Analisi Tattica: il Parma di Fabio Pecchia 2024-25

Analisi realizzata da Edoardo Antonini, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il PARMA di Fabio Pecchia 2024-25: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Dopo aver ottenuto la promozione nella massima serie italiana dominando il campionato di serie B dello scorso anno, il Parma di Pecchia sembra essere ripartito da dove aveva lasciato. Un pareggio al debutto con la Fiorentina, una vittoria contro il Milan e una sconfitta in casa del Napoli nelle prime 3 partite di Serie A, con la sensazione però di aver raccolto molto meno di quanto meritassero le prestazioni offerte. Squadra molto intensa che predilige un calcio molto concreto ma senza rinunciare ad azioni di qualità, sono presenti giocatori molto tecnici insieme a giocatori di gamba e di fisico. Età media della rosa bassa e dopo un inizio cosi, seria candidata a sorpresa della stagione. I giocatori di maggior qualità che troviamo nell’undici titolare sono senza dubbio Adrian Bernabè (trequartista mancino scuola Manchester city e classe 2001, ama avere il pallone fra i piedi e cercare l’imbucata vincente per il compagno. Ottimo tiratore da fuori), Dennis Man (esterno offensivo mancino classe ’98, grande corsa, ottimo dribbling e molto freddo sotto porta), Ange Bonny (punta centrale classe 2003 di piede destro, dotato di grande fisico ma di ottimi piedi, partecipa molto alla manovra, abile nel proteggere palla e nel mandare in porta i compagni), Simon Sohm (centrocampista di piede destro che non ha molti gol nelle gambe ma svaria sul fronte offensivo ed è un ottimo incursore vista l’imponenza fisica) infine troviamo Adrian Benedyczak (esterno sinistro a piede invertito, ancora mai sceso in campo per infortunio ma determinante lo scorso anno, ottimo dribbling molti gol e assist in dote ed un ottima struttura fisica.
Sistemi di gioco:
Il sistema di gioco base adottato da Pecchia nella partita utilizzata per le lavagne tattiche (Parma-Fiorentina 1-1) è l’ 1-4-2-3-1 con Suzuki in porta, linea di difesa a 4 composta (da dx a sx) da Coulibay Circati Balogh e Valeri, i due mediani in partenza sono Estevez e Sohm, linea a 3 offensiva con Man a destra Bernabè al centro e Mihaila a sinistra ed infine Bonny terminale offensivo. In fase di possesso si trasforma in un 1-2-2-3-3 o 1-2-2-3-2-1, i due centrali difensivi rimangono bassi e si allargano, sohm sale e prende la posizione di Bernabè che scende a prendere palla (è lui il vero regista della squadra in fase di possesso) vicino ad Estevez (rimane sempre basso) senza però rimanere in linea, i terzini si alzano sulla linea di sohm rimanendo larghi mentre Man e Mihaila si allargano per dare ampiezza e Bonny rimane centrale. In fase di non possesso il 4231 rimane tale oppure spesso si trasforma in 442 con Bernabè che si alza sulla linea di Bonny e Sohm arretra formando una linea a 4 con Estevez Man e Mihaila, la linea di difesa e quella di centrocampo si compattano lasciando il trequartista e la punta in smarcamento preventivo per eventuali azioni di contopiede.
Fase di possesso:
Nella fase di prima costruzione come detto i centrali di difesa si allargano e Bernabè scende a prendere palla formando una specie di rombo (costruzione 1+2+1) con Estevez che rimane dietro ma senza allinearsi all altro mediano. I terzini si alzano ma, cosi come gli esterni offensivi, stanno larghi per dare massima ampiezza alla manovra e lasciare spazio a Bernabè per salire col pallone o per cercare la palla esterna appunto. Quando la squadra avversaria effettua una pressione molto alta o uomo su uomo (come la fiorentina in alcuni casi), il portiere o uno dei centrali lancia lungo sulla punta o su uno dei due terzini andando a superare le prime due linee di pressione avversaria.

