Analisi Tattica: il Nizza di Francesco Farioli

Analisi realizzata da Matteo Lorenzini, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il NIZZA di Francesco Farioli: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Dopo un campionato deludente nella passata stagione, il Nizza quest’anno ha deciso di puntare su Francesco Farioli, un allenatore giovane per provare a rilanciarsi e conquistare un posto nelle coppe europee. Il tecnico toscano, attualmente tra i più giovani allenatori dei campionati europei, laureatosi in filosofia con una tesi sul calcio “L’estetica del calcio e il ruolo del portiere” ha iniziato la sua carriera fra i dilettanti. Dopo una breve parentesi nel programma di formazione dei giocatori del Qatar per i mondiali 2022, viene chiamato da De Zerbi nel suo staff come preparatore dei portieri. Questa esperienza con l’attuale allenatore del Brighton fa emergere in lui la volontà di mettersi in proprio. La prima esperienza da primo allenatore avviene in Turchia sulla panchina del Karagumruk. Quest’anno al Nizza è arrivata per Farioli la prima vera occasione in uno dei top cinque campionati europei, dove in questa prima parte di stagione sembra essere andato ben oltre le aspettative. Alla guida di un mix di giovani emergenti ed esperti affermati, la squadra del tecnico italiano, vista l’ottima classifica ricoperta grazie all’espressione di concetti di gioco interessanti, è finita sotto l’attenzione degli addetti ai lavori e non solo. Con la miglior difesa di tutti i top campionati europei ed il mantenimento di un’imbattibilità durata fino alla tredicesima giornata di campionato, il Nizza sta stupendo con la sua enorme mole di possesso palla e una solidità difensiva davvero notevole. Nonostante le poche partite a disposizione per darne un giudizio concreto, Farioli e la sua squadra sembrano affermarsi partita dopo partita come una delle squadre più interessanti dell’attuale panorama calcistico francese ed europeo e chissà che questa stagione non possa lanciare definitivamente la carriera di un altro giovanissimo ed interessante allenatore italiano.
SISTEMI DI GIOCO
Sistema di gioco di base: 1-4-3-3
Nella partita utilizzata per le lavagne tattiche (Metz-Nizza 1-3) il Nizza ha schierato: Bulka (POR), Bard (TS), Dante (DCS), Todibo (DCD), Lotomba (TD), Ndayishimiye (MED), Thuram (CCS), Boudaoui (CCD), Boga (AS), Moffy (PC), Laborde (AD).
Sistema di gioco in fase di possesso: 1-3/4-3
Sistema di gioco in fase di non possesso: 1-5-4/1
In fase di possesso il Nizza alza la posizione dei due terzini sulla linea delle mezze ali, formando, pur se molto mobile, una linea a quattro nella zona del centrocampo a supporto del tridente d’attacco. Alla fase offensiva non partecipano i due centrali di difesa e il mediano, che, dopo la fase di costruzione a cui partecipa attivamente, arretra la sua posizione all’interno dei due centrali, costituendo durante la fase di possesso una linea a tre in marcatura preventiva.
In fase di non possesso i due esterni di attacco abbassano la loro posizione ai lati delle mezze ali formando una linea di quattro giocatori alle spalle della punta, che una volta superata resta come unico giocatore sopra la linea della palla. Il mediano, già precedentemente abbassato, mantiene la sua posizione fra i centrali di difesa andando a costituire una solida linea difensiva a cinque.
FASE DI POSSESSO
Costruzione
Come anticipato nell’introduzione, il Nizza basa la sua idea di gioco nel dominio del possesso e nel controllo della palla, che per Farioli oltre a una componente fondamentale per impostare le proprie azioni, rappresenta il primo strumento di difesa contro gli avversari. Con percentuali elevate di possesso palla e con i propri centrali di difesa nelle posizioni più alte della classifica dei giocatori per passaggi eseguiti del campionato, si può facilmente intuire quanto il Nizza basi la propria manovra sulla partenza dal basso e su una fitta rete di passaggi attirando fuori la pressione avversaria, per poi colpire negli spazi generati. Alla costruzione del Nizza partecipano, oltre al portiere, sempre diversi giocatori di movimento, che in maniera alternata vengono coinvolti nel giro palla. Si evidenziano due principali disposizioni dei giocatori del Nizza durante la costruzione: Il primo, che solitamente avviene quando l’avversario porta una pressione più alta, consiste in cinque giocatori (2+3), che sono i due centrali, supportati da una linea di tre, composta dal mediano affiancato dai due terzini che avanzano la loro posizione; l’altra disposizione (3+4), che avviene con maggiore frequenza nelle zone più avanzate, consiste (come da immagine) nell’abbassamento del mediano fra i due centrali di difesa, con i due terzini, anche in questo caso avanzati, posizionati ai lati delle mezze ali a formare una linea a quattro. Attraverso questi giocatori si forma una fitta rete di scambi corti e costanti, in modo da creare un possesso prolungato, talvolta quasi sterile, ma con il chiaro obiettivo di attirare l’avversario fuori dalle proprie posizioni per poi attaccare una volta trovato il varco giusto, e al tempo stesso mantenersi in controllo della palla garantisce al Nizza la possibilità di concedere poche occasioni da gol agli avversari, costretti, in particolar modo in caso di situazione di svantaggio, a dover alzare la propria pressione per recuperare il pallone, rendendosi così più vulnerabili e scoperti nelle linee difensive.

