere il pallone in aree critiche. La costruzione dal basso nelle squadre di Antonio Conte rappresenta un approccio equilibrato e funzionale alla sua filosofia di gioco, con l’obiettivo di combinare precisione, organizzazione e verticalità. Pur non essendo estremamente elaborata come quella di altri allenatori (ad esempio Guardiola), è mirata e contestualizzata alle caratteristiche della squadra. Il primo obiettivo della costruzione bassa è superare la prima linea di pressione avversaria mantenendo il possesso, quindi invita l’avversario a pressare alto, creando potenziali spazi liberi tra le linee che possono essere sfruttati da centrocampisti o attaccanti. Notiamo come spesso sfruttano quanto descritto per servirsi dell’ottima tecnica di base di Di Lorenzo il quale cerca con una palla verticale il movimento ad attaccare la profondità da parte di Lukaku. Conte coinvolge difensori, centrocampisti e attaccanti in una progressione armoniosa permettendo una migliore fluidità tra i reparti. Sebbene inizi dal basso, il gioco di Conte non è mai sterile o fine a sé stesso: l’obiettivo finale è sempre quello di trovare spazi per attaccare in verticale con pochi tocchi.
SVILUPPO
Una volta superata la prima linea di pressione avversaria e portata palla sulla linea dei centrocampisti la disposizione dei giocatori è chiara e si allinea in un 1-2-4-3-1 dove troviamo i due DC in linea con più avanti i due TD con il play in linea, la linea da 4 formata dai due esterni e dai due CCS e CCD insieme alla punta davanti a loro. Il principio di gioco del Napoli è quello di attirare ancora il pressing avversario per giocargli alle spalle con immediata verticalità, altrimenti la costante è quella di ruotare continuamente di posizione con il preciso scopo di lasciare spazio e quindi l’uno contro uno a entrambi gli esterni di attacco, in questo caso Politano e David Neres.

RIFINITURA
In fase di rifinitura il Napoli ha come obiettivo quello di essere molto pericoloso e cinico sfruttando i propri esterni e occupando l’area di rigore avversaria con i centrocampisti ma Conte cerca sempre di mantenere un equilibrio tale da avere solidità e pressione anche una volta persa palla, come? Il Napoli schiera alti i due difensori centrali abili e intelligenti nelle mercature preventive ma soprattutto, a rotazione, avvicina e affianca uno dei due terzini al play con il preciso compito tattico di dare appoggio e copertura in qualsiasi situazione di gioco. Il principio fondamentale è quello di creare tanta densità nell’area di rigore avversaria sfruttando la fisicità della punta e dei centrocampisti, oltre che l’inserimento dell’esterno opposto rispetto a dove si sta effettuando l’azione. In genere troviamo almeno 4 giocatori a riempire l’area.

FINALIZZAZIONE
I modi in cui gli uomini di Conte tentano la via del goal sono molteplici, tra i quali:
-
- L’isolamento per il dribbling e tiro di Politano o David Neres;
- Il colpo di testa da cross effettuato dagli esterni sfruttano le abilità tecniche e fisiche soprattutto di Lukaku e Anguissa;
- Riempimento con tanti effettivi dell’area di rigore per ricevere i cut back o i cross bassi delle ali;
- I filtranti alle spalle dei difendenti che servono il taglio degli esterni o della punta;
- Il tiro da fuori area a difesa schierata sfruttando soprattutto le abilità tecniche di McTominay.
LATERALITÀ OFFENSIVA
Il gioco sugli esterni ricopre un ruolo fondamentale per la squadra partenopea nel momento in cui non riesce a bucare centralmente. Nella prima FDP troviamo gli esterni molto alti e larghi con il preciso compito tattico di aprire e allargare la linea di difesa avversaria per sfruttare gli inserimenti proprio in quelle zone dei centrocampisti. La ricerca dell’isolamento per mettere in risalto le qualità tecniche degli esterni partenopei nell’uno contro uno è un principio ben riconoscibile. Nel gioco laterale spesso partecipano anche i terzini i quali sono molto abili ad attaccare gli spazi liberi in profondità, sia aggirando l’esterno quindi effettuando una sovrapposizione sia tagliando dentro il campo proprio per liberare campo e portare via un giocatore all’esterno abile nel puntare il difendente per poi effettuare un cross, un traversone, un cut back oppure per andare direttamente al tiro.
FASE DI NON POSSESSO (FDNP)
La fase di non possesso nelle squadre di Antonio Conte è un elemento fondamentale della sua filosofia di gioco, caratterizzata da una struttura difensiva rigorosa, una forte organizzazione tattica e un’elevata intensità. Conte punta su un approccio collettivo che combina pressing intelligente, compattezza tra i reparti e transizioni rapide una volta recuperata palla.
PRIMA AZIONE DIFENSIVA
Il Napoli di Conte, nel momento in cui l’avversario mette in atto una costruzione bassa nel proprio primo quarto di campo, si pone come scopo primario quello di effettuare un pressing coordinato, non si tratta di un pressing forsennato, ma di una pressione mirata, organizzata e legata al contesto. La punta chiude le linee di passaggio verso il centro, le mezzali e il play schermano i corridoi centrali, indirizzando il possesso avversario verso le fasce. Dall’analisi precedentemente fatta abbiamo notato che il Napoli inizia la fase difensiva quando ancora è in possesso palla avanzato schierando alti i due difensori centrali abili e intelligenti nelle mercature preventive ma soprattutto, a rotazione, avvicina e affianca uno dei due terzini al play con il preciso compito tattico di dare appoggio e copertura in qualsiasi situazione di gioco.
LINEA DIFENSIVA
Il Napoli si compatta in un 1-5-4-1 sotto la linea del pallone. I reparti sono molto corti tra di loro e troviamo quindi densità in zona centrale in modo tale da non subire passaggi che bucano le linee. Il principio alla base è quello di non lasciare alcun spazio libero per passaggi o inserimenti ma concedere lateralità al gioco avversario accettando anche di subire il cross puntando tanto sull’efficacia aerea difensiva. Notiamo come, inoltre, non conceda profondità alle giocate avversarie mettendo in atto quindi una difesa a diagonale corta.