In fase di sviluppo di gioco le linee di centrocampo e attacco si scaglionano per non dare troppi punti di riferimento, estevez rimane basso insieme ai centrali di difesa, Sohm sale andando ad occupare la posizione di trequartista ma rimanendo in costante movimento su tutto il fronte offensivo e Bernabè diventa il portatore di palla nonché regista della squadra.
Lateralità offensiva:
Terzini ed esterni si allargano fino a calpestare quasi la linea del fallo laterale, a dimostrazione del fatto che la lateralità offensiva è ricorrente nella manovra del Parma. Una costante del gioco di Pecchia infatti è la palla su Bonny che è molto bravo nel difenderla e successivamente nel giocarla sugli esterni, a questo punto o vanno nell 1vs1 o moto spesso aspettano la sovrapposizione del terzino per l’imbucata.
Rifinitura e Finalizzazione:
La zona di rifinitura viene spesso ricercata dalla squadra emiliana, tenendo Bonny fra la linea di difesa e quella di centrocampo avversaria e Sohm a svariare su tutto il fronte e con la qualità delle imbucate di Bernabè, il Parma arriva spesso negli ultimi 25 metri con varie soluzioni per andare a chiudere l’azione. Una delle vie per finalizzare è l’appoggio su Bonny per vie centrali, con la sua qualità riesce, o a mandare in porta uno dei due esterni liberatosi attraverso un taglio in zona ombra rispetto al difensore, oppure dopo lo scarico sulla fascia l’esterno aspetta la sovrapposizione del terzino che mette la palla in mezzo per gli inserimenti della punta o di Sohm che, si trova spesso in queste situazioni senza però mai riuscire ad essere freddo sotto porta. Un’altra soluzione è l’ uno-due fra la punta o il trequartista e Bernabè che è dotato di un ottimo tiro dalla distanza.
Fase di non possesso:
In fase di non possesso l’azione del Parma è un ibrido fra prima pressione e primo pressing, Sohm si abbassa sulla linea di Estevez e rimangono dietro insieme ai 4 difensori, i due esterni di attacco, Bonny e Bernabè vanno a formare un rombo per ingabbiare i due mediani (in questo caso della Fiorentina) e chiudere ogni linea di passaggio dei 3 centrali verso di loro, il terzino del lato di palla infine accorcia sull esterno della Fiorentina (Dodò) per non consentire lo scarico largo.

Questa azione di disturbo della manovra avversaria avviene appunto grazie ad uno scaglionamento della linea di centrocampo, coi mediani che rimangono bassi e gli esterni che salgono. Man mano che la squadra avversaria riesce a portare su palla la linea di centrocampo si ricompatta (senza mai appiattirsi completamente) e si avvicina a quella di difesa, lasciando leggermente avanzati soltanto la punta e il trequartista in smarcamento preventivo.
Con l’avvicinamento della linea di centrocampo a quella di difesa vengono a crearsi molto spesso dei raddoppi sulle fasce, con i terzini sempre leggermente staccati dai due centrali e pronti ad uscire forte sul ricevitore di palla e a loro volta gli esterni di centrocampo pronti al raddoppio.
La linea di difesa del Parma è sempre leggermente scaglionata, i due centrali infatti rimangono molto stretti e un po più bassi dei terzini, che infatti rimangono leggermente più avanzati e staccati per uscire subito sullo scarico laterale, i due mediani coprono l’eventuale imbucata nello spazio fra terzino e centrale. La tendenza è quella di coprire la zona piuttosto che marcare a uomo.

Transizione offensiva e difensiva:
Il Parma predilige sempre il recupero alto del pallone, da poco dopo la linea di centrocampo avversaria in su. Una volta recuperato il pallone, grazie al lavoro dei 4 giocatori offensivi più uno dei due terzini, si passa alla verticalizzazione immediata andando cosi a preferire un calcio estremamente diretto, fatto di pochi passaggi ma tutti volti al guadagno rapido di campo. Raramente quando non riesce ad attuare una ripartenza immediata dopo il recupero del pallone, la squadra consolida il possesso e riparte dal portiere. Se il recupero della palla avviene nella propria metà campo, come detto in precedenza, punta e trequartista rimangono in smarcamento preventivo per ricevere palla e aspettare l’arrivo degli esterni ed attuare il contropiede.
Nel momento in cui la squadra perde palla, specialmente in zona offensiva, l’attitudine è quella della riconquista immediata portando sempre almeno 4 o 5 uomini in zona palla e lasciando sempre i due centrali dietro in marcatura preventiva. Se la riconquista non avviene nei primi 5 o 10 secondi dalla perdita del pallone, la squadra è molto veloce a ripiegare e riposizionarsi.
Analisi SWOT
Punti di forza:
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- Intensità
- Rapidità nel guadagnare campo
- Giocatori giovani e tecnici
Punti di debolezza:
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- Tenuta fisica da migliorare per il tipo di gioco
- Concede qualche contropiede di troppo