Sviluppo e rifinitura
Dopo il lungo possesso palla in costruzione, in caso della creazione di un varco tra le linee avversarie, inizia il vero e proprio sviluppo offensivo del Nizza. Questo sviluppo consiste spesso in azioni brevi e veloci nel tentativo di portare il pallone nella zona di rifinitura per attaccare direttamente l’ultima linea difensiva avversaria, sfruttando l’eventuale sbilanciamento degli avversari. Le soluzioni più frequenti per l’avanzata della squadra di Farioli avvengono attraverso delle azioni personali di una mezzala (in particolare Thuram) o di un terzino attraverso gli spazi del centrocampo o con il servizio sugli esterni d’attacco, con un cambio di gioco o un lancio in profondità, saltando così le linee di pressione avversaria e in modo da poter sfruttare le loro qualità nell’1vs1. Da sottolineare l’importante lavoro svolto dalla punta Moffi, il quale, alterna inserimenti offensivi per allungare la squadra avversaria, a movimenti incontro per fornire appoggio e far salire la squadra con delle aperture laterali o scambi con le mezze ali, a seguito dei quali ritorna in avanti, partendo lontano dall’area, con degli inserimenti spesso anche difficili da seguire. Importanti risultano anche i posizionamenti in zona di rifinitura delle mezze ali, che avanzano la loro posizione fino al limite dell’area effettuando scambi con il tridente d’attacco e occupando l’interno dell’area con inserimenti in caso di cross laterali. Lateralità Il Nizza nelle sue azioni offensive sfrutta molto le corsie laterali, dalle quali provengono molti assist per i gol realizzati dalla squadra di Farioli. Queste corsie vengono impegnate da movimenti di sovrapposizione ed inserimento tra i terzini e gli esterni d’attacco, i quali attraverso cambi di gioco o triangolazioni con le mezze ali vengono serviti per giocarsi degli 1vs1 o arrivare direttamente al cross o alla conclusione. Da evidenziare è il frequente movimento che avviene sulle corsie laterali fra il terzino e l’esterno d’attacco del Nizza. Come si può vedere dall’immagine, l’esterno d’attacco, in questo caso Boga, abbassa la sua posizione sulla linea di centrocampo nel tentativo di attirare fuori l’uscita del terzino avversario, mentre la mezz’ala di lato palla Thuram si va a posizionare più alta tenendo impegnati i centrali di difesa. Se il l’avversario esce si va a creare uno spazio, che il terzino, in questo caso Bard, può attaccare facilmente creando insieme alla mezzala una situazione di superiorità numerica laterale che può portare ad importanti situazioni offensive.

Finalizzazione
Per quanto riguarda la finalizzazione, questa rappresenta forse uno dei più grandi punti deboli della squadra. Il Nizza, infatti, mantenendo un possesso palla così prolungato non da modo agli avversari di attaccare, ma al tempo stesso non crea numerose palle gol durante l’arco della gara. Un chiaro dato è infatti la scarsa realizzazione, che colloca il Nizza tra i peggiori attacchi del campionato. Nonostante ciò, quando la squadra attacca lo fa in modo comunque pericoloso, attendendo i momenti giusti per cercare di arrivare alla conclusione nella maniera più pulita possibile. Queste finalizzazioni avvengono solitamente con degli inserimenti degli attaccanti in profondità, in particolare Moffi, sfruttando ripartenze e contropiedi da palla recuperata con gli avversari scoperti. Diversi gol del Nizza sono arrivati anche da scambi e sovrapposizioni laterali fra terzino ed esterno d’attacco culminate con dei cross spesso bassi alle spalle delle difese avversarie dove l’inserimento della punta o delle mezze ha portato a delle facili realizzazioni all’interno dell’area.