ATTEGGIAMENTO DEL CENTROCAMPO
Il centrocampo è piatto con il preciso compito tattico di schermare le linee di passaggio centrali e di abbassarsi per dare supporto alla difesa nel momento in cui dovesse arrivare un cross o un traversone. L’assetto prevede una linea a 4 con l’abbassamento dell’esterno sinistro sulla linea dei 3 centrocampisti ma con la propensione e il lavoro di smarcamento preventivo così da essere un punto di riferimento, insieme alla punta, in caso di transizione offensiva.
LATERALITÀ DIFENSIVA
Dal momento in cui la squadra partenopea lascia ai propri avversari la libertà di sviluppare la propria manovra sulle catene laterali è, quindi, importante il lavoro dei laterali difensivi. Notiamo come il lavoro di estremo sacrifico da parte di Politano garantisca copertura ed equilibrio a tutto il sistema di gioco collaborando efficientemente con il proprio compagno di reparto, ovvero Di Lorenzo, sventrando la maggior parte delle azioni e recuperando il possesso del pallone per dare vita a veloci transizioni offensive.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Le transizioni offensive del Napoli sono un aspetto chiave del loro gioco, particolarmente efficace grazie all’organizzazione tattica, alla rapidità nell’esecuzione e alla qualità tecnica dei giocatori. Una volta riconquistata la palla, il Napoli cerca passaggi immediati in profondità, spesso verso l’attaccante centrale o gli esterni, sfruttando gli spazi lasciati dalla squadra avversaria. Tuttavia, se la riaggressione avversaria toglie spazio e tempo alla giocata allora il Napoli accetta di consolidare il possesso della palla e affidarsi alla costruzione dal basso.
TRANSIZIONE DIFENSIVA
Le transizioni difensive della squadra di Antonio Conte sono caratterizzate da organizzazione, rapidità e aggressività. Questa fase è cruciale nel suo approccio tattico, poiché punta a prevenire che l’avversario possa sfruttare situazioni di disorganizzazione o spazi aperti. Dopo la perdita del possesso, la squadra partenopea tende a recuperare palla rapidamente con un pressing organizzato. Questo avviene nei primi secondi successivi alla perdita, quando l’avversario è più vulnerabile sfruttando la compattezza, l’equilibrio e la densità in zona palla in fase offensiva. Se il pressing immediato fallisce, l’obiettivo è riorganizzarsi rapidamente, formando un blocco compatto in difesa con Conte che istruisce i suoi giocatori a ridurre lo spazio tra i reparti, rendendo difficile per l’avversario trovare linee di passaggio verticali.
ANALISI SWOT
PUNTI DI FORZA
-
- Densità in zona palla;
- Rotazioni costanti, dinamiche e imprevedibili;
- Utilizzo e occupazione della zona di rifinitura;
- Organizzazione difensiva eccelsa;
- Preparazione fisica e intensità;
- Mentalità vincente;
- Valorizzazione dei giocatori;
PUNTI DI DEBOLEZZA
-
- Eccessiva dipendenza da singoli;
- Tattiche difensive a volte eccessivamente conservatrici;
- Preferenza per un gruppo ristretto di titolari;
MINACCE
-
- Fisicità di Lukaku, McTominay e Anguissa;
- Tecnica e velocità degli esterni d’attacco;
- Forza fisica e intelligenza dei difensori;
- Capacità mentale e fisica del gruppo squadra in tutte le partite
OPPORTUNITÀ
-
- Spazi su zona laterale o cambio gioco
- Difficoltà ad affrontare giocatori agili e abili nel dribbling