FASE DI NON POSSESSO
Prima azione difensiva
A sostegno della tesi del mantenimento del possesso palla, il Nizza durante la fase di non possesso cerca l’immediata riconquista del pallone portando una pressione molto alta e aggressiva. La prima azione difensiva del Nizza avviene fin da subito dalla rimessa del portiere con un riferimento a uomo, con la squadra molto avanzata pronta ad aggredire con gli attaccanti i portatori di palla e chiudendo con i giocatori più arretrati tutte le possibili soluzioni di passaggio. A differenza di molte squadre, la prima pressione del Nizza non viene portata con una disposizione specifica, ma si adatta alle caratteristiche e al posizionamento degli avversari, evidenziando così un evidente preparazione tattica svolta di gara in gara. Nonostante il Nizza faccia dell’attenzione difensiva uno dei suoi punti di forza, in questa prima fase di difesa la squadra mostra un atteggiamento molto coraggioso andando ad alzare molto il proprio baricentro e accettando in diversi casi la parità numerica nelle zone difensive. In caso in cui questa pressione non vada a buon fine il Nizza arretra nella propria metà campo, evidenziando qui tutta la propria propensione al non concedere spazi agli avversari, andando a costituire un 1-5-4-1 molto difficile da superare.

Atteggiamento difensivo del centrocampo
Con l’arretramento del mediano all’interno della linea dei difensori, in fase di non possesso la linea di centrocampo è composta dalle due mezze ali e dagli esterni d’attacco che arretrano formando una linea a quattro. Questa linea inizialmente resta stretta e scaglionata alle spalle della punta, con le mezze ali che seguono a uomo i centrocampisti avversari, effettuando anticipi o uscite in avanti in pressione sul portatore avversario. Con l’avanzare dell’azione avversaria la linea si appiattisce e si allarga, garantendo copertura davanti alla difesa e raddoppi difensivi sulle corsie laterali.
Linea di difesa
Durante la fase di non possesso all’interno della propria metà campo la linea di difesa del Nizza diventa a 5, composta dai quattro giocatori difensivi con l’aggiunta del mediano. Questa linea rappresenta un grande punto di forza per la squadra di Farioli, riuscendo a garantire molta copertura sia in ampiezza sia per densità di giocatori presenti in area. La linea appare solitamente piatta e viene frequentemente rotta dalle uscite dei centrali per effettuare contrasti aerei o seguire eventuali movimenti a staccarsi degli attaccanti avversari, questi movimenti risultano particolarmente efficaci, vista la possibilità di poter contare comunque su almeno quattro giocatori all’interno dell’area anche in caso di un’uscita. Lateralità difensiva Anche sulle corsie laterali il Nizza risulta una squadra molto difficile da attaccare a difesa schierata, potendo contare su due line numerose, la squadra di Farioli riesce a garantire un’ottima copertura anche sulle fasce, sono frequenti i raddoppi degli esterni o delle mezze ali sulle marcature dei terzini, i quali, infatti, effettuano frequenti uscite laterali potendo comunque restare ben coperti alle spalle da altri quattro difensori.
FASE DI TRANSIZIONE
Transizione positiva
La transizione positiva rappresenta un’importante soluzione per la squadra rossonera, la quale riesce in diverse occasioni a recuperare palloni attraverso la sua pressione alta e aggressiva. Una volta recuperato il possesso il Nizza può contare su un reparto offensivo composto da giocatori molto veloci in campo aperto, che riescono a sfruttare facilmente lanci in profondità per arrivare a concludere rapidamente dopo la riconquista.
Transizione negativa
La transizione negativa rappresenta uno degli aspetti più attenzionati dalla squadra di Farioli. Come da lui stesso dichiarato, il campionato francese, viste le caratteristiche tipiche di velocità e fisicità degli attaccanti delle squadre che lo compongono, è uno dei più pericolosi per quanto riguarda la concessione di ripartenze agli avversari. Questa sua idea si riflette in maniera evidente sulla sua squadra, la quale nella prima fase del campionato è stata quella che ha concesso meno occasioni da gol su ripartenze e contropiedi agli avversari. Questa affidabilità è garantita anche dalla presenza costante di almeno tre giocatori in marcatura preventiva, che garantiscono anche in caso di palla persa un’ottima copertura, non permettendo quasi mai agli avversari di attaccare in superiorità numerica.
ANALISI SWOT
Punti di forza
1.Grande mantenimento del possesso palla;
2.Ottima solidità difensiva;
3.Rapidità nelle transizioni positive;
4.Molti palloni recuperati a seguito della prima azione difensiva.
Punti di debolezza
1.Frequente sterilità del possesso;
2.Scarsa realizzazione offensiva;
3.Parziale sofferenza della pressione alta avversaria.








